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Periodo

1-22 agosto 2005

Equipaggio

Michele (36) Chiara (32) e Mirko (2 anni e mezzo)

Veicolo

Adriatik 570 dk su Ducato 1.9 TD  del 2000

Chilometri percorsi

4141

Litri di gasolio

453

Media

9,14 Km/l

Spesa gasolio

€ 441

Autostrada (I)

Firenze-Como-Firenze  € 38

Autostrada (CH)

Vignette € 27 (CHF 42)

Campeggi

€ 58

Parcheggi

€ 29

Ingressi

€ 88

Altri pagamenti in contanti

€ 212

Altri pagamenti Visa

€ 170 (supermercati, souvenir, ristoranti)

Spesa totale

€ 1063 

 

 

ANNOTAZIONI VARIE

 

Indubbiamente non abbiamo azzeccato l’estate giusta per questo itinerario, visto che abbiamo avuto solo due giorni di sole pieno e temperature medie intorno ai 20 gradi con minime di 12-13 gradi. Gli stessi olandesi giravano con giubbotti, pile e felpe pesanti e ci hanno assicurato che da diverso tempo non si registrava un agosto così fresco. Tutto sommato però abbiamo avuto una parte di fortuna se consideriamo che la pioggia, che pure è caduta abbondante, si è concentrata al 90% durante la notte e quindi abbiamo potuto visitare senza troppi problemi le varie destinazioni.

Un consiglio: anche se vedete il sole, portatevi dietro un ombrellino pieghevole … non si sa mai!

Detto questo vediamo di distinguere tra tre stati piuttosto diversi tra loro e con notevoli variazioni al loro interno (eccetto il Lussemburgo).

Il Granducato di Lussemburgo è piccolo ma non troppo: noi in 3 giorni non abbiamo visto proprio tutto anche se ci siamo fatti un’idea precisa del paese. La zona industriale è a sud proprio al confine con la Francia, mentre il centro ed il nord sono più rurali, con foreste estese e pascoli altrettanto grandi. Oltre a Lussemburgo città, vale la pena passare da Echternach e soprattutto da Vianden, bel castello al confine con la Germania dove si parla una sorta di dialetto tedesco (anche ad Echternach) e dove noi abbiamo trovato una bella festa medievale. Nell’interno sono segnalati altri castelli che però noi non abbiamo visto. Degna di nota anche la Petite Suisse, una zona, come dice il nome, molto verde, caratterizzata da formazioni rocciose particolari e da corsi d’acqua spumeggianti.  

La caratteristica peculiare dell’Olanda è l’acqua che circonda pascoli, strade e città. La dominante è però data da quel verde intenso che quando è associato all’azzurro del cielo (purtroppo di rado) rasserena qualunque animo. La maggior parte del paese è semideserta, bucolica, popolata per lo più da mucche, pecore e cavalli e punteggiata qua e la da cicogne ed aironi cinerini. La parte ad ovest dell’Ijsselmeer (o dello Zuiderzee, come si studiava a scuola) è invece molto più popolata, anche se non mancano pascoli, mucche ed altri animali. Qui si concentrano le grandi città: Amsterdam, Rotterdam, L’Aia, ecc. Altra costante dell’Olanda è il formaggio  celebrato ed ostentato ad uso dei turisti nei mercati delle sue “capitali”: Edam, Alkmaar, Gouda …Anche i mulini, vanto e simbolo dei Paesi Bassi non sono così rari: prima di arrivare a Kinderdijk ne avevamo già visti parecchi anche se per la maggior parte si tratta oramai di monumenti. Impressionante l’Afsluitdijk, la grande diga, che per circa 30 km respinge il mare del nord e lo costringe a starsene lì, come appeso, 4 metri più in alto rispetto all’Ijsselmeer, il grande lago formato dalla foce dell’Ijssell. Ultima caratteristica dell’Olanda è l’immancabile pista ciclabile percorsa per lo più da ciclisti dilettanti sulle tipiche bici modello Olanda con manubrio alto e largo. L’uso della bici è così diffuso che si incontrano segnali stradali specifici per bici, in genere rossi in campo bianco, che indicano percorsi per bici con indicazione della distanza, semafori per bici, ampi parcheggi per bici, corsie preferenziali, ecc.

Il Belgio è invece un paese a più facce: si va dalle foreste di conifere delle Ardenne, alle pianure adibite a pascolo della Fiandra nord-occidentale, alle dolci colline della Vallonia, al confine con la Francia. Toglietevi dalla testa che il Francese sia la lingua nazionale: nelle Fiandre si parla rigorosamente Fiammingo (in pratica l’olandese) ed i cartelli non sono quasi mai bilingue; se siete in autostrada nella zona fiamminga non troverete indicazioni per Tournai, ma solo per Doornik: è quindi bene avere un buon atlante o documentarsi prima sui doppi nomi delle città. Dal punto di vista architettonico il Belgio (almeno per quanto riguarda le città d’arte fiamminghe, come Bruges, Gent, Anversa) batte l’Olanda di diverse lunghezze (eccezion fatta per Delft), con cattedrali imponenti per lo più gotiche, case con frontoni lavorati al limite dell’intarsio e “beffroi” (torri) che svettano verso il cielo. È invece assai carente di villaggi caratteristici che sono invece frequenti dai cugini d’oltre-Schelda. Scendendo in Vallonia le città sono un po’ meno accattivanti: a farla da padrone sono i castelli e le abbazie. In quest’ultime si producono ancora, in maniera tradizionale, le birre per le quali il Belgio è giustamente famoso: Leffe, Chimay, Orval, Maredsous … birre “trappiste” molto aromatiche con tassi alcolici elevati, tra i 6 e i 10-11 gradi. Altra gradevole costante del Belgio è costituita dalle chocolaterie che vendono gustosissime praline artigianali ad ogni gusto immaginabile, e dalle gouffres, quei dolci che noi chiamiamo in genere waffels.

 

NOTIZIE PRATICHE

Carburanti

Il prezzo dei carburanti, si sa, incide sempre più sul viaggio itinerante ed è bene avere un’ idea di quanto si va a spendere.

In tutti i paesi nei quali abbiamo fatto rifornimento, il prezzo del gasolio era inferiore a quello mediamente praticato in Italia, mentre la benzina verde è più cara: questo perché all’estero il gap tra i due carburanti e maggiore che da noi. Si va dai 90 cent al litro del Lussemburgo a 1,10 euro del Belgio. Queste le oscillazioni. In ogni paese è comunque possibile trovare distributori che praticano prezzi intorno a 1 euro al litro. Come qui in Italia, anche all’estero i prezzi in autostrada sono i più alti ed è quindi preferibile fare il pieno alla periferia di qualche città. In Francia conviene rifornirsi presso i grandi supermercati come Carrefour, Leclerc, Intermarché, Match, ecc. Per dovere di cronaca il prezzo più alto che ho visto per la verde è stato 1,45 euro in Olanda. In Svizzera il gasolio costa più o meno quanto in Italia; la cosa strana è che è più caro della benzina!

La rete dei distributori è molto meno capillare rispetto all’Italia; ci è capitato più volte di fare 30 – 40 km senza vedere un distributore, quindi conviene rifornire per tempo. Inoltre i self-service non accettano carte di credito, solo bancomat locali o contanti.

Negozi

I costi dei generi alimentari sono analoghi ai nostri. In genere costa di meno il latte mentre costano un po’ di più il pane e l’acqua. Per l’acquisto del latte occorre fare un po’ di attenzione perché si trovano in commercio anche cose che sembrano latte ma non lo sono come il latte-yoghurt, il latte acido, la panna acida, ecc. Nelle zone di lingua francese non ci sono problemi; in quelle di lingua fiamminga occorre cercare il “volle melk” per essere sicuri di bere latte.

Gli orari in Olanda sono continuati ma la chiusura è in genere anticipata alle 17.30 – 18. Solo ad Amsterdam ho visto qualcosa che chiudeva alle 19. In Belgio vige lo stesso sistema ma la chiusura in genere è alle 19. 

In Olanda i supermercati in genere non accettano pagamenti con carta di credito di nessun tipo.

Autostrade

Tutte le autostrade di Belgio, Olanda e Lussemburgo sono gratuite. Anche il tratto Francese che abbiamo percorso (Metz-St.Diè e Colmar-Basel) è gratis: comunque se nei cartelli d’ingresso in autostrada non c’è scritto Pèage potete star sicuri che il tratto è gratuito. In Svizzera invece si paga un bollino che costa circa 27 euro e dà libera circolazione sulla rete autostradale fino al 31 gennaio dell’anno successivo a quello di emissione.  

N.B. Il traforo del San Gottardo, contrariamente a quanto si può pensare, è gratuito.

Assistenza sanitaria       

In tutti i paesi è sufficiente il modello E 111 rilasciato dall’ASL prima della partenza.

Documenti

Carta d’identità per gli adulti e Lasciapassare per i bambini (o passaporto con bimbi iscritti)

       

DIARIO DI VIAGGIO

 

1-2 agosto – FIRENZE-THANN (F) km 700

Partiamo alle 21 dal rimessaggio e facciamo un po’ di viaggio di notte per non affaticare troppo Mirko. Arriviamo fino ad Assago (MI) intorno all’una e ci fermiamo a dormire. Dopo una bella colazione all’Autogrill ripartiamo ed attraversiamo il confine a Maslianico (CO) per evitare le code ed i controlli della barriera di Chiasso. Qui acquistiamo il bollino autostradale (€ 27) e rientriamo in autostrada subito dopo Chiasso. A Bellinzona usciamo un attimo per fare il pieno in città e poi continuiamo fino ad Airolo. Qui ci fermiamo per il pranzo. Piove e non si può fare granché tranne un giro nell’autogrill per sgranchirci le gambe. Smette per un attimo di piovere e così proviamo a salire al passo sperando che il cielo si apra un po’, ma non è così. Arrivati in cima ci aspettano soltanto freddo e nebbia, così proseguiamo.

Il tempo peggiora sempre più, piove che Dio la manda! A Lubecca quasi non si vede la strada! E l’ingresso in terra francese non cambia di molto le cose… Sotto il diluvio puntiamo dritti verso l’area di sosta di Thann dove abbiamo pernottato per più giorni due anni fa. Qui finalmente la natura si placa e dopo cena riusciamo persino a fare due passi.

 

3 agosto – THANN – EGUISHEIM - NANCY  km 191

Al mattino non piove più. Visitiamo la Cattedrale ed acquistiamo pane e tortine: qua le paste sono in realtà torte in miniatura di alta pasticceria, più costose ma meno “grezze”. Ci trasferiamo ad Eguisheim, il nostro preferito tra i pittoreschi paesini dell’Alsazia, per rinfrescarci la memoria e per rifarci gli occhi con un po’ di colori dopo il grigio di ieri. Pranziamo a Kaisersberg (altra chicca alsaziana) e poi ci avviamo verso Nancy attraverso il Col du Bonhomme. Nancy, capoluogo della Lorena e capitale dell’antico ducato, conserva alcuni edifici medievali ma è sostanzialmente una città settecentesca, ordinatamente neoclassica. Da vedere Place Stanislas, tra le più belle di tutta la Francia, circondata da edifici uniti tra loro da cancellate in ferro battuto ai 4 angoli. Bello in particolare l’Hotel de Ville, specie se visto dall’Arco di Trionfo, sul lato opposto della piazza, che lo inquadra prospetticamente. Al di là dell’arco Place de la Carriere, alberata, dalla quale si accede al parco de La Pepiniere, splendido giardino settecentesco con roseto, aiuole decorative, giochi per bambini e piccolo parco zoologico. Altri edifici degni di nota: la Cattedrale e Porte de la Craffe. Pernottiamo nel parcheggio di  Porte St. Catherine (a pagamento di giorno 0,80 €/h) vicinissimo al centro.

 

4 agosto – NANCY (F) – METZ – LUSSEMBURGO - ECHTERNACH (L)  km 210

Lasciamo Nancy, costeggiando la Meurthe (il fiume). Ci fermiamo a mettere un po’ di gasolio a Match e nell’occasione compriamo anche un po’ di mousse de canard au Port (patè di fegato d’anatra al Porto) e qualche altra leccornia francese. Imbocchiamo l’autostrada ed arriviamo a Metz, seconda città della Lorena e capoluogo del dipartimento della Mosella. Il centro storico è interamente concentrato su una collinetta a destra della Mosella. Oltrepassato uno dei ponti sul fiume si sale alla cattedrale gotica di St Etienne, molto bella, poi si scollina per le vie del centro, in parte pedonali, fino alla Porte des Allemandes porta fortificata del Trecento. Anche qui acquistiamo tartelettes (tortine) alla fragola e al lampone, care ma squisite. Dopo pranzo partiamo per Lussemburgo: a causa di una deviazione in autostrada facciamo quasi 80 km anziché i 50 preventivati ed arriviamo verso le 17. Posteggiamo in Boulevard de la Petrusse. Attraversato Pont Adolphe siamo già in centro e visitiamo la Cattedrale di Notre Dame, Place Guillaume con i leoni in bronzo e in fondo il palazzo granducale, Place de l’armes, ombreggiata, animata e piena di locali, e poi ci fermiamo un’oretta in un parco pubblico con una nave in legno a grandezza naturale che fa la felicità di Mirko. Ripartiamo ma abbiamo quasi finito il gasolio e rischiamo di restare a secco, dal momento che no troviamo un distributore. Per fortuna un lussemburghese estremamente gentile cui chiediamo informazioni, dicendoci di seguire la sua auto ci porta personalmente fino al distributore più vicino e oltretutto lungo la strada statale diretta verso Echternach, nostra prossima meta. Mangiamo lungo la strada e pernottiamo nel parcheggio del lago, all’inizio del paese, assieme ad altri camper belga.

 

5 agosto ECHTERNACH – PETITE SUISSE – ECHTERNACH  km 51

Il tempo è coperto ma non piove, così visitiamo il paese, carino nel suo insieme, con la grande chiesa di St. Willibrord, la più grande e, almeno come origine, la più antica del Granducato. Siamo al confine con la Germania a una ventina di km da Treviri (Trier) per chi volesse fare una deviazione. La maggiore attrazione sono però i dintorni, la cosiddetta piccola svizzera lussemburghese. Purtroppo però pioviggina e non ce la godiamo granché. In efetti è una zona particolare che alterna verdi pascoli pieni di mucche a boschi fitti con strane formazioni rocciose come pinnacoli e crepacci. Verso le 17 smette di piovere e facciamo due passi nel bosco, salendo per una scala ripidissima scavata nella roccia tra due pareti vicinissime, tanto che a tratti lo zaino in cui porto Mirko rischia di incastrarsi. Torniamo a Echternach dove in serata dovrebbe esserci la “festa d’estate” che però è una festa bagnata con un gruppo che canta un po’ in francese e un po’ in tedesco e pochi arditi che ballano sotto la pioggia con in mano gli ombrelloni dei tavoli.    

 

6 agosto ECHTERNACH – VIANDEN (L) – MAASTRICHT (NL)  km 221

Non piove più, ma il cielo è sempre grigio e la temperatura sui 16°. Ci spostiamo a Vianden, altra località sul confine con la Germania, dove c’è un bel castello medievale, appartenuto nel ‘400 agli Orange-Nassau, nel quale si svolge un bel festival medievale (abbiamo temporeggiato apposta per vederlo). Nel castello, che merita una visita di per sé, si svolgono spettacoli di danza, musiche medievali, duelli tra cavalieri, esibizioni di falconeria che attirano molto l’attenzione di Mirko, oltre ovviamente alla nostra. Inoltre è allestito un mercato di artigianato locale (dove compriamo qualche souvenir) ed è in funzione una taverna dove si cambiano gli euro in moneta dell’epoca per le consumazioni rigorosamente in vasellame di argilla. Nel pomeriggio finiamo di attraversare il Lussemburgo, riempiamo il serbatoio all’ultimo distributore, attraversiamo il tratto ardennese del Belgio (intorno a Liegi) ed entriamo in Olanda. Prima tappa Maastricht, cittadina famosa per lo storico trattato europeo, centro di dimensioni contenute (circa 100.000 abitanti) sulla riva della Mosa (in olandese Maas, da cui il nome). È una città carina, molto ordinata: bello il Markt, dominato dallo Stadhuis, la Vrouwekerk, la cattedrale di Sint Sirvaas e l’attiguo campanile di Sint Jans. Verso l’ora di cena imbocchiamo la A2 verso Eindhoven e sostiamo in un area di servizio dove pernottiamo, circondati da leprotti.  

        

7 agosto MAASTRICHT – ARNHEM (BURGERS’ ZOO)  km 151

La giornata di oggi è interamente dedicata ad uno dei più grandi zoo d’Olanda, il Burgers’ di Arnhem. Gli animali qui hanno ampi spazi e c’è perfino un’area safari dove convivono molti animali della savana (con l’unica divisione erbivori/carnivori). Dentro una grande serra c’è l’ambiente tropicale delle mangrovie, in un’altra è ricreato quello dell’Amazzonia e c’è pure un grande acquario con pesci d’ogni tipo che termina con una enorme vasca popolata dagli squali con tanto di relitto. C’è poi l’isola delle scimmie con gorilla e scimpanzé, la voliera dei rapaci, la vasca dei pinguini; ci sono tigri, leopardi, renne di babbo natale, cammelli, bisonti, e …molto altro ancora, per la gioia di Mirko! Unico neo il tempo: per tutto il giorno si sono alternati acquazzoni improvvisi ad ampie schiarite ed abbiamo dovuto continuamente cambiare abbigliamento, aprire e chiudere l’ombrello, ed evitare che Mirko saltasse in tutte le pozzanghere. Verso le 19 abbiamo cercato un campeggio nelle vicinanze e ci siamo fermati al Warnsboorn: gestione familiare, proprietari cordiali e disponibili e prezzi contenuti (€ 20).

 

8 agosto ARNHEM – KAMPEN-GIETOORN - AFSLUITDIJK  km 199

Ci svegliamo con 12 gradi dopo una nottata di pioggia, effettuiamo le operazioni di carico/scarico e ripartiamo in direzione di Kampen. Arriviamo verso le 12 e parcheggiamo nei pressi del fiume Ijssel in un parcheggio gratuito appena fuori dal paese. Kampen accoglie i visitatori con un bel giardino, molto curato, attraversato dall’immancabile canale, con il nome del paese scritto in grande con una siepe di bosso. Nel giardino gironzolano indisturbati struzzi e daini! Il paese è grazioso, con le tipiche casette colorate, diverse porte-torri, un bel municipio gotico, un bella e lunga via pedonale con negozi. Entriamo in una macelleria molto attraente con un sacco di prelibatezze già preparate ed acquistiamo involtini, polpette e un salsicciotto spalmabile per la modica cifra di 5 euro: altro che panini! Dopo pranzo proseguiamo verso nord-est e ad Hasselt c’imbattiamo nel nostro primo mulino a vento. Attraversiamo dei polder punteggiati di pecore e mucche ed arriviamo a Giethoorn, la piccola Venezia del Nord (visto che l’appellativo, senza l’aggettivo “piccola” spetta ad Amterdam!). All’inizio non troviamo il centro che è effettivamente un po’ defilato rispetto alla strada principale, ma poi dei camperisti italiani ci danno alcune dritte, segnalandoci anche la presenza di un’area attrezzata a pagamento, che però non sfrutteremo. Visitiamo il paese, che rispetto a Venezia è molto più verde e rurale: le case hanno tetti in canniccio, ognuna è contornata da un giardino pieno di fiori che da un  su un canale; per accedervi ci sono stretti ponti pedonali (o al più ciclabili) in legno che risalgono al secolo scorso. La visita può essere effettuata anche in barchette che vengono noleggiate dagli abitanti all’ingresso del paese. Insomma il luogo è veramente particolare e merita una tappa. Ripartiamo verso il Mare del Nord (o meglio il Waddenzee, cioè il mare compreso tra la grande diga e le isole Frisone. Arriviamo fino all’inizio dell’Afsluitdijk, la diga lunga 30 km che divide il mare dall’Ijsselmeer, il grande lago formato dalla foce dell’Ijssel, creando un dislivello di circa 4,50 metri. Pernottiamo in un’area di sosta dell’autostrada, già sulla diga, sferzati da un vento impetuoso in compagnia di pochi altri temerari camper olandesi.

      

9 agosto AFSLUITDIJK – VOLENDAM  km 129

Al risveglio il cielo è ancora piuttosto grigio,  tira un forte vento e la temperatura è di 13 gradi; così abbandoniamo l’idea di andare sull’isola di Texel con le bici. Guardando attentamente la guida ci accorgiamo che a pochi chilometri da qui c’è Enkhuizen, località segnalata con due stelle. Così, dopo esserci soffermati un attimo davanti al monumento ai costruttori della diga, ci dirigiamo verso la nostra nuova destinazione. Si tratta in effetti di un paese animato, con belle case del 500, dove compriamo qualche souvenir. Al locale supermarket compriamo anche un po’ di cibo locale e proviamo un’insalata di tonno, salmone, gamberetti, patate, cipolline, cetrioli e maionese che si rivela molto buona. Dopo pranzo ci spostiamo a Hoorn, cittadina che ha dato il suo nome a Capo Horn, perché proprio da qui partì Willem Cornelis Schouten, il primo europeo che doppiò il capo sudamericano nel 1616. Troviamo molta confusione perché c’è un Luna Park disseminato per tutta la città. Come nella vicina Enkhuizen, ci sono molte belle case del 500-600, una più storta dell’altra, un bel municipio della stessa epoca, il Waag (ossia la casa della pesa, dove cioè si pesavano le varie mercanzie) e diverse chiese (tutte chiuse come al solito!). Il porto, dominato dalla Hoofdtoren (la torre del porto), è pieno di velieri e sul molo c’è un buffo monumento in bronzo ai marinai. Ritorniamo al camper e ci spostiamo a Volendam, 20 km più a sud, a poca distanza da Edam dove domani (mercoledì) contiamo di andare a vedere il mercato del formaggio. All’ingresso del paese ci accolgono un mulino ed un certo numero di cavalli che ci vengono incontro per essere fotografati. Cerchiamo l’area di sosta segnalata ma troviamo un bel cartello di divieto per i camper, così andiamo al parcheggio degli autobus dove ci sistemiamo insieme a molti altri camper, quasi tutti italiani (si vede che siamo ormai alle porte di Amsterdam!).

 

10 agosto VOLENDAM – EDAM – MARKEN – MONNIKENDAM  km 67

Al risveglio piove e così non possiamo andare ad Edam con le bici, come avevamo pensato; quindi facciamo questi 3 km in camper. Per fortuna smette di piovere abbastanza presto e possiamo assistere alla cerimonia della pesa e compravendita dei formaggi, in particolare del celebre Edammer. Il paese è grazioso di per sé, indipendentemente dal mercato (che si tiene ogni mercoledì mattina). Trascorriamo la mattinata ad Edam e dopo pranzo torniamo a Volendam, porticciolo caratteristico, con case tipiche ma rifatte e quindi dall’aspetto un po’ finto, pieno di negozietti di souvenir e locali che lo avvicinano un po’ come genere (per chi c’è stato) a Lloret de Mar senza però avere la vitalità e le atmosfere latine della nota località turistica spagnola. Insomma un luogo da vedere ma senza farsi troppe illusioni. Assolutamente da non perdere invece è Marken, sul lato opposto del golfo, cui si accede via terra (14 km) o via mare partendo da Volendam. Andando via terra si percorre una sottile striscia in mezzo al mare lunga un paio di chilometri e larga circa 10 metri. Da qui si accede ad un parcheggio a pagamento (5 euro per il camper più 50 cent a persona) nel quale si può anche pernottare, sebbene non ufficialmente. Chi però arrivasse tardi e non avesse intenzione di fermarsi (come noi che vorremmo arrivare ad Amsterdam) ed avesse con sé le bici, può parcheggiare nell’ultimo slargo prima del paese lungo la striscia di cui parlavo prima. Vero paese di pescatori con porto inacantevole, Marken si caratterizza per le case in legno, verdi o nere bordate di bianco. Intorno alle 19 proviamo ad andare ad Amsterdam in cerca di un camping ma al nostro arrivo quasi ci ridono in faccia per la nostra pretesa di trovare posto a quell’ora! L’unico camping che forse avrebbe posto è a circa 15 km dal centro, così torniamo indietro fino a Monnikendam (che dista circa 10 km) e pernottiamo nella piazza della cattedrale. Da qui si potrebbe andare in città in autobus, ma noi preferiamo provare a trovare parcheggio ad Amsterdam e tirare giù le bici per vedere il più possibile in un giorno. 

 

11 agosto MONNIKENDAMM - AMSTERDAM - ALKMAAR  Km 53

Partiamo alla volta di Amsterdam intorno alle 9.30. Trovare un posto per parcheggiare non è facile perché molti parcheggi sono vietati ai camper. Il traffico, che per qualche giorno ci eravamo dimenticati, si ripropone improvvisamente caotico. Comunque verso le 11 riusciamo a trovare un posto dove fermarci lungo un canale in Nassauekadde. Il costo per tutta la giornata fino alle 19 è di 12 euro: per fortuna abbiamo un bel po’ di spiccioli e riusciamo a mettere insieme la somma necessaria per il parchimetro. Tiriamo giù le biciclette e andiamo verso il Dam, l’animatissimo centro cittadino, che dista da qui non più di due chilometri. Il tempo, al solito, non è granché ma non piove. Cartina alla mano giriamo un po’ per i canali in direzione del porto. Troviamo il Waag, la casa della pesa, al centro della piazza del mercato, oggi vuota. Poco lontano però troviamo il mercato delle pulci di Waterloo plain con il sottofondo musicale dei carillon della Zuiderkerk. Torniamo al Dam, sul quale si affacciano la Nieuwe Kerk, il palazzo reale, il museo delle cere di Madame Tussaud e il Damrack, il viale principale di Amsterdam. Mangiamo in fretta al Mc Donald’s e facciamo un pezzo a piedi, vedendo il Beginhof, lo Spui, le case più antiche lungo il Singel e l’Herengracht. Tornati al Dam diamo un’occhiata sommaria alla Nieuwe kerk e riprendiamo le bici dirigendoci verso la zona “a luci rosse”, a metà tra qui e la piazza del mercato lungo i canali centrali. Qui vediamo, passando, i ben noti coffee shop, il museo della marijuana, il museo erotico e le famose “donne in vetrina”. La parallela più verso il mercato è chinatown con gli immancabili polli appesi dappertutto. Avvicinandoci al porto, lungo i canali vediamo diverse houseboats abitate che si concentrano però soprattutto lungo l’Amstel. Vediamo la nave Amsterdam, vascello della compagnia delle indie olandesi ormeggiato accanto al museo della marina, e il lontananza il mulino di Amsterdam. Attraversiamo l’Amstel all’altezza del Magere Brug (il ponte mobile più antico e caratteristico) e ci dirigiamo nella zona dei musei. In fondo alla strada campeggia la sagoma enorme del Rijkmuseum (il museo nazionale), ma non abbiamo il tempo di visitarlo. Lì vicino ci imbattiamo nell’Hard Rock Cafè di Amsterdam: così mentre Chiara e Mirko si rilassano nel Vondelparc io ne approfitto per rimpinguare la collezione di magliette! Continuando a costeggiare i canali arriviamo alla Westerkerk, accanto alla quale c’è la casa di Anna Frank, ben riconoscibile per la coda interminabile al suo ingresso. Chiaramente non abbiamo tempo per visitarla (così come non l’abbiamo avuto per il museo Van Gogh e per Madame Tussaud) e ci accontentiamo di uno scatto davanti al portone. Sono ormai le sette di sera: il tempo è volato, Mirko è cotto, ma siamo riusciti a farci un’idea della città, dove ci ripromettiamo di tornare con più calma, magari per un week end in aereo. Rimontiamo le bici sul camper e partiamo per Alkmaar che dista pochi km, dove domattina prevediamo di assistere ad un altro mercato del formaggio. Pernottiamo al di là del fiume in un parcheggio gratis la notte e a pagamento di giorno (per non più di 3 ore)in compagnia di molti camper, quasi tutti italiani: sul fatto che si possa restare c’è un po’ di preoccupazione perché poco prima del nostro arrivo i vigili avevano fatto sgomberare. Così, approfittando del bel tempo e della luce del sole che tramonta alle 22, si forma un bel capannello d’italiani che chiacchiera in attesa dei vigili che per fortuna non tornano!      

 

12 agosto ALKMAAR – EGMOND AN ZEE – DELFT  km 136

Nonostante il rosso di sera è piovuto tutta la notte. Per fortuna al risveglio il cielo è ancora grigio ma non piove più. Andiamo in centro per il mercato ma c’è una ressa esagerata e non riusciamo a vedere quasi niente, così ne approfittiamo per visitare un po’ il paese, che ha un bel municipio e una cattedrale enorme. Nel primo pomeriggio ci spostiamo ad Egmond an Zee, località balneare poco distante da Alkmaar nota per le sue imponenti dune di sabbia che si ergono fino a 30 metri sul livello del mare. Tira vento ma il cielo è quasi sereno e la vista del mare, anche se quello del Nord, ci tonifica un po’. Mirko corre in lungo e in largo per la spiaggia ben battuta e molto profonda per via della bassa marea. Bello anche il faro che sovrasta gli impianti balneari. Poi ripartiamo, indecisi sulla destinazione, ma verso sud. Strada facendo decidiamo di non fermarci nelle grandi città, così oltrepassiamo Haarlem e Den Haag e ci fermiamo a Delft, dove ci sistemiamo nel campeggio Delft hout, poco lontano dal centro e ben tenuto. Doccia calda, cena e a letto!

 

13 agosto DELFT – KINDERDIJK  km 51

Dopo colazione e dopo aver effettuato le operazioni di camper service usciamo dal campeggio e parcheggiamo subito fuori, tiriamo giù le bici e arriviamo in centro in 5 minuti. Oggi il cielo è poco nuvoloso e la temperatura un po’ più alta del solito (max 24 gradi). Anche a Delft ci sono i canali e alcuni angoli particolarmente pittoreschi come ad esempio la Oost poort. I centro è dominato dalla torre della Niewue Kerk alta 105 metri. La cattedrale, visitabile a pagamento (€ 2,50), ospita le spoglie dei reali d’Olanda in un cripta chiusa da una grande pietra ed il mausoleo di Guglielmo d’Orange, padre della nazione. Fuori una grande piazza chiusa all’estremità opposta dallo Stadhuis, anch’esso molto bello. Davanti alla chiesa c’è una statua di Ugo Grozio, noto pensatore olandese originario di Delft, i cui resti si trovano a loro volta nella Nieuwe kerk. Per le vie lungo i canali bancarelle di ogni genere che vendono di tutto, dalle cianfrusaglie al pollo vietnamita, dagli ortaggi ai vestiti, dai fiori al pane, ecc.Nei negozietti spiccano le tipiche porcellane bianche e blu della manifattura di Delft. Vediamo poi l’Oude kerk, la chiesa vecchia, molto bella. Poco fuori dal centro vediamo anche un mulino: isomma la città vale la pena di essere visitata almeno per una mezza giornata. Dopo pranzo ripartiamo verso sud, oltrepassiamo Rotterdam (il porto più grande del mondo) ed arriviamo a Kinderdijk. Qui, lungo due canali, fanno bella mostra di sé ben 19 mulini, per lo più del 1700, alcuni dei quali ancora funzionanti (ma solo nel fine settimana). Uno di questi è anche visitabile (€ 3). Con la bici passeggiamo in mezzo ai mulini e facciamo un sacco di foto approfittando di un cielo, una  volta tanto, quasi sereno. Alle 17.30 ci spostiamo di pochi chilometri ad Ablasserdam dove c’è un’area di sosta segnalata (senza servizi) dove si può pernottare, in riva al fiume.

 

14 agosto KINDERDIJK (NL) – ANVERS/ANTWERPEN (B)  km 195

Da Kinderdijk ci spostiamo verso la Zelanda e facciamo tappa a Willemstad, piccolo paese fondato da Guglielmo d’Orange alla fine del ‘500, piazzaforte fortificata di cui restano bastioni e fossato. Dopo pranzo andiamo a Yerseke, famosa per l’ostricoltura, ma il paese non è granché e non possiamo trattenerci fino a cena per mangiare le ostriche! Così continuiamo verso Anversa ed entriamo in Belgio. Ad un certo punto in autostrada non troviamo più indicazioni per il centro della città e giriamo per quasi un ora prima di trovare la Scheda, il fiume di Anversa, lungo il quale sappiamo di poter sostare. Dopo lungo girovagare per le strade del centro, per lo più sottosopra per lavori, troviamo il lungo-Schelda e parcheggiamo al molo vecchio. Tiriamo giù le bici e in 5 minuti siamo allo Sten, un bel castello lungo il fiume (che qui è largo 500 metri!), e da qui raggiungiamo la piazza principale di Anversa, il Grote Markt, sulla quale si affacciano la Cattedrale ed lo Stadhuis, nonché molte belle case del ‘500. La cattedrale, in stile gotico fiammeggiante è enorme e la torre è altissima. Lo Stadhuis, anch’esso molto bello, è addobbato con le bandiere di tutto il mondo e in mezzo alla piazza una bella fontana che spruzza acqua un po’ ovunque perché sprovvista di vasca di raccolta.Poco lontano c’è un’altra bella piazza con un monumento a Rubens e dintorno tanti violetti e locali caratteristici. Poco più in là anche la bella chiesa di San Jacobs. Insomma, una bella città con il vantaggio di avere un centro storico molto raccolto, visitabile in poche ore. Torniamo al molo giusto in tempo prima che si scateni un nubifragio! Ceniamo e andiamo a letto.

 

15 agosto ANVERS/ANTWERPEN – GENT/GAND – BRUGES/BRUGGE  km 113  

Lasciamo Anversa intorno alle 10 dopo una nottata di pioggia. Arriviamo a Gent verso le 11: ci mettiamo un bel po’ a trovare un posto ma alla fine parcheggiamo abbastanza vicino al centro e oltretutto gratis perché è ferragosto. Oggi non prendiamo le bici, sia perché il centro è vicino sia perché il tempo è ancora molto coperto anche se non piove. Attraversato un canale siamo in pieno centro: lasciato a sinistra il Vrijdag Markt, un viale pedonale ci porta verso lo Stadhuis, un po’ gotico e un po’ rinascimentale, e verso la piazza della cattedrale di St. Boofs (bellissima con all’interno quadri di Rubens e Van Eyck) e il Limberg (una breve via con un monumento ai fratelli Van Eyck e il castello di Gerardo il diavolo del 1200). Proseguendo verso il fiume Leie si incontra la chiesa di St. Niklas e, passato il ponte , st. Michiels. Di qui si vede in un unico colpo d’occhio tutto il centro storico di Gent. Dopo un breve pasto al locale Mc Donalds ed un buon gelato preso poco più avanti, arriviamo al Gravensteen, il castello dei conti di Fiandra, che però non visitiamo perché sono quasi le 16 e Mirko è molto stanco. Torniamo al camper e andiamo verso Bruges. Troviamo facilmente l’area di sosta segnalata, poco dopo la stazione sulla destra, e tiriamo giù le bici. Il cielo sta schiarendo ed il sole fa capolino di tanto in tanto tra le nubi. Parcheggiamo le bici al Markt, la piazza principale, dominata dal Beffroi, una torre alta più di 80 metri sopra le Hallen, gli antichi mercati coperti. La piazza è contornata da case medievali e al centro si trova una statua a De Breydel e De Cornick, due eroi della lotta del 1302 contro i francesi. Seguendo la breve Briedelstraat arriviamo al Burg, altra bella piazza sui cui si affacciano lo Stadhuis gotico (il più antico del Belgio, finito nel 1420), la cancelleria del Franc e la basilica del Preziosissimo sangue (Helige Bloed) costituita in realtà da due chiese sovrapposte: romanica quella sottostante e gotico-rinascimentale quella di sopra. Passando sotto l’arco della cancelleria si arriva al Vismarkt, il mercato coperto del pesce, dell’Ottocento. Sulla sinistra c’è il canale più romantico e suggestivo di Bruges con scorci veramente caratteristici e a destra una piazzetta piena di pittori e ristorantini. In fondo alla piazza un altro canale sul quale si affacciano vecchie case in legno e la sagoma imponente della Vrowekerk. Torniamo alle bici ed arriviamo fino a san Salvator, la cattedrale, anch’essa gotica. Ultima tappa una chocolaterie dove compriamo gustosissime praline artigianali. Quindi, attraversando la moderna piazza adiacente alla stazione dei bus, con al centro strane statue in bronzo ed una fontana, ritorniamo al camper per la notte. Il cielo è finalmente sereno: si vedono le stelle ed anche una stella cadente. Speriamo sia di buon auspicio per domani.       

             

16 agosto BRUGES – OSTENDA – TOURNAI  km 160

Stamattina c’è un bel sole e allora decidiamo di riprendere le bici e di fare ancora un giro per Bruges. Torniamo nei posti che ci sono piaciuti di più ieri, poi visitiamo la basilica di Helige Bloed e la Vrowekerk. La cattedrale no perché è chiusa anche stamani. Compriamo un po’ di ricordini facciamo qualche foto e torniamo al camper. Dopo pranzo andiamo verso Damme; nel parcheggio non c’è posto e così, dopo aver attraversato due volte il centro ce ne andiamo verso Ostenda, ma non abbiamo più gasolio e non troviamo un benzinaio. L’unico aperto e un self service e non accetta bancomat stranieri né banconote così chiediamo aiuto ad un automobilista belga che ci fa mettere 10 euro di gasolio con la sua carta in cambio di contanti. Riusciamo così ad arrivare ad Ostenda dove facciamo il pieno senza problemi (ma per la strada, 22 km, non abbiamo visto manco l’ombra di un benzinaio). Approfittando della giornata di sole, ad Ostenda tralasciamo il centro ed andiamo direttamente sulla spiaggia, particolarmente profonda, vista la bassa marea, e piena di gabbiani che Mirko si diverte a rincorrere. Verso le 17 partiamo in direzione di Kortrijk dove dovrebbe esserci un’area di sosta che però non troviamo. Facciamo un po’ di spesa e ripartiamo in cerca almeno di un’area di servizio dell’autostrada, ma prima di trovarne una facciamo altri 35 km ed arriviamo fino a Tornai. Dormiamo in autostrada in compagnia di un solo altro camper olandese.

 

17 agosto TOURNAI – BRUXELLES   km 158

Anche oggi c’è il sole. Visitiamo Tournai in mattinata. Bella la cattedrale di Notre Dame, un po’ romanica e un po’ gotica, la Grand Place, la chiesa di S. Jacques e il Beffroi. Siamo ad un passo dal confine francese (a 10 km ci sono Lille e Roubaix) e si vede. Verso le 12 siamo in marcia verso Bruxelles. Ci fermiamo al castello di Gaasbeck, circondato da un bel parco con laghetti popolati da oche e papere in gran quantità. Alle 16 ripartiamo per Bruxelles, ma prima imbocchiamo il Ring nella direzione sbagliata, poi manchiamo l’uscita e infine attraversiamo tutto il centro con il camper in cerca del Palazzo del Cinquantenario dove dovrebbe esserci un’area di sosta che, tanto per cambiare, non c’è. Quindi torniamo dalla parte opposta della città, nella zona Expo-Stadio Heysel, e parcheggiamo proprio sotto l’Atomium, dove pernottiamo.   

 

18 agosto BRUXELLES – DINANT  km 138

Oggi è veramente una bella giornata e la temperatura sale velocemente fino a toccare i 28 gradi, la punta massima di questa vacanza. Lasciamo il camper nel parcheggio del Brupark e prendiamo la metropolitana (biglietto giornaliero € 3,80). Scendiamo alla Gare Central e in 5 minuti a piedi siamo nella Grand Place, il centro storico e cultuale di Bruxelles. Qui c’è il municipio gotico, molto bello, con la solita alta torre campanaria (il Beffroi). Davanti, il palazzo dei duchi di Brabante, di lato la Maison du Roy e dalla parte opposta molte belle case rinascimentali in stile italiano riletto in chiave fiamminga. Poco lontano c’è il Mankenn Pis, una fontanella in bronzo raffigurante un bimbo che fa i suoi bisogni, che è il simbolo della città. A dieci minuti a piedi si trova la cattedrale di S. Michel et Gudule, costruita in stile gotico francese a partire dal 1226, la cui navata centrale è lunga 110 m e alta 27. Mangiamo in un fast food lì vicino, che invece dei soliti hamburger propone pasta fredda, cous-cous e sandwich. Dopo pranzo arriviamo al Parc Royale, che divide il Palais de Nation (il parlamento) dal Palais Royale. Poi Mirko si addormenta in braccio e decidiamo di andare a prendere la metro per tornare al camper. Arrivati al parcheggio scopriamo di essere rimasti da soli, così  decidiamo di ripartire verso Waterloo. Anche in questo caso, grazie alla splendida segnaletica!, impieghiamo 20 minuti ad individuare l’ingresso del Ring e una volta imboccato quest’ultimo ci troviamo incastrati nella coda delle 17 (tipica delle circonvallazioni delle grandi città). Cos’ arriviamo a Waterloo alle 18.30, quando ormai è tutto chiuso. Vediamo comunque l’imponente leone in bronzo, monumento in ricordo della battaglia del 15 giugno 1815 posto in cima ad un tumulo artificiale alto 45 m, e la locanda in cui Napoleone aveva impiantato il suo quartier generale. Il luogo si presterebbe bene al pernottamento, visti i grandi parcheggi a disposizione, ma non arriva nessun’altro camper e, visto che siamo un po’ fuori mano, preferiamo spostarci. Cerchiamo un campeggio, ma in questa zona non ce ne sono. Andiamo verso Namur, ma arrivati alla città non abbiamo trovato ancora niente; quindi proseguiamo lungo la Mosa, ma i campeggi che troviamo sono tutti pieni. Finalmente alle 21.30, a Dinant, troviamo posto nel camping “Devant Bouvignes”, all’ingresso del paese proprio lungo il fiume. Il proprietario, monsieur Renard, è un ex minatore sposato con una signora pugliese e ci accoglie cordialmente. Il campeggio è piccolo, ma pulito e tranquillo e ci costa appena 12 euro, con ricevuta su blocchetto di carta, come si faceva anni fa. Andiamo a letto con una bella luna piena anche se le previsioni non sono favorevoli.

 

19 agosto DINANT – MAREDSOUS - DINANT  km 43

Oggi ci alziamo col cielo grigio e presto comincia a piovere. Renard, il proprietario del campeggio, ci dice che oggi pioverà tutto il giorno e che anche il fine settimana è previsto bruttino. Sconfortati facciamo una doccia e tutte le operazioni di carico e scarico sperando che smetta di piovere, ma niente da fare: anzi aumenta! Andiamo a fare un po’ di spesa, compriamo un po’ di birre della zona, giusto per far passare il tempo, ma all’uscita piove ancora. Pranziamo e finalmente, verso le 15.30 la pioggia diminuisce fin quasi a smettere. Ormai è un po’ tardi per allontanarci, così decidiamo di andare a visitare l’Abbazia di Maredsous, un posto che ci ha consigliato monsieur Renard, dove, pare, si possa fare una buona merenda a base di birre, salumi e formaggi prodotti dai frati. Difatti, dopo una rapida occhiata all’abbazia (che è moderna e non ha niente di particolarmente artistico da vedere) andiamo nell’attigua “taverna” dei frati dove mangiamo un “assiette des moines” (un piatto di affettati e formaggi) e beviamoun bel boccale di birra prodotta dai monaci, la Maredsous appunto. Io prendo la brune che ha 8° mentre Chiara opta per la blonde che si ferma a 6° (per gli amanti delle birre forti c’è anche una versione da 10°). Esce anche un po’ di sole e c’è il tempo per far giocare un po’ Mirko ai giardini. Torniamo a Dinant e questa volta ci sistemiamo per la notte in un parcheggio poco lontano dal camping di ieri.    

 

20 agosto DINANT – BOUILLON  km 96

Anche oggi il cielo è grigio ma non piove. Verso le 10 partiamo verso Spontin per visitare il locale castello, uno tra i più antichi del Belgio. Quando arriviamo è ancora chiuso (attenzione: apre solo dalle 11 alle12 e dalle 14 alle 15) ma poco dopo entriamo. L’esterno del castello è molto bello ma all’interno è un po’ abbandonato al suo destino: gli ultimi piani sono invasi dai piccioni e dalle ragnatele, ma questo gli conferisce un non so che di “vero” che altri castelli non hanno. Proseguiamo verso Han sur Lesse per visitare le grotte di Han, considerate le più belle del Belgio. Pagato il biglietto (€ 11 a testa per gli adulti) si ale su un trenino che porta fino all’ingresso della grotta e poi si prosegue a piedi. La prima parte è ricca di stalattiti e stalagmiti. Andando aventi si incontra il fiume e due sale enormi (la “Sala d’armi” e il “Duomo”) dove si assiste a due spettacoli di sons et lumieres, tanto in voga da queste parti ed effettivamente suggestivi. Per uscire dalle grotte si fa un ultimo tratto in barca sul fiume. Nel complesso si tratta di una visita gradevole ed insolita. Nel pomeriggio facciamo ancora una cinquantina di chilometri ed arriviamo a Bouillon, patria del famoso crociato Goffredo di Buglione, per visitare il suo castello. Arriviamo un po’ tardi e le visite guidate sono già terminate, ma lo visitiamo ugualmente con l’ausilio di un opuscolo scritto in inglese. Il castello è ben conservato e suggestivo, appollaiato su una rupe che domina il corso della Sorse. Il caso vuole che stasera ci sia uno spettacolo di suoni, luci e fuochi d’artificio per commemorare l’anniversario della nascita del Belgio (il 175°), così decidiamo di restare lungo il fiume, nonostante sia espressamente vietata la sosta ai camper, per vedere lo spettacolo.

 

21 agosto BOUILLON (B) – KAISERSBERG (F)  km 343

Ci spostiamo presto per evitare contestazioni e facciamo colazione sulla strada per Florenville. Verso le 11 siamo all’Abbazia di Orval. L’abbazia, fondata nel 1078 da Matilde di Toscana, è stata più volte rimaneggiata fino alla completa ricostruzione nel 1929. I resti della vecchia abbazia sono visitabili ed affascinanti. Si vedono le rovine della vecchia basilica di Notre Dame, la tomba del principe Venceslao di Lussemburgo, il Chiostro, la casa degli ospiti, il refettorio poi trasformato in biblioteca, la sala del capitolo, ecc. Il nuovo complesso abbaziale comprende il birrificio e il caseificio dove i padri trappisti producono birra e formaggio. L’uno e l’altra si possono gustare per pochi euro al vicino ristorante “L’ange guardian”. La birra viene servita in uno speciale calice largo che ne esalta il gusto mentre il formaggio viene servito con una polvere a base di prezzemolo. Dopo aver assaggiato il tutto, lasciamo il Belgio ed entriamo in Lussemburgo dove facciamo il pieno di gasolio a 92 cent/litro e poi imbocchiamo l’autostrada per la Francia. Oltrepassiamo Metz e Nancy sotto la pioggia e decidiamo di andare avanti verso il Col du Bonhomme. Qui il freddo (13°) e la nebbia ci convincono a fare ancora qualche chilometro e a scendere fino a Kaisersberg, splendido paesino alsaziano, dove conosciamo un’area di sosta attrezzata (€ 4 per la sosta notturna fino alle 9). Non abbiamo pane, così andiamo a vedere se troviamo un ristorantino per riassaggiare la tarte flambé, specialità della zona che abbiamo già apprezzato due anni fa. Trovato il locale ci facciamo tentare anche da un gratin di patate con munster fuso e pancetta, veramente molto buono, il tutto annaffiato da Pinot Blanc della casa e, per finire, un buon caffè tres petit. Un po’caruccio ma buono. Torniamo al camper, ancora sotto la pioggia. Speriamo che smetta.

 

22 agosto KAISERSBERG (F) - FIRENZE  km 728

Purtroppo anche oggi piove, e anche forte. Così decidiamo di comprare un po’ di cose che ci piacciono e di ripartire verso l’Italia. Prendiamo un po’ di formaggi francesi, del patè de foie, qualche bottiglia di vino alsaziano e partiamo. Arrivati al confine con la Svizzera, a Basilea, il tempo peggiora ulteriormente. Piove a dirotto e non sappiamo dove fermarci. Così proseguiamo, sempre sotto il diluvio fino a Lucerna e al traforo del S.Gottardo, rischiando di restare bloccati per lo straripamento di un fiume. Finalmente, nel canton Ticino il tempo comincia a migliorare e quando arriviamo alla barriera di Chiasso c’è addirittura un po’ di sole. All’ora di cena siamo già a Milano. Quindi decidiamo di mangiare qualcosa e di rientrare direttamente a casa in nottata.          


Viaggio effettuato nell'Agosto 2005 da Michele Chini

Potete trovare ulteriori informazioni sulle località toccate da questo itinerario nella sezione METE, e i più recenti aggiornamenti alla situazione delle aree di sosta nella sezione AREE DI SOSTA.


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