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auta
auta
19/12/2004 2060
Inserito il 16/03/2016 alle: 17:54:10
Per chi è interessato a saperne di più sulla tragedia armena suggerisco di leggere "I quaranta giorni del Mussa Dagh"di Franz Werfel : un libro non semplice la cui lettura mi ha preso del tempo, ma sicuramente ne è valsa la pena. Nel 1915 Il popolo armeno è costretto alla deportazione dal sultano turco,ma una parte decide di resistere e lo fa andando a rifugiarsi sulla montagna, il Mussa Dagh dove trascorrerà 40 giorni cercando di opporsi all’aggressore. Werfel rende partecipe il lettore di tutte le difficoltà che ha incontrato questa comunità nell’opporsi ai turchi, le terribili condizioni nelle quali si è trovata a sopravvivere causa la mancanza di cibo, di munizioni,il sopraggiungere di malattie e lutti . Ma l’autore non descrive solo battaglie, incendi e movimenti di truppe, nelle sue pagine compaiono anche le storie personali dei vari personaggi tutti ben delineati, ognuno con la sua vicenda personale, col suo credo, ognuno in lotta per la sopravvivenza. Molto interessante il colloquio riguardante la questione armena tra Giovanni Lepsius ed Enver Pascià. Una risposta in particolare mi è rimasta impressa, quella che il generalissimo dà a Lepsius il quale chiede la possibilità di trovare una soluzione pacifica. Enver risponde che “Fra l’uomo e il bacillo della peste non c’è possibilità di pace”, risposta che inequivocabilmente fa capire le motivazioni dello sterminio. Un romanzo importante, pagine che commuovono e coinvolgono, pagine che ci fanno ricordare, come è giusto, una tragedia troppo spesso dimenticata.      Aura
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auta
auta
19/12/2004 2060
Inserito il 22/03/2016 alle: 17:20:30
"Suburra" di Carlo Bonini eGiancarlo De Cataldo. Una lettura che coinvolge come del resto lo è stata, per me, quella di altri romanzi di De Cataldo in primis "Romanzo criminale". Una scrittura chiara quella dei due autori, una trama interessante che mette in gioco molti personaggi. " Suburra (Subura dal latino sub-urbe) era un vasto e popoloso quartiere dell'antica Roma situato sulle pendici dei colli Quirinale e Viminale fino alle propaggini dell'Esquilino (Oppio, Cispio e Fagutal). Poiché la popolazione della parte bassa del quartiere era costituita da sottoproletariato urbano che viveva in condizioni miserabili, benché affacciata su un'area monumentale e di servizi pubblici, il termine suburra ha ancora, nel linguaggio comune, il significato generico di luogo malfamato, teatro di crimini e immoralità"(da Wikipedia). Ecco cosa raccontano gli autori, raccontano una Roma corrotta, immorale, una città in mano a politici e a rappresentanti dello Stato e della Chiesa interessati solo al potere, al denaro, una Roma dove prolificano trafficanti di droga, bande di delinquenti, prostituzione ed omicidi. Ma non è certo solo una storia basata sulla fantasia, queste pagine rappresentano anche una realtà e non solo della nostra capitale, fanno riflettere sul disagio delle nostre città, ed inevitabilmente ci si chiede se tutto ciò cambierà prima o poi, sarà possibile o resterà purtroppo solo una speranza?                           Aura

Modificato da auta il 22/03/2016 alle 17:24:20
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Franzino
Franzino
10/05/2010 549
Inserito il 25/03/2016 alle: 08:20:31
Attualmente sto leggendo una monografia della rivista PANTA su Marcello Marchesi. Ebbene , nonostante avessi ricordi, sia pur vaghi del "Signore di mezza età", man mano che vado avanti scopro che è stato un autore prolifico di testi, canzoni, spettacoli, gag rimasti nel nostro immaginario collettivo (p.e. "Lei si che se ne intende"...) nonché scopritore di talenti . Un personaggio da cui tuttora il mondo dello spettacolo prende spunti.
Insomma, ne consiglio vivamente la lettura wink
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auta
auta
19/12/2004 2060
Inserito il 17/04/2016 alle: 11:44:11
Un libro che consiglio di leggere specialmente agli amici che hanno intenzione di andare nei Paesi Baltici : Anime baltiche di Jan Brokken.
Io li ho visitati anni fa e quindi per me è stato particolarmente emozionante leggerlo ed indubbiamente mi sono resa conto che, pur essendo preparata, ero a conoscenza solo di una parte della loro storia. L’autore, pagina dopo pagina, percorre le strade di Lituania, Lettonia ed Estonia raccontandoci le vicissitudini della popolazione oppressa dal potere nazista e russo, le persecuzioni degli ebrei, descrive un mondo scomparso. E’ una ricerca quella di Brokken, ricerca di notizie inerenti la storia di questi Paesi e quella di alcuni suoi figli musicisti, letterati, artisti le cui opere sono note. Ecco quindi Hannah Arendt, Mark Rothko, Romain Gary, Arvo Pärt, Jacques Lipchitz , Alfred Döblin e altri, figli del dolore, di quel dolore che ha accompagnato e caratterizzato  le loro opere, ma non cita solo loro, diventati famosi, parla anche della gente comune, ad esempio del libraio Janis Roze  e di Loreta Asanaviciutè  gente che si è battuta per la libertà, per l’indipendenza. Un popolo orgoglioso quello baltico, e, come ricorda Brokken “Essere orgogliosi del proprio paese significa credere in tutto ciò che lo rende speciale, diverso, unico. Significa avere fiducia nella propria lingua, nella propria cultura,nelle proprie capacità e nella propria originalità. Quest’orgoglio è la sola risposta adeguata alla violenza e all’oppressione”. Alle varie storie si aggiungono le belle descrizioni del paesaggio, le ricche foreste, i laghi ghiacciati, i tramonti infuocati, le chiese e le case colorate dei paesi. Il libro è talmente ricco di informazioni che scorrendone le pagine il lettore non può non essere stimolato alla lettura di altri libri, all’ascolto di opere musicali ed è inevitabile il desiderio di approfondire le proprie conoscenze o addirittura di fare un bel viaggio per scoprire questi Paesi. “ Viaggiare,insieme a leggere e ascoltare,è sempre la via più utile e più breve per arrivare a se stessi” dice l’autore, non posso che essere d’accordo con lui, personalmente la mia esperienza di viaggio in questi luoghi è stata una tra le più significative nell’ambito dei contatti umani.  Era l’anno della entrata di questi Paesi nell’Unione Europea, il 2004, non dimenticherò mai la gioia sui loro volti, il desiderio di comunicarla, desiderio di Europa, desiderio di lasciarsi alle spalle il pesante fardello della loro storia. 

Ciao  Aura

Modificato da auta il 17/04/2016 alle 11:52:33
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