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RISPOSTE ALLE DOMANDE PIU' FREQUENTI

Come già sa chi mi ha scritto, io rispondo personalmente a tutti coloro ai quali posso dare una risposta costruttiva. Nel seguito riporto le risposte alle domande che più spesso mi vengono rivolte (di solito indicate come FAQ, Frequently Asked Questions), a beneficio di chi fosse interessato al tema. E' evidente che in tali risposte si ritrovano le mie opinioni, maturate in oltre venti anni di viaggi in camper, con veicoli di varie marche e spesso in compagnia di amici camperisti con i quali si è dibattuta la materia e si sono affinate conoscenze ed esperienze. Fate conto che si stia amichevolmente conversando in un'area di sosta, ripercorrendo l'ultimo viaggio e pregustando il prossimo.



Domande di carattere generale

Perchè comprare un camper? Ritorno all'inizio di questa pagina
Io credo che le ragioni che spingono una famiglia alla scelta di disporre di un veicolo ricreazionale siano molteplici, e forse non tutte così evidenti ad un primo esame. Tra queste ragioni, io considero molto importante il fatto di avere uno strumento che consente di ideare e realizzare progetti che, in mancanza del camper, sarebbero molto più difficili da portare a compimento.
Dato per scontato che il camperista è una persona che ama viaggiare per scoprire nuove località, per relazionare con persone diverse, per visitare luoghi più o meno famosi, per vivere a contatto con la natura più di quanto non si possa fare quotidianamente, io credo che il camper sia un formidabile mezzo per appagare questi nostri desideri nella massima libertà (rispettando, s'intende, le regole della convivenza civile: quindi, ad esempio, senza pretendere di 'campeggiare' sui lungomari più chic e contesi, ma liberi da orari, prenotazioni, caparre, ecc.) e con la possibilità di vivere completamente inseriti nel contesto che stiamo visitando, con i pregi e i difetti che questo comporta. E' proprio questo il bello: chi usa il camper spesso conosce, a mio parere, molto meglio le località che ha visitato rispetto a qualunque altro tipo di viaggiatore.
Altre ragioni più 'personali', come il "mangiare come a casa", il "dormire nel mio letto", l'appagamento che qualcuno trova nel possedere il veicolo (più o meno come accade per le automobili) e via elencando, io credo che possano solo servire da compensazione a qualche sacrificio o rinuncia, come il doversi occupare di faccende domestiche come cucinare e rigovernare anche "in vacanza", il "guidare a lungo", il "vivere allo stretto", l'avere "poca acqua", ecc.
Dal punto di vista strettamente economico, poi, io non ritengo che il camper sia la soluzione migliore, principalmente a causa del costo d'acquisto dei veicoli (ma anche delle spese annuali di mantenimento, per tacere poi del prezzo di certi campeggi!).
Io sono convinto che senza il camper io e la mia famiglia non saremmo mai riusciti a vedere le cose che invece abbiamo visto e vissuto con piena partecipazione, come, tanto per fare qualche esempio, due volte Nork Kapp (con due mesi di soggiorno in Scandinavia: all'emozione del sole di mezzanotte - che si può provare anche viaggiando con altri mezzi - il camperista aggiunge la pesca del salmone, la raccolta dei funghi, la sveglia mattutina tra le renne e mille altre sensazioni uniche!), oltre centoquaranta soggiorni in Paesi Europei, partecipazioni ad innumerevoli eventi (anche lontani, quali le Floriadi in Olanda, l'Oktoberfest, il Military Tattoo e gli Highlands Games in Scozia al suono delle cornamuse), molti Capodanni in diverse Capitali Europee, il quieto riposo in tranquille vallate 'minori' al riparo dalla confusione dei centri 'alla moda', la visita di Santuari e Castelli vicini e lontani, visti prima solo sui libri o in TV! Tutto questo ripaga ampiamente dei piccoli problemi che a volte incontriamo nei nostri viaggi, come il sindaco che non ci vuole, il parcheggio che è pieno, l'area di sosta che non c'è, e via lamentando.
Io penso che ogni camperista abbia, giustamente, le sue preferenze in termini di itinerari e strumenti, e, con questi, ciascuno appunti nel diario note ed immagini che sottolineano l'unicità dell'esperienza via via accumulata: che bello poi, incontrandosi, parlare del passato per progettare il futuro!
In estrema sintesi, io direi che avere un camper vuol dire avere la possibilità di sognare e poi di realizzare i sogni più belli.

Che differenza c'è tra camper, autocaravan e motorhome? Ritorno all'inizio di questa pagina
Con proprietà di linguaggio, si definisce 'camper' un veicolo commerciale leggero attrezzato in modo più o meno permanente per il trasporto e l'alloggio di fino a sette persone, conducente incluso; 'autocaravan' è un veicolo sul quale è installata in modo fisso una cella abitativa attrezzata per il campeggio, spesso dotato di mansarda (varianti senza mansarda sono i 'semiintegrali'), mentre 'motorhome' è un veicolo sviluppato e realizzato con lo stesso scopo, nel quale la meccanica dell'allestimento non è più immediatamente visibile, in quanto anche la cabina di guida è completamente ricostruita dall'allestitore.
A prescindere da valutazioni soggettive, influenzate dal gusto e dalle esigenze abitative, si riconosce ai camper l'agilità e la robustezza, agli autocaravan l'abitabilità ed il costo più abbordabile, ai motorhome l'eleganza e l'aerodinamicità.
I prezzi dei veicoli sono influenzati dal fatto che nel caso del camper il furgone di partenza costa un poco più delle motrici usate negli altri casi, che l'isolamento va realizzato esemplare per esemplare, così come gli impianti ed il mobilio; nel caso dei motorhome dal fatto che la cabina di guida va interamente realizzata come parte dell'allestimento, rispettando i vincoli di sicurezza (cinture, cristalli, ecc.), e dotandola di cinematismi basculanti per il letto anteriore; facile concludere che l'autocaravan ha dalla sua la cabina di serie e i risparmi consentiti dalla produzione di serie per l'allestimento.
Ricordo che nell'uso corrente, tuttavia, si approssima spesso (anche troppo) utilizzando il termine 'camper' per riferirsi ad un veicolo ricreazionale in senso lato.
A questo proposito, per chi è alle prime armi in questo avvincente argomento suggerisco di consultare il glossario dove ho cercato di rendere comprensibili alcuni dei termini più usati dai camperisti.

Dal punto di vista economico, conviene avere un camper? Ritorno all'inizio di questa pagina
Il punto di convenienza di un veicolo ricreazionale è alquanto difficile da definire e, molto spesso, da raggiungere. E' funzione, infatti, di molte variabili: il costo d'acquisto iniziale, il valore residuo che si ricaverà rivendendo il mezzo, il numero di notti trascorso a bordo, il numero di persone che lo utilizzeranno, le spese vive necessarie per mantenerlo (tasse e manutenzione - che dipendono dal tipo di veicolo, rimessaggio - che dipende dalle possibilità e dalle scelte di ciascuno). Di certo, le spese da sostenere per le vacanze, se non parliamo di viaggi intercontinentali, non rappresentano la voce principale. Quindi, la convenienza economica va valutata caso per caso, conoscendo costi prevedibili, utenti del veicolo e viaggi previsti. Ma, secondo me, va anche tenuto conto che disporre di un veicolo ricreazionale permette di realizzare viaggi che altrimenti resterebbero dei sogni: e, forse, stanziare qualcosa per avere questa possibilità è una cosa che facciamo volentieri.

Mi piacerebbe noleggiare un camper, ma lo saprò usare? Ritorno all'inizio di questa pagina
Il noleggio è una soluzione che presenta indubbi vantaggi: nessun problema di investimento iniziale, di tasse annuali, di manutenzione, di rimessaggio. Per contro, richiede una certa pianificazione anticipata, spirito di adattamento al veicolo disponibile, voglia e tempo di allestire l'equipaggiamento di bordo alla partenza e di scaricare il tutto al rientro, prima della riconsegna.
Di certo, rappresenta una ottima possibilità di provare questo tipo di vacanza senza impegnarsi da subito nell'acquisto, magari per saggiare le proprie vocazioni itineranti e verificare la tipologia di veicolo più adatta alle proprie esigenze.
Detto questo, so che diversi camperisti sono tali pur senza possedere un veicolo proprio: semplicemente lo noleggiano di volta in volta, liberi di scegliere un altro tipo di vacanza quando opportuno.
Il timore di non essere all'altezza del veicolo va comunque ridimensionato: i noleggiatori offrono, di norma, veicoli in ordine - tipicamente molto recenti e assolutamente verificati nella meccanica come nei servizi di bordo - che risultano molto facili da guidare, con l'unica avvertenza di stare attenti agli ingombri, i quali sono maggiori rispetto alle automobili, soprattutto in altezza e per quel che riguarda lo sbalzo posteriore (che in manovra 'allarga' più di quanto ci si aspetti).
Dopodichè, con le istruzioni avute alla consegna del veicolo chiunque si trova in grado di realizzare il viaggio tanto atteso. L'esperienza suggerirà poi, per le uscite successive, cosa lasciare a casa (normalmente si tende a portare un certo numero di cose inutili) e cosa non dimenticare più. Possono aiutare, al riguardo, delle liste da consultare ed eventualmente da personalizzare per le proprie necessità ed abitudini, così come alcuni consigli pratici.



Domande per l'acquisto

Perchè un camper costa molto più di un altro? Ritorno all'inizio di questa pagina
Come in ogni bene di consumo (pensate alle automobili, oppure ai computer, ai vestiti, o agli elettrodomestici), il prezzo di un camper dipende da diversi fattori. Per iniziare, la meccanica di base rappresenta una notevole percentuale del costo iniziale. Poi, di certo il marchio della casa che lo allestisce ha il suo peso, perchè sottintende capacità progettuali, tecnologie, materiali, assistenza e garanzie di varia levatura. Dimensioni, dotazioni, accessori e componentistica dell'allestimento completano il quadro delle variabili che influenzano il costo. E un camper è costituito da tanti componenti: è un veicolo, più 'semplice' di un'automobile ma anche più robusto, però è anche una piccola casa, con un impianto elettrico, uno idrico, uno di riscaldamento, un bagno, una cucina. Quindi, anche se apparentemente possono sembrare simili, in realtà i vari modelli si differenziano in aspetti magari meno evidenti ma spesso sostanziali. Conviene non trascurarli, perchè con l'uso le differenze emergeranno, eccome.
Inoltre, consentitemi questa riflessione: posto pari a 100 (per comodità nel ragionare con le percentuali) il prezzo di un veicolo ricreazionale motorizzato, togliamo la percentuale dell'IVA (20), togliamo la percentuale del rivenditore (approssimiamola a 12), togliamo il presunto giusto guadagno del produttore (approssimiamolo a 10), togliamo le spese di trasporto, immatricolazione, messa su strada (un altro paio di punti), il costo netto della meccanica (se ragioniamo in milioni, per un camper da 100 questo difficilmente sarà inferiore a 30), e sarete stupiti di constatare che resta 26, più o meno, come valore dell'allestimento. E se partiamo da un prezzo iniziale di 50, rifacendo il ragionamento capiremo che l'allestimento ha un valore teorico pari a circa 12 (50-10-6-5-2-15), che equivale al costo netto di una caravan non certo grande e non certo accessoriata. Quindi non c'è da stupirsi troppo che un veicolo meglio dotato e con una meccanica più prestante costi molto più di un altro: casomai, si tratta di verificare se i plus sono effettivi o solo apparenti.

Cosa è importante valutare prima dell'acquisto? Ritorno all'inizio di questa pagina
Questi sono aspetti molto soggettivi: spesso sento dire "Ma io mica devo correre" oppure "Per dove devo andare io...". E' vero, e non è vero. Spesso si paga lo scotto dell'inesperienza, acquistando veicoli che poi si rivelano non essere all'altezza delle attese, o della migliore concorrenza.
Io raccomanderei, innanzitutto, di prestare la massima attenzione alla meccanica, che è la base di tutto, ed è quella che ci deve 'portare a casa' sempre e comunque. Ricordando che viaggerà sempre piuttosto carica (se non addirittura sovraccarica!), e che oltre al motore anche gli altri organi meccanici - sospensioni, freni, pneumatici, solo per citarne alcuni - devono essere dimensionati opportunamente. Il mio consiglio è: se proprio occorre risparmiare, non fatelo sulla meccanica.
Poi occorre prestare attenzione all'assistenza, sia del telaio che della cella abitativa: oltre a competenza e serietà, prevedendo tagliandi, manutenzione e interventi più o meno straordinari, non sottovalutate la comodità di disporre di un servizio di assistenza non troppo lontano da casa, perchè sarà necessario portarvi il mezzo e poi riprenderlo in altra data, e viaggi di questo tipo, con un altro veicolo di appoggio, se molto lunghi, potrebbero risultare pesanti.
La disposizione interna della cella abitativa, infine, può esimervi o meno dalla necessità di fare e disfare i letti ogni giorno: altro aspetto sul quale il rischio di pentirsi presto è davvero reale.

Meglio 'concentrarsi' sulla meccanica o sull'allestimento? Ritorno all'inizio di questa pagina
La meccanica, ripeto, non deve essere trascurata. L'allestimento, per il quale esistono maggiori possibilità di scelta, è più soggettivo. E' bene analizzare con attenzione entrambi gli aspetti. L'oltremodo variegata offerta che ci alletta nei centri vendita e nelle fiere spazia da veicoli dal prezzo aggressivo a altri molto più costosi, giganteschi e sontuosi.
Tanto per cominciare, le esigenze di ogni nucleo famigliare differiscono in base al numero, all'età, alle abitudini ed alle aspettative dei suoi componenti. Quindi un veicolo adeguato ad un contesto familiare può tranquillamente non soddisfarne un altro, senza che questo metta in dubbio le sue qualità.
Ragionando in termini di prezzi dei veicoli nuovi, e volendo schematizzare per esemplificare il ragionamento, la mia personale opinione è che un veicolo 'equilibrato' veda il proprio valore essere costituito da una percentuale compresa tra il 45 ed il 50% a carico della meccanica, e per il resto a carico dell'allestimento.
Nel caso, infatti, di veicoli per i quali il costo della sola meccanica sia inferiore al 45% del totale, si corre il rischio di avere un telaio sottodimensionato: e questo non deve far pensare alla velocità raggiungibile o mantenibile in autostrada - che è solo uno degli aspetti 'dinamici' con cui avremo a che fare - ma vuole ricordare altri importanti fattori quali la stabilità, il rollio, il beccheggio, la frenata e la sua resistenza alla fatica, i consumi, l'affaticamento in genere che il telaio dovrà essere in grado di sopportare.
Viceversa, i veicoli nei quali il valore della meccanica supera il 50% del costo totale sono senza dubbio 'performanti', ma i limiti dell'allestimento non tarderanno ad emergere durante il suo uso, costringendovi, con ogni probabilità, a qualche intervento migliorativo - quando possibile ed economicamente proponibile - facendo ricorso ad accessori ed installazioni successive.



Domande sull'uso del camper

Dove andare? Ritorno all'inizio di questa pagina
Il camper serve per scoprire nuove destinazioni, per visitare, esplorare, conoscere. Anche senza sognare viaggi di mesi in continenti remoti, tutti abbiamo in mente delle mete che vorremmo raggiungere e che il camper consente di cogliere. Per sfruttare al meglio questo tipo di viaggi, il miglior suggerimento resta quello di muoversi controcorrente, cioè di spostarsi evitando le code, di sostare in località non intasate, di apprezzare la molte opportunità che aspettano solo di essere colte, rifuggendo dal turismo di massa, dai 'ponti' comandati, dalle località 'di moda'.

Dove fermarsi? Ritorno all'inizio di questa pagina
La legge consente la sosta ai veicoli ricreazionali ovunque sia consentita agli altri veicoli di pari ingombro. Quindi i cartelli di 'divieto di sosta ai camper' sono illegali - come ampiamente dimostrato da numerose sentenze in materia: o la sosta è vietata, per ragioni di peso o di dimensioni a determinate categorie di veicoli, oppure è consentita. In altre parole, dove possono transitare e sostare, ad esempio, i bus turistici, lo possono fare anche i camper. Nella pratica, può capitare che per miserabili interessi di parte, qualche località abbia - a suo rischio - deciso di non rispettare la legge e osteggi la sosta dei veicoli ricreazionali (magari a causa di un'amministrazione o di un primo cittadino espressione di lobby che ritengono di non trarre vantaggio da questi tipo di turismo). In questo caso, il mio consiglio è quello di scegliere località alternative meglio disposte nei nostri confronti, lasciando che il tempo - e gli esercenti che invece ci accoglierebbero volentieri, come bar, ristoranti, gastronomie, stazioni di servizio, edicole e via elencando - facciano loro cambiare idea.

Ma è prudente sostare in forma 'libera'? Ritorno all'inizio di questa pagina
Dipende: il buon senso, la prudenza, la misura e l'esperienza di certo aiutano a capire quando e dove una sosta libera può essere eseguita in tutta tranquillità. Nel dubbio, è sempre meglio optare per una sosta in una struttura ricettiva (area di sosta, campeggio, agriturismo), dove oltre ai servizi avremo anche l'impagabile sicurezza di un sonno tranquillo. Cionondimeno, non mancheranno indimenticabili soste libere in ambienti adatti che vi ripagheranno ampiamente dei sacrifici per l'acquisto dell'amato veicolo! In generale, comunque, le soste sono più 'a rischio' in zone fortemente turisticizzate, e magari nei periodi di grande afflusso. Mentre si è più tranquilli in parcheggi meno affollati, in zone più decentrate e proprio per questo spesso più attraenti.



Domande tecniche

Trazione anteriore o trazione posteriore? Ritorno all'inizio di questa pagina
Ecco la domanda 'classica': qualunque camperista, esperto, neofita o in pectore, ha una propria opinione al riguardo, che io mi guardo bene dal contestargli. Espongo qui solo il mio modesto parere, supportato da una lunga esperienza con entrambe le soluzioni, di quattro case diverse.
Le moderne trazioni anteriori presentano vantaggi in termini di guidabilità, brillantezza, prestazioni. Ma hanno il tallone d'Achille nella capacità di trasmettere a terra la potenza, e possono avere dei problemi su fondi a bassa aderenza (neve, ghiaccio, ma anche solo fango o erba bagnata). Soprattutto nel caso di allestimenti di grandi dimensioni, questo aspetto assume un'importanza notevole: una semplice rampa, magari sterrata o umida, può rappresentare un problema difficile da affrontare. Secondo me, vanno impiegate solo per allestimenti di dimensioni contenute, con uno sbalzo posteriore sensibilmente minore del massimo omologabile.
Le trazioni posteriori presentano vantaggi in termini di maneggevolezza (in quanto le ruote sterzanti, non essendo motrici, consentono angoli di sterzata più spinti), predisposizione al 'carico' (più questi aumenta, maggior presa fanno le ruote motrici), stabilità (nel caso di asse posteriore con ruote gemellate). Ma hanno un differenziale a volte leggermente più rumoroso e, se 'gemellate', pagano lo scotto di una tara superiore e una maggiore tendenza all'oscillazione laterale (a causa del fatto che gli ammortizzatori, posti all'interno dell'asse gemellato, sono tra loro più vicini e faticano a contrastare l'indesiderato movimento). Secondo me, sono le più adatte ad allestimenti di grandi dimensioni, verso ed oltre il limite dei 35 quintali di peso complessivo.

L'acqua di bordo è sempre poca... Ritorno all'inizio di questa pagina
Primo: imparare ad usarne poca. Secondo: imparare ad usarne ancora meno. Terzo: far installare un secondo serbatoio, per aumentare la capacità di bordo. Ma questo vuol dire costi, pesi e ingombri.

L'energia di bordo è sempre poca... Ritorno all'inizio di questa pagina
Come per l'acqua, il risparmio energetico è sempre una buona norma comportamentale. Ma, in questo caso, la tecnologia ci aiuta, offrendoci almeno due possibili soluzioni al problema: i pannelli solari oppure un generatore di corrente a motore per ricaricare le batterie di bordo.
Io personalmente ritengo migliore la prima scelta, ecologica, silenziosa, senza necessità di manutenzione, anche se di capacità limitata (scordarsi asciugacapelli 'di casa' e ferri da stiro; al massimo, un piccolo phon a 12 Volt). Inoltre, con un inverter adeguato potremo tranquillamente alimentare la maggior parte delle utenze a 220 V di bordo, come i dispositivi che ricaricano i telefonini, i rasoi elettrici, le videocamere, le macchine fotografiche, il computer portatile, ma anche un frullino o altri piccoli elettromestici.
Il generatore di corrente, invece, a fronte di una capacità assai maggiore, è rumoroso, pesante, ingombrante, richiede manutenzione e carburante, ed è molto malvisto dai malcapitati camper eventualmente vicini di sosta che devono sopportarne il fastidioso ronzio.

Per il gas, meglio le bombole o il 'bombolone'? Ritorno all'inizio di questa pagina
La scorta di gas di bordo è fondamentale nei periodi estivo e di mezza stagione, e diventa 'vitale' durante l'inverno. E proprio d'inverno, il freddo rischia di farci l'antipatico scherzo di impedire al gas (la componente della nostra scorta di bordo che può essere bruciata dalle utenze) di fuoriuscire dal serbatoio nel quale è contenuto. Infatti, il gas viene conservato sottoforma liquida nei contenitori, e, per essere impiegato, trasformato in forma gassosa sottraendo calore all'ambiente circostante. Quando il calore circostante non è sufficiente, la trasformazione risulta difficile o impossibile (e noi parliamo di 'gas che gela'). Per evitare questo inconveniente, nel caso di bombole amovibili si impiega gas propano che resiste al freddo molto meglio del butano, mentre nel caso del serbatoio fisso - normalmente riempito presso una stazione di servizio con il GPL, che è una miscela di gas liquefatti, con percentuali variabili di butano e propano - si ricorre talvolta a riscaldatori elettrici (12V) all'uscita del serbatoio (che aiutano in caso di rischio di congelamento della condensa nel punto critico di uscita del gas), o ad altri sistemi più o meno complessi e di efficacia non sempre garantita. Personalmente preferisco il 'bombolone' a causa della maggiore autonomia e della facilità di rifornimento (le bombole finiscono sempre di notte, e preferibilmente se piove: provare per credere!), e facendo il 'pieno' in stazioni di servizio situate in zone con climi freddi, dove la miscela GPL ha una percentuale di propano superiore alla media, non ho mai avuto problemi causati dal freddo. Giova molto cercare di riempire il serbatoio quando è quasi vuoto, in modo da ripristinare una adeguata percentuale di propano: ripetuti riempimenti a serbatoio non vuoto, invece, causano inevitabilmente un accumularsi di butano (che gasifica con maggior difficoltà, e dunque tende a trattenersi nel bombolone) con un peggioramento della resistenza ai climi freddi. Assolutamente da evitare, perchè controproducenti, empirici tentativi di isolare il serbatoio dal freddo esterno, che renderebbero solo più difficile il processo di gasificazione. E poi, la presenza del bombolone non preclude l'impiego, in casi particolari, di una bombola di gas propano, magari acquistata sul posto, qualora questa sia l'unica soluzione per combattere un freddo polare.

Come evitare che gelino acqua e scarichi? Ritorno all'inizio di questa pagina
Premesso che una buona coibentazione è un prerequisito per l'uso invernale del camper, e che dobbiamo cercare di migliorarla con l'uso di scuri termici per i cristalli della cabina e gli oblò, e magari con dei tappeti sul pavimento, il pericolo del gelo va affrontato con un adeguato impianto di riscaldamento dotato di termoventilazione e numerose bocchette. Il serbatoio dell'acqua potabile deve essere riscaldato, il boiler va tenuto acceso, un bocchetta deve portare l'aria calda in bagno. Naturalmente non si parla di usare eventuali serbatoi di acqua potabile esterni, se non coibentati e riscaldati. Se lasciamo il camper in presenza di temperature molto rigide, la stufa va mantenuta accesa. Per gli scarichi, è opportuno versare come prima cosa un po' di alcool o di liquido antigelo, che eviterà il bloccaggio della saracinesca di apertura. In alternativa, una manciata di sale raggiunge lo stesso scopo.

Come migliorare l'assetto del veicolo? Ritorno all'inizio di questa pagina
Purtroppo, i nostri veicoli viaggiano in perenne stato di pieno carico, se non addirittura sovraccarichi. Questo fa si che la meccanica di base, per quanto robusta e ben dimensionata, si trova in stato di continuo stress, in viaggio come a veicolo fermo. Le sospensioni sono tra gli elementi che più patiscono questo disagio, non di rado manifestando la loro fatica, quando non addirittura soccombendo. Se vogliamo evitare che il nostro veicolo viaggi in posizione 'seduta', e veda fortemente ridotte le proprie capacità di assorbire le asperità della strada, possiamo intervenire in vari modi. La cosa più importante è assicurarci che le sospensioni (soprattutto quelle posteriori) lavorino in condizioni accettabili: è incredibile osservare qunanti veicoli circolino con le balestre posteriori a 'curvatura capovolta', vale a dire così carichi che l'originale centina dei fogli ammortizzanti è stata completamente assorbita, e anzi l'apice della 'U' si trova ormai in alto invece che in basso! Quando la balestra può svolgere il proprio lavoro in modo adeguato (magari grazie all'aggiunta di un foglio supplementare), se il veicolo risulta troppo 'morbido', cioè se oscilla troppo, possiamo irrigidirlo intervenendo sugli ammortizzatori, il cui ruolo è proprio quello di smorzare le oscillazioni verticali del veicolo, fermandolo dopo 1, massimo 2 movimenti. Tipicamente gli ammortizzatori originali sono tarati per lavorare solo parte del tempo a pieno carico, e quindi si trovano in una situazione di forte stress che - tra l'altro - li deteriora velocemente. Esistono in commercio ammortizzatori rinforzati che fanno al caso nostro e risolvono brillantemente il problema, sia del carico che della durata. Infine, con le sospensioni integrative ad aria si può ottimizzare la risposta dinamica del veicolo andando ad aiutare le sospensioni posteriori nei momenti di maggior carico; inoltre, con un impianto completo e quindi dotato di compressorino a bordo, è possibile intervenire sull'altezza da terra della parte posteriore del veicolo - limitatamente a pochi centimetri e per poco tempo, ma quanto basta, ad esempio, per superare passaggi difficili come gli accessi dei traghetti o qualche tratto di sterrato particolarmente insidioso. Attenzione, però: l'ordine degli interventi non è casuale: non si pensi di risolvere tutti i problemi in una sola volta installando, per esempio, le sole sospensioni integrative ad aria. Facendole lavorare in un gruppo sospensione sotto forte carico, dove non abbiano lo spazio adeguato per inserire il loro 'contributo', potrebbero essere controproducenti e dannose, sino a piegare il telaio in occasione di shock dinamici imprevedibili (una buca, una rotaia troppo alta, e così via), soprattutto in presenza di sbalzi molto pronunciati e ben carichi.


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