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OLANDA
Dal Friesland allo Zeeland

L'estate particolarmente calda ci ha fatto propendere, quest'anno, per una vacanza verso il nord Europa. Abbiamo pensato all'Olanda dove abbiamo sempre trovato, nei mesi di Luglio e Agosto, un clima fresco anche se a volte piovoso. Non abbiamo un itinerario definito al cento per cento; di certo è che tralasceremo Amsterdam, un po' perché l'abbiamo visitata più volte, un po' perché vorremmo vedere cittadine che non conosciamo.
Il tempo che abbiamo a disposizione per questa vacanza non è moltissimo ma non importa, cercheremo di sfruttarlo al meglio augurandoci (incrociamo le dita…) che tutto fili liscio, senza intoppi.

31 luglio Pinerolo - Briançon : 90 km

Sono passate abbondantemente le 20 quando finalmente riusciamo a partire e dopo 90 km arriviamo a Briançon dove effettuiamo la sosta notturna nel parcheggio sottostante la Cittadella del Vauban, un parcheggio alquanto affollato data la nutrita presenza di auto, camper e TIR.

1 agosto Briançon - Col des Ballons d'Alsace km 579

Sui 30°, con aria secca e ventilata, la strada tutta saliscendi corre attraverso un paesaggio vario. Siamo ora nel dipartimento dell'Isère sulla N 75 e sostiamo per il pranzo a Morestel vivace cittadina caratterizzata da case in pietra ingentilite da balconi traboccanti di gerani.
In centro città c'è un parcheggio che abbiamo utilizzato alcune volte per brevi soste, ma ora, sono le dodici, è superaffollato e quindi ripieghiamo all'inizio del centro abitato, davanti ad un supermarket che ha un'attrattiva a dir poco superlativa considerato il caldo sfiancante: un albero frondoso sotto le cui chiome ci fiondiamo immediatamente. Pranzo ottimo (anche perché già pronto in quanto cucinato in precedenza) con vista, alquanto singolare, su di un grande allevamento di struzzi.
Un'ora e via, siamo di nuovo in marcia. Un po' di caldo, un po' di vento, un po' di coda per lavori in corso: insomma di tutto un po' mentre il sole picchia a più non posso….
Entriamo nella Franca Contea, che con la Lorena detiene quest'anno il primato per le temperature estive (francesi) più elevate ed ecco profilarsi l'ininterrotto susseguirsi dei vigneti dello Jura con relative caves che propongono degustazioni dei celebri vini. Sarebbe bello fermarsi per una sosta, ma oggi è una tappa di spostamento e non ci resta quindi che memorizzare velocemente tutto quanto appare ai nostri occhi. La "Rue des vins du Jura" è molto simile alla via dei vini d'Alsazia ed anche qui, sovente, i viticoltori piantano all'inizio dei filari, cespugli di rose che segnalano i parassiti prima delle viti.
Il grano mietuto ha lasciato i campi dorati pieni di balle di paglia e con quest'ultima gli agricoltori hanno modellato enormi pupazzi che pubblicizzano le feste locali che avranno luogo per tutto il mese.
Doverosa pausa caffè che ci rende nuovamente pimpanti e dopo un bel po' di km arriviamo, lungo la D 465, sinuosa e panoramica ai 1178 m del Col des Ballons d'Alsace nel Parco Naturale Regionale dei Vosgi. Ci fermiamo subito e pernottiamo (con altri camper) in uno spiazzo posto frontalmente al primo albergo-fattoria che incontriamo. Va segnalato in ogni caso che, prima che inizi la discesa dal colle, c'è un parcheggio privato per camper e sia per la sosta sia per il relativo pagamento bisogna indirizzarsi al vicino Magasin de souvenir. La cima del colle è veramente spettacolare per la visione impareggiabile delle cime arrotondate circostanti che si perdono a vista d'occhio. Il ricordo indelebile che ho di questo luogo è quello di una natura incontaminata, di un silenzio quasi totale rotto solamente dal tintinnio dei campanacci al collo delle mucche della grossa mandria della fattoria ed anche, ma non ultimo, quello della temperatura freschissima (19 gradi!) .

2 agosto Col de Ballons d'Alsace - Houffalize km 434

E dai 1178 metri del Colle proseguiamo in Lorena verso Epinal - Nancy - Metz. Percorso interamente autostradale in quanto la Lorena è già stata meta di una nostra precedente vacanza.
Entriamo in Lussemburgo ed effettuiamo subito il pieno di gasolio. Code lunghissime ai distributori, ma è ovvio: 0,61€ al litro… Effettuato il rifornimento, proseguiamo verso la regione delle Ardenne e non appena vediamo l'indicazione di Bastogne decidiamo per una sosta non prevista.
La città belga diventò famosa col nome di Nuts City nelle vicende belliche del 1944 dove, a seguito di una disperata resistenza, perirono oltre 76000 soldati americani. A testimonianza di quei tragici eventi sorge, sulla collina di Mardasson, un grande monumento eretto nel 1950 ed inoltre il Bastogne Historical Center.
Ma Bastogne è anche una bella cittadina, oggi animatissima per via di una Manifestazione popolare e così, dopo aver spostato il camper vicino al centro città, pensiamo di soffermarci un po'. Passeggiamo senza fretta lungo le vie orlate da negozi e locali tipici e in un batter d'occhio arrivano le venti. A malincuore decidiamo di risalire sul camper per cercare un luogo dove passare la notte.
Siamo sulla statale 30, verdissima e panoramica, e a Houffalize, località Les Tailles, vediamo l'insegna di un camping à la ferme dall'accattivante nome "La fermette d'Emilie". Arresto immediato del mezzo, freccia a sinistra e dopo qualche minuto giungiamo a destinazione. Scopriamo che è un luogo davvero incantevole con diverse caravan e tende che qui trascorrono le vacanze. Il prezzo a notte è più che abbordabile: 4,25€ a notte.
E così, nello spiazzo antistante l'aia, con galline, cani, gatti e mucche nella stalla, apriamo la veranda, non tanto per il sole che è già tramontato da un pezzo bensì per la forte umidità che si fa presto sentire e, con pesanti giacche a vento invernali, chiacchierando del più e del meno con due tendisti italiani arrivati nel frattempo, giunge velocemente la mezzanotte.

3 agosto Houffalize - Bilthoven (Utrecht) Km 440

Superiamo Liegi ed Anversa in autostrada (A 26 e A 13) e puntiamo verso Bergen op Zoom, antica città fortificata situata sull'estuario della Schelda, oggi apprezzata per le sue estese colture di asparagi. Concordo con la guida turistica che questa cittadina non offre particolari attrattive ma questo luogo ci ricorda, ancora una volta, quanto la gente nordica ami il sole. Sulla stretta fascia costiera, un vero alveare umano si crogiola al sole che oggi è particolarmente caldo. Ottimo il parcheggio fronte spiaggia.
Ripartiamo, superiamo Rotterdam passando sul ponte che ci allegerisce di 4€ per il pedaggio (una volta tanto non siamo paragonati ai camion che per questo transito ne pagano ben 15€…) e sostiamo a Gouda nel primo pomeriggio.
Oggi è domenica, la città è semideserta e quindi per il parcheggio c'è soltanto l'imbarazzo della scelta. Anche se il nome della città evoca l'immagine o meglio il sapore dell'omonimo squisito formaggio, Gouda, che conta circa 70000 abitanti è un luogo vivace e colorato ricco di musei, edifici d'epoca e chiese tra la cui la Sint Janskerk con le splendide 70 vetrate. Bella la piazza centrale, il Markt, con lo Stadhuis, il più antico municipio gotico olandese e il Waag, pesa pubblica del 1668 che illustra la storia e il sistema di produzione del formaggio. E a proposito di quest'ultimo, da ricordare che il relativo mercato si tiene a luglio e agosto, ogni giovedì dalle 10 alle 12.
E' quasi sera e, in direzione Utrecht, cerchiamo un camping. Deviamo verso la statale pensando che sarà più facile incontrarne qualcuno, Macchè, niente di niente. Non ci sorride l'idea di un'area autostradale perché con il caldo che non accenna a diminuire (ma dov'è l'Olanda fresca e piovosa?….) vorremmo sostare in un luogo dove poter tenere le finestre aperte. Sto pensando che a qualche decina di km si trova la città di Bilthoven dove abita una coppia di amici cui siamo legati da un'amicizia ultradecennale.
Decidiamo di fare loro una sorpresa, che riesce magnificamente visto che nel giro di poco più di un'ora ci troviamo parcheggiati nello spiazzo erboso antistante l'ingresso della loro casa, una tipica villetta olandese con il tetto a due spioventi che toccano quasi terra. E' una casa che mi piace molto perché ha tante piccole stanze curate in modo impeccabile ed arredate piacevolmente con soprammobili, peluches, piante, quadri e fotografie. E nel minuscolo giardino c'è un piccolo stagno, una veranda invernale chiusa, fiori e piante in quantità e naturalmente un angolo dove conversare e prendere il sole. Passiamo la serata nel loro giardino, al lume di candela, chiacchierando senza sosta fino alle ore piccole.

4 agosto Bilthoven - Dokkum km 330

Siamo di nuovo in marcia. Sull'autostrada A 28 deviamo sulla N 302 che taglia a metà la regione del Flevoland in direzione di Lelystadt, suo capoluogo. Il Flevoland, l'ultima delle provincie olandesi ad essere costituita (1988) e realizzata tutta dall'antico Zuiderzee, è formata da tre isole artificiali molto vaste e merita un itinerario anche veloce, per via del suo interesse paesistico.
All'inizio della N 302 che divide il Markermeer dall'Ijsselmeer, vi è sulla sinistra una lingua di terra verdissima che offre l'opportunità di scattare belle fotografie. E su questo lembo di terra vi sono parecchi camper che sono in sosta, inequivocabilmente, da più giorni. Ci uniamo a loro per un'oretta mentre alcuni camperisti, dopo aver costatato dalla targa che siamo italiani, ci sorridono e ci salutano con un frasario tanto buffo quanto caloroso: " Ciao! Bella Italia, io conosco Firenze, Venezia…" e così via. Che bello però!
Prossima tappa Urk, un tempo situata su di un'isola ed oggi inglobata nel Noord Oost Polder.
Sostiamo al porto, ci sono pochi turisti.
Deliziose le casette del centro antico dove la gente vive in spazi davvero ridotti: casa minuscola e mini giardinetto sul davanti che include fiori, tavolo, sedie e barbecue compreso stenditoio per i panni. Soprammobili belli e curiosi alle finestre, porte decorate ed assenza totale di recinzioni di sorta.
Nel primo pomeriggio, dopo 25 km siamo a Blokzijl delizioso paesino dove, nel XVII secolo, le navi e i marinai della Compagnia delle Indie trovavano riparo dalle tempeste.
A poca distanza Giethoorn che eravamo curiosi di vedere anche perché è definita una delle tante "Venezia del Nord". All'inizio della cittadina vi è un parcheggio turistico ma noi preferiamo sostare all'ombra, lungo un canale. Seguendo l'indicazione del sentiero pedonale che si snoda tra le casette o meglio: bellissime villette curate e piene di fiori, ci ritroviamo immersi in un paesaggio che per via dei canali, dei ponti a schiena d'asino e le passerelle, assomiglia un po' a Venezia. Percorriamo un lungo tratto del sentiero mentre il caldo si fa sempre più afoso. Incontriamo un gatto bianco che pare il nostro e lo coccoliamo un po' (coccole contraccambiate, per la verità).
Lungo un canale sono ancorate diverse barche che sono proposte ai turisti per un giro differenziato, secondo i km di percorrenza. Scegliamo quello da un'ora: quattro km lungo i canali che orlano case e canneti. Barca a motore elettrico. Giovanni fa l'autista, Barbara la fotografa ed io faccio la turista. La barca è silenziosa, non spaventa gli animali che immortaliamo con un clic: oche, cigni, germani reali e folaghe sguazzano allegramente in mezzo alle ninfee, tantissime ninfee bianche e rosa. Immersi nella contemplazione di questa magica natura, ci accorgiamo all'ultimo istante di una barca a motore fuoribordo che, oltre a far allontanare tutti gli animali, fa ondeggiare violentemente la nostra barchetta che s'inclina prima a destra e poi a sinistra. Mi ritrovo vistosamente bagnata mentre Barbara tiene stretta la macchina fotografica.
Ancora in strada, puntiamo verso il nord. Entriamo nella regione del Friesland.
Superiamo Groningen, già visitata anni fa e imboccata la N 361, tocchiamo Warffum e poi Hornhuizen.
La strada corre tra campi coltivati a grano, mais, barbabietole da zucchero e fiori, immensi distese di gladioli rossi. Arriviamo infine a Lauwersoog.
E' una zona bellissima, la più bella che abbiamo visto fino ad ora, Il paesaggio è incomparabile: il cielo blu e la luce intensa fanno brillare l'acqua che sommerge lingue di terra; è un paesaggio dall'aspetto lagunare, l'erba è verde chiaro; mi pare di essere in Irlanda. Il problema della sosta notturna diventa urgente, ci piacerebbe moltissimo fermarci qui ma in Olanda il campeggio libero non è gradito. Vi sono alcuni campeggi tutti strapieni di campeggiatori residenziali, ma è quest'affollamento è comprensibile perché per i nordici, il mare e le spiagge sono due parole magiche.
Così non ci resta che riprendere la N 361, percorrere venti km e raggiungere Dokkum dove approdiamo, si fa per dire, al camping Harddraverspark inserito in un parco, a pochi metri dal centro storico che si raggiunge superando un ponte levatoio.
Dopo cena Barbara ed io facciamo un primo giro di perlustrazione della cittadina. Su di un muretto è seduto un gatto bianco che assomiglia al nostro, però è più grosso e coccolone. Accetta le nostre carezze, fa le fusa tutto contento ma non si schioda, neppure per un attimo dal suo muretto. Girelliamo un po' e ritorniamo al camper.

5 agosto 2003 Dokkum - Edam km 151

Riordino generale del camper (ogni due, tre giorni, è necessario per evitare che si trasformi in bazar tra le cose varie sparse in giro e i souvenir che via via si stanno ammonticchiando) e successiva visita a Dokkum che si rivela incantevole con casette, canali e due mulini a vento funzionanti di cui uno adibito a negozio di granaglie e piccoli animali.
Acquisti convenienti in un negozio di cose belle per la casa, giro panoramico lungo il fiume Gracht che circonda la cittadina e successivo rientro al camping dove, nel frattempo è arrivato un grosso furgone ricolmo di vettovaglie e ammennicoli vari.
Non appena il conducente ha azionato la campanella per annunciare il suo arrivo, uno stuolo di campeggiatori si è messo diligentemente in fila per fare acquisti. Chi in costume da bagno, chi in braghette e chi ancora in camicia da notte, ad uno ad uno sono saliti sul furgone e alla fine sono ritornati ai loro abitacoli con vere borsate dei materiali più disparati, Però! Una cosa così non l'avevo ancora vista e mi ha lasciato un po' stupita perché il campeggio è a qualche minuto a piedi dal centro.
Usciamo dal camping (dieci euro per una notte) e cerchiamo un luogo dove pranzare. Dopo aver fatto un bel po' di km, esserci infognati in un delizioso paesino che pareva un labirinto drasticamente punitivo e aver cercato invano lungo la strada una pianta, anche nana, per avere un briciolo d'ombra, ci siamo alla fine accontentati di un parcheggio in un car pooling che però era perfettamente in piano (cosa questa che ha fatto gioire il frigorifero permettendogli di funzionare in maniera egregia).
E la strada continua veloce e tocca dapprima Leeuwarden, poi Harlingen difesa dalle gigantesche dighe edificate nel 1573 e percorre infine l'Asfluidiik.
Facciamo un giro nel primo parcheggio che ha tutto l'aspetto del camping ma camping non è, e poi proseguiamo per sostare a metà della diga nell'ampio spazio dov'è stato allestito il "Monumento", belvedere sulla diga con una serie di colonne che illustrano la cronistoria di questa grande impresa.
Decidiamo di dirigerci verso Den Older, poi, ricordandomi all'ultimo minuto che domani, mercoledì, c'è il Kaasmarkt, il mercato del formaggio ad Edam, cambiamo rotta e, imboccata la A7 e poi la 247, raggiungiamo infine la nostra meta.
Parcheggiamo nel viale a destra, prima del ponte di accesso alla città, dove sosteremo per la notte e, nel giro preserale, acquistiamo il classico formaggio fresco in forma e sfuso più qualche souvenir.
A cena, in onore alla dieta mediterranea, grande spaghettata (che buona!!!) e altro giro serale per Edam.
Le vie sono deserte, sono affollati solo i bar e i ristoranti. Non c'è anima viva in giro a parte un gatto simpaticissimo che fa le fusa. Edam assume la sera un aspetto fiabesco, con le luci soffuse che illuminano le case dai minuscoli giardini, i ponti levatoi ed i canali. E passeggiando si finisce anche per sbirciare nell'interno delle case dove le tendine aperte e la poca illuminazione danno l'esatta percezione della vita serale di molti Olandesi: c'è chi legge, chi guarda la TV , un signore fa ginnastica, una signora lavora a maglia, un'altra ricama, qualcun altro chiacchiera con amici…..

6 agosto Edam - Zandwort Km 103

Alle 9 ci dirigiamo verso il centro, già animatissimo per l'imminente kaasmarkt. Il banditore, in costume tradizionale, invita la gente a recarsi nella piazza del mercato (recintata fin dalla sera precedente) dove sta per iniziare la Manifestazione che si è rivelata decisamente simpatica. Anche se organizzata per i turisti è stata piacevole, anzi io direi che è il Kaasmarkt è uno spettacolo folkloristico. Seduti sulle panche abbiamo seguito l'arrivo delle forme dei formaggi sulle caratteristiche slitte, la pesatura e la contrattazione, il tutto "recitato" da personaggi simpaticissimi che dialogavano con il pubblico offrendo assaggi di formaggi Edam. Abbiamo acquistato per 10€ una forma di formaggio convenientissima e squisita che si è rivelata il souvenir…. più saporito di tutto il viaggio.
Da Edam proseguiamo fino ad immetterci nella N 243 alla volta di Alkmaar.
Parcheggiamo davanti ad un grosso negozio di "Fai da Te" e, a piedi, superato il ponte entriamo nel centro antico. Città di oltre 90000 abitanti, è nota soprattutto per il mercato del formaggio, il più grande d'Olanda, che ha luogo ogni venerdì mattina, dalle 10 alle 12, da metà aprile a metà settembre.
Dopo aver diligentemente visitato le varie attrattive turistiche, riprendiamo in serata il viaggio verso il Noord-Holland, dove il paesaggio è sicuramente il protagonista indiscusso, Il campeggi come il solito sono tutti pieni, facciamo inversione di marcia e cominciamo a scendere verso Haarlem. Setacciamo tutti i paesi costieri distanti l'uno dall'altro una manciata di km: Bergen, Egmond, Castricum, Wijk, Jlmuiden, tutti sul mare (che si raggiunge superando le alte dune) e tutti con vistosi cartelli di divieto di campeggio libero; ovviamente i camping sono completi. Superiamo Haarlem che intravediamo dietro una nebbiolina di calore e decidiamo che non abbiamo nessuna voglia di rituffarci in una città densamente popolata. Puntiamo allora su Zandvoort, seconda stazione balneare olandese e nota per il circuito dove si disputa il Gran Premio d'Olanda.
Prima del centro città, parcheggiamo lungo la strada, dove già sostano numerosi camper e dopo cena, attraverso una scaletta scavata nella duna, scendiamo alla spiaggia. Sorpresa! Quasi al bordo del mare c'è un mega insediamento tipo bungalow corredati di tutto punto: giardinetto (dal fondo di conchiglie frantumate) chiuso da cancelletto, lampadari pretenziosi, fiori in vaso, barbecue e lettini per abbronzarsi. Stiamo osservando incuriosite questa fila infinita di costruzioni in legno quando un tuono annuncia un temporale che si rivelerà violentissimo. Abbiamo appena il tempo di risalire a piano strada che si scatena il finimondo. La pioggia batte sul tetto del camper con un rumore assordante, ma che importa? Noi siamo ormai al riparo e senza dubbio questa notte dormiremo benissimo perché il termometro è sceso parecchio.

7 agosto Zandvoort - Port Zeland km 281

Ci alziamo alle 8 e scendiamo all'immensa spiaggia a raccogliere conchiglie piccolissime, (oserei dire microscopiche visto che saranno all'incirca di 1mm) che vogliamo mettere nel presepe, accanto, magari, ad un venditore di pesci. A piedi nudi sulla sabbia bianca e finissima percorriamo un lungo tratto mentre la marea sta salendo.
E' un peccato dover ripartire ma dopo esser risaliti sullo stradone ed aver guardato a lungo il circuito sul quale stanno provando le vetture di Formula, scendiamo al sottostante parcheggio per camper (ovviamente completo con tanto di cartello) e ci informiamo sul costo: 24€ al giorno, Caspita!
Entriamo a Den Haag, il caldo è soffocante, cerchiamo un posto ombreggiato dove parcheggiare per una visita e il pranzo. Niente da fare, l'unico parcheggio possibile inalbera un vistoso cartello di "pericolo ladri" con tanto di sinistro pittogramma e relativo numero telefonico per contattare la Polizia in caso di guai, o meglio di visite fuori programma da parte di indesiderati ospiti. Scoraggiati, desistiamo (a Den Haag ci siamo già stati un paio di volte, però sarebbe stato piacevole rivederla).
Proseguiamo per Delft. Vero gioiello olandese d'impianto medievale, la città è ricca di musei e di prestigiosi edifici pubblici e religiosi ma il suo nome è soprattutto sinonimo delle celebri porcellane. Sia policrome sia bianco-blu (i miei colori preferiti), le porcellane di Delft sono famose in tutto il mondo e qui, lungo queste vie antiche, nei negozi sono esposti manufatti bellissimi (e i prezzi, ovviamente, sono di conseguenza….. ) Poi, dopo esserci spostati dal parcheggio per pullman, lungo la riva di un canale un po' più periferico, ci concediamo un attimo di riposo dopo aver consumato delle squisite "Boullettes à la provençale" acquistate in Belgio, che avevo poi surgelato.
Rinfrancati da questa sosta ci apprestiamo a percorrere l'itinerario delle isole del Zuid Holland.
Dobbiamo superare Rotterdam ma, dopo aver visto all'ultimo istante l'esatta direzione, finiamo nel porto immenso e labirintico che mette a dura prova i nostri nervi resi "elettrici" dal gran caldo: 37°. Finalmente, dopo Schiedam, imbocchiamo la A 29, poi la N 59 che diventa N 256 quando imbocca la diga, deviazione per la N 255 e successiva immissione sulla N 57 in direzione Veere - Middleburg.
Contrariamente alle mie previsioni è una strada molto trafficata che si snoda lungo dighe, ponti, cittadine e paesini inseriti in un paesaggio verdissimo che ha nelle dune il suo elemento costante. I campi sono coltivati a mais, prodotti orticoli e fiori, tanti fiori. Lungo questo itinerario abbiamo percorso le isole di Overflakke, Duiveland e Noord Beveland.
Ovunque c'è il divieto per il campeggio libero, ma gruppi di tre, quattro camper in sosta s'incontrano sempre, d'altra parte i campeggi sono strapieni ovunque e forse per questo la Polizia non interviene.
Dopo aver effettuato, nel pomeriggio, una sosta a metà della diga ci fermiamo infine per il pernottamento a Port Zeland, fronte mare, in un parcheggio accanto ad altri camper.
Tiriamo fuori le sedie, poi laviamo le conchiglie sotto lo sguardo vigile di tre cigni che si sono avvicinati alla riva. Barbara dà loro un po' di pane, ma il maschio caccia e becca le altre femmine. Che ingordigia! Scattiamo alcune fotografie. Dopo cena fa la sua comparsa un airone. E' scesa la nebbia, è umido, ci sono 19°. Finiamo la serata chiacchierando con un camperista italiano che si è affiancato a noi per la notte.

8 Agosto Port Zeland - Ostenda Km 121

Da Port Zeland seguiamo le indicazioni verso Middleburg, capoluogo della provincia di Zeeland e centro più importante dell'isola di Walcheren.
Middleburg, chiamata "la bella addormentata", ci accoglie avvolta in una coltre di nebbia, che le conferisce un aspetto irreale e fiabesco. Città incantevole, Middleburg conserva molteplici testimonianze del suo importante passato ed è doveroso, oltre che piacevole, ammirare lo Stadhuis, che è considerato il più bel Municipio olandese.
Parcheggiamo (a pagamento) vicino all'Ufficio di Polizia, appena prima del centro città.
Dopo aver fotografato le varie attrattive di questa città vivace e colorata ci perdiamo, senza pentimenti di sorta, nei negozi del centro che si sono rivelati molto convenienti. Finiamo per acquistare una grande quantità di cose che ci ingombreranno il camper in maniera considerevole per tutto il resto del viaggio e poi, tutti fieri per i nostri acquisti, ci dirigiamo verso il camper e ci spostiamo a Vlissingen, nel parcheggio di un centro commerciale per il pranzo.
Dobbiamo raggiungere la sponda opposta della Zelanda ed abbiamo tre possibilità: fare l'autostrada in direzione Anversa per proseguire poi verso ovest, prendere il traghetto auto fino a Breskens, oppure percorrere il tunnel sotto la Schelda. Siamo un po' indecisi e mentre, chiacchierando e guidando lentamente, pensiamo sul da farsi, arriviamo sulla corsia del tunnel autostradale sotto il braccio di mare e la decisione è automaticamente presa in quanto non possiamo più tornare indietro. 15€ è il costo del pedaggio del Westerschelde Tunnel e in un "amen" siamo già arrivati (questa volta, ahimè ci hanno paragonato ai camion e non c'è stato nulla da fare…).
Percorriamo le stradine della Zelanda soffermandoci nei graziosi paesini.
Sulla N 61 incontriamo Hjzendijke, antica piazzaforte con la chiesa protestante gotica più antica della regione; poi il villaggio Aardenburg sulla N 51 e infine Sluis, borgo chiuso da doppia fortificazione.
Stiamo per lasciare l'Olanda e, in direzione del Belgio troviamo code interminabili dovute al transito dei trattori che rientrano dai campi. Questa sera vorremmo fermarci non troppo tardi ma sulla nostra strada non troviamo luoghi adatti al pernottamento.
E così proseguiamo e siamo in Belgio. Decidiamo di fermarci qualche giorno sulla Costa d'Opale.
Superiamo Knokke-Heist, poi Zeebrugge, Blankeberge, Venduine e De Haans.
Siamo vicini ad Ostenda. Seguendo, incuriositi, l'indicazione a caratteri cubitali di "Parcheggio gratis", scopriamo che si tratta di due parcheggi affiancati (ubicati in Mercator Laan, vicino al porto turistico), uno per i bus l'altro per i camper, una trentina circa di posti, per 24 ore max, anche se ci hanno assicurato che non c'era alcun problema a sostare per qualche giorno.
Facciamo una passeggiata serale e capitiamo in Groehte Markt dove un gruppo di giovanissimi giocolieri coinvolge, molto simpaticamente, il pubblico presente.
E' bella Ostenda di notte; le vie animate da caffè, ristoranti, locali notturni e alcuni negozi ancora aperti, sono molto vivaci e piene di gente. Non ci è capitato, sovente, di trovare un punto sosta a pochi passi dal centro città, cosa che ci permette di poter far tardi la sera senza problemi.
Verso mezzanotte andiamo a letto, La serata è stata molto fresca e le giacche di pile non ci sono avanzate per niente.

9 agosto Ostenda - Sosta

Abbiamo deciso di fermarci qui tutto il giorno; un po' per riposarci, un po' perché Ostenda ci piace molto.
Lungo il Wissers Kaai, molti chioschi propongono una gran varietà di pesce: salmone, merluzzo, molluschi, sogliole, gamberetti, gamberoni… che è servito caldo al momento dell'acquisto oppure confezionato in stuzzicanti vassoi. L'acquolina in bocca (in fatto di pesce) è un elemento costante qui ad Ostenda: non c'è che l'imbarazzo della scelta e tutto è a prezzi più che abbordabili.
Acquisto del pesce già cotto per il pranzo e, tra un'attrattiva e l'altra, non tralasciamo lo shopping che si traduce, questa volta, in bellissimi e fantasiosi oggetti in vetro.
Rientriamo al punto sosta e notiamo che si è riempito velocemente di camperisti che si fermeranno qui per il fine settimana. Con i nostri vicini, due simpatici olandesi di Groningen che conoscono un po' l'Italia, chiacchieriamo fino all'ora di cena.
Dopo cena percorriamo l'affollatissimo lungomare poi, verso mezzanotte, tagliamo verso la Stazione Centrale nel cui spiazzo antistante è stata allestita una rappresentazione in costume che racconta di una guerra piratesca con tanto di navi incendiate. C'erano infatti mangiafuoco-pirati incatenati alle navi, mentre tutt'intorno ardeva il fuoco e la musica scandiva la vicenda in un continuo crescendo. Lo spettacolo, per la verità, mi pareva un po' carente in fatto di sicurezza, perché non c'erano transenne verso il pubblico. Gli artisti, su strani trespoli infuocati, giravano in mezzo al pubblico mentre il fuoco, spinto dalla brezza, ondeggiava in maniera assai poco rassicurante; vicino al palco c'era però un grosso automezzo dei pompieri che, per fortuna, non hanno dovuto intervenire. All'una, tutti a nanna.

10 Agosto Ostenda - Calais Km 91

Partiamo da Ostenda verso le 9 e pensiamo di fermarci a Nieuwpoort Bad.
Nieuwport è una città piacevole con una bella passeggiata a mare dove si affacciano altissimi palazzoni che si alternano e fanno da contrasto alle poche case fine Ottocento.
La via interna parallela è fitta di negozi dove i turisti, in ordinatissima fila, fanno i loro acquisti.
Dal luogo in cui abbiamo parcheggiato (alla fine di Nieuwpoort verso Oostduinkerke Bad) dove già sostano una decina di camper, occorrono cinque minuti per raggiungere l'inizio della lunga spiaggia sabbiosa.
Camminiamo nell'acqua quasi fino al molo dove si pesca (a pagamento) con una specie di canestro e poi ritorniamo per la via interna, animatissima.
Dopo pranzo, alla volta di Calais, un rumore metallico alla ruota anteriore destra, ci induce ad una sosta. Scopriamo che una vite con rondella si è infilata nel battistrada e, dopo averla rimossa senza danneggiare il pneumatico, pensiamo dove rifornirci d'acqua.
In un'area di servizio il rubinetto dell'acqua è rotto (…) in un'altra l'acqua è chiusa, come pure nella seguente. Vediamo un autolavaggio e finalmente ci siamo. Offerta libera per l'acqua: un euro.
Decidiamo di trascorrere un paio d'ore nell'immenso centro commerciale di Cité Europe a Calais che, ci viene assicurato, oggi è aperto; andiamo a vedere, niente vero è chiuso, non importa.
Giriamo in direzione di Calais-centro verso il parcheggio camping car, ma non riusciamo ad entrare perché le auto si sono infilate in tutti gli spazi possibili. Torniamo indietro lungo il canale dove c'è un grande ed affollato parcheggio. Pensiamo di dormire qui ma dopo cena tutti se ne vanno e poiché non ci sorride l'idea di passare la notte da soli ritorniamo al parcheggio camper vicino al mare e questa volta finalmente troviamo posto.

11 Agosto Calais - Boulogne sur Mer - Calais Km 80

Passiamo la mattinata a Cité Europe, ma non indulgiamo negli acquisti perché i prezzi sono pari a quelli italiani. Non è così per gli Inglesi che, prima d'imbarcarsi per la Gran Bretagna, compiono vere razzie (paganti beninteso) di liquori e vini ma non mancano di fare forti approvvigionamenti di ogni tipo di alimentari. Su di un acquisto ci viene riconosciuto uno sconto di 22 eurocent che spendiamo immediatamente.
Proseguiamo per Boulogne sur Mer in autostrada e pranziamo sul porto. Stretti tra un camion ed un camper, non passa un filo d'aria e il caldo diventa soffocante. Riprendiamo la D 940 in direzione Calais e ci fermiamo a Cap Blanc Nez dove peraltro esiste un parcheggio per camper, molto ordinato e sicuramente migliore del piccolo spiazzo tutto buche di Cap Gris Nez dove, lo scorso anno, sostammo un intero pomeriggio.
I due Capi comunque, valgono sempre una deviazione di percorso perché sono luoghi di una bellezza selvaggia che valorizza, se mai ce ne fosse bisogno, l'immagine della Costa d'Opale.
Oggi spira un vento fortissimo e rinfrescante che fa proprio al caso nostro; io e Barbara scendiamo fino al limitare dello strapiombo e risaliamo lungo uno stretto e ripido sentiero alla cui fine c'è una stele che domina la baia. E' ora di cominciare il viaggio di ritorno.
Dovremo percorrere circa 1400 km e poi saremo nuovamente a casa.
Faremo un'unica "tirata"?
Ma neanche per idea! Se, strada facendo, vedremo qualcosa che susciterà il nostro interesse o stuzzicherà la nostra curiosità, accosteremo a destra e andremo alla sua scoperta: potrà essere un villaggio, un monumento, un'attrattiva naturale, una festa locale, un mercato o altro ancora; faremo l'ennesima sosta e poi…. via! di nuovo in strada….

Qualche informazione pratica

Lunghezzza dell'itinerario: km 4100 circa

Dove sostare
I suggerimenti per le soste diurne ed i pernottamenti sono indicati accanto alle località citate nel testo.

Cosa acquistare
Ceramiche, fiori e bulbi, pastiglie di cioccolato, liquirizia dall'insolito gusto salato, tradizionali zoccoli in legno, le caratteristiche bottiglie di jonge e oude jenever (il gin olandese), mappe e cartine antiche e naturalmente gli svariati tipi di formaggio.

Cosa gustare
La cucina olandese è semplice ma gustosa. Tra i piatti tipici l'"Ustpot", lesso con patate, carote e cipolle; il "Boerenkool met worst", patate schiacciate con cavolo e salsiccia; "Erwtensoep" zuppa di piselli con salsiccia affumicata e pancetta; "Pannekoeken", crepes, ecc. ecc.


Viaggio effettuato da Tosca Ferro nell'Agosto 2003

Potete trovare ulteriori informazioni sulle località toccate da questo itinerario nella sezione METE, e i più recenti aggiornamenti alla situazione delle aree di sosta nella sezione AREE DI SOSTA.


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