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L'altra faccia della Sardegna

L'altra faccia della Sardegna


Come la sua bandiera la Sardegna ha molteplici facce, tutte fantaaasticheee

Periodo del viaggio 29/08/10 - 17/09/10 (19 giorni)
Pubblicato da briciolinaVisita il profiloContattaInvia una mail il

Resoconto del viaggio

L’ALTRA FACCIA DELLA SARDEGNA

Il Gennagertu, la Barbagia e l’Ogliastra

 

tratto da www.viaggiericordi.com 

Il camper è  in prima fila, il  portellone del traghetto scende ed ecco davanti a noi in tutto il suo splendore il mare cristallino, le montagne a picco sull’acqua  e il bel sole sardo.

Per noi che veniamo dal “ continente”  la tentazione di infilare subito il costume da bagno è forte ma la nostra meta è l’interno di questa isola.

Ci dirigiamo verso Oliena. Ai margini del Supramonte, in un area naturalistica geografica e storica troviamo la sorgente Su Gogolone. Scaturisce da un massiccio calcareo ed è considerata la sorgente più importante della Sardegna con una portata di oltre 500 lt di acqua al secondo.

Sul posto c’è possibilità di sosta per qualche camper.

Noi entriamo nel vicino Resort Su Gologone dove prenotiamo la cena e ci consentono di rimanere a pernottare nel parcheggio.

Prima di cena una dimostrazione di come si fa il pane; le donne infornano la spianata, un disco di sfoglia che al calore si gonfia rapidamente poi viene sfornata e tagliata lungo la circonferenza per essere nuovamente infornata e  diventare il croccante pane Carasau.

La cena al ristorante del Resort è ottima, tutta a base di specialità tipiche con l’immancabile porchetto sorseggiando buon Cannonau.

Lunedì 30/8 ci spostiamo all’area sosta/quasi campeggio  Palmasera sul lungomare di Cala Gonone. Con la moto raggiungiamo l’ingresso del sentiero per la Gola di Gorropu, percorriamo a piedi per circa 2 ore il sentiero che raggiunge la gola e finalmente eccola, ci avviciniamo su e giù  su grandi sassi chiari per entrare in  questa fessura tra le rocce alte sino a 890 mt., proseguiamo finche il percorso non diventa troppo difficoltose e bisogna usare le corde. Il paesaggio è quasi extraterrestre, enormi  massi bianchi multiformi con alte rocce colorate ai lati,  una bella esperienza.

Martedì 31/8 percorriamo la panoramica della Barbagia S125 verso Tortolì. Sulla strada oltre al tipico paesaggio montano con cespugli, piante, pini e tanta roccia incontriamo vacche, capre, cavalli, famiglie di piccoli maiali maculati. Lungo il percorso acquistiamo formaggi locali ed eccoci arrivati all’area camper Tanca di Orrì, di fronte a noi uno splendido mare e la spiaggia.

Mercoledì 01/09 ore 8 saliamo sul trenino verde alla stazione di Tortolì.

Il “ trenino perché la ferrovia è a scartamento ridotto e verde perché viaggia attraverso paesaggi selvaggi, boschi, montagne  raggiungibili, a volte,  solo con il treno. La ferrovia costruita a fine 800 un tempo era usata dai pochi abitanti del posto ora è solo turistica, il percorso totale da Arbatax a Mandas è di km. 159, noi, abbiamo acquistato tra le varie scelte il biglietto Tortolì/Niala con pranzo e escursione a piedi. Il viaggio in treno riesce già a darci tante emozioni, guardando fuori dal finestrino, scorrono piccole stazioni, passaggi a livello gestiti solo con una catena messa al passaggio del treno , atmosfera di altri tempi mentre il treno fischia in mezzo al verde e ai monti. All’arrivo a Niala, prima del ponte sul Rio San Gerolamo ci aspetta la guida che ci porta su per sentieri tra boschi di leccio, corbezzolo e erica sino al belvedere del monte Irtzioni. Una piacevole camminata di due ore circa che ci dispone al meritato pranzo. C’è tempo per una breve passeggiata tra cascatelle e ruscelli prima di riprendere il treno per il ritorno. La piacevole giornata si chiude alle nove all’arrivo alla stazione.

Giovedì 2/9 ci spostiamo verso Baunei e Golgo per andare a Cala Goloritzè. Il tragitto, ad un certo punto, ci porta su una strada sterrata, praticabile anche in camper sino al parcheggio dove si può sostare e  da cui parte il percorso a piedi. La camminata dura un paio d’ore in mezzo a sassi e rocce scendendo il monte. La veduta dall’alto della piccola insenatura, le sfumature azzurre dell’acqua sono mozzafiato e quando si arriva e ci si tuffa in acqua scompare la stanchezza del lungo percorso. Il rientro però è abbastanza faticoso e quasi completamente in salita.

Venerdì 3/9 continuiamo sino al lago Flumendosa, saliamo a Perda Liana, la cima che pare un dito puntato verso il cielo, prendiamo il sentiero dell’anello intorno la grande roccia, è una piacevole passeggiata. La veduta dell’altopiano fitto di verde, nell’assoluto silenzio è indescrivibile. La natura non finirà mai di sorprendermi.

A sera ci trasferiamo a Tonara, sosta nel Camping Sa Colonia, sopra l’Ostello (euro 10 gg). Il campeggio è ormai chiuso ma per passare la notte il posto è tranquillo e sicuro e al ristorante all’interno consumiamo un ottima pizza.

Non possiamo partire dal paese del torrone se non dopo aver acquistato qualche barretta.

Sabato 4/9 da Tonara ci portiamo al lago di Gusana. La giornata trascorre tranquilla parcheggiati al lato del lago guardando passare un gruppo di canoe e aspettando di vedere se abboccava il pesce alla canna di un pescatore sulla riva. La sera ci portiamo sul monte Spada sino all’agriturismo Separadorgiu a Bruncu Spina. Arrivati ci accorgiamo che stanno ristrutturando la struttura per cui il posto è un cantiere e c’è ovviamente confusione ma, il proprietario, ci consente di sistemarci in un angolo tranquillo e noi rimaniamo entusiasti di passare la notte nella casa più alta della Sardegna.

Passiamo la serata chiacchierando con Raffaele, che ci spiega il significato di Separadorgiu, vale a dire separazione dei capi di bestiame, quando i pastori tornavano dalla transumanza, prima di entrare nelle loro proprietà si riprendevano i loro capi di bestiame che erano stati per tutto il tempo mescolati con gli altri. Prima di andare a dormire ci da le ultime istruzioni per la passeggiata che ci aspetta domani sino alla Punta La Marmora mt. 1834.

Domenica 5/9 la giornata è splendida, indossiamo gli scarponi, infiliamo lo zaino e comincia la camminata sulla cresta del monte. La croce è la di fronte a noi, la vediamo ancora piccola ma passo dopo passo la raggiungeremo. Il percorso non è troppo difficoltoso, è comunque montagna, si sale si scende e si ammira il panorama, siamo al centro del Gennagentu però si vede il mare in lontananza, la roccia della Pedra Liana, il laghetto in mezzo alla vallata e tanta boscaglia fitta e salvaggia tutto intorno a noi. Dopo un paio d’ore  eccoci sotto la grande croce. Ripagati della fatica, beviamo un sorso d’acqua ,facciamo le foto di rito e riprendiamo la via del ritorno.

Verso sera passeggiata per le vie  Fonni ammirando i grandi murales che rappresentano vita di altri tempi.

Lunedì 6/9 ci trasferiamo verso la costa sino a S. Maria Navarrese – Camper Service Costa Orientale a Tancau (euro 15+3energia):

Il posto è sul lungo mare con servizi e docce, ottimo. Incontriamo i nostri amici Mauro e Lina che stanno rientrando per fine ferie.

Stiamo insieme qualche giorno e, anche se il tempo comincia ad essere instabile ci godiamo la spiaggia e il mare di questa bella insenatura tra Arbatax e Baunei gironzolando in moto.

Visitiamo Arbatax e le sue rocce rosse e raggiungiamo la roccia di Pedralunga a picco sul mare, a Baunei. I fichi d’india che costeggiano la strada ci  invogliano a prenderne qualcuno e nonostante guanti e coltello a sera ci ritroviamo con le piccole spine sulle mani, ma il frutto è succoso e gustoso.

Venerdì 10/09 dobbiamo salutarli, loro tornano a casa mentre noi rimarremo ancora qualche giorno. Ci spostiamo verso sud a Quartu Sant’Elena, camping Pini e Mare (euro 17 al g.) dopo la spiaggia del Poetto. Il posto è ben attrezzato: molti servizi, ben ombreggiato, vicino al mare, noi però passata la notte decidiamo di spostarci a Cagliari, area camper Cagliari Park (euro 16 al g senza luce). L’area è custodita, non ha servizi, dietro il santuario della protettrice dei naviganti La Madonna di Bonaria, molto vicina al centro della città.

Domenica 12/9 a Selargius andiamo a vedere una grande festa di folklore “Lo sposalizio Selargino”. Si celebra la 50° edizione del rito del matrimonio come un tempo, coinvolgendo tutto il paese. Vediamo i futuri sposi sfilare per le vie del paese con al seguito gruppi di persone del paese e di paesi vicino, tutti indossano vari colorati costumi e gioielli  tipici suonando launeddas a festa tra il pubblico che applaude. Poi seguono enormi buoi, anch’essi adornati con nastri colorati, che trainano carri con quella che rappresenta la dote degli sposi, il letto, biancheria, attrezzi da lavoro. Tutti entrano in chiesa per il rito ufficiale celebrato dal parroco in lingua sarda, come nella tradizione degli avi che si chiude unendo gli sposi con una catena a simboleggiare il vincolo perpetuo. Dopo la messa gli sposi offrono ai loro numerosi invitati  un banchetto allietato  da musica e danza.

Io, tra il pubblico, ho potuto vedere i diversi costumi sardi a seconda della loro provenienza, c’erano donne con pizzi in testa e lunghe gonne rosse ricamate, altre con abiti di pesante stoffa nera o marrone, adornate di gioielli e preziosi bottoni mentre gli uomini indossavano il particolare copricapo nero ripiegato da un lato, camice bianche e calzoni al ginocchio portando sulle spalle pelli di animali.

Lunedì 13/9 ci trasferiamo in camper a Sat’Antioco, campeggio Tonnara (euro 26 al g.) Il posto è molto bello e tranquillo, isolato sul mare. Noi prepariamo la moto per il nostro solito giro. Devo dire che il Sardegna ci è stato molto utile utilizzare lo scooter , non solo per vedere le calette ma anche per muoverci in paese, le distanze spesso e la strada in salita non sono troppo adatte alla bici.

Martedì 14/9 a Calasetta ci imbarchiamo ( tot. euro 28 A/R  con la moto) per l’isola di San Pietro. Le nuvole nere sopra di noi ci preoccupano ma fortunatamente all’arrivo appare il sole. L’isola della penisola dell’isola, così viene detta,  si presenta in tutta l sua bellezza, arrivati al faro ammiriamo le sue alte coste frastagliate e rocciose a picco sull’acqua di un indescrivibile azzurro con la schiuma bianca delle onde che schizzano contro le rocce. L’isola e piccola e per diversi chilometri disabitata, i bassi cespugli con le piccole palline di mirto sono veramente numerosi. Ci spostiamo lungo la costa sino alla roccia a forma di fungo, alla tonnara e alle due Colonne, ci fermiamo nella  bella spiaggia di Bobba  e facciamo il bagno in questo mare trasparente. Al  ristorante Vittorio il mago di Carloforte assaggiamo le sue specialità di pesce ottime.

Mercoledì 15/9 risaliamo, in tutti i sensi, perché ci portiamo verso nord e perché siamo tra i monti. Attraversiamo Iglesias ed arriviamo a Villacidro. Visitiamo l’antico pregevole lavatoio pubblico in ferro e ghisa per spostarci poi a vedere la cascata Sa Spendula che però troviamo senza un filo d’acqua e arriviamo poi alla diga in mezzo ai monti  e al parco di San Sisinnio per ammirare la sua chiesa campestre ma soprattutto i  grandi olivi millenari che ospita.

La sera sostiamo tranquilli  con un altro camper di tedeschi sulla costa di Marina di Arbus e mentre ceniamo guardiamo il sole che tramonta lontano sul mare.

Giovedì 16/9 Praziamo a Marceddi, gustando dell’ottimo pesce al ristorante Ittioturismo, piccola soc. coop. di pescatori locali che preparano esclusivamente il pesce del giorno. La sera ci fermiamo liberi nella particolare spiaggia di granellini di quarzo a Is Arutas.

Venerdì 17/09 il nostro viaggio prosegue verso il ritorno, attiviamo a Marina di Bosa all’area di sosta Torre Argentina (euro 15 al g. +5 per luce). La costa sembra quasi territorio lunare, roccia grigia lavorata dall’acqua con insenature e gole più o meno profonde circondata da acqua cristallina e trasparente. Il camper parcheggiato, isolato,  su queste rocce ci permette di ammirare questo strano paesaggio.

Il rumore del canadeair che scende sul mare a raccogliere acqua, ci scuote, il fumo nero dietro il monde ci ricorda che purtroppo in questa meravigliosa isola è sempre in agguato il pericolo degli incendi.

http://www.viaggiericordi.com/it/

 

 

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