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Pasqua nella Città Eterna: sempre affascinante e motivante, nonostante il maltempo...

Periodo del viaggio 19/03/08 - 25/03/08 (6 giorni)
Pubblicato da Paolo e C.Visita il profiloContattaInvia una mail il

Resoconto del viaggio

Pasqua bagnata, Pasqua fortunata. A Roma.

Nonostante le poco rassicurati previsioni meteorologiche, la scelta per la meta di Pasqua 2008 cade su Roma.

Le motivazioni di ordine culturale e personale prevalgono sulla razionalità, che sconsiglierebbe di andare a cacciarsi sotto una perturbazione importante, prolungata e ampiamente prevista.

Diversamente dal solito, anche a causa della celebrità della destinazione, questo diario ha una strutturazione non calendarizzata, ma tematica.
Raccoglie alcune nostre personali e modeste riflessioni, sia come camperisti che come turisti.

Il viaggio

Per noi, provenienti da Nord, nessun tipo di problema. Partiamo il mercoledi pomeriggio, più tardi di quanto pianificato, e senza intoppi di alcun tipo percorriamo la direttrice tirrenica,
autostradale fino a Grosseto e sottoforma di superstrada poi, sfiorando Montalto di Castro, Civitavecchia e Fiumicino, fino al Grande Raccordo Anulare.
Quella bella invenzione del navigatore satellitare ci porta a destinazione senza problemi e senza errori, all'area attrezzata LGP di via Casilina 700.

L'area di sosta

Come richiesto sul loro sito, e come suggerito dal buon senso, avevamo prenotato. Siamo quindi stati ammessi all'area, in piena notte, nella piazzola a noi riservata.
Ineccepibile l'organizzazione, che prevede un kit informativo che al loro arrivo informa gli equipaggi sui servizi disponibili, sulla pianta dell'area, su come raggiungere la propria postazione, sui trasporti pubblici per il centro.
Abbiamo altresì verificato con mano l'estrema disponibilità della Direzione, nonostante il pienone Pasquale, a venire incontro alle richieste dell'ultimo minuto degli equipaggi,
soddisfandoli nei limiti del possibile, con cortesia e solerzia, meritandosi un plauso incondizionato.
L'area è assai ben organizzata, pianeggiante, con vialetti in brecciolino ben drenanti e piazzole su erba, delimitate, con allaccio elettrico (da 600 W). E' recinatata ed in parte adibita a rimessaggio.
L'ingresso è presidiato da personale 24 ore su 24, e l'intera area è video sorvegliata da numerose telecamere.
Alla Reception sono disponibili molti prodotti di consumo e accessori per camper, oltre ai biglietti per il trasposto pubblico (euro 1,00 per 75 minuti, inclusa una corsa in metrò).

I trasporti pubblici

Il bus n° 105 ha la fermata di fronte all'ingresso dell'area, e fa capolinea alla Stazione Termini, centrale, dalla quale volendo si possono prendere - con lo stesso biglietto - coincidenze per praticamente qualsiasi destinazione.

Due linee di metrò, che si incrociano proprio a Termini, costituiscono una soluzione per spostamenti rapidi, anche se sotterranei.
Una infinità di bus offrono alternative 'emerse', con un minimo di panoramicità.
Per chi li gradisce, sono anche disponibili varie proposte di itinerari turistici su bus a due piani, scoperti, come da anni in voga in altre Capitali nordiche e negli States. Non economici, ma panoramici.

Il nostro commento, dopo averne usufruito per diversi giorni, è che il metrò è efficiente e frequente (e la linea A, forse pù recente, anche pulita).
I bus hanno una cadenza poco prevedibile, come ci hanno confermato alcuni utenti locali, malcapitati come noi in attesa di una corsa che non arrivava mai.
E il 105 ha la particolarità di accogliere sempre più passeggeri dell'immaginabile, tra i quali gli unici di razza bianca sono, di fatto, i camperisti in sosta all'area LGP.
Più volte abbiamo assistito all'impossibilità di salire sul bus per tutti coloro in attesa alla fermata.
All'infuori di noi e degli altri utenti dell'area, non abbiamo praticamente MAI visto nessuno obliterare il biglietto sui bus (mentre nel metrò occorre inserirlo per aprire i cancelli di accesso). Evidentemente c'è un largo uso di abbonamenti.

La Roma monumentale

Roma si conferma Caput Mundi. Per ogni civilità è un riferimento assoluto, con una serie di testimonianze che fanno riflettere sulla sua potenza e sul suo valore artistico e culturale in tempi nei quali in altre parti del globo tali livelli di progresso erano fuori dall'immaginabile.
Il richiamo che esercita sui moderni turisti di ogni Continente lo conferma.
E' un punto di onore e di prestigio per l'Italia, che ha la fortuna, più unica che rara, di poter annoverare altre perle di assoluta eccellenza sotto questo profilo, e di ricevere il rispettoso omaggio di tanti ammirati visitatori.
Ad ogni viaggio c'è modo di scoprirne nuovi angoli, nuovi aspetti, nuovi scorci magari da poco aperti al pubblico.
In questa occasione, durante una breve pausa dell'inclemente situazione meteo, abbiamo avuto la possibilità di visitare, sul Palatino, la casa di Augusto ed i suoi affreschi, accessibili da pochi giorni soltanto.
Una conferma dei tesori che Roma racchiude.
Ci è piaciuta molto, come sempre, la Basilica di San Pietro in Vaticano, che abbiamo anche ammirato illuminata in notturna.
Altra interessante visita è stata quella dei reperti ritrovati, recuperati dall'apposita sezione dell'Arma dei Carabinieri, esposti in un'ala del Quirinale, che ci ha particolarmente colpito per la sontuosità dei saloni.
Sempre degne del viaggio le innumerevoli altre opere d'arte, statue, fontane e chiese il cui elenco sarebbe velleitario riportare qui, ma che rappresentano una valida motivazione per tornare ancora e sempre a Roma.

Come camperisti

L'area di sosta da noi scelta si è confermata una scelta adeguata. Non ci risultano altre soluzioni più comode al centro.
Abbiamo visto pochi camper sparsi per la città, e - viste le frequentazioni ed ascoltati i commenti in loco - non riteniamo sia una soluzione consigliabile.

Come turisti

Detto poc'anzi dell'ammirazione per lo straordinario concentrato di arte e storia che è un vero piacere poter ripassare, il turista si trova a fare i conti anche con la logistica e le misure di sicurezza.
Molti dei più importanti siti turistici sono accessibili solo passando attraverso porte metal-detector (ad esempio, il Quirinale, la Basilica di San Pietro in Vaticano, i Musei Vaticani), che allungano ulteriormente i tempi.
In altri casi, come la Casa di Augusto, vi sono una coda alla biglietteria del Palatino (per noi, circa 50'), una seconda in alto sul colle per accedere alla zona degli scavi (per noi, oltre 60'), una terza per la specifica area degli affreschi (per noi, circa 40'), che a loro volta sono visionabili solo a piccoli scaglioni di quattro-cinque persone (attesa di 5'), per non più di due-tre minuti.
Le code sono qualcosa che inizialmente è disarmante, e si trasforma con il passare dei giorni in deterrente. Nel senso che le prime ore di coda si sopportano con mestizia, sperando siano inferiori al previsto, mentre dopo i primi consuntivi si è tentati di evitare le successive, perdendo quindi anche le occasioni di visite importanti.
Ma il tempo è una risorsa non estendibile, e se si spendono in media oltre tre ore al giorno in trasporti (il minimo indispensabile per una sola andata e ritorno al centro),
e anche di più in coda alle biglietterie, anche limitando a meno di una i tempi di ristoro - pur necessari - non restano che poche ore utili all'effettiva fruizione di quanto si è venuti a vedere.
E' il problema dei giorni nostri: qualsiasi cosa, in questi grandi centri, si fa "in coda": l'acquisto del biglietto, l'attesa alla fermata del bus (per tacere della ressa per salirvi - una vergogna per un paese che si ritenga civile), l'ordine di un caffè, l'uso della toilette del bar. Qualsiasi cosa. E dunque un'operazione banale di due minuti, che non dovrebbe meritare una citazione, si trasforma in una di otto o dieci, che nel caso di gruppi di più persone possono diventare facilmente 20 o 30, dilatando a dismisura qualsiasi consuntivo temporale.
Volendo vedere il lato positivo anche in questo aspetto, che in questa occasione si contende con le condizioni meteo il titolo di lato più negativo del viaggio, constatiamo le condizioni nelle quali si vive, si studia e si lavora in un contesto come questo ci fa apprezzare oltremodo il nostro modesto status di provincia...

I prezzi ci sono sembrati assolutamente non esagerati per quanto riguarda bar e ristoranti (citiamo la catena "Zio Ciro", cucina napoletana, che abbiamo gustato in due giornate diverse e in due punti diversi, nei paraggi di Fontana di Trevi e del Pantheon, con soddisfazione e un buon rapporto qualità-prezzo), non propriamente economici nel caso delle visite culturali (a testa, euro 5 per il Quirinale, euro 11 per Palatino e Colosseo, euro 18 per i Musei Vaticani).
Siamo stati molto colpiti dall'enorme quantità, davvero massiccia, di addetti presenti nei Musei Vaticani con mansioni di controllo, e dalla loro instancabile attività sui propri cellulari, che con grande abilità utilizzano senza sosta per guardare la TV, giocare, messagggiare, senza mai alzare lo sguardo e assolutamente incuranti delle nostre occhiate incuriosite. Ci siamo chiesti chi sostiene le spese di tutto questo personale, che di fatto non esegue alcuna attività tranne che essere fisicamente presente, e che probabilmente percepisce indennità strordinarie, festive e via sprecando. Non è un bel biglietto da visita che si offre alle famiglie che sono state appena salassate all'ingresso.

E' stata stressante la lunga coda (circa 60') sotto la pioggia battente, a tratti mista a grandine, per arrivare al metal-detector per accedere alla Basilica di San Pietro il giovedi mattina.

E' stata coinvolgente la Via Crucis del venerdì sera, resa ancor più sofferta dall'incessante pioggia che bagnava noi fedeli sul piazzale del Colosseo, mentre il Papa celebrava sotto ad un gazebo bianco in alto sui Fori Imperiali.

E' stata quasi drammatica la Santa Messa della domenica di Pasqua in San Pietro, dove siamo stati investiti forse dal più violento temporale che ci abbia mai sorpresi all'aperto.
Non abbiamo capito il motivo per il quale una vastissima estensione della piazza era vuota ma inaccessibile, transennata, mentre migliaia di persone - come noi - sono rimaste fuori, nel tratto in leggera pendenza verso via della Conciliazione, trasformatosi presto in un torrente che ha travolto e inondato tutti, giovani, anziani, bambini, carrozzelle, impossibilitati a trovare un posto dove i piedi non fossero sommersi.
Ordinata, ma pazzesca, la coda per il metrò per rientrare a fine cerimonia. Non la scorderemo presto.

Come Italiani

Il centro di Roma è molto presidiato dalle Forze dell'Ordine. Nonostante le ripetute raccomandazioni ricevute, non abbiamo avuto problemi di sicurezza, anche se si avverte un senso di pericolo diffuso in certe situazioni.
Naturalmente i poli di attrazione turistica sono popolati da turisti di ogni Nazione, con grandissime presenze di Giapponesi, Americani e Spagnoli.
Ciò che francamente impressiona è la moltitudine di persone di altre etnie che vive qui - non come turista - ma lavorando, immaginiamo, e in parte anche inventandosi una occupazione.
In questi giorni di pioggia, dire che i venditori di ombrelli fossero numerosissimi è un eufemismo: impossibile fare più di 5 passi senza dover declinare le loro offerte.
Sicuramente il futuro del mondo è multienico: consoliamoci, per ora, sapendo di essere un punto di attrazione per chi sta peggio di noi. Ma sappiamo di doverci impegnare per mantenere un livello di vita decoroso.

Arrivederci, Roma!

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