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Vai alla home page di www.CamperOnLine.itCASTELLI della LOIRA, PARIGI, NORMANDIA e BRETAGNA

Equipaggi:
Andrea - Paola - Grisù (il nostro Jack Russel Terrier)
Alberto - Sabrina

La nostra idea è quella di visitare i principali castelli della Loira, passare un paio di giorni a Parigi, portarsi in Normandia per poi proseguire senza fretta verso la Bretagna. Abbiamo preso nota di alcune località da vedere ma il nostro ragionamento è che se troviamo un posto che ci piace possiamo rimanerci fino a che non è il momento di tornare indietro. Tempo a disposizione: 20 giorni.

Partiamo in serata di venerdì 28 luglio da Padova, ore 20 circa, per cercare di evitare code indigeste. Viaggiamo senza problemi in direzione Milano (che passiamo completamente indenni) e all'altezza di Novara/Vercelli ci fermiamo a dormire in un autogrill. L'indomani mattina sveglia per le 7.00 e partenza appena pronti in modo da raggiungere quanto prima il traforo del Monte Bianco. Alle 9.40 paghiamo i nostri 42 € e senza aver perso nemmeno un secondo in colonna passiamo il traforo e siamo in Francia. Prima sosta pochi metri al di là del confine per sgranchirci le gambe e notare che in senso contrario ci sono più di 90 minuti da aspettare per andare in Italia.

Siamo in Francia e da questo momento in poi ci affidiamo al navigatore di Alberto/Sabrina per arrivare al Castello di Chenonceaux senza vedere nemmeno da lontano l'ombra di un'autostrada. Questo comporta però diversi km di sali-scendi dalle montagne a temperature che permettono una guida sicuramente meno faticosa. Prima baguette in occasione del pranzo (un panino) e poi via quasi di corsa verso la nostra meta serale.
Fin dal primo giorno ci facciamo già un'idea abbastanza precisa di cosa sia la Francia che vedremo nel nostro viaggio: strade diritte che collegano un paesino all'altro fatte di km e km tipo montagne russe, il che andrebbe anche bene se non fossero intervallate (REGOLARMENTE) da rotonde (siamo nella loro patria) e paesini le cui vie centrali, e uniche, hanno 5 semafori ogni 300 metri sincronizzati tra di loro per beccarli tutti rossi. Il tutto contornato da pascoli e pascoli con mucche, cavalli e pecore.
Verso le 21.30, abbastanza stanchi dalle molte ore di guida ma aiutati del cielo ancora luminoso (ci accorgeremo lungo il viaggio che più a Nord ci spingeremo più la luce durerà fino alle 22.30 se non oltre…) arriviamo a pochi km dal castello di Chenonceaux in un paesino, Angè (spero di ricordare bene la scrittura), che ospita un Camper Service/Area Sosta con una caratteristica che poi non troveremo più: pernottamento, acqua ed elettricità gratuite! Mangiamo, ci laviamo e andiamo a letto.

Domenica 30 Luglio: ci svegliamo di buon ora per visitare il castello (€ 9) e siamo accolti da una leggera pioggia. Grisù potrebbe entrare ma visto il tempo gli evitiamo un lavaggio gratis. Il castello merita sicuramente, originalissima la posizione sopra il fiume Cher, alla fine della visita siamo tutti soddisfatti e dopo aver mangiato ci dirigiamo al vicino castello di Villandry (€ 8). Durante il tragitto la pioggia leggera si trasforma in un acquazzone che ci costringe anche a rallentare notevolmente la nostra andatura. Arriviamo, anche in questa occasione a causa del tempo Grisù non ci fa compagnia, e facciamo subito visita al castello. Degni di una nota particolare i suoi giardini che grazie alla visita al castello riusciamo ad apprezzare sempre di più man mano che saliamo di piano, fino alla torre su in cima. Da lì scattiamo delle foto che non hanno nulla da invidiare alle cartoline e se avessimo guardate giardini e orto solo passandoci in mezzo avremmo perso molto della bellezza del castello.
Tornati in camper ha finalmente smesso di piovere e quindi lasciamo sfogare un po' anche Grisù, dopo un breve pit-stop decidiamo di tornare all'AS/CS di Angè e passare ancora lì la 2° notte in terra francese. Alla fine della prima giornata possiamo dirci solo che soddisfatti di quanto visto ma… notiamo una cosa. A parte i grossi centri, per il resto la Francia e i francesi vanno a dormire come le galline e soprattutto il commercio vive accontentandosi di lavorare durante l'orario di apertura delle loro attrazioni.

Lunedì 31 luglio: oggi abbiamo in programma di visitare il castello di Amboise (€ 8), che ospitò Leonardo da Vinci, e quello di Cheverny (€ 5), dove poi passeremo la notte. Arrivati ad Amboise fatichiamo un po' a trovare un parcheggio adatto ai camper anche perché in effetti l'hanno un po' nascosto. Questa volta succede al contrario del solito: molto bello il paesino, molto scarso il castello che visitiamo assieme a Grisù all'interno della sua borsa. Almeno abbiamo visto qualche negozietto turistico dove spendiamo i primi soldi. Nel pomeriggio arriviamo a Cheverny, dove i cani non possono assolutamente entrare perché all'interno, in un recinto, ci sono 75 cani da caccia. Il castello e il parco sono piacevoli, anche il tempo è stranamente soleggiato, ma quello che veramente ricorderò di questa giornata sono i km che abbiamo dovuto percorrere a piedi per trovare un panificio aperto. In serata decidiamo di cenare insieme all'aperto ma o si visita col sole e si cena con la pioggia o il contrario… e noi avevamo già dato!

Martedì 1 agosto: oggi ci recheremo a Chambord (€ 9.5), che definire castello è riduttivo. In effetti qualche km prima del castello si comincia a percorrere una strada in mezzo ad un bosco e si vede un cartello con scritto "Dominio di Chambord". Alla fine di questa strada si rimane senza fiato: tra un tetto e l'altro si scorge come in una fiaba il Castello, la cui vista poco dopo dobbiamo abbandonare per andare a parcheggiare i camper. Ormai Grisù è dei nostri ovunque, il cielo è sempre minaccioso (ma non pioverà) e dopo qualche foto panoramica entriamo. Prendiamo anche l'audioguida ma non è indispensabile a mio parere per questo motivo: a parte la scala a doppia elica progettata da Leonardo, quello che colpisce di più di questo castello è la maestosità, gli spazi enormi all'interno e all'esterno, e forse le parole della guida distolgono un po' da questo fascino. Dopo circa un'ora e mezza abbiamo finito il tour (assolutamente a piacimento del visitatore) e usciamo. Grisù se ne è stato per tutto il tempo senza fiatare in borsa, come se ci fosse sempre stato, in realtà eravamo alla prova del fuoco: superata brillantemente! All'uscita dal castello ci sono dei negozietti e un piccolo mercatino dove compriamo prodotti tipici della zona. Comincia a piovere… le regole sono regole.
Dopo aver mangiato all'interno dei nostri camper a causa del vento gelido ci dirigiamo verso Parigi dove abbiamo prenotato al Bois de Boulogne 2 piazzole. "Grazie" al navigatore per l'ennesima volta vediamo paesini che altrimenti non avremmo mai avuto l'occasione di vedere, ma senza chissà quando saremmo arrivati. Arriviamo al campeggio, chiuso perché pieno, dove entriamo solo grazie alla prenotazione: 13 euro ben spesi. Una volta sistemati ci prepariamo velocemente per usufruire della navetta che ci porterà alla fermata più vicina della metrò per vedere un assaggio di Parigi, by night, in special modo i Campi Elisi e l'Arco di Trionfo, tornando per Piazza della Concordia (scrivo in italiano perché non conosco bene "l'originale".

Mercoledì 2 agosto: partenza alle 9.30 con il bus navetta del campeggio, abbiamo in programma di passare per il Louvre, dirigerci verso Notre Dame, fare un giro in battello sulla Senna, andare alla Torre Eiffel. Una giornata un po' di corsa ma sicuramente interessante. Il giorno dopo ci rimane da vedere Montmartre, bellissima la piazzetta con tutti gli artisti dove io e Alberto ci facciamo fare una caricatura, passiamo per l'Opera, visita ai grandi magazzini LaFayette. Col senno di poi avremmo potuto distribuire meglio le energie nei due giorni, ma appena arrivati a Parigi la voglia di visitarla era tanta che la testa ha pensato poco.

Nota sul campeggio: il Bois de Bulogne è un campeggio a 4 stelle e si fa pagare di conseguenza. I bagni sono però poco puliti ma soprattutto puzzolenti, le area adibite a camper service (2 nel campeggio) sono dotate di 2 fonti di acqua: 1 potabile, per i serbatoi dell'acqua, e 1 non potabile, per sciacquare i wc. Quando l'ultimo giorno, prima di partire, ci siamo recati in vicinanze di queste aree abbiamo avuto la spiacevole conferma di quanto dubitavamo: molti camperisti usavano la canna dell'acqua potabile per sciacquare i loro wc, infilandocela dentro per ottenere un risultato migliore. La stessa canna che in teoria altri avrebbero dovuto usare per fare il carico dell'acqua "potabile". Quindi, dopo aver fatto notare ai maleducati di turno italiani la demenza della cosa, con educazione…, abbiamo dovuto tirare fuori i nostri attrezzi e sostituirli momentaneamente a quelli del campeggio.

Venerdì 3 agosto: dopo aver lasciato entro le 11 il campeggio ci dirigiamo verso il mare, località Etretat, di cui su internet abbiamo visto delle foto mozzafiato. Arrivati nel paesino nel tardo pomeriggio cerchiamo con fatica il CS/AS, che troviamo con qualche difficoltà a fianco del campeggio municipale. Entrata € 5 + € 2 per eventuale ricarica acqua/corrente elettrica. Dopo aver cenato decidiamo di andare a vedere il paesino che dal camper sembra proprio carino. Arrivati in 10 minuti a piedi la realtà si presenta di gran lunga meglio di quanto avessimo creduto: Etretat è un paesino fantastico, pieno di negozi e negozietti, ristoranti, bar, hotel e il Casinò. Ma abbiamo fretta di vedere queste benedette falesie e ci rechiamo in spiaggia. Sono le 21.40 e il sole sta cominciando a tramontare. Il primo impatto ci fa ben sperare per il giorno dopo. Tornando indietro guardiamo già dove poter comprare l'indomani Sidro, Calvados e altri prodotti tipici della zona.

Sabato 4 agosto: oggi è una giornata fantastica, c'è il sole (l'unico che ci abbronzerà in queste vacanze), e armati di fotocamere digitali e videocamera andiamo a vedere la Falesia più bella, quella a sinistra del paesino. I paesaggi sono pazzeschi, verrebbe voglia in ogni momento di tuffarsi in acqua se non si venisse fermati dall'impossibilità di raggiungere le spiagge se non via mare.
Tornati in camper per pranzo, dove riusciamo a mangiare all'aperto, torniamo nel pomeriggio vestiti in costume. Sono le 17 passate ma il sole è alto come fossero le tre di pomeriggio. Dopo poco più di un'ora torniamo nuovamente a "casa" e ci prepariamo per andare a cenare in un ristorante che abbiamo adocchiato. Va tutto bene.

Domenica 5 agosto: appena arrivati ad Etretat avevamo pensato che saremmo rimasti fino a lunedì, ma il tempo tristissimo ci fa partire anticipatamente. Direzione Honfleur passando per il Ponte di Normandia (€ 5). Appena arrivati in paese localizziamo subito l'AS, piena zeppa di camper in una zona piuttosto squallida. Forse eravamo abituati troppo bene e quindi ci dirigiamo verso il campeggio. Passando per il centro nel giro di 200 metri cambiamo nuovamente idea a causa della quantità di persone che vediamo camminare ovunque. Sarà per un'altra volta, andiamo a St. Malo. Oggi non è la nostra giornata, il CS è pieno, oltre ad essere vicino alla linea ferroviaria e molto lontano anche se servito da bus gratuito, e il campeggio municipale è al completo. Ci consultiamo velocemente, un po' presi dallo sconforto, e decidiamo di iniziare il nostro avvicinamento a Mont St. Michel. Passeremo la notte nell'AS di Arromanches, luogo lungo le cui spiagge avvenne lo sbarco in Normandia. Anche qui sono quasi le 21 ma il sole è ancora lì ad illuminare il paesino. La prima cosa che notiamo sono i prezzi in generale molto meno esosi dei luoghi visitati finora e decidiamo così di "festeggiare" con una gouffre a testa, io piena zeppa di nutella.

Lunedì 6 agosto: non c'è granchè da vedere, quindi si parte per Mont St. Michel, dove entriamo nell'AS/CS di fronte al campeggio: € 8 per pernottamento, acqua, elettricità per 24 h. Perfetto. Appena sistemati verso le 15 andiamo a piedi verso l'abbazia: scattiamo parecchie foto, visitiamo lo scoglio e torniamo per cena (all'aperto).

Martedì 7 agosto: il giorno prima abbiamo avuto un'idea che oggi metteremo in pratica. Usciamo con i camper per andare nel parcheggio ai piedi dello scoglio (€ 8!) e ci rechiamo, io e Alberto, nella spiaggia in secca sotto un belvedere. Il giorno prima avevamo notato che tutti passavano e firmavano con i loro nomi la sabbia, scrivevano i nomi delle loro città… e noi? Abbiamo scritto "CAMPIONI DEL MONDO"… poi siamo andati sul belvedere ad ingrassare di qualche etto e abbiamo notato la sportività e la simpatia con cui i francesi notavano la scritta. Se fossimo stati in Italia qualcuno avrebbe provveduto all'istante alla rimozione dello scherno…
Pranziamo e da qui in poi non saranno più date perché la parola d'ordine e riposarsi nel primo posto che lo permetta.

Entriamo nella Costa Smeralda, ci dirigiamo verso Dinard, tutti i campeggi sono al completo e dopo molto vagare ne troviamo finalmente uno. Ci appostiamo e andiamo subito in spiaggia: molto grande, molto affollata, molto ventosa. La sera pensiamo di andare a fare 2 passi nel centro ma gli abitanti devono essere in ferie da qualche altra parte.
La mattina successiva ancora peggio: il tempo è brutto, non c'è nessuno in spiaggia, non c'è nessuno per le strade, le case sono tutte chiuse… ma dove è andata tutta la gente che c'era il giorno prima? Usciamo dal campeggio e ci spostiamo più avanti: la nostra meta sono Les Sables d'Or les pins. Arriviamo con un tempo da lupi e dopo aver trovato posto nel campeggio municipale (tutti i campeggi municipale sono veramente economici) andiamo in spiaggia con ombrello, k-way, felpa. La spiaggia è lunga qualche centinaia di metri grazie alla bassa marea e Grisù corre sulla sabbia come drogato. Per fortuna dopo un po' si calma altrimenti avremmo dovuto iniettargli un sonnifero… Comunque vedremo il beneficio della galoppata nella serata, dove non ci accorgeremo più di lui stremato e felicemente in cuccia a dormire.

La mattina dopo ci svegliamo col sole… e con un vento che rende impossibile la nostra permanenza in un posto dove o si rimane per le spiagge e le acque o non c'è motivo. Prima di allontanarci definitivamente visitiamo Cap Frehel e Fort La Latte, dopodiché comincia il nostro viaggio di avvicinamento scartando la costa della Bretagna che temiamo essere molto simile.

Il nostro viaggio si conclude praticamente in questi posti; tornando ci fermiamo a Rennes, bella cittadina studentesca, Angers, il cui castello abbiamo ammirato solo dall'esterno perché 11 € ci sembravano un po' troppi, Saumur, dove abbiamo dormito negli unici 2 posti dell'area service di fronte al campeggio, gran bella cittadina molto viva (naturalmente sempre fino alle 21. dopo…).

Visto che ci passavamo vicino abbiamo deciso di visitare il famoso castello della Bella Addormentata, il castello di Ussè, e il vicino castello di Azay le Rideau.

Non c'è che dire, i francesi sanno vendersi bene: secondo noi Ussè non vale assolutamente gli 11 € spesi, specie se confrontato con gli altri castelli visitati la cui bellezza non era neanche lontanamente paragonabile. Ci siamo leggermente rifatti con Azay Le Rideau (€ 7,5) che però non è nulla di particolare ma ha il pregio di avere un simpatico villaggio e un comodo CS.

Dopo queste ultime visite, visto il tempo sempre meno clemente (la mattina ci svegliavamo con 17°/18°C), la pioggia e l'impossibilità di fare un bagno in mare visto le pessime previsioni, siamo tornati anticipatamente a casa, sempre via Monte Bianco.
Gli ultimi 200 km abbiamo deciso di farli in autostrada, rischiando (per i prezzi) ma cercando di evitare tutte le alture dell'andata. Così facendo abbiamo guadagnato circa 3 ore di guida ma speso 30 euro di 210 km circa…

Tempo a parte il viaggio, anche se breve, è stato sicuramente positivo.
Vale la pena aspettare qualche km per fare gasolio presso i supermercati (mediamente 0,1 € in meno al litro).
Nella parte della Loira e fino in Normandia a Mont St. Michel le Area di sosta e i Camper Service abbondano; nelle zone più turistiche invece scarseggiano perché cercano di mandarti nei campeggi che però sono spesso pieni.
Col famoso senno di poi forse si sarebbe potuti rimanere un giorno in più a Parigi per vederla con un po' più di calma e a Etretat, di cui tutti siamo rimasti innamorati come il famoso Arsenio Lupin.
Se dovessimo dare un voto a questo viaggio sicuramente sarebbe un 7 abbondante, che fa da media col 9 dei luoghi visitati e attraversati e il 5 del tempo sempre fastidioso.


Viaggio effettuato ad Agosto 2006 da Andrea Coltro

Potete trovare ulteriori informazioni sulle località toccate da questo itinerario nella sezione METE, e i più recenti aggiornamenti alla situazione delle aree di sosta nella sezione AREE DI SOSTA.


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