Tralasciando il discorso esibizionistico citato da qualcuno, affermare che tutti i veicoli ricreazionali siano tutti uguali è equivalente ad affermare che le automobili siano tutte uguali. Solitamente tutte hanno quattro ruote, dei sedili, un volante e un motore, ma tra loro possono esservi differenze sostanziali tali per cui esse rispondono ad esigenze ben diverse in termini di prestazioni, comfort, immagine e così via. La stessa cosa accade per i veicoli ricreazionali che, in ogni caso, sono dei prodotti ancora più complessi avendo da fa combaciare una parte le esigenze di mobilità, dall'altra quelle della vivibilità.
Ora, ogni cosa andrebbe spesso valutata rispetto al proprio costo: un veicolo da 35 mila euro mi fornirà prestazioni di un tipo. Uno che ne costa il doppio di un altro e così via. Il tutto in termini di raffinatezza non solo dello stile, comunque sempre importante, ma della tecnica costruttiva, delle soluzioni tecniche adottate, della qualità dell'impiantistica, dei materiali, della meccanica di base.
Ci sono in giro un gran numero di tipologie di scocche. Si possono dividere in categorie, ma anche all'interno delle categorie ci sono molte, molte differenze. Prendiamo i normali pannelli sandwich già citati in questo 3d: si è detto che sono tutti uguali. Beh, non vi è nulla di più falso.
Ci sono produttori specializzati nella realizzazione di queste componenti che servono alcune aziende, ma vi sono tante aziende che si producono le proprie pareti da sole. Vi sono rivestimenti esterni in alluminio, in vetroresina o in alufiber, coibentazioni in polistirolo ad alta densità, styrofoam, poliuretano, RTM... E anche tra gli stessi materiali, vedi lo styrofoam, ve ne sono di diverse qualità: una cosa è lo styrofoam normale, un'altra è quello "originale" della Dow, impiegato sui veicoli di altissimo livello per la maggiore densità/robustezza/resistenza. Su uno non ci si può camminare, sull'altro tranquillamente sì. E poi cambiano gli spessori: come si fa a dire che i veicoli sono tutti uguali se alcuni hanno un isolamento da 25 mm e altri da 40? A fianco a questo, solo per quanto riguarda la scocca, un discorso importante riguarda l'intelaiatura delle pareti: può essere in legno, come avviene dagli albori di questo settore, oppure sfruttare tecniche più nuove e raffinate, vedi inserti in poliuretano o gabbie in Duralinox. Cambia realmente la sostanza, non solo la forma. Oppure pensiamo alle pareti autoportanti, completamente differenti per resistenza (e costo) rispetto a sandwich tradizionali.
Possiamo poi percepire la differenza tra la varie categorie di appartenenza di un veicolo dall'assemblaggio della scocca: si va dai classici tiranti in legno inclinati a 45° e avvitati tra loro, coperti da un mastice a caldo e rifiniti da un cantonale in alluminio con coprivite esterno o in abs a veri e propri quadri di alluminio imbullonati tra loro per una massima robustezza, oppure ancora una giuntura a binario direttamente sul tetto per evitare l'utilizzo di cantonali. Vi sono differenze, e anche rimarchevoli.
Ho letto che si è addirittura scritto che il doppio pavimento sarebbe quasi dannoso: beh, basta dare un'occhiata a come questa fondamentale componente tecnica equipaggi ormai stabilmente le realizzazioni a partire dai 60/70 mila Euro per capire che questa intercapedine offre la possibilità di avere una disposizione ideale dell'impiantistica in un vano a esso dedicato piuttosto che essere costretti a installazioni fantasiose con componenti sparse qui e là nel veicolo laddove gli spazi lo consentono. Se il doppio pavimento fosse realmente un problema, più che una risorsa, forse non sarebbe l'equipaggiamento standard di tutti i veicoli di fascia alta. Poi, certo, ci diversi sviluppi del concetto del doppio pavimento, da costruttore a costruttore. Ma si abbassa il baricentro, si sistemano condutture, tubazioni e componenti in luoghi riparati, protetti e solitamente di facile accesso. E per quanto riguarda i materiali di realizzazione, sono studiati per resistere senza problemi all'umidità. Sono sempre più frequenti, infatti, le realizzazioni di doppi pavimenti con doppio strato di vetroresina ed elementi strutturali o in alluminio o in poliuretano, entrambi imputrescibili.
Le differenze continuano nelle bandelle (abs, vetroresina o alluminio), nella qualità degli sportelli e delle serrature (semplici, con doppie guarnizioni, con serrature elettrificate...), nella qualità delle finestre (con o senza telaio), negli oscuranti (a rullo alluminizzato o a camera d'aria), per passare, poi, alla meccanica di base. Che può essere convenzionale, più vicina a una monovolume che a un bus, oppure l'esatto opposto. Cambiano i telai, le potenze dei motori, la presenza di accessori sempre più raffinati (vedi i sistemi di sospensioni autolivellanti a quattro canali), di cambi manuali, automatizzati o automatici con tanto di convertitori di coppia, la dotazione di accessori della meccanica.
E poi iniziano le differenze nella cellula: sono stati citati gli impianti idrici. Ebbene, vi sono differenze enormi. A partire dai serbatoi, che variano non solo per capienza e posizionamento, ma per materiale di costruzione (polietilene o polipropilene), nel sistema di scarico (invernale o no) e nella gestione delle acque reflue (con sistemi che, su determinati veicoli, consentono un facile raggiungimento del pozzetto di scarico). Cambiano le tubazioni, che possono essere tradizionali o rigide, di derivazione domestica, le giunture (fascette o innesti John Guest), le rubinetterie (inox o plastica), le pilette di scarico (in plastica da 20 mm di diametro o inox da 50 con tanto di sifone dedicato...). Possono cambiare significativamente i sistemi di riscaldamento (da 3, 4 o 6 kW), la distribuzione del calore (aria o acqua) e di conseguenza la costruzione del mobilio, che deve essere realizzato in funzione dell'uno o dell'altro sistema. Cambiano le qualità delle componenti (cerniere normali con pistoncino a gas, oppure cerniere inox a molla, o ancora cerniere con sistema di rientro assistito), i materiali (piani antigraffio, in vetroresina, in Corian, in materiale minerale...), gli spessori e la qualità della costruzione del mobilio (che spesso utilizza multistrati nobilitati, ma anche qui abbiamo differenze enormi, anche in termini di costi, tra materiali che potrebbero sembrare simili), delle componenti dei letti (un semplice piano in multistrato con un materasso in gommapiuma, una rete a doghe con un materasso a molle o una rete froli con un materasso in lattice o in memory foam assicurano comfort assai diversi).
E ancora, negli impianti elettrici, le performance date da un impianto con un trasformatore normale, anche se di qualità provata, saranno diverse da quelle fornite da veicoli in cui l'autonomia energetica è gestita da un impianto completo di MasCombi.
Tutto, certo, va sempre valutato rispetto al prezzo. Ma vi sono differenze enormi tra veicoli. Se le si vuole vedere, sono sotto gli occhi di tutti. Se invece si preferisce chiudere gli occhi e auto convincersi che “tanto è tutto uguale” allora è un altro discorso. Poi, ovviamente, ognuno sceglie il veicolo che, a suo modo di vedere, garantisce il miglior equilibrio tra costi e prestazioni, ed è giusto che sia così.
Ciao
michel
PS: sui Knaus dotati di doppio pavimento (gamme Sun-Traveller e Sun-Liner), il serbatoio di recupero è esterno, inserito in un doppio guscio poliuretanico in cui passano, a seconda del riscaldamento adottato, le serpentine dell’Alde o la canalizzazione dell’aria calda proveniente dalla stufa e servita da una valvola a farfalla con comando interno. Tutto ciò cambia, quest’anno, con il nuovo Sun-Ti, dotato di doppio pavimento con serbatoi interposti.
Modificato da travel liner il 11/10/2011 alle 22:02:31