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Eccoci al nostro primo grande viaggio in camper! Quale meta migliore del grande nord per iniziare? E anche per testare le capacità del nostro laika kreos 3000.

 

Equipaggio: Federico, guidatore esperto di daily e Valentina, navigatore (un po’ meno esperta e non sempre infallibile).

 

Periodo: dal 1° al 26 Agosto 2006

 

Materiale utile prima della partenza:

-          inseparabile guida Routard (“Norvegia, Svezia e Danimarca” e “Finlandia”)

-          materiale avuto dall’ufficio del turismo norvegese a Milano (non più in corso 22 marzo ma nei pressi del castello sforzesco). Soprattutto opuscolo con orari dei traghetti di tutte le tratte o quasi anche se utile solo per lunghe tratte visto che i tempi di attesa sono comunque ridotti se la traversata è di 10 minuti! La cartina con indicazione delle strade più difficili e sconsigliabili da percorrere in camper io non l’ho avuta a disposizione perché esaurita ed in ristampa! Ma voi potreste essere più fortunati.

 

Premessa:

Ho suddiviso il diario in capitoletti così è più comodo trovare le informazioni che vi servono senza dover leggere tutto. In questo modo:

Itinerario di oggi:  descrizione itinerario e problematiche incontrate sul percorso. In questa parte indicherò anche i CS che abbiamo utilizzato per lo scarico/carico.

Possibilità di sosta: aree di sosta che abbiamo utilizzato o che abbiamo visto passando lungo l’itinerario. Premetto che non abbiamo il navigatore quindi le coordinate gps non ci sono servite e cerco di dare indicazioni sul percorso. In questi luoghi comunque non si hanno grossi problemi per la sosta.

Punti di interesse: visite effettuate nelle città e luoghi visitati compresi commenti ed osservazioni.

Altri suggerimenti: luoghi che avremmo visitato volentieri ma che abbiamo dovuto eliminare per mancanza di tempo (ci torneremo!)

Idee per lo shopping: poche in verità!

Costi: indico i costi di massima della giornata quando rilevanti. Soprattutto traghetti e pedaggi per tunnel.

Alcuni punti saranno noiosi in quanto dò indicazioni pratiche sulle aree e sui precorsi, ma spero che in compenso le stesse parti vi risultino utili nell’organizzazione del vostro viaggio.

 

1° AGOSTO 2006

avvicinamento Milano – Gottingen km. iniziali 4322

Itinerario di oggi: vediamo dove arriviamo!

Possibilità di sosta: decidiamo di fermarci a Gottingen visto che c’è un’area di sosta Top-platz indicata sull’opuscolo preso a Fussen durante un week end trascorso in baviera. Percorrendo la E7 prendete la prima uscita di Gottingen e poi, una volta in centro seguite le indicazioni. L’area attrezzata di Gottingen è ad alta automazione: bisogna inserire una moneta per fare qualsiasi cosa…caricare acqua, scaricare, allacciarsi alla corrente. Sarà che sono le 10.30 passate e siamo stati in viaggio tutto il giorno ed è buio ma non capiamo come funziona! La sosta costa 10 euro se non ricordo male ma…tutti in moneta, noi arriviamo a 3 euro!

Costi: autostrada: euro 28,10 oltre alla vignette per l’Austria. Gasolio: euro 62+68+54

 

2 AGOSTO 2006

avvicinamento Gottingen - Oslo

Itinerario di oggi: proseguiamo sulla A7 ad Amburgo troviamo traffico prima del ponte che passa sotto al fiume Elbe rimango colpita dalla quantità di container che si vedono: dall’autostrada si ha una visuale completa sul porto, sia a destra che a sinistra. Passiamo il confine danese e seguiamo per Chopenaghen, attraversiamo un primo ponte euro 45 il pedaggio (pari a 305 DKK) perché superiamo i 6 metri di lunghezza. In linea di massima chiedono la lunghezza del veicolo e si fidano ma alle volte ci hanno chiesto il libretto di circolazione. In Danimarca si può pagare in euro sia il gasolio che i pedaggi, il casellante chiede in quale valuta si vuole il resto (euro, DKK o SEK) secondo me è un metodo comodo e poco problematico. Ovviamente ovunque si può pagare anche con carta di credito! Eccoci al ponte di Oresund altre 65 euro (470 DKK). Siamo in suolo svedese già a metà del ponte, alla frontiera non ci ferma nessuno, proseguiamo prendendo la E6/E20 altro ponte 20 SEK. Decidiamo di proseguire visto che il sole è ancora alto, quando inizia ad imbrunire oramai siamo vicini ad Oslo così proseguiamo, 20 NOK pedaggio per entrare in città. Le città del sud della Norvegia richiedono spesso il pagamento di un pedaggio d’ingresso ed è meglio avere moneta!

Possibilità di sosta: Arriviamo a Oslo alle 24.00 e l’area attrezzata ha chiuso la sbarra già da un’ora così ci dirigiamo verso il campeggio di Holmenkollen ma ci chiedono 38 euro per dormire dietro la reception storti, senza docce ne elettricità (che però era compresa nel prezzo), ringraziamo e troviamo posto in un grande parcheggio di un supermercato o centro fai da te non ricordo e passiamo la notte indisturbati. La mattina ci accorgiamo che in realtà il parcheggio sterrato vorrebbe essere un campo di basket! Ops! Sorry!

 

3 AGOSTO 2006

Oslo

Itinerario di oggi: Oslo

Possibilità di sosta: Torniamo all’area attrezzata Sjolyst Bobil Parking che è situata sulla penisola di Bygdoy e affaccia sul fiordo, bello! Percorrendo la E18 l’uscita per Skøyen è appena fuori un tunnel, alla rotonda girare a sinistra passando sotto la E18. Il parcheggio costa 120 NOK per 24 ore (tutte in moneta! A meno che non abbiate una carta di credito ma le istruzioni sono solo in norvegese!). La posizione è comodissima:

-          in 5 min si è in centro prendendo il treno alla stazione di Skøyen (20 NOK) si può scendere al National Theatret, la stazione è proprio davanti all’area.

-          Sotto la stazione passa il bus n. 20 che collega con il Vigeland park e il museo di Munch.

-          Pista ciclabile.

-          A 15 min a piedi (se non si hanno le bici come noi) ci sono i musei della penisola di Bygdøy.

Noi non avevamo l’adattatore per le prese norvegesi ma fortunatamente da parte alla stazione c’è un negozio di elettronica e troviamo tutto il necessario così ci possiamo attaccare alla corrente. Sul lato opposto della strada c’è un supermercato rifornitissimo.

Manca solo una cosa a questa area: un comodo scarico per le acque grigie.

Punti di interesse: passeggiata sul porto e giro nel centro storico, visitiamo il museo nazionale che oltre alle opere di Munch espone con disinvoltura alcuni Picasso, Cezanne e Degas. Passeggiata nel parco del castello e rientro in camper. La giornata è caldissima per essere a Oslo ci sono 20 gradi, con il tempo siamo proprio stati fortunati quest’anno, vedremo solo 2/3 giorni di pioggia in tutta la vacanza.

 

4 AGOSTO 2006

Oslo

Itinerario di oggi: Oslo

Punti di interesse: sveglia con comodo (anche troppo) e giro nella penisola dei musei volendo secondo me si può arrivare direttamente dal parcheggio: c’è un sentiero che si arrampica sulla collina e che porta dall’altra parte della penisola proprio dove ci sono i musei ma noi abbiamo poco tempo e non vogliamo rischiare di perderci visto che non abbiamo cartina dettagliata. Visita al museo Kon-tiki (30 nok per studenti) e Fram (20 nok sempre studenti) molto interessanti dedicati alle esplorazioni il primo verso l’america del sud ed il secondo tra i ghiacci. Al ritorno ci fermiamo al museo delle tre barche vichinghe (25 nok) e al Norsk Folkemuseum (60 nok), è un parco dove hanno ricostruito case tipiche norvegesi di ogni periodo storico e di ogni regione. Pranzo in camper e poi prendiamo il treno per andare a visitare il Munch Museet (l’ultima mezz’ora prima della chiusura si entra gratis! Ne vale proprio la pena, le opere sono veramente belle). Metro direzione Vigelandpark usciti dalla stazione all’incrocio si gira a destra e seguendo la strada lo si trova sulla destra, il consiglio è quello di andarci verso le 18.00 la luce tra le sculture e la fontana centrale è magnifica! Prendiamo il bus che passa davanti al parco per rientrare, il biglietto si può pagare direttamente al conducente.

 

5 AGOSTO 2006

Oslo, Heddal, Mandal e Lindesnes (estremo sud della Norvegia)

Itinerario di oggi: ci alziamo e ripartiamo verso sud, come da itinerario delineato ieri sera. Prima tappa a Kongsberg, volevamo visitare le miniere d’argento nei dintorni ma ci siamo alzati troppo tardi come al solito così ripieghiamo sulla chiesa del paese segnalata come tra le più grandi della scandinavia ma è chiusa ed apre alle 10, troppo tardi! Così ci dirigiamo a Heddal dopo la visita prendiamo la strada n. 41 verso Mandal. La strada percorsa oggi attraversa tutto il sud della Norvegia ed i paesaggi che attraversiamo sono stupendi! I boschi e gli specchi d’acqua danno un senso di tranquillità e di relax. Anche se non è molto scorrevole. Ci fermiamo per il pranzo in una tranquilla piazzola con vista sul fiume. Nel pomeriggio arriviamo a Mandal dopo la visita del paesino decidiamo di passare la notte presso il parcheggio del faro di Lindesnes così prendiamo la strada n. 460 con un po’ di curve ed alle 18 circa arriviamo a destinazione.

Possibilità di sosta: abbiamo passato la notte nel parcheggio del faro con altri camper, non c’è possibilità di carico acqua né di scarico, lungo la strada è indicato un CS ma è rotto! È in terra battuta ed in piano, senza contare il tramonto delle dieci di sera! Da qui si può partire per fare una passeggiata sulle colline lunari circostanti.

Punti di interesse: ad Heddal visitiamo la “più grande” chiesa in legno del paese (stavkirke) attorniata dal cimitero molto ben curato e pieno di fiori. Per entrare si devono pagare 3 euro (30 nok), viste le dimensioni della chiesa tutti gli altri visitatori sbirciano dalla porta senza pagare il biglietto ma io voglio entrare! Così acquistiamo i biglietti nel vicino bar ed entriamo. Proseguiamo per Mandal, paesino di pescatori caratteristico e non molto turistico, rimaniamo affascinati dalle cascate di fiori coloratissimi che si trovano nelle strade e dal contrasto con le case bianche del paese. Arrivati a Lindesnes, punto più a sud della Norvegia, visitiamo il faro, anche qui l’ultima mezz’ora si entra gratis. Questo posto è veramente magico e noi abbiamo la fortuna di gustarcelo da soli e con una luce…perfetta!

Il cartello davanti al parcheggio dice “nordkapp 2518”, va be’ senza fretta ci si arriva.

 

6 AGOSTO 2006

Lindesnes, Stavanger e Oanes.

Itinerario di oggi: ed ora solo direzione nord: oggi ci dirigiamo verso Stavanger lungo la E39 la viabilità è molto buona ed arriviamo a Stavanger verso le 15. Dopo la visita alla città riprendiamo la strada n. 13 traghettiamo e siamo ad Oanes dove sostiamo. Scarico lungo la strada.

Possibilità di sosta: a Stavanger ci siamo fermati nel parcheggio a pagamento molto grande nei pressi dell’imbarco dei traghetti. Arrivando dalla E18 e seguendo le indicazioni per il centro città subito prima di immettersi sulla via del porto lo si trova sulla destra. C’è una grande costruzione in fondo che dà direttamente sul mare: è il museo del petrolio. Abbiamo passato la notte ad Oanes: appena sbarcati dal traghetto 200 mt. a destra c’e un parcheggio che si affaccia proprio sul Lysefjorden, anche qui nessuna possibilità di scarico/carico ma in fondo al parcheggio c’è un tombino dove altri camper hanno scaricato le grigie. Punto di sosta comodo se si vuole andare al Prekestolen, infatti nel parcheggio posto all’inizio del sentiero è fatto espresso divieto di pernottamento per i camper.

Punti di interesse: visita alla città vecchia di Stavanger, molto bella ma soprattutto tutte le abitazioni sono quelle originarie, infatti Stavanger non ha subito danni da incendi come è invece accaduto a Bergen dove il Bryggen è interamente ricostruito. È molto piacevole girare per questi vicoli con angoli fioriti ovunque (ci sono delle clematis stupende), io rimango sempre stupefatta della bellezza dei fiori a questa latitudine…ma in effetti siamo sul mare. Visita della cattedrale e poi ritorno al parcheggio, abbiamo ancora un po’ di tempo così decidiamo di visitare il museo del petrolio (40 nok), è situato proprio alla fine del parcheggio, interessante. D’altronde dal 1960 circa il petrolio ha sostituito le sardine quale principale attività di questi luoghi.

Altri suggerimenti: Nel quartiere vecchio c’è la possibilità di visitare il museo della conserva (n.88 sulla via principale) dove, in un’autentica fabbrica di sardine dimessa nei primi anni del secolo, vengono illustrati tutti i passaggi di inscatolamento di sardine.

Costi: traghetto 147 nok 2 persone e camper oltre 6 mt., pedaggi 50 nok: attenzione ai pedaggi nel sud del paese! All’ingresso di ogni città c’è un “pay toll” una sorta di dazio d’ingresso, solitamente chiedono 20 nok rigorosamente in moneta. Questo ci ha creato qualche problemino ad un certo punto (dopo 2 caselli) abbiamo finito la moneta, sono scesa a chiedere di cambiare ma ho trovato due spagnoli che non parlavano inglese. Il signore dietro di noi è sceso e cortesemente ci ha pagato lui il pedaggio senza volere i soldi!! Fatti 20 km ci siamo di nuovo un pay toll e di nuovo senza le 20 corone, incredibile: lo stesso signore di prima vedendoci in difficoltà è sceso dalla macchina e di nuovo ci ha pagato le 20 corone!! Sono proprio disponibili questi nordici.

 

7 AGOSTO 2006

Prekestolen, strada n. 134 ed Odda (o quasi).

Itinerario di oggi: dopo il Preikestolen ritorniamo sui nostri passi e riprendiamo la E18. passiamo sull’isola di Mosterøy, collegata alla terraferma da un tunnel e prendiamo il traghetto sull’isola di Rennesøy (tratta Mortavika-Arsvagen ogni 25 min.). Il tratto della E39 dopo il traghetto è magnifico! Un susseguirsi di paesaggi e giochi di luce mai visti. Proseguiamo lungo la E134 costellata di cascate che si possono ammirare direttamente dalla strada e a Jøsendal imbocchiamo la strada n. 13 per Odda altro bellissimo tratto dal quale si possono ammirare le cascate Latefossen.

Possibilità di sosta: pernottamento presso il campeggio Hildal lungo la strada 13 prima di giungere ad Odda. Oggi urge il collegamento di corrente per la macchina fotografica! Il campeggio è minuscolo, i bagni sono puliti e ci si addormenta con il rumore della cascata! Evitate di fare il bucato se potete, non c’è lavatrice e l’acqua del lavatoio arriva direttamente dal ghiacciaio!! Spesa nok 130. Non c’è possibilità di scaricare il wc chimico. La signora gentilmente ci spiega che a Odda c’è un CS lo troviamo con un po’ di fatica (si trova sul lato opposto della strada rispetto al benzinaio che si trova prima di arrivare “in centro”) ed è rotto ma riusciamo comunque a scaricare le grigie.

Punti di interesse: sveglia di buon ora, da Oanes imbocchiamo la 13 direzione Jørpeland dopo il ponte si gira a destra, dopo 6 km si arriva al parcheggio (nok 80) dal quale parte il sentiero per giungere al Prekestolen, un faraglione a strapiombo sul fiordo. Volendo si può prendere il tragheeo direttamente da Stavanger per Tau (ogni 40 min). La guida sconsiglia la visita a bambini sotto i 10 anni, in effetti alcuni punti fanno proprio paura, ma durante il cammino vediamo anche bambini con meno di 10 anni sicuramente. Il effetti il sentiero è lungo, noi ci abbiamo messo 1h30min all’andata ed un po’ meno al ritorno. Il primo pezzo del sentiero non è impegnativo poi si trasforma e dopo una pianura ci si trova ad arrampicarsi su grosse rocce, arrivati in alto a questo tratto non dimenticate di girarvi a guardare il panorama dietro le vostre spalle: se non ci sono nuvole si vede Stavanger. Si giunge poi ad una spianta rocciosa, qui si è vicini alla meta non disperate ancora un po’ ed è fatta! Ultimi metri in salita ed eccoci arrivati: in cima al mondo! Lo spettacolo è favoloso, si vede per intero il Lysefjorden in tutto il suo splendore e da un punto di osservazione decisamente insolito: dall’alto. I giochi di luce tra il sole e le nuvole sono spettacolari e fanno cambiare il paesaggio ogni 10 min, noi attendiamo che il gruppo di spagnoli riprenda la via del ritorno (la roccia non è poi così spaziosa!) per gustarci il nostro spuntino e la grandiosità di questo luogo. Foto ricordo scattata dal giapponesino (pazzo!) che poco prima si è seduto sul bordo della roccia come se fosse su un muretto alto 40 cm invece sotto c’è il vuoto!

Costi: 147 e 159 nok per i due traghetti lungo il tragitto di oggi.

 

8 AGOSTO 2006

Odda, Eidfjord, Vøringfossen e arrivo a Bergen.

Itinerario di oggi: partenza dal campeggio si passa Odda e si prosegue lungo il lato destro del Sørfyorden, affascinante tratto di strada sino a Kinsarvik, caratteristico paesino affacciato sul fiordo. Lungo il percorso acquistiamo delle ciliegie!!! ebbene si! Ad agosto! E’ incredibile sono buonissime! La modalità di acquisto la dice lunge sui popoli nordici: banchetto dotato di ombrellone per riparare i frutti dal sole, cestini di ciliegie disposti in ordine e cartello con il prezzo 25 nok, le monete vanno introdotte in una cassettina appoggiata sul banco e nessuno che controlla che sia pagato il dovuto! A Brimnes imbocchiamo la strada 7 per Eidfyord, altro bel posto e proseguiamo per le cascate Vøringfossen prima di imboccare i tunnel sulla sinistra troviamo un CS che funziona e ci fermiamo è di quelli a tempo e noi spendiamo 40 nok. Nel pomeriggio torniamo sui nostri passi e prendiamo il traghetto a Brimnes (ogni 40 min.) e vista l’ora proseguiamo sulla 7 strada che costeggia l’Hardangerfjorden. Arrivo a Bergen in serata.

Possibilità di sosta: per il pranzo ci siamo fermati al parcheggio dell’albergo che si trova presso le cascate Voerngfossen (20nok). A Bergen c’è un’area ben attrezzata a Sandvikborder e anche relativamente costosa: nok 175 per una notte. C’è posto per molti camper ma se arrivate in serata è quasi tutto pieno e ci si deve accontentare dei posti rimasti, per le operazioni di carico è necessario fare qualche manovra in più. Alaccio elettrico, carico, scarico, locale lavanderia, bagni e docce, angolo cottura questo quello che offre. Si trovano cartine dettagliate della città alla reception, dove parlano qualche parola di italiano. E’ vicino al centro ed ha una bella vista sul fiordo (alla sera ci si accorge che qui l’inquinamento luminoso non esiste!) dove qualcuno pesca per la cena. Non vi so dare indicazioni per raggiungerla perché, non avendole nemmeno noi, abbiamo deciso di seguire un camper di tedeschi. Se si sosta più del tempo indicato sul biglietto troverete un avviso che vi invita a passare alla reception a saldare.

Punti di interesse: giornata di riposo dopo la camminata di ieri, decidiamo di ripartire solo dopo aver sbrigato un po’ di faccende domestiche. Passiamo da Odda ed Eidfjord, due cittadine molto carine situate all’estremità di un fiordo. Seguiamo la strada n.7 sino alle cascate Vøringfossen. Siamo fortunati oggi c’è il sole e le cascate formano un bellissimo arcobaleno! Arrivati al parcheggio si deve prendere il sentiero e tornare indietro sino all’ingresso dell’ultima galleria. C’è anche un sentiero che porta direttamente sotto le cascate ma ci vuole 1h30min in tutto. Vediamo poi una costruzione rossa in cima alle cascate e cerchiamo di dirigerci lì. In effetti ci arriviamo, sembra un albergo, e parcheggiamo (20 nok), da qui seguendo un breve sentiero si arriva all’altro punto di osservazione: siamo proprio sopra le cascate e si vede tutto il percorso dell’acqua. Ne vale veramente la pena! Rimaniamo a pranzo in questo parcheggio e poi vado a prendermi un Waffel nel bar dell’albergo uscendo trovo un gruppo di anziani in gita che ballano e cantano al suono di una chitarra, altri stanno organizzando il the e tirano fuori tavolini, seggiole e tutto il necessario dal gavone del pullman!! Decisamente visione insolita!! Che ridere!! Proseguiamo ed arriviamo a Bergen in serata, troviamo posto all’area attrezzata e, dopo un breve giro sul mare, decidiamo di fare un primo giro sul Bryggen.

Costi: traghetto 193 nok.

 

9 AGOSTO 2006

Bergen, lingue del ghiacciaio Jostedalsbreen.

Itinerario di oggi: partenza da Bergen alle 15.00 si percorre la strada n. 5, molto suggestiva: costeggia un fiume di acqua cristallina alimentato dal ghiacciaio e ai bordi della strada ogni tanto si vede lo scrosciare delle cascate. Imbocchiamo il tunnel più lungo del mondo 25 km (e non c’è pedaggio!), ad un certo punto vedete una luce blu che si avvicina, non allarmatevi, hanno creato questi spazi illuminando la roccia in modo da sembrare sotto al ghiacciaio. Alle 20 siamo sotto la lingua Supphellebreen, per raggiungerla si segue la strada n. 5 in direzione Skei e si imbocca una strada sulla destra che dopo un breve tratto diviene sterrata, la strada è stretta per un camper ma si percorre senza problemi soprattutto se arrivate ad un orario poco trafficato, in tal caso potete raggiungere il parcheggio proprio sotto la lingua del ghiacciaio. Lo spettacolo è veramente mozzafiato! Noi decidiamo di non pernottare qui e ci spostiamo verso la seconda lingua, Bøyabreen, noterete subito la sua maestosità sulla destra continuando a percorrere la n. 5 direzione Skei.

Possibilità di sosta: per la notte raggiungiamo Bøyabreen, l’altra lingua del ghiacciaio e pernottiamo senza problemi nello spiazzo sottostante. Davvero suggestivo cenare alla vista del ghiacciaio!!

Punti di interesse: la mattina, dopo aver effettuato le operazioni di carico e scarico, decidiamo di spostarci dall’area attrezzata onde evitare di dover pagare ancora un’intera giornata nel caso prolungassimo il giro in città. Troviamo parcheggio nei pressi dell’acquario di Bergen: dall’area dirigendosi verso la città si passa il Bryggen e dopo il mercato del pesce si gira alla prima a destra, arrivati al semaforo si prosegue ancora sulla destra costeggiano il fiordo, ci sono parcheggi sia a pagamento che non, spaziosi e lungo la strada un supermercato. A Bergen, dopo un breve giro del centro e visto il brutto tempo decidiamo di dedicarci all’arte: visitiamo i tre musei d’arte di Bergen. Il primo è dedicato a mostre temporanee di arte contemporanea, il secondo è allestito in una vecchia dimora mentre il terzo espone tra le altre opere di Munch, Picasso, Matisse e Mirò molto interessanti. Con un solo biglietto si visita tutto, si devono però lasciare gli zaini e i cappotti nel museo dal quale si inizia il giro e poi li si recupera alla fine della visita. Fortunatamente quando usciamo ha smesso di piovere così possiamo goderci il giro al mercato del pesce e gustarci una buonissima insalata con pesce fresco per 16 euro, sì proprio così abbiamo pagato in euro. D’altronde in ogni bancarella c’è qualcuno che parla italiano e dopo un po’ che giriamo per le bancarelle ci accorgiamo che praticamente tutti intorno a noi sono italiani. Prendiamo un pezzo di pesce fresco per la sera e torniamo al camper. Ad essere onesti Bergen non è stata tra le nostre mete preferite, troppo volta al turismo, anche il mercato del pesce è stato bello per il colpo d’occhio di colori ma non per l’atmosfera. Così alle 15.00 decidiamo di spostarci per avvicinarci al ghiacciaio Jostedalsbreen iniziamo ad avvicinarci alla sua maestosità vedendo le prime due lingue del ghiacciaio che incontriamo sul percorso (→ vedi “Itinerario di oggi”).

Altri suggerimenti: si può visitare Urnes, la più antica chiesa in legno, ecco come: strada 5 sino a Songdal poi la 55 e traghetto a Solvorn, non si può proseguire da Urnes, si deve tornare indietro.

 

10 AGOSTO 2006

Ghiacciaio Jostedalsbreen, Geirangerfjord e Ålesund.

Itinerario di oggi: ci muoviamo da Bøyabreen per raggiungere il parcheggio ai piedi del sentiero che porta a Brisksadabreen, si segue la strada n.1 sino a Byrkjelo dove si prosegue sulla n.60 sino a Olden dove si gira a destra direzione Briksdal, la strada è molto bella, costeggia dei corsi d’acqua che formano arcobaleni; ci può essere qualche problema in alcuni tratti se si incontrano pullman. Al ritorno a Olden proseguiamo tenendo la destra per ricongiungerci alla strada n. 15 che seguiamo sino all’imbocco della strada n.258. Ignoriamo il cartello che la sconsiglia ai camper seguendo le indicazioni trovate sui diari di altri camperisti e devo dire che ne vale proprio la pena! In effetti è sterrata e durante il primo tratto se si vede in lontananza un altro camper è meglio fermarsi ad aspettare. Ma il posto è talmente bello che approfittarne per fare una foto in più certo non fa male! Finite le curve ci si trova davanti uno spettacolo lunare attraversato da un fiume, sembra di essere sul fondo di un’immensa conca di roccia! Sensazione fantastica e ce la possiamo godere in tutta solitudine! La strada 258 riporta sulla 15 che porta al Geiragerfjiord, tratto di strada magnifico.

Possibilità di sosta: Passato l’altopiano, lungo la strada 258 (vedi “itinerario di oggi”), prima di ricominciare la discesa c’è uno spiazzo dove si può sostare per la notte, alcuni camper sono già lì fermi ma per noi purtroppo è un po’ troppo presto così decidiamo di proseguire…che peccato! Lungo la strada 15 c’è un’altra stupenda possibilità di sosta ad un certo punto della pianura sulla sinistra si vede il profilo di alcuni camper, è un’altra area ottima dove poter pernottare soprattutto per il panorama e la tranquillità! Ma per noi purtroppo è ancora troppo presto per fermarci e dobbiamo proseguire, infatti pernottiamo nell’area attrezzata di Ålesund. Perfetta! Sul fiordo, si gode di un ottimo panorama e di un tramonto mozzafiato. Ci sono servizi igienici puliti con tanto di doccia, lavatrici, carico e scarico acqua, manca l’allaccio di corrente. È situata nei pressi del porto l’ingresso è un po’ nascosto. Il sistema di pagamento è molto comodo: appena dopo la discesa d’ingresso sulla destra c’è la solita macchinetta per il pagamento. Innanzitutto si può scegliere la lingua per le istruzioni (nelle altre erano solo in norvegese) in secondo luogo accettano la carta di credito, funziona così: quando si arriva si striscia la carta di credito, viene rilasciato un tagliando che va posto in vista sul parabrezza; quando si parte si fa la stessa operazione…viene calcolato automaticamente il dovuto ed addebitato sulla carta di credito! (Mi pare di ricordare 120 nok a notte) Comodo. Certo che hanno proprio una sconfinata fiducia del prossimo qui perché volendo si può entrare ed uscire senza pagare (infatti alcuni camper non avevano il tagliando in vista).

Punti di interesse: oggi si visita la lingua più spettacolare del ghiacciaio Jostedalsbreen sempre lui! La strada che porta al parcheggio è un po’ strettina ma la percorriamo senza problemi, anche qui solo moneta, ma c’è un ragazzo che ci offre il suo biglietto, ottimo! Il sentiero non è impegnativo ma ci vuole più di mezz’ora per raggiungere la fatidica lingua di ghiacciaio che si scioglie in un lago cristallino. Consiglio di vestirvi con indumenti impermeabili e con il cappuccio perché si deve passare, possibilmente di corsa, su un ponte praticamente sotto una cascata. Veramente bello! Ma si arriva dall’altra parte lavati! Che ridere! C’è anche la possibilità di fare tutta la strada su una sorta di pulmino panoramico (nel senso che è aperto e passando sotto la cascata ci si lava ma forniscono anche gli ombrellini e delle cerate). Arrivati lo spettacolo è indimenticabile e anche qui cambia ogni 10 min perché i vari mini-iceberg si sciolgono, si girano, si spostano. Ci si può sedere sul ghiacciaio ed organizzano anche mini-escursioni con scarponi chiodati e tutto il resto.

Altro posto magnifico visto oggi è lo spettacolo dell’altipiano lungo la strada n.258 ci dovete andare! Per le bellezze delle strade percorse oggi vedi “itinerario di oggi”.

Oggi siamo anche passati dal Geirangerfjiord, si dice sia il più bello della Norvegia…in effetti lo spettacolo è molto bello, ma forse un po’ troppo turistico Geiranger, e sarà difficile che non vediate un’enorme nave da crociera nel fiordo, noi ne abbiamo viste due contemporaneamente.

Altri suggerimenti: spingersi sino a Måløye costeggiando il Nordefjord e proseguire sino alla spiaggia bianca di Refvik. Gita in battello sul Geirangerfjord con partenza ovviamente da Geiranger.

 

11 AGOSTO 2006

Ålesund, strada atlantica e Trondheim.

Itinerario di oggi: da Ålesund imbocchiamo la E39 direzione Kristiansund e ad Andlsnes proseguiamo sulla strada n. 64 che porta a Eide da qui proseguendo per Kristiansund si percorre la “strada atlantica” che si sviluppa su isolotti sul mare. E’ veramente spettacolare in alcuni tratti sembra che la strada faccia parte dell’Oceano; se non c’è bel tempo è impercorribile per le onde che giungono sino alla carreggiata. Lungo la E39 cerchiamo un bel posticino dove fermarci per la notte ma nulla così decidiamo di andare sino a Trondheim dove arriviamo alle 22.

Possibilità di sosta: da Kristiansund a Trondeim non molte noi decidiamo di pernottare nel parcheggio sito dietro il duomo di Trondheim, non è molto silenzioso perché qui hanno la mania delle auto americane in particolare delle Ford Mustang rosse! In teoria è a pagamento ma arriviamo alle 22.00 e la mattina quando ci muoviamo (abbastanza presto) non ci chiede nulla nessuno. In realtà il pernottamento è gratuito. Arrivando da sud è semplice la strada: sempre dritto sino a che non si scorge il duomo sulla destra, passata la facciata si deve imboccare la prima strada a dx che porta ad un ingresso laterale del duomo, il parcheggio si trova poco prima sulla sinistra.

Punti di interesse: Ålesund è proprio una bella cittadina, con le sue case stile art Nouveau. Dall’area attrezzata dirigendosi verso il centro lungo il mare si possono trovare, all’ora giusta, i pescatori che vendono direttamente il pesce appena pescato. Più avanti si trova poi il mercato della frutta e verdura. Prima visita nel centro storico ricco di bei negozietti, prendo un waffel al chiosco da dove partono i trenini per la visita della cittadina e poi attraversiamo il corso d’acqua, qui sentiamo altri italiani che dicono vi sia una bottega dove fanno una dimostrazione con il vetro soffiato. Noi non l’abbiamo trovata, probabilmente abbiamo fatto un altro giro. Veramente tranquillo questo posto, consiglio sicuramente una fermata.

Costi: traghetti circa 500 NOK

 

12 AGOSTO 2006

Trondheim, circolo polare artico e arrivo per l’imbarco alle Lofoten.

Itinerario di oggi: da Trondheim imbocchiamo la E6… ci rendiamo conto di essere proprio vicini al circolo polare e non stiamo più nella pelle così abbiamo scelto la strada più “rapida” e di non percorrere la strada costiera n.17 sicuramente più panoramica ma che ci avrebbe sicuramente fatto perdere un giorno. Unica sosta per il pranzo in un ristorante lungo la strada affacciato su un fiordo e per ammirare l’altopiano del circolo polare. Dopo chilometri ininterrotti di boschi si apre improvvisamente questo spazio aperto…è fantastico. C’è una luce che rende questo posto surreale, con tutte le piramidi di sassi e una renna che ogni tanto sbuca in lontananza, se si guarda bene. Se volete al centro visitatori danno il certificato di attraversamento del circolo polare, noi abbiamo preferito goderci questo momento all’aria aperta. La prima renna da vicino la vediamo qualche metro dopo aver ripreso il cammino al bordo della strada.

Possibilità di sosta: al circolo polare c’è un ampio spazio ma non mi ricordo se sia consentito sostare per la notte. Noi arriviamo sino ad un campeggio vicino al porto (Skutvik) di partenza  del traghetto per giungere alle Lofoten. Posto incantevole, le parole si sprecano ecco la foto… arriviamo dietro ad un’auto di italiani ci diamo una mano a vicenda con il proprietario che parla solo norvegese! Ma a gesti ci si intende benissimo. Non resisto alla tentazione di fare qualche passo a piedi nudi sulla spiaggetta proprio davanti la nostra piazzola prima di cena.

Punti di interesse: visita al Nidarosdomen di Trondeim (50 nok) in stile gotico, interessante. Tutto qui oggi si viaggia!

Altri suggerimenti: se avete tempo percorrete la strada n. 17 panoramica.

 

13, 14 e 15 AGOSTO 2006

Isole Lofoten e Vesterålen.

Itinerario alle Lofoten: partenza dal campeggio con tutta calma verso le 11 (ci piace proprio qui), andiamo a prendere il traghetto a Skutvik (7 passaggi al giorno) ne parte uno alle 13.30 così nella mezz’ora di tempo che abbiamo ci prendiamo un wurstel nel baretto a sinistra dell’imbarco. Alle 15.30 sbarchiamo a Svolvær e prendiamo la E10 verso sud. Ci fermiamo a pranzo in un’area prima del ponte che collega le due isole. Giunti sull’isola di Vestvågøy decidiamo di percorrere la strada n. 815 che ci mostra tutta la bellezza delle Lofoten tra spiagge bianche e montagne imponenti. I giochi di luce e le nuvole creano scenari inimmaginabili. Si prosegue sulla E10 sino a Reine dove sostiamo per la prima notte sulle Lofoten. Il giorno seguente ci spingiamo sino ad Å per poi risalire verso nord sempre sulla E10 ed inoltrarci in ogni stradina che troviamo per scoprire interamente questi posti. Traghettiamo da Fiskebøl per le Vesterålen e proseguiamo sulla E10 per tornare sulla terraferma. Qui imbocchiamo la E6 e arriviamo al campeggio di Tromsø per la sera

Possibilità di sosta alle Lofoten: passiamo la prima notte a Reine sull’isola di Moskenesøy, percorrendo la strada n. 10 verso sud si vede il paesino sulla sinistra, si imbocca l’unica strada che porta a Reine. Lo spiazzo per i camper è proprio davanti alle barche ormeggiate nell’unico spiazzo che c’è, ci stanno circa 10 mezzi. Li c’è anche un minimarket, un pescivendolo dove si può acquistare pesce fresco e un ristorantino molto invitante. C’è anche uno sportello bancario. Questo posto è veramente favoloso. La seconda notte la passiamo insieme ad altri mezzi in una area di sosta qualche chilometro dopo Svolvær.

Ma su queste isole potete sostare praticamente ovunque. Un’area di sosta molto bella si trova sull’isola di Vestvågøy, dopo Utakleiv verso nord sulla E10 al bivio si tiene la sinistra e si arriva ad una spiaggia bianca (vedi “punti di interesse”), prima del tunnel sulla sinistra c’è uno spiazzo proprio in riva al mare. Altra possibilità riscontrata è l’area parcheggio prima dell’ingresso ad Henningsvær. Mentre ad Hamnoy, prima di imboccare il primo ponte che si incontra arrivando da nord sulla destra c’è un CS gratuito e anche molto scenografico. CS alle Vesterålen a Melbu lungo la strada direzione Stokmarknes sulla destra appena sbarcati dal traghetto.

Punti di interesse: non ci sono parole per descrivere le isole Lofoten! Il clima è piacevole e ci godiamo i fantastici scenari che ci offre la natura ed i suoi giochi di luce lungo tutto il percorso. Dopo un giro a Reine ci concediamo una pausa ad Å, dal parcheggio c’è un sentiero che porta al paese in riva al mare con il museo dello stoccafisso. Torniamo poi sui nostri passi e ci dirigiamo a Flakståd, magnifica (ed immensa) spiaggia bianca sulla sinistra, non resisto abbandono le scarpe in un angolo della spiaggia e immergo i piedi in un’acqua cristallina…favoloso!! Riprendiamo il cammino e quando arriviamo a Nusfjord i miei piedi hanno riacquisito sensibilità. Dopo un bel tratto di strada si trovano le indicazioni per parcheggiare prima di arrivare al paesino, è protetto dall’Unesco così all’ingresso chiedono qualche corona per entrare. Il posto è davvero magnifico: rorbuer rosse disposte a ferro di cavallo sospese sul fiordo, c’è un magazzino pieno di merluzzi secchi e se si entra a curiosare il signore che divide i merluzzi in casse con diverse destinazioni in base all’odore sarà ben disposto ed orgoglioso di spiegarvi come fa. Questo posticino offre un ristorante ed un negozio che sembra sospeso nel tempo. Sull’isola di Vestvågøy seguiamo per Utakleiv, tenendo poi la sinistra si arriva ad una spiaggia bellissima dove ci fermiamo per il pranzo ma non è finita…imboccando il tunnel (attenzione è a corsia unica con piazzole) si arriva ad una pianura punteggiata di pecore imboccando la strada sterrata a sinistra si giunge al fianco della spiaggia più bella delle Lofoten. Sabbia candida e massi neri dalle forme addolcite dall’acqua, poi ci si gira e sembra di essere nell’entroterra scozzese: prato verde e pecore al pascolo. Giocando sui massi un’onda improvvisa mi bagna le scarpe…ottima scusa per levarle del tutto, cerco qualche guscio di riccio di mare e poi si riprende il cammino. Ci godiamo la tranquillità di Henningsvær e proseguendo verso nord dopo Svolvær troviamo una bella area dove pernottare. La mattina sveglia di buon’ora e visto che siamo un po’ in anticipo sul traghetto decidiamo di lasciare la E10 e dirigerci verso Laukvik facendo così la strada costiera che ci porterà comunque a destinazione. Ad un certo punto la strada diventa sterrata ma percorribile gli scenari che si susseguono sono meravigliosi. Dopo il traghetto seguiamo la strada che ci riporta sulla terraferma attraversando le Vesterålen che risultano essere meno scenografiche delle Lofoten così dopo il pranzo in una tranquilla piazzola di sosta proseguiamo direzione Tromsø. Dopo un breve giro per la città ci dirigiamo al campeggio (inizialmente ben segnalato ma dopo un po’ l’intuito aiuta).

Costi: traghetto per le Lofoten nok 649, dalle Lofoten alle Vesterålen nok 234. Campeggio nok 240.

 

16 AGOSTO 2006

Tromsø, NORDKAPP!!!!!

 

Itinerario di oggi: Sveglia con comodo e visita alla cattedrale artica poi…che dire oramai capiamo di essere vicini e quindi si viaggia sino alla meta! Sostiamo per il pranzo nel parcheggio delle incisioni di Alta, che volevamo visitare ma…si riprende E6 poi E69 ed eccoci!!

Possibilità di sosta: ora che siamo arrivati non ci muoveremo molto facilmente dal parcheggio di Capo Nord.

Punti di interesse: Passiamo altipiani stupendi cosparsi di renne e poi l’ultimo tratto (circa 200 km) che porta a Capo Nord è davvero magnifico. Prendiamo il tunnel che porta sull’isola di Magerøya, invece del traghetto. La strada sale su un altopiano, sono le nove di sera e c’è foschia poi ad un tratto si apre la visuale su un fiordo, il sole diffonde una luce arancione ovunque sul paesaggio circostante. Proseguiamo e arriviamo al parcheggio, tra la foschia si distinguono i profili inconfondibili di altri camper. Troviamo il nostro posto e ceniamo…non posso fare a meno di uscire ogni 5 min ad osservare il sole che alle 11 non è ancora tramontato, il vento gelido e lo scrosciare delle onde del mare del nord accrescono la suggestione…sembra proprio la fine (o l’inizio) del mondo.

Costi: Nordkapptunell 491 nok (alla faccia!!! Consiglio traghetto!), parcheggio 220 nok per 48 ore.

Altri suggerimenti: noi abbiamo deciso di proseguire ma sul percorso di oggi sono molte le alternative: l’isola di Senja, le incisioni rupestri di Alta o il Canyon di Alta (direzione sud il sentiero parte da Beakades calcolate 3 ore di cammino tra andata e ritorno).

 

17 AGOSTO 2006

Itinerario di oggi: nessuno, decidiamo di restare tutta la giornata qui per un po’ di relax dopo tutti questi chilometri! C’è un vento gelido anche oggi ma in compenso non c’è foschia. Facciamo un giro al centro visitatori ad acquistare cartoline e dopo un waffell rigenerante si inizia a scrivere (unica fatica del viaggio). Andiamo a vedere il filmino delle quattro stagioni a Capo Nord e poi torniamo al camper per un po’ di meritato riposo. La sera andiamo a cena al “ristorante” è tutto a buffet e se si sceglie bene non si mangia nemmeno male.

 

18 AGOSTO 2006

Nordkapp, confine russo e Kirkenes

Itinerario di oggi: sveglia con calma lasciamo Capo Nord e, dopo una sosta lungo la strada per acquistare salmone affumicato (buonissimo), ci dirigiamo verso Kirkenes decidendo di percorrere la strada n. 98 (vedi “punti di interesse”).

Possibilità di sosta: prima di lasciare l’isola di Magerøya ci fermiamo al CS della stazione Shell. La notte la passiamo a Kirkenes nel parcheggio dietro la chiesa del paese, da parte al posto di polizia. Passando davanti all’aiuola che vi dà il benvenuto si tiene la sinistra, si passa davanti al benzinaio e ci si dirige verso il mare dove, lungo la banchina, sono adagiate vecchie navi russe arrugginite dallo scorrere del tempo; un po’ più avanti si svolta a destra ed eccoci arrivati. Proseguendo invece costeggiando il mare si trova un supermercato, dove vendono utilissime bocce da 5 lt. di acqua visto che non c’è una fontana nel raggio di chilometri e noi abbiamo il serbatoio vuoto.

Punti di interesse: la strada n. 98 è sicuramente magnifica uno dei più bei tratti percorsi! Si snoda lungo un enorme altipiano cosparso da branchi di renne e insediamenti sami, ci si domanda come possano sopravvivere qui d’inverno! Abbiamo la fortuna di assistere all’impresa di un gruppo di sami che radunano le loro renne. Ci stupiamo di trovare un supermercato lungo questa strada e ci fermiamo a pranzare a lato della strada. Ci circonda solamente silenzio e a perdita d’occhio non si vede traccia di vita umana, ogni tanto una renna al pascolo laggiù in fondo…un posto che ci è rimasto nel cuore ed impresso nella memoria. Prima di giungere a Kirkenes svoltiamo a destra per andare a vedere il confine russo, un cartello avvisa che solo i “business man” possono attraversare il confine e che non si possono fare fotografie. Siamo quasi in Russia che emozione!! A Kirkenes raggiungiamo il parcheggio dietro la chiesa per la notte.

 

19 AGOSTO 2006

Finlandia: Inari, Ivalo e il Pyhätunturi.

Itinerario di oggi: passiamo il confine finlandese alle 11 esatte le strade sono dritte e rilassanti, costeggiano laghi e foreste, ogni tanto una sosta per godersi il paesaggio e poi sosta a Inari per shopping. Viste le strade dritte Fede si convince e mi fa guidare!! Wow!! Si prosegue per Ivalo lungo la E75 dove ci si ferma per la spesa, finalmente si trova della carne non surgelata e non annegata nei coloranti. Proseguiamo sino al Pyhätunturi.

Possibilità di sosta: stasera ci convinciamo ad andare in campeggio visto che negli ultimi mille chilometri non abbiamo trovato una fontana per l’approvvigionamento (forse perché troppo presi a goderci i paesaggi). Troviamo un posto fantastico che consiglio a chiunque!! Campeggio Lapin Orava (in italiano “lo scoiattolo della Lapponia”) ecco come raggiungerlo: dopo Sondakila si prosegue sulla E75 verso Rovaniemi dopo qualche chilometro si gira a sinistra seguendo le indicazioni per Luosto, dopo una decina di chilometri e passate le miniere di ametista si gira ancora a sinistra per Pelkosenniemi, da qui trovate le indicazioni, il campeggio si trova sulla destra sulle rive del lago. I servizi offerti sono molti dal noleggio canoe o canne da pesca alla sauna, per la lavanderia mettono a disposizione la loro lavatrice e stenditoio, c’è anche l’internet point, se poi volete indicazioni sui vari sentieri ed attrattive del parco nazionale vi muniranno di depliant e di tutte le informazioni necessarie. Servono la prima colazione e, su richiesta anche gli altri pasti.

Punti di interesse/idee per lo shopping: oggi abbiamo deciso di rilassarci così l’unica sosta che abbiamo fatto a Inari l’abbiamo sfruttata per lo shopping. Di fronte al museo Siida si trova Inarin Hopea un negozio di gioielli in argento fatti a mano, con forme tipicamente finlandesi. Più avanti all’ufficio del turismo chiediamo cartine dettagliate della lapponia finlandese e cogliamo l’occasione per acquistare un set di euro finlandesi e di centesimi. Arriviamo al campeggio verso le 9 di sera e lo spettacolo del sole sul lago è veramente coinvolgente, tanto che la tranquillità di questo posto ci convince a rimanere un giorno in più rispetto al programma. I servizi offerti sono molti dal noleggio canoe o canne da pesca alla sauna, per la lavanderia mettono a disposizione la loro lavatrice e stenditoio, c’è anche l’internet point, se poi volete indicazioni sui vari sentieri ed attrattive del parco nazionale vi muniranno di depliant e di tutte le informazioni necessarie.

Altri suggerimenti: ad Inari c’è il museo Siida che illustra gli aspetti della cultura sami e dicono sia appassionante. Potrebbe essere divertente cercare dell’oro al villaggio di Tankvaara.

Costi: campeggio 15 euro.

 

20 AGOSTO 2006

Finlandia: parco nazionale del Pyhätunturi.

Itinerario di oggi: nessuno, ci fermiamo qui a goderci la bellezza di questo posto,

Punti di interesse: Siamo nel parco nazionale del Pyhätunturi, decidiamo di andare a visitare la miniera di ametista di Lampivaara, si può raggiungere anche in bici ma noi siamo un po’ in ritardo per la visita guidata. Ritornando sui vostri passi trovate il parcheggio sulla sinistra e poi si segue la segnaletica inoltrandosi nel bosco, calcolate 10 min di cammino. I biglietti si acquistano al bar di fronte all’ingresso (12 euro a testa, 6 per i bambini e il secondo bambino gratis) qui si trovano anche delle ciambelle e, visto che dobbiamo aspettare un po’ per la visita, ne prendo una, veramente buona. La visita è in inglese, viene spiegato come si è formata questa collina: una enorme caverna ricoperta all’interno da ametista, poi è crollata e si è iniziato a scavare e ad estrarre il minerale. Questa miniera di ametista a cielo aperto è l’unica in europa nel suo genere, infatti solitamente si deve scavare per trovare l’ametista. Viene offerto un bicchiere di succo di mirtilli buonissimo mentre la guida ci fa vedere il più grosso cristallo di ametista ritrovato e ci spiega quali sono le caratteristiche per riconoscere una buona pietra di ametista. La visita si conclude con la possibilità per tutti di cercare il proprio cristallo di ametista muniti di mini piccone, davvero avvincente; alla fine si deve scegliere solamente una gemma da portare a casa. Il paesaggio da qui è mozzafiato: foreste a perdita d’occhio, come vi fa notare la guida. A visita finita ci dirigiamo verso la boutique delle miniere a Luosto, lo avrete notato sulla sinistra arrivando da Sondakila, (qui si trovano anche informazioni sugli orari di visita: dalle 11 alle 16 ogni ora) muniti delle necessarie conoscenze per riconoscere una buona ametista ci diamo agli acquisti.

Rientrati al campeggio nel pomeriggio decidiamo di noleggiare una canoa per un giro sul lago, il proprietario del campeggio è molto gentile e disponibile e ci informa che se vogliamo risalire il fiume ci viene a prendere in macchina al punto d’arrivo, ma noi preferiamo rimanere sul lago visto anche il venticello che si sta alzando. Con 4 euro abbiamo a disposizione la canoa tutto il pomeriggio con i relativi salvagenti. È veramente bello e rilassante, ci incagliamo in un canneto ma abilmente Fede riesce a districarsi e così decidiamo di fermarci un attimo su una mini spiaggetta. Facciamo rientro al campeggio all’ora di cena.

 

21 AGOSTO 2006

Villaggio di Babbo Natale, Rovaniemi e Svezia.

Itinerario di oggi: torniamo suoi nostri passi sino alla E75 per proseguire in direzione Rovaniemi, dopo la sosta riprendiamo il cammino, al confine con la Svezia imbocchiamo la E4 e ci fermiamo per la notte in una piazzola al lato della strada, non so esattamente dove ma è una bella area affacciata su uno specchio d’acqua.

Possibilità di sosta: a Rovaniemi non ci sono problemi tanto che noi riusciamo a parcheggiare all’inizio dell’area pedonale e per la notte una piazzola lungo la E4 in Svezia.

Punti di interesse: ci fermiamo al villaggio di Babbo Natale ma non ci ha entusiasmato più di tanto, sembra un centro commerciale di Natale, così dopo un breve giro e la foto sul circolo polare artico disegnato proprio davanti alla casa di Babbo Natale decidiamo di proseguire. Sicuramente per i bambini l’emozione di vedere Babbo Natale è grande, le foto però le fanno solo loro e si devono acquistare a prezzi secondo me folli. Arriviamo a Rovaniemi e devo essere sincera mi sento un po’ disorientata, infatti sbaglio ad indicare la strada a Fede un paio di volte, non siamo più abituati a “metropoli” così grandi con tutte queste macchine e tutte queste case e persone! In effetti l’ultima città è stata Trondheim dieci giorni fa. Riusciamo a parcheggiare vicino all’isola pedonale in cui fioriscono i centri commerciali, non ce la sentiamo di entrare in uno di questi a mangiare così ci fermiamo al McDonald’s isolato e già fuori dal centro pedonale, sulla via per il museo Artikum che volgiamo visitare. Dopo pranzo ci dirigiamo al museo per la visita (euro 7 a testa) molto interessante, vengono spiegate le usanze della popolazione sami e si intuisce come riescano a sopravvivere in inverno in zone così impervie. Al piano inferiore ci sono postazioni interattive che rispondono ad ogni domanda e tra gli animali imbalsamati il più interessante è sicuramente un Alce (e chi lo sapeva che era così grande!! Più di un cavallo!), qui vengono dati dettagli sulla flora e fauna della Lapponia.

 

22 AGOSTO 2006

Viaggio per i paesaggi svedesi e arrivo a Stoccolma.

Itinerario di oggi: percorriamo tutta la E4 tra foreste immense e che non ci abbandonano per gli 800 chilometri percorsi oggi. Stoccolma è veramente una città diabolica per tutti i ponti e viadotti che sono stati costruiti ma che sicuramente rendono fluido il traffico, per chi non conosce bene il meccanismo rischia di diventare impossibile se non si ha una buona dose di fortuna (o il satellitare ma non è il nostro caso!)

Possibilità di sosta: arriviamo a Stoccolma verso le 17 e troviamo posto nel parcheggio a pagamento dietro il municipio. Qui troviamo altri due mezzi belgi che ci rassicurano dicendoci che loro sono li da due giorni e non hanno avuto problemi, noi invece troveremo un bel ricordo sul parabrezza proprio il giorno della partenza: una bella multa emessa alle 2 di notte che ci costerà 52 euro senza capire per quale motivo (è scritta in svedese) e avendo pagato 10 euro il parcheggio. E’ inutile che vi spieghi come arrivarci: evitatelo per una sosta prolungata! Dopo cena e un po’ di riposo giro notturno della città, che già ci cattura con le sue vie strette e le ampie piazze, con le sue luci specchiate nel lago e nel mare.

 

23 AGOSTO 2006

Stoccolma.

Punti di interesse: arriviamo al Vasamuseet passando dal bel giardino del municipio e non senza qualche problema meteorologico: piove a dirotto e ci dobbiamo fermare sotto uno dei tanti ponti della città, la passeggiata è piacevole e la visita al museo (40 SEK ridotto studenti) davvero interessante: è stato costruito letteralmente intorno ad un vascello la cui storia è a dir poco sorprendente. Fatto costruire da Gustavo II° nel 1600 doveva essere il vascello più importante della flotta reale senonchè quando fu varato nel porto di Stoccolma colò a picco all’istante e li rimase sino al 1956 quando fu recuperato e restaurato. Un filmato (in inglese e francese) illustra il recupero ed il successivo restauro. Possibilità all’interno del museo di osservarlo da ogni lato ed angolazione con tutte le spiegazioni e le ricostruzioni del suo sfarzo e dei suoi decori laccati. Potete anche vistare il sito per maggiori informazioni. Pranziamo al ristorante del museo con le tipiche polpettine svedesi alla crema di mirtilli veramente ottime! Riprendiamo la visita a questa città solare e ci perdiamo nelle vie della città vecchia, visitiamo la cattedrale ed ammiriamo il palazzo reale ma decidiamo di non effettuare la visita. Torniamo al camper per la cena dopo aver fatto la spesa al vicino supermercato e soddisfatti della nostra visita in questa città che per i suoi colori ed atmosfere ci ricorda Budapest. Una particolarità: lungo i corsi d’acqua sono ormeggiate delle imbarcazioni adibite ad abitazioni ed ognuna munita di targhetta con nome e storia dell’imbarcazione.

 

24 AGOSTO 2006

Verso Copenaghen.

Itinerario di oggi: amaro risveglio con una bella multa! No problem, sono le 6 di mattina e sicuramente ora non la riusciamo a pagare, ci arriverà l’avviso con tutte le istruzioni (stavolta in Italiano!) su come pagare. Proseguiamo lungo la E4 per Malmoe attraversiamo l’Oresundsbron (470 DKK) ed eccoci a Copenaghen.

Possibilità di sosta: Copenaghen City Camp, area attrezzata comoda per il centro, collegata da piste ciclabili, il signore che troverete all’ingresso parla anche l’italiano, vi fornisce cartine ed orari dei vari traghetti e vi dà indicazioni su come arrivare in centro. Alle signore omaggia della caramelle. Arrivando dall’autostrada uscite seguendo Copenaghen centro, dopo un po’ la strada prende il nome di Vasbygade e, prima di passare sul cavalcavia della stazione trovate l’area sulla destra subito prima il centro commerciale, il quartiere è quello di Vesterbro. Mi pare il costo sia sui 15 euro.

Punti di interesse: è presto così decidiamo di fare un giro notturno della città, ci incamminiamo verso il centro seguendo le indicazioni dateci alla reception. Il primo impatto non è dei migliori infatti dobbiamo passare vicino alla stazione e la zona non ci sembra proprio tranquilla, alcune facce che vediamo non sono molto rassicuranti, forse dipende dal fattore sera. Dopo circa 15 minuti di camminata troviamo il Tivoli sulla nostra destra, grande parco dei divertimenti illuminato in centro alla città noi siamo fortunati stasera fanno i fuochi d’artificio. Attraversiamo la piazza del municipio e ci addentriamo nella via principale (Strøget), all’inizio della via notiamo dei clochard e più avanti dei volontari che distribuiscono pasti caldi, certo non è una tipica scena nordica tanto più che ci troviamo nella zona più chic della città. Facciamo un giro guardando incuriositi i negozi ci colpisce soprattutto il negozio della Royal Copenaghen che produce porcellane stupende.

 

25 AGOSTO 2007

Copenaghen.

Punti di interesse: abbiamo solamente oggi per visitare Copenaghen così decidiamo di concentrarci sulle diverse atmosfere dei quartieri di questa città eterogenea. Percorriamo la stessa strada di ieri (in effetti il percorso sembra più tranquillo di ieri sera) sino alla via principale poi svoltiamo a destra verso il canale e giriamo tra le bancarelle del mercato delle pulci che propongono, tra gli altri oggetti, porcellane della Royal Copenaghen sicuramente a prezzi più abbordabili rispetto a quelli praticati nel negozio visto ieri sera. Passiamo davanti a Christiansborg e proseguiamo per il quartiere di Christianshavn soprannominata “piccola Amsterdam”, in effetti le case basse e colorate che affacciano sul canale dove sono ormeggiate le barche donano un fascino particolare a questo angolo della città. Decidiamo di fare un giro a Cristiania, interessante esperimento sociologico, che ha avuto origine nel 1971 da una caserma dimessa, l’atmosfera è molto particolare e ci dice molto sulla tolleranza delle diversità insita nei popoli nordici, unico avvertimento: non fare fotografie. Altro punto di interesse del quartiere è la scala a chiocciola in legno attorno al campanile della Vor Frelser Kirke, ci vuole qualche euro per eccedervi, dall’alto si gode un bellissimo panorama. Per il pranzo entriamo in un negozio che espone in una lunga vetrina panini e dolci invitanti, facciamo la nostra scelta e ci accomodiamo su una panchina lungo il canale a gustarci il pranzo.

Tra i vari itinerari dei battelli scegliamo il Red Tour, partenza da Nyhavn, quartiere ricco di bar all’aperto lungo il canale e particolarmente turistico. La guida è in danese, tedesco e inglese si possono osservare le nuove e avveniristiche costruzioni dell’opera e del museo d’arte, l’imbarcazione usata dal re, la sirenetta e un particolare scorcio del castello di Amalienborg. Il giro prosegue lungo il canale di Christianshavn tra le barche ormeggiate e lungo il canale di Gammel Strand passando sotto ponti che quasi si riescono a toccare per poi ritornare al punto di partenza.

Proseguiamo il giro dei quartieri verso Nørrebro, il quartiere degli antiquari, ci divertiamo ed entrare ed uscire da questi negozi alla ricerca di qualche porcellana a buon prezzo ma vediamo che c’è solo la seconda e terza scelta ed il risparmio non è poi così vistoso. L’atmosfera è caratteristica e tranquilla sembra quasi di essere in certi angoli di Parigi. Ci fermiamo per una birra fresca in un pub e scopriamo che la birra la producono loro infatti entrando ad ordinare noto le botti sulla sinistra dietro ad una enorme vetrata, la birra è ottima, siamo in Ravnsborggade. Torniamo in centro perché vogliamo ad ogni costo una porcellana Royal Copenaghen.

Idee per lo shopping: entriamo nel negozio e dopo una lunga meditazione tra queste fantastiche porcellane decorate di blu scegliamo una “coffee pot” per noi ed altri regalini per le mamme. Il commesso va a recuperare in magazzino quello che abbiamo scelto apre le confezioni con grande ritualità e ci chiede se il contenuto è di nostro gradimento. Dopodiché ci invita a sederci offrendoci un bicchiere d’acqua e ci informa che ci vorrà un po’ perché deve controllare ogni pezzo e poi incartarlo, va bene allora andiamo a finire il nostro giro e poi torniamo, ci precisa a dire che dopo le 19 non troveremo più nessuno in negozio, va bene torneremo in tempo. Lo lasciamo tintinnare sulla porcellana con una penna e tastare ogni singolo millimetro per verificare che non vi siano imperfezioni. Meno male che non abbiamo scelto un servizio da 12 seno mi sa che per le 19 non faceva in tempo a tastare e tintinnare tutto.

Altri suggerimenti: come ogni città anche Copenaghen offre molte possibilità di visita tra musei e castelli, noi abbiamo scelto altrimenti avendo solamente una giornata a disposizione.

 

26 AGOSTO 2006

Copenaghen – Milano km. Finali 16.530 quindi percorsi circa 12.000

Rientro a casa, che triste. Partiamo da Copenaghen molto presto percorrendo la stessa strada dell’andata e decidiamo di alternarci alla guida sino a casa così verso le quattro di notte siamo a casa, con molti bei ricordi di luoghi lontani e sensazioni uniche.


Viaggio effettuato ad Agosto 2006 da Valentina Bellati

Potete trovare ulteriori informazioni sulle località toccate da questo itinerario nella sezione METE, e i più recenti aggiornamenti alla situazione delle aree di sosta nella sezione AREE DI SOSTA.


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