In risposta al messaggio di il tornitore del 13/01/2026 alle 16:43:45Quanto scrivono è compatibile col mio vecchio suggerimento di comprimere le celle usando molle e non col precarico rigido.
... Non si finisce mai di imparare e scoprire cose nuove... Eve per le MB56 nella prima revisione di datasheet indica una cosa importante... Ovvero il suggerimento di riservare uno spazio di espansione. Traducendo in italiano:Durante la progettazione del modulo, il cliente dovrà considerare attentamente l'influenza della forza di rigonfiamento delle celle. Il prodotto genera una forza di espansione durante l'uso, che è di circa 60000 N quando la capacità della cella si attenua al 60% nelle condizioni di prova di una piastra di acciaio da 15 mm + 0,0 mm GAP (lo spazio in cui le celle possono espandersi). I clienti devono considerare l'affidabilità della resistenza strutturale nel processo di progettazione del prodotto e si suggerisce di riservare uno spazio di espansione di 2,0 mm ~ 2,5 mm raggruppando le celle. Questi 2-2,5 mm quando si raggruppano celle è un dato privo di significato perchè manca un'informazione principale, cioè di quante celle raggruppate si parla... ... Siccome le cose, per me, vanno fatte bene oppure è meglio stare fermi... Da fine Gennaio in poi smonterò il pacco batteria per fare test più approfonditi riguardo l'espansione di queste celle quando arrivano al 100% (comparatore etc) per poi valutare un sistema adeguato per comprimere e lasciare spazio d'espansione necessario + ulteriore margine; tornano in valutazione molle a tazza oppure molle elicoidali per stampi che sono le più compatte e con una costante K molto alta correlata alla dimensione. ... Inoltre guardando l'ultima revisione di scheda tecnica, datata Luglio 2025, indicano molti più dati (C-rate limiti in carica/scarica a varie temperature e SOC, SOC-OCV a 25°C, n° cicli a 45°C, peso celle con tolleranza più stretta etc) e scrivono chiaramente The thickness of the cell will increase as the SOC increases as well as with the using time. ovvero Lo spessore della cella aumenterà all'aumentare del SOC e con il tempo di utilizzo. Ora viene esplicitato chiaramente che lo spessore della cella aumenta... Prima nessuno da specifiche scriveva che lo spessore aumentava, lo si poteva scoprire solo se si facevano test specifici in autonomia. Altro dato che viene indicato è: The cell life is limited. [...] When the internal resistance of the cell in use exceeds 150% of the initial internal resistance of the cell or the capacity is less than 60% of the nominal capacity 25℃ or the end of cell life which both customer and EVE agree on is coming, the cell should not to be operated. Tradotto: La vita della cella è limitata. [...] Quando la resistenza interna della cella in uso supera il 150% della resistenza interna iniziale della cella o la capacità è inferiore al 60% della capacità nominale (25°C) o si verifica la fine del ciclo di vita della cella, la cella non deve essere utilizzata. Infine ho trovato uno youtuber che ha fatto il test della capacità sulle MB56 con il tester EBC-A40L... Ebbene dopo carica completa a 3,65 V con 40 A costanti, la batteria ha restituito 2.179 Wh o 675 Ah con corrente di scarica costante a 40 A e taglio a 2,5 V; fino ad una tensione di 3,05 V aveva erogato 651 Ah.
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In risposta al messaggio di Emme48 del 13/01/2026 alle 17:54:45Per reggere 60 kN di sollecitazione massima, prendendo per buono il dato di 2,5 mm di espansione, nel mio caso 8 punti di spinta + 8 dall'altro lato visti solo come "corsa" perchè in serie... Ho simulato molle a tazza da 12,2 interni e 23 mm esterno di diametro riuscirei ad avere un ingombro ridotto a 10,5 mm per parte + dado M12 ribassato (indicativi 7 mm) senza contare una lieve lamatura sulle piastre che mi permetterebbe di ridurre gli ingombri di 2-3 mm. Su ogni punto di spinta ho 2 molle in parallelo e 3 in serie... Così avrei 2,28 mm di freccia massima a 53 kN + deformazione piastre alluminio calcolata 0,55 mm.
Quanto scrivono è compatibile col mio vecchio suggerimento di comprimere le celle usando molle e non col precarico rigido. Per contenere gli ingombri, garantendo la compressione corretta per tutta l'escursione, serve unabuona idea. Pacchi di mole a tazza ingombrano, ci vuole qualcosa a tirare sosituendo le aste da 30 cm con due semiaste da 10 cm ciascuna collegate tra loro da una molla a tirare da 10 cm, questo, abbinato alle viti Drenky realizza un ingombro minore del precarico. Per non dover gestire molle troppo potenti e ingombranti può essere aumentato il numero di gruppi Drenky+asta+molla+asta+Drenky. Un famoso youtuber australiano dice che le celle... respirano.
In risposta al messaggio di il tornitore del 13/01/2026 alle 22:58:07Una volta, per problemi di spazio, ho saldato una rondella in cima ad un'asta filettata ottenendo una specie di fungo spesso solo 2mm.
Per reggere 60 kN di sollecitazione massima, prendendo per buono il dato di 2,5 mm di espansione, nel mio caso 8 punti di spinta + 8 dall'altro lato visti solo come corsa perchè in serie... Ho simulato molle a tazza da 12,2interni e 23 mm esterno di diametro riuscirei ad avere un ingombro ridotto a 10,5 mm per parte + dado M12 ribassato (indicativi 7 mm) senza contare una lieve lamatura sulle piastre che mi permetterebbe di ridurre gli ingombri di 2-3 mm. Su ogni punto di spinta ho 2 molle in parallelo e 3 in serie... Così avrei 2,28 mm di freccia massima a 53 kN + deformazione piastre alluminio calcolata 0,55 mm. Il limite dimensionale che ho è di circa 20 mm per parte... Per cui ci sta. Le M8 posso adattarle a M12. Quando farò i test di espansione avrò dati reali su cui fare dimensionamenti adeguati per il pacco da 628 Ah 4S. Ho capito la soluzione che dici ma non trovo sia percorribile con molle a trazione perchè, almeno quelle che troverei in commercio, hanno carico massimo a Ln molto contenuto se vogliamo avere un diametro delle stesse entro 16-18 mm. Ho visto fino a circa 600 N... Quindi solo per fare la compressione iniziale ne servono almeno 5-6 e sei già a corsa massima senza margine d'espansione perchè se si va oltre le snervi e perdono le loro caratteristiche. In termini di costo, rispetto alla soluzione che ho simulato sopra con molle a tazza, il prezzo circa si equivale per le sole molle.
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In risposta al messaggio di Emme48 del 15/01/2026 alle 08:35:47Il BMS si può metterlo come l'ho messo su questa "incassandolo" tra le piastre di compressione cercando di limare su spessori dei supporti e lamiera... Così da contenere gli ingombri.
Una volta, per problemi di spazio, ho saldato una rondella in cima ad un'asta filettata ottenendo una specie di fungo spesso solo 2mm. 2mm di svasatura su una piastra di alluminio renderebbero tutto a filo... almeno da quellato. Sull'altra piastra ci andrebbero le molle a tazza e il dado, ma anche il BMS, quindi andrebbe bene anche la sporgenza. Quella piastra potrebbe avere anche 4 fori filettati per fissarci il BMS. Secondo me viene molto bene, però va studiato un contenitore adatto, leggero, di minimo ingombro e facile da costruire... Legno? Plexyglass? Mandorlato di alluminio? Teflon? Stampante 3D? Dopo verrebbe fuori un progetto completo per realizzare una batteria che rispetta in modo rigoroso quanto imposto dalle schede techiche redatte dai costrutttori di celle al litio, cioè posizione verticale e compressione... A quel punto le costosisime batterie blasonate ci fanno un baffo.
In risposta al messaggio di il tornitore del 15/01/2026 alle 18:22:33Già, hai fatto una batteria su misura, cucita addosso al sedile, forse si può modificare il box EEL per avere una blanda compressione, probabilmente vantaggiosa rispetto al solo contenimento.
Il BMS si può metterlo come l'ho messo su questa incassandolo tra le piastre di compressione cercando di limare su spessori dei supporti e lamiera... Così da contenere gli ingombri. ... Come pensare a connettori heavy dutyincassati. Il box probabilmente si fa prima a trovarne qualcuno già fatto... Stamparlo 3D significa avere un'area di stampa almeno 400x400mm e altezza almeno 280mm; sicuramente penserei a filamento... Materiale economico ABS semplice; se si va su più costosi ma con maggior resistenza agli impatti, rigidità e resistenza al calore/ritardanti di fiamma si va su PA6-CF (Nylon caricato fibra di carbonio) e ancor più costoso il PAHT-CF (PA12 caricato fibra di carbonio)... Utilizzati in automotive. Poi possiamo avere ABS caricati kevlar, etc che hanno costi simili al PA6-CF o più alti... Oramai sulle stampe 3D fdm ci sono svariati materiali. ... Nel frattempo preso l'inverter da 3000 W; scelta tra Mean Well 3,2 kW e Creabest 3 kW (la stessa marca che avevo segnalato tempo fa riguardo batteria assemblata con bilanciatore attivo)... Visto la notevole differenza di prezzo il mio amico ha scelto il Creabest senza caricabatteria. Quando arriverà ci sarà modo di fare alcuni test...
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In risposta al messaggio di Emme48 del 16/01/2026 alle 07:23:17Il mio caso non è la quotidianità per cui le soluzioni adottate sono di conseguenza senza pensare di limare l'euro su ogni cosa, limare 5 mm dove si poteva, box di contenimento etc. Chiaro che se si dovesse fare un prodotto "standardizzato" con certi requisiti allora le scelte progettuali sarebbero diverse.
Già, hai fatto una batteria su misura, cucita addosso al sedile, forse si può modificare il box EEL per avere una blanda compressione, probabilmente vantaggiosa rispetto al solo contenimento. Penso che sia possibile sostituirele piastre di chiusura delle celle con delle piastre di alluminio di 1 cm di spessore. Comunque chi ha almeno 37 x 40 x 26h di spazio può installare 628Ah di batteia al litio Per le celle ho notato che basegreen ha esaurito molti prodotti,
In risposta al messaggio di il tornitore del 28/01/2026 alle 15:35:19Scusa ma non mi è chiaro.... è impossibile mantenere la compressione iniziale e consentire una dilatazione...è inevitabile che la dilatazione, anche se contenuta dalle molle, aumenti la compressione di partenza.
Ulteriore aggiornamento... Dopo aver chiesto altre informazioni al fornitore, per me essenziali così da procedere a fare un lavoro fatto con criterio per ciò che riguarda la compressione, ho ricevuto dati più precisi/verosimilie non i 2-2,5 mm di espansione generali dati da scheda tecnica che non mi convincevano. Lo spazio d'espansione che dovrò lasciare, post compressione iniziale di 3-4 kN, è pari all'1,5% dello spessore del pacco batteria; nel mio caso le celle sono circa 72 mm l'una, dovrò lasciare oltre alla compressione iniziale circa 4,3-4,4 mm di espansione. ... Ora con questo dato, che mancava, posso procedere a dimensionare il sistema compressivo con molle a tazza, o con molle da stampi se le trovo, secondo i vincoli che ho.
In risposta al messaggio di banoyo del 28/01/2026 alle 16:13:58La compressione non ha un valore preciso specifico oltre il quale la cella muore, il produttore raccomanda una misura e poi ti fornisce un range, ad esempio per le MB31 la compressione raccomandata è 3000-7000N. con una compressione istantanea massima che deve essere inferiore a 10000N.
Scusa ma non mi è chiaro.... è impossibile mantenere la compressione iniziale e consentire una dilatazione...è inevitabile che la dilatazione, anche se contenuta dalle molle, aumenti la compressione di partenza. La molla deve tenere la compressione e deve deformarsi solo per la dilatazione...come scegli le molle da utilizzare?
In risposta al messaggio di ciberbastard del 28/01/2026 alle 17:21:56Grazie , ora mi è chiaro.
La compressione non ha un valore preciso specifico oltre il quale la cella muore, il produttore raccomanda una misura e poi ti fornisce un range, ad esempio per le MB31 la compressione raccomandata è 3000-7000N. con unacompressione istantanea massima che deve essere inferiore a 10000N. Le molle hanno la funzione di mantenere una serie di celle dentro un range di compressione accettabile. Un po' come la temperatura, loro ti garantiscono un certo quantitativo di cicli a 25 gradi, poi la cella lavora anche a 15 e 35, a 90 magari si rompe.
In risposta al messaggio di il tornitore del 28/01/2026 alle 15:35:19Curiosità : ho l'impressione che queste celle siano più critiche di altre per quanto riguarda la compressione, dinpende dalla dimensione molto grande di queste celle?
Ulteriore aggiornamento... Dopo aver chiesto altre informazioni al fornitore, per me essenziali così da procedere a fare un lavoro fatto con criterio per ciò che riguarda la compressione, ho ricevuto dati più precisi/verosimilie non i 2-2,5 mm di espansione generali dati da scheda tecnica che non mi convincevano. Lo spazio d'espansione che dovrò lasciare, post compressione iniziale di 3-4 kN, è pari all'1,5% dello spessore del pacco batteria; nel mio caso le celle sono circa 72 mm l'una, dovrò lasciare oltre alla compressione iniziale circa 4,3-4,4 mm di espansione. ... Ora con questo dato, che mancava, posso procedere a dimensionare il sistema compressivo con molle a tazza, o con molle da stampi se le trovo, secondo i vincoli che ho.
In risposta al messaggio di Steu851 del 28/01/2026 alle 17:39:09A mio parere EVE ha introdotto una bella obsolescenza programmata.
Curiosità : ho l'impressione che queste celle siano più critiche di altre per quanto riguarda la compressione, dinpende dalla dimensione molto grande di queste celle? Altra cosa che non mi è chiara anche se probabilmenteè stato scritto, la dilatazione dipende dallo stato di carica o dalle correnti di carica/scarica? Nel primo caso c'è un grafico che quantifica la dilatazione in funzione del soc? É lineare o si concentra nell'ultimo stadio quando si superano I 3,45 V?
In risposta al messaggio di Steu851 del 28/01/2026 alle 17:39:09Da datasheet se lo interpreto correttamente la maggior dilatazione la hanno al 60% di SOC.
Curiosità : ho l'impressione che queste celle siano più critiche di altre per quanto riguarda la compressione, dinpende dalla dimensione molto grande di queste celle? Altra cosa che non mi è chiara anche se probabilmenteè stato scritto, la dilatazione dipende dallo stato di carica o dalle correnti di carica/scarica? Nel primo caso c'è un grafico che quantifica la dilatazione in funzione del soc? É lineare o si concentra nell'ultimo stadio quando si superano I 3,45 V?
In risposta al messaggio di The Illusionist del 28/01/2026 alle 18:44:30Winston produce ancora celle con chimica LiYP, ora c'è anche una cella da 500 Ah, quello che ha chiuso è il distributore europeo.
A mio parere EVE ha introdotto una bella obsolescenza programmata. Basta confrontare il loro case con quello delle Winston di qualche anno fa. E comunque a 10000 cicli non ci arriveranno mai.
In risposta al messaggio di Steu851 del 28/01/2026 alle 19:14:32Si adesso sono tutte fatte così infatti gli assemblatori che le usano (non compresse) le danno per 3000/5000 cicli parandosi il cubo.
Winston produce ancora celle con chimica LiYP, ora c'è anche una cella da 500 Ah, quello che ha chiuso è il distributore europeo. Comunque non è solo eve a produrre celle prismatiche con chimica LiFePO4 e case in alluminiosottile, son tutte fatte così, la tecnogia è ferma da anni, la novità sono queste celle da 628 Ah, che però a mio giudizio amplificano tutti I problemi delle celle prismatiche, magari sbaglio, ed è il motivo per cui ho posto il quesito sopra.
In risposta al messaggio di ciberbastard del 28/01/2026 alle 19:06:58Quindi arrivano alla massima dilatazione al 60% SOC, suppongo che tra il 60 ed il 100% la dilatazione sia trascurabile.
Da datasheet se lo interpreto correttamente la maggior dilatazione la hanno al 60% di SOC. The inherent characteristics such as the rebound of the electrode thickness may lead to cell expansion during use which generates force on the clamp, and the force increases with the attenuation of the cell capacity. The cell swelling force at BOL and EOL (60% SOH)
In risposta al messaggio di Steu851 del 28/01/2026 alle 19:30:24Dalle analisi fatte da YouTuber abbastanza preparati su tema LIFEPO4, la maggior degradazione della cella in mancanza di compressione la si ha nella prima parte di vita della cella e specialmente nei primi cicli. Tanto più sono alte le correnti di carica senza compressione tanto più la cella si ""rovinerà"". La compressione andrebbe fatta a cella scarica con SOC sotto il 30% proprio perchè poi inizia quella fase di dilatazione che incrementa man mano fino al suo picco al 60%, dopo il 60 non è trascurabile ma è decrescente la forza che esercita.
Quindi arrivano alla massima dilatazione al 60% SOC, suppongo che tra il 60 ed il 100% la dilatazione sia trascurabile. Il mio pacco non è composto da celle EVE ma lishen da 200 Ah, suppongo che il discorso non cambi senon per il fatto che la dilatazione sia proporzionale allo spessore della cella. Nei 4 anni d'uso sono sceso sotto il 50% forse una sola volta, ma sempre più del 45% quindi anche se la compressione è praticamente assente (2 piastre in resina da 1 cm con del filo di ferro a stringere) dovrebbero aver mantenuto le dimensioni. Ora vi pongo un quesito più serio, la compressione iniziale va fatta a cella scarica o carica? Nel primo caso caricando la forza di compressione aumenta, nel secondo caso scaricandola la compressione classica senza molle diminuisce
In risposta al messaggio di ciberbastard del 28/01/2026 alle 20:45:51Sai quantificare la corrente di carica che potrebbe danneggiare le celle?
Dalle analisi fatte da YouTuber abbastanza preparati su tema LIFEPO4, la maggior degradazione della cella in mancanza di compressione la si ha nella prima parte di vita della cella e specialmente nei primi cicli. Tanto piùsono alte le correnti di carica senza compressione tanto più la cella si rovinerà. La compressione andrebbe fatta a cella scarica con SOC sotto il 30% proprio perchè poi inizia quella fase di dilatazione che incrementa man mano fino al suo picco al 60%, dopo il 60 non è trascurabile ma è decrescente la forza che esercita. PS Io rispondo alle varie domande perchè son a ****eggio sul forum, però sicuramente utenti come Il tornitore saranno molto più preparati sul tema e potranno dare anche qualche risposta più esaustiva, prendi perciò comunque con legittimo dubbio le informazioni che riporto, perchè di base son solo quello che ho capito io documentandomi.
In risposta al messaggio di Steu851 del 28/01/2026 alle 21:09:01No onestamente non ricordo quanto fossero le correnti del test
Sai quantificare la corrente di carica che potrebbe danneggiare le celle? Tornando all'oggetto del post, siamo in presenza di una batteria da ben 628 Ah montata su un camper, non credo che supererà mai 0,2 C in carica e 0,3 C in scarica
In risposta al messaggio di banoyo del 28/01/2026 alle 16:13:58Sostanzialmente ti ha già risposto ciber*******.
Scusa ma non mi è chiaro.... è impossibile mantenere la compressione iniziale e consentire una dilatazione...è inevitabile che la dilatazione, anche se contenuta dalle molle, aumenti la compressione di partenza. La molla deve tenere la compressione e deve deformarsi solo per la dilatazione...come scegli le molle da utilizzare?