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LORENA
Tra quiche, quetsch e cristalli

La regione francese della Lorena viene generalmente collegata all'Alsazia, provincia sorella con la quale ha condiviso un tormentato passato storico, ma è alquanto differente dal punto di vista geografico, architettonico e culinario.

Da sempre considerata soltanto come punto europeo di transito, la Lorena deve il suo nome al Trattato di Verdun dell'843, anno in cui fu diviso l'impero di Carlo Magno fra i tre suoi nipoti. Uno di questi, Lothair, ne ricevette una parte consistente nota col nome di Lotharingia (chiamata poi Lorena) che inglobava le attuali regioni di Belgio, Olanda Lussemburgo, Alsazia, Lorena e alcune aree della Germania.

Le successive vicende storiche rispecchiarono quelle dell'Alsazia, tuttavia le simpatie della popolazione locale vertevano sempre verso la capitale francese e non è un caso che due dei più significativi simboli del patriottismo francese: Giovanna d'Arco e la croce di Lorena, siano nati proprio in questa regione.

In questo viaggio il nostro ingresso in Lorena avviene attraverso il Parco regionale des Ballons des Vosges, in quanto proveniamo dall'Alsazia, ed appena entrati in quest'area verde lungo la Route des Cretes, ne avvertiamo immediatamente il fascino unico e particolare perché ad ogni svolta della strada compaiono panorami incantati.

La Route des Cretes, colorato puzzle di valli, laghi, cime e colli fu creata dai Francesi durante la prima Guerra Mondiale per agevolare i collegamenti tra le diverse vallate dei Vosgi ed impedire all'esercito tedesco di osservare i movimenti delle truppe. Ma qui, lungo questo imperdibile itinerario naturalistico, mentre gli occhi e la mente si riempiono di immagini indimenticabili è altrettanto difficile dimenticare le terribili battaglie che si svolsero nel 1915 e che costarono la vita a molte migliaia di soldati.

La strada corre ora a nord est in direzione di Gérardmer, situata sulle sponde di un lago, popolare luogo di villeggiatura e stazione sciistica invernale. La cittadina vanta una particolarità: qui è sorto il primo Ufficio Turistico francese, esattamente nel 1875.

Quarantacinque km separano Gérardmer da Epinal, capoluogo del dipartimento Vosges. Piacevole e fiorita cittadina, Epinal è nota per i ricami ed i merletti ma il suo nome è indissolubilmente legato alla famiglia Pellerin che nel Settecento diede vita alle famose stamperie che realizzavano inizialmente illustrazioni, stampe, figurine ed immaginette per poi evolversi in produzioni sempre più sofisticate e variegate.

Vorrei suggerire l'interessante visita all'Imagerie d'Epinal in quai de Dogneville 42 bis dove, accanto ad un'impressionante quantità di stampe antiche e moderne, fanno bella mostra le antiche macchine da stampa da cui uscirono produzioni che resero famosa la città. E dopo stampe, ricami e merletti è la volta di un luogo dove senza fatica, ve lo assicuro, sarà un continuo "lustrarsi gli occhi".

A poco più di quaranta km circa da Epinal, si trova Baccarat, sinonimo indiscusso di cristallo, che vanta l'antico stabilimento del 1764 oltre che il preziosissimo Musée du Cristal. Lungo la via principale i negozi scintillanti naturalmente abbondano, va ricordato comunque che anche gli splendidi oggetti in vetro, ovviamente meno costosi, sono ugualmente belli sia per le forme sia per i motivi.

Appena varcata la soglia di un negozio dai costosissimi bagliori, cerco istintivamente di muovermi con molta attenzione tra i ninnoli preziosi perché ho l'inquietante certezza che il detto "Chi rompe, paga" qui, a Baccarat, potrebbe tradursi in molti, molti euro… Alla fine ho acquistato un oggetto, non molto grande per la verità, però in cristallo, che una volta in camper, dopo averlo rimirato ancora una volta, ho imballato con metri e metri di carta affinché potesse giungere intatto a casa, memore di quella volta che riposi nella cassapanca un fragile vasetto di porcellana avvolto nella cartavelina e una volta arrivati a casa, a furia di stivare oggetti su oggetti mi ritrovai fra le mani un pacchetto stazzonato colmo di cocci che parevano un puzzle dai minuscoli pezzi….

La strada sale a nord ovest e segue il corso della Meurthe, il fiume dal nome un po' …. sinistro ma dalla bellezza indiscutibile e con il camper effettuiamo l'ennesima sosta che ha luogo questa volta a Lunéville, la cui attrazione principale è costituita dal suo imponente castello, noto come "le Petite Versailles".

Il castello, che fu la residenza favorita sia di Leopoldo duca di Lorena sia di Stanislas Leszczynski che qui passò a miglior vita, pur nelle sue ridotte dimensioni (si fa per dire) riprende in modo ineccepibile la reggia francese, compresa una cappella ristrutturata a somiglianza di quella di Versailles. Suggerisco anche la visita al Museo del Castello che comprende tra l'altro anche un'interessante collezione di ceramiche di Lunéville e Saint Clément.

Trentacinque km a nord ovest ed eccoci a Nancy antica capitale del ducato di Lorena.

Non enumero deliberatamente i luoghi "meritevoli di essere visitati" come recitano le guide turistiche poiché, secondo le personali inclinazioni, ognuno potrà dedicare tutto il tempo che desidera. La sosta non è un problema anche in prossimità del centro storico perché vi sono numerosi parcheggi a pagamento; a due passi da Place Stanislas si può comunque optare per gli ombreggiati viali adiacenti le Parc de la Pépinière e precisamente rue Sigisbert Adam o rue du XXVI e R.J.: non potrete sbagliarvi perché i camper in sosta sono visibilissimi.

Il tempo a disposizione per la visita può rivelarsi davvero nemico qui a Nancy. Appena si entra nella settecentesca Place Stanislas, sicuramente una tra le più belle piazze di Francia, voluta da Stanislas Leszczynski, patrigno di Luigi XV e deposto re di Polonia, si resta veramente incantati dal mirabile e perfetto insieme di palazzi, balconi e cancelli di ferro battuto e ottone. Dopo essersi attardati a dovere in Place Stanislas si può pensare di andare alla scoperta delle altre attrattive di Nancy: il Palazzo Ducale, la Cattedrale, i Musei, le Chiese…. E ci si può anche lasciar tentare da qualche peccato di gola, perché no? Cominciando magari con la quiche lorraine, un tortino con pancetta, uova e panna, la potée lorraine, la tourte à la lorraine. E i dolci? Assolutamente superbi. madeleines, macarons, gauffres.

In conclusione: com'è Nancy? Bella, unica, colorata, animata, regale, golosa… Sono caduta nel banale, lo ammetto, però che bella questa sensazione di banalità: vorrei provarla tutte le volte quando m'imbatto in una città così deliziosa… Venti km a ovest di Nancy, sulla riva sinistra della Mosella, incontriamo Toul che con Metz e Verdun fu una delle tre diocesi che, divenute città indipendenti nel Medioevo, rimasero libere fin verso la metà del XVI secolo quando furono occupate ed annesse alla Francia da Enrico II. Anche se danneggiata durante la seconda guerra mondiale, è sempre bellissima la Cathédrale St Etienne dalla stupenda facciata in stile gotico flamboyant e chiostro cinquecentesco.

Con il corso della Meuse alla nostra destra che lambisce le Parc Natural Regional de Lorraine, puntiamo in direzione di Verdun ma, avvistando l'indicazione per Commercy facciamo una sosta non prevista per acquistare le famose madeleines….. (Ormai i peccati di gola sono all'ordine del giorno, ahimè!)

L'aspetto militare di Verdun è la testimonianza visibile del suo ruolo di città di guerra; una città situata in uno strategico crocevia segnata per secoli da innumerevoli conflitti.

Nella prima mattinata, che è secondo me il momento migliore per visitare una città: poca gente in giro e niente traffico, oltre che un'estrema facilità di parcheggiare il camper (cosa che effettuiamo appena prima della Mosa) attraversiamo il fiume in direzione della porta medievale orientale della città, la più imponente fra le fortificazioni rimaste. E nel Musée de la Cittadelle Militaire, finiamo per fermarci parecchio tempo perché incontriamo un'efficientissima guida che svolge il suo impegno con una passione fuori del comune e ci tratteniamo così per buona parte della mattinata. Quando finalmente riusciamo a congedarci saliamo nella deserta città alta, alla volta della Cathedrale de Notre Dame, la cui costruzione domina tutta Verdun. Il nome della città è però legato indissolubilmente agli eventi bellici e soprattutto al 1916 quando 400.000 mila uomini morirono per difenderla, facendone così il simbolo della resistenza francese. Ed è quindi quasi una consuetudine che chi arriva fin qui percorra poi il breve itinerario di 32 km in direzione Etain alla volta dell'Ossuaire de Douaumont, ai molti Cimetières Nationals o al Mémorial Muséè de la Bataille de Verdun. Luoghi che ancor oggi evocano un doloroso passato, luoghi cui ci si avvicina in punta di piedi con la fortissima speranza, che giunge dal più profondo dell'anima, che simili orrori non debbano mai più ripetersi.

Arriviamo a Metz, capoluogo del dipartimento della Mosella, la domenica mattina, giorno particolare per chi viaggia perché è vero che quasi tutti gli esercizi sono chiusi ma, proprio per questo motivo si può tranquillamente parcheggiare in centro città e per una volta tanto c'è soltanto l'imbarazzo della scelta.

E qui, come quasi in tutta la Francia, i panifici sono sempre aperti la domenica e la fragranza delle baguette fa venire l'acquolina in bocca ed invita ad un acquisto immediato. E non mancano le bancarelle di fiori e neppure quelle della frutta che abbondano di prugne quetsch e mirabelle, le piccole prugne gialle tipiche di Metz.

Metz è bella, vivace ed animata ed offre il suo volto più vero nei vicoli della città vecchia e nel susseguirsi dei venti ponti colorati e profumati per via dei fiori che li ingentiliscono. E' ocra il colore che caratterizza sia la Place du Theatre sia la Place d'Armes dov'è ubicato l'ingresso della Cattedrale dall'interno altissimo e dalle stupefacenti e multicolori vetrate trecentesche che vantano un primato: quello di essere, nel loro genere, le più ampie del mondo.

E se, come me, siete romantici, è d'obbligo la passeggiata all'Esplanade lungo le rive della Mosella, con sosta rituale in rue Haute-Pierre nella casa natale del poeta Paul Verlaine. E' tardissimo quando a malincuore ci apprestiamo a lasciare Metz, e il sole, che ha tinto di rosso il cielo di questa deliziosa città di Lorena, è ormai tramontato da molto tempo quando ci rimettiamo nuovamente in viaggio. Tra poco lasceremo la Francia e proseguiremo per il Nord Europa alla volta di altri Paesi; incontreremo gente con usi e costumi differenti, vedremo altri panorami, ci riempiremo gli occhi di immagini che cercheremo di ricordare per sempre e macineremo km su km: in fondo questa è la vita del viaggiatore…….

Qualche informazione pratica

Lunghezza dell'itinerario: km 450 circa

Cosa gustare
Quiche (tortino con pancetta, uova e panna), potée lorraine (zuppa a base di carne di maiale, cavolo e patate), tourte à la lorraine (tortino di carne di maiale, vitello e uova), paté de foie gras, madeleines (pasticcini di pan di Spagna), macarons (una sorta di amaretti), gauffres (cialde biscottate con marmellata o miele e zucchero a velo

Cosa acquistare
Cristalli, ceramiche, ricami, merletti, stampe, dolci (madeleines di Commercy, macarons di Boulay e Nancy), eaux de vie di mirabelle, marmellate di ribes (groseilles) di Bar le Duc


Viaggio effettuato da Tosca Ferro nel Luglio 2002

Potete trovare ulteriori informazioni sulle località toccate da questo itinerario nella sezione METE, e i più recenti aggiornamenti alla situazione delle aree di sosta nella sezione AREE DI SOSTA.


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