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LA PROVENZA

Nel 2004, con mia moglie Rossella siamo andati a fare un giro per la costa atlantica francese, ed eravamo transitati della Provenza che, in quell'occasione, ci era piaciuta molto.

Così abbiamo deciso di visitarla con più tranquillità programmando un viaggio nella primavera 2006.

Già qualche mese prima, con l'ausilio di varie informazioni tratte sia da Internet cha da riviste ed opuscoli, avevo iniziato a predisporre un programma di massima che, poi, ho portato su computer per il controllo delle distanze, delle strade e dei tempi di percorrenza tramite Autoroute Express.
Questo mi ha permesso di creare un percorso che, si è rivelato ottimo ed ho potuto, inoltre, memorizzare, giorno per giorno, le varie tappe sui due navigatori (un Route Planer della Magneti Marelli fisso sul camper ed un Garmin IQUE 3600) indispensabili per trovare subito la strada esatta in quanto tutto il viaggio in territorio francese si è svolto senza usare autostrade ma strade statali e provinciali tutte decisamente belle e poco trafficate.

Tappe:

  • Milano - S.Remo 289 km
  • S.Remo - Le Thoronet 187 Km
  • Le Thoronet - Pernes la Fontaine 174 Km
  • Pernes La Fontaine - Fontaine Vaucluse 16 Km
  • Fontaine Vaucluse - Apt 129 Km
  • Apt - Montmeyant 116 Km
  • Montmeyant - St. Croix du Verdon 32 Km
  • St. Croix du Verdon - St.Andre les Alpes 81 km
  • St. Andrè les Alpes - Sisteron 97 Km
  • Sisteron - Viandio 164 Km
  • Vinadio - Milano 264 Km

Veicolo: Mizar Garage su Fiat Power 146 Cv
Equipaggio: 2 persone

Venerdì 21 aprile

Partenza da Milano nel pomeriggio: prima tappa l'area attrezzata di San Remo, raggiunta intorno alle 18.30, dopo un viaggio meno trafficato del previsto visto che si era alla vigilia del ponte del 25 aprile (a parte una coda di 200 metri allo svincolo tra la A26 e la A11 per un tamponamento tra due camper ed un camion). Al nostro arrivo ci siamo posizionati negli ultimi 3 posti ancora liberi distanti dalla strada; la sera ho contato 70 camper parcheggiati!
Da quando la linea ferroviaria è stata spostata più all'interno, l'area risulta decisamente più silenziosa, anche se ubicata a poca distanza dall'Aurelia. Al posto dei binari ora c'è una pista ciclabile asfaltata che porta direttamente nel centro di San Remo. Il costo per la sosta notturna è stato di 7 euro.

Sabato 22 aprile

Partenza di prima mattina e, dopo aver fatto camper service, abbiamo puntato per la Francia, percorrendo l'Aurelia.
Nonostante l'ora (erano circa le 8-8.30) iniziava ad esserci un po' di traffico che, come al solito, appena varcato il confine … è sparito!
Abbiamo percorso un tratto di Costa Azzurra passando anche per il lungo mare di Nizza (dove abbiamo fatto il primo pieno di gasolio a prezzo francese: € 1.099 quando in Italia avevamo visto che l'importo più basso era intorno a € 1.200).
Poco prima di Antibes abbiamo preso la strada che porta a Grasse.

Arrivati a Grasse, non trovando un parcheggio idoneo alle dimensioni del camper, abbiamo proseguito per Seillans fermandoci prima in una panetteria per acquistare la prima gustosissima baguette, elemento fondamentale per tutti i pranzi e le cene consumati in territorio francese!
Per pranzo ci siamo fermati all'aerodromo di Fayence, aeroporto turistico molto vasto adibito, per lo più, al volo a vela. Infatti nelle due ore di sosta che abbiamo effettuato ci sono stati una ventina di decolli di alianti con relativi trainatori (quasi tutto dei Robin).

Anche a Seillans l'assenza di spazio per parcheggiare ci ha indotti a puntare direttamente verso Draguignan dove abbiamo sostato nello spazio indicato dai vari siti di informazione ma che, purtroppo, è ubicato distante dal centro. Dal programma di viaggio, ci saremmo dovuti fermare per la notte ma il posto (dietro ad un ipermercato) non era nè bello nè silenzioso.
Dopo aver fatto un po' di acquisti, siamo ripartiti alla volta dell'Abbazia di Le Thoronet. Questa abbazia, costruita nel XII° secolo dai monaci Cistercensi, è posta nel bel mezzo di una foresta molto fitta, in una posizione tranquillissima ed isolata (non arrivano nemmeno segnali di cellule telefoniche!). Vista la posizione, abbiamo deciso di rimanere nel parcheggio antistante l'Abbazia per la notte, seguiti in questa decisione da altri 3 camperisti (tutti italiani).

Domenica 23 aprile

Dopo una corroborante dormita nel silenzio e nel buio più assoluto, siamo ripartiti per Saint Maximin La Sainte Baume, percorrendo una strada in mezzo alla foresta veramente splendida dove, per alcuni chilometri, non abbiamo incontrato anima viva.
Siamo arrivati in un paesino di nome La Val: avevamo letto che c'era un lavatoio del XVI° secolo ed abbiamo deciso di andarlo a vedere, avendo trovato anche facilmente posto per il camper in un parcheggio abbastanza grande. Alla ricerca del lavatoio, siamo finiti in un giardino dove, di colpo ci è sembrato di essere piombati in un'altra epoca! Completamente fuori dal tempo!

Dopo un'oretta passata in questa splendida località, siamo ripartiti e, sempre per strade poco frequentate, siamo arrivati a Saint Maximin La Sainte Baume.
Il parcheggio adibito alla sosta dei camper era occupato dalle giostre quindi; approfittando del fatto che era domenica e i supermercati erano chiusi, abbiamo parcheggiato all'interno dell'area sosta di uno di questi, in uscita della cittadina, a soli 700 metri dal centro. Così siamo andati a visitare la Basilica di Santa Maddalena, costruita in suo onore in quanto si racconta che abbia trascorso gli ultimi anni della sua vita, fino alla morte, in questo paese.

Dal programma del viaggio, ci saremmo dovuti fermare a dormire ma il parcheggio del supermercato non era certo adatto. Dopo la notte passata nella meravigliosa foresta di Le Thoronet non era facile trovare un posto per la sosta notturna altrettanto bello e silenzioso! Considerato inoltre che era solo tarda mattina, abbiamo deciso di proseguire verso la meta successiva.

Arrivati a Chateauneuf le Rouge ci siamo fermati nell'ampio e tranquillo parcheggio per il pranzo, che abbiamo fatto dopo un rapido giro per il paese.
Siamo poi ripartiti alla volta di Aix en Provence dove non ci siamo fermati puntando, invece, verso La Roque d'Antheron dove si trova l'abbazia di Silvacane che, però, non avevamo in programma di visitare. Qui abbiamo trovato due campeggi che erano chiusi.
Alla ricerca di un camping municipal per passare la notte, ci spostiamo al paese successivo, ma ne troviamo uno aperto senza nessuno alla reception per chiedere informazioni e, dopo un veloce giro di sopralluogo, scopriamo che non vi è neppure la zona adibita per il camper service.

Ci rimettiamo in viaggio per la meta successiva: Pernes la Fontaine e finalmente qui abbiamo trovato uno splendido ed accogliente camping municipal a soli 13 euro a notte (prezzo costante per tutti i vari camping municipal trovati), ampia piazzola delimitata da siepi, corrente, servizi, docce, camper service e… barbecue (completo di legna!) che la sera stessa abbiamo utilizzato per la cena. Il tutto a soli 300 metri dal centro del paese!

E pensare che in Italia chiedono minimo 10 euro per stare stipati uno contro l'altro senza corrente e, tanto meno, senza servizi! (l'area sosta di Capracotta, a Finale Ligure, ne è un esempio!)

Dopo uno splendido barbecue, abbiamo fatto un giro per il paese, molto carino e suggestivo, valorizzato da una ottima illuminazione nella parte vecchia.

Lunedì 24 aprile

Dopo una notte passata in perfetto silenzio, armati di macchina fotografica e telecamera, abbiamo rifatto il giro per il paese, ma c'è da dire che quello fatto alla sera era stato decisamente più suggestivo.
Pernes la Fontaine deve il suo nome al fatto che ci sono 40 fontane ubicate nelle piazzette o a ridosso delle case; alcune sono carine ma altre decisamente anonime ed insignificanti. Dopo la passeggiata, abbiamo ripreso il camper e ci siamo diretti a Fontaine de Vaucluse.

Questa località, con solo 600 abitanti, è situata alla fine di una vallata ai piedi di un falesia alta 230 metri dove, da una grotta, sgorga l'acqua in quantità talmente elevata da essere considerata la quinta sorgente d'Europa; inoltre qui visse per circa 10 anni Francesco Petrarca e la sua casa ora è un museo aperto al pubblico.
Lasciamo il camper nello splendido parcheggio in riva al fiume Sorge. In questo parcheggio, in terra battuta, si pagano all'uscita 3 euro, indipendentemente da quanto tempo ci si ferma. Ed è completo di camper service gratuito (siamo a poche centinaia di km dall'Italia, ma sembra di stare su un'altro pianeta!).
Andiamo in paese, che risulta essere una successione di negozi, più o meno grandi, di souvenir e di gelaterie che si trovano nella zona pedonale che costeggia il fiume.
Ci limitiamo all'acquisto dell'immancabile baguette, ripromettendoci di fare nuovamente il giro nelle prime ore del pomeriggio. Ritornando verso il camper, abbiamo ritrovato uno degli equipaggi che avevano sostato con noi all' Abbazia di Le Thoronet.
Dopo pranzo abbiamo rifatto il giro della mattinata arrivando, però, fino alla sorgente, dopo una camminata di circa un paio di km dal nostro veicolo. La scelta di visitare la sorgente a quell'ora è stata azzeccata infatti, lungo la strada del ritorno, abbiamo incrociato molti turisti e scolaresche che si recavano alla sorgente.
Ci siamo fermati a visitare la fabbrica della carta che viene ancora prodotta come nel passato: grossi martelli di legno, mossi da un antico mulino, riducono in poltiglia stoffe e lane di recupero; questa poltiglia, poi, diventerà preziosa carta artigianale.
Il pomeriggio lo trascorriamo, distesi sulle nostre sdraio, in riva al fiume che ha la caratteristica di essere di un verde molto intenso. Decisamente un pomeriggio rilassante.
Dopo cena, durante una passeggiatina tra i veicoli, mi metto a contare la quantità di camper in sosta: 60, di cui 28 con targa italiana.
A questo punto del giro eravamo ritornati in perfetta sincronia con il programma preorganizzato.

Martedì 25 aprile

Intorno alle 8.30, partiamo in direzione Gordes, che raggiungiamo dopo una ventina di minuti. Questo paesino si trova su uno sperone di roccia e, a circa due chilometri dal paese, vi è un grande parcheggio dove avevo visto alcuni camper fermi per la sosta notturna.
Visto che vi era una bella salita da fare, ho deciso di proseguire con il mezzo e a pochi metri dall'inizio del paese ho trovato un altro parcheggio ampio, decisamente più comodo, subito dietro la caserma della Gendarmerie, dove c'erano già parcheggiati per la notte altri 5 camper.
Il paese è più panoramico che bello, in quanto si ha una visione delle montagne e della vallata del Luberon. Fatto un giro per le consuete riprese e foto, riprendiamo il camper alla volta di Roussillon, paese famoso per le sue falesie di ocra.
Anche questo paese è tutto in salita (caratteristica costante di tutte queste località); arrivando da Gordes quasi non lo si scorge. Parcheggiato il camper, iniziamo il giro esplorativo arrivando fino al punto più alto dove, dalla cima di un dirupo di 30 metri, si gode un panorama molto bello.
Acquistata la solita baguette, riprendiamo il viaggio e, visto il tempo a disposizione, decidiamo di puntare verso Sault che, al momento della programmazione fatta a Milano, avevo deciso di saltare.
Abbiamo fatto bene ad inserirlo nell'escursione! Abbiamo percorso una strada incantevole che ci ha portato fino ad 800 metri di quota per un vallata selvaggia ed affascinante, per arrivare ad un altopiano tra enormi campi di lavanda. Chiaramente in questo periodo la lavanda non è ancora in fiore ma immagino come possa essere spettacolare a giugno-luglio!
Il paese di Sault si trova a 780 metri di quota ma non ha nulla di eclatante, se non la vicinanza al monte Ventoux: da qui partono le escursioni per raggiungere la brulla cima del monte a 1900 metri. Il paese è attrezzato con un' area di sosta situata vicino al cimitero, zona decisamente tranquilla e con una fontanella da dove sgorga un'ottima e fresca acqua. Dopo pranzo ripartiamo dopo aver dissetato anche il camper con del gasolio a 1,10 euro presso il distributore del supermercato posto in uscita del paese.

Puntiamo su Rustrel, località dove avevo programmato la sosta per la notte. Precorriamo una strada che riporta su uno splendido altopiano dove vediamo, oltre all'immancabile lavanda, una vastissima zona cintata da filo spinato e molte antenne paraboliche di tutte le dimensioni: è una base missilistica nucleare.

Scesi ai 620 metri di quota di Rustrel scopriamo che il punto di sosta segnalato non esiste, per cui decidiamo di proseguire alla ricerca di un posto per pernottare, iniziando così il giro previsto per l'indomani.

Attraversiamo Gignac, 'megalopoli' di ben 48 abitanti con un castello privato, e senza fermarci e arriviamo a Viens. Altro tuffo nel passato! Un paesino molto panoramico veramente grazioso e magico, con tanto di castello: d'obbligo scattare decine di foto. Abbiamo anche lasciato il camper in un bel parcheggio ma la vicinanza di un gallo, di un cane e, soprattutto, della torre dell'orologio, mi ha fatto recedere dall'idea di sostare lì per la notte, temendo molto per la sveglia mattutina.
Siamo quindi ripartiti per Apt.
Ad Apt abbiamo puntato per il Camping Municipal, anche questo molto carino e tranquillo. Dopo cena abbiamo fatto un giro per la cittadina ma, a parte lo sporco, non abbiamo trovato nulla di eclatante. La mattina dopo ce la siamo presa comoda, con tanto di docce e pulizie varie al camper: eravamo ancora in anticipo di oltre mezza giornata sul programma.

Mercoledì 26 aprile

Partiti dal campeggio ci siamo fermati ad un ipermercato per un po' di spesa, dopo di che ci siamo diretti verso Bonnieux.
Trovato il parcheggio vicino ad altri camper francesi, iniziamo il giro del paese, ovviamente tutto in salita.
Dopo una cinquantina di metri (in altezza!), attraversando il paese, arriviamo in cima dove c'è una chiesetta (chiusa) da dove si gode un panorama splendido delle vigne e dei ciliegi del Luberon.
Nel paese c'è anche il museo de la Boulangerie (panettieri): la baguette acquistata a Bonnieux era decisamente super!
Dopo aver pranzato percorriamo una strada turistica che ci porta a Lourmarin attraversando una valle che, praticamente, è una spaccatura tra le montagne del Luberon: una gola tortuosa e stretta ma decisamente piacevole.
Terminato il percorso all'interno della gola si arriva a Lourmarin con il suo castello, chiamato anche " la villa dei Medici di Provenza" visitabile a pagamento. Il paese è un susseguirsi di atelier di artisti mentre nel cimitero c'è la tomba del poeta francese Albert Camus.
Ci rimettiamo in cammino alla volta di Pertuis che, però non ci attira molto; perciò puntiamo su Vinon sur Verdon dove troviamo un altro aeroporto per il volo a vela in un'area vastissima. Anche qui, come a Fayence, noto quanto in Italia siamo pervasi dal fanatismo sulla sicurezza. Infatti mentre da noi anche gli aeroporti minori sono recintati e, sovente, sorvegliati dai soldati, qui è tutto aperto e libero.
Il vicino Camping Municipal mi sembra in una posizione poco silenziosa e, quindi, decidiamo di puntare su quello di Geneservis che, però, troviamo in disuso, il che ci costringe a proseguire verso La Verdiere, ma anche questa volta il risultato è negativo: infatti il posto è ancora chiuso; allora proseguiamo, tra una splendida boscaglia, per una strada praticamente deserta, tutta su un altopiano intorno ai 600 metri, fino a Montmeyan dove, finalmente, troviamo un piccolo ma confortevole Camping Municipal per passare la notte.

Giovedì 27 aprile

La mattina ci dirigiamo verso Moissac Bellevue che, dando onore al suo nome, ha una splendida vista sull'altopiano appena percorso. Il paese ha solo 160 abitanti ma possiede tantissime villette, tutte con piscina, ed un ottimo e tranquillo parcheggio nel caso si volesse sostare per la notte.
Da qui riprendiamo la strada e ci fermiamo a Sainte Croix de Verdon, in riva al lago artificiale omonimo. Qui c'è un'area attrezzata che si trova a 45 metri di quota sopra il lago a fianco al paese (costo 6 euro). Noi, però, scegliamo di andare al campeggio posto all'altezza del lago. Con solo 11 euro è il campeggio più a buon mercato e meglio posizionato che abbiamo trovato in tutto il giro per la Provenza. Peccato solo che il tempo non ci abbia permesso che un breve giro per la strada in riva al lago.
Questa sosta ci ha permesso di ritornare in passo con il programma.

Venerdì 28 aprile

L'indomani mattina, dopo aver scaldato per bene il motore, in quanto ci sono ben 100 metri di dislivello da fare per ritornare sulla strada principale, ci avviamo verso le Gole del Verdon, percorrendo una strada (anche questa senza traffico) che ci porta a costeggiare un centro di trasmissioni decisamente imponente, su un altopiano intorno agli 800 metri. Ad un certo punto la strada iniziava ad assomigliare più ad una 'pista di bob': oltre ai tornati stretti, in alcuni punti la pendenza era del 16%. Dopo pochi chilometri ci siamo ritrovati nuovamente sui 500 metri al livello del lago.
Da qui iniziamo ad inoltrarci verso le Gole che sono molto suggestive ma che, a mio giudizio, sono più affascinanti nel tratto iniziale, vicino allo sbocco sul lago.
La nostra intenzione era di fermarci per la notte a La Palud ma, visto che era decisamente presto, dopo il classico acquisto della baguette, puntiamo direttamente alla tappa successiva che era a soli 50 km di distanza: Sainte Andrè les Alpes, passando da Castellane. La strada fino a Castellane, salendo molto gradatamente di quota, costeggia per tutta la vallata il fiume Verdon (di una chiarezza cristallina), con rocce a strapiombo, (quando non addirittura sovrastanti la carreggiata) e ampie foreste.

Castellane è una cittadina carina con molti campeggi (ne conta ben 15!); ci fermiamo solo lo stretto necessario per fare delle compere al supermercato in uscita del paese. Proseguiamo il viaggio e, costeggiando il lago arriviamo a Sainte Andrè Les Alpes, cittadina a 900 metri di quota, circondata dalle montagne alcune con ancora qualche macchia di neve, puntando dritti verso il Camping Municipal che, però troviamo chiuso in quanto avrebbe riaperto solo il 1 maggio. Dopo un rapido giro ed avendo constatato che l'area sosta per i camper era a ridosso della strada principale e adiacente al campanile (con tanto di orologio) torniamo sul piazzale all'ingresso del campeggio e decidiamo di fermarci lì per il pranzo.
Eravamo di nuovo in vantaggio di un giorno sul programma e quindi, nel primo pomeriggio, decidiamo di sdraiarci a letto per un riposo corroborante. La sveglia e stata data, poco dopo un'ora, dal rumore della pioggia e dalle tuonate. Il sole, che avevamo lasciato fuori dagli scurini, era decisamente sparito.
A questo punto optiamo per fermarci anche per la notte, visto che il luogo era tranquillo e silenzioso.

Sabato 29 aprile

Aiuto! Hanno rubato le montagne!
Quando ci siamo svegliati alla mattina ... erano sparite! Erano tutte avvolte da nuvole molto basse. In compenso abbiamo visto un paio di lepri passare vicino al nostro camper. Data la situazione, partiamo in direzione di Digne Les Bains dove arriviamo facendo un'altra vallata circondata dalla foresta e con una strada gradevolissima che, dopo una leggera salita iniziale, lentamente scende di quota.
Arrivati a Digne puntiamo verso Les Mees, a 400 metri di altitudine, dove troviamo il sole ed "i penitenti di Mees" che sono delle rocce, alte più di 100 metri, che si innalzano sopra il paese. La leggenda narra che queste rocce rappresentino i monaci di Lure che, ai tempi delle invasioni saracene, furono pietrificati da San Donato in quanto si erano invaghiti delle giovani schiave che un signore aveva portato dalle crociate.
Da Les Mees, ci dirigiamo verso Chateau Arnoux, dove ci fermiamo all'ennesimo aeroporto per il volo a vela, in un'area vastissima sempre senza barriere e limitazioni dove, nel 1997, si disputarono i campionati mondiali di volo a vela. Per un pò di tempo siamo stati con il naso all'insù ad assistere alle evoluzioni di un aliante che si stava esercitando in manovre acrobatiche.
Prima di pranzo puntiamo su Sisteron che, però, troviamo decisamente caotica e trafficata. Decidiamo di andare al Camping Municipal, che si trova appena dopo il paese. Anche questo campeggio risulta aperto ma senza nessuno alla reception. Ci si può comunque accomodare scegliendo una piazzola a piacimento ed il pagamento lo si farà la mattina dopo dalle 8 alle 11. Avendo trovato il camper service al suo interno decidiamo di fermarci. Al nostro arrivo eravamo l'unico camper ed erano già posizionate solo due caravan.
La giornata è magnifica, cielo azzurrissimo, un po' di vento e … tanti alianti intorno a noi. Scopro che arrivavano da un altro campo di volo, non da quello che avevamo visto precedentemente. Decisamente la Francia è un paradiso per i volovelisti!
Alla sera, nel campeggio, c'erano altri 3 camper ed una decina di caravan.

Domenica 30 aprile

Siamo di nuovo in anticipo di un giorno sul programma e partiamo per Barcelonette. Ancora una volta facciamo delle strade bellissime e senza alcun traffico. Prima di entrare nella vallata che conduce verso l'Italia, troviamo un altro aeroporto: quello di Gap.
La strada che porta a Barcelonette si chiama "dei vini e della frutta". In effetti ci sono ampie piantagioni di mele, pere, ciliegie e molti vigneti. Quando la strada inizia a prendere quota si costeggia il braccio del lago artificiale di Serre Poncon, un lago decisamente enorme.
All'inizio di Barcelonette, che è a 1200 metri di quota, anche qui troviamo un piccolo aeroporto sempre dedito al volo a vela.
La località, però, non ha nulla che ci piace : la troviamo anonima, ci sono molti lavori in corso ed è sovrastata dai palazzoni e dai grattacieli di Pra Loup, famosa località sciistica.

In tutta la Francia ci sono dei paesini carini e graziosi, ma la maggior parte delle località sciistiche che ho avuto modo di visitare, sono decisamente orribili! Con palazzoni, grattacieli, tanto cemento e ben poco di bello. Che peccato!

Visto che anche il tempo era grigio, decidiamo di anticipare il rientro in Italia attraverso il Colle delle Maddalena. A quota 2000 del Passo troviamo ancora un pò di neve ai bordi della strada, un laghetto ancora ghiacciato e un bel vento gelido che invitava molto poco a stare fuori dal camper se non il tempo necessario per fare qualche foto.
Quindi iniziamo a scendere la valle Stura fino a Vinadio, dove ci fermiamo nell'area attrezzata (che di attrezzato non ha proprio nulla: neppure il camper service aveva acqua!); l'area si trova prima dell'ingresso del paese, arrivando dalla Francia, vicino al Forte Albertino.
Dopo pranzo facciamo un giro per il paese, che mi ricordava un pò i paesini della Val Chisone ed il pomeriggio lo trascorriamo in pieno relax.
Alla sera, con soli 7 gradi, molti camperisti stavano fuori dai loro mezzi a chiacchierare e, per scaldarsi, avevano acceso dei bellissimi falò. Durante la passeggiata fatta ho contato ben 65 camper.

Lunedì 1° maggio

Dopo una notte passata nel silenzio, intorno alle 8.30 partiamo in direzione Milano.
Il poco traffico ed una leggera pioggerellina intorno a Cuneo, ci permette di viaggiare con tranquillità per Bra, Alba, Asti ed Alessandria, dove ci fermiamo per il camper service finale.
Dopo pranzo arriviamo a Tortona prendiamo l'autostrada verso casa, dove siamo arrivati intorno alle 14; un rientro senza traffico, positiva chiusura di 11 bellissimi giorni.

Conclusione del giro:
Abbiamo percorso 1549 km in 11 giorni, spendendo meno di 500 euro, con un bombola del gas che è dal 2005 ancora collegata e non vuole finire! (viva il riscaldamento Webasto!).
Abbiamo visitato paesi decisamente carini, scartato cittadine anonime e visto paesaggi unici.
Proprio una bella vacanza.



Viaggio effettuato in Aprile 2006 da Walter e Rossella

Potete trovare ulteriori informazioni sulle località toccate da questo itinerario nella sezione METE, e i più recenti aggiornamenti alla situazione delle aree di sosta nella sezione AREE DI SOSTA.


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