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Camping Sport Magenta

Vai alla home page di www.CamperOnLine.itSARDEGNA, A SETTEMBRE

Dopo la visita all’altra grande isola italiana, la Sicilia, abbiamo voluto completare un ciclo e siamo sbarcati in Sardegna.

Per me questi luoghi sono forse i più amati tra quanti ne abbia visitati in compagnia di mia moglie e con il prezioso sussidio del nostro camper.

La Sicilia, con la sua abbagliante solarità e la dignità della sua gente e la Sardegna, con la sua straordinaria preistoria, le sue ineguagliabile bellezze naturali e la simpatia dei suoi abitanti, mi hanno prima affascinato e poi definitivamente conquistato.

Ci sono ancora tanti angoli del nostro vecchio continente e dintorni che noi non conosciamo e che vorremmo visitare, per questo difficilmente ritorniamo sui nostri passi per ripercorrere itinerari già fatti. Ma le nostre due grandi isole sono l’eccezione a questa regola: vi torneremo, forse più di una volta, e continueremo a scoprirne altri aspetti, già sapendo che questa ricerca non potrà comunque avere mai fine.

Autocaravan mansardato Elnagh Doral 112G su Fiat Ducato 2800 TDid.

Km alla partenza 62.100. Km all’arrivo 65.682. Totale distanza percorsa Km 3.582

Equipaggio formato da Carla e Sergio (il sottoscritto) e gli amici Franca e Italo.

Domenica 02-09-07

Partiamo poco prima di mezzogiorno da Torre Mondovì, dove abbiamo fatto tutti i preparativi, ed arriviamo a Livorno, dove contiamo di comperare il biglietto per la traversata verso Olbia.

Quest’ultima sarà fatta con la compagnia Mobylines che ci fa subito rimpiangere la scomparsa della benemerita “Linea dei golfi”, che tante volte ci aveva traghettato verso la nostra Isola preferita. Quattro persone e il camper di m. 6,70 comportano una tariffa di 256,10 Euro, alla faccia delle offerte speciali decantate dai cataloghi e dalla pubblicità di questa Compagnia (pex camper, best price, ecc.), che non sono di facile accesso a meno che non si disponga di un tempo molto ampio per scegliere la data di partenza!

Lunedì 03-09-07

La formula “camping on board” riserva inoltre un’altra sorpresa: non ci sono più trasporti sul ponte delle navi, ma solo all’interno dei garages della stessa, peraltro dotati di ampia finestratura.

Arriviamo ad Olbia quasi in perfetto orario, con un mare quasi calmo ed un cielo appena velato.

Ci diamo subito da fare per trovare una sistemazione per la nostra prima notte e, dopo alcuni infruttuosi tentativi nella zona di Porto Taverna (ormai off limits per i camper) e di capo Coda Cavallo (gremito di auto, nonostante non sia più piena stagione), conquistiamo un comodo parcheggio presso la spiaggia “La Cinta” di San Teodoro. L’attiguo camping offre piazzole alla “modica” cifra di euro 10 a persona ed euro 14,50 per la piazzola e non sembra un gran che. No, grazie!

Facciamo un bagno nell’acqua limpidissima (la spiaggia non è invece molto invitante, tenuto conto della ressa di bagnanti) e ci riforniamo comodamente d’acqua alla fontanella sulla piazzetta del parcheggio.

Martedì 04-09-07

La nostra prima notte in Sardegna trascorre tranquillissima. I bagnanti con auto se ne vanno e restiamo in pochi camperisti ad occupare il parcheggio. Al mattino ci svegliamo con un vento fortissimo ed un cielo a tratti coperto. Anche la temperatura ha subito un discreto calo.

Dopo pranzo partiamo verso sud. Ci fermeremo nel grande parcheggio a pagamento (10 Euro) poco dopo Budoni. Non c’è possibilità di scarico ma si può fare rifornimento d’acqua.

Durante la notte veniamo svegliati da un furibondo temporale che dura ore e che trasforma l’area del parcheggio in un pantano. Ma la sensazione di dormire comodamente nel nostro camper con l’acqua che lo investe a raffiche, è comunque quanto mai piacevole.

Mercoledì 05-09-07

Dopo il rifornimento d’acqua si riparte in direzione sud. Gli abitati di Posada, La Caletta, Santa Lucia, sono graziosi ma quasi impraticabili per i camper. La Sardegna che qui troviamo non è neanche simile a quella che conoscevamo noi quindici anni fa. La cementificazione delle coste ha proceduto a ritmo spasmodico ed ha cambiato faccia al territorio in modo totale. Questo rientra in una logica economica inevitabile, credo, ma sento che qui qualcosa di prezioso si è irrimediabilmente guastato.

Finalmente troviamo un po’ della “nostra” Sardegna, quando arriviamo a Capo Comino: in questo sito c’è molto dei nostri ricordi. Il mare è reso agitato dal forte vento e le onde si frangono sugli scogli di granito rosa e sulle belle calette di sabbia bianca sotto il vecchio faro del capo.

Ma proseguiamo. Al Km 242 della statale 125 “Orientale Sarda”, c’è una deviazione verso sinistra (peraltro ben segnalata) per la spiaggia di Berchida. La strada è sterrata ma praticabile. Dopo l’agriturismo si procede ancora per circa un chilometro e si giunge ad un enorme parcheggio quasi pianeggiante a poche diecine di metri dalla spiaggia. Qui si ritira la scheda per il pagamento della sosta presso il chiosco sull’arenile (6 euro per i camper) e si ha il diritto di parcheggiare tutto il giorno fino alle 20. La notte è gratuita.

Ci piazziamo vicino ad altri camper sul lato sud del parcheggio e trascorriamo una giornata tranquilla di sole al mare.

All’ora di cena inauguriamo il barbecue modificato con lastra di pietra al posto della solita griglia. Mangiamo bistecche di maiale e fette di melanzana arrostita: un successo!

Giovedì 06-09-07

Il cielo è sgombro e il vento si è calmato. Di conseguenza il mare è calmo e invitante.

Dopo aver debitamente fatto colazione e comperato la schedina “gratta e parcheggia” dal solito chiosco, ci gettiamo avidi sulla splendida spiaggia deserta di Berchida: oggi sarà una giornata di totale riposo. Più tardi arriva un bel po’ di gente, ma la vastità dei luoghi è tale che il sito non risulta mai affollato. Ci spostiamo leggermente verso sud camminando sulla sabbia fresca del mattino e siamo quasi soli.

L’acqua è perfetta e ci invita al bagno. Non abbiamo neppure voglia di ripartire per proseguire il nostro giro appena iniziato, ma domani si va (forse…).

Venerdì 07-09-07

Ci alziamo piuttosto presto e fuori ci aspetta un cielo così azzurro, che fa male agli occhi.

Chi ha il coraggio di lasciare questo sito?

Trascorriamo ore di dolce relax nella straordinaria spiaggia di Berchida, facciamo il bagno nelle acque tiepide di quel mare, passeggiamo a ridosso delle dune, ci inoltriamo nella boscaglia di mirto, lentisco e palma nana costeggiando un pigro corso d’acqua che forma un laghetto alle spalle dell’arenile. Conosciamo altri camperisti, tra cui una coppia di Torino che ci propone di organizzare insieme un viaggio in Turchia, comperiamo gelato al chiosco “Karma” e lasciamo che il tempo passi tranquillamente. A sera partiamo, non del tutto convinti. Ci dirigiamo a Dorgali, dove troviamo un C.S. che offre carico e scarico per 7 Euro, solo pernottamento 5 Euro e servizio completo per 10: decidiamo di non approfittarne e proseguiamo per Cala Gonone.

Qui andiamo direttamente all’A.A. Palmasera (15 Euro per 24 ore compreso carico e scarico ed elettricità) e abbiamo modo veramente di apprezzare la qualità del sito e dei suoi servizi. Ci fermeremo qui due giorni: il programma prevede per domani la visita a Cala Gonone, shopping, spiaggia locale (che non conosciamo). Facciamo anche l’ipotesi di una minicrociera a Cala di Luna e dintorni. Il tutto, salvo improbabili sorprese meteo, immersi in questo sfolgorante sole settembrino.

Sabato 08-09-07

Per la nostra minicrociera valutiamo le offerte disponibili presso i numerosi chioschi al porto di Cala Gonone e ci tenta l’offerta dalla locale cooperativa traghettatori, che costa 27 Euro e prevede la visita a sole tre cale. Alla fine ci siamo risolviamo definitivamente a favore della minicrociera offerta nella “reception” della nostra Area di sosta, perché più completa. Si tratta di un suggestivo giro nel Golfo di Orosei con tappe in tutte le cale e calette (Mariolu, Sisine, Luna, Goloritzé, Gabbiani, ecc.), dalle 09,00 alle 17,30. Costa 35 Euro a persona e prevede la visita nelle cale con breve sosta (a discrezione degli stessi partecipanti), bagno nei posti più suggestivi, sosta lunga per consumare il pasto “al sacco” che ogni partecipante potrà portare con sé.

Poi visitiamo brevemente Cala Gonone, dove ormai i turisti sono pochi e torniamo al camper per il pranzo.

La gentile signora della reception ci propone, per questa sera, una cena alla sarda a base di “porcetto” arrosto, preparata da un pastore che collabora con la struttura dell’AA. Il prezzo è di 20 Euro a persona e comprende anche gnocchetti alla sarda, vini locali, ed altro. Ci sembra interessante, anche perché nell’occasione tutti i camperisti che partecipano si riuniscono alla buona nella zona dei “barebecue” dove tale pastore cuoce le carni e dove si consuma la rustica cena tutti assieme. Accettiamo di buon grado.

Nel pomeriggio io faccio un sopralluogo solitario alla spiaggia sud del paese (di sabbia grossolana di colore rosa), mentre i miei compagni di viaggio si rilassano al fresco leggendo e facendo parole crociate.

Mi dicono che la cena con il pastore è saltata e che viene rimandata a domani sera. Va bene lo stesso.

A sera c’è la partita di calcio Italia-Francia che ci apprestiamo a vedere. Ma quando sento che il pubblico fischia l’Inno nazionale francese, rifletto sull’abisso di squallore in cui sono scivolati questo sport e la sua tifoseria e mi viene voglia di spegnere il televisore.

Domenica 09-09-07

Come previsto paghiamo alla reception la quota per la mini-crociera nel Golfo (35 Euro a testa) e alle 9,30 in punto siamo al porto di Cala Gonone, pronti per la partenza.

Si salpa alle 09,45 circa. Ci rendiamo conto che, oltre a noi quattro, non vi sono altri passeggeri e la cosa non ci dispiace affatto!

La giornata è semplicemente radiosa, il mare è calmo e non vi è vento.

Prima tappa l’ingresso della Grotta del Bue Marino, dove peraltro non è previsto entrare. Qui veniamo raggiunti da una telefonata dell’organizzazione che ci chiede di attendere un motoscafo che porta altri quattro passeggeri che si uniranno al gruppo.

Poi la già conosciuta Cala Luna, dove facciamo una sosta di un’ora per il nostro primo bagno in queste acque incantate. Il pilota ci sbarca e va ad attenderci in rada. Verrà a riprenderci puntualmente per continuare il giro.

Segue la visita ad uno dei luoghi che più mi hanno impressionato: la grotta azzurra. Qui veniamo invitati dal pilota a fare un tuffo e pochi di noi aderiscono. Io non mi faccio scappare l’occasione…

Poi si viaggia verso le Piscine di Venere costeggiando Cala Sisine (dove ci fermeremo al ritorno) ed altri punti notevoli. Nello specchio d’acqua delle “Piscine” facciamo un altro tuffo e sembra davvero di essere in un altro mondo. Il colore del mare, la trasparenza dell’acqua, il bianco della falesia rocciosa, sono indescrivibili. Valgono, credo, qualsiasi situazione ambientale che si possa ritrovare nelle più celebri e praticate mete vacanziere dei mari tropicali del mondo.

Poi arriviamo a Cala Mariolu, dove scendiamo a terra per due ore. Il luogo è relativamente affollato, ma questo non toglie nulla alla sua suprema bellezza. Restiamo a bocca aperta guardando la sua spiaggia di pietruzze bianche e le sue acque azzurre. Facciamo un lungo bagno tiepido sotto un sole bruciante mentre la brezza leggera, sempre presente in questi siti, ci accarezza la pelle.

Il viaggio prosegue fino a Cala Goloritzè, da dove si riparte per il lento ritorno.

Ultima tappa sarà Cala Sisine, dove resteremo oltre un’ora e mezza.

Ritornati nella nostra area Palmasera, ci prepariamo per la “cena con il pastore” a base di “porcetto” arrosto, stufato di capra e gnocchetti sardi al pomodoro (20 Euro a testa). E’ una cena un po’ spartana, per quanto riguarda il servizio (infatti ogni partecipante deve presentarsi munito di piatti, posate e bicchiere), ma veramente simpatica. In realtà non ci è parso ben cotto il “porcetto” (abbiamo trovato di meglio…).

Durante la cena familiarizziamo con due giovani svizzeri seduti vicino a noi, con i quali termineremo la serata in camper con caffé all’italiana e limoncello fatto in casa.

Giornata memorabile, dunque, che ricorderemo per anni.

Lunedì 10-09-07

Com’era prevedibile questa nuova giornata è all’insegna del relax.

Restamo nell’area a bighellonare intorno al camper, Ripuliamo un po’ tutto e, alle 15,00, ripartiamo dopo aver fatto scarico e ricarico d’acqua. Ringraziamo la proprietaria per il buon trattamento e le facciamo complimenti (meritati) per l’ottima organizzazione dei servizi, per la pulizia e l’efficienza.

Si va verso Dorgali e poi a visitare il sito nuragico di Serra Orrios, dove ci tratterremo a lungo a parlare con l’addetto, che ci darà ampie ed originali informazioni sulla storia locale.

Quindi visitiamo, pochi chilometri più avanti, il sito con la “Tomba di Giganti” di S’Ena ‘e Thomes. Si trova all’interno di un terreno privato che presenta un cancello aperto all’inizio ed è di libero accesso. Molto interessante.

Infine la visita d’obbligo alle sorgenti carsiche di Su Gologone, che troviamo molto diverse dalla nostra ultima visita di oltre dieci anni fa. Il camper non può andare oltre il grande piazzale creato in fondo alla strada di accesso (noi eravamo scesi quasi fino alle sorgenti e avevamo rifornito d’acqua attingendola direttamente al corso d’acqua), e si paga un biglietto di ingresso di 2 Euro. Ora è tutto ben organizzato e, comunque, i limiti imposti dal nuovo assetto, favoriscono indubbiamente la pulizia e l’ordine.

Dormiamo nell’area attrezzata di Dorgali, spartana ma tranquillissima, al prezzo di 5 Euro.

Martedì 11-09-07

Si parte verso sud dopo aver salutato il simpatico cagnolino zoppo dell’area di Dorgali. Il tratto di SS125 che percorriamo a ovest del Golfo di Orosei e pittoresco. Nei pressi della cantoniera Bidicolai, da tempo dimessa, si gode di una bella vista sulla Gola de Garrupu. Al Km 186, poco dopo il colle di Genna Silana, c’è una copiosa sorgente proprio sulla strada. Non abbiamo bisogno d’acqua in quel momento, ma prendiamo mentalmente nota di quella preziosa fonte.

Dopo Baunei affrontiamo la ripida discesa (20%) fino a Sa Pedra Longa, dove ci fermiamo per il pranzo e per due ore di mare tra gli scogli del sito.

A Lido di Orrì troviamo la locale AA “Tanca Orrì”, dove dormiremo tranquilli al prezzo di 10 Euro.

E’ un sito a ridosso della lunga spiaggia sabbiosa accessibile attraversando la strada. Nel prezzo è compreso carico e scarico e doccia. L’allaccio alla rete elettrica si paga a parte. L’area ci piace: è ben organizzata e il gestore ci sembra disponibile e gentile. Lungo la strada litoranea ci sono moltissimi parcheggi dove, volendo, si sarebbe anche potuto pernottare. Ma abbiamo preferito rifugiarci nella sicura AA dove, tra l’altro, ci siamo permessi un ricco barbecue di pollo.

Mercoledì 12-09-07

Stamattina la nostra meta è Torre Murtas, raggiungibile ormai attraverso una lunga strada asfaltata da Quirra. Quando, oltre vent’anni fa, avevamo conosciuto il sito, la strada era in terra battuta e si poteva ancora pernottare liberamente fino sulla splendida spiaggia lunga diversi chilometri.

Ora l’autorità militare che amministra il territorio, ha posto dei severi limiti alla permanenza dei veicoli nei parcheggi ricavati vicino all’arenile: la sosta è consentita fino alle 21.00 e poi bisogna sloggiare.

Parliamo con delle persone di qui, che ci rivelano che questo giro di vite è stato necessario in quanto il Comune competente (Villaputzu) aveva avviato un contenzioso con la Base perché sosteneva che i turisti che pernottavano nell’area lasciavano rifiuti a non finire, che dovevano poi necessariamente essere rimossi dallo stesso Comune. Questo lascia intendere come i camperisti siano sempre e comunque mal giudicati dall’Autorità competente, che ignora (o finge curiosamente di non sapere) che il camper, in quanto veicolo abitativo dotato di strutture igieniche proprie autosufficienti, normalmente non lascia rifiuti, né contribuisce al degrado delle aree in cui viene collocato. Anche oggi, tornando al camper dopo due ore di spiaggia, abbiamo notato come i cespugli circostanti fossero invasi da vari rifiuti, organici e no, tra cui un ombrellone rotto. Non erano certo rifiuti lasciati dai camperisti…

Ma Torre Murtas è ancora il sito magico che noi ricordiamo: la lunghissima spiaggia di granuli grossi come chicchi di riso, praticamente deserta, la scogliera a nord di granito rosa arrotondato dall’erosione, il mare splendido con le sue acque trasparenti…

Alle 19,00 siamo soli in questa immensità: i pochi bagnanti sono ormai tornati a casa. Ceniamo e partiamo, anche perché la sosta è consentita solo fino alle 21,00 e noi preferiamo cercare soluzioni un po’ meno solitarie.

Approdiamo a Porto Corallo che è già scuro ed entriamo subito nell’AA Turimar, direttamente sul mare (10 Euro, compresa elettricità e C.S.).

Giovedì 13-09-07

Stamattina il cielo non è così sereno come ormai eravamo abituati a vedere. Le previsioni sono all’insegna di una certa nuvolosità. Ma non fa niente: il primo sopralluogo è sulla bella spiaggia di Porto Corallo. Vediamo subito che ci sono alcuni camper parcheggiati quasi sull’arenile, anche se un cartello vieta il “campeggio” libero.

Presso il porto turistico troviamo inoltre un vasto piazzale in fregio alla strada provinciale, privo di qualsiasi divieto o limitazione e un C.S. quasi di fronte all’entrata del porticciolo (4,5 Euro per carico e scarico).

Anche qui il mare è bellissimo e l’acqua è tiepida e quanto mai piacevole. Viene davvero voglia di non ripartire più.

Pranziamo utilizzando uno dei tavoli in pietra disponibili e il gestore dell’area ci fa assaggiare il famoso “formaggio con i vermi”. Strano a dirsi, ma è veramente buono!

Ma è già ora di muovere. La strada per giungere a Cagliari è ancora lunga e noi disponiamo di poche informazioni sulle possibili aree attrezzate. Abbiamo una traccia che riguarda un terreno privato a Torre Cala Regina, che peraltro troviamo deserto.

In conclusione, non riusciamo a reperire una soluzione possibile e quindi, dopo aver percorso tutta Costa Rey e il litorale di Villasimius, parcheggiamo in una stradina di Capitana, accolti con viva cordialità degli abitanti, e trascorriamo la notte che ci separa dall’arrivo nel capoluogo sardo.

Venerdì 14-09-07

Con l’aiuto del navigatore arriviamo presto e bene all’AA di Cagliari in via Caboni (dietro la Basilica di N.S. di Bonaria). Non è altro che un vasto parcheggio asfaltato che funge sia da punto sosta per i camper itineranti, che da rimessaggio per barche e V.R., che da parcheggio per veicoli d’ogni tipo. Durante la notte è chiuso da cancello e strettamente sorvegliato da personale di custodia. Si pagano 15 Euro e 19 Euro se si vuole allaccio elettrico.

E’ relativamente vicino al centro, che si può raggiungere facilmente a piedi.

Noi arriviamo in mattinata e, dopo un veloce pasto, ci mettiamo subito in marcia per la visita alla città.

Ci piacciono molto il quartiere “Castello” con le sue viuzze a raggiera che scendono al piano, il prestigioso e ben organizzato Museo Archeologico, il centro animato e ricco di bei negozi e la cattedrale di Santa Maria. In particolare, nel museo archeologico, possiamo ripercorrere la preistoria dell’Isola aiutati da una collocazione di reperti, pannelli esplicativi e didascalie che io giudico tra le migliori e più chiare tra quelle viste in passato in altri musei. Qui si avverte in modo tangibile come questa Terra fosse sede, già dal IV e III millennio A.C., di straordinarie civiltà organizzate e prospere, quando nel continente europeo si viveva ancora nelle caverne.

E ancora di più si apprende come, a partire poi dalla prima età del bronzo (circa 1.700 A.C.), qui si sviluppasse una civiltà ben più avanzata, quella dell’età nuragica. Peccato che essa non abbia lasciato alcuna testimonianza di sé al di fuori dei monumenti megalitici e dei cospicui reperti materiali, causa la totale assenza di una espressione scritta in quelle popolazioni.

Mentre ci avviamo lungo una stradina che porta verso il piano, Franca perde un tacco delle scarpe (in realtà non molto adatte a camminate come questa). Ma trova presto il rimedio presso la botteguccia di un giovane calzolaio che rimette tutto a posto e, nel frattempo, ci dà ragguagli sulla non felice situazione occupazionale della sua città…

Sabato 15-09-07

Partiamo presto per Torre Chia, dove sappiamo esistano scenari da favola.

Qui arriviamo in mattinata con un sole bellissimo ed un caldo torrido. Troviamo subito un parcheggio parzialmente vuoto e ci sistemiamo a pochi metri dalla immensa spiaggia.

Dopo alcuni bagni ristoratori ed il pranzo, decidiamo di risalire ancora la costa con direzione Capo Spartivento, dove sappiamo esistere ben due Aree attrezzate.

Il paesaggio è mozzafiato: le esclamazioni di sorpresa e di apprezzamento non si contano. Facciamo numerose soste nelle piazzole della strada che passa alta sul mare e scattiamo raffiche di fotografie.

Finalmente siamo a Capo Spartivento. Scegliamo la seconda AA: “Oasi”, dove non c’è elettricità, ma ampia possibilità di carico e scarico.

L’area funge anche da parcheggio per le auto e la parte riservata ai camper è quella più lontana dall’ingresso e si rivela tranquilla e piacevole. Il prezzo, per 24 ore di soggiorno, è 12 Euro.

Davanti all’ingresso, oltre la sterrata che poi conduce alla vicina Cala Cipolla, c’è una immensa spiaggia gialla. Devo dire che questo è forse stato uno dei luoghi più belli, più fruibili e più “liberi” di quanti abbiamo visitato dal nostro arrivo. Siamo a lungo incerti se convenga partire il giorno dopo o prolungare il soggiorno.

Dopo esserci sistemati andiamo a visitare la vicina Cala Cipolla (una vera perla) dove ancora si attardano numerosi bagnanti. Poi saliamo fino al faro, in alto sul promontorio. Da lassù lo sguardo spazia fino a Capo Malfatano, che si protende profondamente nel mare delimitando cale sicuramente favolose…

Torniamo al camper quando ormai è buio, dopo aver chiacchierato con i componenti di una pattuglia di forestali. Negli occhi abbiamo ancora il fulgore e la bellezza di una natura tanto bella da commuovere.

Domenica 16-09-2007

La giornata trascorre quieta, con un tempo ideale. Stiamo tutto il tempo alla spiaggia, immergendoci ripetutamente nelle acque tiepide e trasparenti del mare. Non ho parole…

Verso sera partiamo, salutando con molto rincrescimento un sito che davvero ci ha accolti alla grande.

E’ tardi quando arriviamo a Portopino, dove è segnalata un’area di sosta attrezzata. Mi informano che oggi era l’ultimo giorno in cui il parcheggio era a pagamento. Da stasera la stagione è considerata chiusa e tutti hanno smobilitato.

Troviamo effettivamente un C.S. in fregio al grande parcheggio alle spalle del porticciolo, ma anch’essa appare abbandonata, anche se possiamo liberamente fare carico d’acqua e scarico.

Per la notte ci sistemiamo nel parcheggio, con l’unica compagnia di un altro piccolo camper.

Lunedì 17-09-07

Al nostro risveglio il parcheggio è completamente deserto. Andiamo a fare due passi sulla spiaggia vicina. Il luogo è bello, l’erenile è costituito da sabbia grigio chiaro finissima. Tuttavia decidiamo di partire subito verso il nord. In realtà facciamo un tentativo per raggiungere le famose dune, ai piedi delle quali vediamo sostano alcuni camper. Ma desistiamo ansiosi di superare Carbonia ed affacciarci sulla costa a ovest di Iglesias.

Passando sulla strada che costeggia i grandi stagni di Maestrale e Brebéis, vediamo un branco di cani inselvatichiti dare strenuamente, ma infruttuosamente, la caccia alle garzette che stazionano negli specchi d’acqua. Vediamo i martin pescatori appollaiati sui pali piantati nel fondo ed altri uccelli acquatici dalle mille forme e colori.

Poi risaliamo verso Masua, dove ci fermiamo ad ammirare lo scoglio detto “Pan di Zucchero” e gli

scenari straordinari che gli fanno cornice. Siamo tentati di fermarci per il pranzo in una cala incantevole dotata di comodo parcheggio, ma poi decidiamo di raggiungere Cala Domestica, dove giungiamo verso le 13,00.

Qui troviamo un vasto parcheggio asfaltato (dove non ci sono divieti) e una bella AA a lato. Noi scegliamo questa soluzione, anche se qui non risulta possibile scaricare. Parlando con la gestione, abbiamo conferma che si può ordinare “porcetto” al forno per domani sera e ne approfittiamo subito, sperando in un esito migliore di quello di Cala Gonone.

La cala, la sua spiaggia e il suo mare sono da sogno. Abbiamo anche la fortuna di godere di un clima perfetto e ci rilassiamo senza risparmio.

La notte trascorre tranquilla, caldissima ma ventosa.

Martedì 18-09-07

Anche oggi bel tempo. Il cielo è percorso da qualche nube, che però non disturba. La temperatura è sempre molto alta: non resta che immergersi nelle cristalline acque della cala per trovare freschezza e ristoro. Nel pomeriggio saliamo lungo un facile sentiero in mezzo alla macchia mediterranea del promontorio a sud fino alla bella torre spagnola che si erge possente e solitaria sul pianoro roccioso e brullo, di fronte al mare. Non c’è nulla di particolare nel sito, tranne solitudine, silenzio, sole ed una brezza tiepida che spira da nord-ovest e che rinfresca la pelle accaldata dei visitatori.

Durante il giorno la situazione meteo migliora definitivamente. Il mare è perfetto, la temperatura ideale. Poca la gente che affluisce alla spiaggia: insomma un paradiso.

Sono del tutto consapevole di usare termini che possono apparire un po’ esagerati, ma non sono capace di moderazione perché gli aggettivi che scrivo rispecchiano effettivamente le sensazioni che provo nel descrivere luoghi e sensazioni. E’ vero che noi abbiamo avuto fortuna per quanto riguarda il tempo atmosferico: altri, nelle medesime situazioni, hanno subito interi periodi di pioggia o forte vento e chiaramente non possono aver riportato le stesse mie impressioni. Io sono letteralmente soggiogato da questa Sardegna, che conferma ed anzi rafforza i miei antichi ricordi e sento già il desiderio di ritornare, possibilmente tra non molto tempo…

Alle 19,30 in punto arriva il nostro “porcetto” che ci viene presentato ben cotto su un vassoio di sughero, adagiato su un letto di rametti di mirto. E’ squisito e gli facciamo onore fino in fondo.

Il prezzo da pagare? Beh, non direi molto: 50 Euro in tutto.

Mercoledì 19-09-07

Oggi si parte, nostro malgrado. Anche se il cielo è nuvoloso e spira un vento teso di maestrale.

La rada di Cala Domestica è del tutto diversa da ieri: il mare agitato si frange sulle scogliere ai lati e risale rabbiosamente la spiaggia sabbiosa.

E’ bello anche così.

La nostra destinazione è Scivu, luogo denso di ricordi di tanti anni fa.

Lungo la strada vediamo dall’alto Buggerru, dove è stata organizzata una esemplare area attrezzata per camper sulla grande spiaggia sabbiosa e Portixeddu, dove abbondano le situazioni per una sosta ideale e libera su grandi terrazze pianeggianti a bordo mare.

Ed eccoci ancora sulla SS126 verso Arbus.

Ma qui prendiamo una decisione: oggi sarà una giornata un po’ diversa: andremo al tempio punico-romano di Antas a sud di Fluminimaggiore e ci aggireremo per qualche ora nell’entroterra dell’Iglesiente.

La visita al tempio (2 Euro a persona l’ingresso) ci soddisfa molto, anche per i commenti e le spiegazioni della simpatica cassiera. Poi si va a Sardara, attirati dalla possibile visita al locale Parco Archeologico. Qui ci incastriamo nei vicoli del paese e ne usciamo a fatica, non dopo aver chiesto ed ottenuto lo spostamento di un’auto in sosta intralcio Troviamo le locali Terme prive di qualsiasi attrattiva e ci affrettiamo a lasciare il sito. Infine, ormai a sera, visitiamo il Nuraghe Genna Maria di Villanovaforru, che non ci impressiona più di tanto.

Dormiremo assai tranquillamente in una via di Sanluri, vicino al centro, come consigliatoci da una gentile Vigilessa.

Giovedì 20-09-07

Siamo diretti a Scivu e questa mattina la sveglia suona molto presto.

Quando arriviamo sulla grande spianata terrosa sovrastante la mitica spiaggia, ci sono operai che finiscono di smontare tutte le installazioni turistiche. Anche qui la stagione è finita.

Il maestrale è fortissimo, il cielo terso.

Percorriamo la spiaggia da un capo all’altro sotto un sole la cui forza è mitigata dal vento fresco di nord-ovest.

Poi, dopo aver pranzato in compagnia di un gregge di capre che staziona nel parcheggio e di poche autovetture di bagnanti, ripartiamo.

Scivu è sempre come lo ricordavamo, anche se la scala in pietra che allora era in costruzione, mostra già segni di degrado, il che dimostra l’assenza di qualsiasi manutenzione dell’attrezzatura del sito. Non so se la cosa debba considerarsi negativa o no.

Si ritorna ad Arbus e qui facciamo un incontro quanto mai simpatico. Ci imbattiamo in un gruppo di figuranti in costume locale, che ci fanno festa, facendosi fotografare in tutte le pose ed infine ci danno indicazioni per fare un opportuno carico d’acqua alla fontanella vicina all’anfiteatro.

Da Arbus a Montevecchio e da qui, dopo una lunghissima e tortuosa strada che costeggia il pittoresco monte Arcuentu, a Marina di Arbus e Costa Verde. Mentre avanziamo lungo la strada litoranea avvistiamo, nella macchia a pochissimi metri dall’asfalto, una coppia di cervi sardi che ci osservano immobili e che poi si allontanano lentamente tenendoci sempre d’occhio. L’incontro ci incanta: vedere così vicini quei due animali selvatici tanto fieri e belli, ci procura una vera emozione.

Poco più avanti ci imbattiamo in una lottizzazione così brutta, così deturpante e così invasiva, da far pensare con amara ironia a quei Sindaci così nemici dei camper e così amici degli sfrenati speculatori immobiliari che si danno tanto da fare per distruggere in modo permanente la bellezza del nostro ambiente naturale.

Sulla scogliera a sud del piccolo abitato, troviamo un sito ideale per la sosta, unendoci a pochi altri camper già presenti. La notte trascorre serena, animata solo dal frangersi del mare sulle spiaggette.

Venerdì 21-09-07

La mattinata è dedicata al riposo. Ma già sappiamo che partiremo appena dopo pranzo: destinazione il Sinis.

Infatti notiamo che il mare è qui poco praticabile a causa della piattaforma rocciosa che si spinge anche sotto la superficie dell’acqua, anche se l’aspetto del luogo è assai accattivante ed il maestrale si è molto calmato.

Arrivati a Marceddì transitiamo su quello strano ponte ad una sola corsia che su tante carte stradali neppure esiste e che appare non transitabile, visto che all’estremo nord è corredato da un bel segnale di “divieto di circolazione”. Ma, tant’è! Approdiamo pertanto nel territorio di Arborea e presto raggiungiamo San Giovanni di Sinis. Troviamo posto, per la notte, in un comodo parcheggio dell’abitato, praticamente deserto.

Sabato 22-09-07

Siamo di nuovo a Is Arutas, dopo tanti anni!

C’è un’aria innaturale, strana. I grandi parcheggi in riva al mare sono deserti: poche auto e quasi nessun camper. D’altra parte questi parcheggi sembrano aperti anche alla sosta dei V.R., tenuto conto che sui pannelli esplicativi è prevista anche la tariffa “per autocaravan e roulottes”.

Le numerose docce pubbliche qui installate sono ormai inattive. Anche i due agricampeggi che si aprono a destra della strada sterrata tra Is Arutas e Mari Ermi sono pressoché deserti.

Noi parcheggiamo in uno dei vasti piazzali in cemento a destra della strada di accesso. Naturalmente non c’è ombra di custodia e quindi non si paga nulla.

La spiaggia è quella di sempre: i microsassolini di quarzo bianco che la rendono unica ci sono sempre, ma la maggior parte dell’arenile è invaso da estesi cumuli di posidonie disseccate e le stesse alghe invadono il mare.

C’è un silenzio irreale in questo sabato mattina di fine settembre (più tardi ci sarà comunque una modesta invasione di bagnanti automuniti), il cielo si è fatto velato e per domani è previsto un peggioramento delle condizioni atmosferiche.

Più tardi ci spostiamo verso Putzu Idu, dove troviamo un C.S. proprio sul lungomare. E’ incustodito, ma funzionante e liberamente fruibile, anche se il cartello esposto avvisa che la tariffa per i camper è di 5 Euro.

In sito è possibile sostare anche la notte proprio sullo stesso lungomare, ma noi raggiungiamo Su Pallosu dove è presente un punto sosta gratuito per camper, dietro le dune sulla splendida cala che qui si apre.

Domenica 23-09-07

Il mare è una tavola immobile e trasparente. Il cielo è parzialmente nuvoloso, soffia un vento discreto di ponente.

E’ un momento magico e raro. Mi sveglio al sorgere del sole e vado a camminare sulla spiaggia di sabbia fatta di piccoli frammenti di conchiglie.

Ma si deve partire.

Poco dopo siamo a S’Archittu, dove alcuni giovani si tuffano nel mare di cobalto dall’alto dell’arco naturale di roccia bianca.

Il tempo un po’ incerto non ci invita alla sosta per cui, dopo una visita breve ed il pranzo sul camper parcheggiato nella piazzetta all’inizio del villaggio (con fontanella disponibile per chi ha bisogno d’acqua), ripartiamo.

Prima tappa, il parco archeologico di Santa Cristina, dove ammiriamo il Pozzo Sacro dalle perfette forme geometriche, poi il titanico Nuraghe Losa ed infine le Terme Romane di Fordongianus.

Qui c’è una bella fontanella d’acqua potabile proprio all’inizio del paese dopo il ponte sul Tirso.

Ci installiamo nei pressi, in una via laterale e ci concediamo una tranquilla dormita mentre finalmente comincia a piovere con una certa intensità.

Lunedì 24-09-07

Piove buona parte della notte e, quando ripartiamo al mattino, il maltempo continua.

Siamo presto a Bosa. Non piove più ed, anzi, sembra che il sereno torni decisamente. Ci aggiriamo per un po’ nelle vie della bella cittadina e poi, a Bosa Marina, incontriamo degli amici conosciuti in un precedente viaggio.

Qui scopriamo un vasto parcheggio comunale incustodito dove è possibile la sosta ed il pernottamento dei camper. Ma noi non ne approfittiamo: siamo diretti a Torre Argentina dove ci aspetta la mitica scogliera tanto presente nei nostri ricordi.

Prima di avviarci verso la nostra meta ritorniamo brevemente a Bosa dove, nell’unica agenzia di viaggi della cittadine, comperiamo il biglietto per la traversata di ritorno Olbia-Piombino. Poiché non dobbiamo necessariamente rispettare un preciso calendario di partenza, riusciamo ad accedere ad una tariffa agevolata chiamata “Pex Camper” che ci fa risparmiare circa 50 Euro rispetto alla corsa di arrivo.

A torre Argentina scendiamo all’A.A. Tentizzos, poco dopo la Torre (tariffa 13 Euro compresa elettricità e scarico e altri 3 Euro per il carico d’acqua potabile) e ci troviamo subito molto, molto bene. Tuttavia Carla scivola sulle rocce viscide e si procura una bella escoriazione alla gamba.

Italo è fortunato con la canna da pesca: domani zuppa di pesce!

Martedì 25-09-07

Giornata all’insegna del bel tempo, del riposo e della tranquillità. Non c’è molto da dire: io e Carla percorriamo la vasta scogliera calcarea alla ricerca di angoli che ci ricordino le nostre precedenti visite e li troviamo con emozione.

Facciamo una escursione fino alla torre che sovrasta queste cale e ci godiamo ancora un bel sole.

Il maestrale rinforza un poco e verso sera il mare s’increspa decisamente.

Mercoledì 26-09-07

Il cielo è coperto e il mare è mosso. Mattinata dedicata ai preparativi per la partenza. Si sente ormai vicina la fine di questa esperienza di viaggio: pensiamo più spesso al ritorno, all’imbarco ad Olbia, all’itinerario di avvicinamento che ci porterà al molo di attracco della nostra nave e agli ultimi giorni che vorremmo passare in Toscana, a Saturnia.

Il cattivo tempo ci aiuta ad assuefarci a questo nuovo stato d’animo, mentre siamo consapevoli d’aver avuto molta fortuna nelle tre settimane trascorse in Sardegna che ci hanno regalato giornate bellissime.

Paghiamo le due giornate di parcheggio nell’AA: 29 Euro compreso carico d’acqua potabile ed elettricità. Poi arriviamo presto ad Alghero, dove troviamo posto in un parcheggio periferico vicino alla concessionaria Fiat, dove la sosta dei camper è permessa.

Avremmo anche potuto parcheggiare presso il porto o in altri parcheggi semivuoti più vicini al centro (dove si potevano notare in sosta alcuni camper stranieri), ma noi siamo piuttosto attenti a rispettare scrupolosamente le norme vigenti e, come d’abitudine, restiamo coerenti con i nostri principi.

Facciamo un largo giro nella bella città di Alghero, dove vagano frotte di turisti soprattutto stranieri. Ogni tanto pioviggina, il maestrale spazza le aree aperte come quella portuale, ma sembra che il maltempo non scoraggi ospiti e curiosi e le vie sono animate e vivacemente frequentate.

Dormiamo nel nostro parcheggio, a fianco di un altro camper, e tutto va bene.

Giovedì 27-09-07

Nostro obiettivo è L’Argentiera, il villaggio ex minerario che tanti camperisti hanno decantato nei propri diari di viaggio.

Lo troviamo deserto, ventoso, un po’ desolato con le sue rovine e le sue strade sconnesse, ma avvertiamo il suo fascino di ieri e ci sentiamo soggiogati dalla presenza tangibile di tante testimonianze di lavoro duro, di speranza per un futuro migliore, di genio e di sacrificio.

Il mare, spinto da un vento teso e quasi freddo, risale avido le spiagge e le scogliere della cala, i capannoni della vecchia laveria, ridotti a scheletri cadenti, mostrano i segni di un degrado che sembra inarrestabile.

Il proprietario dell’unico ristorante ancora in attività ci propone un menu di pesce ad un prezzo non troppo esoso e noi finiamo per accettare. Assieme ad una coppia di Roma, siamo gli unici avventori del locale. La pioggia scroscia forte, il Vermentino di Gallura scorre leggero sulla nostra tavola: una bella occasione di convivialità in un ambiente simpatico.

Visitiamo Stintino, spazzata dal maestrale, ma sempre seducente con le sue sabbie candide. Attraversiamo rapidamente Porto Torres e percorriamo la lunga strada parallela alle dune di Platamona e Marina di Sorso. Ammiriamo una rinnovata Castelsardo, le cui case variopinte spiccano sulla rocca alte sul mare.

Troviamo posto in un parcheggio quasi deserto (presenti alcuni camper tedeschi e francesi) alla Ciaccia, nel comune di Valledoria. Possiamo perfino rifornirci d’acqua presso una struttura comunale con servizi igienici (ora chiusi).

A sera c’è un via vai di persone che vengono a guardare il mare in burrasca sfidando la pioggia che cade a tratti. La notte scorre tranquilla e noi dormiamo cullati dal rombo potente delle onde che si frangono sulla singolare scogliera di roccia di un verde vivido e brillante.

Venerdì 28-09-07

Domattina alle 10,00 avremo il nostro rendez-vous con la nave-traghetto che ci trasporterà in continente.

Ci resta ancora un tratto di costa da percorrere e noi ci apprestiamo scrupolosamente a visitarne ogni anfratto.

Notiamo che le opportunità di sosta per il camper sono frequenti, forse perché siamo in bassa stagione. Ci piacciono soprattutto le zone di Monte Russu e Rena Maiori, dove ci sono divieti, ma anche zone estese di sosta libera.

Raggiungiamo Capo Testa e saliamo fino al faro. I famosi graniti di Gallura, scolpiti ed erosi dagli elementi, offrono alla vista forme fantastiche ed irreali. Il maestrale soffia potente, ma ci sono ancora tanti turisti che si aggirano sul capo e ne esplorano ogni anfratto.

Attraversiamo abbastanza rapidamente la zona di Santa Teresa, dove per i camper non c’è simpatia, e saliamo a Capo d’Orso, per visitare la famosa roccia granitica. Cerchiamo di arrampicarci per fare foto sensazionali, ma il vento è talmente impetuoso che ci consiglia la prudenza: è già difficile camminare in piano senza perdere l’equilibrio.

Io penso che sulla costa orientale, a cui presto approderemo, il maestrale dovrà essere molto più leggero e il mare sarà comunque più calmo. Infatti, superata Arzachena e scesi nella Costa Smeralda, troviamo un altro scenario.

Arriviamo ad Olbia prima di sera e, subito, andiamo ad informarci al porto. Poi ci sistemiamo per la cena in una zona tranquilla vicina agli specchi d’acqua poco profondi della parte più interna della baia. Peraltro, la visita di balordi automuniti che imitano Walker Texas Ranger facendo scorribande polverose nello spiazzo, ci induce a spostarci nel parcheggio portuale di preimbarco, dove già troviamo numerosi altri equipaggi, e qui trascorriamo la nostra ultima notte in Sardegna.

Sabato 29-09-07

Per nostra fortuna il nostro traghetto è una delle vecchie navi della “Linea dei Golfi” ora Mobylines, che consente l’accesso ai cosiddetti “Open decks”. Infatti veniamo sistemati su un ponte aperto, dove potremo liberamente trascorre l’intero tempo della traversata utilizzando gli impareggiabili servizi del nostro camper.

Contrariamente alle pessimistiche previsioni della vigilia, il mare è una tavola immobile. Mano a mano che ci si avvicina alla costa toscana, il cielo si fa sempre più libero e terso e la temperatura dell’aria sale. Sbarchiamo con appena un quarto d’ora di ritardo, alle 17,00 circa.

Alle 19,30 siamo già sistemati nell’AA di Saturnia, dove troviamo alcune novità: la strada di accesso è stata asfaltata e i due pulmini-navetta sono nuovi. Per il resto la consueta efficienza: è sicuramente piacevole e confortevole arrivare qui a qualsiasi ora e trovare sicuro rifugio.

Domenica, lunedì, martedì 30-09-07, 01 e 02-10-07

Sono giorni di perfetto riposo, tra sonnecchianti ore sulle poltroncine da campeggio vicino al camper trascorse facendo parole crociate o leggendo e bagni corroboranti alle “cascatelle”.

Partiremo mercoledì mattina, per arrivare a casa in giornata.

Mercoledì 03-10-07

E’ il momento di rientrare. Il viaggio di ritorno è senza storia: il traffico veloce e scarso ci permette una buona media. L’argomento principale di conversazione durante la traversata? La prossima vacanza (Spagna?).


Viaggio effettuato nel Settembre 2007 da Sergio

Potete trovare ulteriori informazioni sulle località toccate da questo itinerario nella sezione METE, e i più recenti aggiornamenti alla situazione delle aree di sosta nella sezione AREE DI SOSTA.


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