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Cote Atlantique

Cote Atlantique


La costa atlantica Francese

Periodo del viaggio 20/07/08 - 07/08/08 (18 giorni)
Pubblicato da degioVisita il profiloContattaInvia una mail il

Resoconto del viaggio

Diario di Viaggio: Paesi Baschi- Costa Ovest francese

 

Equipaggio: Stefano ( papà e pilota principale), Denise ( mamma e pilota ausiliario), Daisy ( 20, pilota ausiliario e autrice), Josè (16, fratello).

                   Shiny, Fly e Juan ( cani).

 

1mo giorno, 20.7.08

Bigorio (cantone Ticino - Svizzera) - Gap

 

Partiamo tutti arzilli verso le 17, pienamente convinti di arrivare in Francia senza particolari problemi. Arrivati alla tangenziale di Milano svoltiamo verso Torino, cominciando a renderci conto che i km sembrano allungarsi a dismisura. Riusciremo ad arrivare a Sisteron prima di crollare addormentati?

Usciamo dall’autostrada seguendo le indicazioni per il Frejus ( a proposito, attenti che il cartello è solo poco prima dell’uscita!) e cominciamo ad arrancare sulle Alpi. Facciamo il Monginevro e poi giù: la France!

10 km prima di Gap gli occhi cominciano a chiudersi e, dopo un contromano da parte dell’autista principale, decidiamo che non è il caso di continuare e ci fermiamo in un posteggio di un supermercato in un anonimo paese vicino a Gap.

 

2do giorno, 21.7.08

Gap- Mont Ventoux- autostrada verso Narbonne

 

Partiamo in tarda mattinata e, tramite stradine pittoresche che si snodano tra campi di lavanda e grano, ci dirigiamo verso le géant de la Provence. Le strade sono rigorosamente deserte fino al paese di Salut, ai piedi del Mont Ventoux. Lì la strada si popola improvvisamente di ciclisti: chi sale, chi scende, chi non ce la fa più.

Il papà si prepara e parte in bici. Il resto dell’equipaggio aspetta un’oretta in camper poi seconda, terza e via sul Ventoux.

La strada è abbastanza stretta, ma si può incrociare senza problemi.

La scalata del Mont Ventoux può essere faticosa ( sia in bici che in camper) ma la bellezza del panorama e la vista che si ha dalla cima pagano il carburante o il sudore spesi per arrivare fin lassù.

A Maulacène ( dall’altro versante delle montagna) ci riuniamo e, con un solo mezzo ( il Camper), ci dirigiamo verso Narbonne ed il Mediterraneo!

Avignon, Nîmes, Montpellier (autostrada) dove ci fermiamo in una sosta per passare la notte.

La temperatura, essendo piuttosto a Sud, è meno calda del previsto.

 

3zo giorno, 22.7.08

Autostrada- Gruisson- autostrada verso Touluse

 

Partiamo di buon mattino convinti di arrivare con un viaggio al fulmicotone a Narbonne, ma dopo ca. 10 minuti ci ritroviamo fermi. Colonna di 5 km a causa di un incidente. Ne approfittiamo per fare colazione e dopo ca. tre quarti d’ora riusciamo a ripartire.

Passato l’ingorgo arriviamo a Narbonne e pieghiamo verso Gruisson, che stando dalla cartina dovrebbe essere sul mare. C’è un posteggio a pagamento per Camper sul canale (6 euro) per cui decidiamo di fermarci in uno spiazzo in riva all’étang subito prima del paese. Non si può rimanere a dormire, perché è una riserva naturale.

Gruisson è un bel paesino dotato pure di castello diroccato. Purtroppo non possiamo salutare il Mediterraneo semplicemente perché…non lo troviamo!! Ci sono solo saline e canali.

Il centro è molto caratteristico e accogliente per i turisti, piacevole per passeggiate pomeridiane e serali (prima di andare a mangiare in uno dei tanti ristorantini tipici).

Ci sono inoltre ben 50 km di ciclopiste.

Facciamo il giro dell’étang in bici, ci fermiamo ad una rosticceria a prendere il pranzo poi, dopo 2 ore di relax, ci dirigiamo verso Toulouse e la Spagna.

La temperatura si è alzata: è ridiventata estiva, ma essendo molto ventilato si sopporta benissimo.

 

4to giorno, 23.7.08

autostrada- Bilbao- Santona

 

Partiamo di buon mattino e verso le 11 raggiungiamo, via autostrada, Bilbao. Seguiamo le indicazioni per il centro e, dopo il casello…eccolo lì! Il Guggenheim Museum. Passiamo il ponte e posteggiamo proprio davanti all’entrata del museo (grazie ad una tipica usanza spagnola che permette di usare le corsie come posteggi). Diamo un’occhiata all’entrata, qualche foto all’enorme cane di fiori posto quasi a guardia dell’ingresso e, non

sentendoci in vena d’ammirare arte contemporanea, ripartiamo in cerca di un bel paesino spagnolo dove passare il resto del giorno.

Prediamo l’autostrada per uscire da Bilbao poi a Castro Urdiales l’abbandoniamo per proseguire su una strada che costeggia il mare. La vista è molto suggestiva e, nonostante il caldo, vale la pena percorrerla. È la stessa strada dei pellegrini che si dirigono a Santiago (ne incontriamo parecchi che, col sacco in spalla, camminano sul ciglio della carreggiata).

 

Arriviamo a Santona nel primo pomeriggio e posteggiamo il camper in un parcheggio sul lungomare.

 

Verso le 16 il caldo è davvero soffocante per cui usciamo a farci un bagno nell’oceano. La spiaggia è stretta, ma molto bella, con la sabbia bianca e finissima. L’acqua è fredda, ma limpida e la spiaggia non è per niente affollata: la condizione perfetta per un bel bagno!

 

Dopo una nuotata il caldo sembra solo un ricordo lontano (anche a causa del vento che ha cominciato a soffiare). Andiamo a farci un giretto in centro e scopriamo che non è all’altezza del lungomare: se quest’ultimo è stupendo il centro non merita di essere visitato. L’unica cosa positiva è che siamo riusciti a mangiare i Churros , il dolce tipico spagnolo.

Ceniamo nel ristorante sul lungomare “ La briza” mediocre nel prezzo e nella qualità, ma in compenso con il personale molto simpatico.

 

Consigliamo anche di fermarsi a Lardo, il paese prima di Santona, è pieno di palazzoni, ma ha una spiaggia lunga e molto bella. C’è un posteggio per camper direttamente sulla spiaggia anche se da qui (= lungo mare di Santona) vediamo uno “sgabiotto” sospetto: probabilmente è a pagamento.

 

5to giorno, 24.7.08

Santona- San Jean de Luz/ Cibourre

 

La mattina ci dirigiamo verso la costa tra Bilbao e San Sebastian che dovrebbe essere una tra le più belle della Spagna. Usciamo dall’autostrada dopo Bilbao e le nostre belle speranze se ne vanno in fumo: la strada panoramica è sicuramente molto caratteristica, ma i graziosi paesini di pescatori che descriveva la guida si rivelano essere ammassi di squallidi palazzoni incassati tra rocce a strapiombo con strade strettissime e piene di macchine parcheggiate.

Dopo aver visto due di questi paesini ci siamo disperatamente lanciati in cerca di un’autostrada. A Deba riusciamo a riprenderla e ci dirigiamo a spron battuto verso la Francia che raggiungiamo nel tardo pomeriggio.

 

Usciamo a St Jean de Luz e ci dirigiamo verso la corniche basque, segnata in verde sulla cartina, sperando ardentemente in qualcosa di meglio dei paesi baschi spagnoli!

Ci fermiamo a Cibourre un (finalmente) bel paesino con una bella spiaggia. C’è un minuscolo posteggio per camper vicino alla stazione, ma è pieno per cui ci sistemiamo in una strada di fianco al cimitero dove ci si potrebbe fermare solo per 30 min, ma facciamo finta di non vedere il cartello ( e comunque nessuno ci dirà nulla).

La sera dopo cena facciamo un giro nel paese, è molto piacevole, anche se molto turistico e c’è anche un forte che, purtroppo, non è possibile visitare.

I baschi cominciano ad esserci più simpatici…

 

6to giorno, 25.7.08

Cibourre- Dune du Pilat

 

Dopo un’abbondante colazione salutiamo i paesi baschi francesi. Peccato, volevo mangiare ancora i churros, ma l’unico bar che li faceva era chiuso, perchè vi avevamo trovato delle bombe! Agguerriti ‘sti” baschi…

Arriviamo alle dune di Pilat di primo pomeriggio. Il posteggio proprio sotto la duna è a pagamento, ma c’è un forfait di 9 euro per la notte per cui decidiamo di fermarci anche per dormire. La zona riservata ai camper è in una pineta e i posti sono più o meno piani. Appena sistemati ci dirigiamo verso la duna. Io con la macchina fotografica, la mamma e gli uomini di famiglia con costume e asciugamano.

Dopo 170 gradini raggiungiamo la cima e scopriamo che è davvero un colosso questa duna! Facciamo qualche foto: il panorama è davvero stupendo! Gli uomini fanno la lunga discesa per raggiungere il mare e ritornano arrancando dopo aver fatto il bagno nel (caldo) atlantico. Tra giochi e insabbiamenti vari passiamo sulla duna più di 2 ore poi, incalzati anche dalla fame, ritorniamo al camper.

Un consiglio: non scendete dalle scale! Scivolare o correre giù dal versante della duna è molto più divertente!

Sotto la duna c’è una serie di negozi e ristoranti che vendono di tutto, compresi numerosi quadri con la sabbia della duna, biglietti con la sabbia della duna ecc.

Dopo cena ci rifacciamo i 170 scalini sperando di vedere il tramonto ma restiamo delusi: l’orizzonte è velato da nubi, ma non ci pentiamo di essere saliti, la vista è sempre affascinante e non stanca mai.

 

7imo giorno, 26.8.08

Dune du Pilat- Cognac

 

La mattina dopo constatiamo che alle 8 la duna è vuota: l’orario giusto per salire. L’intenzione era quella di andare a La Romagne, nei dintorni di Chivray, per visitare la valée des singes, ma dopo aver visto l’entrata intasata dell’autostrada rinunciamo e ripieghiamo su Gran Crohot Océan: una spiaggia lunghissima e piuttosto affollata e aspettiamo la sera. Verso le 17 usciamo a farci un bagno. La gente è tanta, ma la spiaggia è talmente lunga che la folla si disperde.

Dopo una doccia decidiamo di spostarci verso Cognac, che visiteremo la mattina seguente. Ci dirigiamo quindi verso Bordeaux e prendiamo l’autostrada  A630,  usciamo a St Jean D’Ilac e imbocchiamo l’A10 verso Saintes, dove usciamo per Cognac. Seguendo le indicazioni per il centro, poco prima del ponte notiamo un cartello che segnala un parcheggio gratuito. I posteggi e lo scarico per camper sono sul fiume e tutti occupati. Posteggiamo in una stradina laterale (fuori posteggio) per passare la notte.

 

8vo giorno, 27.7.08

Cognac – Futuroscope

 

Alla mattina visita al museo del Cognac. La domenica apre solo alle 10. Per arrivarci basta attraversare il ponte e, percorsi 300 metri, si gira a sinistra. Il museo è piccolo, ma molto interessante e spiega il percorso dell’alcolico dal chicco d’uva alla bottiglia. Dopo ciò la degustazione è d’obbligo. Entriamo delle fabbrica adiacente il museo, la “Hennessy”. La visitiamo con una guida francese. Dura circa un’ora che passiamo tra botti di Cognac che invecchia (alcune botti sono state riempite in date anteriori alla prima guerra mondiale), un breve filmato, un’installazione che mostra il metodo di fabbricazione delle botti e altro ancora. Nel biglietto d’entrata è compresa la degustazione: 9 euro per un tipo di Cognac, 12 euro per due tipi, 20 euro per quello più vecchio.

La degustazione ha luogo nell’immancabile boutique! Mi spavento un po’ per i prezzi, ma è normale visto il tempo che si impiega per produrre una bottiglia.

Per smaltire l’alcol facciamo una passeggiata nelle parte vecchia del paese ( deserta, ma bella).

Nel pomeriggio ci dirigiamo allegramente a Poitiers al Futuroscope, un parco divertimenti futuristico. Ci arriviamo seguendo l’autostrada e, in seguito, i cartelli che indicano l’ubicazione del parco. Il parcheggio per camper e molto spazioso e abbastanza ombreggiato (cosa molto buona visto che fa un caldo soffocante). C’è il forfait per il giorno 2 euro e per la notte 6 euro.

A noi interessa solo lo spettacolo notturno. Tra docce e giochi facciamo passare il tempo fino alle 22.30.

Impressionante! Tra giochi di luce, fontane ed effetti 3D lo spettacolo è un evento imperdibile!! La trama è pensata per i più piccoli, ma gli effetti speciali lasciano tutti a bocca aperta!

 

9 giorno, 28.7.08

futuroscope- Coulon- île de ré

 

Partiamo di buon mattino e ci dirigiamo a Coulon nella regione chiamata marais potevin, per farci un giro in barca sui decantati canali delle regione. Dopo Niortes ci dirigiamo verso La Rochelle e usciamo a Fronternay Rohan-Rohan. Da lì cominciano i cartelli per Coulon. Seguendo la strada principale si arriva ad un ampio posteggio (tariffa per la notte 5 euro) con toilettes e scarico per Camper. Ci dirigiamo verso i molti moli e decidiamo di farci un giro di un’ora e mezza senza barcaiolo, i remi sono affidati ai genitori che all’inizio conducono un po’ a zig zag. Appena prendiamo posto nella barca, inizia a piovere (ovviamente, smetterà quando saremo già ritornati dal giro). All’inizio va tutto bene poi ci perdiamo tra i vari canaletti e torniamo all’imbarcadero con venti minuti d’anticipo. Posso dire a nostra discolpa che la cartina che ci hanno fornito non era molto chiara e che qualche cartello in più lungo i canali non avrebbe guastato.

 

Dopo un giretto nel grazioso paesino (con l’acquisto del dolce tipico locale) ci spostiamo verso l’Île-de-Re, dove arriviamo in serata. Scopriamo che di posti per camper che ne sono davvero pochi, infatti quasi tutti i posteggi hanno la sbarra per l’altezza e, in teoria, la notte si dovrebbe passare nei campeggi. Riusciamo a trovare un parcheggio a  Le Phare des Baleines e andiamo a vedere il tramonto sul mare: molto suggestivo. Il paese è molto piccolo e ha conservato la struttura originaria del villaggio di pescatori anche se ora si dedica alla ben più proficua “pesca al turista”: ci sono più negozi (ceramica, sale,…) che case d’abitazione.

 

Per passare la notte ci fermiamo abusivamente in un parcheggio a fianco di una diga (uno dei pochi senza sbarre e senza cartelli di limite di tempo), a metà strada tra Le Phare des Baleines et St Clemente des Baleines              (sottolineo la fantasia dei nomi…).

La guida parlava di belle spiagge, ma per il momento non ne abbiamo ancora trovate, colpa della bassa marea?

 

10 giorno, 29.7.08

Île-de-re – La Rochelle

 

Giornata piena: la mattina andiamo a farci un giro in bici. Andiamo fino a La Couarde poi decidiamo di farci i restanti 5 km per arrivare a St Martin, il capoluogo dell’isola. Il paese è davvero bello, con le strade in pavé e le mura che ancora la circondano.

Appena passato il fosso ci accoglie un baracchino che vende i Churros! Oh gioia suprema!

Ce li mangiamo seduti su una panchina del minuscolo porto e poi ci facciamo un giro a piedi per il paese.

Tornando in camper ci fermiamo ancora a La Couarde per fare la spesa al mercato. In tutto abbiamo coperto 15 km, l’isola è l’ideale per andare in bici! Ci sono chilometri e chilometri di ciclopiste e la conformazione pianeggiante del territorio le rende accessibili a tutti.

Dopo pranzo scendiamo al mare. Purtroppo la spiaggia non è un gran che: sassi sparsi, cumuli di alghe e insettini saltellanti nella sabbia.

In serata ci spostiamo a la Rochelle, giusto dall’altra parte del ponte.

Dopo aver cercato una sosta per camper inesistente (la cartina ce l’aveva fornita l’ufficio del turismo a l’Île-de-Re) ci piazziamo vicino al porto vecchio. Andiamo a cena in un ristorante lì vicino: “À coté de chez Fred”: un po’ spartano nell’arredamento, ma il cibo è buono.

Sulla strada del ritorno passiamo dal centro e tra bancarelle e artisti di strada, ce la prendiamo comoda.

Per dormire (il parcheggio era un po’ troppo in pendenza) ci portiamo un po’ fuori dalla città, vicino all’acquario ancora beatamente inconsapevoli di quello che il domani ci avrebbe portato.

 

11 giorno, 30.7.08

La Rochelle- St Gilles croix de vie

 

Giusto per iniziare bene la giornata scopriamo che la carta di credito non funziona e le banche francesi non possono darci i soldi. Dopo una mattinata passata a chiamare e cercare di trovare una soluzione, riusciamo in qualche modo ad arrangiare una soluzione e proseguiamo il nostro viaggio sulla costa atlantica.

La nostra meta è La Baule, ma intendiamo raggiungerla in due giorni. Superiamo Les Sables d’Olonne e ci fermiamo a St Gilles Croix de Vie dove troviamo un posteggio vicino al canale e al centro. La spiaggia è a qualche chilometro più a sud, ma a noi non interessa.

Dopo cena facciamo una passeggiata nel centro, un luogo molto vivo in questo periodo dell’anno: ci sono giostre, bancarelle,... e molta gente!

 

12 giorno, 31.7.08

St Gille Croix de vie- La Baule

 

Partiamo in mattinata, ci fermiamo a scaricare nell’area di sosta per camper ( subito dopo il paese se si arriva da Sud), poi ci dirigiamo verso Nord. A St. Nazaire percorriamo il ponte più lungo della Francia.

…peccato per il tempo piovigginoso che ha reso meno maestoso il nostro passaggio sul ponte.

Arriviamo a La Baule giusto in tempo per merenda.

Ci fermiamo in un posteggio a pagamento sul lungomare. Andiamo subito a esplorare la città in bici, scoprendo tante belle vie lastricate, negozi, ristoranti ecc..

Gli otto chilometri di spiaggia non sono molto affollati anche perché il tempo è piuttosto nuvoloso e ventoso, persino un po’ freddo.

Lasciamo la spiaggia per domani, sperando che faccia bel tempo!

 

13 giorno, 1.8.08

La Baule- Guérande

 

Oggi è la festa nazionale svizzera, ma non facciamo nulla di speciale.

La mattina si legge, si gioca a carte, mentre il tempo cambia continuamente: vento, freddo, sole, caldo…. Chi più ne ha più ne metta. Nel pomeriggio usciamo a fare un giro in bici. Percorriamo il lungo mare verso Nord e appena fuori dalla città, il mare e la spiaggia cambiano in scogliere a precipizio su cui il mare si scaglia con forza. Il paesaggio è selvaggio e proprio per questo affascinante.

Tornati al camper, il tempo è bello per cui io e Josè decidiamo di fare il bagno. Arrivati in spiaggia non ci sembrava più una buona idea, perché c’era molto vento e avevamo la pelle d’oca…ma avevamo deciso di salutare l’Oceano per cui, con uno sforzo di volontà riusciamo ad entrare, per poi correre in camper per evitare il congelamento.

 

Dopo merenda ci spostiamo a Guérande, dieci minuti di strada.

C’è un posteggio per camper un po’ lontano dal centro, ma comunque spazioso, vicino ad una scuola.

La sera riprendiamo la bici e andiamo nel centro medioevale. Purtroppo tutti i negozi sono chiusi, ma il paese è bellissimo! Sembra davvero di trovarsi ai tempi di Giovanna D’Arco!

 

14 giorno, 2.8.08

Guérande- La Baule

 

Alla mattina ci svegliamo con un tempo piovigginoso e ventoso che non incoraggia certo ad uscire. Tuttavia, dopo un’abbondante e confortante colazione, infiliamo felpa e mantellina e in sella raggiungiamo di nuovo il centro medioevale. Sorpresa! C’è il mercato! Passeggiamo tra le bancarelle e acquistiamo chili e chili di sale e caramelle bretoni. Per quanto riguarda il sale lì ce n’è veramente per tutti i gusti: alla paprika, al pepe, al basilico, macinato grosso, macinato fine ...insomma, date pure sfogo a tutte le vostre fantasie sul sale: lì troverete tutto! (compresi i sali da bagno…)

 

Mamma e papà scoprono che il ristorantino che avevano trovato dieci anni fa si è spostato a La Baule per cui la decisione è di tornare indietro per l’ora di cena. Prima però facciamo una sosta al Salon Celadon un tea-room fantastico! Dà su un lato della chiesa ed è un matrimonio riuscitissimo bretone-cinese. Vendono anche sciarpe di seta e porcellane fatte e decorate a mano. Ordiniamo un caffè, un tè e due cioccolate, tutto molto buono e ci rilassiamo sulle comode poltrone. La musica è così rilassante che per poco non mi addormento! Insomma, se passate a Guérande DOVETE venire qui! Altrimenti la vostra sosta perderà la metà del suo valore!

 

Ci mettiamo in marcia verso La Baule, ma con il bisogno di trovare un camping service. C’è n’è uno poco distante da dove ci siamo sistemati ma ci vuole la Mastercard e purtroppo la nostra fa i capricci.

Andiamo quindi a Poliguen, dove c’è un altro camper-service e riprendiamo la strada sulla costa: meraviglia! C’è l’alta marea e le onde s’infrangono sulle scogliere rocciose.

Lo spettacolo è ancora migliore di quando la marea è bassa. In più e tornato il bel tempo…il che dona una luce più bella a tutte le cose.

A La Baule troviamo un posteggio sempre sul lungomare, ma è proprio sotto un semaforo, una posizione piuttosto rumorosa.

Mamma e papà escono a mangiare, io e mio fratello ceniamo in camper e passiamo la serata giocando a carte. Pian piano il tempo si rannuvola e ricomincia a piovere.

 

15 giorno, 3.8.08

La Baule- Chenonceau

 

La mattina, dopo un’ultima passeggiata in spiaggia, ci dirigiamo verso la Valle della Loira.

Arriviamo al castello di Chenonceau verso sera.

Abbiamo scelto questo castello, perché pensavamo che ci sarebbe stato uno spettacolo son et lumière, ma scopriamo che c’è solo, dalle 21.30 alle 23, un’illuminazione con musica.

La visita al castello vale comunque la pena. Purtroppo è piuttosto affollato,  ma d’altronde è domenica).

Verso le 21.30 ci dirigiamo ancora una volta al castello per la passeggiata notturna con musica. Il biglietto costa 5 euro e appena varchiamo la soglia del giardino restiamo senza fiato. L’atmosfera è bellissima e i pensieri sono liberi di vagare dove vogliono. Vado a caccia di tutti i muretti disponibili per fare foto non sfuocate.

Camminiamo per il giardino per circa un’ora e mezza, ma sembra passata in un attimo! Uno spettacolo da non perdere!

Nel posteggio per camper non si può stare a dormire, ma ci sono dei posti subito fuori dai parcheggi “ufficiali”. Sono di fianco alla ferrovia ma, fortunatamente, di notte i treni non passano.

 

16 giorno, 4.8.08

Chenonceau- Clos-Lucé – Chateau Chinon

 

In mattinata ci dirigiamo verso Amboise e il vicino castello di Clos Lucé, l’ultima dimora di Leonardo da Vinci. Seguendo i cartelli finiamo in una stradina molto tipica, ma anche molto stretta. Per fortuna, riusciamo a passare senza particolari problemi. Raggiungiamo e sorpassiamo Clos Lucé per parcheggiare 50 m più avanti. Ci sono due parcheggi, uno a 1 euro l’ora, l’altro gratis.

Alla casa di Leonardo da Vinci l’entrata costa 12 euro. C’è il forfait famiglia di 33 euro (2 adulti, 2 bambini).

La visita vale davvero la pena! La guida (disponibile anche in italiano) è completa e ricca. Si passano le varie sale del castello dove da Vinci ha vissuto poi si scende nella cantina dove sono esposte ricostruzioni di tutte le sue invenzioni.

Dopo la visita incomincia il viaggio di ritorno. Facciamo tappa a Château Chinon, un paesino in cima ad una collina con tanto di posteggio per camper e scarico subito dopo la piazza.

Il tempo è brutto e piovigginoso.

 

17 e 18 giorno, 5.8.08- 6.8.08

Ritorno

 

In questi giorni nulla d’interessante. Attraversiamo la Francia e ci fermiamo a dormire in Alsazia. Il giorno dopo ripartiamo, passiamo la frontiera a Basilea e arriviamo a casa nel pomeriggio …. ma con la

la voglia di rivivere presto “la côte sauvage”

 Daisy

 


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