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Camping Sport Magenta

Slovenia e Croazia

Periodo

6 – 26 agosto 2004

Equipaggio

Michele (35) Chiara (31) e Mirko (18 mesi)

Veicolo

Adriatik 570 dk su Ducato 1.9 TD  del 2000

Chilometri percorsi

2490

Litri di gasolio

276

Media

9,02 Km/l

Spesa gasolio

€ 234

Autostrada (I)

Firenze-Trieste-Firenze  € 34

Autostrada (SLO)

Bled – Lubiana – Slovenska Bistrica € 7

Autostrada (HR)

Zagreb - Zadar € 18

Campeggi

€ 95

Ingressi e parcheggi

€ 99

Traghetto

€ 23

Funivia

€ 17

Altri pagamenti in contanti

€ 253

Altri pagamenti Visa

€ 75

Spesa totale

€ 855  (£ 1.655.000)

 

NOTIZIE UTILI

 

Teoricamente il campeggio libero è vietato sia in Slovenia che in Croazia, anche se ormai non è difficile trovare sul web indicazioni su dove è tollerato il pernottamento. Tuttavia, il divieto di sosta notturna per i camper è spesso segnalato in loco ed è generalmente meglio evitare di pernottare davanti al cartello se si vuole evitare la multa!

Ad ogni modo, lo scarico dei serbatoi di recupero è pressoché impossibile fuori dai campeggi e non sempre è garantito lo scarico per chi ha il “nautico”.

I campeggi sloveni non sono molti (una cinquantina in tutto), sono generalmente puliti, alcuni anche ben attrezzati, ed hanno un costo di circa 20 euro per piazzola + 2 adulti e un bambino.

In Croazia ci sono campeggi per così dire “artigianali” che offrono giusto un pezzo di terra e il bagno e che hanno un costo contenuto (sui 10 euro) ed altri “ufficiali” con servizi vari che hanno un costo paragonabile a quello dei camping italiani, specie sulle isole.

Il tallero sloveno viene cambiato 232 a 1 (€ 1 =sit 232) 

La kuna croata viene cambiata 7,27 a 1 (€ 1 = kn 7,27)

Il costo del gasolio è più basso che in Italia.

In Slovenia costa 188 sit al litro, in Croazia 6,17 kune.

Le lingue slave hanno ben poco a che spartire con quelle neolatine, pertanto non affannatevi ad impararle in pochi giorni: sarebbe un impresa improba!

Tanto più che l’italiano è compreso quasi ovunque e parlato da molti, specie se ultracinquantenni, e quasi tutti sanno anche l’inglese.

Due cenni possono essere utili sulla pronuncia delle lettere, per evitare di non essere compresi quando si chiede un’indicazione.

Esistono le lettere Č Š Ž che corrispondono alle nostre C dolce (ciao) SC (sci) e G (ma un po’ più dolce, tipo la J francese); la C normale invece corrisponde alla nostra Z, la S alla S di semaforo e la Z alla S di rosa; il gruppo LJ corrisponde al suono GL di aglio; quello NJ al suono GN di gnomo (scusate la pedanteria: insegno italiano … deformazione professionale!). 

In Slovenia è valido il modello E111 per l’estensione del servizio sanitario all’estero.

Da quest’anno esiste una convenzione anche con la Croazia per la quale va richiesto un modello apposito alla propria A.S.L.

Per l’espatrio è sufficiente la carta d’identità per gli adulti e il lasciapassare rilasciato dalla questura per i minori di 15 anni.

Le strade sono in genere ben tenute e le località più importanti sono raggiungibili in autostrada. Presto dovrebbe essere inaugurata anche l’autostrada Rijeka-Split che permetterà di evitare la lunga e tortuosa litoranea.

Le autostrade, tranne alcuni tratti, sono a pedaggio: in Slovenia si paga per lo più a tratti (ci sono cioè barriere di tanto in tanto e se si esce prima non si paga!); in Croazia si paga al casello come in Italia (talvolta, come del resto anche da noi, si paga alla barriera).    

Gli sloveni ci sono sembrati in genere aperti e cordiali, mentre i croati (almeno quelli che abbiamo incontrato) sono più ombrosi e scorbutici. Si tratta di un’impressione…

Il costo della vita, rispetto a qualche anno fa è notevolmente aumentato.

Costano meno che in Italia i beni di prima necessità come pane, latte, alimentari  in genere.

Per i fumatori, in Slovenia le sigarette costano circa 2 euro, in Croazia 2,65.

 

IL VIAGGIO

 

6/7 agosto  FIRENZE – TRIESTE km 420

Siamo partiti il 6 sera alle 22.15 per fare il grosso del viaggio mentre Mirko dormiva; siamo arrivati alla barriera di Venezia-Mestre poco prima dell’una ed abbiamo dormito in un’area di servizio. Al risveglio però abbiamo trovato l’autostrada bloccata e siamo usciti cercando di evitare le code  (7 km in uscita da Venezia, 12 alla barriera di Trieste). A mezzogiorno e mezzo, finalmente, siamo arrivati a San Giuseppe della Chiusa (TS) a casa di mia cugina Chiara. Roby ci ha preparato un buon pranzetto a base di pesce mentre Mirko ha giocato con Donatella e Claudio con gran soddisfazione. Tutto ok. Noi abbiamo dormito nel piccolo parcheggio presso casa, ma poco distante c’è anche l’area di sosta di Trieste.

8 Agosto   TRIESTE – RAKOV ŠKOCIAN km 78

La via in cui abitano i miei parenti è molto stretta; il camper ci passa a malapena e così, per uscire dal parcheggio abbiamo dovuto far spostare due macchine. Poi siamo partiti ed abbiamo attraversato la frontiera a Basovizza. Effettuato il cambio (100 euro= 23200 sit) ci siamo diretti subito a Lipica, che dista pochi chilometri dal confine, a vedere i famosi cavalli bianchi Lipizzani per la gioia e la meraviglia di Mirko. Un attimo dopo comincia il diluvio! Così decidiamo di andare a vedere le grotte di S. Canziano (ingresso 9 euro a testa). La visita guidata, in italiano, dura quasi due ore. Le grotte sono molto belle per dimensioni e atmosfera; la particolarità è il profondo canyon sotterraneo scavato dal Timavo che scompare e riemerge in Italia vicino a Trieste (per chi ha visto “Il signore degli anelli” sembra di entrare nelle miniere di Moria!). Dopo pranzo andiamo a Rakov Škocian (Rio dei gamberi) un bel parco naturale. Visitiamo un po’ con le bici e un po’ a piedi. Anche qui il fiume ha scavato nella roccia archi naturali e gole. C’è un bel bosco di faggi ed è attraversato da un’unica strada sterrata poco trafficata. Dormiamo nel piazzale antistante l’hotel da soli: che silenzio!

9 agosto RAKOV ŠKOCIAN – KOBARID km 147

Finiamo la visita di Rakov Skocian e ci trasferiamo poco più avanti a vedere Cernisko Jezero un polje, cioè lago d’inverno e per lo più pianura d’estate. La terra è impermeabile e in autunno le piogge riempiono il lago, poi pian piano defluiscono attraverso degli inghiottitoi naturali e il lago si riduce ad uno stagno. Bello. Torniamo a mangiare a Rakov Škocian, dove c’è ombra e fresco, e poi ripartiamo per Idrica dove però non ci fermiamo perché Mirko dorme. La strada è comunque suggestiva perché segue il corso del fiume Idrijca in fondo a una gola. Proseguiamo per l’ospedale partigiano Franja (prende il nome dalla dottoressa che lo diresse), presso Cerkno (ingresso 700 sit a pers). Si percorre un breve sentiero lungo un ruscello e si arriva a una forra dove nella seconda G.M. è stato allestito un ospedale per i partigiani di Tito. Si vedono diverse baracche con varie funzioni (arredate): camerate, sala operatoria, cucina, magazzini e perfino una piccola centrale elettrica. Molto interessante. Alle 6 ripartiamo verso Kobarid (Caporetto) percorrendo la stretta valle (gola) dell’Idrijca fino all’Isonzo (Soča in sloveno) che risaliamo da Tolmino per un tratto (è blu!). Sostiamo nel parcheggio accanto al cinema (come da indicazioni internet) dove c’è un altro camper italiano. Dopo cena facciamo un giro nel piccolo centro del paese e beviamo una  birra al bar della piazza centrale (2 birre 460 sit = 2 euro). Notte! 

10 agosto  KOBARID – VRŠIČ km 73

Appena alzati visitiamo il museo della Prima guerra mondiale di Caporetto, ben organizzato e con una ricostruzione multimediale piuttosto efficace; quindi facciamo a piedi il percorso storico naturalistico che tocca le linee difensive italiane e le cascate del fiume Kozjak affluente di sinistra dell’Isonzo. Gli scorci sul fiume sono splendidi, in alcuni tratti è smeraldino, in altri turchese. Dopo pranzo saliamo al sacrario e poi proseguiamo verso Bovec (Plezzo). Ci fermiamo a vedere alcuni tratti del torrente Koritnica sopra il quale si erge la fortezza di Kluze. Andiamo ancora avanti, attraversando la val Trenta (per chi vuol restare in zona c’è un fornito punto informazioni)  e arriviamo alla sorgente dell’Isonzo: 15 min a piedi ma gli ultimi metri sono piuttosto difficili (non adatti ai bambini), con una piccola ferrata sulla parete di roccia. La sorgente è una sorta di polla sotterranea che filtra tra le rocce e diventa ruscello. Tornati al camper, ci arrampichiamo fino ai 1611 m del passo Vršič: 40 tornanti, 800 m di dislivello in 9 km con pendenze intorno al 14% (sconsigliato a chi non ha il turbo). Ceniamo al passo . Fa freschino (13°) e siamo indecisi sul da farsi. Poi restiamo. Visto che è la notte di S. Lorenzo esco a vedere le stelle e ne vedo ben 4 cadenti!

11 agosto VRŠIČ – BLED 53 km

La mattina facciamo ancora qualche foto e poi scendiamo dal Vrsic verso Kraniska Gora. Il paese è carino, ma niente più di una stazione sciistica, quindi transitiamo senza sosta  e proseguiamo seguendo il corso della Sava Dolinka (che a sud di Bled si unisce alla Sava Bohinjska e forma la Sava). Arriviamo a Bled, splendido lago alpino sulle rive del quale il maresciallo Tito ospitava capi di stato e personalità eccellenti per fare bella figura. Ci sistemiamo in campeggio (20€) sulla riva opposta al paese. Mentre io sistemo il camper Chiara e Mirko vanno sulla spiaggetta antistante (acqua invitante). Dopo pranzo portiamo Mirko a fare il giro del lago col trenino turistico. Nel tardo pomeriggio andiamo in paese con le bici seguendo il lungolago (2-3 km). Poi doccia, cena e a letto.

12 agosto BLED (VINTGAR – BOHINJ) BLED km 85

Avendo casualmente visto un’invitante cartolina andiamo a visitare la gola del Vintgar, un fiume che scorre a pochi km da Bled. Uno spettacolo unico! Acqua color verde smeraldo, rapide, cascatelle il tutto visibile grazie a sentieri e passerelle costruite alla fine dell’Ottocento. Alla fine del percorso (1,6 km all’andata e altrettanti al ritorno) c’è una bella cascata alta 16 m. Dopo pranzo andiamo verso Bohjnj, un lago naturale più esteso di quello di Bled, nel cuore del parco del Triglav (monte più alto della Slovenia, che non riusciamo a vedere per bene a causa delle nuvole che sono arrivate. Saliamo a vedere la cascata-sorgente della Savica fiume che alimenta il lago e prende poi il nome di Sava Bohjniska (fino a riunirsi con la Sava Dolinska e dar vita alla Sava): 540 scalini per uno spettacolo bello ma non trascendentale se paragonato al Vintgar. Scendiamo al lago (ormai è nuvoloso e non vale la pena salire in quota con la funivia). Tuffiamo i piedi nell’acqua, fresca ma non troppo, mentre altri fanno il bagno. Torniamo verso Ribčev Laz dove troviamo una chiesetta sul lago, la statua di uno stambecco (dalle corna d’oro – auricorno – simbolo del parco) e la statua dei 4 primi scalatori del Triglav nell’Ottocento. Cerchiamo un posto dove fermarci per la notte, ma è pieno di divieti: così torniamo a Bled e dormiamo fuori del Campeggio che nel frattempo si è riempito.

13 agosto BLED - LJUBLJANA km 74

Dopo una notte intera di pioggia lasciamo Bled (dove avremmo voluto trascorrere la mattinata per fare il bagno) e andiamo a Ljubljana, la capitale, facendo l’autostrada (2,50€). Continua a piovere ma, quando arriviamo, miracolosamente smette e ci permette di visitare la città. Parcheggiamo lungo la Ljubljanska a pochi passi dal centro (dopo diversi giri – 200 talleri per 2 ore). Riusciamo a veder quasi tutto:il ponte triplice, la filarmonica, il duomo, il municipio e in particolar modo il mercato dove facciamo un po’ di acquisti . Andiamo al campeggio e dopo pranzo mettiamo a letto Mirko, ma prima che si svegli ricomincia a piovere e ci impedisce di tornare in centro in bici come avevamo pensato. Così restiamo in campeggio sperando che domani il tempo sia più bello.  

14 agosto LJUBLJANA – KAMNISKA BISTRICA km 40

Dal punto di vista meteo la mattinata è decisamente più invitante della sera precedente, così , appena espletate le operazioni di carico/scarico, per la gioia di Mirko ci avviamo verso lo zoo di Ljubljana (1300 talleri per pers.). Tra orsi, lupi, cervi e giraffe, elefanti e tigri, leoni e canguri, nonché scimpanzé e uccelli di ogni tipo, Mirko si dimentica del sonno e della fame e alle 14 siamo ancora dentro lo zoo. Finalmente usciamo e mangiamo qualcosa, quindi torniamo verso il centro per andare a visitare il castello. Mirko è crollato e lo adagiamo beato sul passeggino mentre affrontiamo la salita al “grad”. Da su non si vede niente se non si sale sulla torre belvedere (ci sono troppi alberi) quindi è inutile salire fino in cima senza poi pagare i 790 talleri d’ingresso comprensivi anche della visita al museo virtuale (una ricostruzione della storia di Lubiana).

Mirko intanto si è svegliato e torniamo giù attraverso il centro storico, in particolare la città vecchia (stari trg) e il “lungo Lubljanska”. Lasciamo la capitale e puntiamo verso nord direzione Kamniska Bistrica. Poco prima della fine della strada sale la funivia che porta a Velika Planina. Dormiamo nel piazzale della funivia in compagnia di un solo altro camper italiano.

15 agosto KAMNISKA BISTRICA – TEPANJE km 120

Si vede che è ferragosto! Il piazzale, già alle 8 pullula di gitanti che puntano verso l’altopiano. Facciamo colazione, prepariamo lo zaino, sistemiamo Mirko nel suo zaino portantina e andiamo. Per lui doppia novità: funivia e seggiovia (2000 talleri a testa, bimbo gratis). Un viaggio di circa 25 minuti in totale che ci porta ai 1666 metri di Velika Planina, il pascolo dove si trovano veri e propri villaggi di malghe, popolati da maggio a settembre dai pastori, o meglio sarebbe dire mandriani, visto che si tratta di mucche, che salgono col bestiame e per produrre kilko meklo (latte acido) e trniči (piccole forme di formaggio decorate con stampi in legno). Il paesaggio è splendido e spazia da Lubiana alle colline della zona vinicola. Il verde, le mucche, il pastore sloveno in costume tipico, le malghe di legno ci proiettano in un’altra dimensione, bucolica, quasi cinematografica, che sarebbe sicuramente ancor più idilliaca se non fosse ferragosto! Il tempo si guasta, come spesso capita in montagna, ma non abbastanza per rovinarci la gita. Appena passata la pioggerella inattesa ci sistemiamo al tavolo di una malga e ci facciamo servire zuppa di funghi (gobova juha), polenta con funghi e gulasch, assaggio di formaggio con pane nero, gibinica (dolce locale con noci, ricotta e altro) e vino rosso: tot 11,90€. Dopo pranzo torniamo verso la seggiovia. Mirko si addormenta nello zaino scendendo verso il camper ma si risveglia prima di arrivare giù. Ripartiamo pensando che si riaddormenti sul camper (altrimenti saremmo andati a vedere la sorgente del fiume poco più avanti), invece resta ben sveglio fino a Celje. La cittadina è colorata e ben tenuta ma pressoché deserta. Tutto è chiuso a parte due gelaterie (in una delle quali ci concediamo una bella coppa) e il locale, onnipresente, Mc Donald’s. Verso le 18.30 rientriamo in autostrada. A proposito: le autostrade slovene sono pressoché gratis finché non ti imbatti in una barriera. Lì paghi anche se sei entrato 50 m prima. Se invece sai dove sono le barriere esci prima e rientri dopo senza pagare niente. A Slovenska Konice paghi sia per uscire che per rientrare! La cosa non ha senso, lo ha ammesso anche il casellante da me interpellato, ma funziona così!. Ci fermiamo a dormire nell’area “attrezzata” di Tepanje: il virgolettato significa che ci sarebbe l’attacco luce ma non c’era corrente, niente di più. Nonostante l’area di servizio sia segnalata su internet come uno dei pochi punti sosta consentiti in Slovenia, non arriva nessuno, a parte qualche Rom di passaggio che vuol venderci oro, e dormiamo da soli.

16 agosto TEPANJE -  PTUJ   km 32   

 Il tempo scarseggia, perché tra un paio di giorni dovremmo essere in Croazia, nei pressi di Zara, dove dobbiamo incontrarci con i miei cugini per passare qualche giorno al mare insieme. Dobbiamo quindi scegliere se visitare Maribor o Ptuj. La scelta ricade sulla seconda località, cittadina medievale ben conservata e in più centro termale e porta della zona vinicola al confine con l’Ungheria. Ci sistemiamo nel campeggio adiacente alle piscine, la cui tariffa di soggiorno comprende anche l’accesso al complesso termale, che ovviamente sfruttiamo per ristorarci un po’. La mattina inforchiamo le bici e visitiamo Ptuj. Il centro è piccolo ma ben tenuto, colorato, con una bella chiesetta, un municipio turrito e un bel castello che sovrasta la cittadina, dal quale si gode un bel panorama sul paese, sulla Drava e sul lago. Torniamo al camping e passiamo l’intero pomeriggio alle terme tra nuotate, discese dal toboga e idromassaggi.

17 agosto PTUJ (SLO) – STARIGRAD PAKLENICA (HR) km 368     

La mattina ci dirigiamo verso Ormoz, la zona dei vigneti. Seguiamo per alcuni tratti la strada dei vini che ci porta a Jeruzalem, la località più nota per la qualità dei vini e per la disposizione ad anfiteatro dei suoi vigneti. Ritorniamo a Ptuj dove mangiamo davanti al Mercator (catena di supermarket molto diffusa) ed acquistiamo qualche bottiglia di vino: Laski Riesling, Šipon, Jeruzalemcan, tutti bianchi di ottima qualità secchi o semi secchi (di dolce o semidolce si trova il Muskat e il Traminer, come in Alsazia). Nel pomeriggio partiamo per la Croazia. Passiamo il confine seguendo la E59 per Zagabria. Evitiamo, come 7 anni fa, la sosta nella capitale che richiederebbe più del tempo a nostra disposizione e proseguiamo in autostrada fino a Karlovac (città industriale tutt’altro che bella) e ci fermiamo poco oltre, a Duga Resa dove i locali fanno il bagno nella Mreznica. Percorriamo la statale 23 e rientriamo in autostrada dopo il passo di Kapela 888 m.l.m.. Ad Otocac apprendiamo via sms che Claudio (il maggiore de figli di mia cugina) si è ammalato (si scoprirà dopo addirittura di broncopolmonite) e che devono rientrare subito a Trieste per controlli. Allora, anziché fermarci a dormire in autostrada come avevamo pensato, mettiamo a letto Mirko e proseguiamo fino a Starigrad Paklenica dove arriviamo intorno a mezzanotte. In questo modo riusciamo a scambiare due parole sia prima di andare a letto sia la mattina seguente.

18 agosto STARIGRAD PAKLENICA – ZARA - PAG   km 125 

Per fortuna, l’altro mio cugino, Simone, e sua moglie restano ancora due o tre giorni e proseguiamo il viaggio insieme a loro. Dedichiamo la mattina alla visita del canyon di Paklenica, meta di rocciatori e free climbers per le sue pareti scoscese con vari livelli di difficoltà. Pranziamo sul mare e poi andiamo verso Zara (Zadar in croato). Arriviamo intorno alle 15.30. Fa caldo, ma per i vicoli del centro c’è abbastanza ombra e ventilazione per cui la visita non è poi così traumatica. Da vedere la piazza centrale con i resti del foro e la chiesa di Sv. Stosjia, la piazza dei 5 pozzi con la torre pentagonale, il mercato e un po’ tutti i violetti lastricati. Uscendo da Zara ci fermiamo al Billa (catena europea di discount) a fare un po’ di spesa e ceniamo nel parcheggio. Siamo indecisi se restare a dormire o meno (siamo 6 camper) ma alla fine decidiamo di proseguire per l’isola di Pag. Facciamo circa 60 km senza incontrare un benzinaio con l’angoscia che sale proporzionalmente al calare dell’indicatore del gasolio, ma per fortuna alle 23 troviamo aperto l’unico distributore di Pag dove facciamo il pieno e beviamo una Fanta ghiacciata per ristorarci. Altri 10 km ed arriviamo a Šimuni dove sostiamo nel parcheggio del campeggio.

19 agosto  PAG - METAJNA km 37     

Appena alzati torniamo un po’ indietro per visitare il paese di Pag (carino) dove acquistiamo il pane e un paio di souvenir decenti. Poi riprendiamo la strada verso nord ammirando il paesaggio verso ovest costellato di isole e scogli di varie dimensioni. Poco prima di Novalja, località balneare e punto di partenza dei traghetti per Rab, svoltiamo a destra verso Metajna, località segnalataci da mia cugina per la presenza di una spiaggia di ghiaia fine e di un ristorante economico ma eccellente. L’ultimo chilometro si rivela però stressante perché la strada è così stretta che siamo costretti ad acrobazie notevoli per salvare mansarde e pareti del camper. Sconsiglio pertanto ai cardiopatici questa destinazione a meno che il camper non sia un semi integrale o un autocaravan sotto i 6 metri come i nostri: due centimetri in più e non vi tirano fuori neanche i pompieri! Superata la disavventura ci troviamo però in un bel posto (anche se tutto al sole) e ci concediamo subito un bel bagno. Poi sistemiamo i camper in modo da creare il massimo dell’ombra senza parare neanche un alito di brezza e ci mettiamo a mangiare. Dopo tutta la fatica fatta per arrivare decidiamo che stanotte dormiremo qui e quindi ci concediamo anche una bella bottiglia di vino (in Croazia il tasso alcolico consentito per chi guida è zero e così abbiamo dovuto limitarci parecchio negli ultimi due giorni!). Nel pomeriggio torniamo in spiaggia (ghiaia mista a rena) per fare un altro bagno. L’acqua è veramente limpida e non serve la maschera per vedere pesciolini di vario tipo. Altro passatempo della spiaggia del Kanyon a Metajna è la ricerca di pietre contenenti fossili di conchiglie: noi ne abbiamo trovate diverse. Intorno alle 19 siamo al camper per fare la doccia quando arriva un incavolatissimo pastore croato che ci dice che quel terreno è suo e che dobbiamo andarcene subito perché deve mandarci le pecore a pascolare. Noi gli spieghiamo che oramai vorremmo restare a mangiare al ristorante ma lui ci crede poco e minaccia addirittura di chiamare la polizia  per farci sloggiare. Sbigottiti, ma non arresi, andiamo a sentire il proprietario del ristorante il quale ci rassicura dicendo che il pastore è un po’ suonato ma non fa male a nessuno. Comunque, a scanso di equivoci, ci spostiamo nel parcheggio del ristorante nel quale siamo autorizzati a pernottare dal proprietario. Andiamo a cena. Il servizio lascia alquanto a desiderare; il nostro cameriere è visibilmente di fuori e si scorda di portarci le cose che abbiamo ordinato, in più è tardi e non sono rimasti che i calamari. Ne prendiamo di tutti i tipi: alla griglia, fritti e ripieni. Alle fine la cena è gustosa ma le carenze del servizio e il prezzo, non alto, ma neanche particolarmente economico, non ci inducono a consigliarvi il locale!

20 agosto  METAJNA - SELCE km  190

La mattina ci svegliamo con il raglio degli asini, unici nostri compagni d’avventura. Sono le 7.30 e la spiaggia è ovviamente deserta. Il paesaggio è unico così come la sensazione di vero “plain air” che solo un camperista o un escursionista di montagna possono provare.  Trascorriamo la mattina in spiaggia, con bagni ripetuti e prolungati! A mezzogiorno decidiamo di affrontare il ritorno (dobbiamo ripassare dalla stradina stretta coi balconi!). Passiamo ancora una volta indenni e andiamo verso Novalja dove troviamo una pineta (sulla sin prima del camping) e ci fermiamo a mangiare. Dopo pranzo salutiamo Simone e Sandra che tornano verso casa. Noi andiamo in cerca di un camping, ma il primo (a Novalja) non ci piace e il secondo (Šimuni) costa più che in Italia (circa 40 euro a notte) e ci richiede una permanenza minima di 3 notti. Così seguiamo le orme di mio cugino, cioè andiamo a Žiljen a prendere il traghetto per Kovači sulla terraferma. Anche questo, a dispetto di chi dice che la Croazia è economica, non costa poco (€ 24) se si considera che la traversata dura 15 min; d’altra parte per ripassare dal ponte e ritornare allo stesso punto bisognerebbe fare circa 150 km, per cui se ne approfittano. Prendiamo la statale 8 (o E65), la costiera, che è un po’ come la nostra vecchia Aurelia, col vantaggio che si attraversano meno paesi. D’altronde non ci sono per ora alternative (prossimamente verrà aperta l’autostrada che da Senj porta a Rijeka). Alle 18 siamo a Selce, davanti all’isola di Krk (dove siamo stati qualche anno fa) e decidiamo di fermarci in campeggio per una notte in modo da rifornirci di acqua, scaricare, e fare una doccia comoda. Va infatti considerato che in Croazia, così come in Slovenia, non esistono Camper Service se non nei campeggi e non tutti sono dotati di scarico per il “nautico”. Il campeggio è un po’ in salita ma riusciamo a trovare un posto sufficientemente in pari. Il costo è più “croato” rispetto a Pag: € 21, luce esclusa. Il mare è limpido, come ovunque qui, ma la spiaggia, ancora una volta, non c’è: appena tre quattro metri di ghiaia e una piattaforma in cemento.

Dopo cena facciamo una passeggiata sul lungomare e compriamo qualcosa da bere: un ottima birra Karlovacko e i mitici succhi ai frutti di bosco e alla ciliegia che in Italia, chissà mai perché, non si trovano!

21 agosto SELCE (HR) – POSTONJA (SLO) km 140 

Passiamo la mattinata in spiaggia, ricompriamo il latte fresco che qui sembra appena munto, pranziamo e ripartiamo verso il confine. Ancora 50 km di costiera fino a Rijeka (Fiume); per fortuna che la strada è panoramica (si vedono distintamente Krk e Cres) perché le code sono all’ordine del giorno, per non parlare del tratto di superstrada a 1 corsia che attraversa Rijeka. Insomma, nonostante l’ora (partenza alle 14,15) impieghiamo circa 2 ore ad arrivare a Matulji da dove prosegue la E63 per Trieste. Qui decidiamo di optare per una strada alternativa perché la coda è veramente ferma. Grazie alla nostra dettagliatissima carta (Eurocart Slovenia e Croazia 1:300000 del F.M.B. di Bologna), troviamo una strada “gialla” che devia verso Kastav e porta fino al valico di frontiera di Rupa: sono 25 km anziché 16 ma se trovate la coda ve la consiglio. Alle 17 siamo alla frontiera dove diamo merenda a Mirko e finiamo le kune nel locale duty free (che poi tranne le sigarette non sai mai che comprare perché costa tutto più caro che altrove!). Entriamo quindi in Slovenia dalla zona verdissima del Monte Nevoso (Šnezik) e la temperatura crolla vertiginosamente: dai 30 gradi di Rijeka ci troviamo dopo 2 ore ai 16 di Postumia e abbiamo oggettive difficoltà di acclimatamento. Probabilmente, la debole perturbazione che nella notte ha prodotto in Croazia due gocce, in Slovenia è stata più violenta ed ha drasticamente abbassato la temperatura! Decidiamo di comprare qualche cartolina e poi rientriamo in camper dove restiamo fino al mattino seguente con la stufa accesa! Dormiamo presso la grotta nel primo parcheggio sulla destra venendo da Postumia in compagnia di almeno venti camper incuranti del divieto.

22 agosto POSTONJA – PREDJAMA – POSTONJA km 20  

Quando ci svegliamo il termometro segna 10,7! Per fortuna c’è il sole: la temperatura sale velocemente e alle 10 ha già raggiunto i 20 gradi. Andiamo a Predjama a vedere il famoso castello d’Erasmo Luegger, il Robin Hood della Slovenia che si era costruito un rifugio introvabile a ridosso di una grotta naturale su una parete rocciosa alta 123 metri. Siamo particolarmente fortunati perché è in corso la decima edizione del Torneo d’Erasmo, una giornata all’anno dedicata alla rievocazione storica, con figuranti, sbandieratori, cavalli e cavalieri, arcieri, spadaccini inguainati in pesanti armature, artigiani, ecc. Per tutto il giorno gare di ogni tipo allietano i visitatori assiepati sulla scarpata attorno al terreno di gara. La giornata è ideale: c’è il sole ma il termometro si ferma a 25 gradi. È tutto molto bello per cui restiamo tutto il giorno e poi torniamo a dormire a Postumia. Costo della manifestazione 1500 talleri a testa (circa 6 euro) più l’ingresso al castello (ridotto del 50%).

23 agosto POSTONJA – LIPICA (SLO) – LIGNANO SABBIADORO km 138 

La vacanza volge al termine. Facciamo un po’ di spesa allo Spar di Postumia (soprattutto vini bianchi sloveni), il pieno di gasolio (188 talleri/litro) e poi ci dirigiamo verso Lipica per visitare la scuderia dove vengono allevati e selezionati i famosi cavalli lipizzani. Oggi (lunedì) purtroppo non sono previsti spettacoli di dressage, né allenamenti pubblici ma possiamo comunque visitare la scuderia con una guida italiana (ingresso sit 1400 a testa; nei giorni in cui è possibile vedere i cavalli all’opera il prezzo sale). Mirko è interessatissimo e tocca per la prima volta un cavallo! Dopo pranzo lasciamo la Slovenia dal valico di Sezana e andiamo in cerca di una località di mare che ci soddisfi. Dopo un’accurata consultazione degli elenchi delle aree di sosta decidiamo di andare a Lignano Sabbiadoro. Qui non troviamo (strano!) l’area segnalata che è stata chiusa ed adibita a mercato settimanale, ma girando troviamo un equipaggio milanese che sta rifornendosi da una colonnina Euro Relais non segnalata (né su internet né in loco) davanti al Luna Park. Scambiamo due chiacchiere (lui arriva da Capo Nord) e poi, terminate le operazioni di carico/scarico, andiamo con loro a dormire dietro il deposito degli autobus a circa 500 metri dalla spiaggia libera. Qui restiamo anche i due giorni successivi terminando al mare il nostro tour 2004.      

26 agosto  LIGNANO SABBIADORO – BOLOGNA – FIRENZE  km 350                                

 

   


Viaggio effettuato da Michele Chini nell'Agosto 2004

Potete trovare ulteriori informazioni sulle località toccate da questo itinerario nella sezione METE, e i più recenti aggiornamenti alla situazione delle aree di sosta nella sezione AREE DI SOSTA.


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