spero di non rimanere deluso....adesso sono al 70 % del libro quindi mi manca poco..
www.regoleo.altervista.org
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Ciao ciao Aura
www.romaincamper.it
le soste camper di Roma
In ferie ho letto "Nemesi" di Nesbo un giallo con Harry Hole e le sue indagini,poi "La famiglia Karnowski di I.J. Singer", un piccolo capolavoro scritto molto bene, una saga familiare che prende tre generazioni di ebrei e poi, visto che mi trovavo in Germania ed ho visitato anche Norimberga " Serra con ciclamini. Il processo di Norimberga e la rinascita economica della Germania" di Rebecca West un libro molto interessante dove l'autrice descrive prima le fasi del processo di Norimberga ( 1946), parla dei vari gerarchi nazisti imputati e fa sentire al lettore il clima che si respirava nell'Aula di Corte di Giustizia e nella città dilaniata dalla guerra. Poi ( torna altre due volte l'autrice in Germania, nel 1949 e nel 1954) racconta della ripresa economica di questo Paese, dei rapporti tra gli alleati, i loro conflitti interni e i problemi con i profughi e i rifugiati . Una lettura che serve a conoscere meglio cosa è successo in Germania dopo la guerra e, cosa fondamentale, a capire l'importanza del processo di Norimberga " Avevamo appreso ciò che questi uomini avevano fatto,oltre ogni dubbio,questo è il grande risultato del processo di Norimberga". Ciao ciao Aura
ilmiolibro.kataweb.it/libro/narrativa/50019/karibu/
In risposta al messaggio di gio 60 del 25/08/2015 alle 10:36:39
Fino ad ora ho solo letto e tratto informazioni da voi, ultimamente ho letto alcuni libri di Terzani Un indovino mi disse, Un altro giro di ruota e La fine è il mio inizio mi sono piaciuti moltissimo, ho iniziato da poco La porta proibita. Mi sono piaciuti tutti i libri di Zafon. Ciao Giovanna.
Ciao Giovanna,belli i libri di Terzani, scorrevoli ed interessanti, io ho amato molto "Un indovino mi disse" con le sue considerazioni sui modi di viaggiare. Di Zafon ho letto "L'ombra del vento" , una buona trama. Ciao Aura
In risposta al messaggio di Nzuri del 25/08/2015 alle 09:50:47
Amo l'Africa e sto leggendo Karibu: Una inedita Africa normale vista con gli occhi di un fisioterapista durante i suoi viaggi nell'ambito di progetti di cooperazione. E ambientato a Mlali un piccolo villaggio tanzaniano,lontano dalle rotte turistiche e dagli interessi giornalistici più tesi a descriverci unAfrica di tragedie o sofferenza. Qui c'è un'Africa normale: i bambini non muoiono per strada dalla fame, non ci sono i leoni, gli adulti non si massacrano a colpi di machete. Ma è normale non avere l'acqua in casa, anche se per fortuna c'è la fonte pubblica dove riunirsi per lavare i panni. E' normale non avere le scarpe, ma a questo i piedi si abituano. E' normale giocare per strada nella polvere, è normale camminare con una catasta di legna in testa, è normale spingere per chilometri una bicicletta sovraccaricata allinverosimile molto più grande e più pesante di te. Qui gli stranieri, i muzungu vengono guardati con curiosità. Qui i bianchi non vengono a fare i safari su rombanti fuoristrada sognando di entrare nella sceneggiatura de La mia Africa a braccetto di Meryl Streep. Karibu è una cronaca di viaggio, dunque, ma come tutti i diari aggiornati on the road contiene spunti di riflessione che spaziano oltre la mera descrizione della quotidianità. La sosta sotto un albero, lattesa di una corriera, la notte nella propria branda sono tutte occasioni per raccogliere i pensieri, osservarli un po per poi liberarli seguendoli con curiosità mentre si intrecciano al proprio background scientifico e alla propria esperienza di vita. Ma non fatevi ingannare, Karibu non è solamente un diario di viaggio: è un libro che trasmette emozioni forti, che fa riflettere e anche sorridere. Soprattutto fa pensare a quanto sia importante ridimensionare i nostri punti di vista riguardo a certi problemi quotidiani di noi persone civilizzate. Lo fa, appunto, intersecando abilmente i racconti degli incontri con vari personaggi del villaggio, ricordi del proprio passato e informazioni di carattere scientifico che, talvolta, sembrano ridimensionare la nostra presunzione di esseri umani liberi da condizionamenti. Belle fotografie e un dizionario italiano-swahili compilato on the road arricchiscono il testo. Presentazione di Antonio Bortone (presidente nazionale AIFi) e Beppe Plebani (associazione I Dioscuri).
Ciao Nzuri, il libro di cui parli sembra interessante , lo aggiungerò alla mia lista
Ciao Aura
Ciao Aura