LA NOTA DI GENNAIO DEL CAMPER CLUB LA GRANDA

 

AVANTI COL 2004!

 

Avanti col 2004, un nuovo anno che, si spera, porterà chiarezza nel settore del turismo.

Ve n’è assolutamente bisogno: il mercato tira, gli appassionati non demordono, alle frontiere transitano a frotte i turisti a bordo dei veicoli ricreazionali, i “fondamentali”, sono tutti positivi, però…qualcosa manca!

Perché il turismo è una scienza, è una cosa seria e come tale va affrontato: non si può lasciare ogni cosa all’improvvisazione e nemmeno confidare nel solito stellone italico che, al momento giusto, provveda ad intervenire aggiustando quello che non va e rimettendo tutto quanto in carreggiata.

Mancano leggi chiare a sostegno del turismo, manca una politica comune che affini le situazioni, ne esalti le peculiarità, ma chiarisca anche i limiti e la portata degli interventi.

Il nostro Paese, quando si ragiona di tempo libero, appare a macchia di leopardo, assomiglia più ad una confederazione di staterelli che non ad una nazione che ha nella gestione del turismo una delle maggiori risorse economiche ed occupazionali.

Il turismo non è solo quello estivo, trascorso sotto un’ombrellone o a crogiolarsi sotto il sole, ha diversi sfaccettature, tutte importanti, che insieme concorrono a renderlo un fenomeno di importanza assoluta per l’economia nazionale.

Pensiamo ai “nuovi turismi”, a quello enogastronomico, a quello termale, a quello studentesco, a quello ecologico, a quello congressuale: si tratta di branche un tempo sconosciute che oggi fanno PIL e producono ricchezza,

Questo tipo di turismo riveste un’importanza enorme, può fare la differenza, può aiutare a riempire le stagioni morte e a destagionalizzare il settore, ma può anche rivelarsi un vero e proprio boomerang se non è supportato da leggi e provvedimenti, nazionali e regionali.

Si sente, sempre di più e sempre più forte, la mancanza di un ministero per il turismo, di un organo di coordinamento delle politiche svolte dalle singole regioni, si sente forte la necessità che i vari “attori”, gli imprenditori, gli utenti, gli amministratori pubblici si siedano attorno ad un tavolo e diano vita ad un progetto in grado di contemperare le varie esigenze e di "dare un futuro" credibile al settore.

Si sente, insomma, la necessità di giungere, in forma razionale, ad una sintesi delle varie esigenze: quanto, in fin dei conti, è stato fatto, dal più al meno, in tutti gli altri stati che si affacciano sul bacino del Mediterraneo.

I risultati sono sotto gli occhi di tutti: mentre l’Italia è stata relegata al quarto posto per flussi turistici (un bel risultato per un Paese che possiede quasi un quarto del patrimonio architettonico ed artistico mondiale e con un chilometraggio di coste non indifferente, oltre a montagne e colline e laghi di forte richiamo) Spagna, Francia, Portogallo e Grecia hanno compiuto un vero e proprio balzo in avanti e la Croazia, la Turchia, Cipro oltre alle nazioni del Magreb stanno segnando risultati notevoli ed in cresciuta.

Non solo nei canonici mesi deputati al tempo libero, ma anche fuori stagione. Merito del prolungamento delle attività, della differenzazione delle offerte e di una rigenerata capacità imprenditoriale.

E’ il caso che anche da noi si ponga mano ad una vera e propria riforma del settore, ma non, per dirla col “Gattopardo”, perché nulla muti, ma col fine di aprire nuovi sbocchi e di consentire al settore, a tutto il settore, di compiere un forte balzo in avanti.

La fine delle tensioni nei Balcani sta creando un nuovo diversivo ai flussi turistici, ne trarranno beneficio anche la Grecia e la Turchia che potranno nuovamente essere raggiunte via terra: si tratta di fare promozione, di riscoprire il “sistema Paese” di non spezzettare quanto dovrebbe essere presentato al mondo in forma unitaria.

Di qui la necessità di un ministero per il turismo, ma anche quella di costringere le varie componenti del mondo turistico ad uscire dal torpore e a “darsi una mossa”.

Tempo da perdere non ve ne è!

Soprattutto non pare corretto pensare che un patrimonio non indifferente, quale è quello che il nostro Paese è in grado di mettere in campo, vada sprecato o, per lo meno, non venga sfruttato per quello che è in grado di offrire.

L’augurio é che nel 2004 si riesca a fare un minimo di chiarezza e a rimettere in moto la locomotiva Italia che dal turismo tanti vantaggi può trarre e che soprattutto non può permettersi il lusso di sprecare tante ricchezze!   

 

Beppe Tassone