quote:Risposta al messaggio di ik6Amo inserito in data 17/01/2012 08:55:27 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>> grazie ancora per la risposta! però nel mio caso tra le due batterie c'era diff di 6 mesi circa. è possibile tutto ciò? peraltro ho capito benissimo il discorso di come fa la batteria a ridurre la sua capacità di carica e scarica. a questo punto un'altra domanda... può dipendere dalla posizione? Mi spiego. quella buona era sotto lato passeggero ( dove arrivano tutti i cablaggi e dov'è collegato diretto anche l'inverter...e le altre utenze) quella che si è fusa stava invece sotto il sedile guida. Senza nulla collegato direttamente ( ma solo i cavi per il parallelo di giusta dimensione...) si potrebbe ovviare un pò al fenomeno, scambiandole di posizione? se così non fosse, allora a che serve il parallelo secco? mi vengono dei dubbi....[8)][8)][8)][8)] grazie
quote:Risposta al messaggio di ik6Amo inserito in data 17/01/2012 08:55:27 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>> Yes! Quoto! Io ho due batterie differenti (100Ah e 92Ah) con tecnologia differente (AGM e autotrazione) e funzionano alla perfezione, ma sono coscente sul fatto che non è ottimale ma si può fare tranquillamente. Magari dureranno un paio d'anni, ma non è certo "vietato" (come ho letto qui sul forum spesso) mettere due batterie differenti. Oramai le sfrutto, visto che sono seminuove, in vista di una sostituzione totale. -------------------------------------------- Francesco - Challenger Genesis 43 2011
quote:Risposta al messaggio di korrado58 inserito in data 18/01/2012 17:16:38 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>> Vero, hai ragione, chiedo venia. Comunque 16V sono comunque troppi per entrambi. -------------------------------------------- Francesco - Challenger Genesis 43 2011
quote:Risposta al messaggio di GinoSerGina inserito in data 18/01/2012 14:46:11 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>> E chi ha mai detto che è vietato parallelare due batterie differenti? Certo, non è il massimo ed è la strada verso un possibile guasto, occulto o meno. Se analizziamo le tue batterie, a scarica lenta ed automobilistica, vediamo che, ontre ad avere due tensioni tipiche a riposo, differenti, hanno una sostanziale differenza nella resistenza interna. Quella a scarica lenta, ha una resistenza interna più elevata dell'automobilistica, quindi assorbirà meno in una eventuale ricarica e fornirà meno corrente (ma qui è un discorso a parte che faremo poi) nella scarica; l'automobilistica è in grado, in virtù della ridotta resistenza interna, di fornire correnti molto forti, ma per brevi periodi. Le tensioni tipiche dovrebbero attestarsi, per la scarica lenta intorno ai 12,8-13V, mentre per l'automobilistica fra i 12,5 ed i 12,8V. Questo naturalmente, dopo che sono state caricate completamente e che hanno riposato almeno un'oretta, senza alcun prelievo di corrente. La differenza sta soprattutto nel prelievo di corrente; infatti mentre la scarica lenta attesterà la sua tensione verso un minimo di 12,5V e lo manterrà quasi costante per quasi tutta la durata della scarica; quando scenderà sotto i 12V, sarà quasi ora di ricaricarla. L'automobilistica si attesterà inesorabilmente intorno ai 12 - 12,2 V e, dopo un pò di scarica, scenderà anche ad 11,9-11,8, mantenendo tali valori di tensione per un certo lasso di tempo. Successivamente , all'arrivo ad 11,5V, si troverà nelle condizioni di dover essere ricaricata. Queste differenze portano, come si pèuò vedere, ad un lavoro molto diverso dei due accumulatori. Infatti nella carica l'automobilistica mangerà gran parte della corrente, limitando la carica all'altra e non permettendo il raggiungimento del punto massimo; mella scarica invece lavorerà soprattutto quella a scarica lenta, in virtù della tensione più elevata, mentre l'automobilistica sopperirà solo al fornire parte delle correnti più elevate. Per quanto riguarda la ricarica a 16V, se la corrente è opportunamente limitata e dosata, nel primo periodo di carica, è una tensione che va benissimo e serve soprattutto a "risvegliare" le batterie "addormentate". Come ho già detto, in certi casi ho fornito agli accumulatori anche 24V, limitando la corrente a valori di circa 1/50 della capacità della batteria, ottenendo il risveglio del processo elettrolitico. Naturalmente tali tensioni vanno usate con cautela e soprattutto con perfetta cognizioone di causa, limitando elettronicamente la massima corrente; altrimenti si rischia di far danni. Tali valori verranno raggiunti
quote:Risposta al messaggio di ik6Amo inserito in data 18/01/2012 19:05:37 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>> Se leggi altre discussioni sulle batterie, c'è chi sostiene che è vietatissimo mettere 2 batterie differenti. In effetti è come dici tu: le mie sono 1'automobilistica praticamente nuova, l'AGM è più vecchia ma in buono stato. In 2 giorni di libera, con uso intenso del Webasto e TV si scaricano in modo limitato, ma sono conscio che non dureranno molto tempo. Io credo che 2 anni li facciano tranquillamente: sempre meglio che buttarle. -------------------------------------------- Francesco - Challenger Genesis 43 2011
quote:Risposta al messaggio di GinoSerGina inserito in data 19/01/2012 00:03:30 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>> Nel forum c'è sempre la tendenza, da parte di qualcuno, ad estremizzare. Io personalmente dico che le batterie poste in parallelo debbono essere eguali di tipo, marca, capacità ed anzianità e che vanno messe in parallelo immediatamente, senza farle MAI lavorare da sole. Si tratta però di un discorso di affidabilità. Considerando come esempio affidabilità al 100% quando si usa una sola batteria, con due in parallelo avremo l'85%-90% se si rispettano i parametri sopra descritti. L'affidabilità poi scende drasticamente man mano che vengono meno tali parametri. Ecco quindi che non è vietato, ma consigliabile, porre in parallelo due batterie eguali.
quote:Risposta al messaggio di turbinello inserito in data 19/01/2012 00:47:33 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>> Nel tuo caso, se neanche con 16V riesci a caricare la batteria, si potrebbe provare ad elevare la tensione, mantenendo però un controllo elettronico della corrente (limitatoreelettronico di corrente funzionante fino al corto circuito) di 1/50 della corrente di capacità della batteria espresa in Ah. Io per questo uso un alimentatore professionale da laboratorio che eroga una corrente controllabile al mA, da 0 a 6A ed una tensione, controllabile al decimo di V, fino a 60V. Una volta stabilito il limita di corrente, attacco la batteria ed alzo poi gradualmente la tensione fino a far assorbire la corrente che ho stabilito. In virtù della limitazione in corrente, posso osservare nel voltmetro che la tensione, attestata all'inizio della carica a valori anche di 26-28V, va a scendere rapidamente fino a portarsi intorno ai 15-16V. Poi in genere scende più lentamente. Quando la tensione arriva intorno ai 13 - 13,5V, posso staccare l'alimentatore e passare al normale caricabatterie. Con questo sistema riesco a recuperare circa il 50% delle batterie che "curo", considerando però che queste non avranno MAI PIU' le caratteristiche originali di tabella ma una capacità di scarica più ridotta e resteranno sempre critiche nel sopportare una scarica profonda, pur consentendo l'utilizzo normale.
quote:Risposta al messaggio di ik6Amo inserito in data 19/01/2012 13:06:10 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>> ciao Ikamo.- si vede che sei un super professionista!! mi piacerebbe potertela portare per farls resuscitare! io non ho mezzi e strumenti adatti.. è un peccato buttarla perchè credo abbia 1 anno di vita..[:(!]
quote:Risposta al messaggio di turbinello inserito in data 20/01/2012 00:08:30 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>> Se capiti da queste parti (L'Aquila), posso provarci. Considera però che più la batteria resta in quello stato, più si allontanano le possibilità di recupero. E' dal 2009 che non faccio più cose del genere, poichè l'alimentatore che ho citato è restato nella mia casa resa inagibile dal terremoto. Si tratta di un oggettino che pesa una trentina di Kg, ed abbastanza voluminoso, quindi non posso portarlo dietro dove voglio. Per quanto riguarda la tecnica, sono un autodidatta. Mi piace spaziare in quasi tutti i campi tecnici, facendo studi specifici. Ho semplicemente un diploma da ragioniere, ma mi interesso di elettronica da quando avevo 14 anni; ora ne ho 63. Una volta avevo anche un laboratorio dove poter fare montaggi elettronici; il terremoto ha sconvolto tutte queste abitudini di vita.
quote:Risposta al messaggio di ik6Amo inserito in data 20/01/2012 09:45:35 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>> sentitamente vicino a quanto successo. alle volte quando si allenta il pressing dell'informazione, uno non direttametne coivolto, tende a dimenticare... grazie