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Camping Sport Magenta

COSTA AZZURRA, PROVENZA E CAMARGUE

Equipaggio: Fabrizio e Silvia con il loro cane Gaia

Veicolo: Elnagh Marlin 65G (2002)

18 aprile
Finalmente alle ore 17.00 circa, dopo i numerosi preparativi, riusciamo a partire da Fano alla volta della Liguria con l'intenzione di pernottare il più vicino possibile alla frontiera con la Francia.
Percorriamo l'autostrada A14 fino a Parma e poi deviamo prendendo l'autostrada Parma - La Spezia, poco trafficata e con paesaggi molto belli. Arrivati a La Spezia prendiamo l'autostrada per Genova e ci fermiamo a dormire in un'area di servizio subito dopo Genova.

19 aprile
Alle 6.30 ripartiamo dirigendoci verso la frontiera, che riusciamo ad attraversare verso le 9.00. Arriviamo a Mentone e parcheggiamo sul lungomare affollatissimo dai mezzi provenienti da ogni parte d'Europa, nonostante vi siano i divieti di parcheggio per camper. Ciò è dovuto al fatto che durante il periodo pasquale vi è ancora una certa tolleranza da parte dei vigili nei confronti dei camperisti. Rimaniamo molto affascinati da questa graziosa cittadina, in particolare dal centro molto vivo e caratteristico. Trascorriamo tutta la mattina visitando il porticciolo, le viuzze che si inerpicano sulla collina su cui è posta Mentone e le chiese principali. Si respira un'aria vacanziera, molto rilassante. Su una delle piazzette principali si affaccia una "boutique" di frutta e verdura fornitissima, ne approfittiamo per acquistare i frutti di bosco, decisamente molto invitanti. Le vie del centro sono tutte disseminate di negozi che vendono tessuti provenzali, con cui vengono realizzate tovaglie, biancheria per la casa ed abiti femminili. Man mano che passeggiamo veniamo colti da un'atmosfera elettrizzante, anche in vista delle tappe che ci aspettano nei prossimi giorni.
Nel pomeriggio, dopo il pranzo in camper, riprendiamo il nostro viaggio alla volta del Principato di Monaco. Purtroppo il tempo inizia a peggiorare e per giunta non è semplice trovare parcheggio, per cui ci accontentiamo di un breve giro e ripartiamo per Eze.
Questa cittadina è molto caratteristica in quanto si trova arroccata su uno sperone di roccia ed è interamente contornata da mura medioevali perfettamente conservate. Il centro è visitabile in poche ore ed è d'obbligo la sosta presso le profumerie Fragonard o Gallimard, che hanno sede qui ad Eze ed a Grasse (capitale del profumo). Al termine della visita presso la profumeria Fragonard (preparate il portafogli perché non si riesce a resistere ad acquistare qualche essenza), riprendiamo la strada verso Cannes, dove intendiamo pernottare. Il tempo è decisamente brutto, piove e fa freddo, per cui non è possibile godersi al meglio questa famosa località. Troviamo posto in un parcheggio tranquillo presso lo stadio Troncy a Cannes-La Bocca dove trascorriamo la notte.

20 aprile
E' il giorno di Pasqua e la cosa che ci meraviglia di più è l'usanza (sicuramente tutta francese) di fare acquisti per il pranzo proprio la mattina del giorno di festa. A conferma di ciò, constatiamo che presso il parcheggio si trova un mercato al coperto che la sera prima non avevamo notato e, nonostante sia il giorno di Pasqua, è affollatissimo ed anche noi facciamo acquisti. Alle 8.30, dopo un breve giro in camper sulla Croisette (non era possibile farlo a piedi date le pessime condizioni del tempo), partiamo alla volta di Frejus e St. Raphael.
Mentre Frejus non ci riserva grandi sorprese, St. Raphael ci sembra molto carina, anche se il tempo continua ad essere bruttissimo con pioggia e temperature da giacca a vento. La visita di St. Raphael è limitata al lungomare, dove abbiamo potuto parcheggiare il camper, ed al centro cittadino, dove oltre alle ville costruite tra la fine dell'Ottocento ed inizio del Novecento in stili diversi (moresco, palladiano, méridional) vi sono delle pasticcerie di tutto rispetto…. Dopo pranzo riprendiamo la nostra strada ed arriviamo a Sainte Maxine. Troviamo posto nell'area camper che si trova nei pressi del ponte con arcate gialle (ricordano un goniometro a metà) praticamente quasi piena. Sainte Maxine è un piccolo borgo marinaro affacciato sul golfo di Saint Tropez e si trova esattamente sul lato opposto davanti alla famosa cittadina, tanto che nei giorni di bel tempo si riescono ad individuare con facilità la caratteristica chiesa bicolore (ocra e mattone) ed il porto. Passeggiando per Sainte Maxine troviamo particolarmente gradevole il piccolo centro storico, ricco di negozi di artigianato e di stoffe provenzali (i prezzi sono un po' elevati, meglio acquistare altrove) con la piazza del mercato su cui si affacciano bancarelle piene di frutta. La cosa che ci ha colpito di più è l'attenzione per la composizione di piante e fiori che presentano i giardini comunali, dove i colori si mescolano e ricordano la tavolozza dei pittori.
Dopo un bel giro per la cittadina decidiamo di fermarci a mangiare le famose moules presso uno dei tanti ristoranti posti nelle vie del centro. Il nostro consiglio è quello di prenotare perché nei giorni di festa questi localini si riempiono in un batter d'occhio. Al termine della cena rientriamo in camper, dopo aver fatto una passeggiata sul lungomare.

21 aprile
Alle 8.00 decidiamo di lasciare Sainte Maxine alla volta di Saint Tropez, dove arriviamo dopo una mezz'ora. Anche qui riusciamo a parcheggiare senza difficoltà, probabilmente perché è mattina presto, e ci dirigiamo verso il centro. Non ci aspettavamo di trovare una cittadina così carina, pensavamo fosse una delle solite località turistiche tutta locali e mondanità ed invece abbiamo trovato un bel borgo marinaro molto intimo e romantico. Probabilmente siamo arrivati nelle ore migliori, quelle del mattino, quando ancora tutti dormono. La visita del centro è molto gradevole, le vie si inerpicano sulla collinetta che scende a picco nel mare e su cui si adagia il borgo, i negozi sono molto curati, i locali (quelli aperti per la colazione) sono graziosi. In cima alla collina si trova la Citadelle, un piccolo parco entro cui si trova una costruzione esagonale con tre torri rotonde, racchiusa da una cinta muraria del Seicento. Da qui si gode la vista dell'intero golfo di Saint Tropez, delle ville dei "paperoni" e del piccolo cimitero, affacciato direttamente sul mare. Il porto è animatissimo sin di prima mattina, gli yacht sono da favola, ed è gustoso sedersi da Senequier (il bar con le sedie rosse riconoscibilissimo) per un aperitivo prima di pranzo, allietati dai musicisti di strada veramente simpatici.
Nel pomeriggio partiamo alla volta di Hyéres per una breve visita alla costa davanti alle isole di Porquerolles, Ile de Port-Cros e Ile du Levant. Per mancanza di tempo non riusciamo a prendere il traghetto per visitarle, ma ci è sufficiente il panorama veramente bello. L'acqua è limpida anche se ancora fredda per fare il bagno. Durante il tragitto abbiamo attraversato il Massif de l'Esterel, una piccola catena montuosa (bassa montagna) subito a ridosso della costa, che cade a picco nel mare formando la famosa Corniche de l'Esterel, che descriveremo successivamente.
In serata rientriamo a Sainte Maxine dove abbiamo appuntamento con una famiglia di Como, contattata tramite la Bacheca di Turismoitinerante.

22 aprile
Di buon'ora, dopo i saluti di rito, partiamo alla volta delle Gorges du Verdon, passando quindi da un paesaggio costiero ad uno montano. La bellezza della regione Provence-Alpes-Cote d'Azur sta nel fatto che vi è una grande varietà di territori nel giro di poche decine di chilometri, passando immediatamente dal mare alla montagna.
Le Gorges du Verdon sono bellissime, offrono panorami veramente mozzafiato esaltati dalla bellezza della giornata, falesie ripidissime in fondo ai quali si snoda il fiume verde smeraldo. Assomiglia molto alla nostra Gola del Furlo, anche se la lunghezza del percorso è molto più elevata (21 km). Lungo la strada è facile trovare cascatelle che cadono a picco ai lati della strada, in uno scenario veramente emozionante.
Al termine del tour sulla riva destra del Verdon (si può fare anche la riva sinistra) arriviamo al Lac du Sainte Croix ricavato artificialmente, ai bordi del quale si può parcheggiare e riposarsi un po'. È stato un giro veramente interessante, ricco di punti panoramici da cui si gode una natura ancora incontaminata.
Puntiamo poi verso Aix-en-Provence, passando per i paesini provenzali che presentano caratteristiche molto simili tra loro, in particolare campi dedicati alla coltivazione della lavanda, che in questo periodo non è ancora in fiore (purtroppo) e case giallo chiaro con le persiane viola lavanda, sembra di essere in un altro mondo dove il tempo non passa mai. Arrivati a Aix-en-Provence raggiungiamo il camping Chanteclaire, Val Saint André, che si raggiunge dalla superstrada per Aix-Avignon, direzione a dx Toulon-Nice uscita Pont des 3 Sautets. Il camping si trova facilmente, ci sono delle indicazioni lungo la strada ed è molto carino e curato.

23 aprile
Al mattino riprendiamo la strada dirigindoci verso la Camargue, passando per Salon-de-Provence. È una cittadina di medie dimensioni, dove la vita si fa più caotica rispetto ai posti visitati ieri (ad esclusione di Aix-en-Provence). Caratteristica è la fontana a forma di fungo, ricoperta interamente da muschio ed il castello, sede di un museo militare. Facciamo un giro per il mercato, dove facciamo conoscenza con un ragazzo spagnolo che vende una paella favolosa e riprendiamo verso la Camargue dove arriviamo verso le 11.30.
Il paesaggio lungo la strada cambia progressivamente, passando dai campi di lavanda con i ceppi disposti in file ordinatissime, ai campi di riso che emergono dai terreni paludosi delle Bouches du Rhone. Il tempo è sempre bello e decidiamo di fermarci a Les Saintes-Maries-de-la-Mer, dove prendiamo posto presso l'area attrezzata posta all'ingresso del paese. Il paese è molto grazioso, facciamo una lunga passeggiata sul lungomare godendoci il primo vero sole di questo periodo. La cittadina è famosa perché durante il mese di giugno si svolge la festa dei gitani, in onore di Sara, la loro santa protettrice. La cattedrale presenta una architettura piuttosto massiccia, tanto da sembrare una piccola fortezza, ed offre la possibilità di salire sul tetto (la terrasse de l'eglise) e godere di un panorama incomparabile sulla vasta pianura alluvionale che compone la Camargue.
Dopo avere consumato un pasto veloce in camper, il pomeriggio viene dedicato alla scoperta delle viuzze della città, ad una leggera abbronzatura stesi sulla spiaggia ed ai giochi con la nostra Gaia, sempre al nostro seguito. La cena la prenotiamo presso uno dei ristoranti del piccolo centro, moules et frites come al solito anche se non ci entusiasmano particolarmente… erano meglio quelle di Sainte Maxine.

24 aprile
Alle 9.00, dopo aver fatto camper service, riprendiamo la strada e ci dirigiamo verso il Parc Ornitologique du Pont-de-Gau, dove ci attende un vero e proprio ecosistema unico nel suo genere, dove vivono ibis, gru, aironi ed i famosi fenicotteri rosa, les flamands roses, vera attrazione del parco. Dopo la visita del parco, verso le 11.00 riprendiamo il camper alla volta di Les Baux-de-Provence, nel versante meridionale delle Alpilles. Si tratta di una città costruita su uno sperone di bauxite, da cui prende il nome.
Il paesaggio è veramente particolare, con il contrasto del grigio chiaro della bauxite ed il verde intenso della vegetazione di bassa montagna. La visita della cittadina ci prende tutto il resto della mattinata, è veramente gradevole girovagare per le viuzze perfettamente conservate e ricche di negozi di souvenir, che presentano prezzi sicuramente più ragionevoli rispetto a quelli trovati nelle città costiere.
Dopo pranzo, partiamo alla volta di Saint-Rémy-de-Provence, dove ci fermiamo a visitare il sito archeologico di Glanum. I resti si trovano alle porte di Saint-Rémy, all'uscita di una gola che taglia le Alpilles, ed occupano un'estensione di circa 40 ettari, dove è possibile osservare i resti di epoca gallo-greca e gallo-romana. La visita ci occupa quasi due ore, dopodiché ripartiamo dirigendoci verso Avignone.
Nel pomeriggio arriviamo nella città, famosa per essere stata sede papale durante l'esilio da Roma di Clemente V e dei suoi successori, a partire dal 1309 fino al 1377, quando Gregorio XI decise di rientrare a Roma. Ci accomodiamo nel camping Bagattelle, posto sull'Ile Barthelasse che sorge in mezzo al Rodano, dividendolo in due bracci. Il camping è particolarmente comodo per la visita della città perché basta attraversare il Pont Daladier e si è subito in centro, passando per la Porte de l'Oulle. Il centro di Avignone è racchiuso interamente dalle mura costruite durante la seconda metà del 1300 ed è particolarmente curato, specie nella zona dove sorge il Palazzo dei Papi, che merita certamente una visita. Ugualmente interessante è la Cattedrale di Notre-Dame-des-Doms ed il ponte St-Bénézet, il famoso Pont d'Avignon, cui è dedicata una canzone cantata da tutti i bimbi francesi e non. Decidiamo di visitare il Palazzo dei Papi il giorno successivo e ci dedichiamo ad un giro approfondito del centro città partendo dalla Place de l'Horloge, che prende il nome dall'orologio della torre dell'Hotel de Ville (il municipio). Verso sera rientriamo in camping per riposarci e gustarci una cenetta a base di formaggi francesi.

25 aprile
In attesa di incontrare una famiglia di Torino conosciuta tramite il sito di Turismoitinerante, ci dedichiamo di primo mattino alla visita del Palazzo dei Papi, che ci impegna per tutta la mattinata. È veramente bello ed è un'occasione unica per calarsi nell'atmosfera, negli usi ed anche negli sprechi della classe religiosa del Trecento. Verso le 12.00 rientriamo in camping dove gli amici di Torino ci hanno nel frattempo raggiunto e decidiamo di fermarci anche nel pomeriggio per permettere loro di visitare la città.
A pomeriggio inoltrato ci spostiamo verso Orange, dove sfortunatamente non riusciamo a visitare il teatro romano perché era già chiuso. Lo apprezziamo dall'esterno, anche perché si riesce ugualmente a percepirne la grandezza, dopodiché riprendiamo il cammino per Pont du Gard dove vorremmo fermarci per pernottare. In realtà ciò non è possibile perché il parcheggio la sera chiude, pertanto riusciamo a vedere il maestoso ponte solo da lontano e, visto che si sta facendo sera inoltrata, proseguiamo per Remoulins dove i guardiani del parcheggio di Pont du Gard ci hanno detto che è possibile sostare per la notte. L'informazione è giusta, infatti giungiamo al park per i camper senza difficoltà e troviamo altri mezzi che hanno dovuto compiere la nostra stessa scelta. Ceniamo insieme ai nostri amici e dopo una giornata piuttosto densa andiamo a dormire, ripromettendoci per l'indomani di recarci a Nimes.

26 aprile
Di buon mattino partiamo per Nimes, dove arriviamo dopo una mezz'ora di percorso. Leggendo questo diario sembra che durante tutti questi giorni non abbiamo fatto altro che "galoppare" per vedere tante località, ma vi assicuriamo che non è assolutamente così perché tutti i posti che abbiamo visitato si trovano a poca distanza tra loro ed è facile ottimizzare i tempi e godere delle bellezze del luogo.
Visitiamo l'Arena, dove si stava rimuovendo il moderno Velum, una copertura che viene montata in ottobre e rimossa dopo il periodo pasquale, necessario per fruire dell'anfiteatro anche durante il periodo invernale. Successivamente visitiamo la Maison Carrée, eretta in onore di Caio Cesare e Lucio Cesare, nipoti e figli di Augusto, il cui affaccio dà sulla piazza ristrutturata nel 1993 da sir Norman Foster, progettista del Carré d'Art, struttura contemporanea che crea un'unità spaziale tra antico e moderno. Dopo aver passeggiato per il centro della città, ci dirigiamo sempre a piedi verso i Giardini della Fontana, parco che presenta diversi stili paesaggistici, perfettamente integrati tra loro. Sulla sommità della collinetta, il monte Chevalier che sovrasta il parco, si trova la Torre Magna, che con la Porta Augusto e la Porta di Francia, forma il complesso delle mura romane. È possibile salire in cima alla torre e godere di un fantastico panorama sull'intera città. Rientriamo in centro per pranzare in un fast food libanese, dove ci gustiamo il kebab, tanto per dare un tocco di esotico alla nostra permanenza francese.
Purtroppo è ora di ripartire verso l'Italia e con grande dispiacere salutiamo i nostri amici, ripromettendoci di rivederci al più presto.
Riprendiamo il camper e ci dirigiamo verso Saint Raphael, percorrendo tutta la Corniche de l'Esterel, per poi arrivare a Cannes. La Corniche de l'Esterel, costeggia l'omonimo Massif, composto da porfido, roccia dal caratteristico colore rosso, che alla luce del sole offre bagliori incredibili, accentuati dal mare blu dentro il quale la montagna si tuffa a strapiombo. La strada attraversa un continuo susseguirsi di rocce e calanchi che formano insenature veramente belle, degne di essere fotografate.
Arrivati a Cannes, percorriamo la Croisette, che con il bel tempo si è decisamente rianimata, ed essendo in anticipo sulla tabella di marcia decidiamo di arrivare ad Imperia, dove ci aspettano gli amici di Como conosciuti a Sainte Maxine.

27 aprile
Di buon'ora riprendiamo l'autostrada verso Fano, dove arriviamo nel primo pomeriggio, felici di rientrare a casa, ma con tanta nostalgia nel cuore per i bei momenti vissuti.


Viaggio effettuato da Silvia Moroni nell'Aprile 2003

Potete trovare ulteriori informazioni sulle località toccate da questo itinerario nella sezione METE, e i più recenti aggiornamenti alla situazione delle aree di sosta nella sezione AREE DI SOSTA.


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