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Vai alla home page di www.CamperOnLine.itGRECIA CONTINENTALE E LEFKADA

 

Partiamo da Castel d’Aiano (Bologna) con Rimor Catamarano su Ford Transit 2000 benzina/gpl con a bordo i nostri animali.

Partenza sabato 28 maggio 2005

Ritorno lunedì 20 giugno 2005. Totale  23 giorni. Percorsi tot. Km. 2540

 

1° giorno  28/05        Castel d’Aiano (Bo) – Ancona                                                      Km.275

Partenza da Castel d’Aiano (Bologna) nel primo pomeriggio. Arrivo ore 19 circa presso la nostra famiglia. Pensiamo di aver consumato troppo gpl in autostrada e che ci sia qualcosa che non va all’impianto.

Visto che le agenzie portuali sono già chiuse decidiamo di rinviare la partenza per la Grecia a lunedì 30.

 

2° giorno 29/05         Ancona                                                                                            Km. 0

Giornata dedicata alla famiglia.

Giro nel tardo pomeriggio a Portonovo, sulla riviera del Conero, per evitare l’affollamento domenicale.

 

3° giorno 30/05         Ancona – Anek Lines, mare Adriatico                             Km. 30

Di buona mattina controllo dal meccanico. Abbiamo scoperto che in Grecia i distributori gpl sono pochissimi, concentrati attorno ad Atene e Salonicco, verso ovest non ce ne sono., ma la benzina è abbastanza economica: 0,90€ circa. Giro per svuotare il serbatoio del gas.

Ci rechiamo al porto e facciamo il biglietto per il giorno stesso direttamente al check-in.

Si parte alle 16,00, presentandosi all’imbarco alle ore 13,30.

Abbiamo scelto Anek Lines e la nave è l’Olimpic Champion.

Traversata più che tranquilla in open deck, con noi ci sono Francesi, Olandesi e Tedeschi.

 

4° giorno 31/05         Igoumenitsa – Ammoudià                                                  Km. 47

Ore 8,30 sbarco a Igoumenitsa. Pieno di benzina.

Percorriamo la nazionale e una quarantina di km.a sud, dopo Parga, troviamo questo villaggio, Ammoudià, alla foce dell’Acheronte, con bella spiaggia, docce e possibilità di campeggio libero tra i pioppi.

Ci sono 2 roulotte chiuse, 1 di Olandesi con cani e 2 camper francesi. Piccolo giretto al guinzaglio al gatto (1° esperimento ben riuscito)..

 

5° giorno 01/06         Ammoudià – Loutsa                                                                       Km. 10

Mare. Dopo pranzo verso sud. Lasciamo la nazionale dopo Loutsa, scendiamo verso una lunghissima baia e ci fermiamo per la notte. Anche qui doccia e acqua potabile, dietro la spiaggia c’è una bella pineta.

 

6° giorno 02/06         Loutsa sud – Agios Nikitas (isola di Lefkada)                Km. 77

Mare, bagno. Dopo pranzo partenza per Lefkada. A Préveza per evitare di traghettare, prendiamo il tunnel: 5€ anziché i 3€ del 2004! Gli aumenti si fanno sentire!

Passato l’istmo che collega l’isola alla terraferma, aggiriamo la cittadina omonima e puntiamo verso la parte ovest, più montuosa con baie mozzafiato.

Agios Nikitas: qui costruiscono come pazzi. Il turismo dilagherà inghiottendo ogni bellezza naturale? E’ un villaggio di pescatori che si sta dedicando molto al turismo con le sue taverne e le camere in affitto. E’ in arrivo brutto tempo. Parcheggiamo sulla strada, sotto il parking municipale (probabilmente a pagamento) e ci lasciamo guidare dal Routard per la cena: taverna T’Agnantia, terrazza sul mare, scegliamo piatti ordinari: souvlakia (spiedini) pollo/maiale, tzatziki (yogurt, cetrioli, aglio), insalata greca e retsina (vino resinato), tot.25€, la guida 2002/03 riportava 9€ a pers., c’è stato quasi il 40% d’aumento!!! La signora che cucina è gentilissima, ma l’accoglienza del marito è tutt’altro che buona!

Notte tranquilla.

 

7° giorno 03/06         Agios Nikitas – Kathisma (Lefkada)                                            Km.  6

Mattinata ad Ag.Nikitas su una spiaggetta a destra di quella del paese. Mare turchese, pesci. Pranzo a base di frutta. Si prosegue per Kathisma, lunga spiaggia di sabbia grossa dall’acqua turchese. Sostiamo nel lungo parcheggio in costruzione. Ci sono almeno 3 grossi stabilimenti balneari con piscine e docce libere.

Mangiamo di fronte al tramonto.

 

8° giorno 04/06         Kathisma – Gialòs (Lefkada)                                                        km. 13

Kathisma: in spiaggia dall’alba, il gatto fa una seconda esperienza all’aperto.

Verso le 12 partiamo per Kalamitsi alla volta della spiaggia di Avali, ma non ci sono indicazioni e la strada che scende in quella direzione non sembra percorribile dal camper: ulivi bassissimi, strada strettissima. Torniamo indietro e proseguiamo verso Chortata, Komilio e Athanion.

Ci fermiamo a pranzo in una taverna a Dragani sulla strada (dai prezzi sicuramente più onesti di Ag.Nikitas): 2 polipi in insalata, 1 moussaka (specie di lasagna), ottimo vino, 1 caffè greco = 16€.

Il proprietario ci dice che è possibile scendere a Gialòs con il camper, ma “slowly”, ad Egremmì no, e che la strada per Porto Katsiki è buona.

I 3 km.per Gialòs ci costano qualche anno di vita per lo “scanto” come si dice in Sicilia. E’ una serie interminabile di tornanti strettissimi a picco sul mare, fortuna non incrociamo nessuno(!); in alcuni tornanti ci sono addirittura griglie per la pioggia rotte o sollevate, siamo scesi in prima, più di 300 mt.di dislivello in soli 3 km, impressionante! E dato che il nostro camper è vecchio e a benzina a volte si spegne, siamo terrorizzati di non farcela al ritorno. Decidiamo di dormirci su.

La spiaggia è un incanto, c’è solo un altro camper (Hymer!), qualche campeggiatore libero in lontananza, qualche Greco che viene e poi se ne va e 4 ragazzi che tengono aperto un baretto per loro divertimento, ma per nostra fortuna. Bagno, passeggiata per esplorare la costa, al bar acqua e birra. Tramonto mozzafiato (come la strada!).

 

9° giorno 05/06         Gialòs – Porto Katsiki (Lefkada)                                      km. 12

Gialòs: affrontiamo la salita alle 8, tutta in prima, tutto bene tranne un tornante troppo stretto, ma è passata; comunque lo sconsigliamo ai camperisti a meno di avere un camper piccolo, maneggevole, nuovo (cioè senza nessun problema) e un “manico” alla guida! Sono pazzi questi Greci!

Per Porto Katsiki la strada è migliore, nuova di asfalto. Il sito è completamente cambiato dal ’92, anno in cui c’ero stata. Ci sono bar sulla falesia, le scalette scavate nella roccia ora sono di cemento e sulla cala principale, pochi lettini e ombrelloni che vengono però ritirati alla sera per non deturpare il panorama. La cala è la più bella vista finora in Grecia: acqua turchese, sassi bianchi e sabbia gialla, incantevole! Il sole qui uccide, cerchiamo una roccia per l’ombra, la spiaggia più a sinistra è meno frequentata. Ci sistemiamo per la notte nei parcheggi erba/sassi dietro i bar.

 

10° giorno 06/06      Porto Katsiki – Vassilikì      (Lefkada)                                          km. 20

Mattinata in spiaggia a Porto Katsiki, ma l’acqua oggi è un po’ torbida. Il sole, nella solita cala a sinistra, spunta verso le 12, così verso l’una partiamo per Vassilikì, a sud dell’isola.

Facciamo il pieno d’acqua da una fontana subito dopo Agios Petros, sulla destra.

Vassilikì oramai è un centro per il windsurf, turistico, ma tranquillo, sostiamo lungo la spiaggia a est del bel camping “Vassilikì Beach” unico nella zona ad avere il camper service.

Verso il nuovo porto turistico è pieno di taverne e negozietti e più in là ci sono spiaggette di sassi bianchi.

 

11° giorno 07/06      Vassilikì – Sivota (Lefkada)                                                          km.  6

Mattina in una caletta di sassi in fondo al porto (la 4^), veramente piccola, nascosta nella vegetazione. Speriamo di pescare qualcosa, ma nulla. Pranzo in camper e partenza per Sivota.

In una strettissima insenatura quasi chiusa come un lago, c’è questa deliziosa località di contadini, pescatori e, soprattutto Inglesi con magnifiche barche a vela: c’è una scuola inglese di sailing.

La baia, sulla destra è piena di taverne con i tavoli quasi a bordo delle barche, e locali belli ma piuttosto turistici; sulla sinistra ci sono due antiche  e vecchie case di pescatori, reti gialle dappertutto. Noi siamo al centro. Ceniamo nell’unica taverna a sinistra, fuori dal baillame degli Inglesi. Comunque c’è molta tranquillità. 1 frittura mista per 2 + 1 lt.di ottimo vino locale= 26,50€.

 

12° giorno 08/06      Sivota – Lefkada                                                                            km. 32

Sivota: siamo gli unici a non avere la barca qui, infatti gli altri 2 camper (francese e austriaco) se ne vanno. Ci rechiamo nell’unica spiaggetta a sinistra della baia, ma il tempo si sta guastando e l’acqua, seppur pulita, ha il fondale verdognolo a causa dello scarso ricambio d’acqua della baia.

Partiamo per Lefkada, il capoluogo dell’isola. Come ben ricordavo, la costa est è poco interessante, il mare è lagunare. Bella strada.

Lefkada: giro in centro, spuntino. Andiamo in spiaggia a nord ad Agios Ioannis anche se spira un bel maestrale. Ci fermiamo vicino ad una taverna frequentata da Greci, ma con quel vento rischiamo di ustionarci. Resistiamo fino quasi al tramonto, ma per la cena la taverna chiude.

Torniamo in centro, qui molti parlano italiano. Puntiamo una micro-osteria per Greci, senza alcuna scritta in inglese. Carne deliziosa: 1 pita giros, 2 pita souvlaki + 1 souvlaki + ½ lt.di vino = 7,50€. Questa è la Grecia in estinzione che ricordavo….

Pernottiamo sul lungomare interno.

 

13° giorno 09/06      Lefkada –  Kiato (Peloponneso)                                       km.279

Partiamo per avvicinarci a Delfi, ma, ancora prima di arrivare ad Antirrio, beffa del progresso o furbizia dei Greci moderni, seguendo le indicazioni (ingannevoli) per Atene sempre dritti, non abbiamo fatto caso, o meglio, in tempo a girare per Nafpakio, per rimanere nella parte continentale. Improvvisamente ci siamo ritrovati su un’enorme autostrada che diventava ponte per il Peloponneso. Ai caselli ci siamo bloccati cercando di far capire alle “hostess” del mega-centro avveniristico, che non avevamo intenzione di salire sul magnifico ponte (non segnalato dalle nuove carte Michelin). Ci concedevano di tornare indietro solo dopo aver pagato il biglietto di 15,50€ (senza aver usufruito del servizio!), la svolta infatti è dopo i caselli! Non avendo scelta, abbiamo così deciso di imboccare il ponte e di abbandonare, per il momento il nostro itinerario….addio Delfi? Oltretutto se non si esce dall’autostrada subito dopo il ponte si pagano oltre 4,30€ di autostrada che è invece una strada normale. Uscendo subito e prendendola all’entrata successiva, è gratis!

 

14° giorno 10/06      Kiato (Peloponneso) – Arachova                                      km.220

Abbiamo dormito davanti ad una magnifica pineta. Ripartiamo.

Ci perdiamo lo stretto di Corinto perché dall’autostrada non si vede e non c’è modo di fermarsi, uscire o tornare indietro. Anche qui pedaggio obbligatorio e unico, entrando dopo non si paga, mah! Difficile capire queste arguzie. Usciamo a Mègare e proseguiamo per Aleopohori (siamo in Attica del nord) e ci facciamo rapire da Egosthena, porto Germano, per bagno e sosta pranzo. Sulla spiaggia c’è una piccola, deliziosa cappella ortodossa e dietro le vestigia di un castello.

Proseguiamo nel pomeriggio per Thiva (Tebe), Livadià, e ci fermiamo per la notte, in montagna a 1000 mt., alle pendici del monte Parnaso, ad Arachova. Facciamo una cena tipica nel locale più piccolo, più greco e meno turistico del paese a base di agnello allo spiedo, pita giros, pita souvlaki, pita kebab + vino: tot.13€. Ci sono anche souvenir interessanti come i tappeti (meglio alla fabbrica) e i guanti e cappelli di montone o pelo. Qui in inverno si scia!

 

15° giorno 11/06      Arachova – Paralìa Skotinas                                                         km.305

Delfi: entriamo presto insieme a 2 gruppi giapponese e italiano. Sito + museo 9€. Il sito è stupendo e il museo non è da meno. Il Gymnasium che è sotto la strada, lo vediamo solo dall’alto, la fonte Carofilia è transennata per caduta massi. Si pensa che i bronzi di Riace vengano da qui: si veda l’auriga di bronzo nell’ultima sala del museo. Qui l’oracolo era di casa un tempo.

Ci dirigiamo verso Lamia e Volos per tentare di trovare il gpl. Fino a Lamia (Bralòs) bellissimi panorami aggirando il Parnaso e valicando un passo di 850 mt. Ulivi a perdita d’occhio!

Dopo Bralòs verso le Termopili (le famose), prendiamo l’autostrada per evitare un altro passo di 1200 mt, sarebbe troppo per il nostro anziano camper. Usciamo per Volos e…gpl, finalmente. Sosta sul mare e via di nuovo verso Làrissa e il mare. Arriviamo con non poche difficoltà a Paralìa Skotinas, dato il difficile accesso al mare dall’autostrada. Bagno verso le 20,30 sotto il Monte Olimpo (2917 mt.), dopo aver aggirato i numerosi campeggi che colonizzano la costa. Docce sulla spiaggia. L’imponente monte Olimpo mostra perennemente le nuvole di Zeus sulla sua cresta.

 

16° giorno 12/06      Paralìa Skotinas – Vourvouroù (penisola Calcidica)      km.222

Ore 8: bagno, sole, colazione, pulizia camper e si riparte per  Katerini-Salonicco. Costeggiamo un po’, ma la strada non lo permette. Buona per sostare anche la spiaggia di Leptokarià, libera senza campeggi. Verso Katerini, in autostrada c’è il gpl Shell. L’autostrada bisogna riprenderla a Leptokarià e non oltre poiché non c’è strada e si salirebbe al monte Olimpo. Dopo aver pagato il pedaggio prima di Salonicco, perdiamo l’uscita per la penisola Calcidica (Halkidiki: attenzione!) e quindi anche l’autostrada, non troviamo la tangenziale e siamo in piena città. Costeggiamo tutto il golfo pieno di palazzi e Greci che mangiano nelle taverne (è domenica). In zona aeroporto troviamo il gpl Eko-Petrolina a 0,45€. Percorriamo altri 90 km.circa per raggiungere la penisola Sithonìa, 2° ‘dito’ della Calcidica. Ci dirigiamo sulla costa orientale a Vourvouroù, splendida località simile alla Sardegna, con roccie bianche smussate e acqua celeste cristallina. Qui ci sono ville e costruzioni in aumento, il paese è inesistente, 2 market e tutti appartamenti in affitto. Fortunatamente c’è una grossa pineta che funge da parcheggio. Pernottiamo in un parcheggio asfaltato adiacente la pineta.

 

17° giorno 13/06      Vourvouroù (penisola Calcifica-Sithonìa)                         km.  0

Stamattina ci spostiamo sotto la pineta dove abbiamo notato reti metalliche distrutte e strutture abbandonate, mah! La zona è pattugliata da polizia in jeep e, come in altri posti, da autobotti dei vigili del fuoco. Nella stessa pineta c’è un campeggio.

Giornata dedicata al mare e al riposo. Giro nel borgo inesistente…

 

18° giorno 14/06      Vourvouroù – Toroni (penisola Calcifica-Sithonìa)         km. 48

Vourvouroù: stiamo al mare di buon ora sugli scogli piatti. Verso le 10 partiamo alla volta del sud della penisola di Sithonìa. Breve passaggio a Sarti che possiede una lunga spiaggia. Proseguiamo e dalla strada intravediamo numerose calette con strade sterrate. Ci fermiamo al campeggio Kalamitsi, che possiede un camper service, per chiedere di scaricare le acque (pagando, ovviamente), ma il proprietario, capendo che andavamo a Toroni e non sostavamo per la notte, ci nega il servizio. Anche qui la mafia dei campeggi!!

Ci fermiamo brevemente a Koufos, fiordo dal paesaggio incantevole.

A Toroni lunga spiaggia e una miriade di appartamenti in affitto e taverne. Toroni non è per nulla attraente, ma ha un’acqua stupenda, un bel fondale pieno di ricci e le cale a nord dell’abitato sono l’ideale per la sosta.

 

19° giorno 15/06      Toroni – Paralìa Skotinas                                                  km.242

Toroni: mattina in spiaggia, ma alla partenza ci accorgiamo che qualcosa non va nei freni del camper e fuori dalla penisola ci fermiamo da un meccanico, a Nikitas.

Aspettiamo la fine dei lavori nel tardo pomeriggio e poi ripartiamo alla volta di Katerini e Paralìa Skotinas per la notte. Usciamo dall’autostrada a Leptokarià (subito dopo c’è la barriera per il pedaggio), ma pur conoscendo già un po’ la zona, non è facile raggiungere Skotinas spiaggia di notte.

 

20° giorno 16/06      Paralìa Skotinas – Kalambaka (Meteore)                                   km.156

Solito parcheggio alla spiaggia libera di Skotinas: colazione, mare, buon bagno (orèa bagno, come dicono i simpatici anziani del luogo che vanno in acqua di buon mattino).

Partenza per Kalambaka-Meteore in tarda mattinata. Sosta pranzo a Zàrkos, un villaggio appena a 1 km.di deviazione dalla strada, una trentina di km.dopo Làrissa. Pranzo nel kafenìon a destra sulla piazza: buoni souvlaki con abbondanti patate fritte e tzatziki, caffè, retsina offerta da un vecchietto, avventore del locale: tot.12€.

Sono le 16,30, prendiamo la strada che sale alle Meteore senza entrare a Kalambaka e ci fermiamo all’ultima: Megàlo Meteoro. L’orario di chiusura è le 17 anziché le 18, come avevamo letto sulla guida, infatti non c’è biglietteria perché sta chiudendo e in 10 minuti riusciamo a vedere il Katholikon, chiesa principale del monastero, che qui è la famosa chiesa della Trasfigurazione, a croce greca, ricoperta di affreschi di scuola cretese del XVI secolo (è meglio avere una guida dettagliata per i particolari). Le Meteore sono in tutto 6 e ci riserviamo di visitarle l’indomani.

Scendiamo a Kastraki, paese caratteristico ai piedi dei megaliti, ma è impossibile parcheggiare il camper: è molto angusto, ci riusciamo solo per pochi minuti, tempo per fare una passeggiata nel bosco in un bel sentiero che, probabilmente porta sotto le Meteore. Passiamo sotto alla cappella di S.Giovanni, insenatura nella roccia con fazzoletti colorati appesi. Fa un caldo asfissiante, ripieghiamo su Kalambaka. Ci sistemiamo in un parcheggio.

 

21° giorno 17/06      Kalambaka – Platarià                                                                    km.233

Veniamo svegliati dal mercato in allestimento intorno a noi alle ore 6. Facciamo appena in tempo ad uscirne e decidiamo di salire alle Meteore per finire un po’ il sonno ed essere i primi alle masse giornaliere di turisti. Ci piazziamo davanti ad Agois Stefanos (monache, apertura ore 9), ma alle 8,45 c’erano già 3 pullman. E’ di comodo accesso, la chiesa ha i dipinti recentemente restaurati, ma sicuramente un po’ “finti” rispetto agli originali; il museo contiene pezzi notevoli, i souvenir un po’ cari.

Agia Triada (Santa Trinità, monaci): ci andiamo a piedi, è a 500 mt, ma poi ci sono 140 gradini in una scala elicoidale. E’ molto piccola, c’è solo la chiesa affrescata e la sala con l’argano e le reti per i carichi in cui hanno girato un James Bond. Bello perché tranquillo, lontano dalle folle.

Varlaam (monaci), vicino a Megàlo Meteoro: dal nome del monaco che lo fondò. Ci è piaciuto molto! Panorama mozzafiato come gli altri, bel museo, affreschi notevoli, prezzi più abbordabili per i souvenir e di qualità superiore, compriamo un’icona dell’ultima cena e un libro sulle religioni. Oggi è venerdì ed è giorno di chiusura per Agios Nicolaos, dicono che sia piccolo ma molto suggestivo. Sulla strada per ridiscendere a Kastraki c’è Roussanou (monache): affreschi molto rovinati, il negozietto vende incensi e candele di cera d’api. L’ingresso ad ogni monastero è di 2 €.

Ripartiamo e ci addentriamo nella terribile strada di montagna che attraversa la catena del Pindo arrivando a Metsovo (1156 mt). Paese dalle case tipiche, evitiamo ormai le taverne turistiche e pranziamo nella 1^ osteria sulla destra frequentata esclusivamente da Greci: agnello eccellente.

Dopo una novantina di km.circa di strada abbastanza stressante, perché trafficata da pazzi che superano in curva in entrambe le direzioni, arriviamo a Ioannina, ma abbiamo troppa voglia di raggiungere il mare, dopo quel caldo e così facciamo gli ultimi 80 km. di strada tortuosa ma molto più rilassante (forse c’era l’autostrada, ma le indicazioni mancano). Arriviamo a Platarià, vicino Igoumenitsa, abbastanza stanchi e sostiamo in fondo alla spiaggia ben accolti da Olandesi.

 

22° giorno 18/06      Platarià – Sìvota                                                                             km. 10

Al risveglio ci accorgiamo che il mare di Platarià non è pulito, infatti ci sono le foci di 2 piccoli ruscelli e il porticciolo, insomma non è il caso di farsi il bagno. Ci spostiamo verso Sìvota che ha numerose baie, molte delle quali inaccessibili per i camper; puntiamo per Mega Ammos: molto bella, acqua verde, piena di sorgenti sotterranee, quindi freddina, e pesci. Purtroppo è già invasa di ombrelloni e lettini ed essendo sabato, dopo le 11 e fino alle 19 è un via vai di macchine e moto. Bagni, sonno tranquillo.

 

23° giorno 19/06      Sìvota – Igoumenitsa                                                                      km. 22

Sìvota, Mega Ammos: colazione e via, perché, essendo domenica, la spiaggia si sta affollando e già alle 9,30, rischiamo di rimanere intrappolati con il camper.

A Igoumenitsa cerchiamo la spiaggia di Drépano, oltre il golfo del porto, verso l’Albania: è lunghissima, circa 7 km., con acqua molto pulita, frequentata quasi esclusivamente dai Greci.

Passiamo lì la giornata in attesa della nave per il ritorno in Italia.

La nave arriva da Patrasso alle ore 22, siamo solo 5 camper e ci stipano in open deck (si fa x dire) in mezzo a tir e pullman, sembra non ci sia aria. Ad una coppia di Tedeschi danno la cabina, ma noi preferiamo non abbandonare i nostri animali. La situazione aria fresca di notte migliora. Mangiamo sul ponte un giros. Arrivo previsto 12,30 ora italiana. Sigh!

 

24° giorno  20/06     Ancona - Castel d’Aiano (Bo)                                                       Km.275

 

 

Considerazioni:

-         Bisogna considerare che il nostro viaggio è stato fatto in bassa stagione, quindi tutte le facili soste anche notturne a bordo mare erano permesse dal poco affollamento turistico.

-         L’acqua potabile si trova dappertutto, gli scarichi per camper no, quindi è meglio munirsi di un secchio, per chi non ha la cassetta, e chiedere gentilmente a qualcuno o far riferimento ai pochi campeggi che li posseggono, non fatevi tentare dalle discariche a cielo aperto (noi ne abbiamo usufruito, qualche volta, in quasi totale assenza di chimico e usando detersivi completamente biodegradabili), i Greci sottovalutano ancora quanto possono inquinare i camper.

-         Attenzione alla guida e ai cartelli spesso inesistenti, le strade talvolta diventano improvvisamente sterrate o, viceversa da mulattiere si trasformano in autostrade californiane, quindi prudenza, in caso di incertezza chiedere informazioni.


Viaggio effettuato a Giugno 2005 da Monica e Sergio

Potete trovare ulteriori informazioni sulle località toccate da questo itinerario nella sezione METE, e i più recenti aggiornamenti alla situazione delle aree di sosta nella sezione AREE DI SOSTA.


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