DA QUINDICI ANNI…INSIEME!

 

Un’estate all’insegna della crisi, quella appena trascorsa, col costo del petrolio che, giorno dopo giorno, inesorabilmente saliva ed i giornali sparavano a piena pagina titoli dedicati all’impressionante calo nelle presenze turistiche.

Alcuni azzardavano una diminuzione del quaranta per cento nella sola Liguria, altri cifre meno impressionanti, ma sempre altissime.

Crisi ai massimi livelli, dunque, nel settore turistico, con presenze in calo, volumi d’affari ridotti, tutto esaurito registrato, a fatica, solo nei fine settimana e nemmeno in tutti…

Le cause sono molte, anche perché, di contro, altre nazioni europee hanno registrato presenze in forte crescita: non è un caso che i maggiori intasamenti si siano registrati sull’asse Venezia – Trieste in direzione della Slovenia e della Croazia e che, nonostante le Olimpiadi Greche abbiano tenuto lontano molti affezionati, la Turchia non abbia risentito del fenomeno, nemmeno di riflesso.

E’ l’Italia turistica ad essere in difficoltà, a registrare dati di crisi costanti, a non riuscire a prendere in mano il bandolo di un settore che è strategico per il proprio futuro economico ed occupazionale, a non invertire una tendenza proprio mentre il rischio terrorismo sta allontanando un notevole numero di persone dal Maghreb e dalle spiagge esotiche.

Mancano gli americani, ma i tedeschi vanno in altre località, la promozione turistica latita e le regioni si perdono in qualche convegno, ma non attivano quelle procedure che sarebbero essenziali per attirare le persone in Italia.

La crescita dei prezzi, poi, ben maggiore rispetto alle altre nazioni dell’area Euro ha fatto il resto: non è immaginabile spendere cifre quasi doppie rispetto alla Spagna o alla Croazia, la gente i conti se li sa fare ed è anche libera di scegliere.

Reggono le località più alla moda, che hanno anche saputo adeguare l’offerta, ma il settore in generale non riesce a compiere quel necessario balzo in avanti che la crisi di altri settori industriali e manifatturieri richiederebbe.

Resta, a tenere alta la bandiera, il turismo all’aria aperta, unico a segnare, anche in Italia dati positivi, nonostante il caro campeggi, l’aumento dissennato dei pedaggi autostradali e del costo del carburante.

Le ragioni sociologiche ed economiche di questa “tenuta” sono note a tutti: a chi ci governa, a chi amministra gli enti locali, a chi vive nel settore quale operatore economico o utente.

La logica direbbe che sarebbe il caso di potenziare il settore, di aiutarlo a crescere ancora di più, di adottare quelle misure indispensabili per invogliare un sempre maggior  numero di presenze.

La logica lo raccomanderebbe, ma nei fatti sta avvenendo ben diversamente: pochi campeggi hanno saputo adeguarsi, le amministrazioni locali, imperterrite tranne poche eccezioni, hanno continuato sulla solita strada della monocultura alberghiera e delle seconde case, i piani regolatori non vengono adeguati, in pratica manca un vera politica turistica del settore che deve esclusivamente far fuoco con la propria legna, rintuzzando alla meglio l’ostilità che  troppi dimostrano.

Risultato, la crescita che si sarebbe potuta registrare non vi è stata ed a rimetterci è stata la nostra bilancia dei pagamenti.

Considerazioni tristi che servono ancora di più da stimolo, per un’associazione, quale il Camper Club la Granda che, giunta a festeggiare i propri primi quindici anni di vita, non ha mai perso di vista l’importanza del settore, non solo e non tanto per tutelare gli utenti del plein air, quanto perché il turismo all’aria aperta, praticato da decine di milioni di europei, deve essere aiutato a crescere nell’interesse di tutti.

Un aumento di attenzione si registra, sono state realizzate molte strutture pubbliche e private e parecchi amministratori pubblici stanno ragionando su cosa fare nell’immediato futuro, ma non basta.

Manca una prospettiva unitaria, un disegno complessivo da perseguire perché il nostro Paese possa, attraverso un sistema turistico territorialmente sostenibile e ben organizzato, presentare al meglio le enormi bellezze paesaggistiche, artistiche, architettoniche ed il patrimonio enogastronomico che lo contraddistingue dalla Valle d’Aosta fino alla Sicilia.

Noi non ci stancheremo di operare in questo senso, nell’interesse non tanto del nostro hobby, ma del nostro Paese che non può fare a meno del turismo per sollevarsi dalla crisi che lo attanaglia.

Questo l’impegno che, mentre festeggia il proprio quindicesimo compleanno, il Camper Club La Granda si sente di assumere con forza e serietà.

 

Beppe Tassone