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Camping Sport Magenta

POLONIA 1992

Viaggio in Italia, Austria, Cecoslovacchia, Polonia, Germania

25 Luglio - 22 Agosto 1992

Con la partecipazione di

Alessandra, Alessio, Andrea, Danilo, Diana, Licia, Livia, Roberto e Sergio

AUTOMEZZI
Motorhome ARCA America su Fiat Ducato 18
Motorhome Mirage Evento su Fiat Ducato 18
Motorcaravan ARCA350 su Fiat 238 B/GPL


Dalla elezione di papa Giovanni Paolo II la Polonia e' entrata di diritto nel novero delle mete turistiche piu' richieste. Dalla caduta del muro di Berlino ed, in generale, dal disfacimento del blocco dei paesi dell'est europeo, ha aperto le porte al turismo occidentale abolendo gran parte delle restrizioni e dei controlli precedentemente in vigore.

Il nostro gruppo, memore della positiva esperienza maturata in Ungheria e Cecoslovacchia l'anno precedente, ha pensato di approfittare anche per il 1992 della positiva situazione per proseguire l'esplorazione dei paesi ex satelliti dell'URSS.

Nell'organizzare il viaggio abbiamo usato delle accortezze particolari tracciando un itinerario in base alle informazioni raccolte da riviste di settore, come Plein Air, e guide tiristiche, TCI ed altre. Tutti i riferimenti a citta', monumenti o altri luoghi di interesse sono stati riportati rigorosamente in terminologia locale. Sarebbe stato arduo cercare in loco una qualche indicazione per Breslavia, mentre e' stato facile trovareWroclaw.

All'epoca di questo viaggio lo zloty, valuta corrente, aveva un valore di 0,09 Lire, la super costava 7.000 zloty, 630 lire al litro, il gasolio circa la meta'. Siamo partiti dall'Italia muniti della carta Polonia e Cecoslovacchia del TCI, in scala 1:1.000.000, ma giunti a Wroclaw (Breslavia) abbiamo acquistato in una libreria del centro la carta stradale "Campingi w Polsce", scala 1:750.000, molto ben curata per soli 18.000 zloty, 1620 lire.

Nel 1992 la cosa piu' complessa da poter fare era il rifornimento di acqua: nei distributori si usavano le taniche per rabboccare i radiatori dei TIR mentre nei campeggi lo si poteva fare solo dai bagni laddove ci si arrivava con i tubi. Inesistenti i pozzetti di scarico. Abbiamo frequentemente usato disinfettanti, tipo Euclorina, per depurare l'acqua dei serbatoi. Per bere siamo partiti molto forniti di acqua imbottigliata non gasata per evitare scoppi durante il tragitto. E' conveniente rifornire bene la cassetta di pronto soccorso con medicinali di frequente uso e pomate per gli inconvenienti piu' comuni in quanto la comunicazione con gli opratori sanitari locali e i farmacisti e' molto difficile e le istruzioni sui medicinali possono essere scritte solo in polacco.

Informazioni aggiornate, campeggi, valuta, disponibilita' di carburanti, ed altro ancora, potranno essere reperite esplorando approfonditamente il sito sulla Polonia.


Partiamo Sabato 25 luglio seguendo la direttrice dell'autosole fino all'area di parcheggio di Scandicci poco prima dell'uscita di Firenze Signa ove passiamo la notte.

Domenica 26 luglio, partiti alle 9.00, superiamo gli appennini, attraversiamo la val Padana e, percorrendo prima la A13 fino a Padova, poi la A4 fino a Palmanova ed infine la A23 sconfiniamo in Austria passato Tarvisio. Per la notte usciamo dalla A2 a Kumperdorf per fermarci in un tranquillo parcheggio, sul lago Worthersee.

Alla sveglia di Lunedi 27 luglio il parcheggiatore, gentilmente, non ci fa pagare uno scellino per la notte, partiamo alle 9.30. Riprendiamo l'autostrada fino a Graz. Superiamo la citta', dopo aver pranzato, passando sotto terra con un tunnel di 10 chilometri, stranamente gratuito, al termine del quale troviamo l'imbocco della autostrada per Linz. Attraversiamo l'Austria in autostrada sopra e sotto i monti, pagando salati i due tunnel alpini che sfruttiamo.Alle 20.15 arriviamo alla frontiera Cecoslovacca a Dolni Dvoriste ove sostiamo giusto il tempo per il necessario al cambio di valuta. Alle 21.15, percorsa la valle della Voltava disseminata di campeggi di canoisti, arriviamo a Cesky Krumlov ove ci sitemiamo per la notte in riva al fiume a fianco del campeggio.

Martedi 28 luglio, spostiamo i mezzi in un parcheggio a ridosso del centro storico e iniziamo la visita della graziosa cittadina. Alle 13.00 pranziamo all'Interhotel Cedok, sulla piazza centrale di Cesky Krumlov, quindi usciamo e facciamo ancora due passi per digerire. Partiamo per Ceske Budejovice alle 16.00 e, dopo tre quarti d'ora, arriviamo a Hluboka nad Vltavou ove visitiamo il candido castello dall'esterno essendo ormai chiuso. Ripartiamo alle 18.30 e, dopo un bel po' di strada secondaria, comunque in buone condizioni, ci fermiamo a Tesine ove Sergio e Andrea si riforniscono di acqua dal pozzo di un cortese signore al quale poi regalano un cocomero ed un apprezzatissimo litro di vino nostrano. Arriviamo a Konopiste alle 21.20 e ci piazziamo al parcheggio del castello non avendo trovato posto al locale camping.

Mercoledi 29 luglio alle 9.00 ci avviamo nel bosco per la visita del castello. Il primo giro lo iniziamo alle 10.20 ed il secondo alle 11.40 entrambi con guida cecoslovacca. La visita e' comunque soddisfacente, sono belli soprattutto gli arredi e i trofei di caccia ben conservati ed esposti. Usciamo alle 12.30 e approfittiamo del ristorante sotto il maniero per pranzare prima di riprendere il nostro cammino. Inutile dire che il pranzo si rivela di una economicita' incoraggiante. Lasciamo Konopiste alle 15.30 e, dopo varie peripezie, scortati da un cortese signore in bicicletta, alle 20.00 arriviamo al camping di Hradec Kralove immerso in un gran casino, in riva a un putrido stagno e con le docce solo fredde. Ci riforniamo di acqua e ci piazziamo alla meno peggio vicino ad una delle poche prese di corrente presenti e disponibili. La maggior parte dei campeggiatori sono cecoslovacchi con tende e qualche vecchia roulotte, cosi' i nuovi motorhome di Sergio e Andrea creano una malcelata curiosita'.

Giovedi 30 luglio dopo aver cercato inutilmente di utilizzare la cabina telefonica per comunicare con l'Italia, lasciamo il camping per visitare Hradec Kralove. La citta' e' ridotta proprio male. A parte la bella cattedrale quasi tutti gli altri edifici del centro sono in uno stato di abbandono pietoso. Alla posta mettiamo in subbuglio l'ufficio prenotando un serie di telefonate per l'Italia tale da far spargere la voce per tutto il paese. Partiamo che e' appena suonato mezzogiorno e alle 13.00 ci fermiamo a Jaromer ove pranziamo al ristorante di un albergo ove ci serve una attivissima signora il cui principale carburante sembra essere la birra. Il lauto pasto, terminato con un corposo gelato per tutti, ci costa l'esorbitante cifra di 2.600 lire a persona compresa la mancia per la simpatica cameriera. Ripartiamo per Nachod raggiunta la quale fiancheggiamo i Monti dei Giganti dirigendo per Trutnov e Vrchlabi lungo la valle dell'Elba fino quasi alle sue sorgenti. Incontriamo tratti di strada preoccupanti con fondo sterrato o selciato, ciononostante la media che riusciamo a tenere e' buona e i mezzi rispondono bene alle sollecitazioni. Passiamo la frontiera con la Polonia ad Harrachov alle 19.15 e, qualche minuto piu' tardi, al posto di frontiera polacco di Jakusznice, ci sentiamo subito tutti milionari infatti in cambio di 100.000 lire ci vengono dati 1.134.000 zloty, la moneta polacca. Scendiamo sul versante nord dei monti, in territorio polacco, la costa opposta della vallata e' popolata dai relitti di una foresta di conifere spogliate di tutto dalle piogge acide. Dopo un paio di tentativi andati a vuoto alle 20.45 troviamo un bel campo sportivo al confine con la strada, in una localita' tra Szklarska Poreba e Jelenia Gora, ove ci fermiamo per la notte.

Venerdi 31 luglio effetuiamo la prima sosta lungo la N5 alle 13.00 a Marcinowice, al restauracja "U Marcina", per il pranzo. I bambini approfittano per una bella sgambatura. Arriviamo a Wroclaw alle 16.30. Per la sosta ci rechiamo al camping Sleza ricavato da un centro sportivo di canottaggio posto proprio in riva all'Odra (Oder). Di per se' il campeggio non vale una lira, comunque per quello che serve a noi, docce calde e acqua per i camper, e' sufficiente soprattutto considerando la tariffa.

Sabato 1 agosto lasciato il campeggio ci fermiamo in un parcheggio a due passi dalla piazza centrale di Wroclaw (Breslavia). Vediamo il Rynek (municipio) e gli altri monumenti che la circondano, parecchi in ristrutturazione, telefoniamo a casa dall'ufficio postale usando gettoni da 6000 zloty, circa 540 lire, l'uno e alle 13.00 pranziamo in un lussuoso ristorante dell'albergo che si trova proprio davanti al Rynek. Il servizio e' eccellente, c'e' pulizia, ordine e i camerieri parlano anche tedesco e inglese, il tutto comunque a prezzi assolutamente accessibili. Alle 16.00 partiamo in direzione di Czestochowa. Per uscire da Breslavia, un signore molto gentile, al quale avevamo chiesto informazioni, ci fa' da guida con la sua 125P fino all'imbocco dell'autostrada poi ci saluta calorosamente. Arriviamo a Czestochowa alle 19.30 giusto il tempo di parcheggiare proprio sotto il monastero di Jasna Gora che viene giu' un finimondo di acqua, fulmini e tuoni.

Domenica 2 agosto siamo svegliati gia' alle 6.00 dalle urla del parcheggiatore che, con i suoi modi sgarbati, praticamente ci caccia via. Ci portiamo in un ampio parcheggio all'ingresso della citta' dove Diana puo' proseguire il suo sonno tranquillo. Questo parcheggio, ampio asfaltato e in piano, ottimo posto per la notte, e' prossimo alla zona sportiva ci era sfuggito alla vista al nostro arrivo. Ci spostiamo nuovamente al monastero alle 10.00, parcheggiamo in una zona defilata, e gratuita, e, passando davanti al palco papale, entriamo dalla porta principale. C'e' molto affollamento ed il caldo torrido e carico di umidita' rende la visita quasi un calvario. Con non poche difficolta' solo Roberto riesce ad avvicinarsi e vedere il famoso quadro della Madonna Nera, Diana e Alessandra, data la calca, non si azzardano ad entrare nella cappella ove e' esposto. Ripartiamo alle 12.30 e, dopo circa un'ora di viaggio, ci fermiamo in un restauracja lungo la strada per Katowice, ove ci fanno ordinare tutto, poi ci portano quello che dicono loro. Ripartiamo dopo circa un'ora per recarci ad Oswiecim (Auswitz) sulla strada per Krakow (Cracovia). Alle 16.30 siamo nel parcheggio del campo di concentramento di Auswitz, dove facciamo, in circa due ore, una visita da brivido. Ripartiamo per Krakow alle 18.30. Arriviamo al camping Smok, segnalatoci da alcuni colleghi ad Auswitz, posto a 4 chilometri dal centro ma ben collegato, alle 20.30. La direttrice ci da tre ottimi posti sul prato. Il campeggio e' uno dei migliori visti all'est e, sicuramente, il migliore visto in Polonia, anche se scarso dal punto di vista dell'approvvigionamento alimentare non avendo spaccio

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Lunedi 3 agosto riusciamo a prendere il bus solo alle 10.15 dopo una interminabile attesa. Visitiamo il Wawel con i giardini, la cattedrale e il suo campanile. Il castello ed il museo sono chiusi essendo lunedi. Verso l'ora di pranzo dirigiamo verso il centro citta'. Ci fermiamo ad acquistare qualche articolo di artigianato a buon mercato poi mangiamo in un ristorante statale con bibite calde. Dopo pranzo prendiamo il gelato e, saltando da un negozio all'altro, sotto un sole cocente, arriviamo alla piazza del Rinek. Entriamo nel Rinek, il vecchio mercato composto di una galleria i cui banchi sono oggi tutti occupati da negozietti di souvenir e artigianato locale. I prezzi veramente incredibili ci fanno acquistare ancora qualche ottimo oggetto poi ci rechiamo a prendere il tram per il ritorno.

Martedi 4 agosto lasciamo il campeggio alle 9.30 e, preso il tram, scendiamo ben oltre il nostro obbiettivo, cosi' ci facciamo due passi tornando verso il centro. Passiamo quasi tutta la mattinata a cercare la posta per telefonare a casa. Aggirandoci nei vicoli del centro di Cracovia troviamo un ottimo ristorante dell'Orbis dove prenotiamo il pranzo. Ci rechiamo poi ai giardini ove possiamo rilassarci e i bambini possono correre e scorazzare al riparo del caotico traffico presente tutt'intorno. Alle 13.00 torniamo al ristorante dove pranziamo, sempre con bevande calde, e telefoniamo a casa. Verso le 15.00 usciamo e dirigiamo di nuovo verso la piazza del Rinek, facciamo gli ultimi acquisti e con il tram arriviamo fin sotto il camping. Decidiamo, su indicazione di un collega di Catania nostro vicino, di effettuare una piccola variante al percorso previsto e di passare per Wieliczka ove si puo' visitare una miniera di salgemma in cui, tra l'altro, ha prestato servizio anche il Papa.

Mercoledi 5 agosto lambendo la periferia di Cracovia prendiamo la N4 dirigendo verso Wieliczka ove arriviamo verso le 11.00. Scendiamo in miniera facendo una infinita' di scale e seguendo una guida che ad ogni sosta estrae dalle sue tasche senza fine qualche oggetto da vendere. La visita non e' che sia cosi' interessante come ci avevano descritto, comunque noi riusciamo a valorizzare soprattutto gli aspetti comici come il ritorno in superficie in un ascensore a quattro piani completamente buio e che viaggia come un missile. Usciti sani e salvi ci fermiamo lungo la strada per il parcheggio a mangiare degli hamburger approssimativi accompagnati dalle solite bibite calde. Ripartiamo che sono le 15.30 e riportatici sulla N7, superiamo Myslenice e proseguiamo senza soste per Rabka, Nowy Targ e Poronin. Il tragitto e' molto bello e i paesaggi ampi e soddisfacenti. Arriviamo a Zakopane alle 18.30 e perdiamo un po' di tempo cercando un parcheggio che sia sicuro e confortevole. Ne troviamo uno, custodito giorno e notte, non lontano dalla stazione degli autobus anche se un po' decentrato.

Giovedi 6 agosto alle 9.30 ci rechiamo alla stazione dei bus ma dobbiamo desistere dal tentativo di prendere un mezzo di linea dato l'eccessivo affollamento. Ripieghiamo sui minibus, furgoni privati che effettuano la spola tra il centro e la stazione a valle della funivia in localita' Kuznice. Riusciamo a salire su una di queste scatole di latta lottando con gli altri turisti cosi', sballottolati di qua e di la', arriviamo in pochi minuti alla funivia. Ci sono non meno di duecento persone in fila, in sostanza si tratta di attendere un paio di ore prima di partire. Decidiamo di tentare la scalata a piedi almeno fino alla stazione intermedia. Poco pratici di sentieri e parchi, sbagliamo tragitto e finiamo cosi' per arrivare, dopo una arrampicata senza fine alla Dolina Kondratowa che altro non e' che un rifugio posto nella omonima suggestiva valle ove troviamo moltissimi turisti a prendere il sole. Essendo ora di pranzo e avendoci messo un appetito famelico le due ore di camminata, divoriamo il pranzo al sacco, che ci eravamo, saggiamente, premuniti di portarci dietro, quindi ci mettiamo sulla via del ritorno la quale, per fortuna e' in discesa. Arriviamo al camper alle 15.30 sudati come se venissimo dal deserto. Partiamo alle 17.30 e, percorrendo una bellissima strada di montagna, in poco piu' di un'ora, arriviamo al parcheggio da dove partono le carrozzelle per il lago Morskie Oko posto 9 chilometri piu' avanti.

Venerdi 7 agosto riusciamo a salire su uno dei primi carretti, qui chiamati caravelle, che iniziano a partire alle 9.00. Dopo circa due ore di un tragitto in salita con un comfort da far-west, arriviamo a poco piu' di un chilometro di distanza dal lago dove anche le caravelle sono costrette a fermarsi. Prima di intraprendere l'ultima fatica, ci rifocilliamo alla locale dolina con panini e acqua minerale, di cui facciamo anche scorta. Durante la sosta ci raggiungono Sergio, Licia, Alessio e Danilo che hanno coperto il faticoso percorso sulle loro mountain bike. Qualche minuto dopo le dodici siamo sulle rive del Morskie Oko il quale sembra effettivamente essere un occhio del mare, dato il suo uniforme colore azzurro, incastonato in un calice di montagne coperte in parte da boschi. Lo spettacolo e' stupendo ma, non abbastanza appagati, decidiamo di continuare fino allo Stagno Nero, un lago piu' piccolo posto in un bacino piu' alto che con le sue acque alimenta il Morskie Oko. La straziante salita, che nelle ultime battute diviene una arrampicata, dura un'ora. Il panorama e' stupendo, sembra di essere su un elicottero o su un balcone a strapiombo sul Morskie Oko. La via del ritorno ci porta via due ore buone, cosi' siamo ai camper solo alle 16.00. Prima di partire approfittiamo della vicinanza del posto di frontiera con la Cecoslovacchia per fare un nuovo cambio di valuta e del distributore per fare il pieno e partiamo per Niedzica alle 17.30. Trovare l'imbarcadero delle zattere del Dunajec ci riesce solo grazie alla cortesia di un automobilista che ci guida fino all'ultimo incrocio, in compenso parcheggiamo proprio davanti al porticciolo.

Sabato 8 agosto ci rechiamo per tempo alla biglietteria del porticciolo ma non riusciamo a farci imbarcare tutti sulla stessa zattera. La flotta e' numerosissima, contiamo quasi duecento imbarcazioni. Salpiamo alle 9.30, la corrente del fiume non e' molto forte, l'acqua e' alta circa mezzo metro e i "gondolieri" usano delle lunghe pertiche piu' che per spingere le zattere per tenerle lontane dalle zone di secca. Il viaggio e' comunque originale e piacevole. Il Dunajec si infila in passaggi assai stretti proprio sotto il massiccio delle Tre Corone, tutto l'ambiente e' molto bello dal punto di vista naturalistico. Flora e fauna selvatiche proliferano anche se la zona e' molto frequentata sia sul versante polacco che su quello Slovacco ove, tra l'altro, il fiume e' affiancato da un comodissimo sentiero alquanto affollato. All'altezza di Sromowce Nizne alla flotta polacca si aggiunge una altrettanto fornita flotta slovacca cosi' sul fiume si crea una interminabile catena di zattere ricolme di turisti. Dopo tre ore di discesa sbarchiamo a Kroscienko e, vista l'ora, decidiamo di pranzare prima di tornare a Sromowce in autobus. Ci rechiamo al locale restauracja statale, paghiamo due lire ma siamo costretti a mangiare di corsa, a causa dell'approssimarsi dell'orario di chiusura, e a bere caldo, visto che il ristorante e' sfornito sia di frigoriferi che di ghiaccio. Usciti dal ristorante ci portiamo sulla piazza di Kroscienko ove ci indicano il bus che dovrebbe riportarci a Sromowce. Alla vista del mezzo siamo tutti percorsi da brividi, sembra un pulman del sud est asiatico e la cosa ci fa pensare che il ritorno sara' piu' avventuroso della discesa. Nonostante le nostre pessime previsioni, alle 15.00 siamo all'imbarcadero di Sromowce. Roberto, Andrea, Alessio, Danilo e Diana se ne vanno al fiume a farsi un'ora abbondante di bagno ristoratore e, alle 17.00, la carovana si rimette in marcia per Lublino. Percorriamo una strada secondaria, seguendo da vicino il corso del fiume, superiamo Stary Sacz ed arriviamo a Nowy Sacz dove ci immettiamo sulla N99 che seguiamo fino a Brzesko. Qui giunti ci immettiamo sulla N4 per Tarnow dove, avendo accumulato un incolmabile ritardo, decidiamo di rinunciare a Lublino e dirigiamo direttamente su Warszawa. Prendiamo la N73 per Kielce e, appena usciti di citta' ci mettiamo a caccia di un posto per la notte. L'impresa si rivela piu' difficile del previsto cosi' ci accontentiamo di un grosso spiazzo in riva alla Wisla(Vistola) subito dopo il villaggio di Szczucin.

Domenica 9 agosto riprendiamo la marcia per Kielce raggiunta la quale, ci immettiamo sulla N7 verso Radom. Lungo la strada ci fermiamo in un nuovissimo distributore di carburante dove, dietro il pagamento di un lauto compenso, possiamo rifornirci di acqua. Qualche chilometro dopo nuovo stop in un localino stile occidentale, molto pulito e confortevole, per il pranzo. Ci rimettiamo in marcia ad una temperatura che supera abbondantemente i trenta gradi. Superata Radom, al termine di un rettilineo di oltre cinquanta chilometri, arriviamo nei sobborghi di Varsavia. Vorremmo chiedere alcune informazioni per capire in che parte della citta' siamo capitati, ma le persone che circolano sono veramente poche. Al momento non capiamo il motivo di tale spopolamento ma al primo semaforo rosso le ruote dei camper si incollano sull'asfalto sciolto dal caldo e stentiamo tutti a ripartire. Alle 17.15 riusciamo faticosamente a trovare il campeggio Astur, valutato tre stelle da tutte le guide in nostro possesso. Col passare del tempo ci rendiamo sempre piu' conto che questo campeggio puo' al massimo rivaleggiare, come qualita' dei servizi, con quello, altrettanto pessimo, di Hradec Kralove. A fianco del camping c'e' un centro sportivo con delle piscine stracolme di persone. I bambini insistono giustamente per farci una visita, cosi vengono accontentanti. Tutto sommato era sicuramente piu' pulita l'acqua del Dunajec.

Lunedi 10 agosto alle 9.00 prendiamo il bus M per andare in centro. La visita della citta', tutta ricostruita dopo la seconda guerra mondiale, viene resa assai difficoltosa dal caldo torrido. In mattinata riusciamo a telefonare a casa con grave difficolta' persino dall'ufficio postale statale, nel pomeriggio, gia' stanchi e sudati, arriviamo in un giardino pubblico, prossimo alla Wisla (Vistola), ove decine di persone fanno il bagno nella locale fontana. Torniamo al campeggio sfiniti. Ci laviamo sfruttando leputride piscine del centro sportivo limitrofo, paghiamo di corsa la giornata e filiamo via. L'uscita da Varsavia si rivela piu' difficoltosa dell'entrata, cosi' il buio ci coglie per strada e ci rende assai arduo individuare un buon posto per piantare il campo. Partiti da Varsavia alle 19.00, siamo usciti sulla N.61 ed abbiamo superato Legionowo, successivamente, superata Rozan, quando ormai erano le 21.30, Sergio scorge fuori strada l'insegna di un albergo a forma di mulino. Patteggiamo con il proprietario il permesso di dormire nel suo parcheggio in cambio della cena di tutti noi nel ristorante.

Martedi 11 agosto alle 10.00 riprendiamo la N61, superiamo prima Ostroleka, poi Lomza. Lungo la strada, nei villaggi che attraversiamo, cominciamo a notare numerosi mercati di russi che vendono le loro cose. Alle 12.30 siamo a Grajewo, ci sono non piu' di cento chilometri da qui all'ex URSS. Parcheggiamo e ci mettiamo in cerca di un restauracja per il pranzo. Ne troviamo a fatica uno ma le condizioni igieniche in cui si trova ci sconsigliano di servircene. Spostiamo i mezzi in un parcheggio poco fuori il paese e, verso le 14.00, ci prepariamo un bel piatto di spaghetti. Alle 15.30, lasciamo la N.61 e, anziche' transitare per Augustow, dirigiamo direttamente verso Elk, che raggiungiamo dopo una trentina di chilometri. Arrivati ad Elk, ci immettiamo sulla N.16 in direzione di Olsztyn. Qualche chilometro fuori citta', lasciamo la N.16 per dirigerci, su strade di viabilita' secondaria, verso Gizycko. Siamo in piena Pojezierze Mazurskie, la regione dei Laghi Masuri. Tutta la zona e' molto bella, attraversiamo boschi che nascondono una infinita' di specchi d'acqua e popolati di numerosi animali. Dopo circa cinquanta chilometri siamo a Gizycko, graziosa ed ospitale cittadina, ove facciamo una piccola spesa, il cambio valuta e ci riforniamo di carburante. Troviamo il campeggio subito alla periferia della citta', proprio in riva al lago, poco attrezzato, ma senz'altro uno dei migliori finora visitati. Il camping possiede una piccola spiaggia privata popolata da un folto gruppo di cigni con i quali Diana prima fa amicizia, poi ne teme l'irruenza. Il tutto e' molto bello e rilassante, ci manca solo il bagno.

Mercoledi 12 agosto Andrea e i ragazzi portano al campo un mezzo secchio di pesciolini pescati con tanto impegno che ci vuole piu' tempo a pulirli che a mangiarli. Diana, aggirando cautamente la colonia dei cigni, si procura due bei secchielli di acqua e se ne sta' un'oretta in pace a fare il bagno e le torte per le sue bambole. Roberto tenta una puntata a piedi in citta', ma non trova nulla di interessante. Livia e Andrea tentano la stessa cosa con il loro tandem, ma il risultato non cambia. Alessandra, la piccola fiammiferaia, fa' razzia di legna nel camping per il fuoco della sera. Dopo cena accendiamo il fuoco, il caldo delle fiamme tiene lontane le zanzare.

Giovedi 13 agosto lasciamo Gizycko e dirigiamo prima su Ketrzyn, un po' piu' a nord, poi, attraversando lande assai belle dal punto di vista naturalistico, in tre ore siamo a Olsztyn. La citta' si presenta con un aspetto piuttosto occidentalizzato. Alle 13.30 parcheggiamo e pranziamo. Subito dopo ci rechiamo a visitare la vicina cattedrale ed un supermercato che ci riporta alla realta' di questo paese, data la scadente qualita' delle merci e dei servizi forniti. Alle 16.00 ci rimettiamo in cammino verso Malbork. Con qualche difficolta' riusciamo a prendere la N.16 che seguiamo fino a Ostroda dove prendiamo la N.7 in direzione di Elblag. Giunti ad Elblag, prendiamo la N.50 e, in una sessantina di chilometri, arriviamo a Malbork. Tutta la regione settentrionale della Polonia, a parte le strade, comunque in pessimo stato, ci sembra essere piu' progredita del meridione o dell'est. Parcheggiamo proprio di fronte all'enorme castello, il piu' vasto d'Europa, che ingloba tra le sue sette cinta di mura oltre mezza citta'.

Venerdi 14 agosto alle 9.30 siamo all'ingresso per partecipare ad uno dei primi giri che partono per la visita del castello. Per convincere Diana a seguirci gli raccontiamo che questo e' il castello di Grimilde, la matrigna di Cenerentola, e che dobbiamo andare a vedere il celebre specchio magico. Effettivamente, tra le tante stanze di questo maniero, fondato dai cavalieri teutonici, ce n'e' una con un grande specchio. Usciamo alle 11.30 e, prima di pranzo, visitiamo il limitrofo mercato dei russi. C'e' di tutto, persino i rubinetti del bagno e tutto rigorosamente usato. Non abbiamo il coraggio di comperare nulla, soprattutto gli alimentari che vengono proposti in condizioni igieniche a dir poco pericolose. Dopo aver pranzato nei camper, verso le 16.00, riprendiamo la N.50 che percorriamo ancora per 25 chilometri dopodiche' ci immettiamo sulla N.1 in direzione di Gdansk (Danzica). E' questa una strada che, considerato il pietoso stato delle altre, puo' dirsi accettabile, anche se molto frequentata. Dopo altri trenta chilometri, sempre sotto un cielo plumbeo, arriviamo a Gdansk (Danzica). La attraversiamo tutta e cerchiamo di parcheggiare al porto ma la cosa non sembra fattibile, cosi' optiamo per il vicino camping. Il campeggio e' forse il migliore visto finora, molto ampio, ordinato, attrezzato e poco affollato.

Sabato 15 agosto usciamo verso Gdansk alle 9.00. Per recarci in citta' prendiamo il tram. Scendiamo proprio in centro. La citta' e' molto bella e attrezzata, soprattuto di negozi. Si nota l'arrivo dello stile occidentale e la natura fondamentalmente tedesca della gente di queste parti. L'organizzazione di ogni cosa e' senz'altro superiore delle altre parti della Polonia. Facciamo colazione in una pasticceria e i dolci ci piacciono tanto che optiamo per un bis. Dirigendoci verso il vecchio porto attraversiamo vie assai frequentate. Tutto e' molto rilassante e bello. Lungo il molo del vecchio porto e' una trafila interminabile di bancarelle e di negozi che vendono ambra. Facciamo qualche acquisto poi ci portiamo verso l'immensa cattedrale ma non riusciamo ad entrare tanto e' gremita di persone. Pranziamo piuttosto maluccio in un locale un po' defilato, e' l'unica nota stonata di una giornata veramente conciliante. Alle 15.30, all'improvviso, un acquazzone affretta la scelta della via del ritorno. Tornati al camping, rabbocchiamo tutti i serbatoi, paghiamo e ci mettiamo in marcia verso Leba. Usciti dal campeggio, faticosamente, troviamo la N.6 che seguiamo in direzione di Szczecin per una sessantina di chilometri. Giunti a Lebork lasciamo la N.6 e seguiamo le indicazioni per Leba e lo Slowinski Park Narodni. E' questa una graziosa cittadina turistica e portuale in prossimita' del parco nazionale delle dune mobili. Facciamo due passi nel villaggio, dopo aver parcheggiato sul portocanale, approfittando che tutti i negozi sono aperti nonostante la giornata festiva e l'ora che si e' fatta, le 19.30. Tornati ai mezzi ci spostiamo in uno dei parcheggi siti nel parco nazionale in riva al lago Lebsko e a due passi dalla stazione di partenza dei trenini per la zona delle dune mobili. Pernottiamo nel bosco praticamente da soli.

Domenica 16 agosto alle 10.00 prendiamo tutti insieme il trenino per le dune. A meta' strada veniamo abbandonati per proseguire a piedi verso la cima di una collina di sabbia di oltre trenta metri. Lo spettacolo e' veramente mozzafiato. Sembra di essere in pieno deserto, dalla cima non vediamo altro che sabbia, il lago, altra sabbia, il Baltico e ancora sabbia. Il vento, che spira incessante, spinge queste dune verso il lago inghiottendo gli alberi del bosco in mezzo al quale si snodano i sentieri del parco. Prima di tornare ai camper facciamo una puntata al mare. Alle 13.00 siamo di nuovo ai mezzi e ci spostiamo in citta' per trovare un ristorante ove poter gustare del pesce. Niente da fare. Il locale lo troviamo, e' anche buono, ma dobbiamo sorbirci le solite fettine panate. All'uscita dal locale acquistiamo delle trote salmonate di 700 grammi al modico prezzo di 29000 zloty che equivalgono a 2610 lire. Alle 16.30 ci mettiamo in marcia. Facciamo a ritroso undici chilometri di strada fino a Wicko, poi viriamo a destra direttamente verso Sluprsk senza raggiungere la N.6. Giunti a Sluprsk ci reinseriamo sulla N.6 in direzione di Koszalin e mentre viaggiamo trattiamo sul percorso da fare subito dopo. Mentre noi scegliamo di dirigerci direttamente a Berlino, Andrea e Sergio scelgono di ritornare verso il mare e fermarsi un altro giorno in Polonia. Verso le 19.00, a Koszalin, ci salutiamo e la carovana si separa, restiamo in contatto radio per 24 chilometri poi ognuno prosegue per la sua strada. Rimasti soli, sfogliando la margherita dei posti adatti al pernottamento, riusciamo a fermarci solo alle 21.00 a Ploty, sotto le finestre del commissariato locale con il benestare della polizia.

Lunedi 17 agosto mancando circa 90 chilometri al confine e circa 200 a Berlino, contiamo di stare alle 10.00 alla frontiera e per mezzogiorno a Berlino. Poco prima delle 11.30 arriviamo a Szczecin (Stettino), sotto un cielo plumbeo. Parcheggiamo in piazza Solidarnosc e scendiamo a visitare la citta'. Pranziamo in una specie di Mc Donald, percorriamo un tratto della strada meglio addobbata poi decidiamo che non vale la pena di trattenerci oltre e, alle 15.00, riprendiamo la via per Berlino. Alle 16.00 siamo alla frontiera di Kolbaskowo a spendere quanto ci e' rimasto di moneta polacca ed a cercare disperatamente di cambiare qualche lira in marchi, non riusciamo a fare ne' l'una, ne' l'altra cosa. Passiamo il confine convinti di trovare al di la' della frontiera una banca ove poter effettuare il cambio valuta. Sbagliata anche questa, cosi' imbocchiamo la A11, verso Berlino, senza avere un marco in tasca. Da Kolbaskowo al grande raccordo autostradale che circonda Berlino sono 110 chilometri di autostrada pavimentata a lastre di cemento armato. Le giunzioni tra le varie lastre provocano all'interno del mezzo la sensazione di viaggiare su rotaie. E' un vero inferno. Lungo questo tratto di autostrada non esiste che un piccolo distributore di carburante assolutamente non classificabile come area di servizio. Dal Berliner Ring, entriamo nella vecchia capitale tedesca per la Prenzlauer Allee. Siamo un poco in apprensione in quanto, non avendo soldi validi da spendere, non potremo pernottare in campeggio. Raggiungiamo con una certa facilita' Alexander Platz, la torre della televisione e l'immmenso parcheggio, gia' popolato di camper, della Marx-Engels Platz. Sono ormai le 19.00, le banche sono chiuse e i negozi anche, cosi' decidiamo di sostare qui, sotto un grosso lampione, di fronte al monumentale Palazzo della Repubblica eretto dalla vecchia DDR. Dopo cena, quando ormai e' gia' notte, usciamo a fare un piccolo giro perlustrativo. Dall'altra parte della strada, sotto la Berliner Dom ci sono altri camper. Traversiamo lo Speer, costeggiamo il municipio ed arriviamo sotto la torre della televisione. E' un vero spettacolo. Quante luci in confronto alle buie citta' polacche.

Martedi 18 agosto cominciamo la giornata dirigendo verso Alexander Platz. Effettuiamo il cambio valuta e telefoniamo a casa. Nel warehaus sulla piazza ci riforniamo di rullini e carte stradali. Percorriamo a piedi tutta la Unter der Linden, fino alla porta di Brandeburgo, acquistiamo qualche souvenir e l'immancabile "pezzo di muro" e, data l'ora, decidiamo di pranzare nel ristorante del Reichstag. Torniamo al camper in bus e ci spostiamo per arrivare al distributore piu' vicino ove ci riforniamo di carburante e acqua. In mezza giornata, tra souvenir, benzina e pranzo, spendiamo quanto spendevamo in una settimana in Polonia. Visto che il mezzo e' ormai in moto, alle 17.00 decidiamo di fare un giro in citta'. Percorsa la Unter der Linden, aggiriamo la porta di Brandeburgo, vietata al traffico privato, sfioriamo alcuni resti del vecchio muro e arriviamo alla statua della vittoria. Breve sosta e visita per godere dello splendido panorama. Ripartiamo con il mezzo e dirigiamo verso la celebre Kaiser Wilhelm Gedachtnis Kirke. In tutta la zona, la piu' "in" di Berlino ovest, non c'e' verso di parcheggiare cosi', dopo un paio di giri a vuoto, decidiamo di tornare al nostro comodo parcheggio.

Mercoledi 19 agosto gia' alle 9.30 siamo sul bus 100 per la Kaiser Wilhelm Gedachtnis Kirke dove arriviamo una ventina di minuti piu' tardi. Il bus si ferma di fronte allo zoo ma noi dirigiamo subito verso la chiesa diroccata, il centro commerciale limitrofo e Kurfustendamm Strasse. Facciamo un'altra colazione, altri acquisti, pranziamo nel self service di un warehaus e torniamo al camper verso le 17.00. Appena saliti sul mezzo ci viene in mente di cercare i nostri amici via radio. Mettiamo il baracchino a tutto volume e lanciamo il nostro grido di ricerca. La risposta assordante di Livia ci fa subito capire che non siamo molto lontani. Sergio e Andrea, infatti, hanno appena sistemato i loro mezzi sotto la Berliner Dom, dall'altra parte della strada. Mettiamo in moto e ci spostiamo accanto a loro. Scambiamo subito i racconti di questi due giorni che non ci siamo visti poi, alle 19.00, mentre loro finiscono di sistemarsi, noi ci rechiamo a visitare Charlottenburg. Visitiamo in tutta rilassatezza lo splendido parco in due ore e, alle prime ombre della notte, torniamo dai nostri amici per la cena. Dopo la cena, riusciamo anche a coronare il nostro sogno di salire sulla torre della televisione. Lo spettacolo di Berlino di notte era assolutamente da non tralasciare.

Giovedi 20 agosto ci separiamo ancora che sono le 9.00 e, mentre loro prendono il bus 100, noi dirigiamo con il nostro mezzo verso il futuristico Kongresszentrum. Il centro e' parzialmente chiuso ed e' comunque squallido e freddo. Persa un'ora di tempo ripartiamo per Potsdam. Usciamo da Berlino sulla A115 e arriviamo al parcheggio del Sansoucci Schloss che sono ormai le 12.00. L'accesso e' gratuito, cosi' iniziamo subito la visita dell'immenso parco punteggiato di laghetti e fontane. Pranziamo, stile polacco, e visitiamo ancora. Alle 15.45 termina tutto, la batteria della telecamera, la cassetta e la nostra visita. Lungo la strada del ritorno ci fermiamo in citta', molto frequentata da militari russi, per alcune spese alimentari poi via, come il vento, verso casa. Prendiamo la A9 che congiunge Berlino a Monaco e, superata Leipzig ci fermiamo alle 19.40 subito dopo l'incrocio con la A4, nell'area di servizio Hermsdofer Kreuz. Vista la disponibilita' di acqua, ci facciamo la doccia tutti, mentre fuori piove. Dopo le docce accendiamo la stufa e ceniamo.

Venerdi 21 agosto partiamo alle 9.30, la mattinata fila liscia, superate Bayreuth e Nurnberg, ci fermiamo per il pranzo in una tranquilla e soleggiata area di parcheggio. Ripartiamo alle 14.30 e, ad Ingolstadt usciamo per recarci a Neuburg am der Donau dove e' segnalato un distributore di gas. Dopo un'ora di ricerca troviamo il distributore chiuso. Arriviamo all'area di servizio Holzkirchen, sulla A8, tra Monaco e Kiefersfelden che sono le 19.30, e decidiamo di fermarci per la notte.

Sabato 22 agosto leviamo le ancore fiduciosi alle 9.30 ma anche il tentativo di rifornirci di gpl a Rosenheim fallisce a causa dell'attacco non compatibile. Arriviamo a Kiefersfelden alle 10.00, giunti in Austria, poco prima di Innsbruck, riusciamo finalmente a rifornirci di gas. Alle 12.30 passiamo la frontiera del Brennero e troviamo subito una fila di otto chilometri prima di Vipiteno. Smaltiamo tutto in un'ora e alle 13.20 siamo sull'autostrada verso Modena. Seguiamo la A22 fino a Modena dove prendiamo la A1 e via Bologna, Firenze, Roma arriviamo alla fine del nostro avventuroso viaggio che sono le 24.00.

Abbiamo percorso 5936 chilometri.


Viaggio effettuato nell'Agosto 1992 da Roberto Lumaca

Potete trovare ulteriori informazioni sulle localitÓ toccate da questo itinerario nella sezione METE.


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