Ho terminato la rilettura di "Guerra e Pace" di Tolstoj ,un vero capolavoro.
Naturalmente è impossibile fare un riassunto e non sarebbe comunque giusto nei confronti di chi deve ancora leggerlo,cercherò solo di dire qualche parola.
Il libro è voluminoso,alcune edizioni lo presentano in due o più volumi,una mole che potrebbe spaventare ,le pagine sono molte,tanti i personaggi che si incontrano,molti i punti di riflessione, in particolar modo nell'ultima parte, ed a tutto ciò si aggiungono lunghe descrizioni di battaglie,ma la lettura è avvincente,emozionante e difficilmente si riesce a staccarsene.
Le storie delle famiglie,i Rostov ,i Bolkònskij e i Bezuchov si intrecciano con le descrizioni della guerra tra Napoleone e la Russia,il lettore viene coinvolto nelle pene d'amore di Andréj,Natasa,Sonja,Nicolaj,nei tormentosi conflitti interiori di Pierre,sente l'eco delle battaglie,il calpestio dei cavalli,le urla dei soldati. Bella e commovente la descrizione di Mosca deserta "era vuota come lo è un alveare che muore,senza l'ape regina..." . Ma ci sono anche le considerazioni sulla guerra,sulla sua assurdità, sull'ultimo periodo della campagna del 1812,"un esercito fuggiva,un altro inseguiva",le pagine che,attraverso la figura di Pierre ci parlano di massoneria e,parte molto importante e per me la più impegnativa,il lungo epilogo dove Tolstoj espone la sua idea di Storia,di casualità e necessità,di libero arbitrio. Un grande classico dunque,un capolavoro nel quale si evidenzia l'elevato spessore intellettuale di Tolstoj,un'opera nella quale storia e filosofia si alternano alle vicende umane che ne formano la trama .
Aura