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Ungheria via Slovenia

Ungheria via Slovenia


Attraverso la Slovenia e l'Ungheria fino ad Hortobagy

Periodo del viaggio 06/08/07 - 17/08/07 (11 giorni)
Pubblicato da memmioVisita il profiloContattaInvia una mail il

Resoconto del viaggio

Obiettivo Budapest e l’Ungheria, passando per il Friuli e la Slovenia.

Domenico Giancaspro, Agosto 2007

Equipaggio1: Mimmo e Rita1
Equipaggio2: Giorgio e Rita2

La prima parte del viaggio, ci ha portato da Bari a Trieste, ha avuto come obiettivo il Friuli ed è presente fra i diari di viaggio italiani: “Passaggio in Friuli”.

6 ago lun
Sveglia e partenza da Trieste, direzione lungomare sud fino a trovare il cavalcavia per l’autostrada. Occorre passare davanti a un distributore Shell e poi si trovano i segnali per l’Area Attrezzata di via Von Bruck, strada a senso unico. Noi siamo andati verso il porto e poi abbiamo fatto inversione. Prima di arrivare si passa sotto un ponte di ferro. Lo scarico e il carico sono all’ingresso. La griglia è comoda e ci sono tre prese per l'acqua, c'è anche una fontana. Direzione autostrada ed uscita a Stadio-(risiera) per rifornirsi al supermercato Famila. Alle 10:15 autostrada, uscita Lubiana, Postumia, Sezana.

Una trentina i chilometri per Postumia, 2,35€. Ben segnalate le grotte, rigorosamente tutto in sloveno. Da noi c’è il bilinguismo e qui neanche i nomi, la minoranza italiana è moolto tutelata... Grandi parcheggi: 3€ per la sosta 18€ per l’ingresso, uno ogni ora fino alle 18. Per la fretta di entrare con la visita delle 12, che stava per partire, ho dimenticato che sotto faceva freddo e il trenino ne aumentava l’effetto. Per fortuna fittano dei mantelli, altri 3€. Buona parte del percorso si fa in trenino e poi a piedi su un sentiero di cemento molto agevole. Ci vorrebbe più lentezza e un migliore commento per apprezzare questo capolavoro della natura. Quello che mi stupisce, e sì che di grotte ne ho visto tante, è la grandezza, la quantità delle concrezioni e i colori, con prevalenza di rosati e aranci e poi anche bianco e grigio.
La guida slovena cerca di fare la spiritosa e la tentazione di fotografare (non si potrebbe) è molto forte. Il trenino sembra quello di Disneyland Paris, da un momento all’altro partirà “... è un mondo piccolo...”
Sui cartelli all’ingresso varie targhe, non un nome italiano, cancellati 30 anni di valorizzazione e gestione delle grotte, e Anelli che venne ascoprire poi le grotte di Castellana? Avevo mangiato un panino prima della visita, un pezzo di pollo arrosto dopo e partiamo verso Lubiana alle 14:30. Dal parcheggio ci dirigiamo verso Poslina con una pseudoscorciatoia, poi entriamo sulla statale. Il problema è individuare l’uscita dalla strada di scorrimento che circonda Lubiana l’uscita per il campeggio. La zona si chiama Jezica, che era anche il vecchio nome del campeggio che oggi si chiama Lubiana Resort – Laguna. L’uscita dovrebbe essere Berija e poi Jezica. Le indicazioni verso Maribor sono insufficienti a trovarlo e non c’è alcuna indicazione. Per fortuna è intervenuto il navigatore di Giorgio che ci ha portato a destinazione.
Il campeggio è di ottimo livello, con piscina e buoni servizi. Checkout alle 12. Fa molto caldo, il camping è affollato e ci dobbiamo cercare un posto. Andiamo in città alle 17:30 con il bus 6 di fronte al campeggio, 10 fermate per arrivare in centro. In campeggio ci hanno fornito di materiale turistico e gettoni per il bus a 80 cent.
Invece dei biglietti, infatti, sul bus occorre depositare in un contenitore un piccolo gettone grande quanto 1 cent o pagare direttamente a lui 1€.
Giriamo per Lubiana, il mercato è ovviamente chiuso, piazza dei tre ponti, la chiesa dei Francescani è chiusa, Piazza del Municipio, Ponte dei Draghi, le piazze della parte vecchia, un giro per le strade.
Bella l’atmosfera, molti i giovani, molti lavori in corso, molto moderna la parte più lontana dal centro, qualche palazzo ancora bisognoso di restauri. Gelato in piazza dove c’era un’installazione artistica (?!) consistente in un tubicino per l’irrigazione a pioggia che bagnava due o tre panchine vicino la Chiesa e due segnali della serie Pericolo Pioggia. Rientro alle 8:30 in campeggio. Doccia e cena.

7 ago mar
Partenza alle 9. Paghiamo 31€ al campeggio e seguiamo il navigatore di Giorgio chiedendo strade senza pedaggio. Forse però le mappe sono datate perchè molto presto dal Ring ci appaiono le barriere. Decidiamo di accedervi comunque per guadagnare tempo. Tre barriere: 2,30+1,90+3,80=8€. Fortunatamente non c’è molto traffico e non si creano code eccessive alle barriere. Usciamo a Slavska Bistrica e seguiamo le facili indicazioni per Ptuj e poi i segnali per le Terme. Il campeggio è adiacente alle Terme e c’è un passaggio fra il campeggio e le piscine, attivato da tessere magnetiche consegnate alla reception che garantiscono due ingressi al giorno alle terme. 14,50€ con piscina, 11€ senza, 3,5€ la 220. A destra subito dopo la reception troviamo uno spiazzo molto ombreggiato. Bel campeggio, ottimi i bagni. Per lo scarico purtroppo c’è un cilindro verde con due buchi per sversare. Impossibile per il nautico, e anche per le grigie ci vorrebbe un tubo. Arrivati alle 11:45, rimaniamo in piscina fino alle 12:30 usando la piscina fredda e poi quella calda. Giorgio non può fare a meno di provare alcuni toboga con acqua. Pranzo all’ombra e riposino. Alle 17:30 cerchiamo di andare in paese. Dal parcheggio auto delle terme comincia una pista ciclabile o pedonale, illuminata da lampioni che lungo il fiume Drava conduce in paese. Il paese è grazioso, anche se con molti lavori in corso. Non abbiamo trovato aperta una sola chiesa. Saldi, qualche acquisto, ci orientiamo con la cartina presa in campeggio, salita al castello e panorama.
Caratteristico l’orizzonte del paese visto dal ponte pedonale, con la chiesa dei domenicani, quella dei frati minori e il castello. Tutto molto pulito. Vediamo la consigliata trattoria Gostlina Rabic con vista sul fiume all’inizio del ponte, molto caratteristica ma alle 20 è già piena e la proprietaria è andata in tilt e non sa quando si libererà qualche posto, ci invita a cenare all’interno. Fuori ci sono un ragazzo con la chitarra e una ragazza col flauto a dare un po’ di musica e un tocco romantico alla serata.
Torniamo allora indietro alla Gostlina Mozart che avevamo intravisto. Molto conveniente e molto buona la cena, una signora con i capelli rossi molto gentile, un menu anche in italiano e porzioni abbondanti. Ce la caviamo con 40€ in quattro. Indirizzo raccomandabile. Bello il paese, belle le terme non cari i ristoranti. Torniamo in campeggio dal sentiero lungo il fiume, breve chiacchierata e grappino. Domani occorre lasciare il campeggio entro le 10. Tornando notiamo un camper nel parcheggio prima del ponte ciclopedonale. Sul ponte, vicino le luci, colonie di ragni hanno intessuto bellissime ragnatele.

8 ago mer
Pago 33€ al campeggio, un po’ di coda di camper all’uscita. Prendiamo la statale che da Ptuj prosegue verso l’Ungheria, direzione Ormoz.
Per fare benzina prima del confine occorre prendere per il paese e subito dopo per il confine.
Un gruppo di bambini viene portato a spasso legato con delle fettucce da due maestre.
Dopo il confine la strada si fa più rattoppata, si vede qualche bimbo lacero fra i campi, poi la situazione migliora ma verso la fine molte case ancora grezze di mattoni, non intonacate e lasciate così. Al confine ungherese salgono in camper e chiedono se abbiamo animali: nessuno tranne noi due. Ci vogliono quasi 4 ore per arrivare a percorrere il tratto fino al confine di 180km perchè moltissimi sono i limiti a 60-40-70km e noi li rispettiamo doverosamente!!! La situazione migliora un po’ in Ungheria. Ben segnalata la statale 6 che seguiamo attraversando Pecs e riprendendola all’uscita. 2-3km dopo il centro città c’è una chiesa (2km dopo un McDonald’s) e di fronte un supermercato Lidl. Esattamente a fianco del supermercato c’è la stradina del campeggio Familia che è indicato, ma occorre fare molta attenzione.
Il microcampeggio è in realtà un pezzo di campagna con alcune basette di cemento per i camper, 7-8 in tutto, fra alberi da frutto. Una signora molto pignola ci da indicazioni attraverso una fotocopia in italiano, ci presta un libro su Pecs in italiano e vuole essere pagata subito, al massimo nel pomeriggio, 3600FT.
Andiamo quindi a cambiare al supermercato Tesco a 5’ di strada a piedi a sinistra sulla statale. Il cambio è a 242,5 ieri era molto migliore. Cambio 200€. Il supermercato è molto grande e aperto 24h. Torniamo dalla signora, paghiamo e aspettiamo che il caldo umido e opprimente diminuisca e alle 17:30 andiamo in città. Il campeggio è ben collegato 2-2A-27-31-43 in 4 fermate portano in centro. 260 il biglietto, che si può fare anche sul bus. Senza una vera guida ci arrangiamo per il centro, molto bello ma piccolo, bisognoso di qualche ulteriore restauro e animato in pochissimi luoghi fra cui la splendida piazza con la chiesa-moschea e la zona pedonale che da li comincia. Piena di gente, tavolini e bar.
C’è anche un gruppo di persone che balla al suono di un gruppo locale stile Goran Bregovic. Vediamo anche il duomo, il minareto e qualche chiesa. I negozi hanno chiuso tutti alle 18. Mangiamo dal McDonald’s, in piazza, 2 insalate (2220) e torniamo alle 10 al camper. Il vialetto di accesso è buio e dobbiamo fare luce con i cellulari.

9 ago gio
Spesa al LIDT e partenza alle 9. A sinistra, Statale 6 per Budapest; sempre dritto per 200km. Purtroppo è piena di lavori in corso: hanno deciso di allargarla, asfaltarla, rappezzarla: tutto oggi. E’ una sofferenza. A una sessantina di km da Budapest abbiamo la sorpresa di una nuova autostrada M6 non segnalata sulle nostre carte, e troppo recente per il navigatore, e noi non abbiamo ancora la “matrica” per l’autostrada. Dopo averla comprata ad un distributore ci sentiamo tranquilli. Arriviamo alla circonvallazione di Budapest e prendiamo la M1, entriamo in città e seguiamo per la statale 11 (per Aquincum) da un certo punto appaiono i segnali del campeggio Romai. Ci sono anche i cartelli degli scoiattoli rossi del campeggio Niche e qualche altra indicazione di campeggio. Seguendo la S11 comunque si arriva facilmente al campeggio. Arriviamo alle 13, con molto ritardo sull’orario previsto. Alla reception vogliono il pagamento del 1° giorno e lo preferiscono in euro 22,77 (mi danno il resto di 25 euro in fiorini) è un po’ più conveniente che pagare in fiorini. Il posto te lo scegli tu. Il campeggio non è male, temevo peggio da come viene descritto nei resoconti di viaggio. Alle 3:30 ci muoviamo per andare in città. Il trenino verde con linea rossa M2, fermata Romai Furdo è proprio dall’altra parte della strada, all’uscita dal campeggio. I treni sono molto frequenti. Fermata in Battyany Ter di fronte al Parlamento. Andiamo al ponte delle catene e da piazza Adam Clark prendiamo la funicolare per il castello. Visitiamo la zona e il bastione dei pescatori. Alle 19 apre la chiesa di Mattya e la visitiamo 450, compresi nella card. Poi scendiamo a piedi le scale, attraversiamo il ponte delle catene e andiamo a mangiare da Fatal, indirizzo molto presente nei resoconti. E’ vero, i piatti sono grandi ma pesanti da digerire e capirci qualcosa non è facile. Infatti Giorgio lascia la metà del suo, e anche Rita sua. Il prezzo non è bassissimo 15.000 in 4, con acqua e 2 birrette. Percorriamo Vaci Utca, inquadriamo la pasticceria Gerbeaud e vediamo Budapest illuminata. Torniamo a piedi, non sapendo quale bus ci avvicinerebbe. Arriviamo a prendere il mezzo delle 10:50. Ce ne erano anche alle 23 e alle 23:10 Direzione Santzendre.

10 ago ven
Ci svegliamo alle 8 per andare al Parlamento. Sono le nove passate quando ci muoviamo e così c’è una bella fila per i biglietti. L’ingresso è gratis ma contingentato per le visite nelle varie lingue: occorre prenotarsi all’ingresso X (10 in numeri romani) Rinviamo il tutto all’indomani. Ci avvicina un ragazzo che cerca clienti per il tour sul bus scoperto, non ci mostriamo molto interessati e lui scende da 7900 a 5000 compresa la visita al Parlamento. Ci pensiamo un po’ e accettiamo. Il giro parte alle 11, la visita al Parlamento è alle 14. Veniamo uniti a qualche altro cliente vicino la Chiesa di S.Stefano e affidati ad un signore anzianotto, simpatico, occhi chiari, che potrebbe essere un insegnante in pensione e che sotto il comunismo non se la deve essere passata molto bene. Parla italiano, francese e inglese e dopo una passata veloce alla Chiesa ci porta alla Citadela, prima ancora al Castello e al Bastione dei Pescatori poi al piazzale degli eroi e infine al Parlamento.
Per la visita al Parlamento passiamo un controllo e io vengo fermato perchè anche dopo avere depositato di tutto il detector continua a suonare. L’interno è splendido, molto ricco e la signora che ci fa da guida parla come Natolia di Aldo, Giovanni e Giacomo. Vediamo la sala della corona e della cupola, la sala gemella del parlamento.
All’uscita per mangiare prendiamo il tram 2 e andiamo vicino Piazza Vorosmarty al monumento alla principessa e alla pasticceria Gerbaud. L’ambiente è molto stile Old Vienna con bei tavoli, marmi, cameriere, perfino le toilette sono all’altezza del luogo, come sperimentiamo tutti. Ci sediamo e prendiamo Sacher e Dobos, totale 3800 compreso un caffè. 2 poveri diavoli tentano di fare musica con un violino ed un clarinetto, con scarso successo e scarsissima competenza musicale. Alla fine smettono e si fanno una birra.
Fortunatamente oggi usiamo molto i mezzi pubblici. Prendiamo la metro 1, la più antica del continente, da Vorosmarty e andiamo nel quartiere ebraico, Dopo un breve giro tentiamo di andare alla sinagoga. Ma essendo venerdi chiudeva alle 15. Andiamo in viale Andrassy per la metro e Piazzale degli Eroi. La piazza è enorme. Qua e là si notano i palazzi non ancora ristrutturati, come dovevano essere tutti finoa una ventina di anni fa. Addirittura un palazzo vicino al castello mostra ancora i fori delle pallottole della guerra, non lo hanno restaurato perchè non hano ancora deciso cosa farne. E un altro, vicino al parlamento ha delle piccole sfere di piombo che ricordano le pallottole sparate dalla polizia durante la rivolta del ’56.
In piazza c’è anche una lapide che ricorda i morti del ’56, 100 nella sola piazza Kossuth e una bandiera con un buco al centro, al posto della falce e martello.Visto che sono vicini, andiamo a vedere i bagni Szechenyi, i più grandi di Budapest e ci informiamo su orari e prezzi. Vado a fotografare l’ingresso liberty del vicino zoo e poi, stanchissimi, prendiamo una serie di mezzi pubblici e torniamo al campeggio.
Assaggiamo il Tokaj di Giorgio che non ci piace molto e facciamo una partitina mentre accanto a noi da un paio di ore un gruppo di ragazzi di lingua inglese festeggia non so cosa a voce molto alta, e poi parlano male degli italiani...

11 ago sab
Alle 10 siamo al museo etnografico. Stanotte è piovuto, alle 8 ho scaricato il nautico con la cassetta e le grigie con un secchio. Sembra che lo scarico sia al blocco WC 3 ma stamattina non posso muovere il camper. Il museo sarebbe gratuito ma solo per la mostra permanente, per quella temporanea occorrono 600. Optiamo per la permanente, aggiungo 300 per poter fotografare.
 
Il museo descrive la vita delle campagne ungheresi nei due secoli scorsi, con oggetti della vita contadina, abiti e fotografie e qualche filmato.
Finita la visita andiamo a piedi alla Basilica di S.Stefano; nella piazza adiacente al Parlamento c’è uno stagno e un ponticello di bronzo con la statua di Imre Nagy. A ricordo della rivoluzione del ’56 c’è una lapide, una bandiera con il buco e nei muri del piombo a simulare le pallottole che furono sparate nell’ottobre(settembre ’56?) e fecero più di 100 morti nella piazza.
Continuando, incrociamo un gruppo di bergamaschi che fanno turismo dentistico: sono qui per un impianto osseo ai denti da un dentista di Budapest che costa meno della metà (15.000 invece che 36.000 euro) e lo consigliano caldamente.
Nella Basilica sta per essere celebrato un matrimonio e per questo è accessibile solo in piccola parte. Fotografiamo la sposa, non c’è vacanza estiva senza foto di sposa!
Invece di andare subito al Mercato, Giorgio propone di fare Vaci Utca e ci mettiamo un’eternità per le soste ai negozi. In questo modo arriviamo al mercato che sono quasi le 2 e stanno chiudendo. Diamo un’occhiata veloce. Molta merce, prezzi non eccezionali, molta frutta al piano terra, vari box per mangiare al 1° piano più un ristorante self service che ci è stato raccomandato ma che non facciamo in tempo a provare.
Per disperazione mangiamo un’insalata da Burger King e prendiamo un caffè da Anna Caffè subito prima del mercato. Hanno anche delle buone insalate. Spostandoci agevolmente con bus, tram e metro andiamo a vedere gli stabilimenti termali dell’Hotel Gellert e la Grotta Paolina di Lourdes, poi saliamo a piedi la scalinata per la Cittadela. Molte persone fanno la fila per le terme, queste sono quelle più eleganti, in parziale ristrutturazione. La grotta è il riutilizzo di una vecchia casa che non poteva essere vista dal lussuoso hotel, ma è comunque emozionante.
La salita si rivela faticosa per il caldo. La giornata alterna momenti caldi ad altri più freddi, per fortuna. Arriviamo in cima spossati e sudati e qui ci arriva un bel vento, speriamo bene.
Il panorama che si gode dall’alto è splendido. Vicino la statua della vittoria c’è un negozio con ancora molte spille e medaglie e qualche cappello del periodo comunista. Non visitiamo i bunker della 2^ guerra mondiale. Per scendere ci affidiamo al bus 27 che ci porta a Nyugati ter dove prendiamo il tram 6 che con un bel giro ci porta all’Isola Margherita.
A Nyugati ter vediamo la stazione costruita da Eiffel e il bel McDonald’s che utilizziamo per un pitstop ed un gelato. Riprendiamo poi il 27 fino all’inizio del Ponte Margherita. L’isola è un unico, grande, bellissimo parco. Si possono noleggiare carrozze elettriche, bici e quadricicli. Noi ci facciamo una bella passeggiata a metà della quale sgranocchiamo pannocchie di granturco. Ci sono anche piscine, un bel laghetto e alla fine una specie di torre per l’acqua con bar-ristorante e un palco dove alle 19 fanno po’ di musica. La fontana all’ingresso zampillava al suono della musica e c’erano anche qui degli spazi. Sembra che la sera venga illuminata. C’è un McDonald’s in Vaci Utca 18. Torniamo con il 26 all’inizio dell’isola che è chiusa alle auto private, e prendiamo il 2 per il ponte delle catene dove ci dovrebbe essere una festa.
In effetti ci sono un paio di gruppi musicali e molti stand di prodotti, sia mangerecci che non. Giriamo fra le bancarelle e compriamo qualche regalo per gli amici, io prendo un dolce arrotolato su un tronco di cono spruzzato poi di zucchero nocciole e cannella.
Al ritorno prendiamo delle palacinche (crepes) in un bar specializzato in Battyani ter. Mangiabili ma niente di particolare. Ci sono dei veri e propri menu composti solo di palacinche salate e dolci più due bibite a prezzi fra i 750 e 900. Torniamo stanchi.

12 ago dom
Tempo estremamente variabile: si passa dal caldo al vento all’umido alla pioggia. Piove di brutto durante la notte e scopriamo che piove dalla mansarda! Alle 5 dobbiamo mettere perfino un pentolino. Molto probabilmente il grande caldo di fine giugno con 48-49 gradi l’ha deformata. Alle 9:30 siamo a S.Anna a Battyany Ter per la messa delle 10 e per vedere finalmente la chiesa. La chiesa è effettivamente molto bella, barocca. All’ingresso c’è un vecchio contadino che vende strani fiori a forma di lampioncino rosso arancio a 200. Prendiamo il 19 e andiamo al Ponte Elisabetta per vedere la chiesa parrocchiale del centro città. E’ in corso una messa e noi non entriamo, per rispetto, perchè dal portone si è subito in chiesa.
Notiamo un paio di camper accanto alla chiesa, sotto le arcate iniziali del ponte, sono abruzzesi e hanno dormito qui stanotte. Ci sono parcheggi per camper o bus. Durante la settimana a pagamento. C’è un auto della polizia, il posto sembra sicuro. Attraversiamo a piedi il ponte, che così appare enorme e spettacolare e dall’altro lato fotografiamo la statua di Sissi e le terme Rudas, forse le più autentiche, anche se datate. Il sabato e la domenica sono gli unici giorni in cui uomini e donne possono entrare insieme. Prendiamo un bus per andare alla Sinagoga. C’è molta gente, ma sono molto organizzati. Il biglietto, se non si ha la Budapest Card, costa 1400, con guida 1700. Dimentico di avere la Card e con l’aiuto di un ragazzo dell’organizzazione prendiamo i biglietti giusto in tempo per la visita delle 10:30.
Una signora che parla bene l’italiano ci spiega il monumento con il salice piangente con le foglioline di metallo e i nomi incisi (alla sua realizzazione ha contribuito anche Tony Curtis) una lapide ricorda i non ebrei che hanno aiutato gli ebrei, fra cui Wallemberg e Perlasca, e poi ci fa entrare nella Sinagoga. Gli uomini con la kippa. E’ la più grande di Europa, 6.000 posti di cui 3.-000 seduti ed è non proprio ortodossa ma neològa, assomiglia ad una chiesa cristiana come struttura  con 3 navate e altre differenze con le sinagoghe di altro rito. In Ungheria ci furono le ultime deportazioni dell’Olocausto e di 800.000 ebrei ne uccisero 600.000! fra la fine del ’44 e l’inizio del ’45. Nella chiesa c’è un matroneo per le donne. In quelle ortodosse uomini e donne vengono separati fisicamente da un telo. C’è anche un museo con oggetti di culto. 100 per fotografare. E’ passato mezzogiorno e ci sembra difficile tornare per andare ai bagni, oltretutto il tempo non è dei migliori. Andiamo al museo in Piazza degli Eroi ed è gratis, se si esclude la mostra temporanea sugli Incas, ed è ricchissima di quadri italiani, oltre che spagnoli e fiamminghi. Saltiamo egizi e romani, ci sarebbe da passare molte ore ma siamo stanchi e i musei stancano molto. All’uscita abbiamo fame e andiamo al ristorante Millennium in viaVaci al 68. Scopriamo che è diventato Millennium da Pippo e che non è più cucina ungherese ma pizzeria siciliana. Siamo in dubbio se rimanere o no poi la fame ha la meglio.
Il proprietario siciliano si avvicina e attacca discorso. Fra le varie pizze c’è una pizza Juventus e alcune altre dedicate ai protagonisti dei mondiali fra cui Buffon, Camoranesi, Del Piero. Nel locale in bella vista c’è anche una maglia di Del Piero. Non mancano anche le pizze Palermo, Mafia, Don Vito ecc. Inutile aggiungere che al tavolo affianco si siedono tre ragazzi francesi inconsapevoli, che vengono accolti dal proprietario con un “viva i vicecampioni del mondo, vi va bene la pizza Materazzi? Meno male che i ragazzi non sono nervosi. La pizza si rivela buona e con ingredienti italiani (tranne la mozzarella che sembra essere quella tipo formaggio fresco); anche il prezzo però è italiano  e ce la caviamo con 962 in 4.
Sostituiamo i bagni, che rinviamo a domani, con il parco del Comunismo, che raccoglie le statue monumentali rimosse dalla città. Arrivarci non è facilissimo, occorre andare in qualche modo a Etele Ter e qui prendere i bus gialli per la periferia. Dopo alcune fermate si arriva. Piattaforma 7. 380 il biglietto a/r. Stanno costruendo la Metropolitana, linea 4 e non è facile individuare il capolinea giallo. L’entrata è compresa nella Budapest Card. C’è anche un bus diretto, molto comodo ma anche molto costoso, 4000, visto che oggettivamente il parco è parecchio lontano dal centro.
Il parco è ben ideato ma sembra non più molto curato, come se non raggiungesse più gli obiettivi di affluenza di pubblico previsti. Certo che vedere gli stivali della statua di Stalin abbattuta dagli insorti del ’56 o le figure di Lenin e Marx o dei giganteschi soldati fa riflettere molto sul comunismo. Per il resto una Trabant ormai ridotta a rottame, qualche spilla e qualche maglietta.
I molti sbandati che si trovano per le vie hanno a che fare con ilcrollo del comunismo? Torniamo col 47 in centro a piazza Deak e poi all’inizio di Vaci Utca.
Giorgio vuole provare lo stinco nel ristorante indicato dal siciliano, ma il ristorante non esiste più e finisce per cenare di fronte alla principessa (10000). Noi invece rientriamo prima, Rita ha un dolore ad una gamba. Io sono disidratato e ci fermiamo a McDonald’s per insalata e cocacola.
Prendiamo il 2 poi l’M2 poi il solito trenino e alle 9:40 siamo a casa. C’è un po’di gelo.  Abbiamo provato a telefonare dalla cabina e Vale non rispondeva.

13 ago lun
Finalmente le Terme, riusciamo a muoverci alle 8:30 e alle 9:20 entriamo alle Terme dell’Hotel Gellert (41 da Batthyany Ter). Si pagano 3100 che con la Budapest Card diventano 2800. Se si esce prima di 2 ore ti restituiscono 400, se prima di 3 200.
Abbiamo preso l’uso di cabina che viene assegnata e in cui poter depositare le proprie cose. Si può fotografare. L’ambiente è primo ‘900 e la piscina ha una piccola zona in cui non si tocca . C’è poi un’altra piscina, ancora più piccola, di acqua calda in cui rimanere a mollo. In quella fredda, oltre a bocche di leone che fanno uscire fiotti di acqua ci sono anche sul pavimento della piscina bocchettoni che emettono bolle di aria.
Ci spostiamo da una all’altra e ci rilassiamo.
E’ possibile anche asciugarsi i capelli. Usciamo, appena in tempo per riavere 200 a testa e torniamo in campeggio col bus con gli asciugamani bagnati e i costumi in alcune buste di plastica.
Pranziamo in campeggio e andiamo a Szentendre, paese di artisti e di ortodossi serbi venuti qui nel XVIII secolo, raggiungibile dalla fermata del campeggio. I biglietti li abbiamo presi a Batthyany al ritorno dalle piscine. 1920 andata e ritorno (a coppia) Il paese è grazioso ma essendo lunedì, le chiese sono chiuse. Sono aperti però molti negozi di merci varie. Impariamo molto sul tokaj da Bauer Souvenir Delicatesse in Alkotmàny utca verso il Templum. Il proprietario, gentilissimo, ci spiega con pazienza la differenza fra il tokaji furmint (bianco secco) il tokaji Szamorodni (semidolce) e il tokaji Aszu (dolce) con 3, 4, 5 o 6 corone in funzione della percentuale di uve appassite (Puttonyos) che indicano il grado di dolcezza e poi il Tokaji Aszu Eszencia, ancora più dolce, vero e proprio liquore. C’è anche la grappa di frutta Palinka. Facciamo qualche assaggio. Compriamo soprattutto paprika, sia dolce che piccante e zafferano in pistilli. Non prendiamo molto vino, pensando di trovarlo a meno nei supermercati. Era meglio prenderlo qui. Sulla via principale ci concediamo una Gundel Palacsinka alle noci, uvetta e cioccolato. Molto dolce e molto buona 690.
Il caldo è tremendo, approfittiamo di un supermercato per fare un po’ di spesa e rientriamo. Io e Giorgio andiamo a Obuda per vedere le donne con ombrello dello scultore Imre Varga. Il paese è una sorpresa, un’isola decentrata, aggredita da palazzoni e tagliato in due da una superstrada. Resiste qualche angolo ottocentesco molto caratteristico. Qui i prezzi dei ristoranti potrebbero essere inferiori. Incrociamo alla stazione HEV un bel po’ di ragazzotti che in questi giorni sono qui per il concerto rock che si svolge qui vicino a Filoreti. Purtroppo domani si lascia Budapest. Non abbiamo visto il mercato delle pulci di Ecseri, non abbiamo fatto la crociera sul Danubio, non abbiamo visto qualche altro museo... sarà per la prossima volta.
Utilizzo finalmente lo scarico vicino al blocco in disuso dei bagni 3, con tombino quadrato da centrare con precisione.

14 ago mar
Sveglia alle 7, alle 8 siamo pronti per pagare il campeggio ma l’addetto arriva con un po’ di ritardo. Pago 4giorni=91,08 euro, il resto dei 100 viene dato in fiorini, al cambio di 230!
Usciamo a destra da una stradina e dobbiamo svoltare altre due volte a destra per incrociare la SS11 e dirigerci verso Budapest fino ad incontrare i segnali per la M3.
Saltiamo Godollo e ci dirigiamo ad Eger. L’autostrada ci consente di spostarci velocemente e imbocchiamo poi la 33 che diventa 25.
Una volta arrivarti a Eger occorre superare vari semafori seguitando adandare dritto fino a delle indicazioni per il centro città. Il campeggio Tulipan si trova dalla parte opposta, a sinistra, verso la fine della città, ed è indicato solo poco prima dell’incrocio. E’ un piccolo campeggio senza pretese, brecciolino e prato, servizi essenziali. Niente ombra, 3200 per una notte di 2 persone. Il paese si raggiunge a piedi in 15’, il centro storico è compatto e uniforme, bello il duomo, molti gli edifici barocchi, notevole la chiesa dei francescani, il minareto, il castello, altre chiese sono chiuse. Le donne cercavano negozi a buon prezzo ma così non è. Roba corrente a prezzi alti e roba buona a prezzi troppo alti. Per i ricami sembra migliore il rapporto qualità/prezzo riscontrato a Szentendre. Molto meglio allora le signore che a Budapest mostravano nei punti frequentati dai turisti le loro opere ricamate. La città vale sicuramente una visita, forse mezza giornata è sufficiente. Nei pressi del campeggio, proseguendo dritto invece di svoltare a destra, si arriva in un grande parcheggio a pagamento con molte Csarda e vendita diretta di vino della zona, visto che Eger è zona di vini, sia bianchi che rossi.
Andiamo a pranzo al Ristorante HBH, ad un angolo della piazza principale, che ha anche un grazioso cortile interno e in cui abbiamo mangiato con 1300 in 4, compreso il caffè e 4 piatti di carne con contorno, Molto buona la qualità e ottimo il prezzo. Altra grande qualità il menu in italiano. Tutto ottimo tranne il caffè di buona qualità (illy) ma poco “espresso”, diciamo troppo lungo. Eger è anche città universitaria e città termale. Oggi fa caldo e così torniamo prima del solito al camper per una chiacchierata e una partita a carte. Mi reidrato con anguria e acqua.

15 ago mer
Sveglia alle 7 e partenza alle 8. Carico acqua. Pago 3200 per il campeggio. Prendiamo la statale 33 che ci conduce a Hortobagy. Poco traffico, arriviamo alle 11,30. Sempre dritto, poco prima del piazzale con le bancarelle deviazione per Mata dove c’è il club con maneggio che organizza un tour per turisti con i carretti trainati dai cavalli a 2200. Ci prenotiamo per quello delle 14 perchè quello delle 12 è già pieno.
Nel frattempo andiamo a Hortobagy a curiosare fra le bancarelle. Alcune cose gradevoli d’osso, le fruste, molta la paccottiglia. Qualche pseudo museo con ingresso a 500, parcheggio a pagamento a 300.
C’è anche il centro visitatori del Parco. Arrivando si sfiora un po’ di ambiente palustre e si intravedono volatili.
Facciamo qualche acquisto e qualche foto. Alle 14 comincia il tour. Ci portano nella tenuta a vedere i bufali, i maiali mongoli pelosi, le pecore, le mucche con le corna stile vecchio west, e i Ciksos che fanno i loro esercizi di destrezza a cavallo, uno cavalca con i piedi su 2 cavalli.
Emozionante, anche se molto turistico. La vita di questi pastori era ed è molto dura. Il territorio è una steppa a vista d’occhio con erba e poco altro. Alla fine torniamo a Hortobagy per mangiare nella csarda. Ci sono i musicisti tzigani e prendiamo buone cose: spezzatino di bufalo, insalata con lo yogurt, maiale con patate, paghiamo 10450, poco più di 40€ in 4. I prezzi in Ungheria sono come i nostri, solo sul mangiare si riesce ancora a risparmiare qualcosa prendendo il loro piatto unico che di solito è abbondante.
Decidiamo di non pernottare qui ma di dirigerci verso Esztergom, eventualmente fermandoci nella zona di Visegrad per vedere l’ansa del Danubio. I km sono 240 e dobbiamo ripassare per Budapest. Passiamo anche davanti al Romai. Si fa buio e arriviamo a Esztergom. Spettacolare la visione della basilica illuminata e ancora più monumentale. Seguendo i segnali e chiedendo arriviamo al campeggio alle 21,30. Mangiamo qualcosa e andiamo verso la basilica facendo una interminabile scalinata che ci porta verso la fortezza e poi sul sagrato della basilica che da vicino è ancora più enorme. Ci affatichiamo un po’ ma ne vale la pena. Scendiamo dall’altra parte e girando attorno alla basilica troviamo il centro, a quest’ora deserto. Torniamo in campeggio per la strada, lunga, che abbiamo fatto col camper arrivando.

16 ago gio
Scarico centrabile dai nautici. Prato, piscina, docce en pleinair... Usciamo per una visita alla città. Ci indicano una scorciatoia per la piazza. La strada che abbiamo fatto ieri sera passava sotto il ponte verde di ferro e sfiorando una chiesa (molto caldo, troppo) saliva per una ripida scalinata al castello. Ci sono già le attrezzature per la festa medioevale che va dal 17 al 20 agosto e un palco per la musica. Il 20 agosto è la festa nazionale di S.Stefano di Ungheria. A Budapest fanno anche fuochi artificiali. Fa molto caldo e sarà anche poeggio più tardi. Di giorno la basilica sembra diversa, più piccola, più vecchia. E’ comunque gigantesca. Ottocentesca. Papa Giovanni Paolo è venuto qui nel ’91 per rendere omaggio alle spoglie del cardinale Midszenty trasportate e sepolte nella cripta. Visitiamo la cripta, 100f, grande ed emozionante per quanto riguarda il cardinale, pieno di nastrini con i colori d’Ungheria portatigli in omaggio. C’èanche la foto del papa.
Dalla chiesa si gode un panorama che abbraccia il fiume e la Slovacchia che comincia proprio sull’altra riva. Il ponte verde di ferro ha a metà il simbolo del confine con tanto di bandiera slovacca ed europea. Scendiamo per la stessa scala che abbiamo salito ieri sera e dopo aver pagato 5000 e scaricato in una bella griglia, adatta anche ai wc nautici, ci dirigiamo verso Gyor. Notiamo qualche signorina disponibile lungo la strada. Arriviamo alle 13,45. La strada si percorre alla solita media di 50-60km e i tempi si dilatano. Mangiamo qualcosa ma per il caldo decidiamodi non farci un giro e andiamo a Fertod per il patazzo Esztherazy, percorrendo la statale 10.
Arriviamo alle 16,15 e ci prenotano la visita delle 16,45, l’ultima è alle 17.
Ci danno un foglio con alcune notizie in italiano, visto che la lingua della visita è solo magiara.
Il castello, ben restaurato all’esterno, all’interno lascia un po’ a desiderare. Legno scrostato, sedie con fodere lacerate e usurate. Andrebbe restaurato e comunque niente a che vedere con quello di Miramare che abbiamo visitato all’inizio del viaggio. E il tutto alla modica cifra di 1350. Sono in un bagno di sudore. Alla fine delle visite canonico giro per le solite bancarelle. L’unica vera emozione la prova d’orchestra nel salone, con la musica che sembrava suonata proprio per noi.
Dalla strada che congiunge Fertod a Sopron, più piccola della 85, arriviamo a Sopron. Nessuna notizia del campeggio Orion, troviamo il Lower. Non ci ispira, sembra abbandonato, torniamo in città per trovare gli altri, chiediamo a 2 austriaci, un fioraio, un autista di autobus, che in un modo o nell’altro ci rimandano tutti lì. Il tempo passa e noi continuiamo a girare. Alla fine lo ritroviamo ma dopo avere contrattato (da 5000 a 2500) non ci fidiamo. Siamo gli unici ospiti, salvo un camper sull’erba accanto al quale non ci vogliono far sostare e ci aprono una zona con una sbarra che era chiusa. Non ci fidiamo e ce ne andiamo verso Gyor alla ricerca del camping Castrum che avevamo notato venendo e che ci sembrava lontano dalla città, a Sopron-Balf.
E’ sulla strada piccola, ma le indicazioni ci sono anche sulla 84, quella grande. Ci arriviamo alle 21:30 e ci sistemiamo da noi, la reception è chiusa. Che avventura!
Tornando dalla 84 abbiamo visto il Tesco 0-24h che qualcuno ha usato per sostare. In emergenza credo che si possa fare. Nel frattempo l’aria si è rinfrescata e si è alzato il vento. Speriamo di riposare.

17 ago ven
La reception apre alle 9. E se ce la filassimo all’inglese? Ci sono bus ogni ora a partire dalle 9,05. Scopriremo poi che la signora apre la reception solo dalle 9 alle 10 e dalle 18 alle 19! E per pagare dobbiamo chiamarla dall’appartamento di sopra: arriva moolto scocciata.
Il bus è il 14, si prende in paese a 500m dal camping, vicino la chiesa, fa capolinea lì. Biglietto 185. Ci porta in centro. Nel campeggio ci sono buone docce, forse una piscina, anche in questa zona ci sono terme... arriviamo in paese becchiamo subito l’ufficio informazioni e prendiamo una piantina. Il paese è un piccolo gioiello, compatto, medioevale, da ristrutturare un po’ ovviamente, come Budapest del resto.
Seguiamo la guida che avevo scaricato da internet. Oltre la porta della fedeltà e la piazza c’è da vedere anche altro (vedi carta e piantina) La chiesa della capra è in restauro.
Sul bus alcune signore vanno a fare la spesa con cesti di vimini e borse. Molti i locali per giocare al casinò alla roulette ecc. In città vediamo il solito elefante di pietra allo spigolo di un palazzo. Sulla strada in cui ci ha lasciato il bus c’è una galleria con molti negozi, compriamo un po’ di paprika e qualche altra cosa, meno male perchè alla Tesco non troveremo nulla di simile.
Torniamo e con il bus ripassiamo in molti dei posti in cui abbiamo girato ieri. Ormai conosciamo la città. Oggi c’è un po’ di vento. Chiamiamo la signora che forse dormiva e paghiamo 6500 in 2 camper, avevamo preso la stessa piazzola. Mangiamo qualcosa e alle 14 siamo al supermercato TESCO, enorme e aperto 0-24. Alla fine della ss84 entrando in Sopron, sulla sinistra. Riusciamo a metterci in movimento alle 16, non facciamo benzina perchè a 265,9 ci sembra cara, invece la troveremo allo stesso prezzo subito prima del confine e in Austria. Tranne i primi 2 distributori che l’avevano a 1080 e 1054, i prezzi sono alti 1188. Chissà a quanto è arrivata in Italia. Abbiamo calcolato 4-5 ore per Tarvisio e avremmo anche fatto prima se non ci avesse sorpreso un nubifragio in Austria fra Graz e Klagenfurt. Anche questa volta dalla radio austriaca hanno trasmesso l’italiano di Toto Cutugno. Sta diventando un must come le spose.
Fortunatamente poi smette, fra pioggia e lavori con carreggiata ridotta siamo in tensione. Arriviamo a Tarvisio alle 21.
Direzione centro poi Udine, poi impianti di risalita. L’Area è piena di 40-50 camper, ha 2 scarichi, carico acqua e costa 0.60 h con ticket. Fuori fa freddo. Mangiamo il pollo preso alla Tesco, una partita a carte e poi a letto.

Torniamo a Bari  visitando nuovamente un po’ di Friuli e Verona, dove abbiamo intenzione di vedere l’Aida. La  descrizione è fra i diari italiani: “Passaggio in Friuli”.

 

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