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Una piccola grande città: Urbino!

Una piccola grande città: Urbino!


È una piccola grande città Urbino, dal passato così illustre e dal paesaggio così suggestivo, quello raffigurato da Raffaello nei suoi quadri…cos’altro dire per spiegare perchè l’abbiamo scelta? Una cosa che vorrei preme

Periodo del viaggio 02/06/11 - 03/06/11 (1 giorno)
Pubblicato da SarEtta 105Visita il profiloContattaInvia una mail il

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Resoconto del viaggio

 

Sabato 4 giugno 2011
Treni non ne arrivano ad Urbino, quindi io e Andrea arriviamo in treno a Pesaro alle 12:30, dove mio padre ci sta aspettando con il camper. Dalla stazione imbocchiamo via Solferino, dalla quale si può svoltare destra per via Amilcare Ponchielli, strada  che conduce alla zona industriale di Pesaro. Lì si trovano numerosi negozi come il Mercatone, il Globo e l’Ipermercato La Grande I, indicazione questa che mi sembra utile per chi voglia fare spesa per il viaggio. Noi invece abbiamo proseguito per via Solferino, dove iniziano una serie di rotatorie che vanno sempre superate andando dritto...si arriva così in Via Bocca Trabaria SudSS73bis che conduce ad Urbino. E’ semplicissimo arrivare, la strada è comoda e in buone condizioni, ad ogni rotatoria (ce ne sono una serie) basta seguire le indicazioni, non ci si può sbagliare.Quando si arriva all’ultima rotatoria prima della città c’è un supermercato Conad molto grande, con un ampio parcheggio. Facciamo spesa lì e io non posso fare a meno di sottrarre dal bancone della gastronomia una piccola Casciotta di Urbino, un formaggio di latte misto ovinovaccino, molto buono! Ripresa la strada arriviamo in un minuto davanti alle antiche mura della città, semplici, imponenti e completamente intatte.
Fiancheggiando le mura si arriva a Borgo Mercatale, un parcheggio non custodito ma a pagamento, dove si prende il gettone e si paga all’uscita in base alla permanenza.  Costa  1 euro l’ora, indipendentemente da quanto si sosta. Un po’ caro sì, ma è sicuramente il più comodo per un camper e poi da lì si può contemplare il Palazzo Ducale da un’angolazione niente male! E non solo, ci sono le antiche scuderie e si può salire attraverso la rampa elicoidale! Ci si ritrova così davanti al teatro Sanzio e ai due torricini del palazzo ducale, che belli! Attenzione questa è la parte posteriore del palazzo, l’ingresso è molto più avanti.
Di fianco alla rampa c’è un piccolo bar dove abbiamo preso un caffè, ci sono anche dei tavolini all’esterno, dai quali si può ammirare il paesaggio circostante. Da lì si vede anche la fortezza  Albornoz.
Percorrendo i portici ad archi della via adiacente, corso Garibaldi, si arriva in Piazza della Repubblica, mentre sul lato opposto della strada si può salire a Palazzo attraversa la scalinata, altrimenti raggiungibile facendo un giro più lungo che passa davanti alla cattedrale.
È una strada molto silenziosa corso Garibaldi, dove non ci sono affatto negozi o bar e dove le splendide volte assorbono tutta la nostra attenzione. Quando si arriva in piazza della Repubblica ci si ritrova improvvisamente travolti  dal trambusto…quì siamo nel cuore della città, è una piazzetta piccola ma vivace e piuttosto frequentata, soprattutto dai ragazzi, gran parte seduti sugli scalini del Palazzo del Collegio Raffaello.
Quel pomeriggio c’era, a nostra insaputa, il politico Nichi Vendola, ma nonostante il caos abbiamo notato una cosa direi interessante per i buongustai, nel chiostro del Palazzo del Collegio, ovvero vari negozietti di prodotti tipici come marmellate, olio, miele, farro, formaggi…mmmhhh!
Caffetterie, pizzerie e altri piccoli locali, spesso nel seminterrato, animano via Vittorio Veneto e si giunge così alla Cattedrale, dove il caos scompare immediatamente e si ritorna alla tranquillità dei vicoli medievali e dove le case, completamente realizzate in cotto, emanano una luce molto calda.
Erano le 4 P.M. e noi, vista l’ora, decidiamo di visitare gli oratori di S. Giovanni e di S. Giuseppe, la casa di Raffaello e la chiesa di S. Francesco. Quest’ultima non è in buone condizioni a parte il campanile, ma è da non perdere, perché lì si trova “Il Perdono di Assisi” del Barocci, una tela molto bella. Quando entriamo le luci sono tutte spente, aiuto! Ma per fortuna in questa chiesa c’è un parroco molto gentile, il quale accende l’altare per noi, wow!
Se dalla piazza si prende la via parallela a corso Garibaldi si va verso i due oratori, passando per il ghetto ebraico, davvero molto bello, perché offre degli scorci panoramici mozzafiato. La cosa che notiamo passeggiando quì è la presenza del divieto di svastica su molte buchette della posta. L’oratorio di S. Giovanni è in stile neogotico, è molto piccolo e completamente affrescato. Si tratta di una specie di fiaba che illustra le storie della vita di S. Giovanni Battista, molto molto bello. L’oratorio di S. Giuseppe purtroppo non facciamo in tempo a vederlo, chiude alle 17:00!
Prendendo la via omonima si arriva alla casa di Raffaello, mentre se si continua la salita, molto ripida, si arriva alla fortezza  Albornoz e ai giardini pubblici. In questi ultimi c’è il monumento dedicato al pittore e un parco giochi. La fortezza  Albornoz è chiusa dopo le 18:00, ma siamo dell’idea di tornarci domani per fare un pic nic.
Visitare la casa di Raffaello è stato così emozionante! Quì nacque ed ebbe la sua bottega il padre di Raffaello, Giovanni Santi, che dipingeva per i Montefeltro. Il cortile della casa è connesso al laboratorio, c’è perfino la pietra dove entrambi i pittori mescolavano e macinavano i pigmenti! Nella camera di Raffaello, accanto alla finestra, c’è una tela che ha dipinto da ragazzo, si chiama “Madonna col Bambino”. Naturalmente non è ancora l’artista che tutti conosciamo, ma il suo talento è già molto evidente!
Per la cena prenotiamo in una trattoria di cui non voglio celare il nome: “Trattoria Del Leone” che abbiamo scelto sulla base delle recensioni di turisti rimasti soddisfatti  per i prezzi, ma soprattutto per la qualità del cibo… noi confermiamo! I piatti sono tipici del posto ovviamente, il cameriere è simpatico, la cucina è buona e genuina. L’unica pecca è che si sta veramente stretti come sardine! Ovviamente essendo sabato sera il locale è affollato, ma ne è valsa la pena direi.
Nel frattempo inizia a piovere e dopo cena torniamo giù al camper per prendere qualcosa di più pesante da mettere, viste le condizioni meteo. Mio padre decide di riposarsi, mentre io e Andrea torniamo nel centro storico e andiamo in un locale, piccolino e molto tranquillo. Torniamo verso mezzanotte al parcheggio e, a parte dei ragazzi che giocano a pallone fino a tarda notte nel piazzale, gran parte della nottata è stata tranquilla.
 
Domenica 5 giugno
Un bel risveglio che consiste nel canto di decine e decine di uccellini, le taccole. Lo so, sono della famiglia dei corvi, ma a me sono simpatici e poi emettono un verso tipo…pupazzetti di peluche!
Andiamo in visita al Palazzo Ducale, dove trascorriamo tutta la mattinata e sul quale potrei scriverei delle pagine intere… in particolare sull’appartamento di Federico da Montefeltro, così elegante e ricco di simbologia. Fissare i soffitti delle eleganti sale per i ricevimenti, passeggiare nell’incantevole giardino pensile, camminare su di un raffinato pavimento a fiori, che bello! Il tutto illuminato dai colori oro e azzurro, una costante di questo luogo. La cosa che più mi colpisce del Palazzo è la magiadello studiolo ligneo di Federico, posta nella loggia tra i due torricini. Questa stanza è ricoperta da un preziosissimo mosaico in legno, realizzato probabilmente sui disegni del Botticelli e ricco di sfumature, realizzate grazie alla diversa stagionatura delle tessere! Gli oggetti raffigurati nei disegni raccontano la passione delprincipe per la scienza, l’arte, la letteratura, la musica. Che dire…di una bellezza mozzafiato. C’è anche molta iconografia bellica perché, non bisogna dimenticare che Federico era un guerriero, anche molto coraggioso. Tra l’altro sembra che sia ritratto sempre di profilo perché rimasto orbo in seguito ad un torneo.
Tra le tante opere esposte nel Palazzo è da citare senz’altro “La Musa” di Raffaello, di cui ricordo in particolare il rubino incastonato nell’anello della donna… sembra vero!
La cattedrale, connessa al Palazzo Ducale attraverso una porta situata in fondo alla chiesa, ospita un capolavoro del Barocci: “L’Ultima Cena”. Questa tela mi ha colpito per il modo in cui spiccano i toni di giallo, incredibilmente brillanti.
Arriva così l’ora di pranzo, purtroppo un temporale manda a monte il nostro pic-nic alla fortezza Albornoz, così decidiamo di andare alla chiesa e convento di S. Bernardino degli Zoccolanti, per pranzare a bordo del camper e curiosare tra gli alloggi universitari. La chiesa si trova sul colle S. Donato, a 2 km dal centro della città, è piccola e molto semplice. Da quì si può ammirare il “panorama pascoliano”, almeno così dicono i cartelli che sono lì, peccato che diluvi!
Vi auguro di trascorrere un bel week-end!

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