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Un fantastico viaggio nato per caso

Mangiando una pizza con amici sub, ho saputo che da li a poco si sarebbe svolta la fiera della subacquea a Genova,  e ho pensato che poteva essere un’occasione per parlare del mio progetto di girare il mondo ad eventuali sponsor.

Dopo un breve ragionamento per decidere con quale mezzo fare lo spostamento ho capito che, se andavo con il treno risparmiavo e mi stancavo meno che in macchina, ma dovevo in entrambi i casi prenotare per tempo l’albergo che mi avrebbe alzato notevolmente il costo del viaggio.

A conti fatti anche andando da solo mi conveniva usare il camper.

E così è iniziato un fantastico viaggio; sono partito da Roma il 12.Marzo ’04.

Percorrendo l’Aurelia mi sono fermato a fare un piccolo spuntino tra Santa Severa e Santa Marinella, località che si trovano a una cinquantina di chilometri da Roma. (Visitate il castello di Santa Severa e il porto Odescalchi se vi trovate in zona).

Proseguendo sull’Aurelia, che sulle carte è scritta come strada statale SS 1,

passo davanti al  porto di Riva di Traiano. Lo conosco bene e non mi fermo, ma è carino moderno e con molti negozi, tra l’altro per gli amici subacquei ci sono diversi diving all’interno, che fanno immersioni su 6/7 relitti in zona. Superato il porto vi consiglio di prendere l’autostrada come ho fatto io tanto è un breve tratto e saltate il traffico di Civitavecchia.

Se diversamente volete fare una tappa rigeneratrice, proseguite per Civitavecchia e andate alle terme della Ficoncella, sono grandi vasche all’aperto di acque da calde a bollenti, particolarmente benefiche per  pelle e ossa ma è bello anche solo starci a mollo anche d’inverno.

Un’altra fermata che merita è Capalbio (oltre al paesino, meritano una visita i Tarocchi di Capalbio); anche qui, io proseguo.

È ora di pranzo e sono arrivato al bivio per Orbetello (Argentario) mi sono detto: anche se mi voglio sbrigare ad arrivare a Genova dovrò pur mangiare? e perché non farlo sul mio gommone!

Se non siete mai stati all’Argentario andateci, io sono due anni che ho gommone ormeggiato lì e ci lavoro ma per me è sempre più bello.

Visto da terra è stupendo: la panoramica è accessibile anche con i camper, però non permette di fare il giro completo che ho fatto in moto qualche anno fa.

Ma visto dal mare è paradisiaco; se non avete la barca andate a Porto Ercole e chiedete di Settimio, ha un barcone con cui porta i turisti ed è simpaticissimo, in più è un bravo cuoco, non so quanto costi ma visto che è sempre pieno presumo sia economico e con lui si può andare anche al Giglio e Giannutri a  fare immersioni.

fotosub Giglio 2003

Mangio un panino in fretta nella caletta che si vede sopra - “sembrava estate” - e a malincuore torno all’ormeggio pensando che mi attendeva solo un viaggio noioso di circa altri 350 km.

Provo vedere le varie guide turistiche che ho, ma dicono poco e vedono le cose solo dal punto di vista storico, non paesaggistico e sportivo, mi indicano le solite città.

Accendo il baracchino, parlo con dei camionisti e chiedo consigli sui paesini da visitare strada facendo, mi rispondono che li è tutto bello.

Allora esco dall’Aurelia e percorrendo una stradina di montagna,

Arrivo a Scarlino, un minuscolo paesino con questo castello nel verde.

 

Non mi ha colpito particolarmente,anche perché il castello era chiuso e credo sia vuoto. In compenso sono venute delle belle foto.

Riprendo l’SS 1,  arrivo vicino a Livorno e vedo questa meraviglia:  il castello di Boccale.

Situato su questa bellissima scogliera

  

L’acqua che si è fermata nei piccoli bacini delle rocce ha una temperatura discreta. Peccato, non ho il tempo e sono parcheggiato male.

Mi consola solo il pensiero, che quando partirò per il mio giro intorno al mondo (settembre – ottobre) non avrò nessuna fretta e farò una bella tappa qui, voglio vedere i fondali, farci un giro in volo e visitare il castello.

Dopo qualche chilometro mi trovo a Livorno, ma sono stanco la bici è bucata e le foto in ogni caso non verrebbero bene perché sera.

Mi dedico alla spesa e compro delle salsicce con lardo di Colonnata e sotto consiglio del salumiere mi faccio delle ottime bruschette.

Sono stanco morto, nonostante mi porti casa dietro non posso fermami a dormire.

Viaggio ancora un po', e sono finalmente a Genova, ormeggio il camper vicino al mare, nel parcheggio davanti alla fiera e vado subito a dormire, domani mi devo alzare presto.

Girando in fiera non ho trovato grosse novità, meglio così; significa che la mia attrezzatura è ancora all’avanguardia.

Vado a parlare con le riviste e sono tutte abbastanza interessate a raccontare di questo strano giro del mondo che ho in programma. Ho trovato finalmente chi mi dà la macchina fotografica subacquea e ho preso un primo contatto con altre aziende costruttrici per avere un compressore portatile e qualche lampada.

Sono soddisfatto e non ho bisogno di stare qui anche domani, come avevo previsto.

Parto subito e vedendo la rotta sul mio utilissimo navigatore satellitare decido di andare ad Artesina, località sciistica non molto distante da Genova.

Ma non ce la faccio e dopo un po' mi fermo in un autogrill.

Il mattino seguente mi rimetto in viaggio, imbocco un tunnel e a metà di esso mi appare una cupola immensa: peccato che non sono riuscito a fare la foto d’interno della galleria.

E’il santuario – basilica “Regina Montis Regalis” a Vicoforte Mondovì (CN), Tel. 0174/565555

 

Si tratta della cupola ellittica più grande del mondo e con i suoi  … mq pittorici a tema unico La Madonna detiene un altro primato. Pensate ci sono voluti due secoli per costruirla.

 Spero di non incontrare più niente d’interessante , altrimenti non riesco a sciare nemmeno oggi.

 

Bello, ci sono pochissime persone anche se domenica, perché sparpagliate su più di 100 km di piste che collegano Artesina con Prato Nevoso. Le mie gambe sono fuori allenamento, fortunatamente ho fatto solo il pomeridiano.

Qui la sera ci sono solo una birreria o i lupi: scelgo la birreria.

Si mangia bene e sono diventato subito amico dei gestori: lei oltre che simpatica è anche carina, lui solo simpatico, salutatemeli se ci passate.

Mi fermo per la notte così posso sciare ancora un giorno.

Non mi fanno male le gambe e insieme a una coppia che conosceva la zona non ci siamo fermati un attimo, facendo sempre piste diverse e senza code.

Mi sento bene e non ho voglia di restare per sciare, tanto in due giorni ho fatto più km che in una settimana nei dintorni di Roma.

Passo alla birreria a salutare e a prendermi un aperitivo, loro mi consigliano di fare un giro a Limone, per poi passare in Francia e scendere fino a Ventimiglia.

Naturalmente seguo il consiglio e la sera stessa scendo a valle.

Arrivo fino a Vernante, il paese dove visse l’inventore di Pinocchio. Infatti, le case hanno tutte scene della favola disegnate, ma non c'è molto da vedere.

Dormo qui, così la posso visitare di giorno. 

Il tempo anche oggi è bellissimo, e rapidamente raggiungo Limone.

                            

 Supero Limone e entro in Francia attraversando una galleria un po’ stretta per il mio mezzo.

Sono fuori dal tunnel e tutto cambia il panorama è completamente diverso dovuto a l’esposizione  e la strada è in discesa. Resto incantato dal paesaggio.

 

Il primo paesino che incontro è Tende, mi fermo sulla piazza e chiedo a una francese del posto informazioni, mi dice di andare a vedere la strada ferrata e poi il cimitero.

M’indica il percorso, ma senza dirmi che ci vuole preparazione e attrezzatura, consiglia di partire da li a piedi.

La foto che precede rappresenta dove sono, il ponte che vedete in alto in quella che segue è dove devo arrivare (si staglia sull'azzurro del cielo) 

L’idea di andare fin lassù a piedi non mi attira, sono stanco e ho dormito poco, decido di vedere il paesino.

Mentre cammino vedo il cimitero, non è lontano e vado a dare un’occhiata.

 

Si, devo ammettere che aveva ragione la francese, è carino e c’è un bel panorama da quassù.

Guardandomi intorno vedo le indicazioni per la via ferrata, e penso dentro di me: "Abbiamo fatto trenta, facciamo trentuno".

Dopo parecchia strada in salita, (fatta senza rendermene conto incantato dal paesaggio) vedo questo cartello che dice di indossare la fune di sicurezza il casco ecc. e un altro che vietava i minori di 12 anni a proseguire mi sono detto se bambini di 13 anni lo possono fare non deve essere difficile, (non sapendo che ci sono percorsi alternativi). Così anche senza detta attrezzatura ho continuato a camminare, non lo fateeeee. Io da questa considerazione sono stato ingannato e ho rischiato grosso ma fortunatamente ho saputo mantenere il sangue freddo.

In ogni modo è un’esperienza unica, in un luogo incantato e con le dotazioni di sicurezza e una guida non c’è nessun pericolo.

   

  

Bello vero?
Cominciate a capire perché mi sento morire bloccato nel traffico e smog di Roma!

E non avete ancora visto niente; ora comincia l’avventura.

  

Il ponte anche se dondola parecchio non è difficile, ma io devo fare molta attenzione, non ho ne le scarpe adatte ne la fune di sicurezza e ho fatto troppa strada per tornare indietro.

  Non c’è nessuno e io voglio una foto ricordo, fotografo la mia ombra.

Non avevo fatto caso che il difficile veniva dopo.

Sono salito su questa scala in verticale che girava intorno alla montagna. 

                  

Qui è dove va a finire la scala.

    

Su quelle tre tavole che vedete sospese alla sinistra del ponte mi sono fermato. Per un momento ho pensato di non farcela, non sapevo cos’altro mi attendeva e non potevo tornare indietro.

Per rilassarmi scatto qualche foto.
Rilassante, vero?

 

Finalmente raggiungo il sospirato ponte.

Lo attraverso con cautela nel timore si staccasse qualche altra tavola.

E’ finita la strada ferrata e cammino quasi tranquillamente in questo posto incantato dove si sente solo il rumore di un fiume, presumo sia il Roya.

 

Sono disteso qui, a prendere il sole, penso sono vivo e mi trovo in Paradiso.

  

Sono di nuovo in viaggio, e ho solo il rimpianto di non aver potuto vedere la Valle delle Meraviglie perché innevata.

Rientro in Italia percorrendo una strada che costeggia il fiume Roya fino a Ventimiglia.

Mi fermo in quest’area attrezzata per il pic nic, mangio fuori del camper un panino con dei formaggi buonissimi, che ho comprato a Limone.

Mi piace viaggiare anche per assaporare i piatti tipici locali, provando tutto quello che mangiano o bevono gli abitanti del posto senza pregiudizi, come quella volta che ho bevuto un liquore con un cobra nella bottiglia, faceva un po’ impressione, ma era buono e dicono faccia bene alle ossa.

Alcune persone criticano pesantemente dei popoli sul modo di mangiare, ma se pensate, anche a noi piacciono cibi strani: il gorgonzola puzza ed è ammuffito, il formaggio sardo “con i vermi vivi”,  le rane, le lumache, la pagliata “budella di vitello piene di latte”, ecc.

Io credo che prima di giudicare gli altri bisogna guardare se stessi e le critiche debbono essere fatte solo in modo costruttivo e intelligente.

                                   

                                         area pic nic

Il panorama è bellissimo e mi fermo continuamente a fotografarlo a vedere i giochi d’acqua e a sentire il rumore del fiume. 

Purtroppo ho di nuovo un appuntamento lavorativo a Roma e arrivato a Ventimiglia non mi fermo e prendo la strada del ritorno.

Salto parecchi bei posti degni di sosta da me visti in precedenza e proseguendo sulla SS 1 attraverso Sanremo.

Successivamente trovo un parco con ampio parcheggio e con altri camper, ho pensato se si sono fermati qui forse è carino, incuriosito mi fermo anch’io.

Sulla Riviera Ligure è tutto molto curato e pieno di vegetazione, ed il parco non è da meno.

 

                          Foto di un enorme albero secolare                         cannoni sul mare                                                                              

Dopo questa breve sosta riparto dirigendomi verso Genova sempre percorrendo l' Aurelia e incontro Pietra Ligure passando vedo un castello e decido di cenare e fermarmi per la notte cosi posso  visitare il paesino di giorno.

Al mattino riparo la ruota della bici, e vado rapidamente a vedere il castello: all'interno non c'è niente  d'interessante, ma esternamente è carino e particolare.  

                                       

Riparto velocemente e decido di non fermarmi più, ma non riesco a farlo qui è tutto caratteristico e meritevole di soste. Chiedo a un albergo informazioni: "sono veri e propri uffici turistici" forniti di deplians e aperti 24 ore su 24.  Il direttore mi  consiglia di vedere  le grotte di Borgio Verezzi  e Finalborgo  che si trovano lungo il mio percorso.

Dopo pochi minuti incontro il primo paesino consigliato e parcheggio in riva al mare e in bici vado alle grotte. Sono indeciso se entrare, avendo gia visto altre grotte molto più grandi, non credevo mi potessero entusiasmare molto.   

  

Un po' titubante entro e subito mi rendo conto di aver speso bene il mio tempo e denaro (6 euro). Il terreno soprastante è ricco  di minerali e questo conferisce alle creazioni calcaree numerose colorazioni, inoltre nella grotta si formano diversi laghetti cristallini che le rendono ancora più belle.    

     informazioni tel.019610150     

La visita è durata un'oretta e posso ora riprendere il cammino: Mi fermo ancora a fare qualche foto a Finalborgo,

                                             

e qualcun'altra strada facendo.

Faccio un'ultima tappa a La Spezia per provare a raggiungere via mare le Cinque Terre con i barconi turistici, ma il servizio purtroppo  non è ancora attivo.

museo marittimo di La Spezia

Se continuo sull' Aurelia non tornerò mai in tempo ci sono troppe cose interessanti da vedere, sono costretto a prendere l'autostrada. In poche ore sono a Roma.

Ho percorso 1500 km in sette giorni (ne servono almeno 10) e speso solo 160 euro circa di carburante.


Viaggio effettuato da Fabio Gregori nel 2004

Potete trovare ulteriori informazioni sulle località toccate da questo itinerario nella sezione METE, e i più recenti aggiornamenti alla situazione delle aree di sosta nella sezione AREE DI SOSTA.

Fabio sta organizzandosi per realizzare il sogno della vita: un viaggio intorno al mondo, in camper, in barca, in bici e chissà con quale altro mezzo. Chi vuole contattarlo, magari per aiutarlo nell'impresa, lo trova ai n° telefonici (+39) 347 7191184 - (+39) 347 5833979, oppure può inviargli un'e-mail.


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