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Sardegna in camper agosto 2006

Sardegna in camper agosto 2006



Periodo del viaggio 04/08/06 - 25/08/06 (21 giorni)
Pubblicato da n013ggioVisita il profiloContattaInvia una mail il

Resoconto del viaggio

Personalmente amo il mare solo quando non c’è gente e l’agosto non è certo il momento migliore ma, ogni tanto bisogna anche accontentare gli altri, e così fu che ci imbarcammo destinazione Sardegna. A parte il fatto, noto a tutti , che la sardegna è bellissima, è l’unico posto, in Italia, dove mi rimaneva qualche speranza di trovare spiagge deserte ( l’ultima volta sette anni fa c’eravamo riusciti) e soprattutto ha un interno poco turistico e molto interessante.

Partiamo la sera del 4 da Pisa e dormiamo in fila al porto di Piombino. Il 5 di agosto alle 10 ci imbarchiamo; di giorno, visto che è altissima stagione, per risparmiare un po’ . La nave della Linea dei Golfi è nuovissima e piena come un uovo. Arriviamo ad Olbia nel pomeriggio inoltrato e decidiamo di fermarci a dormire a Budoni tanto per riordinare un po’ le idee e pensare dove andare. Piccola parentesi: nessuno si ferma mai a vedere Olbia ma se ci capitate non d’agosto vale una visita.

Il Camping Salamaghe di Marina di Budoni ( tel. 0784-829250) si affaccia su di una bellissima spiaggia ( ma per chi ha figli adolescenti il ritrovo è intorno alla piscina) ed è a 5 minuti a piedi dal centro del paese . 6/8 Ci prendiamo una giornata di riflessione per iniziare ad assaporare la vacanza; la spiaggia è lunghissima ed invita alla passeggiata. In serata un po’ di spesa per rimediare a tutte le dimenticanze ed un ottimo gelato alla gelateria artigianale che si incontra appena arrivati sul corso del paese girando a dx. 7/8 La zona tra Porto San Paolo ed Orosei è tutta un susseguirsi di spiagge tutte molto ampie e belle; ci fermiamo prima a quella di Santa Lucia dove c’è anche un campeggio ma la zona è congestionata e non avendo necessità di scarico o acqua proseguiamo per quella di Capo Comino dove nel parcheggio è possibile anche dormire. A destra del parcheggio ci sono varie mini calette in mezzo agli scogli ma noi optiamo per la spiaggia che si raggiunge con una breve passeggiata sulla sx. Più che una spiaggia è un’alga-spiaggia visto che sotto un manto di sabbia c’è un morbido materasso di alghe. E’ bella e, miracolo, poco frequentata e passiamo una piacevole giornata. A sera ci spostiamo alla spiaggia della Berchida, pochi chilometri più a sud, dove facciamo una lunga e romantica passeggiata al tramonto. Il parcheggio della spiaggia è enorme e ci può dormire senza problemi. 8/8 La spiaggia è bellissima ma anche molto frequentata ma essendo enorme consente di non stare troppo appiccicati. Verso le cinque ci rimettiamo in marcia, vorremmo fermarci a Cala Liberotto che ha una spiaggia molto bella ed anche un campeggio ma la zona è molto affollata e decidiamo di proseguire. Sulla strada per Dorgali ci fermiamo a visitare la Grotta di Ispinigoli dove facciamo in tempo ad unirci all’ultima visita delle 18. La parte visitabile della grotta non è molto grande ma la principale attrattiva è la più grande colonna ( unione tra una stalattite ed una stalagmite) d’europa . La guida è molto preparata e fa parte di una associazione, l’Atlantikà ( 0784-93307 3289729719 3478545951), che organizza varie escursioni nella zona sia di mare che di terra. Ci prenotiamo per l’indomani per l’escursione alle Gole di Su Gurroppu. La sera dormiamo alla sorgente di Su Golugone, sulla strada tra Dorgali ed Oliena, attratti dalle sirene del Ristorante omonimo che abbiamo avuto modo di apprezzare nei nostri viaggi precedenti. Optiamo per due menù degustazione che in quattro non riusciamo a finire. Satolli e soddisfatti dormiamo nel parcheggio della sorgente dove si può fare rifornimento d’acqua ( varrebbe la pena di munirsi di qualche bottiglia vuota per farne una scorta come acqua da bere visto che è buonissima). La sorgente di Su Gologone è in realtà una risorgiva ciò l’uscita di un fiume sotterraneo, è un posto tranquillo e con una bellissima atmosfera. In periodi d’abbondanza d’acqua è possibile affittare le canoe e scendere lungo il fiume Cedrino fino al lago artificiale più a valle. 9/8 Con il camper ci spostiamo a Dorgali dove ci incontriamo con la nostra guida Francesco. Parcheggiamo e proseguiamo con la jeep di Francesco. Dopo aver lasciato il paese, guadato un fiume, visitato una Domus de Jana, ed esserci arrampicati sul monte, lasciamo il fuoristrada e proseguiamo a piedi lungo un sentiero che discende tra lecci secolari e macchia mediterranea di mirti, lentischi ed olivastri. Dopo circa mezz’ora arriviamo alle gole di Su Gurroppu: altissime, con enormi massi bianchi ravvivati a tratti da caparbi oleandri che resistono d’inverno alla piena delle acque. Risaliamo il letto del torrente per circa una ora e mezzo. Il cammino man mano che si avanza si fa più difficile tanto che in alcuni punti ci sono delle corde per aiutarsi. Le bambine si divertono molto e non protestano nemmeno quando è il momento di riaffrontare il sentiero questa volta in salita. Raggiunta la jeep, Francesco ci ricompensa della fatica tirando fuori pecorino, ricotta salata e salciccia il tutto annaffiato da un Cannonau casalingo che dopo la salita va giù che è un piacere. Per dolce, Moddizzosu (una focaccia da noi ribattezzato Molliciau che si trova in tutta la zona di Dorgali comoda per fare i panini e come scorta di pane, come il pane Casarau va avanti per settimane) con miele. Riscendiamo a valle e ci fermiamo lungo un torrente che forma delle magnifiche piscine con tanto di cascatelle idromassaggio dove ci facciamo un magnifico bagno in libertà. Rientriamo verso le sei molto soddisfatti e non rimpiangiamo i € 35 pagati a testa, comunque per chi volesse risparmiare è possibile arrivare via strada fino ad un ponte crollato e da lì proseguire con una passeggiata di una paio d’ore e raggiungere da soli le gole. Va detto che il sentiero non è segnato e quindi è possibile sbagliare strada. A Dorgali presso il caseificio facciamo scorta di pecorino, ricotte e yogurt di capra e poi proseguiamo per Cala Gonone. A Cala Gonone non si può dormire al di fuori dell’area attrezzata che è una specie di campeggio con docce e barbecue a tariffa forfetaria di € 25. Ci informiamo presso la solita organizzazione per affittare un gommone e visitare le celeberrime cale che si susseguono tra Cala Gonone ed Arbatax ma, a parte il costo ( siamo in altissima stagione € 160 al giorno), rinunciamo perché c’è un fortissimo vento e non essendo esperti marinai non ce la sentiamo di avventurarci da soli. Optiamo per una gita in barca. 10/8 La scelta della compagnia si rivela azzeccata, la barca è un gozzone di legno che ospita un 20/25 persone con dei comodi materassini a prua per prendere il sole. Visitando questo splendido tratto di costa con le varie Cala Luna, Cala Sisine , Cala Mariulo e Cala Goloritzè avremo modo di apprezzare maggiormente il nostro gozzo: vedremo barche da girone infernale che vomitano sulle spiagge un centinaio di persone alla volta praticamente anche se arrivano su una spiaggia deserta la rendono subito affollata. Devo dire che la zona la apprezzammo meglio qualche anno fa: in quell’occasione ci inerpicammo prima sulle alture sopra Santa Maria Navarrese ( dove tra l’altro c’era un ottimo ristorante con le cameriere in costume sardo che ci fece dormire nel loro parcheggio) e da lì facemmo una passeggiata lungo la gola fino a Cala Sisine. Poi scendemmo al porto turistico di Santa Maria Navarrese dove sfruttammo i bagni e l’acqua del porto in cambio dell’affitto giornaliero di un gommone con il quale visitammo le altre cale.11/8 La mattina il vento è rinforzato e rimaniamo in zona sulla spiaggia che si raggiunge a piedi scendendo dalla strada quasi di fronte all’entrata dell’area attrezzata. La sera riandiamo a cena a Su Gologone dove ci fermiamo anche a dormire. 12/8 La mattina ci dirigiamo verso Orgosolo passando da Oliena dove ci fermiamo per una breve visita. Passiamo tutta la mattina ad Orgosolo passeggiando tra i famosi murales e poi ripartiamo per Mamoiada dove visitiamo il piccolo ma interessante Museo della Maschera mediterranea dove apprendiamo il significato delle varie maschere sarde: di origine antichissime legate al culto della madre terra ed al ciclo morte/rinascita e sdoganate in epoca cristiana come maschere carnevalesche. Verso le cinque arriviamo ad Orotelli, un piccolo paese dopo Nuoro dove a sera ci sarà una festa con una sfilata di tutte le maschere sarde. Arrivando presto in paese riusciamo a parcheggiare e ci godiamo tutti i preparativi della festa: dall’accensione dei fuochi in piazza dove cuoceranno a puntino un intero vitello alla vestizione dei mascheranti. La festa dura con balli fino a dopo mezzanotte quando noi, messe le figlie a letto decidiamo di partire raggiungendo la zona di Oristano e precisamente la spiaggia di Mari Ermi dove dormiamo nel parcheggio. 13/8 La spiaggia è bellissima fatta di granellini di quarzo morbida ma non sabbiosa. Passiamo la giornata in spiaggia ma verso le cinque ci spostiamo a Tharros per visitare le rovine punico- romane. Un ultimo bagno sulla spiaggia di Tharros, una visita alla bella chiesetta paleocristiana di San Giovanni in Sinis e ritorniamo verso la spiaggia di Mari Eri fermandoci un po’ prima tra Mari Ermi e la spiaggia di Is Arutas presso l”agricampeggio Nardi Serrano” ( tel. 3401580293-3480469502 € 10 al giorno). In realtà gli agricampeggio sono tre uno accanto all’altro e gestiti da tre fratelli. Ci sono docce e bagni ma non si può fare acqua né scaricare, però sono proprio sul mare ed il proprietario è molto simpatico ( da ricordarsi che nella zona i telefonini non prendono a meno di non arrampicarsi su qualche altura). 14/8 e 15/8 Due giornate di mare tranquille sulla bellissima spiaggia anche se in occasione del ferragosto è piuttosto affollata. Per chi capitasse da quelle parti per ferragosto è da non perdere la Sartiglina una versione della più famosa Sartiglia ( una corsa di cavalli con cavalieri in costume che si tiene per carnevale) corsa dai bambini sui famosi cavallini sardi della Piana di Gestori che si tiene a Marina di Torregrande. 16/8 Partiamo . Prima sosta ad Oristano per scaricare e fare la spesa, una visita alla basilica di Santa Giusta e proseguiamo verso sud . Usciamo dalla SS 131 a Sanluri diretti a Villanovaforru dove c’è un primo insediamento nuragico abbastanza interessante e, lì vicino, il reclamizzatissimo Museo del Territorio che non vale certo una gita apposita ma che, se si è su strada, può valere la pena visitare. Vi sono ricostruiti vari ecosistemi floro-faunistici sardi, c’è una sezione legata alla vita contadina, una sui giochi ed un’altra sulla botanica in genere. Arriviamo a Tuili graziosissimo paesino ai piedi della Giara ( è così che i sardi chiamano l’altopiano basaltico di Gesturi) e lì conosciamo Roberto Sanna che gestisce il camper service del paese ( Tel 070-9364277- 3482924983- info@jara.it) e ci accordiamo per una vista alla giara per le 17.30. Nel frattempo andiamo a visitare il più importante sito archeologico nuragico della Sardegna: Barumini. La sardegna è piena di resti di nuraghi ma non sono mai molto interessanti ( un po’ l’effetto quattro pietre) ma Barumini vale davvero una visita. La città di Barumini aveva una fortezza imponente di cui rimangono ancora la torre centrale e le torri e la fortificazione esterna. Fuori della fortezza resti di un intero villaggio in cui si riescono ancora ad individuare le case con le varie stanze, il forno, la sala per le abluzioni; insomma Barumini vale davvero la pena di essere visitata ( le figlie confermano). Dopo Barumini, ci avviamo guidati da Roberto, alla scoperta della Giara ( Su Jara). Siamo fortunati e dopo soli cinque minuti ci imbattiamo nei famosi cavallini della giara , l’unica razza di cavalli bradi in europa. Sembrano dei purosangue solo molto più piccoli. La vegetazione è quella della macchia mediterranea con abbondanza di sugheri e lecci ma anche asfodeli e cisti. Ci sono poi dei vasti pratoni (depressioni naturali dove i cavalli trovano acqua anche d’estate detti paulis) che in primavera si allagano e si riempiono di ranuncoli acquatici ( di questo abbiamo visto solo le foto ma ci hanno fatto venire una gran voglia di tornare qui in primavera). La passeggiata dura quasi tre ore che passano in gran fretta grazie all’entusiasmo di Roberto nel comunicarci le sue conoscenze ed l’ amore per la sua terra. Visto anche la cifra modesta richiesta ,vale davvero la pena di prenotare la visita guidata. Dopo l’acquisto di pecorino, vino e pasta da Roberto ( i suoi prodotti sono venduti anche su internet) andiamo a cena in ristorante del posto dove ci fermiamo anche a dormire. 17/8 Visita delle chiese del paese ( in quella principale c’è un bel polittico di tale Maestro di Castelsardo) e poi via verso Cagliari dove visitiamo il Museo Archeologico ( mal tenuto e con un pessimo criterio espositivo ma che vale ugualmente la pena di essere visto), il Duomo e le strade del centro. Cagliari è una città che, anche se non ci sono grossi monumenti da visitare, ci piace molto. E’ vivace, a suo modo elegante, mediterranea e solare. Arriviamo a Nora appena in tempo per l’ ultima visita delle 18.30. Nora è una città fondata dai fenici poi colonizzata dai cartaginesi ma quello che si visita è l’ultima città romana di cui rimangono le terme ( ce ne sono addirittura 4), le strade lastricate, nonché rovine di case, alcune signorili, e di templi. Per visitare Nora bisogna parcheggiare in un dei vari parcheggi a pagamento che possono essere sfruttati anche per andare in spiaggia ( niente di che). Per la notte ci spostiamo verso Capo Spartivento dove ci hanno consigliato un camper service tra il verde che però è pieno ( per chi volesse prenotare il numero è Signora Angela 070-9230043) e ripieghiamo per il parcheggio lì vicino di Cala Gibudda ( € 6 al giorno). 18/8 Ci avviamo in spiaggia ( a circa 500 metri bisogna attraversare una specie di laguna) . La spiaggia è infinita ( in realtà sono tre una attaccata all’altra) ma affollatissima. La cosa che ci stupisce maggiormente, visto la lontananza dal parcheggio, è la quantità di roba che ogni famiglia si trascina dietro: ombrelloni, sdraie, lettini, seggioline, borse frigo rigide grandi come transatlantici, zaini, gazebo. I più organizzati li abbiamo visti aggirarsi con carrelli da facchino. Per noi che già portare l’ombrellone ( ombrellone poi, piuttosto un ombrello da pioggia un po’ più grande) ci pare quasi azzardato è uno shock.

La sera ci spostiamo a Capo Malfatano dove si può dormire a patto di non tirare fuori niente ( girano vigili rognosi ma riferiamo solo per sentito dire perché noi non li abbiamo incontrati). Il Capo è un piccolo promontorio dove si può andare a mare sia da un lato che da l’altro ( meglio la parte dx delle calette). La costa tra Capo Spartivento e Capo Malfatano è bellissima e piena di calette e spiaggette ma c’è poco parcheggio quindi se ci vuol fermare conviene muoversi al mattino presto 19/8 Giornata di mare in una delle calette di Capo Malfatano; miracolosamente siamo soltanto in tre famiglie. Ci rilassiamo ed esploriamo la costa con le maschere ( per i pescatori è un posto pieno di pesci e polpi). In serata percorriamo la costa fino a Porto Teulada dove ci hanno detto che si può scaricare ma non è così ( o meglio va bene per chi ha il thetford perché alla Marina turistica ci sono i bagni ) così andiamo alla spiaggia di Porto Tramatzu dove c’è un campeggio ma ci sembra molto affollato ed andiamo avanti fino a Porto Pino dove il campeggio è ugualmente pieno ma ormai è sera e ci fermiamo. ( Sardegna Camping tel. 0781-967013 € 35 per la notte).20/8 La spiaggia di Porto Pino o meglio di S. Anna Arresi è lunga e camminando un po’ si sta anche bene. Da bravi irrequieti nel pomeriggio ci risposiamo a verso Masua e ci fermiamo nella spiaggia di Porto Paglia dove c’è un parcheggio a pagamento. Anche qui è una zona di belle spiagge una di seguito all’altra. A Funtanamare c’è un parcheggio per camper. 21/8 Dopo Masua la strada per Buggerru è interrotta e c’è una deviazione di circa 3-4 km. di strada sterrata e stretta dove passiamo con notevoli difficoltà ( quando si incontrano due camper bisogna fare marcia indietro fino a qualche slargo e con una coda di macchine dietro non sempre è agevole). Ci fermiamo a Cala Domestica bella e selvaggia anche se comunque molto frequentata dove c’è un parcheggio per camper con una doccia e acqua ma niente scarico ( €10 a notte;in caso di bisogno estremo e di poca voglia di spostarsi il gestore si occupa di scaricarvi la cassetta thetford a Buggerru). La signora Graziella moglie del gestore porta il pane o quant’altro a chi lo richiede ( basta dirglielo la sera prima) ed ha un banchetto dove vende patate fritte ( molto apprezzate dagli under 21) e wurstel tel 0781-45855). Tramonto fantastico, le coppie romantiche si scatenano in servizi fotografici. 22/8 Mare a Cala domestica con passeggiata sulle alture per telefonare. 23/8 Buggerru ha una bella spiaggetta ma non ci fermiamo perché vogliamo andare a vedere il tempio di Antas sulla strada tra Fluminimaggiore e Iglesias. Sulla strada vediamo l’indicazione per le Grotte de Su Mannau e decidiamo di andare a vederle ( ingresso € 6).Le grotte hanno un bel parcheggino ombroso dove volendo ci si può fermare anche a dormire. La grotta è davvero entusiasmante : il ramo visitabile è piuttosto lungo e molto vario con fiume sotterraneo nelle cui acque cristalline viene voglia di fare il bagno, cascatella e profondo baratro. Siamo fortemente tentati di restare fino al giorno dopo e fare la visita speleologica che permette di visitare un altro chilometro di grotta vedendo sale particolarmente interessanti ( € 40 per la visita di 4 ore ma volendo si può fare di sei e anche di otto). I ragazzi che gestiscono la grotta procurano tutta l’attrezzatura compresi gli stivali per prenotare 0781-580411 – 580165 oppure 3475413624-3473313665 sumannau@tiscalinet.it. Ripartiamo con rimpianto ma abbiamo un appuntamento a Budoni con amici al quale non possiamo mancare. Pernottiamo nuovamente al Camping Salamaghe di Marina di Budoni 24/8 Ultimo giorno di mare e vacanza. Ci muoviamo per tempo per Olbia ( traghetto alle 22) e meno male perché dall’uscita della superstrada fino al porto è tutta una fila comunque, pur arrivando tra gli ultimi, ci tocca un posto laterale ventilato. 25/8 Arrivo a Piombino all’alba ma qualcuno della famiglia si sacrifica e ci riconduce a casa comodamente addormentati nei nostri lettini, d'altronde se no a che serve avere il camper?


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