Vi ricordate i 5 stalli di sosta camper a Siracusa? Sapete com’è finita quella che sembrava una vittoria... poi rivelatasi di Pirro?
La vicenda nasce nel 2019, quando il Comune di Siracusa, nell’area di Riva Porto Lachio, aveva previsto cinque stalli riservati alle autocaravan. Con la successiva ordinanza n. 192/2019 quei cinque stalli furono eliminati e venne introdotto il divieto di sosta 0-24 per le autocaravan, indicando un’area alternativa.
Il provvedimento venne impugnato dai camperisti. Il TAR Sicilia-Catania, con la sentenza n. 3519/2024, accolse il ricorso e annullò l’ordinanza. Secondo il TAR, il Comune aveva utilizzato la disciplina della sosta per perseguire un obiettivo diverso dalla regolamentazione della circolazione, cioè contrastare il campeggio, che avrebbe dovuto essere sanzionato caso per caso.
Il Tribunale rilevò inoltre carenze di istruttoria e motivazione e l’assenza di specifiche ragioni che giustificassero una disciplina diversa per le autocaravan.
Una vittoria, dunque.
Ma il TAR lasciava comunque al Comune la possibilità di esercitare nuovamente il proprio potere, nel rispetto dei principi stabiliti dalla sentenza.
Ora, SALVO DOCUMENTATE SMENTITE, a me risulta che:
L’area è stata completamente riqualificata. I lavori hanno trasformato Riva Porto Lachio e lo Sbarcadero Santa Lucia secondo una nuova impostazione prevalentemente pedonale. Nel settembre 2026 Riva Porto Lachio è stata quindi disciplinata come
area pedonale 0-24, con accesso veicolare fortemente limitato. La nuova sistemazione prevede stalli per autoveicoli, motocicli e carico/scarico, ma non i cinque stalli camper originari.
Risultato: i cinque stalli non sono tornati. È cambiato lo strumento amministrativo e, con la riqualificazione dell’area, è cambiato anche il contesto fisico, ma per chi voleva semplicemente fermarsi con il camper in quella zona il risultato concreto non è stato quello sperato.
Ecco perché questa vicenda può essere considerata, a posteriori,
una vittoria di Pirro. La battaglia giudiziaria ha fatto annullare un provvedimento ritenuto illegittimo, ma non ha garantito nel tempo la conservazione o il ripristino della possibilità di sosta.
Anche qui, dunque, la politica dei ricorsi ha avuto il fiato corto ed è apparsa poco lungimirante: ottenere l’annullamento di un singolo divieto non significa necessariamente risolvere in modo stabile il problema di chi vuole utilizzare il camper per soggiornare a bordo al di fuori delle strutture appositamente predisposte.
A chi giova? Non è meglio cambiare politica? La verità non piace.