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Vai alla home page di www.CamperOnLine.itLa Duna di Pyla, La Rochelle e l'Ile de Ré, il Perigord

A lungo indecisi sulla meta per Pasqua, prevale il desiderio di scoprire una zona mai vista in precedenza, e, soprattutto, di cercare una meta che non sia "garanzia" certa di code da esodo.

I giorni di vacanza sono 6, imposti dalla scuola. "Solo" 6. Ma noi andremo sull'Atlantico! Vi è un tratto di costa francese che ancora non abbiamo mai visitato, e questa sarà la volta buona. Vogliamo vedere la mitica duna di Pyla, e La Rochelle. E magari l'Ile de Ré. E chissà cos'altro troveremo strada facendo...


Studiando il percorso sulla cartina, nasce qualche perplessità sull'itinerario da seguire, ed alla fine optiamo per la direttrice Lione-Clermont Ferrand-Bordeaux.

Il problema è che non esiste un vero e proprio tracciato per la nostra destinazione: sembra che tutte le principali autostrade tendano a collegare il Nord al Sud, e noi che andiamo da Est ad Ovest saremo costretti a cambiare spesso percorso, cambiando spesso autostrada, route nationale e altre strade minori.
L'obiettivo è di arrivare entro il primo giorno, ma non sarà facile.

La prima sera pernottiamo a Courmayeur, nel noto parcheggio presso le funivie.
Visitiamo, per la verità, anche il piazzale del mercato di Courmayeur, in basso rispetto al paese, sulla sinistra salendo, ma sono presentu i divieti di sosta per i camper, e noi, come sempre, in questi casi non ci fermiamo (nè a visitare, nè a spendere).  

Il mattino seguente, alle 8, imbocchiamo il tunnel del Monte Bianco, e rapidamente ci addentriamo in territorio francese.

Il viaggio fila liscio, grazia alle strade francesi scorrevoli e ben tenute, almeno fino a Clermont Ferrand, dove, soddisfatti del ritmo sinora tenuto, commettiamo l'imprudenza si lasciare l'autoroute per pranzare e rifornire il serbatoio, magari in un impermercato. Errore: non solo non ne troviamo nessuno, ma spendiamo, forse sarebbe meglio dire perdiamo, oltre un'ora tra lavori in corso, sensi unici, traffico cittadino e introvabili stazioni di servizio. Ipermercati, poi, neanche uno, come confermano i diversi abitanti che sempre più impellentemnte interroghiamo. Riforniamo in extremis in un'Agip, e ripartiamo in direzione Bordeaux, dopo un pranzo veloce. La tabella di marcia, già impegnativa, è stata compromessa.

Ma proseguiamo di buona lena, evitiamo il centro di Bordeaux, prendiamo per il Bacino di Archachon e alle 21:30, poco a sud di Pyla, entriamo al "Camping Forêt", in direzione Biscarrosse, proprio a ridosso della duna, che non vediamo per l'oscurità.

Ci sistemiamo e festeggiamo con una ottima cena in camper. Notte da ghiri, com'è facile immaginare.

La mattina, appena svegli, la bella sorpresa: sua maestà la Duna si staglia in tutta la sua imponenza a pochi metri da noi. E' enorme! Il sole nascente la illumina dorandola, e nessuno può avere un desiderio diverso dallo scalarla.

La salita è facilitata da una scalinata predisposta dal campeggio, che aiuta in modo notevole l'ascensione. Lo confermano gli ultimi metri in alto, dove la scala manca, e dove ci rendiamo conto che pochi ce la farebbero, senza scalini.

La duna, è lunga circa 3 km, larga 500 mt, ed alta tra 102 e 104 m. E' costituita da circa 60 milioni di metri cubi di sabbia, per il 90% granelli di 0,3 mm di quarzo bianco o rosa pallido. Viene continuamente rimodellata da venti e pioggie, e si sposta verso est, dal mare verso la terraferma. La sua sabbia viene dal fondo dell'oceano, che le correnti depositano all'ingresso del bacino naturale. I dati sono tratti dalla documentazione fornita dalla reception del campeggio.

La sommità riserva un panorama unico, diverso ogni giorno: onde di sabbia, canali dalle forme che ricordano i canyon. La consistenza consente di passeggiarvi sopra con una certa facilità, alla scoperta di orizzonti e scorci sempre nuovi. La vista è mozzafiato, tanto sui boschi dell'entroterra quanto verso l'infinito Oceano Atlantico.

Percorriamo tutta la duna verso sud, scendendo verso il bosco, proprio dove si vede l'effetto della sabbia che soffoca gli alberi. Rientriamo in campeggio dal bosco, entusiasti per l'eccezionale escursione.

Dopo pranzo, inforchiamo le biciclette e ci dirigiamo a Nord, dove i cartelli indicano 12 km per Arcachon.
Una bellissima pista ciclabile permette di ammirare centinaia di ville (prezzo medio di quelle in vendita: 1 milione di euro, ma alcune anche il doppio), e curatissime aree verdi prospicenti la spiaggia sabbiosa.

Il centro, in verità, ci delude, perchè non è storico, e neanche commerciale. Anzi, in pratica non c'è: arriviamo fino al porto, affollato ma sottotono rispetto ad altre località simili. Non importa, la ciclabile lungomare che ci riporta in campeggio è molto panoramica, e ci ricompensa della fatica fatta.

Doccia calda nei confortevoli servizi del campeggio, e cena in camper, a base di raclette. Siamo stanchi, ma il viaggio non poteva inziare meglio.

Il giorno seguente è già ora di muoversi.
Ma, prima di lasciare il campeggio, effettuiamo ancora un'ascensione sulla duna, difficile da lasciare senza un ultimo omaggio. Stavolta ci spingiamo sul suo lato a nord, ammirando ancora una volta, grazie alla bellissima giornata, gli infiniti panorami che la incorniciano.

La duna che incombe sul campeggio

La salita alla duna

Incontro tra foresta e sabbia

La vista sull'Oceano

La duna vista da Pyla

Il Casinò di Arcachon

La pista ciclabile lungo l'oceano

Verso mezzogiorno lasciamo il bacino di Arcachon, circumnavighiamo Bordeux e puntiamo a Nord, tra vigneti e campagne. L'intuito di suggerisce di sostare per pranzo sul mare, e individuiamo la località di Blaye.
Ottima scelta: un ampio spiazzo sotto le mura della cittadella fortificata ospita già alcune decine di camper, che sostano placidamente sulla riva, in osservazione di una regata velica.

Il pranzo è a base di petto d'anatra, specialità locale che incontra la nostra approvazione e scatena i complimenti alla cuoca, esibitasi in una interpretazione originale e riuscita.

Dopo una piacevole passeggiata sui bastioni, tra margherite e panorami, ci rimettiamo in movimento, sempre verso nord. I vigneti si intensificano - d'altra parte, siamo nelle mitiche terre del vino Bordaux, le cui etichette sono note in ogni parte del mondo - e attraversiamo una zona che dà la sensazione di un mondo dove la vita scorra serena.

Giungiamo a La Rochelle, nostra meta, nel tardo pomeriggio, e troviamo il campeggio municipale nella zona di Port Neuf. Una struttura non molto grande, di buon livello, con aree separate per tende e caravan o camping-car. Ogni piazzola è dotata, oltre che allaccio elettrico con presa sia francese che europeo (la tripolare blu), di carico e scarico. Il costo è "francese": noi, inclusa la terza persona e l'elettricità, paghiamo 17 euro al giorno. Tenendo conto dello spazio disponibile, dei servizi (docce calde incluse), e della pulizia, lo riteniamo molto competitivo.

La mattina seguente, domenica di Pasqua, viene dedicata alla visita di La Rochelle.

Una comodissima pista ciclabile porta dall'area dei complessi sportivi, dov'è il camping municipale, al centro, costeggiando il mare ed attraversando parchi ben curati, pieni di aiuole fiorite.

Sul lungomare di La Rochelle vi è una grande esposizione di artisti della ceramica, e non mancano le rivendite di ostriche, dove è anche possibile degustare (noi ne abbiamo acquistate 24, che abbiamo golosamente consumato con calma in camper, come antipasto del pranzo).

Passeggiamo in centro, tra vetrine chiuse e monumenti, e passiamo in rassegna il mercato coperto, unico eservizio commerciale aperto, con i suoi colori e profumi.

Nel pomeriggio, sempre in bicicletta, ci dirigiamo dalla parte opposta, per affrontare il grande ponte che unisce l'Ile de Ré alla terraferma. Non possiamo parlare di impresa sportiva, d'accordo, ma è una escursione di un certo impegno. Il passaggio sul ponte regala qualche emozione (al centro, non so se per l'altezza sull'oceano o per il vento, si ha quasi la sensazione di volare ...), e consente di esplorare l'isola di Re, della quale però abbiamo solo visto la parte iniziale. Merita senz'altro una visita più approfondita.

Sotto le mura di Blaye
La Rochelle
Il ponte per l'Ile Re
Sull'Ile Re

Il Lunedi di Pasqueta lasciamo La Rochelle in direzione Saintes. Poi prendiamo per Angoulême, puntando a sud verso il Perigord, che attraverseremo rientrando.

E' quasi l'ora di pranzo quando un cartello stradale attrae la nostra attenzione: Brantôme, la Venise du Perigord.

Giusto il tempo di leggerlo, è già abbiamo il lampeggiatore che indica la svolta. E siamo molto fortunati. Il paesino è delizioso, con architettura tipica e molta cura per l'estetica. Offre ben due spazi dove vi sono camper in sosta. Superiamo il primo, un comodo parcheggio pianeggiante e periferico, ed attraversiamo il centro abitato, raggiungendo un vasto spazio erboso dove una cinquantina di mezzi sono liberamente parcheggiati nel verde. Pranziamo tra loro, in un'atmosfera ideale, sentendoci protagonisti di una esperienza "en plein air" che regala la serenità, la libertà, il piacere di essere camperisti allo stato puro. Ci sembra di vivere nelle più belle pagine dei depliant che ci ammaliano nelle fiere di settore...

Passeggiamo a lungo nel paesino, lungo il fiume e tra i negozi ricavati nelle caverne sotto il monte, dove acquistiamo varie confezioni di fois gras e derivati, specialità della zona, cuore gourmet della Francia. Ci facciamo una piccola cultura su questi prodotti, che naturalmente assaggiamo già a pranzo, tanto per celebrare l'eccellenza della sistemazione.

Ripartiamo a malincuore, solo perchè il tempo rimasto è poco e "dobbiamo" muoverci. Direzione Périgueux, capitale della regione, che superiamo per fermarci, strada facendo, quando i panorami reclamano uno scatto fotografico.

Sostiamo a visitare Les Eyzies, nota per i graffiti preistorici, molto attrezzata turisticamente e, manco a dirlo, dotata di una ottima area per i camping-car, con piazzole singole separate da siepi potate. La sosta diurna è gratuita, quella notturna costa 4 euro. Per il camper service c'è la colonnina Euro Relais. Semplicemente ideale.

Proseguiamo ancora per Sarlat, celebre e di dimensioni ben maggiori, dove scegliamo di non fermarci per mancanza di tempo: sarà per la prossima volta.

Tra magici scorci raggiungiamo Rocamadur, isolata tra i boschi e davvero affascinante in notturna.

Dormiamo tranquillamente in un piazzale nella parte alta, dominante il gruppo monastero e castello.

L'ultimo giorno è una sgroppata verso casa, trascorso commentando positivamente questo bellissimo, seppur rapido, viaggio nella Francia centrale. Sicuramente merita una visita più approfondita, e ci ripromettiamo di tornarci per visitare con più calma le tante località che ci siamo appuntati.

Brantôme, la Venezia del Perigord
I verdi e accoglienti spazi gratuiti per i camper a Brantôme
Fiabeschi panorami del Perigord
Specialità gourmet: foie gras, tartufi e ...
La preistoria e le pitture di Les Eyzies
L'incanto di Rocamadur

Segnaliamo

I punti principali toccati in questo viaggio

Viaggio effettuato ad Aprile 2007 da Cinzia Nesi

Potete trovare ulteriori informazioni sulle località toccate da questo itinerario nella sezione METE, e i più recenti aggiornamenti alla situazione delle aree di sosta nella sezione AREE DI SOSTA.


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