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con il camper in Marocco

con il camper in Marocco


ritorniamo in Marocco..................

Periodo del viaggio 18/01/10 - 12/04/10 (84 giorni)
Pubblicato da antebi44Visita il profiloContattaInvia una mail il

Resoconto del viaggio

 Lunedì 18 Gennaio
 

Il Natale 2009 e l’ultimo dell’anno lo abbiamo passato in famiglia e…… sotto la neve che è caduta copiosa.

Il freddo pungente d’inizio anno ha fatto anticipare il desiderio di partenza e così, lunedì 18 lasciamo la nostra casa per andare ancora una volta in Marocco dove ci attende il caldo sole africano.

Il sole ci accompagna per tutta la giornata, superiamo il confine, entriamo in Francia e, di sera, arriviamo a Pelissane, dove facciamo sosta nell’area comunale che si trova vicina ai campi sportivi.

Troviamo due camper Francesi che domani partiranno per andare in Spagna, noi ci dirigiamo verso il centro a fare una bella passeggiata, passando da un piccolo ponte che attraversa un torrente.

Fa fresco ma non piove.

Tutti i negozi sono ancora aperti, la piazza centrale, con la chiesa illuminata è gremita di persone che ci salutano.

Dopo cena rientriamo per andare a dormire.

Martedì 19

Il cielo è coperto dalle nuvole e c’è la nebbia, così è per la maggior parte della giornata.

Solo quando è in vista di Barcellona il cielo, si tinge di azzurro e splende il sole.

Percorriamo ancora pochi chilometri fino ad arrivare ad Ametilla de mar dove ci sistemiamo nel campeggio che è molto ben attrezzato, molto grande e si trova in una splendida posizione direttamente sul mare.

Una ricognizione nel grande campeggio, ci fa sicuramente dire che è bello, e accogliente, ci sono molti bungalow, alcuni campi da tennis, varie piscine, e spa per la cura delle persone.

 
Mercoledì 20

Proseguiamo il nostro itinerario per avvicinarci ad Algeciras, oggi fa caldo il sole ci accompagna. Decidiamo di andare a Playa de Mazarron, deviamo dall’autovia, e ci inoltriamo nella strada costiera. Arriviamo al campeggio e lo troviamo completamente occupato…. non abbiamo la possibilità di fermarsi.

Facciamo un giro lungo mare alla ricerca di un posto, dove trascorrere la notte, ma in tutti i grandi spiazzi c’è il cartello di divieto di sosta per i camper. Decidiamo di ritornare nell’autovia e andare a cercare un altro campeggio.

Arrivati a Totana, notiamo, lungo la strada, un cartello con l’indicazione di un campeggio.

Si trova alla fine della città, è aperto tutto l’anno; qui ci fermiamo per la notte.

 
Giovedi 21

Oggi c’è il sole che ci riscalda per tutta la giornata. Lungo l’autovia notiamo molti mandorli in fiore..la primavera qui sembra già arrivata. Anche il passo vicino a Granada non è coperto di neve come l’anno passato, la strada scorre velocemente, scendiamo a Malaga e poi arriviamo che è ancora giorno ad Algeciras dove ci fermiamo per acquistare i biglietti del traghetto per l’indomani, fare la spesa e riposare.

 
Venerdi 22

Alle sette lasciamo il posteggio per andare al porto dove ci attende la nave che alle nove parte per Tangeri. In sosta alla dogana ci sono moltissimi camper francesi e tante auto di Marocchini.

Il mare è calmo e fa caldo; molti turisti sono già con le maniche corte. Arriviamo alle 11 e facciamo di nuovo la fila alla dogana di Tangeri. Le auto hanno la precedenza , vengono controllate come i camion, mentre i camper vengono messi in fila in un piazzale a fianco dove aspettiamo per un’ora prima di ottenere il passi…e senza alcuna richiesta di gadget da parte di nessuno.

Mentre siamo in attesa di ottenere l’autorizzazione vediamo un nugolo di doganieri che si dirigono verso un camion che si imbarca per la Spagna. Hanno trovato un ragazzo che , per andare in Europa, si era incastrato ben bene sotto il camion.

Nell’attesa telefoniamo al nostro amico di Tangeri dicendogli che siamo al porto e lui si precipita ad aspettarci appena fuori. Con lui andiamo a casa a trovare sua madre alla quale abbiamo portato qualche piccolo regalo.

Dopo pranzo decidiamo di proseguire il viaggio e non rimanere a Tangeri in quanto, anche se ospiti graditi, sicuramente mettiamo in difficoltà il nostro amico che deve rientrare al lavoro.

Arriviamo ad Asilha e ci dirigiamo al porto per fare sosta ma ancora prima di entrare nel viale alcuni ci fanno segnali di fermarsi, ci dicono che ci sono i lavori in corso e quindi dobbiamo sostare nei posteggi all’ingresso della città. Ci sistemiamo accanto ad una miriade di altri camperisti che, come noi, si dirigono verso il sud del Marocco.

 
Sabato 23 e Domenica 24

 La mattina, con un bel sole ci dirigiamo verso El Jadida. Ci sistemiamo nel campeggio e subito andiamo a fare delle belle passeggiate lungo oceano. Antero va intanto a salutare il suo barbiere- che gli fa molte feste e lo ringrazia per le fotografie che gli abbiamo spedito.

Andiamo nel suk dove comperiamo pesce e verdure e così trascorriamo qui due giornate.

 
Lunedi 25

Andiamo verso Tiznit ma decidiamo di prendere un’altra strada che non abbiamo mai percorso. E’ strettina ma non c’è traffico. Passa in mezzo a campi verdissimi( segno che ha piovuto) e notiamo che tutto è molto più pulito.

Arrivati a Tiznit abbiamo la sgradita sorpresa di trovare il campeggio pieno, anche quello nuovo, e che non è più possibile sostare per la notte nei parcheggi, anche se defilati.

Velocemente facciamo una passeggiata in centro ed andiamo a trovare il calzolaio che fabbrica le scarpe alla Mary ed al quale abbiamo portato alcuni vestitini per sua figlia.

Facciamo visita anche all’ottico e a Mustafà (parabola), entrambi sono lieti di ri-vederci.

E’ sera quando decidiamo di andare ad Ague Blanche per trascorrere la notte. Non facciamo in tempo a sistemarci che inizia a tirare un fortissimo vento dall’oceano che ci fa traballare e ..poco dormire.

 
Martedi 26

Ritorniamo a Tiznit per ritirare le scarpe che Mary aveva richiesto al calzolaio, acquistiamo del buon pesce e pranziamo nella piazzetta proprio vicino all’ottico che ci viene a trovare per salutarci.

Dopo pranzo partiamo per andare a Sidi Ifni e quando arriviamo troviamo tutti i campeggi strapieni di camperisti- anche quello aperto da poco tempo! – Noi decidiamo di andare al solito campeggio, i custodi ci riconoscono, ci salutano e ci fanno sistemare in un angolo, in attesa di vedere domani.

 
Mercoledi 27

Qui stanotte è piovuto ma la mattina il sole è caldo. Nel campeggio strapieno non c’è nemmeno la possibilità di mettere fuori le sedie. Ordiniamo il cuscus e, dopo pranzo, andiamo a trovare i nostri amici Italiani che hanno preso un appartamento in affitto e qui trascorrono sei mesi. Restiamo con loro per tutta la giornata, rientriamo dopo cena.

 
Giovedi 28

Durante la notte piove ed anche la mattina continua a piovere. In compenso si sono liberati alcuni posti e possiamo spostarci e sistemare le nostre così perché pensiamo di trascorrere qui un po’ di giorni.

Venerdi 29-Sabato 30–Domenica 31-Lunedi 1 Febbraio

Il sole è stabile nel cielo, fa caldo, si sta proprio bene. Trascorriamo le giornate andando a fare lunghe passeggiate in riva all’oceano e in centro dove poi compriamo il pesce. Ogni tanto ci ritroviamo con i nostri amici, trascorriamo con loro il sabato pomeriggio andando a rovistare tra i banchi del mercato , mentre domenica è d’obbligo andare al grande mercato dove si trova di tutto.

Il pomeriggio di lunedi riceviamo una telefonata dai nostri amici francesi che ci domandano dove siamo perché ci vengono a trovare e passare un po’ di giorni assieme.

 
Martedi 2-3-4-5-6

Passiamo delle belle giornate di sole assieme ai nostri amici che, tutte le sere, ci invitano per il consueto aperitivo.E così passano i giorni! Noi volevamo andare subito al sud ma, poiché ci siamo trovati bene con la compagnia abbiamo deciso di restare qui.

 
Domenica 7

I nostri amici ci hanno invitato a pranzo al ristorante, in attesa di fare l’ora di pranzo decidiamo di andare a vedere il grande mercato. Mentre siamo nella salita che porta nella grande spianata dove si svolge il mercato sentiamo chiamare..Mary. Ci fermiamo per capire chi è che chiama e vediamo una coppia al di là della strada che ci saluta. Non li conosciamo, non sappiamo chi siano ma loro ci dicono: abbiamo visto il vostro sito ( www.conilcamper.it) , letto i vostri diari viste le vostre foto; insomma ci hanno riconosciuto. Da questo diario li vogliamo salutare, ma ci ricordiamo solo un nome: Alfredo.

 
Lunedi 8 – 9- 10 -11
 

Partiamo, abbiamo deciso di scendere verso il sud. I nostri amici francesi vengono volentieri con noi anche se ancora non hanno preso alcuna decisione.

Passiamo le giornate a pescare nell’oued chekiba. C’è tanto sole, bellissime dune che sovrastano la laguna e nel piazzalone- controllato dalla polizia c’è perfino una pozza di acqua calda sorgiva.

I nostri amici hanno deciso: vengono con noi fino dove arriviamo ma vogliono sentirsi liberi in qualsiasi momento di lasciarci e andare dove meglio credono. Perfetto! nessuno di noi si sente obbligato.

 
Venerdi 12

Allora siamo in sintonia, scendiamo verso sud. All’ora di pranzo siamo a Layounne, ci dirigiamo al porto per fare una colossale mangiata di pesce. I nostri amici sono ospiti graditi, ci sediamo e…. che mangiata!

Facciamo un po’ fatica a ripartire ma alle 17 siamo dentro al campeggio di Cap Bojodur.

 
Sabato 13

Cambio dei lenzuoli e lavaggio con le lavatrici. Le due ragazze che pensano al bucato ci riconoscono,baci e abbracci. Noi abbiamo portato, come negli anni precedenti, dell’aspirina e del collirio medicinali che sono molto graditi dalle due ragazze.

Di pomeriggio andiamo a comprare una fascia elastica per il piede di Mary che si è gonfiato.

 
Domenica 14

Volevamo trascorrere una giornata nel villaggio dei pescatori a poca distanza da Bojodur. Arriviamo ma troviamo tutto cambiato. Il villaggio sta lentamente scomparendo ed al suo posto nascono- come funghi- case in cemento. E’ la nuova direttiva del Re- ci dicono- piano piano tutti dovranno avere una casa “normale”.

Scendiamo, con qualche difficoltà perché la strada è coperta di sabbia, fino ad arrivare alle ultime case dei pescatori fatte di pali e coperte da teli….è molto meglio per loro andare ad abitare in case “ normali” spariranno gli scenari tipici di queste zone ma la popolazione avrà vita migliore !

Abbiamo ancora tutto il tempo per arrivare a Dakhla e così facciamo. Ma quando arriviamo….non troviamo il posto dove fermarsi..è tutto strapieno, sembra di essere a Rimini in agosto.

Di pomeriggio, dopo il solito aperitivo e brindisi per San Valentino, andiamo a prendere i cannolicchi, da domani incominciamo ad andare a pesca.

 
Lunedi 15-16-17-18

Durante la notte ha piovuto molto forte per poco tempo perché si è alzato un vento così forte da non farci dormire.

Siamo meravigliati di questo improvviso cambiamento del tempo , sentiamo anche i pareri di altri camperisti i quali ci dicono che hanno notizie di grossi nubifragi nel centro e nord del Marocco ed anche di fiumi straripati e con conseguenze anche gravi. Alcuni campeggiatori hanno parenti e amici che sono rimasti bloccati a causa dei fiumi ingrossati e non possono nemmeno percorrere le strade.

Comunque, dopo la prima notte di maltempo qui è tornato il sereno, il cielo è limpido e fa caldo.

Ne approfittiamo per fare lunghe passeggiate fino all’isolotto ( quando si ritira la marea) e per andare a pescare, ottenendo ottimi risultati.

 

Venerdi 19

 

Stamane andiamo in centro a Dakhla a fare la spesa: naturalmente pesce poi andiamo al campeggio dove facciamo scorta di acqua, puliamo il camper , laviamo gli indumenti e facciamo una bella doccia calda.

La città è in fermento, le strade vengono tutte asfaltate, grossi lavori per nuove costruzioni, stadio nuovo, tutto è più nuovo…ci dicono che nel 2014 questa città, come le altre grandi città del Marocco , vuole essere sede dei campionati mondiali di calcio.

Gironzolando per Dakhla troviamo un buon ristorante dove ci viene servito montone al carbone.

 

Sabato 20-21-22-23-24-25

Oggi abbiamo acquistate delle belle aragoste che vengono preparate e cucinate dai nostri amici francesi . Che bella mangiata. Contraccambiamo il giorno seguente con una bella coda di rospo al carbone.

Intanto il corso delle maree è cambiato; ora , poiché la bassa marea è di pomeriggio dobbiamo cambiare orario di pesca. Nel frattempo i nostri amici sono andati , per alcuni giorni a gironzolare per le falesie. Noi passiamo il tempo a pescare e alla fine ci viene anche la nausea del pesce tant’è che dopo averlo mangiato, conservato in frigo, fatti i filetti…e regalato,non ne possiamo più di mangiare pesce.

 

Venerdi 26

Andiamo a dakhla per vedere nuovamente il festival e per rincontrarci con i nostri amici con i quali siamo stati in contatto telefonico.

Mary approfitta della giornata per andare dal suo parrucchiere per fare il colore e appena arriviamo siamo accolti da un abbraccio festoso, sono contenti di rivederci. Sono giorni frenetici per gli abitanti di Dakhla che si preparano per il festival. Tante, tantissime donne entrano nel negozio chi per farsi le meche chi per tagliarsi i capelli e tutte domandano da dove veniamo  e cosa facciamo. Tutta la mattinata passa dal parrucchiere che alla fine del suo lavoro ci invita, per la prossima settimana, ad andare a casa sua per mangiare il cous cous.

Noi abbiamo intenzione di partire subito dopo il festival e quindi diciamo che siamo impegnati con i nostri amici ma il parrucchiere insiste tanto che non possiamo rifiutare l’invito.: Venerdì prossimo- giorno dedicato al cous cous saremo ospiti della famiglia del parrucchiere.

Rientro alla sera al campeggio, dopo aver fatto provvista di pesce.

 

Sabato 27 e domenica 28

La mattina restiamo nel campeggio, Antero va a pesca e cattura due piccole seppie ma sufficienti per fare una buonissima pasta al sugo di seppie.

Di pomeriggio prendiamo il taxi che ci conduce in centro, andiamo dentro la vecchia medina di Dakhla, poi nel grandissimo piazzale dove fervono gli ultimi preparativi per il festival ed intanto conosciamo altre persone con usi e costumi diversi perché vengono anche da altre Nazioni confinanti. Tutti sono gentili e disponibili a farsi fotografare chiedendo in cambio di inviare loro le foto( lo faremo appena rientrati).

Si è fatto buio, andiamo a cena in un locale che , all’esterno, cuoce salsicciotti, patatine,salse e altro.e ci facciamo un mega panino imbottito…e molto piccante.

Ora dobbiamo rientrare ma non riusciamo a fermare un taxi per ritornare al campeggio; siamo in difficoltà, sono tutti pieni; poi un signore accanto a noi fa cenno ad un petite taxi occupato da un viaggiatore di fermarsi e…rinuncia per far salire noi. L’autista non è contento, brontola non vuole portarci al campeggio ( guadagna di più a gironzolare per la città.)

Non sappiamo come risolvere la situazione, meno male che il giovane seduto accanto ad Antero invita il conducente ad essere più gentile con gli stranieri e poi inizia a parlare di pesca e ci domanda se e cosa abbiamo pescato.

Parola magica! L’autista è interessato ed incomincia a raccontarci le sue catture, e così fa Antero. Attraversiamo tutta la città, poi il giovane scende e l’autista, sempre raccontando le sue avventure in mare ci conduce fino al campeggio. Ci saluta calorosamente dicendoci di andarlo a trovare nei prossimi giorni per trascorrere insieme una giornata di pesca

La domenica la trascorriamo nel grande piazzale del festival, assistiamo alle corse dei dromedari e alle esibizioni dei cavalieri tuareg. Tantissima gente, una moltitudine- riempie il grande piazzale e così per tutta la giornata.

La sera, prima di rientrare ceniamo in un piccolo ristorante e ci incontriamo con i nostri amici francesi.

 

Lunedì 1 Marzo

Sempre a Dakhla per l’ultima giornata dei festeggiamenti. Approfittiamo dell’occasione per acquistare una nuova fascia elastica e poi per comprare il pesce e la frutta. E qui accade una cosa simpatica: mentre Antero è intento a scegliere la frutta un turista francese si avvicina e gli domanda il prezzo delle arance….lo scambia per un marocchino tant’è scuro di pelle per il sole preso!

 

Martedì 2

Di nuovo nella laguna dove passiamo la notte con una grande confusione a causa del via vai di camionette della polizia. La mattina veniamo a sapere che una turista tedesca è scomparsa da ieri ed ancora non si sa nulla, poi arrivano elicotteri,aerei che volano bassissimi , infine macchine con i sub per la ricerca in mare.

Sembra che la donna abbia avuto un malore quando si trovava al largo a fare surf ma non sappiamo niente di preciso, domandiamo ma nessuno è in grado di dare notizie ( salvo il marito). N.b. già la settimana precedente i sub sono dovuti intervenire per recuperare un pescatore italiano che, con la tuta (saloppette ) fino alle spalle, si era fatto sorprendere dall’alta marea e l’acqua aveva riempito la tuta impedendogli qualsiasi movimento..insomma se non fossero arrivati i soccorsi sarebbe morto affogato!

Mercoledì 3-Giovedi 4

Qui il tempo è bellissimo e fa caldo, invece abbiamo notizie di disastri a Meknes, Fes a causa delle forti pioggie.

Noi seguitiamo a fare delle bellissime passeggiate e a goderci il sole caldo.

 

Venerdi 5

 

Oggi siamo ospiti in casa del parrucchiere . Sua moglie, alla quale abbiamo portato dei piccoli cadeau per il bambino ci accoglie affettuosamente , ci offre il thé e dopo un buon cous cous , frutta e yogurt liquido, tutto fatto in casa e tutto buono. Così trascorriamo la giornata…abbiamo avuto la fortuna di conoscere più da vicino le abitudini e i costumi di queste persone.

 

Sabato 6-7-8-9-10-11-12-13

I nostri amici sono ritornati nella laguna e con loro trascorriamo le giornate.

Martedì 9 Antero nota che una gomma del camper si è sgonfiata e si decide di andare l’indomani in città per un controllo. I nostri amici sono disposti a venire con noi ed aiutarci nella ricerca di un gommista che sappia riparare- se necessario- la nostra gomma.

Certo è tutta un’altra cosa …loro , Francesi, si intendono perfettamente con i marocchini ( noi facciamo un po’di fatica con il nostro francese e , talvolta, i marocchini- per metterci in difficoltà,ci rispondono in arabo

E così andiamo dal primo gommista…ma non ha l’attrezzatura adatta, cominciamo a girovagare per Dakhla , il nostro amico chiede e dopo vari tentativi siamo in un distributore che fa anche lavori di riparazioni gomme.

Parla sempre il nostro amico, spiega a loro cosa è necessario fare per controllare la gomma, segue il lavoro fatto, infine domanda il prezzo e mi dice che posso pagare..è tutto a posto.

In effetti i gommisti sono esperti, in breve tempo localizzano il guasto ( una vite si era infilata nel copertone che perdeva lentissimamente aria e piano, piano si sgonfiava)

Dopo aver raschiato la gomma e messa una pezza ( tutto a mano come si faceva da noi 50 anni fa), rimontata la gomma e pagato 40 dh noi ritorniamo nella laguna mentre i nostri amici si fermano nella falesia.

Al ritorno nella laguna notiamo che il paraurti del camper è rotto; molto probabilmente alcuni ragazzi a Dakhla hanno tentato di salire per la scaletta appoggiandosi al paraurti provocandone la rottura. Antero alla meglio lega il paraurti che ora sembra solido ma dobbiamo farlo riparare e qui non esiste alcun meccanico capace .

Venerdì ci incontriamo con gli amici ai quali diciamo che vorremmo ritornare verso nord per cercare qualcuno che sia in grado di riparare il paraurti e ci viene in mente che a Sidi Ifni o Tiznit abbiamo visto all’opera persone che riparavano i paraurti dei camper.

Siamo fortunati, i nostri amici decidono di venire con noi ( sempre per aiutarci a superare il problema della lingua ) e di non andare verso le montagne dove invece avevano intenzione di andare.

 

Domenica 14

Partiamo presto, alle nostre spalle la laguna e Dakhla, davanti a noi 700 chilometri che ci separano da Cap Bojoudur dove trascorriamo la notte.

 

Lunedì 15-16..

 

Siamo di nuovo nella falesia di Oued chekiba e notiamo che sono state fatte delle barriere di sabbia per frenare l’irruenza del fiume, tant’è che la laguna è quasi asciutta e solo con l’alta marea si riempie d’acqua. Le forti pioggie hanno sconvolto il panorama della laguna…ma non è finita: infatti…

 

Mercoledì 17

 

Ci svegliamo a causa del fortissimo vento che viene dal deserto nell’interno e presto una tempesta di sabbia ci avvolge.Velocemente, molto velocemente ci mettiamo in movimento nel tentativo di lasciare dietro di noi la tempesta che invece ci accompagna fino alle porte di Tan Tan..

Poi il cielo ritorna limpido, il sole ci riscalda e proseguiamo il nostro viaggio per Sidi Ifni ma una sorpresa ci attende.

Ad una rotonda hanno messo dei cartelli – in arabo- che indicano che chi si trova dentro la rotonda deve dare la precedenza a quelli che arrivano da altre strade e così, soffermandoci ma non fermandoci, appena superata la rotonda ecco che la polizia ci ferma e ci contesta il mancato stop e, dopo sorrisi inutili, ci somministra una sanzione di 400 dh !

Inutili le nostre lamentele, inizialmente ci comprendevano poi viste le nostre insistenze nel dire che – solo qui – vale questa regola incominciano a parlare in arabo e ci fanno capire che è meglio finire qui la discussione. Brutti st…., successivamente abbiamo saputo che tutti i camper che sono passati da Tan Tan sono stati sanzionati nella stesso modo; un sistema come un altro per fare cassa…ecco perché ci sono tantissimi lavori in corso !

 

Giovedì 18

Al gestore del campeggio chiediamo se conosce qualcuno che è in grado di riparare il nostro paraurti, di primo pomeriggio arrivano 3 persone le quali fanno una breve ispezione dei lavori da eseguire e poi ci dicono quanto vogliono.

Chiediamo che ci venga riparata anche la porta ( rotta l’anno precedente a causa di una folata fortissima di vento) e visto che si dicono capaci a fare le riparazioni concordiamo il prezzo che ci sembra ragionevole.

Venerdi 19-20-21-22-23-24

 

Mentre riparano il paraurti noi ci godiamo il sole. Fa molto caldo, molto umido e spira un vento caldissimo da est, dal deserto, meno male che siamo in riva all’oceano.

Quando sabato 20 il lavoro è terminato e ben fatto i nostri amici decidono di andare verso le montagne e risalire piano piano tutto il marocco fino a rientrare il 31 marzo in Europa perché i primi giorni di aprile hanno preso impegni con i figli per i nipoti.

Noi , invece abbiamo intenzione di rimanere al caldo sole del Marocco fino al 15 aprile, e mentre loro partono noi decidiamo di rimanere ancora un po’ di giorni qui.

Passano alcuni venditori di accessori per il camper e noi approfittiamo dell’occasione per comperare un telo per coprire i vetri dall’esterno ( per la sabbia).

Passiamo le giornate a fare passeggiate poi prendiamo la decisione di telefonare ai nostri amici e chiedergli dove si trovano per risalire con loro attraverso le montagne.

 
Giovedì 25-26-27-28

Abbiamo saputo che i nostri amici sono fermi a Tata e- visto che li raggiungiamo- lì ci aspettano. Arriviamo nel campeggio dove facciamo sosta fin al 27 sotto un sole cocente ed una afa terribile che ci obbliga a restare al chiuso dentro il camper. Nemmeno al tramonto si rinfresca l’aria che nel pomeriggio raggiunge i 42 gradi e solo dopo le 22 c’è un po’ di frescura ma dura poco perché anche di notte fa molto caldo che ci impedisce di dormire bene. Sopportiamo per 4 giorni poi decidiamo di partire e andare a cercare un po di fresco nelle montagne dell’atlante.

 
Lunedì 29

Alle nove, quando partiamo il termometro segna 28 gradi, proseguiamo per una nuova strada recentemente aperta che passa in mezzo alle montagne e ci conduce a Tagmoute dove troviamo una tempesta di sabbia che ci accompagna fino a Hait Ben haddou dove facciamo sosta al riparo nel campeggio. Il posto è bellissimo ma per chi, come noi, ha visto questi luoghi un po’ di anni fa, resta un po’ deluso poiché il forte richiamo turistico modifica le vecchie costruzioni che vengono sostituite da alberghi che, anche se in stile, restano sempre alberghi, mentre il sito perde il sapore di misterioso, di affascinante che lo ha sempre circondato. Ma questo è un dato di fatto che abbiamo riscontrato in tutte le zone che hanno visto aumentare notevolmente il flusso turistico.

Martedì 30

Per andare a Ouarzazate attraversiamo molti villaggi, e notiamo grandi lavori di ristrutturazione e costruzione alberghi e quando arriviamo a Ouarzazate quasi non la riconosciamo più, tanto è diventata moderna, pulita e accogliente. Proseguiamo per la valle del Todra , arriviamo nelle gole e troviamo un posteggiatore – autorizzato- che fa pagare il biglietto per entrare dentro le gole..anche qui tutto sta cambiando grazie al turismo;. Infatti troviamo tanti, tantissimi turisti spagnoli che sono venuti qui in occasione della settimana santa, tutti assieme, noi compresi, con il nostro vociare facciamo perdere quell’atmosfera di grandiosità di questo sito e dobbiamo dire che se vogliamo ritornare qui, in queste zone, dobbiamo venire lontano da qualsiasi periodo di vacanze degli europei.

 
Mercoledì 31
 

Continuiamo passando per le montagne, raggiungiamo i 2000 metri per una nuova strada che fa un percorso a lato di alcuni fiumi. Siamo dentro alcuni canyon, la strada prima asfaltata ora diventa rovinata a seguito delle forti piogge , troviamo guadi da attraversare e un fresco che ci fa rimpiangere di aver lasciato il sud. In qualche punto la montagna è franata sulla strada che si restringe ed è difficile superare gli ostacoli, poi finalmente incontriamo qualche villaggio, in parte diroccato e ragazzini che lungo la strada si prodigano a riempire le buche con la terra.

Lo spettacolo è di quelli che non si dimenta anche se il tragitto è faticoso ed abbastanza pericoloso: meno male che siamo in compagnia dei nostri amici francesi per qualsiasi evenienza dovesse capitare! La sera, dopo aver percorso tanti chilometri facciamo sosta a Midelt. Dentro il camper ci sono appena 8 gradi, siamo a 1600 metri e le montagne sono tutte ricoperte di neve.

 
Giovedì 1 aprile
 

Proseguiamo il nostro percorso di rientro attraverso le montagne che, con splendidi paesaggi ci accompagnano fino a Houlmes dove facciamo sosta alle uniche sorgenti d’acqua fresca del marocco. Siamo nel piazzale antistante l’albergo, l’aria è fresca ma riposiamo bene.

 
Venerdi 2
 

Ridiscendiamo la montagna, ora il paesaggio da verde smeraldo prende i colori della sabbia, l’autostrada che prendiamo a Rabat ci conduce velocemente ad Asilah dove facciamo sosta per la notte così che l’indomani possiamo andare a Tangeri e traghettare.

 
Sabato 3

Alle 7,30 partiamo per raggiungere Tangeri per prendere il traghetto che parte alle 9,30 o quello delle 11.

E’ la vigilia di Pasqua noi abbiamo sperato di non trovare confusione all’imbarco, invece, arrivati al porto i doganieri separano le auto dai camper e dai camion. Tutti dobbiamo passare sotto un grande scanner per la verifica dell’interno dei mezzi, il tempo passa e le navi partono, poi finalmente, alle 11,30 ci dicono che possiamo andare al molo 4 dove potremo prendere il traghetto veloce per la Spagna.

Ci mettiamo in fila e aspettiamo. Alle 12,30 andiamo a domandare il perché del ritardo, nel frattempo tutti i camper sono stati convogliati qui. Nessuno ha la risposta alle nostre domande; chi dice che il traghetto arriva subito, chi alle 13,30 chi non risponde. Siamo tutti un po’ nervosi, decidiamo di mangiare. Passa ancora del tempo e…arriviamo alle 18 che ancora siamo nella banchina di attesa in Marocco poi finalmente alle 18,30 arriva il traghetto – non è quello veloce-, ci imbarchiamo e lasciamo il suolo Marocchino.

Il traghetto lentamente attraversa lo stretto , finalmente si attracca sono le 21, meno male che alla dogana fanno molto presto e possiamo, velocemente arrivare all’ipermercato Leclerc che, fortunatamente troviamo aperto fino alle 22. Abbiamo circa mezz’ora per acquistare qualcosa per i prossimi giorni. Alle 22,30 ceniamo e poi a letto.

 
Qui finisce il nostro racconto del viaggio in Marocco.
 

Domani siamo a percorrere le strade europee, andremo, con i nostri amici , a vedere il canale du midi perché abbiamo intenzione di ritornare qui con i nostri nipoti.

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Su altro diario: Spagna e Francia 2010 

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