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Danimarca

Note Generali
Abbiamo programmato queste vacanze in Danimarca con il primo obiettivo di visitare alcune località che Claudio e Roberta non erano riusciti a visitare nel corso del loro precedente viaggio compiuto in Danimarca una quindicina di anni fa (quando si viaggiava ancora con l'Inter-rail !!!).
Secondo presupposto: siamo partiti alla ricerca di relax, di posti tranquilli, dove riuscire a scordarci per qualche giorno i ritmi frenetici e la confusione cui siamo (purtroppo) abituati.
Entrambi gli obiettivi sono stati felicemente raggiunti, anche se il tempo è veramente volato.
Le tre settimane che avevamo a disposizione sono state spese per visitare con discreta cura la penisola dello Jutland e l'isola di Fyn (compresa l'isola di Langeland): nel corso dell'ultima verifica in corso di viaggio, dovendo decidere come "investire" gli ultimi tre giorni utili, abbiamo deciso di terminare con calma la visita di quest'ultima isola e rimandare l'approdo all'isola di Sjaelland (Copenaghen) ad un prossimo (non troppo remoto) viaggio.
Dovendo, inoltre, fare i conti con le esigenze dei due piccoli, abbiamo impostato le giornate su ritmi abbastanza tranquilli, in modo da poter salvaguardare la pacifica convivenza e sopravvivenza dell'intero equipaggio !
Da Verona a Flensburg (confine tedesco - danese) sono esattamente 1.350 km. che abbiamo coperto complessivamente in 2 giornate: itinerario lungo l'autostrada tedesca "A7" con due soste rilevanti al castello di Neuschwanstein ed alla splendida cittadina di Rothenburg ob der Tauer.
Il soggiorno in Danimarca è molto gradevole: ovunque si respira aria di tranquillità e, sebbene il vero e proprio campeggio al di fuori delle strutture autorizzate sia virtualmente proibito, in realtà la sosta "discreta e rispettosa" dei camper è dappertutto ben tollerata (non abbiamo avuto alcun problema in tal senso).
Le aree attrezzate ufficialmente riconosciute sono molto poche (noi ne abbiamo trovato una a Ribe), ma è possibile trovare dei camper service posti in prossimità di numerose stazioni di servizio. In realtà, noi ce ne siamo serviti una volta sola e non ne abbiamo notati molti, ma non abbiamo percorso tratti autostradali, lungo i quali questi servizi sono molto più frequenti.
Abbiamo generalmente preferito, quando non strettamente indispensabile, percorrere stradine secondarie, meno trafficate, seguendo spesso il tracciato suggerito dal "percorso Margherita": si tratta di un itinerario che si snoda lungo tutto il territorio danese (ben segnalato ovunque) e che vuole semplicemente proporre strade alternative di interesse turistico; non è necessario, ovviamente, seguirlo interamente, ma se ne possono percorrere tratti più o meno lunghi, al di fuori delle principali arterie di comunicazione.
Un Euro viene cambiato con circa 7,3 corone danesi (DKK), quindi all'incirca 1 corona vale 260 delle vecchie lire.
La vita è piuttosto cara, soprattutto i generi alimentari. Il gasolio varia dalle 6,35 dkk/l. (delle compagnie nazionali) alle 6,65 dkk/l. (delle compagnie internazionali).
Mediamente, abbiamo trascorso una notte in campeggio e due "open-air"; a tal proposito è molto interessante (e conveniente !) la formula proposta da numerosi campeggi denominata "Quick-stop", grazie alla quale si paga una cifra decisamente interessante (95 DKK - circa 25.000 delle vecchie lire - per un equipaggio composto al massimo da un camper, due adulti e due bambini) con il vincolo di entrare in campeggio a partire dalle ore 21.00 e di uscirne entro le ore 9.00 del mattino successivo (occorre acquistare presso un qualsiasi campeggio la tessera della Federcampeggi danese e farsi consegnare l'elenco dei campeggi che aderiscono all'iniziativa).
Le località che più ci hanno favorevolmente colpiti sono state le cittadine di Mogeltonder e di Ribe, il mulino di Hojer, le dune e le spiaggie della costa occidentale, il faro insabbiato di Rubjerg Knude, i castelli di Gammel Estrup e di Egelskov, l'acquario di Hirtshals, il "Den gamle by" di Arhus e l'imperdibile (per i piccoli) Legoland.
Ci hanno conquistato anche la splendida cura che gli abitanti hanno per i propri luoghi e le proprie abitazioni; il rispetto, la gentilezza e la cortesia che sfoderano al passaggio dei turisti; l'attenzione nei confronti dei bambini (nelle banche sono riservati dei tavolini pieni di costruzioni "Lego" per ingannare l'attesa).


Ed ora alcune note di dettaglio.

Equipaggio: Claudio, tour operator, autista, logista; Roberta, responsabile vettovagliamento e gestione affari culinari; Elisa, 6 anni, prima accompagnatrice (quasi autosufficiente); Federico, 1 anno (non autosufficiente). Mezzo: camper Rimor "Europeo In" su Ford Transit. Distanza totale: 5.340 km. (comprensivi di trasferimenti iniziale e finale e "breve" deviazione in Olanda)

7 luglio 2002
Partiamo da Verona a mezza mattina ed arriviamo verso l'una al Brennero, dove sostiamo per il pranzo e per un caffè (l'ultimo espresso italiano per molti giorni).
A metà pomeriggio arriviamo a Fussen e quindi al castello di Neuschwanstein, dopo aver abbandonato l'autostrada austriaca (poco dopo Innsbruck) e aver seguito un tratto di strada normale (si valica un passo non problematico per i camper, ma in ogni caso l'andatura rallenta).
Sostiamo nel parcheggio segnalato (che serve contemporaneamente i visitatori di Neuschwanstein e quelli di Hohenschwangau). Acquistato il biglietto, ci incamminiamo lungo il sentiero che porta al castello che ha ispirato Walt Disney per i suoi cartoni (30 minuti circa di buon cammino, ma si può salire in carrozza trainata da cavalli o con l'autobus). La collocazione è spettacolare e gli interni (a dispetto di un po' di scetticismo da parte nostra) sono altrettanto ammirevoli. Si entra "su prenotazione", cioè per gruppi composti in base al momento dell'acquisto del biglietto, e all'ingresso ci viene consegnato una specie di telefonino che fornisce spiegazioni durante la visita persino in italiano!
Dopo circa due ore terminiamo la sosta e ripartiamo alla volta di Rothenburg, dove arriviamo verso le 23.30, dopo sosta intermedia in un autogrill per la cena. Ci sistemiamo nel "rinomato" parcheggio P2 riservato ai camper (discretamente affollato, ma dotato di bagni, acqua potabile e pozzetto di scarico; costo 6 euro per 24h), proprio ai margini del centro storico.

8 luglio 2002
Il parcheggio P2 è comodissimo e, in cinque minuti a piedi, raggiungiamo una delle porte di ingresso al centro storico di Rothenburg. Il paesino è splendido, la visita veramente consigliata. Si può iniziare da una camminata sul giro di ronda delle mura perimetrali, per avere uno sguardo panoramico dall'alto. L'ufficio turistico fornisce una cartina (con note in italiano !) con alcuni percorsi consigliati, ma si può anche lasciarsi tranquillamente trasportare dalla curiosità di girovagare tra le viuzze ed i vicoletti. Sopra tutti, si possono segnalare la piazza centrale (Marktpl.) con il municipio (Rathaus), la chiesa di St. Jakob con la scultura lignea a contorno della reliquia della croce di Cristo, il negozio "delle cose di Natale", dal quale siamo usciti "indenni", ma che merita anche solo semplicemente un'occhiata curiosa. Una mezza giornata ben spesa, al termine della quale torniamo al camper per pranzare e per ripartire alla volta di Flensburg.
Dopo un paio di tappe (una delle quali per cenare), arriviamo a circa 100 km. dal confine tedesco-danese e trascorriamo la notte in un autogrill.
Surreale ed affascinante, anche se osservato solamente in transito, il panorama del porto di Amburgo al crepuscolo. E domani, finalmente, si inizia con la Danimarca !

9 luglio 2002
Federico ci richiama al dovere con puntualità (7.30, senza bisogno di sveglia), così, terminata colazione, puntiamo verso Tonder, prima meta in terra danese. Il primissimo impatto, appena oltre il confine, non è dei migliori, ma già parcheggiando il camper nella cittadina e scendendo per fare due passi, si inizia ad avvertire sensazioni diverse. A Tonder gironzoliamo nella zona pedonale (la "Gagade" c'è in ogni centro abitato, anche nei più piccoli), cambiamo i primi soldi (accidenti, qui c'è ancora la corona danese !), compriamo un po' di frutta al mercato (carissima !) e bazzichiamo fra i vicoletti, iniziando ad osservare lo spettacolo delle casette, cui assisteremo per tutti e venti i giorni di vacanza. Entriamo alla "Den Gamle Apotek", un'antica farmacia convertita in negozio di… tutto un po'.
Ci spostiamo a Mogeltonder, 5 km., dove ci attendono piacevoli sorprese. C'è un caldo esagerato, per questi posti, ma troviamo posto in un parcheggio all'ingresso del paesino, dove sono posizionati panche e tavolini su un bel praticello (anche questa sarà una costante del nostro viaggio: si trovano panche e tavolini dappertutto e gli stessi danesi non perdono occasione, quando il tempo lo permette, di gustarsi un pic-nic). Dopo pranzo percorriamo la caratteristica via centrale, un acciottolato che porta alla chiesa parrocchiale. L'edificio bianchissimo è posto al centro del cimitero (tipico per questi popoli), ma la sorpresa è l'interno: arredi in legno antico originale, che danno una vaga idea di essere all'interno di un'imbarcazione… tutto molto particolare, compresi l'altare e l'organo molto antico (1600-1700). Usciamo a rimirare il quadretto (il cimitero potrebbe essere meglio chiamato "giardino di riposo"…), ripercorriamo la via centrale, ritornando al punto di partenza, dove si trova un castello reale (non visitabile) ed un bel parco all'interno del quale si possono fare rilassanti passeggiate. Ripartiamo alla volta di Hojer, dov'è segnalato il più antico mulino danese, in stile olandese: non è più funzionante, ovviamente, ma è ben conservato e adibito a museo. Stranamente per noi, sarà una delle cose che Elisa ricorderà con maggiore piacere!
Verso le 16.00 ci dirigiamo verso l'isola di Romo e raggiungiamo Lakolk, una località turistica dalla quale si può raggiungere la spiaggia direttamente con il camper (ma c'è rigoroso divieto di sosta notturna !). Si prova una sensazione particolare ad entrare direttamente sulla sabbia (per fortuna piuttosto umida e quindi non molto polverosa) ed a percorrere 7-800 metri per arrivare, praticamente, fin sulla battigia. Decidiamo di far sfogare i bimbi lasciando scorrere il tempo fino all'ora di cena. Ceniamo quando ormai molti bagnanti se ne sono andati e la quiete è veramente superba. Poi ci muoviamo verso il campeggio di Havneby ("quick-stop") per trascorrere la notte: il campeggio non è granché, sicuramente il peggiore tra quelli da noi visitati. Purtroppo il tempo si è guastato, così ci infiliamo sotto la doccia e poi torniamo direttamente al camper perché piove.

10 luglio 2002
Ci svegliamo con il cielo nuvoloso e, terminati colazione, scarichi e carico acqua partiamo alla volta di Havneby, il paesino più meridionale dell'isola. Descritto come caratteristico porticciolo, in realtà non troviamo nulla di affascinante e, quindi, ripercorriamo in senso inverso la strada principale dell'isola. sostiamo brevemente nei pressi di Kirkeby, dove si trova una delle tante caratteristiche chiesette danesi (Romo Kirke): questa, di particolare, conserva all'interno della cinta cimiteriale alcune particolari lapidi groenlandesi scolpite su pietra. Attraversiamo il lungo ponte che collega Romo alla terraferma e ci dirigiamo a Ribe. Troviamo con facilità il parcheggio riservato ai camper (a proposito, questo è una delle pochissime aree attrezzate segnalate ufficialmente in Danimarca) e iniziamo la visita della cittadina.
Tutto ruota attorno alla particolarissima cattedrale, che, se osservata da ognuno dei quattro lati, offre ogni volta uno scorcio differente e suggestivo (ancor più quando illuminata direttamente dal sole). Claudio ed Elisa scalano i 245 scalini necessari per salire in cima al campanile e ammirare il panorama. Poi ci tuffiamo nelle stradine e nei vicoletti, come sempre caratteristici nella loro struttura e nelle case che li affiancano. Non abbiamo potuto resistere, questa volta, ad Elisa e così è entrato a far parte della nostra comitiva anche "Kreek", un coniglietto di pelouche… Terminiamo piacevolmente il giro lungo la passeggiata che affianca il canale dove sono ormeggiate numerose barche turistiche e torniamo al camper dove pranziamo. Ci rammaricheremo un po', in futuro, di non aver fatto visita al "Viking Center", ma sul momento abbiamo ritenuto più conveniente non "appesantire" troppo i due pupi.
Perciò, transitiamo per Esbjerg, dove notiamo sul lungomare l'imponente monumento "Den Mensch am Meer" e raggiungiamo Henne Strand, dove sostiamo per una mezz'oretta. Si tratta di un centro turistico senza molte pretese, con la particolarità della presenza di dune di sabbia proprio a ridosso della spiaggia.
Il percorso che conduce a Hvide Sande è molto suggestivo e passa attraverso una striscia di terra che delimita il Ringkobing Fjord. Il paesino è sostanzialmente un porto peschereccio: compriamo dell'ottimo pesce fresco (che cuoceremo sul grill in serata) e proseguiamo per la visita del faro di Norre Lyngvig: altri tot-scalini con energica sventolata in sommità e paesaggio sempre molto affascinante.
Arriviamo a Ringkobing verso le 19.00: troviamo un tranquillo parcheggio e approntiamo la cena. Poco prima delle 21.00 raggiungiamo il campeggio per la sosta "quick-stop" (ormai è già un classico): inizia a piovere, ed è un peccato, perché il campeggio è molto bello e ha un'interessante area giochi per bambini. Speriamo in bene per domani.

11 luglio 2002
La pioggia è scesa per tutta la notte, ma per fortuna ci svegliamo con il tipico tempo variabile di questi luoghi. La temperatura è scesa rispetto ai giorni precedenti ed ora si assesta sui 18-20 gradi.
Iniziamo la giornata con la visita della cittadina di Ringkobing. Oltre agli immancabili museo cittadino e chiesa parrocchiale, non c'è molto, ma ci piace ugualmente passeggiare lungo le tranquille vie del centro.
Riprendiamo la strada seguendo l'ormai familiare "percorso Margherita" che ci porta ad attraversare la lingua di terra che forma il Nissum Fjord. Il paesaggio è sempre molto particolare ed è pregnante il senso di solitudine e di potenza della natura. Sulla sinistra c'è il mare aperto che dalla strada non è immediatamente visibile a causa di un argine eretto a protezione, ma è possibile salire a piedi sull'argine e godersi il panorama della spiaggia selvaggia e desolata battuta dal vento e dalle onde del mare: spettacolo intrigante ! Saliamo fino a Boubjerg, una località che sembra coronare idealmente questo tratto di percorso: un paio di chioschi, un albergo molto riservato, un parcheggio e spazio a perdita d'occhio sul mare. C'è anche un faro rosso (che non abbiamo visitato): ci fermiamo su un tavolino a pranzare e a goderci l'atmosfera.
Ripartiamo verso le 14.00 diretti a Hjerl Hede, un tipico museo all'aperto. Qui sono ricostruiti alcuni antichi edifici rurali nei cui interni, durante gli orari di visita, vengono rappresentati lavori e modi di vita di un tempo. Non è male, ma l'impressione è che potrebbe offrire qualcosa in più. Ad ogni modo, ci sono piaciuti in particolare il movimento del mulino ad acqua e le scene di vita di un villaggio nell'età preistorica (con personaggi viventi). Per i bambini (soprattutto Elisa) la visita è terminata in gloria con un parco giochi molto attrezzato.
Usciamo verso le 17.30 e con una luce splendida proseguiamo lungo la strada Margherita facendo sosta alla bella chiesetta di Sahl. Raggiungiamo per cena Spottrup, dove troviamo un piccolo parcheggio che ci affascina e dove decidiamo di trascorrere la notte.

12 luglio 2002
La mattina inizia con la visita al castello di Spottrup, immerso nella quiete, caratteristico e molto ben conservato. Non è molto grande e in un'ora si possono ammirare gli interni e l'ambientazione esterna.
Ripartiamo verso Nykobing Mors, una cittadina che non offre spunti particolari se non un bel parco che notiamo (purtroppo) solo all'atto della ripartenza e che potrebbe costituire meta per il pranzo e per un giro a piedi o in bici.
Seguendo il percorso Margherita giungiamo a Salgjerhoj, la località più elevata dell'isola di Mors (88 m. s.l.m. !): sul luogo troviamo una tabella segnaletica che propone un percorso a piedi di circa 3 km., ma, in considerazione della strada che dobbiamo ancora macinare, preferiamo… raccogliere qualche mora e spostarci alla vicina Hanklit. Qui si trova un punto di costa molto particolare perché alcune scogliere di argilla (60m. di altezza) cadono quasi a picco sul mare.
Dopo una breve sosta per sgranchire le gambe e raccogliere conchiglie, ripartiamo per il lungo trasferimento verso la costa settentrionale. Seguendo il consiglio della rivista Plein-air, facciamo una breve deviazione verso Lild Strand, una località aspra ed affascinante dove le poche case sembrano sospingere la strada direttamente dentro il mare: sulla spiaggia battuta dal vento e con un temporale all'orizzonte, troviamo solo qualche coppia di turisti che si aggira fra i barconi trainati a riva, con in mano un hot-dog o un gelato venduti dall'unico chioschetto esistente.
Elisa e Federico riposano le stanche membra, per cui ne approfittiamo per puntare decisamente verso Gronhoj dove, presso il locale campeggio, contiamo di sfruttare (caso unico nel periodo di alta stagione) un tagliando "Camping Cheque". La struttura è discreta, ma purtroppo inizia a piovere e così non riusciamo a sfruttare la serata.

13 luglio 2002
Il programma è intenso e, dopo aver visitato il mini-zoo all'interno del campeggio, partiamo alla volta di Rubjerg Knude. Il vecchio faro insabbiato è un po' fuori mano, ma merita decisamente la visita. E' tutto molto particolare: sia il faro, mezzo fagocitato dalla sabbia, sia le dune che, scalabili dal versante dell'entroterra, precipitano a picco sul mare sul versante opposto. Una passeggiata sulla cresta delle dune riconcilia col mondo. Ripartiamo con una buona carica di energia e sostiamo a Hjorring per il pranzo. Nel pomeriggio raggiungiamo Hirtshals, dove iniziamo immediatamente la visita al rinomato acquario. La cittadina non ha altri particolari richiami (è un tipico porto commerciale che collega la Danimarca alla Norvegia), ma l'attrazione è veramente meritevole: trascorriamo all'interno più di tre ore, equamente divise fra le vasche dei pesci e le aree svago per bambini, naturalmente improntate a tematiche marine (in particolare sono notevoli la vasca centrale, la più grande d'Europa nel suo genere, e lo spazio nr. 5 dove si possono "pescare" direttamente con le mani molluschi, granchi e piccoli pesci… salvo poi ri-immergerli in acqua quanto prima (Elisa ha apprezzato moltissimo!).
All'uscita ci dirigiamo verso Tornby Strand, dove ceniamo in riva al mare e dove ci apprestiamo a trascorrere la notte in compagnia di altri cuori avventurieri: inizia a piovviginare, ma… ormai iniziamo a farci l'abitudine.

14 luglio 2002
Il tempo è nuvoloso, ma non piove (a differenza dei giorni precedenti, oggi avremo una partenza "in sordina" e un costante miglioramento nella mattinata e nel pomeriggio, fino a godere di una splendida serata). Dopo colazione, in spiaggia, raggiungiamo Rabjerg Mile, la più vasta zona di dune sabbiose della Danimarca: Anche in questo caso il panorama è spettacolare (abbiamo visto una cosa analoga in Polonia): non ci sono gli strapiombi sul mare ammirati a Rubjerg Knude, ma lo spazio sabbioso è molto più esteso e, per questo, ugualmente particolare. Federico "sguazza" nella sabbia e noi abbiamo ormai rinunciato alla speranza di salvaguardare il nostro camper: faremo una bella ripulita generale al termine delle vacanze…
Prima di raggiungere Skagen, ci fermiamo a pranzare in un boschetto nei pressi della "Tilsandede Kirke" ed a visitare la chiesetta dedicata a S. Lorenzo: non è granché, anche perché a testimonianza del processo di avanzamento della sabbia è rimasto solamente il piccolo campanile che… non è nemmeno tanto insabbiato (Rubjerg Knude è decisamente un'altra cosa).
Ci spostiamo a Grenen, la punta più settentrionale della Danimarca: parcheggiamo il camper (park a pagamento) e ci avventuriamo sulla spiaggia con il passeggino di Federico. Lungo la battigia notiamo un'infinità di meduse (molte delle quali inanimate) e, raggiunta l'estremità, Claudio ed Elisa costruiscono un castellotto di sabbia a testimonianza del loro passaggio.
Per il ritorno facciamo affidamento sul Sandormen, un grande carro passeggeri trainato da un trattore.
Per la cena, facciamo rotta verso Skagen: Elisa è insofferente, e quindi non abbiamo tempo di cercare il porto dove sono segnalate tavernette che sfornano ottimo pesce (sigh !). Ci fermiamo da "Alfredo" (ristorante - pizzeria italiano) dove mangiamo ugualmente pesce, sebbene in condizioni più "tradizionali". Dopo cena passeggiamo lungo le vie pedonali e scendiamo al porto, dove troviamo gran movimento di persone: l'atmosfera è splendida, arricchita dalla splendida luce serale. Riusciamo anche a concludere ottimamente la serata perché, una volta deciso di tornare a Grenen per trascorrere la notte (in compagnia di numerosi altri equipaggi in vacanza), grazie al cielo sereno riusciamo ad ammirare uno splendido tramonto: sono circa le 22.30.

15 luglio 2002
Ci svegliamo con il tempo bello e iniziamo a percorrere la strada sul versante orientale dello Jutland. Seguendo le indicazioni (non molto precise) contenute sul numero 71 di "Ititnerari e Luoghi", ci fermiamo al bel negozio-laboratorio di ceramiche e oggettistica varia "Dot Keramik", nei pressi di Strandby. Oltrepassiamo Frederikshavn e raggiungiamo Saeby. Qui era prevista una semplice sosta tattica: in realtà, scopriamo un paesino molto pittoresco dove, dopo aver sgranchito le gambe nell'immancabile zona pedonale, visitiamo la chiesa principale (stile protestante, caratteristica) ed il porto, dove scopriamo un inatteso fermento di turisti. Il prolungamento della sosta è stato doveroso.
Proseguendo lungo il nostro itinerario, giungiamo a Voersa, dove non troviamo i laboratori artigianali di bambole che erano segnalati e, quindi, raggiungiamo Voergard, per la visita del castello. Nel complesso è stata una delusione, un po' per il fatto che siamo arrivati in orario di chiusura e le scene di vita in costume d'epoca (con personaggi viventi) nel parco stavano esaurendosi, un po' perché la visita guidata è prevista solamente il lingua danese da una signora a cui pareva da poco… morto il gatto!
Terminiamo anticipatamente la visita agli interni (causa anche "disappunto" di Federico) e facciamo rotta verso Nibe, dove troviamo a stento posto nel campeggio: non c'è "quick-stop", quindi entriamo per cenare e trascorrere la serata.

16 luglio 2002
Il campeggio è discreto ed il tempo bello: decidiamo di goderci una mezza giornata di riposo, sfruttando la piscina interna per Elisa ed un bel trenino lillipuziano che alle 11.00 parte per un giro lungo le stradine del campeggio. Dopo pranzo, prendiamo la strada per Rebild Bakker e la zona boschiva di Rold Skov: speriamo che ci siano piste ciclabili, ma la zona offre "solamente" numerosi sentieri pedonali e noi, senza zaino per Federico,… non possiamo permetterceli. Apparentemente, però, la zona è bella e, soprattutto, caratteristica per la Danimarca. Ci spostiamo a Mariager, dove caliamo (finalmente) le bici e seguiamo uno dei percorsi ciclabili segnati nella zona. Ci sono parecchi saliscendi ed Elisa… non gradisce molto. Dopo un po' facciamo ritorno al paese (pittoresco, anche se minuscolo, il nucleo del centro storico) e ci piazziamo in un bel parcheggio su prato, dove più tardi verremo raggiunti da altri due equipaggi. Diamo aria al grill e prepariamo un'ottima cenetta in riva al mare. Dopo il (bel) tramonto, tutti a nanna (sono pur sempre le 10.45 !).

17 luglio 2002
La prima tappa della giornata è Gammel Estrup, un bel castello, entro le cui mura si trova un ampio spazio che alloggia un museo dell'agricoltura. Il prezzo del biglietto è un po' caro, ma alla fine decidiamo di entrare, e tutto sommato non sarà una scelta sbagliata. Il museo dell'agricoltura è molto piacevole da visitare: le spiegazioni sono in danese, ma non mancano di tanto in tanto riassunti in inglese e tedesco e, in ogni caso, anche la semplice visione è gratificante. Per la gioia dei bimbi (Elisa, soprattutto), è allestita una particolare area giochi che riproduce una piccola fattoria, con tanto di trattori (a pedali), carretti, fieno (vero !) e stalle. Dopo pranzo visitiamo l'interno del castello e un recinto con alcuni animali di fattoria: ci sarebbero altre cose da visitare (un giardino botanico ed il parco, soprattutto), ma il tempo stringe e quindi riprendiamo il nostro cammino.
A Grenaa non notiamo elementi interessanti e, quindi, proseguiamo verso Ebeltoft. Qui visitiamo immediatamente la "Fregata Jylland", il fiore storico all'occhiello della marina danese: una nave da guerra del secolo scorso, con scafo interamente in legno, in corso di ottimo restauro. All'interno si sente ancora l'odore della polvere da sparo; gli allestimenti sono stati ricostruiti con semplicità, ma con grande resa visiva (oltre agli arredi, sono riprodotte con manichini alcune scene di vita sulla nave). Dopo circa un'oretta… ritorniamo ai nostri giorni.
Visitiamo il paese: anche questo conserva alcuni tratti caratteristici ed inconfondibili dell'architettura e dell'atmosfera tipicamente danese. Per cena ci spostiamo al porticciolo turistico, dove troviamo anche da scambiare quattro chiacchiere con un signore del luogo e dove consumiamo una passeggiatina serale fra le belle casette rosse che si affacciano sul molo.

18 luglio 2002
La giornata è dedicata alla visita di Arhus, per la quale riserviamo la mattinata alla visita del centro storico ed il pomeriggio alla visita del museo all'aperto "Den Gamle By". Parcheggiamo in prossimità del porto (parcheggio orario a pagamento) e facciamo la prima sosta al duomo. L'edificio è imponente (con i suoi 100 m. di altezza è la chiesa più alta della DK), sebbene i muri intonacati di bianco all'interno lo rendano un po' spoglio. Alcuni affreschi sono in corso di restauro e l'organo è ammirevole.
Sotto una fitta pioggerella ci trasferiamo alla Vor Frau Kirke, il cui elemento più caratteristico è la cripta molto antica. Passeggiamo, poi, per le vie pedonali, accontentando anche Elisa con un pranzo al Mc Donald's; giungiamo, infine, di fronte al municipio sulla cui piazza si erge la moderna (e brutta !) torre dell'orologio: su un lato della piazza c'è anche una particolare fontana che rappresenta una scrofa con i suoi maialini.
Torniamo al camper per trasferirci in periferia (circa 1,5 km.) al museo all'aperto. L'"antico villaggio" è molto caratteristico ed è, probabilmente, il più vasto e completo del suo genere in DK. La visita richiede dalle 2 alle 3 ore, ma sono decisamente ben spese: sono molto particolari gli edifici e le singole ricostruzioni degli interni, che, di volta in volta, ripropongono l'ambientazione di antichi lavori. Verso le 18.00 ripartiamo, ricercando inutilmente uno spaccio della fabbrica di birra Ceres che è situata proprio di fronte al museo. Ci portiamo a Ry, un paesino situato nella zona interna centrale dello Jutland e, dopo cena, entriamo nel campeggio con la solita formula "quick-stop".

19 luglio 2002
Al risveglio il tempo è inclemente e così dobbiamo rinunciare al programmato giro in bicicletta. Decidiamo di trasferirci a Silkeborg, nella speranza che la pioggia cessi. Purtroppo fino al primo pomeriggio non ci sono miglioramenti e solo quando l'intensità diminuisce, dopo pranzo, usciamo a fare quattro passi nella zona pedonale della città. Visitiamo il museo cittadino, dove è deposto l' "Uomo di Tollund", le spoglie in ottimo stato di conservazione di un uomo vissuto circa 4000 anni fa e che si sono mantenute pressoché integre!
La giornata se n'è praticamente andata e così decidiamo di portarci già in prossimità di Legoland, passando prima per Jelling, dove si trova una chiesa storica al cui ingresso sono poste due pietre incise che sono ritenute l'"atto di battesimo della Danimarca". A proteggere il luogo sacro della chiesa e dell'annesso cimitero ci sono due tumuli che gli storici ritengono essere legati ad importanti momenti e personaggi storici (ma non v'è ancora certezza).
Raggiungiamo, infine, Billund ed il parcheggio n. 2 di Legoland, dove, nonostante i divieti di pernottamento, troviamo altri camper e trascorriamo la notte.

20 luglio 2002
Giornata campale, dedicata interamente alla visita di Legoland. Rispetto alla visita che Claudio e Roberta avevano compiuto 15 anni fa, il parco si è ingrandito notevolmente. E' rimasto il nucleo originale, la sua vera particolarità: un'area sulla quale sono stati riprodotti, in scala, interamente con mattoncini Lego scorci di città, paesini (ad esempio Ribe o Skagen), monumenti (la statua della libertà, il castello di Neuschwanstein) o paesaggi di vario tipo, con tanto di macchine, camion, treni, navi, aerei spesso motorizzati; uno spazio dove, veramente, ci si sente calati in un'altra dimensione!
Ma il parco è stato ampliato con attrazioni che lo affiancano ai veri e propri parchi divertimenti: c'è il trenino che sbuffa all'interno delle stradine, e la monorotaia che le sovrasta; c'è il castello incantato, dove si entra seduti… sopra dei draghetti, le canoe, le montagne russe, le barche, i carrelli che entrano in miniera, il safariland e tanto altro; il tutto, però, rigorosamente ambientato nel mondo dei Lego. Per Federico, cioè per i più piccoli, c'è anche un'area giochi specificatamente strutturata. E poi, non si può non spendere un po' di tempo, senza tuffare i bimbi nelle numerose "vasche" che contengono un numero infinito di mattoncini e nelle quali desidererebbero tuffarsi anche mamme e papà.
La giornata, nell'insieme, costa una fortuna (tra biglietti, pranzo, gelati e souvenir vari), ma non si può visitare la Danimarca senza entrare a Legoland. E si capisce perché i Lego siano stati inventati proprio qui!
Verso fine giornata resta il tempo per vedere un filmato in 4D (affascinante per gli effetti speciali), all'interno dell'apposita sala cinematografica.
Non restiamo immuni nemmeno dall'acquisto di alcuni souvenir (per fortuna pochi, anche perché noteremo che i prezzi sono comunque più convenienti in Italia…) e, dopo 12 ore (!!!) varchiamo in senso inverso i cancelli del parco: un po' stanchi, ma il tempo è volato; Elisa, peraltro, è ancora elettrizzata, ma, appena arriviamo al camper, crolla in un sonno profondo fino al mattino successivo.
Ceniamo verso le 21.30 (nessuno ha avvertito i crampi della fame) e decidiamo di rimanere per trascorrere la notte.

21 luglio 2002
Lasciamo la penisola dello Jutland per passare sull'isola di Fyn. In realtà, non sono necessari traghetti perché un ponte collega le due sponde. Facciamo rotta verso il castello di Egeskov. Acquistiamo il biglietto che consente la sola visita del parco, tralasciando gli interni del castello.
Ce n'è a sufficienza, anche perché lo spazio è molto grande, ci sono giardini tematici molto curati ed una serie di musei (compresi nel prezzo del biglietto "esterno") molto affascinanti. Riusciamo a gironzolare un po' per i viali del parco quando inizia a piovere e ci trasferiamo, nell'ordine, al museo dell'agricoltura, al museo delle carrozze, al museo delle autovetture (!), a quello delle motociclette e biciclette e, in ultima, a quello dei pompieri: una vera fortuna, perché continua a piovere e, così, ci siamo salvati ugualmente la giornata. In uscita proviamo l'ebbrezza del "Tree Top Walking", un bel percorso a passerelle sospese tra le cime di alcuni alberi.
Tornati al camper, ci trasferiamo a Faaborg, dove troviamo da sostare in prossimità del porto. Piove ancora e, dopo cena, Claudio esce per un "giro di ricognizione". Pur sotto l'acqua, il "guardiano notturno" sta compiendo il suo giro di ronda, per la curiosità di una decina di turisti inzuppati: purtroppo le spiegazioni sono solo in danese, ma l'atmosfera è piacevole.

22 luglio 2002
Ci svegliamo con il buongiorno portato da un ragazzotto che, in qualità di rappresentante delle autorità portuali, dice di "doverci" richiedere il prezzo previsto per l'attracco di un'imbarcazione: ci rilascia tanto di ricevuta (il nostro camper viene equiparato ad uno scafo fino a 9 metri !) e ci dice che possiamo utilizzare bagni e docce… Il tutto per 85 corone!
Visitiamo il centro di Faaborg, ma il cielo è sempre minaccioso e la cittadina, pur carina, perde parecchio del suo fascino. Dopo una sosta per rifornimento alimentare al "Super Brugsen", ci spostiamo a Dyreborg, un porticciolo dove finisce la strada e la quiete è interrotta dal vociare di alcuni barcaioli. Dopo pranzo ci trasferiamo al mulino di Kaleko, di cui abbiamo notato la pubblicità su un depliant. Si tratta di un antico complesso agreste, con un mulino ad acqua convertito a piccolo museo rurale, con arredi e attrezzature del XIX secolo. Una piacevole scoperta: da notare anche il particolarissimo angolo-café.
Dal nostro percorso facciamo, poi, una breve deviazione verso Troense, una località con belle casette in tipico stile… danese. Seguendo il consiglio della nostra guida, facciamo una bella passeggiata, che ci porta su un viottolo di campagna dal quale si possono ammirare distese di campi con il grano pronto per la raccolta.
Ripartiamo verso l'isola di Langeland e, essendo ormai tardo pomeriggio, arriviamo a Ristinge, dove ci sistemiamo in un bel campeggio. Doverosa visita al fornito parco-giochi per accontentare i bimbi.

23 luglio 2002
Trascorriamo la mattinata in campeggio e, per pranzo, raggiungiamo Bagenkop, un porticciolo nella parte meridionale dell'isola, dove troviamo un bel posto per pranzare in prossimità del porticciolo turistico. La splendida giornata e l'immancabile parco-giochi per i bambini rendono ancor più piacevole la sosta.
Ripartiamo dopo pranzo, in direzione nord e ci fermiamo a Tullebolle, dove è da visitare un'interessante fabbrica-negozio di candele (pubblicità su alcuni depliant): a disposizione dei visitatori c'è una parte di laboratorio, all'interno del quale è possibile colorare e decorare personalmente le candele di cera. Il gentile proprietario spiega la tecnica. Al termine, si possono comperare sia le "opere" appena create, sia quelle esposte all'interno del negozio.
In prossimità, poi, del castello di Traeneker inforchiamo le biciclette e seguiamo un percorso che ci porta a costeggiare la spiaggia deserta.
Alla ricerca di un posto dove cenare e dormire, ci fermiamo a Rudkobing, ma l'atmosfera non è molto rassicurante (tra l'altro, siamo capitati nel bel mezzo di un festival musicale che ha scombussolato la quiete del paesino), quindi ci spostiamo poco oltre e pernottiamo cl campeggio di Bregninge.

24 luglio 2002
La prima tappa della giornata è Nyborg, che si rivela migliore rispetto alle nostre aspettative. Parcheggiamo nella piazza del municipio, proprio di fronte all'ufficio turistico e percorriamo la zona pedonale, fino a raggiungere la bella Vor Frau Kirke. Percorriamo alcune viuzze nei pressi della chiesa e raggiungiamo il porto, dov'è ormeggiata la nave reale (ma la famiglia reale non è a bordo). Visitiamo il bel museo cittadino "Mads Lerches House", situato nella casa storica appartenuta ad una famiglia di mercanti, che conserva oggetti, arredi e amenità d'epoca. Osserviamo il castello di Nyborg dall'esterno e torniamo al parcheggio per il pranzo.
Nel pomeriggio facciamo una breve deviazione per osservare, da riva, il ponte che collega l'isola di Fyn con quella di Syaelland (Copenaghen): strada e ferrovia percorrono i 18 km. di lunghezza che costituiscono questa imponente opera ingegneristica.
Ci spostiamo verso nord e proseguiamo verso Viby, dove si trova un antico mulino, in corso di restauro e manutenzione da parte di volontari locali (la biglietteria è "self-service", nel senso che all'ingresso sono sistemati una ciottolina per raccogliere le 15 kr. richieste per la visita ed una serie di biglietti (!). Dall'interno si può ammirare, su quattro livelli, la struttura interamente in legno del mulino. Torniamo verso Kerteminde, dove parcheggiamo in prossimità del centro. Passeggiamo lungo il porticciolo e, quindi, nella zona del centro, facendo sosta al "solito" Super Brugsen per acquisti culinari a base di pesce, che spolveriamo in serata. Il posto è tranquillo e decidiamo di fermarci per la notte.

25 luglio 2002
Non ci restano molti giorni di vacanza e quindi decidiamo di rimandare la visita di Syaelland e di Copenaghen a prossime occasioni. Facciamo rotta su Odense, inizialmente esclusa dal programma.
La prima tappa è il museo ferroviario, molto pubblicizzato nella zona: non è molto grande, ma chi passa da Odense può senza dubbio spendere un po' di tempo per la sua visita. Una ventina di "mezzi" ferroviari (locomotive, vagoni, carrozze) sono stati ottimamente restaurati e si possono ammirare in tutto il loro antico splendore: alcuni sono veramente affascinanti. In aggiunta, ci si può divertire con un giro di una decina di minuti su un convoglio a vapore che esce dal museo, raggiunge la stazione della città e fa ritorno; si può fare un breve percorso su un "carrello" con spinta "a braccia", al termine del quale ai bambini viene rilasciato un "Certifikat"; si può salire su un mini-treno a scartamento ridotto (ridottissimo) per un giro panoramico attorno al museo. Per i bambini, ma anche per i grandi, è a disposizione uno spazio giochi con larghe tavole piene di Lego "ferroviari" (rotaie, passaggi a livello, scambi, locomotori, vagoni, ecc.): il tempo da riservare a questo angolo è almeno pari a quello richiesto per la visita del museo… A fatica convinciamo Elisa ad uscire e, dopo un rapido pranzo in camper, ci dirigiamo verso il centro città, seguendo il percorso suggerito dalla nostra guida. Non entriamo a visitare i musei, ma il semplice itinerario proposto si rivela più piacevole delle aspettative. Ci sono alcuni "luoghi sacri" di H. C. Andersen, il noto scrittore e favolista, il duomo, un bel parco ed una graziosa via sulla quale si affacciano numerosi negozi di antiquari (uno, in particolare, è veramente singolare).
Verso sera, ritorniamo al camper e iniziamo a percorrere la lunga via del ritorno. ceniamo nei pressi del confine (poco prima di Flensburg) e pernottiamo vicino ad Amburgo.

26/27/28 luglio 2002
Questi tre giorni sono dedicati alla visita ad una famiglia di amici olandesi, nei pressi di Groningen, alla quale da tempo avevamo promesso un nostro saluto, ed al ritorno a Verona. Uscendo dall'Olanda, dalla zona, sud-orientale, percorriamo per buona parte l'autostrada tedesca "A3" fino a Norimberga, dove imbocchiamo la ben nota "E45" che passa per Monaco di Baviera, Innsbruck ed il Brennero. In questo caso, facciamo una "tirata", prevedendo brevi soste ad intervalli abbastanza regolari: anche per dare un po' di tregua ai piccoli, mediamente ci fermiamo circa 1 ora ogni 2,5/3 di marcia. In prossimità di Innsbruck (sono le 3 del mattino) facciamo una sosta per un pisolino fino alle 7.30 e poi concludiamo il viaggio alle 11.00 del 28 mattina.

Noi abbiamo intenzione di tornare, per riprendere dal punto in cui abbiamo sospeso la visita causa… termine dei giorni di ferie. Chi volesse avere ulteriori notizie o chi volesse fornirci indicazioni e pareri può contattarci all'indirizzo e-mail: clarob@libero.it

Ciao e buone vacanze a tutti !


Viaggio effettuato nel Luglio 2002 dalla fam. Perina

Potete trovare ulteriori informazioni sulle località toccate da questo itinerario nella sezione METE.


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