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Siria e Giordania

Siria e Giordania


Un viaggio nella culla della civiltà

Periodo del viaggio 10/04/10 - 16/05/10 (36 giorni)
Pubblicato da ziogioVisita il profiloContattaInvia una mail il

Resoconto del viaggio


SIRIA E GIORDANIA

 

37 giorni

8273 chilometri

Un viaggio fatto con un gruppo di 17 camper.

 

 

Partiti da Ancona siamo sbarcati ad Igoumenitsa e poi l’attraversamento della Grecia e della Turchia su comode autostrade sino a Bab al Hawa il confine siriano.

 

15 Aprile. Le operazioni doganali, affidate a Nael la nostra guida siriana, sono durate ben 5 ore e nel pomeriggio facciamo tappa in un campeggio 28 km prima di Aleppo. La mattina successiva inizia, attraverso la Siria, la nostra discesa verso la Giordania. Il primo sito che visitiamo è Ebla e qui siamo veramente agli albori della storia, terzo millennio a.C..

A Maarrat visitiamo l’interessantissimo Museo dei Mosaici dove sono raccolti mosaici provenienti dai pavimenti delle case più lussuose delle vicine città bizantine note come Città Morte, una delle quali, Sergjilla, visitiamo nel proseguo della nostra tappa. Sergjilla ha molti edifici in ottime condizioni e passeggiando tra questi ci si può calare nella vita di 1500 anni or sono, un sito da visitare!

 

17 Aprile. Visita del Castello di Saladino, il primo dei grandi castelli che vedremo in Siria e in Giordania. Furono i bizantini ad iniziarne la costruzione poi i crociati lo conquistarono e realizzarono le fortificazioni che non servirono a fermare l’esercito del Saladino che sconfisse i crociati, dando così il suo nome al castello.

Ancora verso sud sino ad Apamea, una meravigliosa città romana dove abbiamo avuto l’occasione di sostare per la notte con vista sul colonnato del cardo, la via principale che và da nord a sud.

Una breve sosta ad Hama con le sue celebri norie e poi un altro castello che vale la pena di visitare: il Krak dei Cavalieri. Costruito dai Cavalieri crociati su un precedente insediamento è tutt’ora in ottime condizioni.

 

19 Aprile. Sulla strada di Damasco facciamo una piccola deviazione per visitare Mar Musa e Maalula e la sera siamo in campeggio. Finalmente un campeggio degno di tale nome, fino ad ora abbiamo sempre fatto tappa presso i parcheggi dei siti o di ristoranti. Non ci fermiamo a Damasco la cui visita è prevista sulla strada del ritorno e la mattina successiva partiamo in direzione del confine giordano dove incontreremo la guida che ci accompagnerà per tutto il percorso in Giordania. Anche qui le operazioni doganali sono piuttosto lunghe( 5 ore) tanto che, finite le pratiche alle 20,30 ci fermiamo nel piazzale subito oltre l’ultimo controllo per la cena e la notte, vigilati dalla polizia turistica, un uomo della quale ci seguirà per tutto il viaggio, in parte sulle auto che si sono avvicendate a farci da scorta sino al Mar Morto, poi a bordo del mio camper.

La prima tappa in Giordania ci porta a Umm Qais (Gadara) dal cui sito archeologico si gode una spettacolare veduta delle Alture del Golan e del lago di Tiberiade ed oltre sino a Jerash dove arriviamo nel pomeriggio e parcheggiamo nell’area di sosta recintata vicino alla biglietteria in quanto il parcheggio del centro visitatori è chiuso per lavori. Essendo la visita del sito programmata per la mattina successiva dedichiamo alcune ore ad una passeggiata per le vie della città e relativi acquisti.

Jerash,l’antica Gerasa, è uno dei siti di epoca romana più rilevanti della Giordania nel quale abbiamo trascorso un’intera mattinata e per la sua vastità e per l’interesse suscitato. Nel pomeriggio breve trasferimento ad Amman dove abbiamo fatto sosta presso il parcheggio dell’ Hotel Commodore dove un volenteroso elettricista locale stende una linea elettrica provvisoria per alimentare i camper.

 

23 Aprile. Visita di Amman, la cittadella, il suk e il teatro. Amman, una città moderna, bella e pulita con grandi viali che si intersecano con sottovia, ci ha fatto un’ottima impressione. Andiamo a pranzo in un locale fuori città, in Giordania la maggior parte dei ristoranti adotta la soluzione self-service e dobbiamo dire che non c’è una grande varietà di portate. Poiché il ristorante è nelle vicinanze del Monte Nebo decidiamo di fare questa visita prima di rientrare al parcheggio. Monte Nebo dal quale si gode un panorama eccezionale sul mar Morto, sul fiume Giordano e più oltre sino a Gerusalemme peccato che il complesso monastico e la basilica siano chiusi per lavori in corso.

 

24 Aprile. Escursione a Gerusalemme  e Betlemme. Partenza la mattina alle 7 e rientro alle 23, una giornata molto pesante. L’escursione è organizzata dall’agenzia che ha curato il nostro tour in Giordania in collaborazione con un’agenzia Israeliana. Un autobus giordano ci ha accompagnato alla frontiera israeliana attraverso la quale siamo passati autonomamente stando ben attenti che i timbri di ingresso non fossero applicati sui passaporti, pena l’impossibilità di rientrare in Siria, ma su un foglio separato. Un  bus israeliano con guida ci ha prelevato e portati alla vicina Gerusalemme  per una visita panoramica e al Giardino degli Olivi quindi sempre con lo stesso bus, ma senza guida siamo entrati in Palestina dove una guida palestinese ( in ritardo all’appuntamento) ci ha accompagnati alla Basilica della Natività. Un veloce spuntino e poi ritorno in Israele attraversando (in circa 1 ora) il posto di blocco situato al muro che divide Israele dalla Palestina.  Rientrati a Gerusalemme ritroviamo la guida della mattina che ci accompagna, attraverso il suk, alla Basilica del Santo Sepolcro e a visitare alcune stazioni della Via Crucis. Per questioni di “sicurezza” non abbiamo potuto visitare la Spianata delle moschee e il Muro del Pianto. Alle 17,30 finita la visita lo stesso bus ci ha accompagnato alla frontiera Nord, quasi al lago di Tiberiade, perché la frontiera fatta la mattina chiude alle 18, qui fatte le pratiche di uscita con  un autobus navetta abbiamo raggiunto la frontiera giordana, altre pratiche e poi ritorno ad Amman.

Una escursione lunga e stressante in uno stato dove le tensioni tra popoli diversi sono palpabili e  che consiglio solo ai veri credenti.

 

25 Aprile. Dopo una giornata così stressante una tappa di soli 80 km ci porta sul Mar Morto passando per Madaba dove visitiamo la chiesa di San Giorgio  il cui pavimento a mosaico raffigura una mappa che mette in evidenza i siti biblici del Medio Oriente. Il Mar Morto ci accoglie con una giornata molto calda e siamo ospitati in un parcheggio di un centro balneare con una bellissima piscina così che ci concediamo bagni nel mare, la cui salinità è così elevata che l’unica cosa da fare è rimanere a galla senza alcuno sforzo, e bagni nell’enorme piscina di acqua dolce.

Percorrendo la “Strada dei Re” arriviamo  a Wadi Musa l’insediamento moderno nato nei pressi Petra. Sulla strada ci fermiamo a visitare il castello di Karak, purtroppo servito da un piccolissimo (per 17 camper) parcheggio per entrare ed uscire dal quale è necessario traversare il paese percorrendo strade strette tra bancarelle, animali, bambini e abitanti del luogo infastiditi dalla nostra colonna; peraltro il castello non merita che una rapida visita avendo già visitato altri molto più interessanti.

A Wadi Musa siamo ospitati nel cortile dell’ Al-Anbat Hotel che ci fornisce energia elettrica, acqua per rifornire i camper e l’uso di bagni e docce.

 

27 Aprile. Intera giornata dedicata alla visita di Petra. Questa visita vale il viaggio. Le emozioni che suscita la vista del Tesoro, seppur visto centinaia di volte in fotografie o in documentari, sono indescrivibili. Ma Petra non è solo il Tesoro e il Siq, ma tutto il complesso con edifici, teatro,  le pregevoli tombe dei Re e le sue rocce dalle venature gialle, ocra, rosse e bianche. Nella raccolta fotografica il cui collegamento è in calce a queste righe potrete vedere alcune delle foto che ho realizzato in questa giornata. Abbiamo visto molto ma rimane il rimpianto di non aver avuto a disposizione un’ altra giornata per approfondire la visita del sito e per riprovare l’emozione di vedere attraverso le rocce del Siq lo spettacolo del Tesoro illuminato dal sole.

Aqaba ci riserva un paio di giornate di tempo incerto, il pomeriggio del giorno di arrivo siamo riusciti a fare il bagno nel Mar Rosso mentre la mattina successiva abbiamo dovuto rinunciare alla prevista gita in barca per vedere la barriera corallina a causa del vento teso e del mare mosso.

 

29 Aprile. Wadi Rum. Il tempo continua a essere incerto anche se ci concede di vedere un bel tramonto dalle rocce che sovrastano il Jabal Rum Camp del quale siamo ospiti. Il giorno successivo, in mattinata facciamo una lunga passeggiata nel deserto e all’ora di pranzo comincia a piovere; verso le 17 riusciamo a fare la prevista escursione in fuoristrada anche se la temperatura non  è certo quella che ci aspettavamo ma muniti di giacche a vento e felpe non ci facciamo scoraggiare e partecipiamo anche alla cerimonia del te nel deserto.

 

1 Maggio. Con la veloce autostrada risaliamo verso Amman e poi verso i castelli del deserto che visitiamo. Qasr Kharana, una fortezza in pietra rosa; Qusayr Amra un grazioso piccolo castello con una rilevante serie di affreschi;

Qasr al-Azrak, un’austero castello in basalto nero dove soggiornò Lawrence d’Arabia nel 1917-18.

Più oltre ci siamo spinti sino al deserto nero, fatto di ciotoli di basalto e pietra vulcanica, che si estende sino al confine con l’Irak, circa 350 km ad est.

Per la notte ci siamo fermati nel cortile dell’ Azrak Palace Restaurant che ci ha fornito energia elettrica ed acqua e dove abbiamo cenato ottimamente.

Segue una noiosa giornata passata tra le pratiche doganali per rientrare in Siria e per aspettare la guida che avrebbe svolto tali pratiche, comunque alle 22 siamo in parcheggio a Bosra.

 

3 Maggio. La mattina con i camper ci rechiamo a Suwaida per visitarne il bel museo dove sono raccolti preziosi mosaici e una ricca esposizione di statue di basalto nero. Tornati a Bosra abbiamo intrapreso la visita del sito archeologico con colonne architravi e quant’altro realizzato in basalto nero, una particolarità  che colpisce poiché siamo abituati a vedere i resti delle città romane in pietra chiara.  Ci ha colpito particolarmente l’imponente cittadella in basalto all’interno della quale è il teatro romano perfettamente conservato e anchesso realizzato in basalto nero. Il teatro è giunto a noi praticamente intatto perché gli arabi dopo i romani lo circondarono con mura di fortificazione che lo preservarono dagli attacchi, tra l’altro dei Crociati.

Il giorno successivo… Damasco. Giunti in mattinata abbiamo dedicato il pomeriggio ad attività individuali, mentre la giornata successiva abbiamo visitato la città a bordo di un bus.

La visita dell’interessante Museo Nazionale, il Suk, la meravigliosa Moschea degli Omayyadi, il palazzo Azem, la cappella di Anania, una piacevole passeggiata nel quartiere cristiano e non ultimo uno spuntino in un caratteristico ristorantino dove l’uso delle posate è sconosciuto, sono stati il programma della giornata.

Particolare attenzione è stata rivolta alla Moschea, la terza in ordine di importanza nel mondo islamico, visitabile anche dai non mussulmani, ricca di mosaici, preziosi lampadari e nella quale è la maestosa tomba di San Giovanni Battista.

 

6 Maggio. Una giornata dedicata a girovagare per il Suk, a prendere contatto con la vita locale e agli immancabili acquisti di souvenirs.

 

7 Maggio. Palmira, il più interessante sito storico della Siria. Notevole il  tempio di Bel antecedente all’epoca romana, un possente edificio costruito in onore di Bel, il dio principale delle popolazioni che vissero qui prima della conquista dei romani. Altrettanto belli ed interessanti la via il colonnata, il tetrapilo, le terme, il teatro e l’arco trionfale attraverso il quale si passa per accedere al sito.

Fuori del sito romano su piccole colline sono disposte molte torri quadrate che in realtà sono tombe su più piani che contenevano molti sarcofagi.

Sopra al sito su una altura sorge il Qalat’at ibn Maan, castello dal quale si può vedere il panorama di tutta Palmira.

Il giorno successivo una bella strada in pieno deserto ci porta a Rasafa dove visitiamo il sito storico circondato da mura di fortificazione e all’interno del quale è la basilica di San Sergio in parte restaurata.

In serata siamo ad Aleppo. Sosta in campeggio, lontano dalla città, dove l’acqua scarseggia.

 

9 Maggio. Visita di Aleppo. La citadella è molto interessante, sorge su un’altura che domina la città ed è ricca di palazzi e offre spettacolari panorami sulla città ai suoi piedi. Abbiamo poi passeggiato per il suk con l’immancabile acquisto dei prodotti caratteristici di Aleppo: pistacchi e sapone. La sera abbiamo partecipato ad una cena per la chiusura del viaggio in un elegante locale nel centro della città vecchia.

 

10 Maggio. Prima di recarci alla frontiera abbiamo visitato  San Simeone il cui sito comprende un battistero ed una chiesa i cui resti sono ben conservati e al cento è una pietra, quanto rimane della colonna sulla quale Simeone passò gran parte della vita da eremita.

Quattro ore di frontiera Siriana e due di frontiera turca terminano la giornata, ci fermiamo per la notte appena in territorio turco.

Cinque giorni di comode tappe tra Turchia e Grecia ci portano ad Igoumenitsa dove il giorno 15 Maggio ci imbarchiamo alla volta di Ancona.

 

 GALLERIA FOTOGRAFICA

 

SIRIA     http://picasaweb.google.it/giocamper/SIRIA#

 

GIORDANIA     http://picasaweb.google.it/giocamper/GIORDANIA#

 

 

 http://giocamper.blogspot.com/

 

 

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Galleria fotografica


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