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Vai alla home page di www.CamperOnLine.itNapoli città, con i consigli di un Napoletano

Mentre aspetto il camper (che ritarda, ritarda ...), giro per la mia città immaginando che effetto farebbe a un visitatore in camper.

Così ho costruito un percorso facile e gradevole per chi vuole transitare anche per poche ore, oppure per chi desidera completare con una esperienza di guida la visita tradizionale.

Guidare a Napoli è meno difficile di quanto si possa pensare, perché la velocità media è bassissima e tutti (quasi tutti) guidano con prudenza. Le regole che cambiano rispetto al codice della strada sono tutto sommato poche. La più originale riguarda la svolta a sinistra: a Napoli è uso dare la precedenza a chi deve svoltare a sinistra, perché le strade sono strette e non ci sono quasi mai incroci canalizzati, per cui chi svolta a sinistra, se si ferma blocca tutte le auto alle sue spalle. Nessuna sorpresa quindi se, quando dovete marciare diritto, le vetture vi tagliano improvvisamente la strada.

Il percorso è garantito per un camper fino a 7,30 metri, largo 2,30 e alto 3,10. E' studiato per evitare manovre e per ridurre al minimo il rischio di errore. Di tanto in tanto è segnalata qualche possibilità di sosta (intesa non come pernottamento), ma l'effettiva possibilità di fermata dipende dalle condizioni del momento. Forse l'orario ideale per iniziare il giro è a fine mattinata.

Entrerei in città dalla tangenziale, uscita Capodimonte. La direzione è obbligatoria verso il centro.

Per chi vuole pernottare, c'è nelle immediate vicinanze l'area di sosta IPM a viale Colli Aminei. Bisogna girare alla prima rotatoria, svoltare a sinistra sia al primo sia al secondo semaforo. Cento metri dopo l'ospedale CTO a sinistra si accede al parcheggio. Da lì si può visitare a piedi il centro della città, raggiungibile con la linea frequente R4.

Tornando al giro in camper, da Capodimonte si scende per Corso Amedeo di Savoia, un vialone aperto dai Borboni nel '700 per unire il Palazzo Reale con la Reggia riservata alle battute di caccia. Occhio quando passate un ponte: sotto di voi c'è un quartiere malfamato, la Sanità, ma anche la casa dove è nato Totò.

La strada è sempre diritta ma cambia spesso nome. Alla fine di Via Santa Teresa degli Scalzi trovate il primo semaforo del vostro giro napoletano. E' uno di quelli rispettati. Proseguite diritto per Via Pessina (alla vostra sinistra c'è il Museo Nazionale, quello con gli affreschi di Pompei) saltando il secondo semaforo, il cui eventuale rosso va interpretato come un dare la precedenza, altrimenti la coda dietro di voi bloccherebbe l'incrocio.

Dopo un breve tratto si entra in Piazza Dante, alla vostra sinistra c'è il confine della città greco-romana (si intravede una porta delle antiche mura, Port'Alba), alla destra i Quartieri Spagnoli, costruiti nel '600 dagli stessi.

Si prosegue diritto per una strada che un tempo lontano era un fiume: si chiama via Toledo. L'hanno pavimentata gli iberici.

Dopo poche decine di metri si taglia la celeberrima Spaccanapoli, antico decumano. Il traffico intenso dovrebbe consentirvi di dare prima un'occhiata a destra, verso la collina di San Martino e il Castel Sant'Elmo, e poi a sinistra, verso Piazza del Gesù.

Arrivati in Piazza Carità, si gira a sinistra in leggera discesa e l'aspetto della città cambia: siamo nella zona di riedificazione fascista, con i bei palazzi di marmo bianco stile EUR.

Si scende passando Piazza Matteotti (solo con molta fortuna si può sostare a spina presso le Poste, a sinistra). Si percorre un breve tratto ancora in discesa e ci si porta a destra al semaforo; svolta a destra per Via Medina, si entra nella monumentale Piazza Municipio, si prosegue diritto per Via Vittorio Emenuele III e Via San Carlo, dove (a sinistra) c'è il più noto teatro della città e a destra la Galleria, simile per dimensioni e stile a quella di Piazza Duomo a Milano.

Arrivati in Piazza Trieste e Trento, a pochi metri dalla splendida Piazza Plebiscito, si gira attorno alla fontana e se si ha fortuna ci si ferma a destra per qualche minuto per guardare il teatro, il Palazzo Reale e dare una sbirciatina alla piazza che ha ospitato il G7 nel 1994.

Si prosegue ripercorrendo Via San Carlo e Via Vittorio Emanuele (alla destra di può ammirare il Castel Nuovo con l'arco aragonese) e si fa il periplo dei lavori della metropolitana, che sono diventati lavori archeologici visto che spunta di tutto dal sottosuolo.

Si scende a destra verso il mare (alle spalle c'è il municipio, di fronte la stazione marittima dove spesso sono ormeggiate gigantesche navi da crociera) e si gira a destra per Via Acton. Qui, dopo pochi metri a destra, c'è un possibile parcheggio a pagamento nel fossato del castello.

Via Acton va percorsa finché non appare una galleria. Tenersi a destra per effettuare con una semirotatoria. La svolta a sinistra quando il semaforo è verde (anche questo va rigorosamente rispettato) si prosegue diritto ancora per Via Acton (rara possibilità di parcheggio a destra), quindi si gira con una svolta a U a destra per Via Cesario Console e alla seconda traversa a sinistra per Via Santa Lucia, uno dei borghi più suggestivi. Se volete provare a parcheggiare in zona, girate non la seconda ma la prima traversa a sinistra e a quel punto, se siete così fortunati e se l'orario è giusto, il consiglio è di mangiare da Lucilio in via Lucilio.

Alla fine di Via Santa Lucia si gira a destra per Via Chiatamone, si attraversa con prudenza un incrocio molto trafficato e senza alcuna regolamentazione, e si prosegue diritto per Via Morelli.

Siete nel salotto buono della città. Attraversate l'elegante Piazza dei Martiri, quindi Via Filangieri e Via dei Mille, una strada ricca di negozi di lusso che in qualunque località del mondo sarebbe pedonalizzata. Si prosegue diritto in leggera salita per Via Colonna e si arriva in Piazza Amedeo, altro incrocio caotico.

Si prosegue a destra, in salita, per Via Parco Margherita. La strada è stretta e viene da chiedersi perché non sia a senso unico. Invece non solo è a doppio senso, ma ci sono auto parcheggiate da un lato in sosta consentita e dall'altro, spesso, in sosta tollerata. Però, ciò nonostante, riescono a passare gli autobus turistici e potete riuscirci anche voi, perché il traffico è limitato e le vetture si accostano appena incrociano un veicolo grandicello.

Al semaforo, girare a sinistra per Corso Vittorio Emanuele e ammirare uno scorcio sul golfo con la penisola sorrentina e Capri. Dopo pochi metri appare a sorpresa un cartello con delle indicazioni: una vera rarità a Napoli, dove peraltro non è raro trovarne di inesatti (non solo a Napoli, direi). Fatto sta che questo è giusto e dice Mergellina diritto e Vomero a destra. Andate a destra per Via Tasso, una strada collinare elegante, in teoria a senso unico a salire con corsia preferenziale per i mezzi pubblici a scendere. Ma vedrete che scenderà qualsiasi tipologia di veicoli.

Via Tasso va percorsa tutta, andando diritto alla prima rotatoria, fino a un incrocio canalizzato. Girare a sinistra per Via Manzoni. Al semaforo ancora a sinistra, sempre per Via Manzoni e percorrerla tutta (occhio a qualche ramo sporgente), ammirando il panorama che si apre a volte a destra, verso i Campi Flegrei, e a volte a sinistra, verso il Vesuvio. La strada porta fino all'estremo capo di Posillipo. C'è una rotatoria che permette di tornare indietro, oppure si può imboccare il vialone a destra che ha un parcheggio in fondo. Se si vedono macchine in sosta già lungo il vialone, non vale la pena di entrare. Altrimenti si può parcheggiare in fondo e girare a piedi lo spettacolare parco Virgiliano, con panorami mozzafiato a picco sul mare e verso le isole, in un sorprendente alternarsi di acqua e di terra. Ma c'è anche una istruttiva veduta a destra sulla ex area industriale di Bagnoli, chiusa da quindici anni e mai recuperata: un simbolo delle occasioni non colte.

Riprendere il camper, ripercorrere oltre la rotonda a sinistra il tragitto effettuato per qualche centinaio di metri, quindi girare alla rotatoria successiva a destra per Via Petrarca. C'è quasi sempre parcheggio a destra, tuttavia vi sono troppi alberi bassi. Portare pazienza perché c'è più spazio: all'altezza del civico 115/bis fermarsi a destra per una sosta con passeggiata e foto tradizionali del Golfo.

Proseguire in discesa fino al porticciolo turistico di Mergellina. Girare a destra, quindi subito a sinistra, verso il mare. Se c'è possibilità di sosta a spina, fermarsi a sinistra e assaggiare caffè, dolci o gelati allo chalet Ciro. Altrimenti proseguire diritto per imboccare Via Caracciolo, il lungomare (pedonalizzato la domenica mattina, consente una rara possibilità di sosta a sinistra).

Se si vuole trovare parcheggio è possibile percorrere in senso antiorario un anello girando al semaforo a sinistra e utilizzando le strisce blu a pettine sia a destra sia a sinistra, fino alla rotatoria di Piazza della Repubblica, riconoscibile sia per il monumento alle Quattro Giornate di Napoli, sia per il Consolato Americano, circondato da muretti anti-kamikaze e perennemente presidiato.

Da Via Caracciolo si resta sul lungomare per Via Acton. Superare la stazione marittima e proseguire sempre diritto (sulla destra per chilometri c'è lo spettacolare scalo portuale, monopolizzato dai cinesi come raccontato dal romanzo-verità Gomorra di Roberto Saviano).

Proseguire sempre diritto a lenta velocità (la strada ha una pavimentazione che offenderebbe qualsiasi aggettivo), finché non arriva a destra l'imbocco delle autostrade. Occhio agli svincoli: si può proseguire verso Pompei-Salerno oppure verso Caserta-Roma.

Buona visita!
Marco Esposito


Informazioni disponibili grazie alla cortesia di Marco Esposito - Novembre 2006

Potete trovare ulteriori informazioni sulle località toccate da questo itinerario nella sezione METE, e i più recenti aggiornamenti alla situazione delle aree di sosta nella sezione AREE DI SOSTA.


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