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Croazia Bosnia Montenegro

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Periodo del viaggio 28/07/09 - 17/08/09 (20 giorni)
Pubblicato da edocrisVisita il profiloContattaInvia una mail il

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Resoconto del viaggio

CROAZIA - BOSNIA HERZEGOVINA - MONTENEGRO.

 

 

 


 

 

 

 


 

CAMPER: Arca America 400, su Ford Transit 2.4 Diesel, 4 marce, data immatricolazione: 1982 ( e ho detto tutto!!!)


 

 

 

 

Partiamo da Portogruaro (Ve) la sera del 28 luglio, prima sosta a Trieste nel parcheggio del molo di Barcola.

 

29 luglio. Zara (Croazia)

Il mattino successivo di buon'ora riprendiamo la strada statale, passando il vecchio confine via Pesek e arriviamo a Zara, dove sostiamo in un parcheggio (a pagamento fino alle 22.00), di fronte al porto e dove riusciremo a dormire (rumorosissimo) dopo aver chiesto il permesso al custode. La visita alla città è molto interessante ma il tramonto dal Morske Orgulje è fantastico e attira un'infinità di persone, con i suoi gradoni che nascondono 35 canne di un organo suonato dal flusso delle onde del mare, progettato dell'architetto Nikola Basic.

 

 

30 luglio. Isole Incoronate (Croazia)

Il giorno dopo, spostiamo il camper in un parcheggio gratuito dell'ex palestra di basket, e ci rechiamo al porto dove la sera precedente avevamo prenotato una gita in barca alle isole Incoronate, paradiso dei velisti ( 500 kune,2 adulti 1 bambina di 10 anni ,colazione di benvenuto con grappa e biscotti, spuntino a metà mattina, pranzo a bordo e per fortuna, visto la giornata caldissima, bevande self service comprese per tutta la durata della gita).Il panorama è molto brullo, il mare azzurro contrasta con queste isolette che, come dice la leggenda, sembrano create con le lacrime delle stelle e il respiro del mare nell'ultimo giorno della Creazione del Signore. Sostiamo un paio d'ore per un bel bagno in una di queste isole e ritornarniamo a bordo per il pranzo e il viaggio di rientro che è stabilito per le 17,00 circa.      Alle 18,00 ci avviamo in camper direzione Trogir, il paesaggio si fa più roccioso e il mare sempre più azzurro, un tramonto infuocato ci accompagna al camping Seget( 29 €) silenzioso, da dove si raggiunge la città sia in autobus che con la barca in soli 10 minuti. ( Noi scegliamo la barca visto che l'attracco è adiacente alla spiaggia del campeggio).

 

31 luglio. Trogir (Croazia)

Fa molto caldo ma è ventilato, ci perdiamo tra le vie lastricate e scivolose, strette tra i palazzi che rendono Trogir patrimonio mondiale dell'Unesco. Arriviamo, attraverso la porta di Terraferma, alla cattedrale di San Lorenzo col suo splendido portale e saliamo sul campanile di non facile accesso per chi, come me, soffre di vertigini; tra l'altro a mezzogiorno le campane suonano anche se c'è gente (scopriamo così il significato dell'avviso posto all'ingresso). La vista da lassù è bellissima e giustifica la fatica per arrivarci. Prima di rientrare in camping per il pranzo, ci rinfreschiamo con una limonata in uno dei bar tipici del centro, poco frequentato dai turisti. Di sera la città si anima molto e la gente si riversa per le strade, soprattutto del lungomare, dove si possono mangiare dei gustosissimi gelati a prezzi modestissimi (scopriamo che chiedendo due palline riceviamo un gelato equivalente alle nostre quattro, per la gioia dei bambini).

 

1 agosto. Spalato (Croazia)

Dopo aver fatto colazione partiamo per Spalato assieme ad una coppia conosciuta in campeggio a Trogir, ma abbiamo difficoltà a parcheggiare. Alla fine troviamo un posto al porto, ma un incidente al loro camper divide irrimediabilmente le nostre strade ( peccato!). Il giorno dopo sappiamo che si sono imbarcati per Corzula, dopo aver risolto tutti i problemi. Noi invece ci siamo avventurati, con un caldo infernale, tra le vie di Spalato, nei sotteranei del Palazzo di Diolcleziano che ci regalano un po' di refrigerio e successivamente tra le vie del mercato di frutta dove nonnine completamente vestite di nero vendono i prodotti dei loro campi. Boccheggiando, comperiamo un pollo arrosto ( 40 kn) e ci sediamo ai giardini pubblici, dove possiamo riprendere un po' di forze, in compagnia di un'enorma statua e di una fontana a cascata che ci rinfresca le gambe ormai stanche. Restiamo seduti all'ombra fino alle 16,00 e poi rientriamo attraverso la Obala, lungomare orlato di palme, fino al parcheggio del porto dove decidiamo di continuare il viaggio direzione Medjugorie e Mostar ma Eleonora ha 38,5 di febbre e non mi fido a proseguire anche perchè l'assicurazione sanitaria non include la Bosnia. Così ci fermiamo in un piccolissimo autocamp, il Mali Ciste, a Zivogosce-Drvenik nei pressi di Ploce ( 20€). Il mare del tardo pomeriggio è fantastico e non resistiamo a fare un tuffo in quelle calme e trasparenti acque; Eleonora ci guarda un po' imbronciata ma comprensiva! Ci fermeremo anche il 2 agosto per dare il tempo alla febbre di passare ed infatti il giorno dopo riusciamo anche a farle fare un bagnetto veloce.

 

3 agosto. Medjugorie (Bosnia Herzegovina)

Riprendiamo il cammino dopo aver fatto rifornimento di acqua e cibo, direzione Bosnia- Herzegovina. Entrando nell'entroterra il paesaggio si fa più brullo e il caldo più opprimente, per fortuna alla dogana non c'è molta coda e riusciamo ad arrivare in breve a Medjugorie, famosa collina dell'apparizione della Madonna. Troviamo parcheggio su un enorme piazzale dove passeremo la notte in compagnia di altri 3 camper di Italiani, venuti per l'occasione all'incontro tra giovani di tutto il mondo. In effetti vedremo bandiere di ogni nazionalità sventolare tra la folla che assiste alla messa nel piazzale del Santuario. Appena il caldo lo permette, ci infiliamo le scarpe da ginnastica e visitiamo anche noi la collina dell'apparizione, dove la statua della Madonna accoglie i pellegrini che giungono a Lei pregando, spesso a voce alta e dove molte persone si avventurano scalze camminando tra quelle pietre appuntite, lasciandomi perplessa di fronte a questa forma di manifestazione di fede. Preferisco di gran lunga quei rari momenti in cui il silenzio ci avvolge e la solitudine ci permette un attimo di riflessione e di preghiera.

 

4 agosto. Mostar (Bosnia Herzegovina)

Dopo una notte tranquillla partiamo per quella che è la mèta più ambita del nostro viaggio, Mostar, col suo ponte ricostruito dopo la recente guerra dei Balcani. Lungo il viaggio leggo un libro di Rumiz ( Maschere per un massacro) proprio su quella guerra spietata. Arriviamo in città al mattino, la giornata è nuvolosa e ci permette di passeggiare tranquillamente dopo aver parcheggiato vicino allo Stari Most ( il famoso ponte), a pagamento ( 2h 2€, anche se abbiamo l'impressione che sia molto variabile il prezzo). La città ci affascina subito anche se i segni dei combattimenti sono ancora evidenti in alcuni palazzi sia nella parte storica che in periferia. Ci colpisce subito la zona del Vecchio Ponte, ciotolata e ricca di negozi, la confusione fa parte della vita della città specie nella zona musulmana. Due ragazzi in costume da bagno si affacciano oltre la protezione del ponte, giocano a scivolare e, mentre uno raccoglie una cifra ritenuta adeguata, tra il silenzio e l'apprensione dei turisti l'altro si appresta a tuffarsi da un'altezza di quasi 30 metri nelle fredde acque del fiume Neretva.Tuffo perfetto, esplode un applauso mentre raggiunge la riva a nuoto. Siamo talmente affascinati da questa atmosfera che decidiamo di fermarci un intero giorno e campeggiamo a pochi km da Mostar, in località Blagaj, al Mali Wimbledon, ( 15 € - tariffa di favore personalizzata) semplice ma pulito e ordinato, dove il gestore molto gentile ci accompagna, con la sua macchina, nuovamente in città, permettendoci così di vederla anche di sera. Visitiamo le moschee bellissime e la cattedrale cattolica che incontriamo per le vie. Al ritorno prendiamo l'autobus n. 10 Lira- Blagaj, che ci ferma proprio davanti all'entrata del campeggio pur non essendo una fermata ufficiale. La sera ceniamo all'aperto in compagnia di alcuni francesi nostri vicini che ci offrono dell'ottimo vino e con cui parliamo delle nostre rispettive mete. All'improvviso un violento acquazzone ci costringe a rientrare in camper.

 

 

5 - 6 agosto. Dubrovnik (Croazia)

Al mattino, dopo aver fatto colazione, lasciamo Mostar direzione Dubrovnik; lungo la strada non riesco a non cercare con lo sguardo delle baracche che avevo notato all'andata. L'impressione era di estrema povertà e solitudine, ma non ritrovandole mi lascio conquistare dal paesaggio che via via si fa sempre più bello, si intravede nuovamente il mare e la costa, splendida, da dove spuntano i bastioni della città di Dubrovnik. Cerchiamo il camping Kupari, a 6 km dal centro città (22 € a notte) . Piove quando lo troviamo e una volta entrati, cerchiamo subito lo scarico del camper (nautico), facendoci largo tra gli oleandri, inzuppandoci completamente. Non è cominciata molto bene la sosta in questa meravigliosa città e, oltretutto, sotto la pioggia il camping ha un chè di fatiscente. I bagni più distanti da noi sono in abbandono ma la struttura è grande e sarebbe ben organizzata se non fosse lasciata andare senza nessun intervento di restauro. Troviamo molti italiani che, cessata la pioggia, spuntano come funghi e con la comparsa del sole, il brusìo ci fa dimenticare la cattiva impressione.    Dopo aver chiacchierato con i nostri vicini, prendiamo l'autobus per il centro che da Cavtat porta a Dubrovnik e passiamo la serata in città. Ci compriamo dei gustosi "burek" ripieni di carne (tipico piatto dell'area balcanica, fatto con strati di pasta sottile alternata a strati di carne o formaggio) e ci sediamo ai giardini situati su una collinetta di fronte al mare a goderci il tramonto. Andiamo poi in centro dove passeggiamo lungo lo "stradun", antica strada lastricata che collega piazza Luza a porta Pile. Le rondini volano basse e cinguettano all'impazzata. Al palazzo del Rettore c'è la fila per assistere ad uno spettacolo musicale e c'è sfoggio di massima eleganza tra gli invitati alla serata. Noi ci godiamo lo spettacolo di flauti e violini lungo le strade e alle 21,30 andiamo a prendere l'autobus pieno zeppo di persone, con la musica alta e l'adesivo degli eroi di Vukovar sul cruscotto.    La notte trascorre tranquilla e al mattino del giorno dopo facciamo il giro delle mura di Dubrovink (un paio d'ore), da dove si vede un panorama spettacolare sulla costa e sui palazzi. Dopo aver pranzato nuovamente con dei deliziosi "Burek", questa volta ripieni al formaggio, riprendiamo il cammino per visitare il centro città e la bella Cattedrale di Santa Maria Maggiore (tela sull'altare maggiore ad opera di Tiziano).

 

 

 

7 agosto. Perast - Kotor (Montenegro)

Partiamo da Dubronvik alle 10, dopo aver fatto gasolio presso il distributore davanti al campeggio, direzione Montenegro. Varchiamo il confine senza code e raggiungiamo Perast seguendo tutto il percorso lungo le Bocche di Cattaro. Parcheggiamo lungo la strada che conduce al centro (dove si fermano anche i bus turistici) e a piedi raggiungiamo facilmente la cittadina medioevale con sue le chiese barocche. Dopo la visita ci sediamo a prendere un caffè turco in un bel locale frontemare, molto caratteristico. Dopo un bagno nelle acque profonde e limpide della baia da cui si vedono le isole di San Giorgio e della Madonna dello Scalpello ci avviamo in direzione Kotor, dove troviamo parcheggio a pagamento fuori dalle mura. La città ci accoglie con il suo carnevale estivo; il centro storico è molto bello da visitare anche se non saliamo alla Fortezza posta sul colle per il troppo caldo e il percorso lungo ed assolato. Chiedendo informazioni sulla città ci sconsigliano di raggiungere Budva continuando a costeggiare le Bocche di Cattaro, perchè da quel punto la strada diventa strettissima ed è frequentata anche dai pulman di linea e gli stessi residenti la evitano nel periodo estivo. Così raggiungiamo Budva transitando per il tunnel Vrmac e ci fermiamo al camping Jaz (16 € con corrente, bagni sulla spiaggia).Qui ci sono pochissimi italiani e i montenegrini del campeggio non parlano inglese così abbiamo un po' di difficoltà a comunicare alla reception e al market.    Il giorno dopo vogliamo visitare l'isola di SV Stefan, dobbiamo solo scoprire come fare senza muovere il camper visto il traffico che dal pomeriggio si fa intensissimo fino a tarda sera.

 

8 agosto. Isola di Sv Stefan (Montenegro)

Dopo aver fatto colazione con le brioches del market ci dirigiamo all'uscita del camping per prendere il bus, ma un signore ci fa capire che il bus non c'è e si propone di accompagnarci per 5 € ( che mano a mano diventano 4€ e poi 3 €) fino a Budva, noi non ci fidiamo ed aspettiamo un taxi ( vero!!) che con 12€ ci porta proprio direttamente a Sv Stefan, splendida spiaggia dove ci tuffiamo immediatamente ignorando l'acqua freddissima e godendo il panorama della costa e dell'isola-albergo, che scopriamo non visitabile in quanto in fase di restauro. Mangiamo uno "strudel salato" con formaggio e spinaci a 2€ l'uno e assaggiamo anche quello classico di mele, entrambi ottimi. Al rientro prendiamo il bus per Budva(1,50 a persona) e poi taxi fino al camping ( 6 €). Prima di cena facciamo un giro lungo la spiaggia dove scopriamo ristorantini che offrono un pranzo completo a soli 4€, ma...abbiamo preferito la sicurezza di una buona cena in camper.

 

9 - 10 agosto. Ston - Mali Ston - Zivogosce-Drvenik ( Croazia)

Riprendiamo la strada del ritorno lasciando il Montenegro, lungo la strada ci fermiamo a Ston dove visitiamo il piccolo centro con la lunga muraglia che ricorda quella cinese. Pranziamo in camper a Mali Ston, nei pressi del paese, parcheggiando in riva al mare su un'insenatura nelle vicinanze di un allevamento di ostriche. Ripartiamo dopo pranzo e ci fermiamo proprio all'autocamp Mali-Ciste ( 20€ ) di Zivogosce-Drvenik, dove ci eravamo fermati quando Eleonora aveva la febbre. Questa volta dobbiamo accontentarci di un posto meno vicino al mare, ma ne valeva veramente la pena! Ci facciamo due giorni di completo relax al sole, poi ci riprende la voglia di viaggiare e partiamo per l'isola di Murter.

 

11 - 12 agosto. Isola di Murter (Croazia)

L'isola si raggiunge dopo aver attraversato un brevissimo ponte girevole di soli 6 metri; vogliamo raggiungere la spiaggia di Slanica, da dove si vede un bellissimo panorama sulle isole Incoronate, l'impresa risulta non molto facile perchè la strada è strettissima (tanto stretta da permettere il passaggio di un solo mezzo alla volta) ed affollata di bagnanti il che rende difficili le manovre ai camper ( e non solo) che si incrociano (bisogna fare retromarcia per forza!) Purtroppo il periodo non è dei migliori e non troviamo posto, così torniamo indietro e ci fermiamo al camping Jazina, a Tisno, appena fuori dall'isola di Murter. Il paese è raggiungibile a piedi con una passeggiata non brevissima. Qui il fondale è limpido e scende gradatamente ed anche se non è paragonabile per spettacolarità ai precedenti, ci permette di fare dei bellissimi bagni con Eleonora, usando come "barca" la sua tavoletta. Nel pomeriggio del 12 agosto decidiamo di fare un giro per il centro di Tisno, il paese è carino e parlando con la commessa di un panificio scopriamo che al Ristorante "Da Toni" si serve dell'ottimo pesce, ci fidiamo, decidiamo di fermarci e prenotiamo per la cena. Il locale è posto sul lungomare, si ammira un fantastico tramonto e, cosa più importante, mangiamo veramente bene, spendendo 20 € a testa, ordinando: primo, secondo, contorno, acqua e vino. Un grazie alla sconosciuta commessa.

 

13 agosto. Isola di Pag (Croazia)

Partiamo per l'Isola di Pag dopo pranzo, verso le 14.00, lasciando il campeggio dopo aver effettuato le operazioni di carico e scarico del camper, cosa non facile vista la non felice sistemazione dei pozzetti di raccolta, ma ci riusciamo! Il viaggio è breve e raggiungiamo l'isola attraversando un altissimo ponte con un panorama mozzafiato. Ci dirigiamo verso il paese di Pag da cui prende il nome l'isola, per proseguire successivamente per Novalia che risulta essere il centro mondano del luogo, troppo affollata di turisti per i nostri gusti, decidiamo così di proseguire per Lun, percorrendo il lungo e stretto corridoio di terra, tra pecore che attraversano la strada ed olivi secolari. Giunti a Lun ci dirigiamo verso il porticciolo per vedere dove ha termine l'isola, percorrendo una strada a senso unico non particolarmente stretta, passiamo a fianco di un paio di ristorantini frontemare e nel ritorno ci compare improvvisamente una lunga e ripida salita con una pendenza del 20%. Ringraziando mentalmente (in senso metaforico) il pastore che ci ha detto di andare tranquillamente, iniziamo l'arrampicata e nonostante gli anni il vecchio camper risale senza problemi anche se la percorre tutta in prima! A Lun e nei pressi i camper non possono fermarsi e l'unico piccolo autocamp nelle vicinanze è pieno, lo veniamo a sapere da una simpatica famiglia di tedeschi a bordo di un westfalia. Inizia l'odissea per trovare un posto per passare la notte, scartiamo l'ipotesi di pernottare al campeggio di Novalia (troppo mondana e confusionaria) e raggiungiamo Simuni, dove pernottiamo fuori dal campeggio. Al mattino scopriamo di aver risparmiato ben 45 € per una notte! Cifra per noi esagerata anche se una coppia di italiani ci riferisce che il camping è bellissimo e merita il viaggio solo per quello. Non lo mettiamo in dubbio, ma ormai cari lettori avrete capito che non siamo tipi da campeggio.

 

14 - 15 agosto. Lukovo Sugarie (Croazia)

Dopo una passeggiata mattutina sul lungomare di Simuni, interrotta da un violento acquazzone, rientriamo in camper e partiamo in direzione di Tribanj, dove all'andata avevamo notato delle bellissime baie lungo la strada ed avevamo segnato la località sulla mappa stradale; giunti nei pressi di Lukovo Sugarie nel primo pomeriggio, a qualche Km fuori dal centro abitato, notiamo dalla strada una stupenda baia con un mare di un azzurro intenso e sullo sfondo la brulla Isola di Pag. Ci fermiamo presso il piccolo autocamp "ZALO", ( 21€ ) ove baciati dalla dea bendata troviamo l'ultimo posto libero frontemare, una favola. L'autocamp è piccolo e privo di market, (come il Mali Ciste a Zivogosce-Drvenik nei pressi di Ploce), solamente alle 11.00 di mattina viene il panettiere per il pane fresco. Punto forte la pulizia, dopo ogni persona che entra nel bagno o nella doccia l'addetta passa a pulire (per tutto il giorno). Qui trascorriamo anche l'intera giornata di ferragosto in totale relax, tra bagni e partite a scacchi con Eleonora.

 

16 agosto. Hum (Croazia)

Le ferie volgono al termine, lasciamo il camping "ZALO" verso le 10,00 con direzione Hum in Istria; dopo un po' di peripezie per trovare il Tunnel Ucka nei pressi di Opatija (Abbazia) , arriviamo nel primo pomeriggio ad Hum (Colmo), considerata la città più piccola al mondo (21 abitanti). Percorriamo l'affascinante viale dei Glagolitici, con le sue 11 sculture raffiguranti i fondamenti della scrittura glagolitica, utile per diffondere il cristianesimo tra le popolazioni slave nei secoli XV- XVI. Parcheggiamo il nostro camper sul piazzale esterno alle mura, con una bella vista sulla chiesa e sul campanile, che raggiungiamo in pochi minuti entrando dalla porta di rame e percorrendo le strette strade lastricate; visitiamo un negozio di souvenir e scopriamo che il proprietario conosce bene l'italiano e anche le nostre zone di provenienza, così ci facciamo una bella chiacchierata dopo aver acquistato un ditale di ceramica per i nostri amici che ne fanno collezione. Ceniamo nell'Humska Konoba, unica trattoria della città dove mangiamo bene e abbondante ad un prezzo veramente ragionevole. E' bello vedere che la giovane cameriera, tra una portata e l'altra, chiacchiera, seduta su un muretto, con il suo amichetto; fa tenerezza sentire le loro risate così lontane dalla confusione e lo stress dello stile di vita delle nostre città. Rientriamo in camper, stanotte dormiremo in questo parcheggio, lontano da tutto e da tutti, dove sentiamo in lontanaza i botti dei fuochi d'artificio che possiamo solo immaginare dal nostro oblò aperto. Tutti dormono già, spengo la luce e mi lascio coccolare dai rumori della natura, così sconosciuti da riuscire a volte anche a spaventarmi.

 

 

17 agosto. Portogruaro (Italia) Rientro!

A metà mattina lasciamo Hum dirigendoci verso la frontiera tra Croazia e Slovenia, che attraversiamo in un piccolo valico poco frequentato, rientriamo in Italia passando per Trieste; ci fermiamo a Torviscosa (UD) dove pranziamo in compagnia di due camper olandesi, arriviamo a Portogruaro alle 16,00.

 

 

EQUIPAGGIO : Edoardo (44), Cristina (42), Eleonora (10).

 

 

 

28 LUGLIO - 17 AGOSTO 2009

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