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Costa sud della Spagna

Costa sud della Spagna


Partendo dalla costa Brava, tutta la costa spagnola fino all'oceano atlantico (Cadice).

Periodo del viaggio 27/06/09 - 18/07/09 (21 giorni)
Pubblicato da etabeta62Visita il profiloContattaInvia una mail

Resoconto del viaggio

SPAGNA 2009

 

Partenza da San Raffaele (TO) via Monginevro, Sisteron–Gap. Sosta notturna in autogrill, al mattino partenza verso le 8, ma dopo pochi chilometri c’è l’avviso di un “bouchon”: per tre ore coda ferma con 35 gradi fra Nimes e Montpellier (alcuni camion rovesciati con relativa merce sulla strada: succede anche in Italia). Di positivo c’è che al casello non ci fanno pagare il biglietto: certe cose in Italia non succedono.

Costa Brava.

Passato il confine facciamo rotta verso L’ Escala, campeggio “Cala Montgò” stanchi pur avendo percorso pochi chilometri (circa 700 da casa). Prezzo nella media spagnola: 44 euro a notte. Prima sorpresa: l’attacco della corrente è del tipo Schuco, il tipo del campeggio ci dice che ci vuole una presa “normal”, gli facciamo presente che “normal” in altri paesi è quella che abbiamo noi. Andiamo al supermercato di fronte a prendere una riduzione per la modesta cifra di 18 euro (soldi spesi bene perché ci servirà per tutto il viaggio). Alla reception parlano solo catalano, no inglese, no francese e il catalano è abbastanza diverso dallo spagnolo casigliano, più conosciuto. Il campeggio è molto grande, si estende ai due lati di una strada e si trova a ridosso del mare. Il camping è provvisto di piscina e bungalows. Buona ombreggiatura data da pini marittimi, buona sorveglianza e pulizia dei servizi. Spiaggia profonda in insenatura stretta con fondo pietroso (non particolarmente bella). Partenza di lunedì per Barcellona (circa 100 km).

Barcellona – Gavà, camping “Tre estrellas “ con entrata difficile da trovare sulla C31 (indirizzo: C-31, km 186,2 direcion aeropuerto, autovia de Castelldefels, non è che manchi la via , ma l’entrata del camping è proprio su una tangenziale, non facile da trovare, ma arrivando dalla Francia si esce da Barcellona in direzione aeroporto sulla tangenziale C31, attenzione perché c’è anche la C32 vicinissima, superare a destra una rivendita di camper e un circuito di go-kart e sulla sinistra vedrete le bandiere del camping). Molto grande con piscina e direttamente sul mare, con spiaggia molto profonda e sabbiosa. Ben ombreggiato e ventilato . Difetti: molto caro (circa 49 euro a notte per 4 con camper e corrente, per ora il più caro che abbiamo incontrato nei nostri viaggi in Europa) e disturbato dal rumore degli aerei in partenza dal vicino aeroporto ( nei momenti migliori un aereo ogni 2 minuti). Per raggiungere il centro di Barcellona il bus è comodo: si prende il L94 o L95 e si arriva in Plaza Catalunya (55’ circa nelle ore di punta) senza cambiare. Siamo stati nell’affollatissima e vivissima Rambla, poi nella Cattedrale con la facciata in restauro, poi a piedi verso il Port Vell per prendere la funivia per il Montjuic (cad. 12.50, solo ascensore 4 euro) , da lì ci rendiamo conto che siamo a due passi in discesa dalla Rambla, ma ormai il biglietto A/R è fatto e si torna. Ripassiamo dalla Rambla e vediamo il mercato coperto con degli splendidamente colorati banchetti di frutta.

In Plaza Catalunya entriamo nell’ Hard Rock Cafè per prendere un ricordino per Daniele, poi L95 di ritorno (45’), poi doccia e piscina.

Il giorno successivo da piazza Catalunya prendiamo la metropolitana per la Sagrada untella usando i biglietti cumulativi da 10 corse. Prezzo d’entrata in 4 40 euro: entriamo, è un cantiere attivo, ma è proprio un cantiere, anzi è solo un cantiere, con data fine lavori 2030.Forse il prossimo anno sarà aperto un settore dell’interno per le funzioni, ma è sempre solo un cantiere che ci costa 40 euro! Praticamente siamo noi turisti a finanziare i lavori.Tappa a piazza untell, poi a vedere la casa Battlò di Gaudì. Ritorno col bus (ultima corsa ore 23).

Il mattino successivo partenza per Valencia su Autopista 7, con tappa ad un Carrefour, in cui compriamo un sacco di cose che non sappiamo cosa sono e scopriamo alle casse che hanno un solo bancomat wireless in tutte le casse perché quasi nessuno usa il bancomat (telebanco), ma la carta di credito (tarjeta).

2/7 Arriviamo a Valencia (circa 300 km) e scegliamo il camping Park a El Saler: giudizio scarso nonostante i 40 euro a notte; piscina piccola e affollata, molti stanziali, spazi stretti, servizi penosi, polveroso. La spiaggia è a circa 500mt, sabbiosa, libera (nulla di speciale). La mattina dopo partiamo alla ricerca del bus n. 20 per Valencia: manca la palina, proviamo a chiedere ad alcuni locali che sono in attesa di fare l’esame di scuola guida, ma neanche loro sanno dove è la “parada” del bus, alla fine capiamo che lo stop viene effettuato all’altezza della palina verso El Saler dal lato opposto. Fermata proprio all’entrata dell’Oceanografic della Ciudad della arte e della ciencia: entrata in 4 “solo” 88 Euro. Molto bello lo spettacolo al delfinario (meglio andare prima dell’ orario per prendersi i posti migliori), spettacolari i lunghi tunnel in acrilico (i più lunghi in Europa) con pesci e sub che passano sopra le nostre teste. Facciamo segno a un sub di sorridere mentre lo fotografiamo… lui si toglie il boccaglio e… cheese! Da notare anche la presenza di due unte nel settore artico. Fa troppo caldo e decidiamo che il centro di Valencia non ci interessa più di tanto, così ritorniamo al camping con il 20. Diamo un’ occhiata al paesino di El Saler, compriamo un po’ di alimenti (il market del campeggio è deprimente come il campeggio e notiamo altri 2 camping nelle vicinanze, sicuramente non possono che essere migliori).

4/7 partenza per Cartagena, prendiamo l’autovia interna A7 (che sembra proprio un’autopista a 2 corsie per carreggiata) al posto dell’autopista AP7 che è sulla costa ed a pagamento. Facciamo il pieno a 0,95 euro (in Italia era 1,15) ed arriviamo al camping Playa di Bolnuevo, poco oltre Cartagena. Temperature fra i 37 e 40 gradi: mi sono dimenticato di chiudere la bombola del gas e come due anni fa in Calabria con temperature simili mi scoppia il tubo di raccordo fra la bombola e il rubinetto: non mi è servita la lezione!! Campeggio molto ampio, con piazzole da 60 e 80 metri quadri, poco alberato ma dotato di strutture in metallo con teli ombreggianti. Sembra tutto molto recente, servizi molto comodi e ampi oltre che puliti, piscina e campo da tennis e squash. Ma con queste temperature passa la voglia. Pranziamo verso le 15, ma vediamo gli spagnoli che cominciano adesso a preparare il barbecue. Vi sono molti stanziali, ma rimane tanto spazio per chi come noi sta alcuni giorni e poi cambia. Si accede direttamente al mare su spiaggia di sabbia abbastanza profonda, pur essendo sabato non c’è tantissima gente. Nota dolente: in acqua io e Susanna veniamo “accarezzati” da una medusa. Alla sera passeggiata in paese, molto piccolo ma con alcuni ristoranti fra cui uno INGLESE!!?? Mah sono strani questi spagnoli, c’è anche un negozio per signore che è una “peluqueria” (=parrucchiera)??? Comunque un bel campeggio con ottimi servizi, piscina un po’ piccola per le molte persone che vi accedono. Spiaggia sabbiosa, abbastanza profonda, acqua non cristallina.

Tappa a untell per vedere l’Alhambra: cerchiamo un camping come base per la visita ma non lo troviamo, così parcheggiamo nel parcheggio a pagamento dell’ Alhambra (primo minuto 2,50 euro, poi 0,07 cent. Al minuto) tentativo di entrare ma coda alla biglietteria e coda all’entrata ci fanno passare la voglia, così ce ne andiamo dopo avere pagato 7,50 euro di parking.

Ripartiamo destinazione Malaga camping Torremolinos: molto deludente il campeggio, che comunque costa 39,50 euro, pochissima ombra, molto vento e servizi penosi. Proviamo ad andare al mare (che dista circa 1 Km) spiaggia affollatissima, acqua ghiacciata, panorama con palazzoni di Malaga a picco sul mare. La mattina dopo ripartiamo per Cadice seguendo la A7, che sulla costa attraversa i paesini con numerose rotonde, vediamo in distanza la rocca di Gibilterra (non facile entrare nel paese, così scegliamo un punto panoramico e fotografiamo la costa africana). Cadice.Arriviamo al camping “Las dunas” di El puerto di Santa Maria. Molto grande, ci stampano addirittura dei permessi per entrare con foto. Vi è una parte con una pineta bassa e un’altra in cui la vegetazione è ancora molto giovane per cui resta poca ombra, ma c’è il vento costante e la temperatura che è circa 10 gradi meno che nel resto di Spagna in cui siamo stati. La zona di Cadice è molto ventosa, ci sono centinaia di pale a vento. Ci aspettiamo un oceano con onde gigantesche, e con questa idea andiamo nella spiaggia “de la untella”: la spiaggia è sabbiosa e profonda, l’acqua decisamente fredda, ma dato che siamo in una insenatura protetta le onde non si vedono. In serata passeggiata nel Centro di Santa Maria: ci sono grosse Bodegas produttrici di Sherry (contrariamente a quello che si pensa lo sherry non è un liquore inglese, ma un vino liquoroso particolare che viene prodotto solo in questa zona e che è particolarmente apprezzato in Gran Bretagna: circa il 30% della produzione viene acquistato da aziende inglesi), l’immancabile arena per i toros bravos dell’andalucia e tanti locali aperti. Calcoliamo che dal campeggio al “terminal maritimo metropolitano “ ci si impiega circa 20-25 minuti a piedi.

Il mattino successivo prendiamo il catamarano al terminal maritimo (circa 2 euro a testa solo andata) fino al porto di Cadìz: circa 25 minuti. Poi a piedi seguiamo i percorsi storici guidati con le linee colorate: verde per il recinto medievale, arancione per il castello e i bastioni, viola per navigatori per le indie, blu per la costituzione di Cadice. La cattedrale di Cadice ha l’ entrata a pagamento (5 euro cadauno), bello il parco Genoves, curato dalla scuola di giardinaggio. La temperatura è sempre gradevole, all’ombra fa addirittura fresco. Abbiamo assistito ad una manifestazione di protesta dei “ bomberos” (i pompieri) davanti al municipio.

Bella città, poi riprendiamo il catamarano per il Puerto di Santa Maria. Ci fermiamo per comprare alcune bottiglie di Sherry. L’indomani partenza: ci dispiace lasciare questo clima sempre ventilato e fresco, ci fanno presente alcuni locali che la settimana scorsa c’erano 40 gradi anche qui. Il campeggio vince la palma dei servizi più puliti che abbiamo incontrato in questi anni: c’è continuamente qualcuno che pulisce.

Viaggio da Cadiz ad Alicante tramite Autovia ( solo un tratto è autopista a pagamento). Da notare in questi 700 km una quantità incredibile di uliveti, estensioni a perdita d’occhio: la Spagna galleggia nell’olio di oliva.

Arriviamo alla bahia di santa Pola vicino ad Alicante: solite difficoltà a trovare il campeggio. Il campeggio è abbastanza grande, molti stanziali, per cui non rimangono posti all’ombra, piscina molto piccola, mare a circa 2 km, servizi non eccezionali, la cittadina è un po’ deprimente, in spiaggia (è domenica) è strapieno, ma entriamo in acqua: sorpresa, il fondo del mare è “molliccio”, sembra di essere sulle sabbie mobili, probabilmente sono cumuli di alghe…in putrefazione! Resistiamo un po’ e poi scappiamo. Di notte per il caldo facciamo fatica a dormire, tentativo infruttuoso di dormire sulle brandine all’esterno a causa delle zanzare, di giorno però è abbastanza ventilato.

Domani tappa di ritorno a Barcellona (500 km): ritorniamo al “Tre estrellas” con i soliti prezzi record, ma dobbiamo ancora vedere il parco Guell di Gaudì: devo dire che ne vale veramente la pena, primo perché è gratis, e poi perché si può apprezzare a pieno l’originalità dell’artista, colonne portanti inclinate, pareti non a piombo, una enorme balconata sospesa su una sessantina di colonne e mosaici che sembrano costituiti dai resti di tutte le piastrelle di Barcellona ridotte a frammenti, mescolati e ricomposti in immagini.

RIASSUNTO FINALE

Campeggi

Raro trovarne a meno di 40 euro per 4 persone più corrente.

Molto bello e il più pulito “Las Dunas” del Puerto di Santa Maria di Cadice, una menzione anche per “Playa di Bolnuevo” di Cartagena e per “Tre estrellas” di Gavà- Barcellona.

Il più penoso: al fotofinish pari demerito per “Park” di El Saler di Valencia e “Torremolinos” di Malaga.

Strade

Autovie = sono a 2 carreggiate separate e 2 corsie per carreggiata, ben asfaltate… e gratis, dove possibile prenderle subito. Sigla “A”

Autopistas = autostrade, designate con colore blu come in Francia e con sigla “AP”

Complimenti per le autovie, si viaggia proprio bene. Spesso come in Francia nelle salite c’è la terza corsia per i mezzi lenti.

Mezzi pubblici

Il biglietto si può fare dall’autista. La fermata si chiama “parada”

Gasolio

Da 0,92 a 0,95, in Italia era 1,1. Attenzione che la “gasolina” è la benzina, il gasolio è il “gasoleo”, il distributore si dice “gasolinera”. Il pieno di carburante si dice “completo”.

Lingua

Per chi non conosce lo spagnolo è abbastanza facile da leggere e se parlato lentamente anche da capire. Attenzione però ad alcune traduzioni che potrebbero trarre in inganno:

Aceite = olio

Corrente elettrica

Prendere la riduzione Schuco

Supermercati

Carrefour va per la maggiore, ma spesso l’entrata è vietata ai mezzi più alti di 2 metri. Usano poco il bancomat. I prezzi sono convenienti.

Pane

Poca varietà, si trovano baguette e ciabatte.

Acqua

Difficile trovare acqua gasata nei supermercati. Chiedere “agua con gas”

Ristoranti

Prezzi medi, molta scelta di pesce o carne alla brace e paelle.

Da non perdere

Barcellona: parc Guell, Rambla, port Vell con gita sul “ teleferico” che porta a Montjuic

Valencia: Oceanografic

Cadice: bella città, zona ventosa, produzione di Sherry e allevamenti di toros bravos per le corride

Da poter perdere

Barcellona: interno della Sagrada Familia

 

 


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