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Camping Sport Magenta

TURCHIA 2001

Appunti di viaggio di Maurizio Moroni e Stefania Dantini

Per la preparazione del viaggio ci si siamo avvalsi:

  • degli appunti di viaggio: Turchia 1998 (Aldo Maroso), Che sorpresa i Turchi (Lina Battaglia e altri), Turchia 9-28 agosto 2000 (Onofrio e Diana Saulle), reperiti su questo sito;
  • dei due numeri speciali di "Bell'Europa;
  • della Guida Verde (Turchia) e Guida Oro (Istanbul) del Touring Club;
  • della Guide Routard - Turchia (edizione italiana);
  • del materiale fornitoci dall'Ufficio del Turismo Turco di Roma;
  • del materiale reperito su vari siti Internet.

Equipaggio: Maurizio Moroni (anni 54), Stefania Dantini (49), Andrea (15) e Milo (12)
Autocaravan: Adriatik 400 2500 D
Periodo: 3 agosto - 2 settembre 2001


Premessa: volendo dedicare tutto il tempo a disposizione alla Turchia decidiamo di prendere il traghetto Brindisi - Çesme (36 ore di navigazione). Il nostro è un itinerario circolare, relativo alla parte ovest della Turchia: da Çesme ad Istanbul passando per Pergamo e Troia (Truva), poi, costeggiando Ankara, sosta ad Hattusas, quindi la Cappadocia (con puntata al Nemrut Dagi), dopodiché, raggiunta, all'altezza di Antalya, la costa mediterranea la percorriamo (Termessoss, Myra, Kekova, Kas, Efeso) fino a tornare a Çesme; km totali 4959 (compresa la tratta Roma-Brindisi-Roma).

Confrontando le nostre scelte con le esperienze di altri equipaggi ci convinciamo ancor più della loro validità. L'aver scelto la tratta Brindisi-Çesme invece che Brindisi-Igoumenissa ci fa risparmiare una lunga sgroppata supplementare attraverso la Grecia guadagnando almeno 4 giorni da dedicare alla Turchia: quasi tutti quelli che hanno fatto il percorso via Grecia si sono pentiti sia per il caldo che per lo stress, senza considerare che il risparmio sul viaggio in nave se ne va tutto in gasolio. Fare il giro in senso orario (prima Istanbul e per ultima la costa mediterranea) ci evita il gran caldo e l'eccessivo affollamento della prima metà di agosto nelle località balneari (nonché le torrenziali piogge di fine agosto ad Istanbul). Lo scopo di questi appunti è quello di fornire informazioni utili ai camperisti (soste, campeggi, strade, itinerari, …), più che descrivere bellezze paesaggistiche e/o artistiche (per quello sono molto più attendibili le guide).


Venerdì 3 agosto: partenza
Partenza alle ore 19. Per il 4 agosto si prevede traffico molto intenso, per cui decidiamo di partire la sera del 3, un po' per avvantaggiarsi e un po' per evitate di viaggiare con il caldo. Pernottamento all'Autogrill Casilina Ovest della A1 (molto affollato). Km 124

Sabato 4 agosto: verso Brindisi
Partenza ore 5. Veniamo svegliati alle 4.30 dai clacson di molti camion perché un Tir aveva avuto la felice idea di parcheggiare in un modo assurdo impedendo il passaggio. Decidiamo pertanto di partire. Usciamo a Caianello per imboccare la SS 372 Telesina (Caianello-Benevento), poi, a Benevento, la A16 (Napoli-Bari). Usciti a Bari proseguiamo lungo la litoranea verso Brindisi; il paventato traffico intenso non c'è stato (o lo abbiamo evitato con la partenza anticipata) fatto è che siamo in forte anticipo: decidiamo di fermarci al parcheggio per camper di Torre Canne (segnalato sul Portolano di Plein Air) per un bagno ristoratore. Si tratta di uno stabilimento balneare particolarmente attrezzato per i camper (camper service, elettricità, docce calde e fredde, …), grazioso e con una bella spiaggia (15.000 lire al giorno, 20.000 se si pernotta). Dopo pranzo ripartiamo verso Brindisi e ci imbarchiamo al molo Costa Morena alle ore 19 dopo aver dovuto sopportare una lunga fila sotto il sole per il check-in (assurdamente è un'unica fila, sia per i check-in sia per l'acquisto biglietti). Km 439
Avvertenza: anche se i depliant delle compagnie dicono di presentarsi, per l'imbarco, due ore prima, è meglio arrivare al molo molto prima; in primo luogo perché la fila per il check-in è molto lunga e poi perché, a volte, le operazioni d'imbarco cominciano prima, e se si arriva per ultimi c'è il rischio di doversi sistemare sulla rampa.

Domenica 5 agosto: rotta verso la Turchia
Non siamo stati molto fortunati, stiamo al centro del ponte (assenza di ventilazione) e sotto il sole, inoltre la Agios Andreas non ha l'attacco per l'elettricità per cui non possiamo tenere a lungo accesa la ventilazione dell'oblò; cerchiamo di stare il meno possibile nel camper, fa molto caldo. Dalle 11 alle 15 sosta a Patrasso (la nave si svuota dei giovani diretti in Grecia); alle ore 21 attraversiamo lo stretto di Corinto.

Lunedì 6 agosto: arrivo in Turchia
Arriviamo a Çesme alle 8 (ora locale). Sbrigate le formalità doganali usciamo dal porto alle ore 10,30. L'autostrada per Izmir (Smirne) è bella e deserta, le colonnine del soccorso sono poco visibili e non ci sono distributori: solo punti sosta a volte con servizi. Il traffico di Izmir è caotico anche per i molti lavori in corso; lungo la strada oltre Izmir è tutto un susseguirsi di banchetti di frutta e verdura (ottima e a costi irrisori). Ci dirigiamo verso Bergama (Pergamo). Dopo Aliaga la strada si restringe e l'asfalto diventa molto ruvido. Al market, termine che in Turchia sta ad indicare un piccolo negozietto con pane, qualche scatolame e, a volte, frutta e verdura, il proprietario cerca di imbrogliarci sul resto (1.000.000 di lire turche cioè 1.600 lire italiane), ma per loro, specialmente nelle zone turistiche, è una specie di gioco. Arriviamo a Bergama e ci dirigiamo al Camping Caravan (consigliato dalla Routard). Piccolo, tranquillo, comoda piscina, servizi puliti, ottimo ed economico ristorante a bordo piscina (cena per 4: 25.000.000 di lire turche, pernottamento: 15.000.000). Km 201
Avvertenza: qualche ora prima dello sbarco dal traghetto, ricordarsi di farsi consegnare, alla Reception, il modulo per l'importazione dell'automezzo da consegnare, debitamente compilato, alla dogana di Çesme.

Martedì 7 agosto: Pergamo e Troia
Partiamo alle 9.15 per visitare l'Asklepion e l'Acropoli di Pergamo. Per l'Acropoli si deve passare in mezzo alla città, la strada è inizialmente larga ma, dopo l'abitato, si restringe e bisogna fare molta attenzione perché l'incrocio con i numerosi autobus turistici crea difficoltà (suonare il clacson in curva). Alle 12.30 usciamo da Bergama per puntare su Troia (Truva). La strada per Çanakkale è sostanzialmente buona ma l'asfalto è molto ruvido, ma dopo Edremit peggiora di molto: più che strada asfaltata è pietrisco appena legato con asfalto (ne incontreremo molte altre di strade così). La strada, molto trafficata, corre lungo la costa, ma non è un bel vedere: la costa non è bella e, oltretutto, rovinata da innumerevoli residence caotici e costruiti senza alcun criterio urbanistico. La strada dopo Küçükkuyu piega all'interno salendo con tornanti; il fondo è sempre molto ruvido. Arriviamo a Troia mentre il sito sta chiudendo. I gestori dei bar all'ingresso ci offrono di pernottare "gratis", ma con obbligo di cena, offrendoci poi l'attacco elettrico (4$) e le docce calde (2$). E' un vero furto! e, avendo l'indicazione del depliant dei Camping dell'Ufficio del Turismo turco preso a Roma ci dirigiamo a Güzelyali verso il Truva Mocamp, ma abbiamo la sorpresa di constatare che è stato smantellato. Torniamo un centinaio di metri indietro, dove avevamo visto un altro cartello di campeggio, lo troviamo ed entriamo (purtroppo) nel Pinna Camping. Si tratta di un "campeggio" improvvisato (è il parcheggio di un bar-ristorante, terreno fangoso, servizi da terzo mondo, nessuna registrazione, da evitare accuratamente, ma è tardi e siamo stanchi e dobbiamo fare buon viso a cattivo gioco (prezzo 10.000.000 TL). Forse era meglio cedere al ricatto del ristorante all'ingresso di Troia (in fin dei conti la cifra in assoluto, considerando anche i km percorsi di andata e ritorno, non erano poi tanti, ma francamente questo tipo di atteggiamento di alcuni esercizi turchi è la cosa più spiacevole che ci è capitata e che si è ripresentata periodicamente (per fortuna non sempre). Km 259

Mercoledì 8 agosto: verso Istanbul
Partenza ore 8.30. Visita alle rovine di Troia. A dispetto di quanto letto su molti appunti di viaggio, abbiamo trovato la visita a Troia molto interessante. Certamente chi si aspetta rovine grandiose rimarrà deluso, ma chi ha fatto le nottate sui libri a studiare le gesta degli eroi narrate da Omero non può non sentirsi emozionato nel camminare in quel sito (e poi, dopotutto; non è da lì che Enea partì per approdare sulle rive laziali?). Ci dirigiamo a Çanakkale per attraversare i Dardanelli. Le indicazioni per il traghetto (feribot) sono buone; c'è un traghetto ogni ora (12.800.000 TL) e la traversata (per Eceabat) si compie in 30 minuti (biglietteria all'ingresso del molo). La strada verso Istanbul è dapprima molto bella (come pure la costa lungo i Dardanelli), dopo, pur rimanendo buona, piega all'interno con molte salite e discese ripide fino a Tekirdag, dopodiché, di nuovo sul mare, diventa molto più trafficata passando in mezzo a residence costruiti ai lati senza soluzione di continuità. La costa diventa brutta o comunque resa brutta dalle costruzioni. Poco dopo Marmara Ereglisi la strada diventa superstrada e, in prossimità della periferia di Istanbul, il traffico si fa caotico. Arriviamo al Campeggio Ataköy (Ataköy Sahil Yolu Bakirköy - Istanbul) che è esattamente come lo descrive la Routard, cioè una struttura che ha visto tempi migliori (ma a giudizio di altri camperisti anche l'altro campeggio di Istanbul, il Londra Camping, non era meglio). Servizi fatiscenti, poche le docce funzionanti (quando c'è l'acqua) e sempre fredde, impossibile fare acqua (non c'è sufficiente pressione) e scaricare. Sulle guide dell'ufficio Turistico viene citata una spiaggia: non illudetevi, è una fogna a cielo aperto; d'altronde non c'è nessuno a fare il bagno, anzi, non c'è neppure la spiaggia ma solo una distesa di spazzatura. Alcuni camperisti romani rifiutano di pagare la tariffa intera (24.000.000 TL al giorno) ma solo il prezzo della piazzola e della elettricità, noi, per quieto vivere paghiamo ma riteniamo indegno, per una metropoli di un paese che ambisce ad entrare nella UE, un simile "biglietto da visita". Km 389

Giovedì 9 - sabato 11 agosto: Istanbul
Con l'autobus 81, di fronte al campeggio, raggiungiamo il centro della città (Eminönü) in circa 30 minuti. Traversato il ponte di Galata e presa la funicolare (Tunël), per evitare la salita e fare poi il percorso in discesa, visitiamo la torre di Galata (bel panorama, visita a pagamento un po' cara: 16.000.000 TL). Nel pomeriggio Yeni Cami, il Bazar Egiziano (bazar delle spezie) e la Moschea di Solimano. Il secondo giorno è la volta del Topkapi e della Moschea Blu. Il terzo giorno Aya Sophia, la cisterna romana ed il Gran Bazar; evitiamo per ragioni di tempo di effettuare la gita in battello sul Bosforo. Molto belle le moschee e la cisterna romana, interessanti ma caotici i bazar e molto cari rispetto al resto della Turchia, venditori molto aggressivi e necessità di contrattare ad oltranza. Attorno ai bazar è un susseguirsi di bancarelle, la merce invade marciapiedi e strade, traffico caotico e fa molto caldo. Assolutamente da non perdere il Topkapi (occorre una intera giornata, ristorante self-service all'interno); molto belli sia l'Harem che il tesoro e, all'uscita, i musei archeologici (in totale 57.000.000 TL). Un consiglio: dopo aver fatto il biglietto per l'ingresso e per il tesoro (stesso botteghino) dirigersi immediatamente alla seconda corte per fare la fila per il biglietto per la visita all'Harem (visita guidata) altrimenti, visto che entrano 30 persone alla volta, si corre il rischio di perderlo.
Avvertenza 1: per nessuna ragione provare ad attraversare la superstrada davanti al campeggio, ma servirsi del sottopasso a sinistra (gli automobilisti turchi hanno sempre la precedenza sui pedoni e non si fermano nella maniera più assoluta).
Avvertenza 2: di autobus 81 ne esistono di due tipi: in quelli a due piani si paga direttamente al bigliettaio, in quelli ad un piano occorre inserire in una macchinetta (che non oblietera ma inghiotte) un biglietto precedentemente acquistato.
Avvertenza 3: come è noto, nelle moschee, le donne devono avere il capo coperto da un foulard e non debbono portare calzoncini o gonne corte; all'ingresso delle moschee vengono offerti foulard (lasciare offerta), ma per motivi igienici, è meglio portarseli da casa.

Domenica 12 agosto: nella terra degli Ittiti
Partenza ore 7.10. Superato il ponte sul Bosforo (pedaggio 2.000.000 TL) si prende, per Ankara, l'autostrada Istanbul-Bolu-Ankara, molto bella e deserta, con molte aree di servizio con Mc Donalds e similari, (ogni 50 km nel primo tratto un po' meno numerose nel secondo) e numerosissimi parcheggi con acqua e, spesso, banchetti di generi alimentari. L'autostrada si interrompe a circa 30 km da Bolu e per riprenderla occorre affrontare una strada a forte pendenza, prima in salita poi in discesa, abbastanza larga ma con molti camion lenti (una guida sostanzialmente sicura ma molto impegnativa). Si rientra in autostrada prima di Bolu, bel panorama montano, strada ottima, e ci fermiamo per pranzo all'area di sosta "Servis Alani" tra Gerede e Çamlidere; la temperatura si è fatta più mite. Dal grill (esterno) del ristorante Green Park prendiamo al volo delle ottime sis (spiedini di montone) e pirzola (cotolette di agnello). Riprendiamo il cammino e il paesaggio, da alpino, diventa desertico (ricorda la Spagna); panorami a 360° e si incominciano a vedere i calanchi che solcano le alture (aperitivo di quello che vedremo in Cappadocia). Avendo già visto abbastanza reperti Ittiti nel museo di Istanbul (abbiamo dei ragazzi e la vacanza, oltre al lato culturale, deve prevedere anche lo svago) decidiamo di saltare Ankara e il suo museo e di puntare verso Hattusas. Percorriamo la lunga circonvallazione attorno ad Ankara, poi prendiamo per Samsun. Dopo pochi km la strada diventa pessima, con tornanti e fondo sconnesso; dopo Kirikkale il raddoppio della strada è in via di ultimazione. Dopo l'incrocio per Yozgat strada a tratti decente, al bivio per Bogazkale strada bianca (in rifacimento) fino a Hattusas. Pernottiamo al Camping-Motel Baskent (Yazili Üzeri Bogazkale - Hattusas; consigliato dalla Routard); piccolo (è, in pratica il parcheggio del Motel ma siamo solo noi e una tenda), servizi pulitissimi ed efficienti e un ottimo ed economicissimo ristorante (22.000.000 TL mancia compresa) dove gustiamo, tra l'altro, una deliziosa musakka. Prezzo del pernottamento 8.000.000 TL! Km 687
Avvertenza: all'uscita del campeggio Atakoy, se si vuole andare in direzione di Ankara, seguire l'indicazione Çevreyolu che significa "raccordo anulare".

Lunedì 13 agosto: visita ad Hattusas e poi verso la Cappadocia
Partenza ore 9.20 e visita al sito ad Hattusas. Alla biglietteria un lavorante del sito (che parla abbastanza bene l'italiano) si offre di accompagnarci gratuitamente lungo i vari siti archeologici che compongono Hattusas. Come nel caso di Troia non c'è da aspettarsi rovine grandiose ma ci si rende veramente conto della grandezza e grandiosità di tali civiltà. Ad una delle numerose bancarelle di souvenir compriamo tre riproduzioni in pietra di statuette ittite. Alla fine della visita il nostro cicerone ci porta ad una rivendita di tappeti dicendo che si tratta di una cooperativa (?) di cui fanno parte suoi familiari. Riusciamo a resistere alla tentazione di comperare (i tappeti erano belli e non cari, ma se non si resiste torneremmo con il camper stracarico!) e proseguiamo verso la Cappadocia percorrendo la strada già indicata sui resoconti di viaggio citati. Fino a Yozgat la strada è tutta curve e fondo ruvido, poi, presa la strada per Boagzliyan, strada deserta e scorrevolissima, traversiamo un altopiano (non scendiamo mai sotto i 1000 m e Yozgat era a 1300 m) tutto coltivato a grano con ampi orizzonti dorati, solo dopo Bogazliyan la strada peggiora un po' e diventa trafficata; non fa eccessivamente caldo. Arriviamo, nel tardo pomeriggio, al Camping Dilek di Göreme (consigliato da molti resoconti di viaggio). Il Camping si trova proprio all'ingresso di Göreme (Müze Yolu Üzeri, tel.+903842712396), immerso nei pinnacoli tufacei, a poche centinaia di metri dall'ingresso del museo all'aria aperta. È una struttura spartana ma pulita e funzionale (c'è anche la piscina) ed è gestito da un simpatico ragazzo, Alphan Sarkin, che si fa chiamare Alpi e parla perfettamente l'italiano; e il Dilek sembra proprio una Little Italy: il 90% degli ospiti sono infatti italiani. Facciamo conoscenza con alcuni equipaggi di Roma, Alba e Bergamo, che ritroveremo successivamente sull'altipiano anatolico. Km 239.

Martedì 14 - mercoledì 15 agosto: la Cappadocia
Uno dei posti più interessanti ed entusiasmanti della Turchia: varrebbe, da sola, il viaggio.
Accettiamo, insieme ad altri camperisti italiani, la proposta di Alpi di fare un giro della Cappadocia su uno dei suoi pulmini (Alpi gestisce anche, a Göreme, una agenzia di viaggi, la Alpino Tour) con lui che ci farà da guida. Passiamo una bellissima giornata tra i "camini delle fate" di Ürgüp, il villaggio rupestre di Zelve, il castello (da cui si domina tutta la vallata di Göreme) e le case scavate nella roccia di Üçhisar, poi Avanos, per terminare in una delle numerose città sotterranee della zona di Nevsehir. Il tour comprende anche la visita ad una cantina-enoteca, ad una fabbrica di ceramiche e ad una manifattura di tappeti; pranzo, in un simpatico localino, a base di pide (pizza turca con carne e/o formaggio (ottima). Ma il modo migliore per gustarsi la Cappadocia è a piedi, passeggiare in questi scenari è una esperienza che non si può capire se non provandola; basta uscire dal Dilek Camping per essere immersi un uno scenario fatto di calanchi rosa, case scavate nella roccia, guglie e pinnacoli d'ogni tipo. Göreme è una cittadina deliziosa e tranquilla, estremamente rilassante; facciamo shopping nei numerosi negozi dove notiamo l'assenza di quella aggressività e petulanza che ci aveva sfavorevolmente colpiti ad Istanbul e l'estrema convenienza dei prezzi (al mercatino di Göreme le pesche le paghiamo 300.000 TL cioè 500 lire italiane al kg!). Ceniamo in un elegante ristorante, il Sedef (50180 Göreme Kasabasi), al centro di Göreme (consigliatoci da Alpi che ci ha, inoltre, consigliato anche cosa ordinare); tutto molto buono, con servizio ineccepibile e spendendo 31.000.000 di TL, cioè meno di 50.000 lire italiane! Non c'è che dire, è un posto da favola.

Giovedì 16 - venerdì 17 agosto: gita al Nemrut Dagi
La prossima tappa è il Nemrut Dagi. Siamo un po' preoccupati, però per la distanza, circa 1500 km (tra andata e ritorno, visto che poi, dobbiamo proseguire verso ovest ripassando, quindi, per la Cappadocia), per le pessime condizioni del tratto finale di ascesa al monte e per l'assenza, a Katha (cittadina da cui si parte per l'escursione al Nemrut) di campeggi. Chiediamo, pertanto, assieme ad altri camperisti, ad Alpi di organizzarci lui la gita concordando il prezzo (ci chiede lire italiane: 610.000 lire, tutto compreso). Partiamo la mattina del 16 con un pullman con aria condizionata, attraversando l'altopiano anatolico passiamo per Kayseri e Malatya; sosta per il pranzo in una specie di mensa per camionisti, molto spartana (anche troppo) e molte mosche, dove ci guardano tutti con estrema curiosità e cena a base di pesce (buono, ma poco) in un ristorante su un ramo dell'Atatürk Baraji (il lago artificiale formato dallo sbarramento sull'Eufrate). L'albergo non è certo un "5 stelle" ma è dignitoso, c'è l'aria condizionata e ci si riesce a fare una doccia. Sveglia alle 2.30 e partenza alle 3 per il Nemrut con dei Transit. La strada (35 km) è all'inizio buona poi, gli ultimi 15 km sono infernali, da fare in prima e seconda marcia, eppure, poco prima della vetta vediamo parcheggiato al lato della strada un camper italiano (che incontreremo successivamente) che era arrivato la sera per godersi, oltre all'alba, anche il tramonto. Una camminata di circa 20 minuti (in salita) ci porta, dal piazzale di arrivo, alle terrazze con le grandi statue e la tomba di Antioco di Commagene da cui vedremo spuntare l'alba. Vedere il sole apparire lentamente da dietro i monti e colorare di rosso le statue è uno spettacolo affascinante; ci sono dei ragazzi col sacco a pelo, forse hanno passato la notte qui. Ripercorrendo il sentiero per la discesa ci godiamo il panorama: i monti, l'Eufrate, la calma assoluta. Torniamo in albergo (si sono fatte le 8 del mattino) dove ci attende la tipica colazione turca (pane, burro, miele, olive, formaggio e cocomero), poi partenza per il ritorno con l'identica sosta per il pranzo e fermata per la visita ad un caravanserraglio poco prima di Göreme. Arriviamo al campeggio in tempo per un bagno ristoratore in piscina. In albergo abbiamo conosciuto un entomologo dell'Università di Roma che era lì per un convegno; ci ha parlato dell'est della Turchia, una zona affascinante (prima o poi ci andremo) anche se presenta alcuni pericoli (dalla polizia onnipresente agli scorpioni velenosi che infestano intere zone e che costituiscono l'oggetto delle sue ricerche).
Avvertenza 1: forse concordando un prezzo maggiore si possono ottenere pranzo e albergo migliori.
Avvertenza 2: lungo il percorso dalla Cappadocia e la sera a Katha fa molto caldo, ma sul Nemrut occorre andare con un abbigliamento meno leggero, consigliamo tuta, scarpe da ginnastica o meglio da trekking, giacca a vento leggera o, almeno, un K-way.
Nota: al Delek paghiamo solo quattro notti perché la quinta (eravamo in gita al Nemrut Dagi) non ce la fanno pagare pur avendo, il camper, occupato la piazzola.

Sabato 18 agosto: Cappadocia e valle di Peristrema (Ilhara)
Partenza ore 9.15. Visitiamo il museo all'aria aperta di Goreme, a poche centinaia di metri dal campeggio, (ampio parcheggio e innumerevoli bancarelle: attenzione prezzi esageratamente elevati). Il museo consiste in una zona con molte chiese rupestri affrescate risalenti al X°-XI° secolo. Sono molto interessanti (ed anche molto affollate) anche se, purtroppo, lo stato di conservazione non è dei migliori; inoltre a quasi tutte le immagini sono stati graffiati gli occhi; ciò è avvenuto negli anni venti/trenta dopo la cacciata delle popolazioni di origine greca (di religione ortodossa) che popolavano la zona, favorito anche dal fatto che fino a pochi anni fa tali siti erano (come molti altri, alcuni tuttora) privi di sorveglianza e recinzione e perciò alla mercè di vandali (e integralisti). Ci dirigiamo verso la valle di Peristrema imboccando la statale 300 a Nevsehir in direzione di Aksaray. Poco prima di quest'ultima deviamo per Ilhara e visitiamo il canyon con le chiese rupestri, scendendo la lunga scalinata che porta al fiume sottostante.
Terminata la visita ci apprestiamo a compiere la prima parte del lungo tragitto verso il mare (Antalya): la nostra meta è Sultanhani dove c'è un campeggio che ci è stato consigliato da alcuni camperisti di Alba incontrati in Cappadocia. Ritorniamo verso la statale 300, fendendo mandrie di bovini al ritorno dai pascoli; passiamo alla periferia di Aksaray e proseguiamo fino a Sultanhani (direzione Konya) la strada è dritta. non larghissima ma deserta. Il Camping Kervansaray (68190 Sultanhani) è piccolo ma delizioso (al nostro arrivo é deserto, ci siamo solo noi): il terreno è un soffice tappeto verde simile ad un campo di calcio, i servizi efficienti e pulitissimi. Poco dopo abbiamo la gradita sorpresa di essere raggiunti da altri 3 equipaggi tra i quali i citati camperisti di Alba; cena di massa al ristorante del fratello del proprietario del campeggio. Prezzi: campeggio 5.000.000 TL a notte! - cena 21.500.000 TL.
Roberto (il camperista di Alba) ci racconta di come ha fatto amicizia con un giovane Turco, Ferit, che lo ha invitato alla cerimonia della circoncisione del nipote ed estende l'invito anche a noi, pertanto, dopo la cena, ci rechiamo nella casa del cognato di Ferit. Si balla (solo gli uomini turchi e tutti noi) con il disco del cantante top della Turchia (Arkan), ci colorano il palmo delle mani con l'hennè (porta fortuna) e ci danno appuntamento per la cerimonia dell'indomani. Km 215
Avvertenza: arrivati nella zona della valle di Peristrema le indicazioni del sito archeologico (cartelli marroni) indicano di girare a sinistra per Belisirma: consigliamo di non seguirle in quanto la strada è stretta, con ripidi tornanti in discesa e termina in un piccolo parcheggio inadatto per camper. Andare invece fino ad Ilhara e seguire le indicazioni dell'ingresso della valle (Ilhara vadisi). La strada, a sinistra rispetto a quella percorsa, termina ad un parcheggio con ristorante e servizi vari e l'ingresso alla valle.

Domenica 19 agosto: a contatto con le tradizioni della Turchia profonda
Veniamo accolti (siamo 4 camper) con tutti gli onori come ospiti di riguardo nella modesta ma decorosa casa di Ferit (è il ciabattino del villaggio), che a dispetto della sua scarsa scolarizzazione studia la lingua e la letteratura francese (ed è in tale lingua che comunica con Roberto che ci fa da interprete). Colazione turca con delle specie di crepe che la moglie di Ferit cuoce accovacciata in un tipico forno, arrotolate con l'interno imbottito di formaggio, poi olive, peperoncini e l'immancabile tè. Ci mostra orgoglioso i tappeti intessuti dalla moglie (che, comunque non ci rivolgerà mai la parola, standosene sempre in disparte), poi tutti in giro per il paese a clacson spiegati. Ferit è orgoglioso di esibire ai concittadini degli ospiti europei ed i nostri camper suscitano la curiosità della gente; Sultanhani non è zona turistica, al massimo qualche torpedone di turisti, passando, si ferma a vedere il caravanserraglio (molto bello) per poi ripartire subito. I ragazzi ci chiedono di mostrare loro l'interno del camper: la loro meraviglia ci mette un po' in imbarazzo, regaliamo loro le carte da giuoco e altre piccole cose e loro se ne vanno via come se avessero trovato un tesoro. Ferit ci porta a visitare il caravanserraglio a bordo di un carretto trainato da un cavallo (è il suo solo mezzo di trasporto). Gli spieghiamo che da noi per cerimonie analoghe (il battesimo) si usa fare dei regali; decidiamo di regalare al bambino dei soldi (30.000 lire italiane ad equipaggio) per noi sono una sciocchezza, per loro equivalgono allo stipendio mensile del padre del bambino. Ormai sono arrivati tutti i parenti e amici e il bambino (vestito con un completo bianco e celeste che ricorda le divise dei soldati del 1800) si sottopone all'operazione che viene eseguita da un medico. Entrano tutti (tranne Maurizio, troppo impressionabile), poi il pranzo (noi italiani e Ferit) su dei tavoli all'aperto (gli altri mangiano accovacciati, alla turca, su dei vassoi). Facciamo molte foto ai bambini (alcuni molto belli) promettendo loro di spedirgliele. Arriva l'Imam (che non ci degna di uno sguardo, al contrario degli altri molti gentili) per la cerimonia religiosa.
Ferit ci propone di andare con i camper al lago salato (Tuz Gölü) distante un centinaio di km (lui ci era andato in viaggio di nozze). L'immensa distesa di sale (sarà grande circa quanto l'Umbria) è uno spettacolo affascinante. Al ritorno foto a delle donne curde che lavavano la lana grezza appena tosata nelle acque di un ruscello (dopo aver chiesto loro, tramite Ferit, il permesso di fotografarle); il caldo è accettabile.
Prima della cena di gruppo nel campeggio, shopping nel negozio di un altro parente del proprietario del campeggio: scialli di lana morbidissima a prezzi ridicoli. Km 203

Lunedì 20 agosto: Verso la costa mediterranea
Partenza ore 9. Passiamo per la periferia di Konya: l'aspetto è molto diverso dalla periferia di altre città turche, è ben tenuta con aiuole curate. Come già notato lontano dalle rotte turistiche, la gente è estremamente gentile, in un supermercato si fanno in quattro per aiutarci e ci offrono il tè (cosa che avviene anche ai distributori di carburanti). Da Konya si sale, verso Beysheir, tra rilievi brulli (passo a 1560 m non segnato sulla carta) con residence in costruzione (d'inverno si scia?); una ventina di km prima di Beysheir incontriamo dei banchetti che vendono i prodotti di una adiacente grande fabbrica (chiusa) di biscotti: prodotti buoni a prezzi irrisori. A Beysheir si prende per Seydisheir (non per Antalya a meno che non si intenda passare per Isparta). Dopo Seydisheir la strada sale attraverso paesaggi montani bellissimi e, pur rimanendo buona, diventa impegnativa, anche se con curve sempre larghe, fino al passo (1824 m), poi si scende fino al mare su una strada larga e buona ma con vari saliscendi. Sicuramente la condizione di chi viene dal mare (facendo quindi il percorso inverso al nostro) è peggiore visto che sale fino a 1800 m da 0 m, mentre noi saliamo ma dai circa 1000 m. dell'altipiano anatolico. Arriviamo al Beypet Mokamp, sulla litoranea poco prima di Antalya, ben segnalato ma con accesso poco visibile perché incassato tra un grande distributore con negozi e altrettanto grande ristorante-bar. Il campeggio, deserto (siamo gli unici ospiti), sarebbe molto bello (piazzole perfettamente in piano, tavolini con panche, alti alberi) ma sembra in stato di smobilitazione (stagione già finita?): la piscina è vuota, i servizi sporchi (per fortuna c'è l'acqua calda). Prezzo contenutissimo: 5.000.000 TL: circa 8.000 lire italiane. Km 424.

Martedì 21 agosto: giornata archeologica
Partenza ore 8.45. Puntiamo verso il teatro romano di Aspendos e le rovine di Termessos (indicazioni strada Routard). Sulla litoranea per Antalya una deviazione porta, in 4 km, al teatro di Aspendos, uno dei meglio conservati dell'antichità romana (uno dei pochi con intatta la scena). Un'altra deviazione di 20 km, sempre sulla stessa litoranea, porta alle cascate di Kursulu (ampio parcheggio), un posto molto bello, una foresta con torrenti e cascate (in fila per le foto di rito). Per Termessos bisogna raggiungere Antalya, da qui seguire la strada per Burdur, svoltare a sinistra per Korkuteli dove, dopo circa 14 km, si trova l'indicazione per Termessos. Dal parcheggio bisogna mettere in conto di effettuare almeno un'ora di cammino in salita (Termessos è stata costruita sulla sommità di una montagna) ma ne vale la pena: il percorso che si snoda attraverso una fitta macchia è costellato di rovine, alcune in buono stato di conservazione, capitelli che affiorano dal terreno, opere di canalizzazione, colonne, sarcofagi, per terminare, alla sommità del monte, con un grande teatro da cui si domina tutta la vallata sottostante.
Tornati indietro si riprende la litoranea in direzione Kemer, cittadina turistica (molti alberghi e ristoranti) ma graziosa. Pernottiamo al Camping Overland (consigliato da Ruotard): poco più di un parcheggio, la spiaggia sul golfo di Kemer è bella (acqua caldissima) ma i servizi sono pessimi e sporchi. Km 190.
Avvertenza: il terreno per salire a Termessos è accidentato e fa molto caldo: consigliati calzoncini corti e scarpe da ginnastica o da trekking, nonché borraccia con acqua.

Mercoledì 22 agosto: l'incanto di Phaselis
Partenza ore 8.40. Decidiamo di concederci una sosta ristoratrice al mare e puntiamo (viste le descrizioni positive lette su resoconti di viaggio e guide) su Phaselis, scelta felice: il posto è incantevole.
Si tratta di due piccole baie con belle spiagge, scogliere e pineta con abbondanti resti dei tre porti lici e romani che vi erano stati costruiti, il fitto bosco arriva fino a ridosso delle spiagge. Per fortuna, essendo zona archelogica, gli è stata risparmiata la cementificazione selvaggia ed il posto è, ripeto, incantevole; non è cosa comune poter fare il bagno in un acqua sempre calma che alle 9 del mattino è già "un brodo" ammirando sui fondali resti di mura e di sarcofagi.
Lasciata a malincuore, nel tardo pomeriggio, Phaselis ci rechiamo a Tericova, al Campeggio Sundance (consigliato dalla Routard) distante una decina di km. Una volta arrivati ci rendiamo conto che abbiamo percorso praticamente un cerchio in quanto il campeggio è adagiato sulla sponda opposta di una delle due baie dove sono i resti del terzo porto di Phaselis. È un campeggio "alternativo", molto freak (un pò comune sessantottina), tranquillo, popolato da giovani, servizi al di sotto della decenza, annesso buon ristorante. Se non fosse per i servizi, sarebbe da consigliare. Non molto economico: 15.000.000 TL. Km 27
Avvertenza: il sito di Phaselis (15.000.000 TL) è aperto dalle 7.30 alle 18; cercare di arrivare presto per poter parcheggiare all'ombra (ampio parcheggio con bar).

Giovedì 23 agosto: seguendo la costa verso Andriake
Partenza ore 10.30. La meta è l'isola di Kekova, ma decidiamo di arrivare al porto di Andriake (da dove partono le barche per l'isola) con molta calma, concedendoci soste per bagni visto che stiamo costeggiando la zona costiera più bella della Turchia occidentale. La strada piega all'interno ma dopo Kumluca costeggia di nuovo il mare; dopo Finike, la costa a picco sul mare somiglia molto a quella della Sardegna, con splendide calette alcune raggiungibili dalla strada (l'unico problema è trovare parcheggio per il camper); là dove ci riusciamo ne approfittiamo concedoci un bagno. Finita la costa frastagliata, a Beymelek, grosso bacino delimitato da una lingua di terra (acqua stagnante e puzzolente, passare in fretta). Visitiamo, a Mira, le tombe lice scavate sul fianco della montagna. Seguiamo il percorso, indicato in Turchia 98, verso Suliuklu e, superata un'orrenda baraccopoli, troviamo una spiaggetta riparata; oltre, al di là del promontorio, c'è un'immensa spiaggia ma molto ventosa. Passata Kale, pernottiamo al porto di Andriake, di fronte alle barche che portano a Kekova, cenando ad un chiosco di pesce lungo la banchina all'inizio dell'abitato: da evitare (26.500.000 TL per 4 oscene misere porzioni di rotelle di calamari fritti e birre). Km 116.

Venerdì 24 agosto: in barca all'isola di Kekova
Dopo aver contrattato il prezzo, affittiamo un battello e partiamo, verso le 9, per la gita all'isola di Kekova; ci mettiamo d'accordo per 40.000.000 di TL e ci mettono a disposizione un'imbarcazione grande (da almeno 15 posti ma volendo prendevamo allo stesso prezzo una più grande, siamo ormai a fine stagione) con due persone di equipaggio. Costeggiamo la baia di Kekova tra rovine sommerse (un bradisismo ha fatto crollare, secoli fa, alcuni insediamenti), isole, tombe lice e porticcioli di pescatori e un'acqua trasparente da cartolina. Ogni tanto la barca entra in una caletta e calano la scaletta per farci fare il bagno. Una delle soste è il porto di Kaleköy (l'antica Simena) dominato da un possente castello bizantino (visitabile), la brezza marina mitiga il caldo che, comunque, non è eccessivo.
Partiamo da Andriake alle 13.45 alla volta di Kas. La strada, larga (in salita doppia corsia per mezzi lenti) anche se sinuosa e piena di saliscendi, è costeggiata da sarcofagi lici completamente abbandonati. Arriviamo a Kas cercando il Kas Camping (consigliato da altri camperisti) dopo aver scartato l'Olympos perché troppo lontano dalla cittadina. Il Campeggio è grazioso, a terrazzi sulla costa (scalette per fare il bagno), alberato, con servizi puliti (ma docce appena tiepide), piccolo (ormai siamo a fine stagione e non sappiamo come possa essere in periodi di maggior affluenza) e a poche centinaia di metri dalla cittadina raggiungibile con una bella strada che costeggia il teatro romano ed il tempio greco; L'isola greca di Castellorizzo (ricordate "Mediterraneo" di Salvatores?) sembra si possa toccare con mano per quanto è vicina. Kas è molto turistica, strapiena di ristoranti e negozi e, fino a notte fonda, affollatissima, ma graziosa e, tutto sommato, godibile. Cerchiamo i ristoranti consigliati dalla Routard ma non li troviamo; andiamo allora (ci ispira tutti) all'Octopus, (ma l'insegna è in turco: Ahtapot), al n°5 della Öztürk Sok, dove mangiamo ottimamente (pide, cioè pizze turche, secondi di pesce, contorni e bevande), all'aperto, con servizio efficiente, ad un prezzo solo leggermente superiore (ma non c'è paragone!) a quello della sera precedente (28.000.000 TL). Km 55.
Avvertenza: con poco di più si può affittare la barca per Kekova per un tempo più lungo (fino alle 18), in tal caso l'unico posto con ristoranti è il citato porto di Kaleköy. Ci sono anche battelli più grandi che fanno servizio quasi "di linea" per Kekova (sempre con soste per i bagni e pranzo). Diffidare dei pescatori che vi abbordano proponendovi prezzi stracciati a meno che non siate in grado di verificare l'adeguatezza della barca.

Sabato 25 agosto: verso Ölüdeniz e Pamukkale
Da Kas continuiamo per la statale 400, passando, dopo 20 km, per la bellissima spiaggia di Kaputas (su una gola, parcheggio lungo la strada e scalette per scendere), fino a Kalkan strada bella e panoramica, dopo devia verso l'interno, diventando stretta e con tornanti. Poco dopo Yesilkoy deviazione per Patara (sito archeologico con bella spiaggia di sabbia) antico porto della Licia insabbiato e luogo di riproduzione delle tartarughe marine. Sulla Piana dello Xantos la strada diventa buona. A Fethiye seguire le indicazioni per Ölüdeniz (per arrivare salite in fortissima pendenza e traffico intenso).
Non troviamo sistemazione perché non riusciamo a trovare alcuni campeggi segnalati dalla Ruotard, tutti gli altri sono al di sotto della decenza o strapieni. Ci è stato successivamente segnalato che i campeggi migliori, cioè quelli situati sulla spiaggia, si trovano a sinistra guardando il mare, su una strada che, a prima vista non sembra percorribile; il nostro errore è stato dirigerci verso la laguna, superando il parcheggio a pagamento e non accorgerci che era invece possibile prendere a sinistra costeggiando la spiaggia (il tutto dovuto, ovviamente, ad un traffico caotico su un sito ipercostruito e affollatissimo e all'impazienza di automobilisti e pulman che percorrono una strada insufficiente) e arrivarci di sabato. Decidiamo di passare oltre e dirigerci a Pamukkale.
Torniamo indietro fino al bivio per Korkuteli e Antalya (statale 350); la strada è complessivamente buona anche se, all'inizio (fino al passo a 1300 m) è in forte ascesa. Si percorre per circa 80 km fino al bivio dove si prende per Denizli (statale 585). Ci rendiamo conto di non riuscire a raggiungere Pamukkale e decidiamo (vista l'assenza di campeggi) di fermarci al distributore BP all'ingresso di Serinhisar. Dei ragazzi si offrono di pulirci il camper (è molto sporco) esultando per i tre milioni di TL di mancia (meno di 5.000 lire italiane) che gli lasciamo. Decidiamo di cenare nell'annesso ristorante: cena spartana ma buona e abbondante a 28.000.000 di TL. Alla nostra richiesta circa l'ubicazione di un campeggio ci rispondono che non ne esistono e ci invitano a pernottare gratuitamente nel parcheggio. Km 341

Domenica 26 agosto: Pamukkale
Partenza ore 8.20. Seguitiamo sempre sulla 585, da Serinhisar a Denizli la strada è abbastanza buona poi, a Denizli , si prende la strada per Pamukkale. Entriamo dall'ingresso nord (il sud ci è solo pedonale) parcheggiando comodamente, in prima battuta, il camper tra le rovine di Hierapolis per visitarle; indi, effettuate poche centinaia di metri, si parcheggia nell'ampio parcheggio davanti al museo, la piscina termale e uno degli ingressi alle famose "cascate pietrificate" dette anche "castello di cotone".
Fino a pochi anni fa sorgeva, proprio sulla sommità della rupe, un enorme albergo con numerose piscine; tale "orrore" oltre a deturpare il sito lo stava irrimediabilmente compromettendo visto che le acque che alimentavano le "cascate pietrificate" erano state captate per alimentare le piscine dell'albergo. L'albergo è stato demolito (rimangono solo le piscine vuote). Fa molto caldo e l'affollamento è notevole; la gente che (obbligatoriamente a piedi scalzi) percorre le vasche dal piazzale fino all'ingresso sud (o viceversa) è assai numerosa. Decidiamo di percorrere solo un piccolo tratto e di andare prima a visitare il museo (interessante) poi di concederci un bagno ristoratore nell'attigua piscina di acqua termale molto calcarea e calda. La piscina (17.000.000 di TL) è una elegante struttura (bar, negozi, ristorante) costruita su una precedente piscina termale di epoca romana crollata in seguito a fenomeni sismici; le colonne ed i capitelli sono ancora sul fondo per cui più che nuotare si passeggia, ci si siede (sulle colonne), si conversa tranquillamente immersi in acqua caldissima.
Consumato un rapido pranzo nel camper posteggiato di nuovo davanti alle rovine di Hierapolis, ci dirigiamo verso Efeso. Torniamo indietro sino a Denizli per poi imboccare la statale 320; la strada, bruttissima all'inizio (trafficata e con fondo pessimo), migliora poi dopo Horsunlu, rimanendo però trafficatatissima (mezzi pesanti) e assolata, attraversando numerosi centri agricoli. Poco prima di Selçuk la strada sale ma diventa migliore (tre corsie, con la centrale per i sorpassi). Arriviamo, con una certa difficoltà a causa della mancanza di indicazioni, al Garden Camping di Selçuk. Il campeggio (17.000.000 TL) è grazioso e molto accogliente: ordinato, servizi puliti, ombroso, proprietari molto gentili che parlano perfettamente l'italiano (hanno un negozio di tappeti a Ravenna). Km 274
Avvertenza: per il Garden Camping (Isabey mh Kale alti, 5 - 35920 Selçuk), dal centro di Selçuk seguire le indicazioni per Isa Bey Cami (moschea di Isa Bey), costeggiandola e oltrepassandola si arriva, praticamente, al cancello di ingresso del campeggio.

Lunedì 27 agosto: Efeso
Partiamo alle 9 per la visita al sito archeologico di Efeso (4 km dal campeggio).
Su Efeso c'è poco da dire: assieme a Pompei ed Ercolano è uno dei siti archeologici meglio conservati, affascinante nonostante la gran folla; da non perdere nella maniera più assoluta.
Decidiamo di trascorrere gli ultimi tre giorni in Turchia in perfetto relax: puntiamo perciò, dopo un rapido pasto a base di ottime pide (Okumuslar pide salonu, accanto alla moschea Tahsinaga, consigliato, giustamente, dalla Routard) verso il campeggio Vekamp, ad Ilica (consigliato anch'esso dalla Routard), a pochi km dal porto di Çesme, da dove ci dovremo imbarcare il 30 agosto. Km 187
Avvertenza 1: Efeso è in salita e fa molto caldo, per cui è consigliabile percorrerla in discesa: gli ingressi sono due e il percorso di visita va da uno all'altro. L'ingresso in basso ha un ampio parcheggio in cui è abbastanza facile trovare posto, quello in alto ha un parcheggio molto limitato, per cui la soluzione migliore è quella di parcheggiare nel parcheggio in basso, farsi portare all'ingresso in alto da una delle numerose carrozzelle trainate da un somarello che stazionano nel parcheggio (10.000.000 TL per 4 persone), visitare Efeso facendo il percorso in discesa fino a ritornare al camper nel parcheggio in basso (tempo necessario per una visita accurata: 3 ore).
Avvertenza 2: evitare accuratamente tutte le bancarelle situate davanti ai due ingressi: i prezzi sono allucinanti; se proprio si ha bisogno di qualcosa (rollini fotografici, guide, …) utilizzare i chioschi posti all'interno immediatamente dopo le biglietterie, che hanno prezzi onesti (probabilmente controllati dalle autorità).
Avvertenza 3: portarsi borracce con acqua; all'interno c'è un solo punto di ristoro per acquistare acqua (di fronte alla biblioteca di Celso); i bagni sono solo agli ingressi.

Martedì 28 - mercoledì 29 agosto: riposo assoluto tra mare e piscina
La nostra piazzola, al Vekamp, è proprio di fronte alla spiaggia, la brezza è piacevole e non fa molto caldo. La struttura è ampia e, in parte, ombrosa, con servizi decenti, market essenziale, bella spiaggia e lunga scogliera, non cara (53.000.000 TL x 3 notti); ma il servizio che abbiamo (e non solo noi) apprezzato di più e la piscina di acqua termale, caldissima e molto calcarea (simile a quella di Pamukkale). É una piscina molto bassa (max 1,2 m) adatta non per il nuoto ma per il relax, con acqua che sgorga in continuo (alle 17 chiude) e stramazza a mare. Noi siamo stati due giorni, praticamente a mollo lì.

Giovedì 30 agosto: verso l'imbarco
È il giorno dell'imbarco (che tristezza!). Usciti dal campeggio facciamo l'ultimo shopping, ci concediamo un bagno nella lunga (e deserta) spiaggia di Ilica (sobborgo balneare di Çesme, con lussuose ville e mega-alberghi) con il solito rapido pranzo, a base di pide, in una via (dove avevamo parcheggiato il camper) parallela al lungomare . Ci concediamo anche una cena a base di pesce in un elegante ristorante di Çesme alla fine della zona pedonale dedicata allo shopping (Bistro Penguen - Hürryet Caddesi 24/1) ; conto: 45.000.000 TL. Km 32

Venerdì 31 agosto: rotta verso l'Italia
Fatta la solita estenuante fila per l'imbarco, riusciamo, questa volta, a sistemarci meglio sulla nave (siamo al centro ma al coperto e perciò riparati dal sole; comunque fa molto meno caldo che all'andata). La nave doveva partire alle 5 del mattina ma in realtà non è partita prima delle 6.30, ma, non facendo lo stretto di Corinto e la sosta a Patrasso, riesce ad arrivare a Brindisi quasi in orario (ore 14.30).

Sabato 1 settembre: arrivo a Brindisi
Uscita dal porto alle ore 15.20. Ci fermiamo per la sosta all'autogrill EWA al km 18.700 della SS 372 (Telesina): grandissimo parcheggio illuminato e tranquillo, con presa d'acqua. La presenza di un maxischermo (c'è la partita della Nazionale) nel ristorante self-service ci induce ad usufruirne: prezzi onesti e cibo buono. Km 377

Domenica 2 settembre: arrivo a casa
Partenza alle ore 7 e arrivo a Roma percorrendo la stessa strada fatta all'andata. Km 186


NOTE

Documenti: in teoria soltanto per il conducente dell'automezzo sarebbe necessario il passaporto, per gli altri sarebbe sufficiente la carta di identità valida per l'espatrio; per evitare inconvenienti riteniamo sia meglio avere tutti il passaporto. Obbligatoria la carta verde; per la patente è valida quella italiana.

Traghetto: abbiamo utilizzato la compagnia greca Med Link Lines perché era una delle poche (o l'unica?) che permetteva la sistemazione in open deck, prenotando e acquistando il biglietto (circa due milioni: andata e ritorno), all'inizio di maggio. Purtroppo questo non ci ha fatto risparmiare due ore di fila al porto per il check-in (la fila era unica sia per chi doveva fare il check-in, sia per chi, avendo solo prenotato o no, doveva acquistare il biglietto. Sia a Brindisi che a Çesme non c'è nessun ordine logico per l'imbarco (il numero scritto sul cartello, da mettere in vista sul cruscotto, che viene dato al check-in, non ha nessun valore), ci si mette in fila e, una volta che viene dato l'ordine, si entra; se si arriva per ultimi c'è il rischio di non imbarcarsi anche se muniti di biglietto acquistato, magari, mesi prima. Le navi della Med Link Lines sono due: la Maria G. ha l'allaccio per la corrente, la Agios Andreas no, per cui, se non si ha una buona riserva di energia, ci potrebbero essere problemi per i ventilatori. Il posto migliore è vicino ai bordi, meglio se nella parte posteriore (coperta); se si è nella parte centrale cercare di sistemarsi nella parte coperta ma lontano dagli sfiati di aria calda.

Formalità doganali: arrivati a Çesme:

  1. mettersi in fila con i passaporti (membri dell'equipaggio a portata di voce) all'ufficio VISA (dove occorre pagare 5$ a testa, o l'equivalente in valuta occidentale), all'interno della palazzina di fronte al molo;
  2. far controllare i passaporti dalla polizia (in un chiosco all'esterno della palazzina) che appone il visto di ingresso;
  3. mettersi in fila, con il camper, davanti alla sbarra della frontiera, dove il controllo è relativo all'importazione dell'automezzo: occorrerà consegnare, riempito, il modulo ricevuto sulla nave; ricordarsi di annotare sul suddetto modulo, l'eventuale autoradio, TV e altre apparecchiature aggiuntive e conservare la copia, che andrà riconsegnata all'uscita dalla Turchia.

Strade: la situazione delle strade è molto varia, si va da autostrade perfette e vuote a vere e proprie mulattiere. Rimandiamo, per maggiori dettagli, agli appunti di viaggio di cui sopra. Frequenti i distributori (non tutti hanno però il GPL); il gasolio costa, in media, 847.000 TL, cioè 1350 lire italiane, al litro. Munirsi di cartina dettagliata e, soprattutto, aggiornata (la rete stradale turca è interessata da grandi opere di adeguamento e ristrutturazione).

Sosta notturna: abbiamo utilizzato quasi sempre i campeggi, sia la per la loro economicità sia perché, essendo soli, ci sentivamo più sicuri. Comunque le due volte che abbiamo effettuato sosta libera non abbiamo avuto problemi. Negli appunti abbiamo indicato caratteristiche e prezzi dei campeggi (ovviamente riferiti al nostro equipaggio). Anche la situazione dei campeggi è varia e riflette la situazione di un paese che si sta, anche se in maniera non uniforme, modernizzando e adeguando agli standard europei (purtroppo anche nelle negatività): si va da strutture fatiscenti e carissime (Istanbul, Güzelyali) a strutture deliziose e/o economiche (Pergamo, Hattusas, Ilica, Göreme, Sultanhani); comunque non aspettarsi quasi mai servizi (bagni, docce, …) all'altezza della situazione. In tutti i campeggi le prese di corrente sono del tipo "Siemens" (per spine tonde con terra laterale). Molto diffusi e, di solito, convenienti, i campeggi annessi ai Motel e ristoranti.

Prezzi e cambio: i prezzi sono generalmente molto bassi anche nelle grandi città o nelle zone molto turistiche (dove, comunque, occorre sempre contrattare); nelle zone interne sono spesso irrisori (come sottolineato in questi appunti). Vista la galoppante inflazione della Lira Turca (TL), non conviene, nella maniera più assoluta, cambiare in Italia Euro in TL o di cambiare immediatamente grosse somme una volta sbarcati (ci vorrebbe una carriola per circolare con l'equivalente, in TL, di due o tremila euro e c'è sempre il pericolo di furti): partire con solo un po' di Euro (bastano 1.000, a meno che non si vogliano fare spese al duty free) e per il visto a Çesme e utilizzare la carta di credito (accettata ovunque, specie nei distributori e supermarket, meno nei campeggi) e fare piccoli prelievi continui con il bancomat (diffuso ovunque). A titolo di esempio: il 6 agosto per 1.000.000 di TL occorrevano 1600 lire italiane, il 30 ne bastavano 1500. Conveniente per sigarette, liquori e profumi (una stecca di Marlboro a 21.000 lire) il Duty Free sulla nave; ma, attenzione, ufficialmente, si può pagare solo in valuta occidentale (ad agosto 2001 solo con lire italiane o marchi tedeschi o dracme) comunque, un po' di nascosto, hanno accettato anche valuta turca (al ritorno avevamo solo quella), anche se operando un cambio non eccessivamente favorevole. In molti musei e luoghi di interesse artistico, i ragazzi al di sotto dei 14 anni non pagano o pagano ridotto, in alcuni tutti i ragazzi non pagano.

Indicazioni sanitarie: necessaria l'antitifica (tre pasticche da prendere almeno 3 settimane prima della partenza); il nostro medico ci ha sconsigliato l'antiepatite A. Bere solo acqua minerale (molto economica) e utilizzare regolarmente l'Amuchina (o similari) per l'acqua del serbatoio (e per lavare frutta e verdura nei campeggi). Per sicurezza portare farmaci antidiarroci (diarstop, bimixin); indispensabili, specie nelle zone di mare, pomata antizanzare, ammoniaca e zampironi vari.

Indicazioni gastronomiche: abbiamo trovato molto buona la cucina turca. A parte la negativa esperienza di Andriake, abbiamo sempre mangiato, nei ristoranti, bene spendendo pochissimo. Abbiamo gustato spesso la musakka (carne tritata, melanzane, …..), gli sis kebab (spiedini di montone) e pirzola (cotolette di agnello), e le melanzane fritte e condite con yoghurt; ottime, per spuntini veloci, le pizze turche (pide) sia alla carne che al formaggio. La frutta è molto buona, anche se la varietà non è notevole; buonissime le pesche e imperdibile l'uva di Smirne (acini piccolissimi e senza semi). Poca la scelta di verdura: quasi introvabile l'insalata, praticamente solo pomodori (sempre maturi anche se sodi) peperoni da insalata e melanzane. I supermercati esistono solo nelle grandi città; altrove solo "Market" (piccoli negozietti che vendono un po' di tutto ma con poca scelta, per cui, spesso, si è costretti a girarne due tre per fare la spesa) o bancarelle lungo le strade.

Carico/scarico acqua, camper service: frequenti lungo le strade (e spesso segnalate da cartelli) le fontanelle (munirsi di tubo lungo e di raccordi vari: gli attacchi sono di vario tipo). Inesistenti i camper service, spesso anche nei campeggi. Per lo scarico delle acque grigie non ci sono problemi vista l'abbondanza di terreni deserti ai lati delle strade; molta difficoltà per lo scarico delle acque nere se non si è dotati di cassetta estraibile .

Temperature: sulla costa caldo notevole i primi di agosto, non eccessivo verso la fine del mese (la sera addirittura fresco); molto caldo a Istanbul. Nell'interno (altopiano anatolico) la temperatura è più mite. Tutto sommato una situazione meno tragica di quel che pensavamo e, tutto sommato, accettabile. Resta il fatto che, a parte una tuta e felpa per la parte più interna e montana (come il Nemrut Dagi), il resto dell'abbigliamento deve prevedere roba molto leggera: calzoncini corti, t-shirt o canottiere, sandali e scarpe di tela e da ginnastica; indispensabile un cappello per il sole e sandali o scarpette da mare per gli scogli e le spiagge (che sono formate, tranne rare eccezioni) da ciottoli.

Acquisti: convenienti nelle zone interne, meno a Istanbul dove, comunque bisogna sempre contrattare fino allo spasimo. Abbiamo trovato convenienti, a Istanbul, le magliette e la biancheria in genere, specie nelle bancarelle fuori del Gran Bazar (dove venditori petulanti ci hanno impedito di poter fare acquisti in santa pace) e le spezie al Bazar Egiziano; a Göreme ottimi i prodotti di artigianato (cappelli con sciarpa incorporata a 3.500.000TL, le tipiche borse in tessuto di cotone da 4 a 7.000.000 TL a seconda delle dimensioni). A Sultanhani: convenientissime le sciarpe tipo "poncho" in morbida lana (circa 8.000.000 TL). Per i tappeti, di ottima fattura quelli della manifattura dove ci ha condotto Alpi ( in Cappadocia), ma non giureremmo che in Italia costino di più. Molto buono e conveniente sia il tè classico (çay) che quello alla mela (apple tea); quest'ultimo (che anche i turchi chiamano con i termini inglesi) non è vero tè ma una bibita artificiale (una polverina già zuccherata e solubile all'istante), però molto gradevole. Buonissime le albicocche essiccate al sole. Al ritorno abbiamo scoperto che apple tea e albicocche sono reperibili (a prezzi molto più elevati) anche nelle nostre drogherie. I rollini fotografici sono convenienti solo nei supermarket (rari): è preferibile portarseli dall'Italia.

Guide: ottima la Touring verde, specialmente per i musei e i siti archeologici e la Touring Oro (per le illustrazioni), indispensabile la Routard: è l'unica che dà la situazione reale (verificata) e non quella ufficiale delle zone turistiche, campeggi, ristoranti e strade. Molto utili si sono rivelati gli appunti di viaggio di altri camperisti (speriamo che altri camperisti trovino utili questi nostri).

La gente: nell'interno e nelle zone meno turistiche sono molto gentili e ospitali; nelle zone molto turistiche ed ad Istanbul occorre controllare prezzi e resto: l'arte di fregare il turista è molto diffusa. La Turchia è una terra di forti contrasti anche nei rapporti tra uomini e donne: è una società fortemente maschilista per cui, nell'interno, le donne hanno sempre il capo coperto, non rivolgono mai la parola agli stranieri, stanno sempre in disparte e nei bar si vedono solo uomini; ma accettano volentieri, senza scandalizzarsi, le nostre usanze (non sono, in sostanza, integralisti). Nelle città e nelle zone turistiche non c'è differenza rispetto all'Europa.

Tabella riassuntiva dei percorsi e pernottamenti

Giorno

Arrivo

Sosta notturna

Km

3/8

A1 - area di sosta Casilina Ovest

Autogrill Casilina Ovest

124

4/8

Brindisi - molo Costa Morena

sulla nave

439

5/8

------------------------------------

sulla nave

0

6/8

Bergama (Pergamo)

Camping Caravan

201

7/8

Güzelyali (Çanakkale)

Camping Pinna

259

8/8

Istanbul

Camping Ataköy

389

9-10-11/8

-----------------------------------

Camping Ataköy

0

12/8

Hattuşaş

Camping Baskent

687

13/8

Göreme

Camping Dilek

233

14-15-16-17/8

-----------------------------------

Camping Dilek

0

18/8

Sultanhani

Camping Kervanseray

215

19/8

Sultanhani

Camping Kervanseray

203

20/8

Litoranea poco prima di Antalya

Camping Beypet Mocamp

424

21/8

Kemer

Camping Overland

190

22/8

Tekirova

Camping Sundance

27

23/8

Andriake

al porto di Andriake

116

24/8

Kaş

Camping Kaş

55

25/8

Serinhisar

distributore BP sulla statale 585

341

26/8

Selçuk

Camping Garden

274

27/8

Ilica

Camping Vekamp

187

28-29/8

Ilica

Camping Vekamp

0

30/8

Çeşme

sulla nave

32

31/8

---------------------------------------

sulla nave

0

1/9

SS 372 Telesina - km 18.700

area di servizio EWA

377

2/9

Roma

----------------

186

 

 

Totale Km percorsi

4959

Tabella riassuntiva delle spese

Oggetto*

in lire turche (TL)

in lire italiane **

Passaporti (solo visto per due)

 

120.000

Vaccini

 

160.000

Gasolio e autostrada in Italia

 

246.000

Vitto e spese varie in Italia

 

130.000

Traghetto Brindisi - Çeşme - Brindisi

 

2.000.000

Spese ingresso (visto e documento per camper)

 

54.000

Gasolio, autostrada, traghetto Bosforo, ponti, in Turchia, biglietti autobus

472.900.000

755.000

Vitto (spesa, bibite, gelati, …..) in Turchia

401.700.000

643.000

Entrata e parcheggi siti archeologici, musei, offerta moschee 

458.250.000

733.000

Campeggi

316.000.000

506.000

Ristoranti e pizzerie (escluse eventuali mance)

377.700.000

604.000

Gita al Nemrut Daği

 

610.000

Gita Cappadocia e affitto barca a Kekova

148.000.000

237.000

Totale

2.174.550.000

4.088.000

* Non sono state conteggiate le spese relative ai pochi quotidiani (si trovano solo nelle grandi città), ai regali e agli oggetti di artigianato, ai souvenir ed alle sigarette acquistate al duty free.

** Data la continua svalutazione, l'importo in lire è approssimativo (lo abbiamo calcolato su un cambio: 1.000.000 di TL = 1.600 lire italiane).


Viaggio effettuato nell'Agosto 2001 da Maurizio Moroni

Potete trovare ulteriori informazioni sulle località toccate da questo itinerario nella sezione METE, e i più recenti aggiornamenti alla situazione delle aree di sosta nella sezione AREE DI SOSTA.


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