In risposta al messaggio di Sergione66 del 19/12/2023 alle 09:46:51veramente l'argomento iniziale era del 2021, come detto l'ho ripreso perché c'erano spunti interessanti e quindi mi sembrava potesse esserci continuità, ma ho specificato che ero interessato a soluzioni per eliminare le debolezze di un camper (ho visto che nn è vero che in 20anni si sia evoluta così tanto la situazione tecnica) verso il freddo volendo lavorarci n smart al mare d'inverno (che comunque in Liguria nn è così caldo come si potrebbe pensare) soluzioni anche disruptive che però si possono adottare... uno stimolo, le idee ce le ho ma vorrei un contributo per confrontarle con le mie...
L'argomento iniziale era come valutare la coibentazione ed ora si è passati a come migliorarla. Io credo che la valutazione vada fatta sulla base degli spessori di isolamento adottati e sulla presenza o meno di un doppiopavimento. Il tutto riscaldato da un impianto Alde a gas o Eberspächer/Webasto a gasolio (preferibile).. Sul fatto di migliorare quella esistente il discorso cambia parecchio per questioni di fattbilità, costi e pesi in gioco. Personalmente partirei con il prendere un mezzo con le caratteristiche citate in precedenza e non solo da me. Guardando come si comportano le persone che vivono in camper è evidente che uno dei sistemi migliori al di là della coibentazione del mezzo è quello di spostarsi al caldo in inverno ed al fresco in estate. Ed anche questo è stato detto. Fai le tue valutazioni e poi scegli il mezzo più adatto alle tue caratteristiche.
In risposta al messaggio di Gattosilvestro del 20/12/2023 alle 14:00:12concordo pienamente, ma anche che progettano per clienti temo come molti di quelli che leggo qui, che vogliono i confort ma sono anche nella possibilità di spendere senza sapere esattamente il business case di quell' che acquistano...
La differenza di temperatura tra le 2 zone è dovuta (credo) al fatto che la stufa è evidentemente posizionata nella parte posteriore del camper e l'aria calda generata arriva presto dietro mentre quella proiettata davantidurante il tragitto perde qualche grado ed esce con impeto inferiore. La parzializzazione delle bocchette può essere una soluzione. Però sono anni che mi chiedo chi è che progetta sti mezzi? Perchè lì sta l'errore di fondo. Chi costruisce camper non li usa e non sa. Una stufa posizionata centralmente garantirebbe una distribuzione omogenea dell'aria calda.
In risposta al messaggio di Bobottoebobotta del 20/12/2023 alle 21:16:09Confermo , in Liguria ci vivo e l'altro ieri alle 6 di mattina a casa mia vi erano 4,5 gradi e abito a 2 km dal mare..
veramente l'argomento iniziale era del 2021, come detto l'ho ripreso perché c'erano spunti interessanti e quindi mi sembrava potesse esserci continuità, ma ho specificato che ero interessato a soluzioni per eliminare ledebolezze di un camper (ho visto che nn è vero che in 20anni si sia evoluta così tanto la situazione tecnica) verso il freddo volendo lavorarci n smart al mare d'inverno (che comunque in Liguria nn è così caldo come si potrebbe pensare) soluzioni anche disruptive che però si possono adottare... uno stimolo, le idee ce le ho ma vorrei un contributo per confrontarle con le mie...
In risposta al messaggio di Roberto66 del 20/12/2023 alle 15:49:27Ho visto camper con la stufa sotto il frigo.
Chi li progetta lo sa come fare ma si scontra con l' esigenza di una pianta appetibile. La mia stufa e' posizionata in fondo attaccata al frigo (bella furbata) tubi corti , medi , lunghi e lunghissimi e ho la stessa situazionedi Andrea. Il cine pompa al minimo aria molto calda h24 , dopo diverse ore hai il problema opposto e devi aprire garage e telo cabina. Sicuramente la temperatura non e' uniforme da punta a coda angolo per angolo me se in dinette hai 24 gradi in garage ne hai 20... Penso che sia il motivo che spinge ad utilizzare l' ALDE nei modelli di fascia molto alta dove il costo della realizzazione si diluisce nel totale.
In risposta al messaggio di Gattosilvestro del 21/12/2023 alle 08:14:57Non credo sia il brand a decidere dove posizionare la stufa, ma il modello/pianta. Intendo dire che all'interno dello stesso brand, puoi trovare diversi posizionamenti in base alle disponibilità di spazio.
Ho visto camper con la stufa sotto il frigo. Una roba incredibile. Hymer, ad esempio e non è l'unico, piazza la combi sotto il divano della dinette, posizione centrale, distribuzione omogenea, chiappe al caldo ma sempremeglio (per me) che avere differenze di temperatura non trascurabili tra le diverse zone del camper. Sul classico mansardato poi, con la stufa in zona posteriore riuscire a sparare aria calda nel letto in piccionaia è ardua. L'aria esce ma ad una temperatura sensibilmente inferiore al/i letto/i dietro dove si muore di caldo. La separazione della cabina guida può aiutare ma si perde spazio fruibile, chi ha la semidinette non può fare nulla oltre che mettere la coperta esterna completa e attivare il ricircolo delle bocchette sul cruscotto.
In risposta al messaggio di Roberto66 del 19/12/2023 alle 11:10:01Grazie, fatto tutto quello che dici ma ci sono ancora aspetti tecnici che devono essere presi in considerazione... prima di vestirsi dentro come se stessi fuori...
Secondo me alcuni accorgimenti applicabili sono: Copertura termica esterna che arriva fino alle ruote (volente o nolente devi passare da li perche' e' un ponte termico importante) Ridurre gli spazi da riscaldare quindi chiudereil passaggio cellula cabina con del multistrato . Chiudere eventuali gavoni (ovvero chiudere l' eventuale accesso allo stesso dalla cellula) Nel caso applicare oscuranti termici (fatti su misura) alle finestre (altro ponte termico) Applicare degli isolanti sotto il materasso dove dormi. Applicare degli isolanti (pannelli in styrofoam o sughero ) all interno di armadi e pensili (occhio a lasciare un po di areazione) Applicare un telo multistrato a mo di tenda interna dove dormi avendo l' accortezza di lasciar passare dietro aria (rischio muffa o condensa). Tappeti o moquette pesanti sul pavimento (occhio pero' all igiene) In ultimo coibenta te stesso con dei pigiami in pile
In risposta al messaggio di wippet del 19/12/2023 alle 12:39:22Interessante romanzo, ma di poca utilità... magari scrivi un libro delle tue avventure, ne ho già visti tanti pubblicati
Ho avuto qualche breve esperienza di grande freddo in camper quando vivevo in Finlandia: un caro amico anche lui appassionato di pesca, mi portava spesso durante i we a pescare sul ghiaccio sul lago Inari, in Lapponia finlandese.Aveva un magnifico camper mansardato di marca Kabe, prodotto in Svezia e con specifiche adatte al clima artico. Non ricordo francamente molto sulle caratteristiche tecniche costruttive, ma so che aveva lo spessore delle pareti impressionante, e il doppio pavimento. Il riscaldamento era Alde. Appena arrivati al parcheggio del luogo di pesca, il primo lavoro da fare era quello di creare un muro di neve tutto attorno al camper, in modo da formare una camera d'aria sigillata tra il pianale e il terreno. Poi si mettevano gli oscuranti termici sui vetri della cabina, quelli corti, non quelli fino a terra. Infine si avviava l'Alde a tutta birra, e per due giorni eravamo al caldo (fin'anche eccessivo) senza problemi. Due batterie AGM da 100 e due bombole di gas propano da 10Kg bastavano dal venerdi sera alla domenica pomeriggio. Nessuna condensa interna e pochissima umidita', dato che come e' noto il clima lassu' in inverno e' particolarmente secco. Ricordo che la minima ci fu un gennaio in una notte di improvviso e non previsto Blizzard da est, il termometro esterno segno' -35 ed ovviamente non uscimmo a pescare, il mattino seguente facemmo rotta verso casa. Ma dentro il camper si stava benone, era fuori il problema, visibilita' zero e rischio di perdere l'orientamento a due passi dal camper! Abbiamo atteso che il vento si calmasse un po' e appena la vivibilità' ce lo consenti', ci mettemmo sulla provinciale per tornare lentamente a casa. Fu comunque una interessante esperienza. Il mio record personale di freddo, -43, lo toccai l'inverno successivo, a Utsjoki, vicino al confine norvegese. Una tempesta di neve mi sorprese durante una missione di lavoro, ma fortunatamente me ne stavo arroccato in un confortevole resort insieme ad alcuni clienti e ai gestori: non potemmo uscire per 48 ore, pena il congelamento del liquido oculare, che e' in quei casi il pericolo maggiore, salvo indossare speciali occhialini protettivi, di cui purtroppo eravamo sprovvisti. Il resort era perfettamente attrezzato ad evenienze del genere e anche peggiori (-50, mi dissero), e ci assicuro' una ottima temperatura interna, ma...tassativamente vietato uscire e tantomeno aprire una finestra nemmeno per un secondo. Non so immaginare quale tipo di camper avrebbe garantito la sopravvivenza in quelle estreme condizioni, per nulla rare a quelle latitudini.
In risposta al messaggio di Trave71 del 20/12/2023 alle 23:32:58Grazie per la conferma e per togliere di mezzo falsi miti...
Confermo , in Liguria ci vivo e l'altro ieri alle 6 di mattina a casa mia vi erano 4,5 gradi e abito a 2 km dal mare.. Poi di giorno si arriva a 12/14 ma senza scaldare non si sta, non fosse altro per una certa umidità. Ne sa qualcosa mio padre che al momento sta aspettando un pezzo della caldaia... Aldo
In risposta al messaggio di Bobottoebobotta del 22/12/2023 alle 18:10:23E qui ti sbagli!
Interessante romanzo, ma di poca utilità... magari scrivi un libro delle tue avventure, ne ho già visti tanti pubblicati
In risposta al messaggio di wippet del 23/12/2023 alle 00:08:49Ripeto, considerazioni inutili... come se tutti andassero a -35, se vuoi ti dico bravissimo e che eccezionali esperienze, così il tuo ego è appagato... comunque perdonami se non sono alla tua "altezza", forse sarebbe meglio scendere, è più facile cadere sai?
E qui ti sbagli! Intervento non pertinente al 100% all'argomento come tu lo hai riproposto? Leggi bene, troverai invece alcuni suggerimenti. Come ad esempio che il pavimento e' la fonte piu' importante dello scambio termico,secondo chi usa il camper normalmente nei climi artici. E come lo spessore delle pareti, alla fine, sia un passaggio quasi obbligatorio, senza il quale c'e' poco da fare. E ancora che il sistema Alde, contro il freddo quello vero, e' considerato il piu' efficiente, e anche il piu' economico, visti i consumi di gas ed energia che ho citato. E che sotto i -35 tutto diventa difficile, nessun camper e' piu' vivibile, non c'e' equipaggiamento che tenga. E che in certi luoghi del mondo il clima puo' diventare pericoloso, il camper che mette al riparo dai rischi estremi ancora non l'hanno inventato... Proprio attraverso le esperienze altrui, si possono spesso trarre utilissime indicazioni. I miei argomenti non ti interessano? Ma mica sei solo tu, qui, a leggere...difatti io rispondevo a Roberto66; francamente sono pochissimo interessato al tuo nuovo Van, al tuo Rustico/Fienile, al tuo lavoro smart e dove vai next week.
In risposta al messaggio di Bobottoebobotta del 06/01/2024 alle 22:53:27Ok, allora fai cosi': la prossima volta i miei post saltali a pie' pari, cosi' non sprechi il tuo tempo e non rischi eventuali spiacevoli frustrazioni.
Ripeto, considerazioni inutili... come se tutti andassero a -35, se vuoi ti dico bravissimo e che eccezionali esperienze, così il tuo ego è appagato... comunque perdonami se non sono alla tua altezza, forse sarebbe meglio scendere, è più facile cadere sai?
In risposta al messaggio di Bobottoebobotta del 19/12/2023 alle 00:44:51Smartworking, nextweek, ma che lingua parli? ahhahahha!
Sono stra d'accordo con te, infatti io vado al mare d'inverno per smartworking e al fresco in montagna d'estate, ma purtroppo, sono appena tornato da marina di Pisa e next week riparto, le temperature di notte erano scesea 4 gradi! Se non ci si vuole prendere una bronchite è necessario riscaldare... che poi si faccia con stufa a gas, radiatore ad olio o bruciatore a gasolio ok, dipende da molti fattori... il tema che però ho rinnovato riprendendo un vecchio post è come riparare il camper dal freddo ed aumentare la coibentazione laddove praticamente è inesistente... possibile che nessuno abbia idee, suggerimenti e si parli soltanto di caratteristiche di quel marchio più di un'altro eccetera? Lasciando stare le classiche coperture vetri ci saranno interventi come gli esempi da me fatti?
In risposta al messaggio di wippet del 19/12/2023 alle 12:39:22Wippet, il Camper svedese che mensioni e' il Kabe, marca conosciuta anche in Germania, montano finestre piu piccole, perche alla fine il calore lo si perde dalle finestre e Oblo'.
Ho avuto qualche breve esperienza di grande freddo in camper quando vivevo in Finlandia: un caro amico anche lui appassionato di pesca, mi portava spesso durante i we a pescare sul ghiaccio sul lago Inari, in Lapponia finlandese.Aveva un magnifico camper mansardato di marca Kabe, prodotto in Svezia e con specifiche adatte al clima artico. Non ricordo francamente molto sulle caratteristiche tecniche costruttive, ma so che aveva lo spessore delle pareti impressionante, e il doppio pavimento. Il riscaldamento era Alde. Appena arrivati al parcheggio del luogo di pesca, il primo lavoro da fare era quello di creare un muro di neve tutto attorno al camper, in modo da formare una camera d'aria sigillata tra il pianale e il terreno. Poi si mettevano gli oscuranti termici sui vetri della cabina, quelli corti, non quelli fino a terra. Infine si avviava l'Alde a tutta birra, e per due giorni eravamo al caldo (fin'anche eccessivo) senza problemi. Due batterie AGM da 100 e due bombole di gas propano da 10Kg bastavano dal venerdi sera alla domenica pomeriggio. Nessuna condensa interna e pochissima umidita', dato che come e' noto il clima lassu' in inverno e' particolarmente secco. Ricordo che la minima ci fu un gennaio in una notte di improvviso e non previsto Blizzard da est, il termometro esterno segno' -35 ed ovviamente non uscimmo a pescare, il mattino seguente facemmo rotta verso casa. Ma dentro il camper si stava benone, era fuori il problema, visibilita' zero e rischio di perdere l'orientamento a due passi dal camper! Abbiamo atteso che il vento si calmasse un po' e appena la vivibilità' ce lo consenti', ci mettemmo sulla provinciale per tornare lentamente a casa. Fu comunque una interessante esperienza. Il mio record personale di freddo, -43, lo toccai l'inverno successivo, a Utsjoki, vicino al confine norvegese. Una tempesta di neve mi sorprese durante una missione di lavoro, ma fortunatamente me ne stavo arroccato in un confortevole resort insieme ad alcuni clienti e ai gestori: non potemmo uscire per 48 ore, pena il congelamento del liquido oculare, che e' in quei casi il pericolo maggiore, salvo indossare speciali occhialini protettivi, di cui purtroppo eravamo sprovvisti. Il resort era perfettamente attrezzato ad evenienze del genere e anche peggiori (-50, mi dissero), e ci assicuro' una ottima temperatura interna, ma...tassativamente vietato uscire e tantomeno aprire una finestra nemmeno per un secondo. Non so immaginare quale tipo di camper avrebbe garantito la sopravvivenza in quelle estreme condizioni, per nulla rare a quelle latitudini.