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Viaggio effettuato dal 1-8 al 19-8 2005 da Mimmo Giancaspro

Questa estate, vincendo la paura del caldo, abbiamo fortemente voluto tornare in Sicilia, dove eravamo stati per pochi giorni nella Pasqua del 2001 visitando solo Taormina, l'Etna e Siracusa.

1 ago lun BARI-OLIVERI
Si parte da Bari alle 12,30, verso Taranto, Jonica, Sibari, A3. Usciamo per una breve pausa a S.Elia-Monte S.Elia, dopo Palmi: c'é un bel panorama e una piccola chiesetta, c'è anche un masso noto come Pietra del Diavolo.
Traghettiamo senza problemi e senza code. A Messina prendiamo l'autostrada per Palermo, uscita Falcone, direzione Palermo- Oliveri - Laghi di Marinello. Arriviamo alle 22 e sostiamo sullo sterrato, presso un rimessaggio di barche, insieme ad altri camper già posizionati. Nella zona c'è molto movimento e un mercatino di merci varie, perchè nel vicino paese di Oliveri c'è uno spettacolo e la gente passeggia anche sul lungomare fino a tardi.
Il posto è bello e presenta varie opportunità di sosta oltre quella da noi utilizzata: un parcheggio fra gli alberi ad inizio lungomare, l'area di sosta Azimut a 18€ e più avanti il campeggio Marinello, presso il quale parte un sentiero da percorrere a piedi o in bici che porta ai laghi di Marinello, una piccola secca dalla forma che può ricordare, secondo la leggenda, la Madonna che salva dal mare una bambina. In forte pericolo di degrado, i laghi sono stati salvati dall'istituzione di una piccola riserva regionale.
Sonno irregolare, sia per la stanchezza del viaggio che per il movimento di persone e veicoli fino a tarda notte.

2 ago mar OLIVERI-TINDARI-OLIVERI
Facciamo colazione al Lido Belvedere, dotato di ristorante, bar e che consente l'accesso alla spiaggia anche a chi non usa la sua struttura. Primo incontro con la granita con brioche, granita, che insieme agli arancini e ai dolci costituirà una costante per tutto il viaggio, in ogni gusto e variante, mediamente 3 volte al giorno! La granita è molto morbida e consente, anzi pretende, l'inzupparsi della brioche, come vediamo fare a tutti gli altri avventori. Ottima sia quella di limone che di caffè.
Poi, gita a Tindari (sulle orme di Montalbano) a 6 km, lungo una strada che sale fra molte curve. Ci si ferma ad un parcheggio, 3€ per un'ora altri 2 € dalla seconda alla ventiquattresima ora e con una navetta, al costo di 0,50€ a/r si viene portati fino all'ingresso del santuario. Questo tratto di strada è percorribile solo dalle 20,30 fino alle 8 e qualcuno parcheggia o pernotta nel piccolo parcheggio del santuario, in cima, all'improbabile ombra di qualche piccolo ulivo. La chiesa, che ne sostituisce una più piccola e più vecchia, è molto recente e tutta rivestita di marmi e vetrate con alluminio(!). C'è un bel panorama sui laghi di Marinello con la sagoma della Madonna e della bambina, e vicino il teatro greco e un'area archeologica, visitabili a pagamento. Il teatro è utilizzato per spettacoli, soprattutto d'estate. Il gran caldo ci consiglia vivamente una granita all'anguria, molto buona. Ritorno a Oliveri in attesa dei nostri amici che ci stanno raggiungendo da Bari con un altro camper. Per ingannare l'attesa cerchiamo una fontana per riempire il serbatoio dell'acqua. L'unica fontanella è presidiata da due signore di una certa età con cui chiacchieriamo in attesa che si riempiano le loro bottiglie e ci cedano il posto per le nostre. Tempo medio di riempimento: 10 litri = 15 minuti!
A Oliveri c'è anche una tonnara, la meglio conservata di un flotta di 3 barche che al comando di marinai venuti da Trapani effettuava la pesca del tonno in questa zona, unica fra Trapani e Milazzo. La barca è stata restaurata qualche anno fa e messa in un capannone per proteggerla dalle intemperie, ma avrebbe bisogno di ulteriori interventi e il capannone in alcuni punti è rotto. C'è un volontario che descrive i trascorsi della locale pesca del tonno, terminata a metà degli anni 60 e illustra una serie di fotografie appese sulla parete. Le altre due barche sono adagiate sul terreno all'esterno, piuttosto malandate, insieme con alcune vecchie ancore.
Alla sera altre granite, giro in paese con molto passeggio. Tutta la notte il turbovent cerca di mitigare il forte caldo.

3 ago mer OLIVERI-CEFALU'
Durante la notte sono arrivati i nostri amici e su loro insistenza facciamo il nostro primo bagno in Sicilia! Dopo il bagno un cartello ci comunica un improbabile divieto di balneazione, a pochi metri da un lido regolarmente attivo e frequentato, boh?
Imbocchiamo l'autostrada, in direzione S. Stefano di Camastra. L'autostrada è stata completata da pochi giorni e nell'ultimo tratto non è ancora attivo il casello. Risparmiamo qualche euro. Parcheggiamo nei pressi dell'Istituto d'arte e giriamo per il paese, museo all'aperto di ceramiche, (notevole una granita di mandorla guarnita con un cucchiaino di granita al caffè). I nostri amici acquistano un bell'orologio di ceramica da una coppia simpaticissima di ragazzi, prossimi a sposarsi, che ci raccontano qualche simpatico aneddoto.
Dopo il pranzo ci rimettiamo in marcia, direzione Cefalù. Ci fermiamo al campeggio Costa Ponente, prendiamo il bus per Cefalù con fermata sulla statale di fronte al campeggio e visitiamo la città. Magnifica la Cattedrale e caratteristico il lavatoio medioevale e gli scorci sul mare. Al porto si intravedono una serie di camper in sosta.

4 ago gio CEFALU'-PALERMO
Abbiamo finalmente dormito al fresco e ci concediamo un bagno. C'è una scalinata privata che dal campeggio conduce alla spiaggia, il mare è pieno di cavalloni ed è divertente farsi massaggiare dal loro passaggio. Una Jacuzzi naturale! Ci rilassiamo un po' e pranziamo al self service del campeggio. Le porzioni sono abbondanti.
Ci mettiamo in marcia, direzione Palermo. Usciamo a Villabate poi sempre dritto per Palermo-porto e Fiera del Mediterraneo, fino ad arrivare al parcheggio Freesby in via Imperatore Federico, sotto il Monte Pellegrino, con il santuario di Santa Rosalia e una specie di torre (Castel Utveggio).
L'area (15€) è asfaltata, ed è parcheggio, ricovero e officina di un concessionario Rimor, con una doccia, un bagno e acqua. Compriamo dal custode i biglietti del bus e arriviamo alla stazione di Palermo. La zona intorno alla stazione non è di sera la più vivibile di Palermo. Arriviamo fino ai Quattro Canti, scenografico incrocio fra via Maqueda e corso Vittorio Emanuele e in Piazza Pretoria con la bella omonima fontana, ricca di statue e progettata in origine per una villa fiorentina, ma non avendo con noi una buona pianta della città e indicazioni sicure di qualche posto in cui mangiare o intrattenersi, prendiamo il bus per tornare e dopo essere scesi alla nostra fermata, proseguiamo con granita al pistacchio (la prima di una lunga serie di granite a Palermo) e cassatina. La nostra collezione di granite continua. Alle 23 chiacchiere con un paio di camperisti nell'area e poi a letto. La serata è fresca, si dormirà sicuramente.

5 ago ven PALERMO
Andiamo in città a vedere il giardino di Piazza Marina con i suoi ficus enormi, veri e propri monumenti vegetali, l'esterno di S. Maria della Catena, la Vucciria, la Chiesa di San Domenico, la più grande dell'isola e Pantheon dei siciliani illustri. Per il pranzo ci orientiamo sul Ristorante Casa del Brodo che, al di là del nome, ci sembra un bel posto per gustare qualcosa di tipico. In attesa dell'apertura pomeridiana delle chiese visitiamo l'Orto Botanico, uno dei pochi posti freschi di Palermo nelle ore centrali della giornata. Moltissime le piante interessanti fra le quali l'albero del sapone, l'albero del pane, l'albero del caffè, i ficus enormi e le belle collezioni di pomelie e di piante grasse. Incrociamo un giardiniere che, amando molto il proprio mestiere, simpaticamente ci illustra alcuni aspetti curiosi del giardino.
Ci rechiamo alla Cappella Palatina e scopriamo a nostre spese che gli orari delle chiese e dei monumenti sono differenti e che i percorsi vanno pianificati attentamente prima di muoversi. Alle 17 la Cappella sta chiudendo e dobbiamo rinviarne la visita all'indomani. Ci spostiamo verso la Cattedrale, una chiesa-palazzo enorme, e facciamo appena in tempo ad entrare, le Tombe Reali sono già chiuse! Ci consoliamo in Piazza San Domenico... con ottime granite di anguria, mandorle, caffè con panna.
Mentre rientriamo visitiamo qualche chiesa (S. Salvatore, Teatini) e molti negozi (i saldi attirano le donne più del miele gli orsi).

6 ago sab PALERMO (MONREALE)
Sveglia mattutina e partenza alle 8,30 per la Chiesa del Gesù che chiude alle 11, un incredibile trionfo barocco di marmi colorati, stucchi in rilievo e pitture, poi la Martorana un misto di splendidi mosaici bizantini e ricostruzioni barocche, seconda cattedrale di Palermo in quanto cattedrale per i cattolici di rito greco-ortodosso, San Cataldo con le tipiche cupolette rosse di origine araba, oggi piccola e spoglia cappella dell'Ordine di Gerusalemme e infine la chiesa del Carmine e il mercato di Ballarò, enorme, ricco di atmosfera e con ottimi prezzi. La zona in cui si svolge è ancora quasi come l'ha lasciata la guerra. Tutto il centro storico di Palermo presenta accanto a monumenti di una bellezza incredibile zone ancora da ricostruire e restaurare. Si vedono comunque moltissimi cantieri in attività. Chissà quanto tempo ci vorrà per riqualificare tutto il centro storico.
A piedi percorriamo via Tukory e arriviamo alla Cappella Palatina che visitiamo insieme agli appartamenti reali di Palazzo dei Normanni, visto che non ci sono sessioni di lavoro dell'assemblea siciliana in questo periodo. Rinunciamo a S.Giovanni degli Eremiti (possibile che non prevedano un biglietto cumulativo, tipo le varie Arte card di molte città?).
Alle 13,15 prendiamo il bus per Monreale, che parte qui vicino, e visitiamo lo splendido Duomo (incredibile lo spettacolo dei mosaici), e le terrazze per vedere almeno dall'alto il bellissimo chiostro. I troppi biglietti da pagare sono un salasso esagerato! Granite ad uno dei bar in piazza, tutti con prezzi per turisti, quindi cari. Al ritorno, alle 16, ci fermiamo all'incrocio con la chiesa dei Cappuccini dove solo io vado a vedere le catacombe. Lo spettacolo è incredibile e induce a riflessioni di vario genere.
Poi visitiamo la Cuba, uno degli edifici rimasti di un grande parco con piante e vasche d'acqua al tempo degli arabi. La storia multimediale dell'edificio che leggiamo è molto indicativa della burocrazia, dei tempi di recupero e della sorte delle bellezze artistiche in Sicilia e forse in Italia in generale.
Ceniamo nella frequentatissima pizzeria attigua all'area di sosta. Una pizza intermedia fra quella stile Napoli e quella sottilissima e croccante stile Bari. Chiudiamo la serata con un bella fetta di anguria.

7 ago dom PALERMO (SFERRACAVALLO)
E' domenica e andiamo a Sferracavallo, per la famosa mangiata di pesce al Delfino, con il bus che parte dallo stadio Barbera. Portiamo con noi il costume e facciamo un piccolo bagno in attesa delle 12,30, orario di inizio per il pranzo nella trattoria, che si riempie rapidamente. Dentro il locale ci sono tantissime foto che ne testimoniano il successo, con moltissimi personaggi celebri che hanno mangiato lì: ci sono tutti, da Frizzi a Banfi ad Arbore a Proietti ecc. ecc. anche se alcune foto sono vecchie di qualche anno.
Il pranzo è una veloce proposizione di tantissimi antipasti, 3 primi, 2 secondi (a base di pesce) e un sorbetto al limone. Acqua e vino a volontà, il tutto per 21€ prezzo fisso! Da solo il posto vale il viaggio!
Dopo avere atteso inutilmente il bus gratuito 88 che dovrebbe effettuare un giro circolare per i dintorni, arrivando anche a Capo Gallo, torniamo a casa e ci consoliamo... con una granita alla pasticceria Alba. Siamo di casa ormai e la nostra media è sempre di 3 granite al giorno.
Vicino all'area di sosta c'è via D'Amelio e non possiamo esimerci dal rendere omaggio a Paolo Borsellino raccogliendoci un attimo sul luogo della strage, dove un albero di olivo ricorda il punto dell'esplosione, a riflettere e a pregare.
La sera, mentre ci dirigiamo verso la famosissima Antica Focacceria San Francesco, molto conosciuta per spuntini e focacce, panelle, sfincioni ecc., incrociamo la Vucciria, dove c'è una festa di quartiere, sembra di essere a Bari Vecchia o a Napoli, col cantante napoletano, la birra ... I quartieri popolari dei centri storici del sud si assomigliano tutti.
Arrivati alla focacceria, piena di gente, proviamo sfincione, pani ca' meusa e panelle che sgrassiamo con una bella granita di limone e di anguria in piazza San Domenico.

8 ago lun PALERMO-SAN VITO LO CAPO
Di buon mattino ci avviamo alla palazzina cinese della Favorita per visitare il Museo Etnografico Pitrè. Arriviamo e scopriamo che il museo è chiuso! Il depliant dell'ufficio del turismo e la guida non hanno segnalato che da un paio di mesi sono cambiati i giorni di apertura e chiusura. Di fronte alla nostra contrarietà il custode ci lascia comunque vedere qualcosa: le due carrozze, gli abiti e qualche attrezzo da lavoro e verifichiamo le radici comuni della gente pugliese e siciliana. Il custode ci anticipa che a breve il museo verrà chiuso per un anno e mezzo per i necessari lavori.
Pranziamo al Freesby e salutiamo Palermo, bella città che assomiglia a una nobile decaduta e puntiamo su San Vito lo Capo. L'autostrada è gratis e subito dopo l'uscita di Capaci, sulla destra, c'è una stele rossastra alta e stretta, con in alto il simbolo della Repubblica e a seguire i nomi di coloro che furono uccisi dalla mafia nell'attentato a Giovanni Falcone. Subito prima della stele c'è la possibilità di parcheggiare un attimo in una piazzola. S.Vito è ben segnalata e arriviamo al camping Soleado dopo le 16. Il camping è il più vicino al paese e alla spiaggia, separata solo dalla strada. Spazioso, pulito, con un po' di ombra, i posti migliori in verità sono assegnati agli stanziali. Riusciamo a trovare posto, ci mettono al polso un braccialetto giallo di riconoscimento e ci facciamo subito un bagno. L'acqua è limpida e bellissima, la spiaggia sabbiosa con un lungo tratto in cui l'acqua è bassa. I colori sono splendidi.
Ceniamo e usciamo per una passeggiata, il paese è molto animato: moltissimi i ristoranti, qualche pizzeria, il suono di un gruppo musicale vicino al mare fa da sottofondo. All'Arte del gelato assaggiamo una incredibile granita al gelsomino e una ai fichi.

9 ago mar SAN VITO LO CAPO
Ancora a S. Vito. Dopo il bagno prendiamo delle bici a noleggio. Il mio sedere, però, non riesce a sopportare il sellino per più di qualche minuto. E' troppo duro (il sellino ovviamente). Bagno pomeridiano. La sera "dobbiamo" provare il famoso cous cous di pesce. Lo facciamo al ristorante Sicilia in Bocca, sulla strada principale del paese, zona di molti ristoranti. Sempre vivissimo il movimento, anche sul lungomare.

10 ago mer SAN VITO LO CAPO-ERICE-TRAPANI
Bagno di addio a S.Vito. Alle 7 di mattina siamo i primi sulla spiaggia, insieme ad una signorina che sta piazzando alcuni lettini e ombrelloni e all'addetto del comune che sta pulendo e pettinando la spiaggia con una specie di piccolo trattore. Scarichiamo, riportiamo le bici noleggiate e partiamo.
Arriviamo a Trapani. In via Fardella verso Erice, all'inizio della salita sulla sinistra c'è la stazione della funivia che hanno ripristinato. Il parcheggio è troppo piccolo e quindi già pieno, svoltiamo e parcheggiamo in via Europa. La funivia è nuovissima, inaugurata un mese fa e collega Trapani a Erice evitando i tornanti della strada. Mentre saliamo c'è un po' di vento, il panorama si apre e si fa sempre più bello. In un decina di minuti arriviamo in cima, entriamo da porta Trapani e vediamo una città medioevale intatta, che appena fuori dalle strade battute dai turisti sembra fuori dal tempo. Doveroso l'assaggio dei famosi dolci, forse un po' costosi. Dopo aver visitato il paese, ritorniamo verso la funivia... che intanto è stata chiusa per il forte vento.
Torniamo a Trapani con un bus di linea, guidato da un ammiratore di Schumacher. Un'avventura, con i numerosi tornanti, la pendenza elevata e la forte velocità tenuta dall'autista. Diciamo che siamo abbastanza preoccupati e solo all'arrivo tiriamo un sospiro di sollievo insieme agli atri passaggeri.
Ci dirigiamo verso Nubia, piccola località sulla litoranea dove intendiamo visitare una salina con il museo del sale e un vecchio mulino a vento.
In questa salina la produzione del sale è fatta ancora in modo semi-artigianale. Una signora ci illustra alcuni degli attrezzi che venivano usati per la produzione del sale. Grandi vasconi, con vari livelli di profondità di acqua, man mano che cresce il suo grado si salinità, Lo spettacolo del sale solidificato come ghiaccio, di colore rosa è affascinante. Accanto mucchi di sale a stagionare per un anno, ricoperto da cocci contro la polvere e la pioggia.
Proseguiamo per Mozia e acquistiamo lungo la strada ottimi meloni gialli, momodori e melanzane dallo strano colore viola chiaro, dolcissime. Di fronte a Mozia, lo Stagnone, le saline e un paio di imbarchi per l'isola. L'isola è privata, visitabile a pagamento insieme al museo Whitaker. Di fronte all'imbarco storico c'è un parcheggio in cui un simpatico e vivace signore ci invita a parcheggiare e a passare la notte, tranquillamente, ad un costo irrisorio. Oltre a noi si fermano man mano una ventina di camper. Ci scambiamo qualche indicazione di viaggio in attesa del tramonto previsto per le 20. Il tramonto, per la foschia, purtroppo non è così spettacolare come ci aspettavamo.

11 ago gio TRAPANI-AGRIGENTO
Seguendo la litoranea arriviamo alle cantine Florio. La visita guidata di un'ora, molto interessante, prevede anche la degustazione di vino e marsala. Dentro c'è un pezzo di storia d'Italia con l'immancabile Garibaldi.
Tante le botti, presente ovunque il profumo di vino e di marsala. Sentiamo per un attimo quello del marsala del 1939, il più vecchio fra quelli salvatisi dai bombardamenti dell'ultima guerra.
Torniamo indietro di qualche centinaio di metri e parcheggiamo in una piazza per visitare rapidamente il centro di Marsala. Ripartiamo per Agrigento, dove arriviamo alle 17 per visitare la valle dei templi con meno caldo. L'unico parcheggio praticabile è quello del museo con accesso poco visibile da una stradina adiacente al distributore Esso. Non si può sostare per la notte. Scopriremo poi che in alcune giornate è stato comunque consentito il pernottamento.
Fortunatamente il museo ha l'aria condizionata. La zona in cui sono i templi è molto vasta e bisogna scarpinare parecchio per vederli tutti. Raggiungiamo quelli della Concordia, di Giunone e, uscendo, quello di Ercole. Alcune impalcature per la manutenzione rovinano in parte l'effetto scenografico. Troppo lontano il tempio di Giove. Nonostante l'ora il caldo ci taglia le gambe e siamo abbastanza stanchi. La luce del tardo pomeriggio rende ancora più dorato l'aspetto dei templi e con uno sforzo di immaginazione si può pensare a come doveva essere frequentata questa zona duemila anni fa. Oggi è molto polverosa. Il paesaggio di questa zona della Sicilia è riarso e assolato.
Dopo avere assistito al tramonto fra le colonne del tempio di Ercole, con una coppia di sposi che fa il classico servizio fotografico, ci dirigiamo verso Realmonte - Capo Rossello, e facendo molti tornanti scendiamo verso il mare per l'AA La Playa e la vicina Scala dei Turchi.
L'area non ha uno standard accettabile, è su due piani di terreno sterrato, molto polveroso e argilloso, bisogna augurarsi che non piova e che non tiri vento, la salita per il piano superiore è difficoltosa, almeno per il mio camper. Esiste in realtà un cancello per l'accesso diretto al piano superiore dalla strada ma è rigorosamente chiuso, nessun addetto all'ingresso con cui parlare. Al piano superione nessuna presa di corrente se non una derivazione volante.

12 ago ven AGRIGENTO-ENNA-PIAZZA ARMERINA
Scendiamo in spiaggia per il bagno e per una passeggiata in direzione della Scala dei Turchi. Con qualche difficoltà e molta attenzione proseguiamo fino ad arrivare alla punta della roccia e ad arrampicarci anche sopra per alcuni metri. La leggenda, falsa, vuole che su questo sperone roccioso si siano arrampicati gli invasori turchi. Lo spettacolo di questa parete gessosa dal colore bianco sulla quale il vento e la pioggia hanno scavato una gradinata naturale, è incredibile.
Rientrati all'area di sosta non riusciamo a fare la doccia per la vicinanza fra la zona doccia e la zona per lo scarico dei camper, ridotta ad un pantano fangoso, un'altra perla di questa improbabile area di sosta. Si paga per servizi inesistenti. Chissà se più avanti non ci sia la possibilità di sostare in un posto migliore.
Ci dirigiamo verso porto Empedocle (Vigata per i fan di Montalbano, come indicato sul cartello che indica l'inizio della città) ma ci perdiamo per la scarsità di indicazioni e solo per la disponibilità di un gentilissimo signore in Panda che ci accompagna per un piccolo tratto di strada, raggiungiamo la statale prima e la casa di Pirandello poi.
C'è un ampio parcheggio, visitiamo la casa piena di foto, con alcuni mobili e qualche oggetto fra cui la tessera del PNF, il collare di accademico d'Italia e l'urna greca in cui erano state depositate le ceneri. Il famoso pino sotto il quale erano state messe non c'è più, abbattuto da un fulmine e il sentiero per arrivarci, incredibilmente non è praticabile, per lavori secondo l'addetto della biglietteria.
E' quasi ora di pranzo, ci rimettiamo in marcia direzione Caltanissetta, Enna. Il paesaggio non è più quello arido e riarso dell'agrigentino ma si fa collinare e più verde. A Caltanissetta, che non abbiamo il tempo di visitare, ci fermiamo, vicino il comando dei carabinieri, ad un McDonald's semivuoto, per una pausa mangereccia e proseguiamo verso Enna usando l'autostra, gratuita. Enna è il capoluogo più alto d'Italia e sorge su un'altura a forma di piramide troncata.
Saliamo al castello di Lombardia, uno dei tanti eretti da Federico II, dove parcheggiamo. Verso la periferia sud della città esiste anche una torre di Federico, ottagonale come Castel del Monte. Dalla torre Pisana, la meglio conservata delle 6 rimaste rispetto alle 20 originarie si ha una vista estesissima su tutto il territorio circostante. Si vedono Calascibetta appollaiata su un cocuzzolo, le Madonie e l'Etna. Davanti al castello una statua ricorda lo schiavo Euno, ai tempi dei romani fu a capo di una ribellione di schiavi, che riuscirono a prendere il potere e a governare un pezzo di Sicilia per quattro anni!
Percorriamo in discesa via Roma visitando il Duomo e qualche altra chiesa aperta, e al bar Duomo gustiamo eccellenti granite di caffè e di limone e pasticcini di mandorle alla frutta.
Enna è a 931 metri e la temperatura è molto sopportabile, non sembra di essere in Sicilia. La città è molto carina, anche se non sembra esserci molto movimento. Chiacchiero e prendo materiale dall'ufficio dell'EPT.
Ci muoviamo nel tardo pomeriggio verso Piazza Armerina e arriviamo alla villa del Casale con l'intenzione di pernottare. Il posto è molto tranquillo, ma visto che non arrivano altri camper, ci muoviamo col buio verso il paese. In paese c'è festa, riusciamo a parcheggiare in piazza Europa. Giriamo fra le bancarelle, preparate per la festa del palio del 12, 13 e 14 agosto, ci mangiamo la 3^ granita della giornata e, visto che di poter spostare il camper non se ne parla proprio, andiamo a dormire con la voce amplificatra e la musica ossessiva di una vicina giostra che ci tiene gradita (?) compagnia fino alle 2 e oltre.

13 ago sab PIAZZA ARMERINA
Per la visita vogliamo evitare le ore più calde a causa del tetto di plastica che protegge i mosaici della Villa. Sveglia alle 7. Alle 8 siamo alla biglietteria della Villa, primi e fino alle 8,30 unici visitatori. La villa è molto più grande di quanto ci si aspetti, non sembra che i mosaici siano oggetto di molta manutenzione, ma forse è la polvere che si infila dalla tettoia ad aumentare questa impressione. Andiamo via alle 9,30 e solo adesso cominciano ad aprire le bancarelle di souvenir, lo stand delle visite guidate e arriva il parcheggiatore abusivo. Siamo soddisfatti, abbiamo evitato affollamento e caldo.
Andiamo all'agriturismo la Volpe Rossa, seguendo le numerose indicazioni. In realtà il posto non si chiama la Volpe Rossa ma Agricasale e la volpe rossa è solo il simbolo sui segnali che indica la strada per arrivare. Il posto è fuori mano ma bello, molto ombreggiato, con uno scarico a griglia ottimo e una piscina. Ci regaliamo un po' di relax in attesa del pranzo che prevede molti antipasti, due assaggi di primo e due di secondo. Vendono anche terraglie e ceramiche a buon prezzo, tunisine, e qualche altra cosa. Nel pomeriggio andiamo in paese, strapieno di turisti per il corteo di questa sera e scopriamo qualche scorcio caratteristico della parte vecchia di Piazza Armerina. Negozi aperti e bancarelle determinano come al solito acquisti, arancini e granite. Bello anche il giardino comunale, dedicato a Garibaldi (e ti pareva!).
Il corteo storico si forma piano piano con i vari gruppi che arrivano da più strade al Duomo. Ci sono tamburini, dame a cavallo, cavalieri che disputeranno il palio domani, coppie di dignitari a piedi.
Visitiamo la mostra fotografica del Palio e un signore, volontario, ci dice che in un anno i 1.200.000 i turisti che visitano la Villa sono in gran parte su bus turistici, in paese non viene nessuno. Ci vorrebbe qualche iniziativa per intercettarli. Bisognerà scrivere al sindaco almeno per un'area camper in paese. Noi domani non rimarremo per il palio, perchè il tempo ormai stringe e vorremmo vedere tanto ancora in Sicilia. Sarà per un'altra volta.

14 ago dom PIAZZA ARMERINA-CALTAGIRONE
Dormita super al fresco. Ci dirigiamo verso Caltagirone, dove illumineranno la Scala in onore di Maria SS del Ponte il 14 e 15, oltre quella canonica del 24 e 25 luglio in onore di San Giacomo. Prendiamo la strada che passa per San Michele di Ganzaria, più breve ma da evitare perchè il passaggio per il paesino è difficoltoso e le strade sono strette. Meglio allungare di qualche chilometro e stare più tranquilli. Rimaniamo sorpresi dal notare una zona di filari di piante di fichi d'india, coltivati qui come qualunque altra frutta. Arrivati a Caltagirone troviamo facilmente l'Area Attrezzata comunale gratuita e parcheggiamo subito, c'è ancora posto ma abbiamo la certezza che si saturerà molto presto.
Visitiamo il museo della ceramica. La città è abbellita da moltissime maioliche di smalti colorati che decorano strade, balconi, edicole votive e perfino l'intero ponte di San Francesco. Alcune zone fuori dell'antico centro storico sarebbero da ristrutturare e manutenere e una presenza eccessiva di residui di piccioni non aiuta certo. Saliamo i 142 gradini della scala che porta a S.Maria del Monte, decorati con mattonelle di maiolica colorate con i colori tipici della ceramica di Caltagirone con prevalenza di giallo, verde e azzurro, con i disegni che da tradizionali nei primi gradini si fanno via via più moderni fino a diventare negli ultimi quasi geometrici. I gradini sono coperti dalle lucerne ad olio contenute in cilindri di carta, colorati opportunamente e sapientemente disposti a formare il disegno, e ai lati hanno numerosi negozi e botteghe che ne fanno un grande museo di ceramica all'aperto. Anche qui proseguiami il nostro test di granite in alcuni bar.
Siamo a 600 metri e si respira, ci stendiamo a riposare nella curatissima villa comunale, costruita su modello inglese, con una bella fontana e un palco della musica in ceramica, poi rientriamo al camper e con calma effettuiamo un carico di acqua.
Alle 18,30 partecipiamo alla messa in Duomo e passeggiamo in attesa delle 21,30, orario di accensione della scala. Le tantissime luci vengono rapidamente accese da numerosissimi volontari e in pochi minuti il disegno luminoso è completo. Facciamo amicizia con una simpatica coppia del posto che ci descrive molti particolari della cerimonia e si offre di accompagnarci alla chiesa e al Santuario dedicati alla Madonna del Ponte, che appunto si festeggia oggi. La chiesa contiene una fontana da cui i fedeli per tradizione bevono un bicchiere di acqua. Lo facciamo anche noi. Il quartiere in cui c'è la chiesa è molto popolare e non di facile accesso per i turisti, le persone alla festa sono quasi tutte del posto. Il nostro amico ci dice che è orgoglioso di essere nato proprio in questo quartiere, che meriterebbe di essere recuperato, e che gli stretti vicoli si chiamano carruggi proprio come a Genova, perchè qui c'è stata in passato anche una nutrita colonia di genovesi, che ai suoi tempi ci si contentava di poco e che la vita era molto più dura, lui a volte seguiva il padre, venditore ambulante di terraglie da cucina, che con un carretto percorreva la Sicilia restando lontano da casa anche per mesi.
Al rientro all'area scopro che è satura, anzi sono stato chiuso da un altro camper. Domani mattina si dovrà spostare per farci partire.

15 ago lun CALTAGIRONE-MODICA-CAPO PASSERO-CATANIA
Oggi vogliamo almeno assaggiare la zona più a sud, che rimane fuori da questo viaggio per problemi di tempo, ed arrivare a Capo Sud, ovvero a Capo Passero punto più a sud della Sicilia, dell'Italia e dell'Europa continentale. Chissà che una volta o l'altra non si riesca ad arrivare anche a Capo Nord.
Partiamo in direzione Granmichele-Catania per prendere la superstrada per Ragusa. In giro non c'è nessuno, altro che traffico di ferragosto. Ci fermiamo a Modica, città di Quasimodo, per visitare la chiesa di San Pietro, la chiesa di San Giorgio e... qualche laboratorio per la produzione di cioccolato. Parcheggiamo all'inizio del paese prima di Piazza Matteotti, approfittando degli spazi disponibili. Per il cioccolato è d'obbligo visitare l'andica dolceria Bonaiuto, in cui si respira un'atmosfera ricca di tradizione e che fa intravedere nel retro il laboratorio di produzione del cioccolato e delle altre golosità. Sono a disposizione assaggi di alcuni dei tantissimi tipi di cioccolato, e non solo, in vendita. Ci colpisce un tortino di origine araba fatto di scorze di limone candite e miele, ottimo a piccole dosi come digestivo a fine pasto!
L'immancabile ottima granita, questa volta al cioccolato, con brioche appena sfornata, la prendiamo al Bar Ciacera in Piazza Matteotti, che ci viene indicato come ottimo e in effetti merita ampiamente la segnalazione. Il paese si anima progressivamente e noi ripartiamo in direzione Ispica, Pachino, Portopalo.
Si è fatta ora di pranzo, spediamo una cartolina da Capo Sud. Sulla strada per Marzamemi il mare ha un colore spettacolare e qua e là si nota qualche camper fermo vicino la spiaggia. Proseguiamo fino a Noto dove visitiamo i principali monumenti, molti in restauro, che danno comunque l'idea della bellezza del barocco in questa città. Illuminati, la sera devono essere uno spettacolo ancora più affascinante. Ci sono anche molti concerti musicali in questo periodo.
La meta a questo punto è Catania. Prendiamo per la Circonvallazione e usciamo per Catania Centro dirigendoci verso il campeggio Jolly nella zona di Ognina. Il campeggio è piccolo, affacciato sul mare con spiaggia di scogli, ben collegato con il centro. Ci viene consigliata per la granita di mandorla il bar Quaranta, proprio alla fermata del bus per il centro. Dopo la cena una chiacchierata con vista su mare e luna, poi tutti a nanna.

16 ago mar CATANIA
Veloce bagno propiziatorio e poi in bus a Catania. Scendiamo al capolinea in piazza Falcone e Borsellino, presso il mercato del pesce e il Duomo, c'è molto traffico e il bus non sembra godere di privilegi, anzi i veicoli sembrano fare a gara nel non dargli la precedenza dovuta e tagliargli la strada. Non è facile fare l'autista di bus urbani a Catania. Visitiamo la Pescheria, mercato che non ha nulla da invidiare a quelli di Palermo ed ha vicino il negozio dell'Hard Rock Cafè, sfornitissimo di magliette in questo periodo. Davanti al Duomo c'è una candelora che si muove al ritmo di una banda ed alla fine entra in chiesa fra gli applausi. Le candelore sono alte ed illuminate macchine di legno intagliato, costruite ciascuna da una corporazione di artigiani o bottegai e portate in spalla insieme alle reliquie di S.Agata. Domani 17 è prevista la processione di S.Agata, non importante come quella del 3-5 febbraio però, e così decidiamo di rimanere a Catania un giorno in più. Molti i negozi visitati sulla centralissima via Etnea, alla ricerca di regali sostitutivi a quelli mancati dell'Hard Rock, fino a Savia, un'istituzione a Catania, dove gli amici gustano gli arancini e io la granita ai gelsi con panna, consigliatami dall'autista del bus: superba. Ottimi anche gli arancini. L'autista ci ha raccomandato anche la granita alla mandorla di Acireale. Mangiamo in Pescheria, nella trattoria tipica La Paglia, ambiente molto popolare e rustico, pochi i posti, meglio arrivare per le 12,30 o prenotare. Ottimi alcuni piatti, soprattutto quelli a base di pesce, ma occorre scegliere quelli giusti. Ci riposiamo negli splendidi giardini Bellini, molto freschi e ventilati e usciamo, guarda caso, proprio di fronte a Savia dove riprendiamo la nostra collezione di dolcetti e granite.
Bellissima città Catania, più di quanto ci aspettassimo, piena di gente e di movimento, con moltissimi monumenti e ricche tradizioni. Avendo deciso di vedere domani la chiesa di S.Francesco con le candelore e il castello Ursino e avendo già visto via dei Crociferi, prendiamo il bus per Aci Trezza, paese di verghiana memoria, dove ci sono i Faraglioni (o Isole dei Ciclopi), massi scagliati secondo la leggenda da Polifemo su Ulisse, il museo della Casa del Nespolo, un bel lungomare e un ufficio della riserva marina, che organizza gite in barche dal fondo trasparente per diving, un piccolo parcheggio in cui potrebbe trovare posto qualche camper.
La strada per arrivare è molto stretta ed è meglio affidarsi ai mezzi pubblici e anche così c'è qualche problema. Torniamo in campeggio stanchi e soddisfatti e ci mettiamo seduti a guardare lo spettacolo del mare e della luna quasi piena che lo illumina, altro che albergo!

17 ago mer CATANIA
Mattinata trascorsa tranquillamente in campeggio. Riposino dopo pranzo, usciamo nel pomeriggio per vedere la facciata incompleta di San Nicolò, le candelore parcheggiate nella chiesa di S.Francesco, il castello Ursino. Scendiamo dal bus all'altezza di Savia, tanto per propiziarci il giro. La folla che attende l'uscita di S.Agata è immensa, dappertutto venditori di candele, di dolciumi, di palloncini e fedeli con il caratteristico camicione bianco stretto da una cinta e il berrettino nero. Alle 20,30 esce il simulacro con le reliquie della Santa seguito da quattro candelore traballanti e quasi in corsa, molto illuminate e caratteristiche. Partono subito dopo i fuochi d'artificio. La stanchezza si fa sentire. Dal nostro personale balcone in campeggio ammiriamo la luna e il mare e poi andiamo a dormire.

18 ago gio CATANIA-GOLE DELL'ALCANTARA-TROPEA
Saldiamo il conto e poi subito in autostrada, direzione Messina. Usciamo a Giardini e prendiamo la statale 185 per le Gole dell'Alcàntara. Le Gole sono 3-4 Km prima di Francavilla. Essendo pieni i parcheggi, parcheggiamo, su consiglio di un vigile, sulla strada poco più avanti. Le gole hanno una piccola spiaggia di fiume a cui si scende con un ascensore, a pagamento, oppure con una scala, gratis. Il fiume ha scavato nei millenni due pareti di roccia lavica con delle scalettature molto caratteristiche. L'acqua è molto gelida, per arrivare alla prima cascatella occorre fittare degli stivaloni da pescatore che arrivano al petto, per andare oltre ci sono delle mute sempre in fitto. Altrimenti in alcuni punti occorre nuotare. Bisogna arrivare preparati. Per il pranzo chiediamo ospitalità alla bella Area Attrezzata Maremonti di Francavilla, pochi metri dopo il convento dei Cappuccini, verso i giardini pubblici.
Nel pomeriggio arriviamo a Messina per il traghetto.
Mentre siamo sul traghetto un Canadair davanti a noi si tuffa ripetutamente in mare a caricare acqua che usa per spegnere un incendio in Calabria. Arriviamo al buio a Tropea e su indicazione di una vigliessa parcheggiamo in un grande parcheggio vicino al cimitero, a pagamento dalle 8 alle 24. Ci facciamo un giro in paese, frequentatissimo, soprattutto da giovani. E con una vista sul mare bellissima. Prendiamo una pseudo pizza che invece è una focaccia, un gelato e compriamo anche i grattini da usare il giorno dopo.

19 ago ven TROPEA-BARI
Ci svegliamo dopo una notte senza problemi, ormai soli nel parcheggio. La giornata è fredda, c'è perfino qualche goccia di pioggia, non c'è l'umore giusto per esplorare qualche caletta o arrivare fino a Capo Vaticano e quindi si rientra direttamente a casa. Arriviamo a Bari nel primo pomeriggio.

Abbiamo visto moltissimo ma non tutto quello che avevamo previsto. Le cose lasciate indietro saranno lo stimolo per il nostro prossimo viaggio in Sicilia!

Considerazioni finali
La Sicilia è splendida, varia, accogliente con i camperisti, ricca di cultura, di arte, di tradizioni e folklore, con una gastronomia particolarmente invitante. Il caldo, per nostra fortuna, è stato quasi sempre accettabile e spesso mitigato da brezze marine o dall'altezza dei luoghi. L'isola merita sicuramente più visite. La prossima volta ci dedicheremo al barocco, alle riserve naturali, alla Sicilia più interna, alle tradizioni della settimana di Pasqua.

P.S. Nonostante la nostra collezione di granite, arancini, cassatine e cannoli NON siamo ingrassati. Forse per le lunghe camminate.



Viaggio effettuato ad Agosto 2005 da Domenico Giancaspro

Potete trovare ulteriori informazioni sulle località toccate da questo itinerario nella sezione METE, e i più recenti aggiornamenti alla situazione delle aree di sosta nella sezione AREE DI SOSTA.


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