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Info generali:

Periodo: dal 29 luglio all’11 agosto 2005

Equipaggio: Davide (40 anni), Ketti (30 anni) e Eleonora (31 anni)

Camper a noleggio, SEA Dinghy 8 del 2005, semintegrale 4 posti su base Fiat Ducato 2.0 jtd da 84 cv, no clima, no radio, lung. 599cm, largh. 220cm, alt. 265cm.

Chilometri totali percorsi 4700, consumi 9 km/litro.

Anche se il camper è a nolo, siamo dei veterani dell’abitar viaggiando, vuoi per viaggi con camper di amici o a nolo, è un modo di goderci il tempo libero che ci entusiasma, lo dimostra il fatto che a novembre 2005 io e mia moglie Ketti ne abbiamo acquistato uno di proprietà.

 

Soste:

La nostra idea è quella di visitare più posti possibile, per questo motivo la maggior parte delle soste è stata al di fuori dei campeggi, le aree di sosta in Spagna non sono ancora molto diffuse e comunque la sosta libera, se fatta con la dovuta discrezione è più che tollerata.

Non ho indicato volutamente dove abbiamo fatto acqua o scaricato il wc in quanto avveniva quando l’occasione si presentava e quindi poteva essere presso una fontana, un wc pubblico o un camping.

Avevamo un inverter portatile per i 220 volt, necessario più che altro a ricaricare le varie batterie di cellulari e macchine digitali e a far funzionare il portatile, di conseguenza la batteria servizi si è sempre ricaricata strada facendo.

Ho aggiunto le coordinate GPS, se le dovete utilizzare prestate attenzione all’inserimento delle coordinate est che nei pressi di Lourdes in poi diventano ovest (o est negative) a causa dell’attraversamento verso occidente del meridiano zero, per questo motivo le ho sempre indicate con la lettera corretta.

 

Impressioni:

La Spagna del nord è una vera meraviglia, verdissima con stupende viste sull’oceano, le autostrade spesso sono nuove, in perfetto stato e gratuite (Autovie) o comunque a prezzi irrisori (Autopiste), il gasolio costa 0.95 cent/litro.

Gli spagnoli, al contrario di quanto si crede, sono dei guidatori molto accorti e corretti, non ti si appiccicano alla targa quando devono superarti, ti danno strada quando attraversi a piedi anche fuori dalle strisce, provare per credere.

Ho guidato in molti stati europei e ciò che mi ha sempre sconvolto è l’esatto momento in cui rimetto il naso sulle autostrade italiane dopo aver guidato per 15 giorni che so in Germania.

Ad attendermi trovo auto che viaggiano sì a 130 orari, ma pericolosamente a 5 metri l’una dall’altra, sulle nostre autostrade un camper che azzarda un semplice sorpasso viene subito incenerito dai fari abbaglianti del suv di turno che, distante ancora 500 metri, chiede già strada.

Spesso neanche sulla corsia normale sono al sicuro, durante il mio ultimo viaggio ai mercatini di Trento mi trovavo a percorrere l’autostrada del Brennero in direzione nord, ad una velocità assolutamente normale, mi sembra circa gli 80 orari.

Era sera, non c’era nessuno in giro, ed eravamo in attesa che un altro equipaggio di amici ci raggiungesse, per poi arrivare assieme a Trento.

Un autoarticolato che sopraggiungeva, ritenendo la nostra velocità troppo lenta, si è avvicinato a pochissimi metri dal nostro camper, ha iniziato a suonare ed accendere ogni tipo di faro che aveva sul mezzo.

La maleducazione era evidente, non ci ho fatto caso più di tanto, sono abituato a gesti del genere, per cui ho rallentato spostandomi per quanto possibile verso destra per agevolargli il sorpasso.

Purtroppo il personaggio aveva deciso che il nostro camper era di troppo sul suo percorso e si è comportato in questo modo per almeno una decina di km, quindi ad ogni minuto iniziava ad usare fari e trombe, mia moglie può testimoniare.

Pago le tasse esattamente come quel personaggio e rispettando il codice della strada ho tutto il diritto di comportarmi di conseguenza, capisco tutte le esigenze dei camionisti, i tempi che devono rispettare, il fatto che sul Brennero ci sono tratti dove non possono superare, ma forse quella sera qualcuno ha un attimo esagerato.

Concludo dicendo che un camperista, una volta uscito dalla propria casa viaggiante, ridiventa esattamente un automobilista come tutti gli altri, io ad esempio ho anche un’auto con la quale vado al lavoro tutti i giorni, idem mia moglie, in più sono anche motociclista e con la moto amo viaggiare in lungo ed in largo il mi paese.

E se in moto mi ritrovo immerso nel fumo nero di un camion che in salita viaggia a 30 orari, porto pazienza e mi regolo di conseguenza.

Scusate la divagazione, ma la ritenevo necessaria.

 

Itinerario

Bologna, Nizza, Carcassonne, Lourdes, Passo Ibaneta, Roncisvalle, Pamplona, San Sebastian, Bilbao, Santander, Picos d’Europa, Mirador del Fito, La Coruna, Santiago di Compostela, Leon, Burgos, Barcellona, Bologna.

 

Venerdi 29 luglio

Nel pomeriggio io, Ketti ed Eleonora siamo andati a ritirare il Dinghy, dopo le procedure di rito pre-consegna lo abbiamo portato sotto casa nostra per caricarlo di tutto e di più,

Verso le 22.30 partiamo, arrivati alla frontiera francese di Ventimiglia ci attende una gigantesca fila di auto di lavoratori nordafricani che rientravano ai loro paesi per le ferie estive, le loro auto erano stracolme di oggetti di ogni tipo.

Verso le 3 del mattino, nei pressi di Nizza ci siamo fermati presso un’area di sosta autostradale, era attrezzata di ogni cosa, ampio parcheggio per camper, bagni ecc, purtroppo era superaffollata di nordafricani che per forza di cose erano costretti a dormire e sistemarsi dove capitava, per cui regnava il caos e l’igiene era quello che era.

 

Sabato 30 luglio

Verso le 10 eravamo già in viaggio, la splendida giornata ci ha dato subito la carica per affrontare i numerosi km che ci attendevano, il pranzo è volato via tra un panino ed una coca senza nemmeno fermarci.

L’obbiettivo era arrivare a Carcassonne nel pomeriggio, qualche km prima ci siamo fermati in un area di sosta per sgranchirci le gambe, nel parco dell’area faceva bella mostra di sé una doccia, per cui ne abbiamo approfittato per rinvigorirci.

Verso le 16 arriviamo a Carcassonne, ci siamo diretti verso La Citè, la tipica citta vecchia conservata in stile medioevale, abbiamo posteggiato il Dinghy nel parcheggio esattamente di fronte all’ingresso (per auto, bus e camper, prezzo 10 euro per 24 ore, no scarichi, no acqua  GPS N+43.20802, E+2.36662).

Una meraviglia, borghetti antichi, negozi e ristorantini assolutamente da visitare, l’ufficio informazioni subito all’ingresso fornisce cartine ed info in ogni lingua, attenzione perché l’ingresso al castello interno termina alle ore 17.

Dopo qualche ora di passeggiate e di shopping siamo ritornati al camper per cenare, ma verso le 21.30 abbiamo deciso di cambiare programma (ragazzi, il bello del camper), dirigendoci già verso la meta successiva, Lourdes.

Abbiamo raggiunto Lourdes verso le 2 di notte, complice l’orario siamo riusciti a parcheggiare esattamente di fianco all’ingresso del santuario, in posto a pagamento consentito a tutti i mezzi, pagamento da effettuare presso la classica colonnetta automatica (GPS N+43.09691, O+0.05250)..

 

Domenica 31 luglio

Di buon mattino sono uscito per perlustrare la zona (quando si arriva di notte non si ha la corretta percezione di cosa ti sta intorno), i pullman di pellegrini iniziavano ad affluire e le piazzole di sosta davanti a noi si erano già riempite, tutto mi è sembrato regolare, almeno per quanto riguarda la nostra posizione di sosta.

Una volta fatta colazione abbiamo visitato tutta l’area del santuario, la cattedrale, la grotta delle apparizioni, e le piscine, un appunto particolare alla basilica sotterranea, una costruzione gigantesca che merita di essere visitata.

Dopo aver visitato anche il paese di Lourdes (Mc Donald’s compreso), verso le 17  siamo partiti per la meta successiva.

Abbiamo raggiunto un passo montano molto caratteristico (Col de Solour, GPS N+42.96065, O+0.26177), dove le bancarelle dei pastori invitavano ad acquistare formaggi e salumi locali.

Molto impegnativa la discesa a valle (sempre in territorio francese), che è avvenuta seguendo una strada scavata nella roccia e a strapiombo sulla valle, talmente stretta che incrociando altri veicoli si doveva procedere a passo d’uomo chiudendo gli specchietti, i frequenti tunnel erano talmente stretti e bassi che il Dinghy riusciva a malapena a passare.

Raggiungiamo Saint Jean Pied de Port e da qui, dopo aver attraversato la frontiera con la Spagna tutto è diventato più semplice, le indicazioni con la conchiglia gialla su sfondo blu iniziavano a diventare frequenti, segno che eravamo già sul percorso del famoso Cammino di Santiago.

Una volta raggiunto il passo Ibaneta, abbiamo dato un’occhiata al piazzale e ci siamo accodati ad un camper già in sosta (GPS N+43.01213, O+1.31971), in modo da passare la notte in compagnia.

Ormai erano le 2 di notte, il tempo era decisamente cambiato, c’era vento, nebbia ed un freddo pungente, tanto che abbiamo acceso la stufa per riscaldarci e non congelare, nonostante il freddo e gli imprevisti il morale era altissimo, tanto da concederci una magistrale maccheronata con sugo alla bolognese prima di andare a nanna, si inizia a percepire la magia

 

Lunedì 1 agosto

Sveglia di buon mattino, scende una pioggia leggera ma insistente, dopo le perlustrazioni del luogo, la colazione e le foto di rito, siamo partiti per scendere verso il paese di Roncisvalle che abbiamo incontrato dopo 10 minuti di strada. Parcheggiato il camper in un grande piazzale (con auto e pullman) dietro alla basilica, abbiamo poi visitato la chiesa, e soprattutto il punto di sosta dei pellegrini che durante il loro cammino verso Santiago di Compostela, vi pernottano e si riprendono dalla fatica.

Gli incontri con i più diversi personaggi che intraprendono il cammino sono assolutamente unici, chi in bicicletta, chi a piedi, da qui ognuno di loro dovrà percorrere almeno 800 km prima di arrivare alla meta.

Al momento di ripartire il tempo si mette decisamente al bello e al nostro arrivo a Pamplona splende un sole che ci fa capire che siamo ormai in Spagna, è un bel caldo, parcheggiamo il camper nei pressi del il fiume (GPS N+42.81788, O+1.66302), prepariamo il pranzo al sacco e a piedi partiamo per esplorare la città.

Tra qualche errore di orientamento e qualche colpo di sole riusciamo a raggiungere la piazza, passando per strade cittadine che durante la festa di San Firmino, terminata 15 giorni prima, vengono utilizzate per la corsa dei tori, i segni delle ammaccature da corna, sulle serrande dei negozi presenti nelle curve del percorso, sono fin troppo evidenti.

Visitiamo l’arena dove i tori confluiscono dopo la corsa, per poi fare la fine che tutti sappiamo, è imponente e tutta dipinta di rosso, dopo le foto di rito passiamo allo shopping di magliette e souvenirs, dopo aver pranzato ci dirigiamo verso il camper, non prima di aver visitato il parco cittadino, pieno di verde e tantissimi fiori colorati, un’oasi di pace.

Sono le 16, Ketti è già alla guida ed ha già puntato il muso del Dinghy verso San Sebastian che raggiungiamo in poco tempo, deliziosa, si presenta subito con i palazzi lungofiume in stile francese, molto carina ed accogliente, un gentile personaggio a bordo di uno scooter ci agevola le manovre nel traffico e ci indica un ottimo punto sosta a pagamento, che si trova all’estremo limite est della città, alla fine della spiaggia, per il quale non si sente di garantire per il permesso notturno da parte della polizia (GPS N+43.32801, O+1.97106).

Per ora ci basta così, è abbastanza largo, sono già presenti un paio di camper, paghiamo alla colonnetta automatica per una sosta di qualche ora e partiamo alla scoperta di questa splendida città.

E’ l’imbrunire ma in mare ci sono ancora numerosi ragazzi che praticano surf, l’oceano offre delle splendide onde, la spiaggia è enorme e bianca, ci sono anche le torri dei bagnini in stile baywatch, il passeggio pedonale sul lungomare è largo e piastrellato.

Raggiunto il tourist information ci muniamo di cartina ed indicazioni su cosa visitare, iniziamo con la città vecchia, da non perdere assolutamente, soprattutto di sera, si anima di gente, i locali (tapas) sono numerosissimi ed offrono montagne di stuzzichini.

Il tour classico prevede anche il giro pedonale attorno al promontorio (1 ora circa), dove compiendo un giro in tondo si raggiunge l’acquarium ed il porto, dove prevale l’odore dei piatti di pesce che arriva dai numerosi ristorantini affacciati sul mare

Verrebbe voglia di stabilirsi per una settimana, ma l’indicazione dell’amico spagnolo ci aiuta a decidere per una partenza anticipata, per cui raggiungiamo Bilbao in men che non si dica.

Sono quasi le 2 di notte e dopo qualche svincolo stradale imboccato per sbaglio, riusciamo a parcheggiare il camper a 500 metri dal famoso museo Gughenheim sulla riva del fiume (GPS N+42.26813, O+2.93982), stanchi morti e soddisfatti andiamo a nanna

 

Martedì 2 agosto

Ore 10 sveglia, piove leggermente, mi accorgo che siamo in una strada che conduce ad un cantiere, ma che viene utilizzata come parcheggio a pagamento, ci sono altri camper e pullman, mi dirigo alla solita colonnetta automatica per lo scontrino ed assieme ad alcuni camperisti inglesi, riesco a capire che assieme ai soldi occorre introdurre anche la targa del veicolo che verrà stampata sulla relativa ricevuta, altrimenti non esce il tagliando da apporre sul cruscotto.

Bene, fatto, tutto regolarizzato, partiamo per scoprire Bilbao, il tourist information è ovviamente la nostra prima meta, fortunatamente è davanti al museo, proprio a 300 metri dal nostro punto sosta camper, raccogliamo cartine ed indicazioni e via.

Ketti ha anche il tempo di accorgersi di sentire gente che parla in ferrarese, sono un gruppo di motociclisti giunti fino qui con le fidanzate al seguito, gente della sua terra, spassosissime le esclamazioni che si scambiano.

Il viale principale che attraversa Bilbao è sul genere Champs Elysees versione ridotta, molto curato ed accogliente, il giro nella città vecchia è d’obbligo, così come la visita alla cattedrale.

Un salto al mercatino locale ci permette di vedere le abitudini dei cittadini del posto, personalmente non sopporto l’odore del pesce crudo, per cui anche se apprezzo, faccio molta fatica a sopportarne l’odore tra le bancarelle.

Per ritornare al camper dobbiamo attraversare la città, per cui saliamo sul tram, che ci porta direttamente nei pressi del museo, dove il fido Dinghy 8 ci attende per ripartire.

Direzione Santander, poi arrivati a Ribadesella ci dirigiamo nell’entroterra per ammirare i Picos d’Europa, una bellissima formazione montuosa tipo i nostri appennini che scende dolcemente verso l’oceano Atlantico.

L’intenzione è quella di dirigerci verso il famoso belvedere chiamato Mirador del Fito, che si raggiunge passando da Arriondas.

Arrivati sul belvedere parcheggiamo (GPS N+43.43936, O+5.19330), ed andiamo a goderci il panorama dalla famosa terrazza che abbiamo visto su più di una foto sulle riviste, meraviglioso, il cielo è blu, alle nostre spalle la catena montuosa e di fronte l’immenso oceano Atlantico.

Visitiamo anche un rudere posto su di una piccola cima di fronte a noi, dal quale riusciamo a scorgere una fantastica area parcheggio distante poche centinaia di metri dove decidiamo di fermarci per la notte (GPS N+43.44188, O+5.19197).

Questo parcheggio si trova anch’esso sulla cima di una costa montuosa, è un sogno di posto, è asfaltato, è dotato di parco con panche e tutti i servizi per il barbecue, ma la cosa più incredibile è che si può ammirare l’oceano dall’alto a perdita d’occhio.

Posizioniamo il camper in modo da avere l’oceano davanti alle finestre per il risveglio del mattino dopo, che pace, è certamente il punto sosta più bello di tutto il viaggio.

Una particolarità che da qui in poi ci accompagnerà fino a Santiago, è il fatto che a causa del nostro continuo spostamento verso ovest, finiamo col ritrovarci la luce del giorno fino a molto tardi, se a questo ci aggiungiamo l’altitudine a cui ci troviamo e l’ora legale, l’effetto è stupefacente, sono le 23 e il sole è appena sceso all’orizzonte.

Non a caso il Portogallo è indietro di un’ora rispetto alla Spagna, ma la parte di Spagna che si trova a Nord, in pratica tutta la Galizia è sottoposta a questo effetto.

Dopo aver fatto doccia e cena ci godiamo il tepore della serata, l’odore della montagna ed i campanacci di alcuni cavalli e mucche che pascolano nei paraggi

 

Mercoledi 3 agosto

Verso le ore 9 la sveglia ci viene data dal campanaccio di un pony che è venuto ad annusare il camper, come avevo immaginato la vista sull’oceano è da sogno, facciamo colazione davanti ad un panorama che non ci scorderemo mai e ripartiamo alla volta di La Coruna.

Verso le 13 arriviamo nella città portuale, parcheggiato il camper (GPS N+43.36065, O+8.40434), raggiungiamo l’ufficio turistico locale e partiamo per una breve visita.

La città vecchia è carina ma a parte la piccola cattedrale non particolarmente interessante, molto bella la zona del porto e tutto il percorso pedonale che costeggia l’oceano, le caratteristiche colonne rosse che supportano i cavi elettrici per i tram sono dappertutto e caratterizzano il paesaggio.

Al porto l’enorme torre di controllo per il traffico navale appare in tutta la sua grandezza, verso le 17.30 arriviamo al camper e ripartiamo verso Santiago di Compostela, che dista ormai solamente 50 km e che raggiungiamo in breve tempo percorrendo la statale.

Arrivati a Santiago cerchiamo subito un posto ideale dove posteggiare e pernottare, ovviamente evitiamo di percorrere le viuzze del centro storico e quando raggiungiamo la zona della piscina pubblica decidiamo che è quello che fa per noi.

Si trova nella zona est della città, nei pressi dell’autostrada, nelle immediate vicinanze c’è un grande complesso sportivo, il parcheggio antistante offre la possibilità di soste tranquille per cui ci posizioniamo (GPS N+42.87662, O+8.52865).

La giornata è stata lunga, per cui ci rilassiamo per il resto della serata con doccia e cena adeguata, mentre con cartine e guide mettiamo a punto la visita di questa splendida città che effettueremo il giorno successivo.

 

Giovedì 4 agosto

Di buon mattino ci incamminiamo verso il centro città che raggiungiamo dopo circa 20 min.

Entriamo nella zona vecchia attraversando la porta dei pellegrini, le viuzze e le chiesette sono incantevoli.

Una volta raggiunta la piazza principale la soddisfazione è notevole, la meta finale del nostro viaggio è raggiunta, niente a che vedere con i percorsi a piedi dei veri pellegrini, ma il tempo a nostra disposizione era questo, le possibilità anche, per cui ci godiamo questo intenso momento mistico.

E’ difficile descrivere a parole quello che vediamo e proviamo, è vero quello che si racconta, per capire e provare bisogna venirci e basta.

Essendo mattino l’ingresso alla basilica principale è ancora scorrevole, per cui ne approfittiamo per entrare, subito facciamo la fila per i vari riti previsti.

Purtroppo in giornata non sono previste le evoluzioni dei Tiraboleiros che all’interno della chiesa fanno ondeggiare lungo tutta la navata centrale un’enorme vaso di incenso acceso chiamato Butafumeiro.

Anticamente questo rito si rendeva necessario per coprire l’odore di sudore che proveniva dai numerosissimi pellegrini arrivati alla chiesa evidentemente affaticati e spossati dal lungo pellegrinaggio, ora non è altro che una manifestazione folcloristica, comunque molto pittoresca.

Il resto della giornata è stato dedicato alla visita di tutti gli angoli della città, viuzze, chiesette e mercatini locali sono stati le nostre mete principali.

La pausa per un boccone è stata fatta nel parco cittadino, l’erba fresca dei prati ci invitava a sdraiarci per un meritato riposo, cosa che abbiamo fatto immediatamente.

Sulla via del camper ci siamo fermati alla piscina (avevamo preventivamente portato con noi i costumi da bagno), dove un paio di ore di bagno e relax totale non ce le ha tolte nessuno.

Cena serale verso le 21.30, chiacchiera e riflessioni sulla giornata, sistemazione delle foto sul portatile e via a nanna.

 

Venerdi 5 agosto

Sveglia senza eccessiva fretta e partenza in direzione Leon, che raggiungiamo attorno all’ora di pranzo.

Ormai abbiamo lasciato il fresco clima della costa atlantica ed il caldo inizia a farsi sentire, un ottimo parcheggio nella zona nord ovest del paese ci permette di raggiungere agevolmente il centro a piedi (GPS N+42.60308, O+5.57962),.

La basilica principale è splendida, la muratura esterna ha un colore molto chiaro, peccato che sia ancora chiusa, l’ingresso per le visite inizia dalle 16 in poi.

L’ufficio turistico di fronte è però aperto, per cui una volta fatta scosta di opuscoli, partiamo per una breve visita della zona vecchia.

Il parco dedicato a El Cid ci permette di fare una breve sosta per annullare almeno in parte la canicola opprimente, non mancano nemmeno le preziose fontane pubbliche, per cui il rinfresco è garantito.

Più tardi riusciamo ad entrare nella basilica, molto bella ma soprattutto fresca, certamente assieme a quella di Burgos è la più bella che abbiamo visto in questo tour, niente a che vedere con la magia di Santiago, ma quanto ad aspetto è veramente un gioiello.

Le giornate sono sempre lunghissime per cui ne approfittiamo per avvicinarci sempre alla meta successiva, infatti in men che non si dica siamo già a Burgos, dove nei pressi dell’ospedale e delle piscine troviamo un posteggio tranquillo dove piazziamo il camper anche per la notte (GPS N+42.34183, O+3.72522),.

Cena verso le 21.30, telefonate a casa per tranquillizzare parenti ed amici e poi a nanna

 

Sabato 6 agosto

Sveglia di buon mattino, spostiamo il camper per parcheggiarlo in un ottimo posto molto vicino alla città vecchia.

A piedi attraversiamo uno dei numerosi ponti sul fiume e raggiungiamo la cattedrale attraversando un’antica porta muraria, peccato che apra alle 10.30, anche l’ufficio turistico è ancora chiuso.

Sapevamo che gli spagnoli iniziano la vita diurna molto tardi, ma non riusciamo ancora ad abituarci a ciò, comunque a piedi raggiungiamo il colle dove è possibile ammirare i resti di un antico castello, ovviamente ancora tutto chiuso, le visite iniziano dalle 11.

Non abbiamo parole, comunque questa città è molto bella e pulita per cui approfittiamo della situazione per sfruttare la possibilità di scorazzare per le viuzze antiche senza anima viva, ha un certo fascino.

Finalmente i negozi iniziano ad aprire, o meglio ad uscire dal letargo, tutto inizia a rianimarsi e davanti alla basilica c’è già la fila per le visite, ci accodiamo ed in un’oretta ci godiamo tutto il percorso guidato.

Il nostro tempo è prezioso, la nostra voglia di conoscere e vedere nuove cose ci spinge a tornare al camper e a dirigerci verso la meta balneare, Barcellona.

In tutto il nostro percorso abbiamo incontrato autostrade (autopiste) perfettamente mantenute e scorrevoli, spesso appena costruite come sulla costa atlantica, il pedaggio quasi irrisorio se non a volte non richiesto come sulle autovie, identiche alle autopiste ma gratuite.

Fatto sta che in serata entriamo a Barcellona, la tranquillità dei vari paesi incontrati lascia spazio alla frenesia ed al caos della grande metropoli, ci dirigiamo verso il camping El Masnou, situato a nord di Barcellona nell’omonima località, del quale abbiamo letto indicazioni su Plein Air (GPS N+41.47612, O+2.30711).

E’ direttamente sul mare, tra le località di Badalona e Matarò, arrivando da Barcellona lo si trova a sinistra, ma da quel lato non ne è permesso l’ingresso a causa della posizione poco felice dell’accesso, noi ovviamente non lo sapevamo ed abbiamo rischiato di essere tamponati da un fiume di auto impazzite e strombazzanti.

Comunque poco più avanti è possibile fare inversione ed accedere senza problemi al camping, purtroppo per quella sera era già al completo, abbiamo optato per una tranquilla posizioni a pochi km da lì, tra villette e stradine di un quartiere residenziale, un poco in altura da dove era possibile ammirare il mare dall’alto, cena e notte tranquille.

 

Domenica 7 agosto

Sveglia all’alba, un ragazzo della reception del camping ci aveva detto che avremmo certamente trovato posto, ma che dovevamo arrivare il prima possibile, per cui alle 7 in punto eravamo i primi ad attendere che qualche anima viva ci accogliesse.

Abbiamo finalmente posizionato il Dinghy in una piazzola, la calca era evidente, numerose tende di ragazzi erano ovunque, comunque in pieno agosto abbiamo il nostro posto e siamo pronti per goderci Barcellona.

Nel pomeriggio ci organizziamo con i biglietti del metro, le scelte sono infinite, noi optiamo per una tessera di 3 giorni.

Barcellona è certamente caotica, ma è molto bella, inutile descrivere il clima che si avverte passeggiando per le Ramblas fino alla rambla de mar, nel quartiere di Barcelloneta si può mangiare pesce favoloso a prezzi irrisori.

La maggior parte del nostro tempo l’abbiamo spesa per visitare le opere di Gaudì, una vera scoperta per noi, non saprei da dove iniziare, la più ovvia è la chiesa della Sagrada Familia, per passare dagli splendidi palazzi sul Passeig de Gracia cioè Casa Battlò, La pedrera, per arrivare al Parc Guell, una vera e propria esplosione di geniale fantasia.

Il parco olimpico è certamente interessante, ma ci è sembrato un pochetto lasciato in abbandono e non adeguatamente sfruttato, la nostra mente vola all’analogo esempio del parco olimpico di Monaco di Baviera, che invece  è un ottimo esempio di utilizzo da parte della cittadinanza.

Il camping era popolato da ogni tipo di viaggiatore, soprattutto giovani che non avevano orari, per cui ad ogni ora del giorno o della notte, poteva esserci motivo di disturbo per il sonno, tutto sommato  ben sopportabile.

La sua posizione è in leggera pendenza, per cui le aree sosta sono ricavate anche su terrazze e quindi difficoltose da raggiungere per camper lunghi

Le prese corrente erano un po’ datate, per cui era necessario avere con sé ogni tipo di convertitore soprattutto per vecchie prese in ceramica.

 

Giovedi 11 agosto

Sveglia di buon mattino, dopo aver preparato il mezzo e pagato siamo partiti in direzione Francia.

Pranzo nei pressi di un’area autostradale francese del sud, il rientro in Italia sull’autostrada dei fiori è stato difficoltoso, è certamente una bella e pittoresca autostrada, ma le numerose curve e controcurve molto angolate, alle quali si aggiungono le brevi e poco illuminate gallerie, hanno reso la guida decisamente affaticante arrivo a Bologna in serata verso le 21.

Un viaggio indimenticabile che è stato certamente intenso, ma che ci ha permesso di vedere numerosi luoghi e realtà favolose, che già ora iniziamo a rimpiangere

 

Davide, Ketti ed Eleonora


Viaggio effettuato nel'Agosto 2005 da Davide Nannetti

Potete trovare ulteriori informazioni sulle località toccate da questo itinerario nella sezione METE, e i più recenti aggiornamenti alla situazione delle aree di sosta nella sezione AREE DI SOSTA.


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