LA NOTA DI LUGLIO DEL CAMPER CLUB LA GRANDA

 

 

L’estate è la stagione dei camper che ormai sono usciti dal chiuso: è l’ora dei grandi viaggi, delle escursioni, della socializzazione e degli incontri.

Aria nuova anche nel mondo dell’Associazionismo, con la Confedercampeggio che si è data statuto e regolamento che consentono di mettersi al passo col nuovo che avanza e con le esigenze dell’utenza che si sono radicalmente modificate col passare degli anni.

“Insieme”, il giornale del Camper Club “La Granda”, sta pubblicando a puntate, ormai da anni, “le nostre radici”, la storia del turismo all’aria aperta scritta da un appassionato qual è il dr Mario Rocco: leggendo i suoi scritti, inseriti anche su internet, ci si rende conto di due fatti assolutamente importanti quanto inequivocabili.

Il primo che usi, costumi e comportamenti si sono profondamente modificati negli anni, in modo anche radicale, il secondo che “siamo figli della società nella quale viviamo” e non elementi ad essa estranei.

Proprio da questi due elementi è nata la necessità, sofferta e durata lunghi anni, di porre mano al vecchio statuto e di dare alla Confederazione dei campeggiatori un nuovo strumento in grado di consentire di guardare avanti con serenità e concretezza.

Dalla tenda al camper, dal campeggio all’area di sosta, dal prato verde dotato al massimo di una doccia fredda, al villaggio con animazione, dalla tavolata “polenta e salsiccia” ai menù tipici: sono questi solo alcuni degli elementi che sottolineano il mutare degli atteggiamenti e dell’approccio al turismo sotto le stelle da parte degli utenti.

Persone, queste ultime, che sono cresciute anno dopo anno, che hanno aperto i propri orizzonti, che hanno abbandonato luoghi certi e ripetuti stagione dopo stagione per andare a cercare, in Italia o all’estero, posti nuove ed esperienze diverse.

Gli stessi club, che una volta si limitavano a qualche cena sociale e a poche uscite nell’arco dell’anno, ora si sono attrezzati: giornali, siti internet, consulenze, viaggi organizzati, sinergie con le realtà economiche, artigianali e produttive locali.

Insomma, anche l’indotto, se così si può chiamare, è profondamente cambiato: un tempo si entrava nei campeggi quasi come in uno zoo.

Ricordo, ero poco più di un ragazzino, frequentavo il campeggio della mia città e, la domenica, non era raro incontrare persone, estranee alla struttura, che passeggiavano tranquillamente per “vedere” loro conoscenti in calzoncini corti seduti su una sdraio intenti a leggere il giornale o a bere una bibita.

I sorrisini si sprecavano e qualcuno sicuramente avrà pensato che certi concittadini che vivevano in una tenda o in una piccola roulotte tutte le rotelline a posto non le avevano: ora nessuno si permetterebbe più di fare il medesimo ragionamento.

Il turismo all’aria aperta si é rivelato un fenomeno economico e sociale di primaria importanza: oltre dieci milioni di italiani, anche se in modi diversi, lo praticano, mentre le nostre ex frontiere sono varcate da un numero impressionante di stranieri che vengono nel nostro Paese utilizzando i veicoli ricreazionali.

Un quadro di questo tipo impone che le associazioni si adeguino, ponendo mano innanzi tutti ai propri regolamenti e poi anche alle norme di comportamento.

Altrimenti il rischio, forte ed ineluttabile, è quello di trovarsi fuori del sistema, estromessi da altri che hanno saputo “cavalcare il momento” adeguandosi alle mutate esigenze.

Basta frequentare per pochi giorni la segreteria di un qualsiasi grande club per rendersi conto delle telefonare e delle e mail che giungono, delle richieste svariate, dell’importanza che al tempo libero le persone assegnano, del fenomeno di assoluta rilevanza che si sta trattando.

Già, le e mail: anni fa nessuno avrebbe scommesso su internet. ”figuriamoci, ancora grazie se posseggo un cellulare…” sostenevano i più.

Mai affermazione fu più sbagliata: anche gli utenti più anziani e meno avvezzi all’informatica hanno scoperto di avere un figlio o un nipotino che col web ci sa fare ed i programmi vengono scaricati, stampati e consegnati ai nonni che poi li mostrano orgogliosamente agli altri per far vedere che loro… col nuovo che avanza ci sanno fare.

E’ questo un segnale di vitalità dell’ambiente, di capacità di adeguamento, di dignità e di forza!

Il nuovo statuto della Confedercampeggio è parte integrante di questa logica: rappresenta uno strumento essenziale per essere motori e non ruota di scorta di un fenomeno che comunque progredisce, nonostante tutto e tutti.

Certo, il vero freno è costituito dalle leggi che mancano, dall’inerzia di alcune categorie, dall’incapacità di molte amministrazioni ad adeguarsi. Ma questo non preoccupa più di tanto!

Dalla tenda al camper, il fenomeno si è modificato nonostante vi siano stati tentativi di frenata anche notevoli: siamo figli dei tempi che viviamo e di questo ne andiamo orgoglioso.

Come lo siamo del nuovo statuto e del nuovo regolamento che, alla fine anche se con tanta fatica, ci siamo dati!

 

Beppe Tassone