Un libro che consiglio di leggere specialmente agli amici che hanno intenzione di andare nei Paesi Baltici :
Anime baltiche di Jan Brokken.
Io li ho visitati anni fa e quindi per me è stato particolarmente emozionante leggerlo ed indubbiamente mi sono resa conto che, pur essendo preparata, ero a conoscenza solo di una parte della loro storia. L’autore, pagina dopo pagina, percorre le strade di Lituania, Lettonia ed Estonia raccontandoci le vicissitudini della popolazione oppressa dal potere nazista e russo, le persecuzioni degli ebrei, descrive un mondo scomparso. E’ una ricerca quella di Brokken, ricerca di notizie inerenti la storia di questi Paesi e quella di alcuni suoi figli musicisti, letterati, artisti le cui opere sono note. Ecco quindi Hannah Arendt, Mark Rothko, Romain Gary, Arvo Pärt, Jacques Lipchitz , Alfred Döblin e altri, figli del dolore, di quel dolore che ha accompagnato e caratterizzato le loro opere, ma non cita solo loro, diventati famosi, parla anche della gente comune, ad esempio del libraio Janis Roze e di Loreta Asanaviciutè gente che si è battuta per la libertà, per l’indipendenza. Un popolo orgoglioso quello baltico, e, come ricorda Brokken “Essere orgogliosi del proprio paese significa credere in tutto ciò che lo rende speciale, diverso, unico. Significa avere fiducia nella propria lingua, nella propria cultura,nelle proprie capacità e nella propria originalità. Quest’orgoglio è la sola risposta adeguata alla violenza e all’oppressione”. Alle varie storie si aggiungono le belle descrizioni del paesaggio, le ricche foreste, i laghi ghiacciati, i tramonti infuocati, le chiese e le case colorate dei paesi. Il libro è talmente ricco di informazioni che scorrendone le pagine il lettore non può non essere stimolato alla lettura di altri libri, all’ascolto di opere musicali ed è inevitabile il desiderio di approfondire le proprie conoscenze o addirittura di fare un bel viaggio per scoprire questi Paesi. “ Viaggiare,insieme a leggere e ascoltare,è sempre la via più utile e più breve per arrivare a se stessi” dice l’autore, non posso che essere d’accordo con lui, personalmente la mia esperienza di viaggio in questi luoghi è stata una tra le più significative nell’ambito dei contatti umani. Era l’anno della entrata di questi Paesi nell’Unione Europea, il 2004, non dimenticherò mai la gioia sui loro volti, il desiderio di comunicarla, desiderio di Europa, desiderio di lasciarsi alle spalle il pesante fardello della loro storia.
Ciao Aura
Modificato da auta il 17/04/2016 alle 11:52:33