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COSTA AZZURRA, PROVENZA e CAMARGUE

Viaggio effettuato dal 18 aprile 2005 al 23 Aprile 2005.

Premessa

Abbiamo voluto approfittare della gita scolastica di nostro figlio Diego per farci una settimana di vacanza quasi inaspettata e non organizzata preventivamente. In ogni caso qualche giorno prima della partenza mi sono adoperato nell'organizzare al meglio il percorso, traendo spunto da un servizio sulla Francia del sud di Plein Air del marzo 2004. Voleva essere un viaggio alla scoperta della Francia del sud, che non conoscevamo, nonché soddisfare la nostra conoscenza culturale di luoghi medievali storici.

Per il percorso abbiamo utilizzato l'Atlante Stradale e Turistico della Francia 1:200.000 Michelin, esaustivo e dettagliato, nonché la Guida della Francia del Touring Club Italiano. Ci siamo avvalsi, inoltre, di alcuni diari di viaggio scaricati da internet, fra cui Gianni Andreoletti, Sandro Prian ed Armando Vaghi, ai quali vanno i nostri ringraziamenti. Abbiamo seguito i loro consigli sulle soste, evitando posti che non ritenevamo sicuri e, soprattutto abbiamo evitato di dormire in Costa Azzurra ove, notoriamente, il pericolo furti e "visite" sgradite è molto alto. Ci siamo, inoltre, avvalsi delle notizie trovate su Camperonline, Turismoitinerante ed altri siti ai quali siamo grati. Le strade sono molto buone e normalmente scorrevoli, con segnaletica efficiente, pur con qualche problema nei dintorni e nella città di Aix en Provence.

Diario di bordo

Lunedì 18 aprile.

Partiamo da casa verso le 9.30 dopo aver completato i preparativi. La giornata, dopo una settimana di piogge, non si presentava bene. Tempo uggioso e nebbia. Speriamo bene. Imbocchiamo l'autostrada TO-SV, direzione Riviera, quindi la A10 per Ventimiglia. Traffico scarso. Il tempo, man mano che procedevamo lungo la Riviera, andava migliorando con l'apparizione del sole e la temperatura si faceva gradevole. Facciamo gasolio in autostrada. A Ventimiglia il sole era ormai predominante. Bene. Passiamo il casello di Ventimiglia ed usciamo a La Turbie dove, nel parcheggio che domina Montecarlo troviamo un bel posto per il pranzo. La panoramica su Montecarlo e sul mare sottostante è molto bella. Ripartiamo e decidiamo di percorrere la bella D2564, o Grande Corniche, che ci fa vedere scorci magnifici della costa. Attraverso il Col d'Eze scendiamo direttamente a Nizza città, dove, comunque, riusciamo agevolmente a trovare la direzione per l'autostrada. Vogliamo evitare il traffico di Antibes e Cannes, località che, comunque conosciamo già, ed usciamo dopo Cannes per percorrere la strada della Corniche de l'Esterel che, invece, non conosciamo. Rimaniamo affascinati da questa "Costiera", costituita da rocce rosse e da posti stupendi. Immaginiamo, però, che d'estate dev'essere impercorribile con la calca che senz'altro ci dev'essere. Attraversiamo S. Raphael e Frejus, belle ma molto turisticizzate e non confacenti al nostro modo di pensare una vacanza. Troppo caos, e d'estate dev'esserci una frenesia che, lungi da noi, deve rendere una vacanza tutt'altro che riposante. Comunque cittadine belle, da visitare in periodi di calma. E' ancora presto ed il sole invita a viaggiare. Prendiamo la N7 verso Aix en Provence e con relativa calma procediamo ammirando qualche scorcio di paesaggio. Attraversiamo Le Muy e poco prima di le Cannet des Maures notiamo il segnale dell'Abbazia di Le Thoronet. Imbocchiamo la D17 che ci porta a Le Thoronet. E' ormai tardi e dopo un breve sopralluogo all'Abbazia torniamo indietro di qualche chilometro fino al piccolo villaggio di Le Thoronet dove troviamo posto in un parcheggio sterrato e semideserto, a fianco dell'ufficio turistico. Di fronte vi è anche una boulangerie. Verrà buona domani mattina per comprare una baghette calda. Dormiamo indisturbati. Solo un forte temporale notturno ci ha "allietato" il sonno.

Martedì 19 aprile.

Ci svegliamo con una bella giornata limpida ma freschina. Ci rechiamo all'Abbazia di Le Thoronet dove parcheggiamo nel parcheggio dei visitatori, tranquillo ed ombreggiato con area picnic. Ingresso a pagamento e visita che vale il prezzo pagato. Guida in italiano. Fondata dai Cistercensi nel 1146. E' molto bella ed è un capolavoro dell'architettura romanico-provenzale. Proseguiamo, quindi, per Carcès dove pranziamo sulle rive dell'omonimo lago. La giornata ci permette di ammirare una bella campagna e bei luoghi di pace e tranquillità. Ci rechiamo con la D13 a Barjols, dove è segnalato un parcheggio con acqua, ma è pieno e non ci piace. Il paese è però carino. Troviamo una fontana comoda sulla strada per Pontevès e facciamo acqua. Ritorniamo in paese e ci dirigiamo con la D560 verso S.t Maximin la S.te Baume dove si intravede l'imponente basilica di S.te Marie Madeleine. Ripresa la N7 verso Aix giungiamo in città, dove non troviamo un posto per parcheggiare e proseguiamo con la D556 verso Pertuis. Vi giungiamo nel tardo pomeriggio. Lo giriamo in camper ma non ci entusiasma. All'uscita del paese, verso Silvacane vi sono dei bagni pubblici ove è possibile scaricare la cassetta del WC. Decidiamo di non fermarci e proseguiamo verso Lourmarin. Si attraversa un paesaggio non molto diverso dalla Toscana. A Lourmarin troviamo una bella area di sosta con servizi. Vi sono già diversi altri camper.

Mercoledì 20 aprile.

La notte trascorre tranquilla. Risveglio con una bellissima giornata di sole ma freddina. Nelle vicinanze c'è l'Abbazia di Silvacane, una delle più belle della Provenza che ci riserviamo di visitare in altra occasione. Di buon mattino facciamo un bel giro nel piccolo villaggio, dove vi sono numerosi atelier di artisti. Qualche foto al paese ed al castello, "la villa dei Medici di Provenza", che non visitiamo e ripartiamo alla volta di Bonnieux. Con la D36 si attraversa una stretta "gorge" e si sale verso la Combe de Lourmarin. Alcuni tornanti e si arriva presto in cima al colle da dove ad un tratto appare Bonnieux, magnifico paese arroccato su un colle. Da fotografare! Lo attraversiamo ammirando le sue stradine, peraltro difficoltose in caso di incrocio con altri veicoli. Prima del paese notiamo un parcheggio adibito anche ad area sosta camper. Proseguiamo con la D109 verso Lacoste dove dominano le rovine del castello del marchese De Sade. Attraversiamo piantagioni di ciliegi in fiore che rallegrano, se ce ne fosse bisogno, la giornata. Breve sosta pranzo e si prosegue verso Ménerbes, quindi con la D103 verso Gordes. Vi giungiamo nel pomeriggio. Il sole che la illumina ce la dona in una splendida visione. Molto bella. Troviamo un parcheggio lungo la strada (D15) in uscita dal paese e facciamo una breve visita. Paese medievale molto bello con un bel castello. Fotografiamo l'Aumonerie Saint Jacques, la casa del cappellano, che accoglieva in passato, quando era una locanda, i pellegrini che da Torino si recavano a Santiago de Compostela. Nelle vicinanze visitiamo l'esterno dell'Abbazia di Sénanque, circondata da piantagioni di lavanda. Una delle tre "sorelle" di Provenza, con quella di Le Thoronet e di Silvacane. Il complesso si trova in una valle e vi si giunge dopo una strada stretta ed in discesa che, solo dopo, scopriamo vietata al transito dei camper e dei veicoli oltre le 3,5t. Infatti consigliamo di percorrere la D15 e poi la D177 per raggiungerla. E' quello che abbiamo fatto noi per il ritorno a Gordes. Ridiscendiamo lungo la D2 verso Les Imbert ed imbocchiamo la D100 e poi la D100A per Fontaine de Vaucluse. Questa strada ad un certo punto si fa stretta e con una ripida discesa ci porta al piccolo villaggio che fu la residenza per 15 anni del grande poeta fiorentino Francesco Petrarca. Qui egli vi scrisse la famosa poesia dedicata a Laura "...chiare, fresche, dolci acque". Vi troviamo una bella area di servizio con servizi e CS, lungo il fiume Sorgue, che vi scorre accanto, placido e tranquillo. Molto bella. A pagamento, con un forfait di 3 euro. Vale a dire che una volta entrati vi si può sostare anche più giorni, ed all'uscita si pagano solo 3 euro! Ce ne fossero di così belle e ben organizzate e quasi...gratis!

Giovedì 21 aprile.

Dormiamo benissimo. Ci svegliamo con una bella e calda giornata primaverile. Siamo presto pronti per la visita del villaggio, grazioso. Facciamo qualche acquisto di oggetti e souvenirs per amici e parenti. C'è un percorso che porta alla sorgente della Sorgue, la prima della Francia e la quinta al mondo per portata d'acqua. Ci riserviamo di visitarla nel pomeriggio. Intanto fra bancarelle di souvenirs e cose varie per turisti, visitiamo la stamperia che funziona dal 1862, spinta da un mulino alimentato dalle acque della Sorgue. Si può ammirare tutto il meccanismo che trasmette il moto dalle pale del mulino alle vasche dove vengono ridotte in poltiglia, tramite grossi martelli di legno, vecchie stoffe e lane di recupero, che diverranno preziosa carta artigianale nella stamperia. In questa zona sorse nel lontano 1522 il primo mulino, poi seguito da altri. Interessante. Pranziamo nel nostro camper, nell'area di sosta, posta sotto maestosi platani ed immersa in un bel verde. Nel pomeriggio ci rechiamo a visitare la sorgente, che si trova in fondo ad una gola, ai piedi di una falesia. Veramente impressionante la quantità d'acqua che sorge sotto questa roccia! Visitiamo anche la casa ove visse Petrarca, ora museo, sulle rive del fiume, che vi forma un'ansa e dove le acque scorrono placide in un paesaggio fiabesco, paradiso per i canoisti. Decidiamo di rimanere ancora qui per stanotte. Il posto è bellissimo e ci si sta veramente bene. Molto riposante. Pensiamo di ritornarci in un futuro.

Venerdì 22 aprile.

Dormito bene. Ancora una bellissima giornata primaverile e calda. Colazione con un buon caffè all'italiana sgorgato dalla nostra amata Bialetti. Facciamo CS e partiamo. Direzione Avignone. Con la D24 scendiamo verso Cavaillon, quindi D22 verso Avignone dove giungiamo a metà mattinata. Troviamo parcheggio sotto le mura, vicino alla porta di S. Lazare, non prima di aver fatto il giro delle mura in camper. A piedi ci dirigiamo verso il palazzo dei Papi. La cartina sulla guida del Touring ci guida bene. La città ci appare un po' sporca e non proprio bella. Il Palazzo dei Papi, invece, è molto bello, grandioso! C'è un trenino che con 7 euro a persona fa fare un giro turistico della città. Visto il tempo breve a disposizione ne approfittiamo. In circa 40 minuti si compie un giro turistico che può apparire appagante. Fa caldo. Nel resto della città, a parte il ponte Saint Bénezet, non c'è molto da vedere e, visto il caldo decidiamo di partire subito dopo pranzo. Direzione Camargue-Aigues Mortes. Imbocchiamo la N570 verso sud. A Graveson con la D5 ci dirigiamo verso Saint Rémy de Provence, dove nel convento di Saint Paul de Mausole, Van Gogh trascorse l'ultimo anno della sua vita. Vi giungiamo e visitiamo l'esterno dell'ex convento, ora trasformato in casa di cura. Nelle vicinanze vi sono le Ruines de Glanum, antiche vestigia romane. In questa cittadina, vi sono testimonianze sul grande poeta provenzale Frédéric Mistral e, sempre qui vide i natali Nostradamus. Sempre con la D5, verso Le Baux de Provence, quindi Arles e, grazie alla segnaletica stradale non perfetta, o, forse noi un po' stanchi, imbocchiamo la strada verso Fos invece che la D570 per Aigues Mortes. Poco male. Dopo una ventina di chilometri di "assaggio" di Camargue, riusciamo a fare dietrofront e, ad Arles, questa volta imbocchiamo la strada giusta. Giungiamo ad Aigues Mortes al tramonto. Facciamo un primo giro di perlustrazione, intanto all'ingresso del paese notiamo due grossi supermercati ed in uno di questi un camper parcheggiato. Può venire bene per la notte. Seguiamo la segnaletica per l'area di sosta camper e ci dirigiamo li. La troviamo in bella posizione sotto le mura ma su sterrato sconnesso e piena di camper. Qualche posto c'era ancora ma non ci fermiamo. Anche i 7 euro al giorno non ci aggradano vista la logistica dell'area. Facciamo ancora un giro per la bella cittadina ed infine andiamo a parcheggiare a fianco del camper francese nel parcheggio del supermercato ad inizio paese. Dormiamo bene ed indisturbati.

Sabato 23 aprile.

Giornata di rientro! Ci svegliamo sotto un cielo cupo, durante la notte ha piovuto. Colazione e siamo pronti. Facciamo un po' di spesa presso il supermercato. Gasolio a 0.83 al litro! Facciamo il pieno. Dunque, visto il tempo grigio, ci limitiamo a qualche foto al paese e ci dirigiamo con la D979 verso le Grau du Roi con la speranza di vedere qualche fenicottero. C'è vento e gli uccelli "giocano" con esso. Vicino al paese avvistiamo numerosi fenicotteri che si lasciano fotografare. Un giretto per il paese e ritorniamo ad Aigues. Con la D58 prima e la D38 poi attraversiamo un po' di Camargue "vera" verso S.tes Maries de la Mer. Avvistiamo i famosi cavalli ed altri fenicotteri. A Saintes Maries abbiamo modo di intravedere il paese, bello ma turisticizzato, ma che non visitiamo a fondo poiché il tempo rimasto è poco. Pertanto decidiamo di riservarci una visita più approfondita in altra occasione. Pranziamo in uno slargo lungo la D570. Il panorama verso la selvaggia Camargue comunque ci appaga. Iniziamo il rientro. Passata Arles senza problemi, con la N113 verso Aix en Provence per godere ancora qualche ora di Provenza. La giornata è migliorata con qualche raggio di sole. Ad Aix, problemi con la segnaletica. Ben tre quarti d'ora per riuscire ad uscire dalla città e cercare di imboccare la N7. Non c'è verso, non la troviamo! Infine, stufi decidiamo, nonostante il costo, di prendere già qui l'autostrada, che volevamo, invece, prendere non prima di Frejus. Il resto è il mesto rientro con salassata di autostrada. Da Aix en Provence a Mentone, in vari "pagamenti", come fino a vent'anni fa in Italia, ben 41 euro di pedaggio! Verso mezzanotte siamo a casa.

Conclusioni

Abbiamo visitato questi luoghi con la consapevolezza di chi li considera "i soliti luoghi", ma per noi comunque nuovi. Li abbiamo visitati badando più alla storia dei luoghi, nonché alla loro bellezza, che alla "notorietà", più consona a località blasonate come S. Tropez o Antibes. Riteniamo che questi luoghi vadano visitati con calma e fuori dai periodi di calca. Da notare i prezzi dei generi alimentari, generalmente più bassi che in Italia. Mentre, invece, i rullini fotografici hanno prezzi spropositati e si trovano solo in confezione da 24 pose, raramente da 36. In definitiva una bella settimana che ci ha appagato ed arricchito culturalmente e che ci fa presagire altre vacanze belle e riposanti. Grazie camper.


Viaggio effettuato da Elio Vita nell'Aprile 2005

Potete trovare ulteriori informazioni sulle località toccate da questo itinerario nella sezione METE, e i più recenti aggiornamenti alla situazione delle aree di sosta nella sezione AREE DI SOSTA.


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