RIFLESSIONI SUL FUTURO

 

Impressioni ricavate nella recente edizione di Mondo Natura, tra uno sfavillare di camper e quattro passi a discutere di turismo, ad immaginare il domani, a discutere su quello che sarà il futuro di un modo di intendere la vita che è vecchio quanto l'uomo e che è destinato a durare nel tempo fino a quando sulla faccia della terra esisterà un essere simile  a noi.

I dati forniti dall'ANFIA parlano di quattro milioni e mezzo di veicoli ricreazionali immatricolati in Europa e di oltre 330.000 in Italia: le caravan ancora sono preponderanti, anche se il camper è in fase di sorpasso, ma questo conta poco.

Quello che importa è che i dati provenienti da tutte le nazioni del vecchio continente siano in crescita, che non  s'individuino sacche e buchi neri, che il camper e la roulotte restino nel cuore di tutti, anzi crescano di numero, man mano che il sogno di poter viaggiare si realizza e soprattutto si concretizza grazie alla crescita economica dei singoli Stati.

Ora si aprono al fenomeno anche i paesi una volta definiti dell'Est, buona parte dei quali ormai fa parte, diretta o indiretta, dell'Unione Europea e nazioni come la Russia, la Bielorussia e l'Ucraina diventano mete appetibili per interessanti viaggi, dal costo anche contenuto.

Dati importanti, dunque, che dovrebbero invogliare a crescere ancor di più, a porre mano a leggi e regolamenti, ad incentivare un fenomeno in forte espansione in grado di apportare ricchezza ed occupazione.

In parte questo sta avvenendo: alcune nazioni hanno posto mano alle proprie normative del settore e numerosi enti locali si sono affrettati ad individuare aree e campeggi per favorire ed incentivare il fenomeno.

All'estero soprattutto: in Italia, a causa anche di una normativa che ha trasferito la potestà sul turismo alle regioni e, di fatto, ha eliminato un valido coordinamento del settore, si stenta, invece, ad individuare una strategia comune.

Certo vi sono zone che si danno da fare e non poco, ne è un esempio l'area di Fano, nel pesarese, che ha addirittura dato vita ad un sistema turistico integrato in grado non solo di dare ospitalità degna ai turisti che viaggiano a bordo di veicoli ricreazionali, ma ha creato loro mille opportunità in sinergia con gli enti locali e le associazioni dei produttori e dei commercianti.

Si  tratta di fatti sporadici, che si segnalano qua e là nella penisola, senza peraltro che un filo comune leghi le iniziative e senza che si provveda, in un'unica strategia, a dare concretezza a quel "sistema Italia" necessario se si vuole passare dalle tante parole spese in troppi convegni ai fatti concreti.

La destagionalizzazione, soprattutto nelle regioni meridionali, è ancora al palo: a settembre si chiude e fino a Pasqua non se ne parla più, intanto milioni e milioni di turisti, con i capelli bianchi e tanto tempo a disposizione, dirigono i propri mezzi verso altri lidi per svernare lasciando il Nord Europa e privilegiando le spiagge spagnole e greche a quelle italiane.

Una riflessione sul nostro futuro s'impone, così come non è più rinviabile nel tempo l'individuazione di strumenti idonei a creare un "sistema" in grado di far recuperare al nostro Paese quegli spazi che ormai ha perso e che lo stanno relegando al quarto posto nella classifica delle nazioni turistiche europee.

Quest'anno le statistiche parlano di cali che in certe regioni hanno sfiorato il quaranta per cento. Il turismo itinerante è l'unico di controtendenza, ma se non verranno individuati nuovi strumenti e soprattutto se le Regioni non sapranno darsi una strategia comune, il rischio è quello che le presenze anche di camper  e caravan siano destinate a calare nel tempo agevolando ancor di più le nazioni turisticamente emergenti, quali quelle balcaniche.

Allora diamoci da fare: individuiamo linee comuni e soprattutto diamo vita ad un tavolo di concertazione, se gli altri segmenti del variegato mondo turistico non vogliono starci, fatti loro, ma almeno noi dobbiamo muoverci.

Forti di migliaia di strutture sparse sul territorio, di aree di sosta, di campeggi, di piccoli e medi comuni in grado di apportare un importante valore aggiunto, siamo noi la vera realtà turistica dell'immediato futuro.

E' importante che siamo innanzi tutto noi, gli utenti, i responsabili di Club, gli operatori economici a rendercene conto ed a convincercene, poi il resto verrà.

Perdere ulteriore tempo sarebbe alquanto dannoso e servirebbe solo a far cadere ancora più in basso il nostro Paese nella classifica delle nazioni turistiche.

 

Beppe Tassone