LA “NOTA” DI MAGGIO DEL CAMPER CLUB “LA GRANDA”

Il 2003 è stato proclamato dalla Comunità Europea l’anno delle persone disabili e non deve trascorrere invano.

Intendiamoci, di convegni se ne terranno tantissimi, di dibattiti televisivi pure, le parole si sprecheranno, i mesi scorreranno e alla fine giungerà dicembre.

Sicuramente qualche risultato si raggiungerà, qualche legge sarà varata, qualche opportunità in più verrà concessa a chi poco o nulla ha avuto dalla vita: ma non basta, occorre fare di più, soprattutto in settori ai quali pochi pensano o che addirittura, certe volte, a torto vengono relegati in terza e quarta fila, dimenticati se non accantonati.

Mi riferisco al tempo libero ed alla possibilità di fruire di svago e libertà di movimento anche da parte di chi, per proprio sventura, si trova  ad affrontare gravi problemi relativamente alla mobilità.

Quante volte, purtroppo, è toccato leggere di alberghi e strutture che hanno chiuso le porte ai portatori di handicap, della difficoltà di inserimento, di una società che  a parole è moderna ed avanzata, ma concretamente si comporta in ben altra maniera.

Il turismo all’aria aperta, in questo senso, rappresenta il massimo della disponibilità e della fruibilità per le persone portatrici di handicap, garantisce la privacy, la dignità di vita, la possibilità di gestirsi in autonomia senza doversi rapportare obbligatoriamente con degli estranei.

Muoversi con un camper o  trascorrere le giornate in un campeggio, rappresentano per i portatori di handicap una grossa opportunità: i veicoli ricreazionali, in questo senso, sono più vicini alle persone disabili.

La dignità di vita che consentono, la possibilità di essere partecipi del mondo che li circonda, ma nel contempo di poter “chiudere gli scuri” quando ve ne è la necessità, rappresentano un valore eccezionale, del quale chi ci governa deve tenere assolutamente conto.

La funzione sociale del turismo all’aria aperta si esplica proprio grazie alle sue implicite caratteristiche, alle proprie potenzialità, ai valori che ha in sé.

Chiedere che nell’anno dedicato alle persone con disabilità lo Stato, le Regioni, gli Enti Locali, ognuno per quanto riguarda le proprie competenze, intervengano pare del tutto ovvio, ma certo non lo é.

Allo stato occorre chiedere che finalmente si ponga mano all’incompiuta, a quella legge, cioè, che consente di accedere alle agevolazioni fiscali quando ad acquistare un autocaravan è un disabile, ma, a differenza dei veicoli, non prevede l’IVA agevolata.

Una questione di giustizia, rivendicata anno dopo anno e mai giunta a conclusione per l’opposizione del governo ogni qual volta, in sede di approvazione della Finanziaria, veniva presentato da tutti i gruppi un emendamento che andava verso questa direzione. Dire di no anche nell’anno della disabilità apparirebbe oltremodo grave.

Alle Regioni si chiede di predisporre delle leggi in grado di rendere sempre di più i campeggi e le aree di sosta fruibili da quanti sono portatori di handicap, di eliminare le barriere, fisiche e psicologiche, che ancora esistono, di prevedere opportune norme nei provvedimenti che dovranno essere varati entro l’anno relativamente al turismo.

Agli Enti Locali, infine, la richiesta di rendere le città ed i paesi sempre più vivibili, di prevedere aree e parcheggi destinati ai portatori di handicap, di intervenire sulla “sostenibilità dei luoghi”.

Le materie sulle quale intervenire, nei mesi che ancora ci separano dalla fine dell’anno, non mancano e l’occasione è troppo importante per essere persa.

La funzione sociale del turismo all’aria aperta deve essere ribadita con forza e riconosciuta attraverso leggi nazionali e regionali: uno stato moderno e giusto non può esimersi da certi obblighi nei confronti di quanti versano in condizioni di disabilità e dei loro famigliari che se ne  prendono cura.

Beppe Tassone