Inserito il 19/04/2010 alle: 07:23:36
Piccolo vademecum problemi cuasati da animali
Meduse, pesci, rettili, insetti
Sono tanti i "nemici" che in estate possono rovinare le vacanze all’aria aperta, conoscerli meglio può aiutare a evitare il morso, la puntura o il trovarci in situazioni pericolose.
IN MARE
MEDUSE:Non è raro incontrare nelle acque dei nostri mari le meduse. Il contatto con i loro tentacoli urticanti provoca oltre al fortissimo dolore e bruciore, arrossamento con successiva comparsa di bolle.
Che cosa fare: rimanere in acqua, non sfregare la pelle ma tamponare con un batuffolo imbevuto con alcool (o liquido alcolico) o con ammoniaca, aceto o del bicarbonato stemperato in un po’ d’acqua di mare e mettere del ghiaccio. Applicare quindi pomate antistaminiche. Rimuovere senza toccarli direttamente eventuali tentacoli applicandovi sopra sabbia bagnata o poltiglia di bicarbonato o della normale schiuma da barba ed asportandola poi con qualsiasi cosa che possa essere usata a modo di spatola (es. tagliando una bottiglia di plastica vuota o il retro di un coltellino)
Cosa non fare: uscire dal mare e sciacquarsi con acqua dolce che provoca la rottura delle vescicole.
TRACINE,SCORFANI,PESCE LUCERNA in MARE, o i PESCI GATTO in ACQUA DOLCE:
sono muniti di aculei velenosi, vivono mimetizzandosi sul fondale marino e non è raro incontrarli anche a pochi passi dalla riva, nascosti sotto la sabbia dove è quasi impossibile accorgersi della loro presenza. Ma non di rado li possiamo trovare appesi agli ami delle nostre canne da pesca. Il veleno che iniettano è termolabile, viene perciò neutralizzato dal calore.
Che cosa fare :Per calmare il dolore, spesso molto forte, appoggiare la parte lesa sulla sabbia molto calda o immergerla in acqua caldissima almeno 1 ora, disinfettare e asportare eventuali spine, applicare pomate antistaminiche ed anestetiche è consigliata l’antitetanica.
RICCI di MARE
Sebbene non siano velenosi, i ricci di mare hanno aculei lunghi e molto fragili e può succedere di pungersi con essi. Queste punture nascondono l’insidia delle infezioni quindi se si ha la sfortuna di venire a contatto con essi cercare di staccare l'aculeo lentamente facendo ben attenzione che non si spezzi.
Che cosa fare: sciacquare bene la parte colpita con acqua di mare e disinfettarla e assicurarsi di aver tolto completamente gli aculei (eventualmente aiutarsi con una pinzetta da ciglia). Se la spina è profonda applicare un tampone imbevuto d’aceto per scioglierla ed eventualmente usare una pomata antibiotica
TAGLI DA CONCHIGLIE o CORALLO
Cosa fare: Pulire bene il taglio rimuovendo eventuali detriti e strofinare bene la ferita con acqua. Proteggere la ferita con bende o cerotto e controllare che non si formino infezioni, eventualmente applicare una pomata antibiotica.
SULLA TERRA FERMA
SERPENTI
Quando si passeggia nei boschi o nelle campagne è preferibile portare calzoni lunghi, scarpe alte e un bastone con il quale muovere cespugli ed erbe, facendo attenzione a non sedersi mai a terra senza aver prima controllato la zona, a non mettere le mani tra i cespugli senza averli prima sollevati, a non lasciare all’esterno incustoditi stivali, scarponi e contenitori vari, nei quali potrebbero entrare rettili.
Come comportarsi, se si incontra un serpente? La maggior parte dei serpenti presenti in Italia non è velenosa, unica eccezione sono le vipere, facilmente riconoscibili per la testa triangolare ben distinta dal corpo grosso e che termina con una coda corta e sottile. Altra differenza fra la vipera e gli altri serpenti sono i movimenti lenti, sinuosi e silenziosi mentre la biscia fugge velocemente e se ne percepisce il rumore fra erba e arbusti. I serpenti tendono l'agguato solo alle prede e non all'uomo. Una delle tattiche migliori è far finta di niente, ed essere in grado di mantenere il sangue freddo.
LE VIPERE: 4 sono le specie presenti in Italia, vipera comune (aspis),marasso (berus), vipera dal corno (ammodite) e vipera dell’Orsini (ursini).
Le vipere sono diffuse in tutta la penisola italiana e nelle isole, esclusa la Sardegna, non è vero che si trovano solo in luoghi sassosi esposti al sole, esse, si sono adattate a vivere nelle foreste montane come sulle scogliere marine in prati e paludi.
Di natura non aggressive lo diventano se spaventate o aggredite e possono spiccare salti verso l'alto mordendo tutto ciò che si trova a tiro, sebbene il loro morso generalmente non è mortale per una persona adulta e in buona salute a meno che il veleno non venga inoculato in un vaso sanguigno lo può diventare per bambini e persone deboli.
Cosa fare?...Prima di tutto MANTENERE LA CALMA
Effettuare una legatura stretta a monte della ferita, immobilizzare anche con un eventuale steccatura d’emergenza l’arto coinvolto (braccia o gambe) in modo da evitare sforzi muscolari (altrimenti il veleno entra in circolo più rapidamente), tenere il corpo al caldo con un eventuale coperta e recarsi al più vicino pronto soccorso, tenendo presente che non succede niente di grave se per raggiungerlo ci vorranno alcune ore.
EVITARE assolutamente di bere alcolici. Un tempo si diceva d’incidere la ferita e succhiare il veleno, anche questo è sconsigliato perché l’incisione può facilitare infezioni al ferito e avvelenamento a chi tenta di estrarre il veleno. (Il siero antivipera non è più in vendita nelle farmacie)
SCORPIONI
In Italia sono di piccole dimensioni, si trovano sotto le foglie, i sassi, sotto la corteccia degli alberi e in ogni altro luogo che offra un buon nascondiglio. La parte pericolosa è l’aculeo posto sull’ultimo segmento della coda, col quale inietta un liquido paralizzante nelle prede. La tossicità del veleno è superiore a quella dei serpenti ma data l’esigua quantità può essere pericolosa solo per bimbi o persone debilitate. La puntura provoca un fortissimo dolore e bruciore, con rigonfiamento della parte.
Cosa fare : mettere del ghiaccio e ricorrere al medico (utile anche una pomata cortisonica e antibiotica), ed eventuale antitetanica.
Cosa non fare: usare ammoniaca e alcool e assumere alcolici.
RAGNI
Le specie di ragni velenosi in Italia sono la malmignatta (ragno di Volterra) e la tarantola. La prima, che si distingue per tredici puntini rossi sul dorso, può essere molto pericolosa: la sua puntura provoca forti dolori, disturbi del sistema nervoso (tremiti, rallentamenti del battito cardiaco, contrazioni muscolari) che possono durare anche 5-10 giorni; non è quasi mai mortale. Molto meno grave è invece il morso della tarantola, un ragno grosso e peloso, che provoca soprattutto un forte dolore.
Che cosa fare: lavare,disinfettare e applicare del ghiaccio e ricorrere alle cure mediche presso il più vicino pronto soccorso
Cosa non fare: bere alcolici o incidere, favorirebbe la diffusione del veleno
ZECCHE
Le zecche, pur non essendo velenose possono provocare grossi danni alla nostra salute.
La zecca aderisce e penetra nella pelle attraverso il suo apparato boccale provocando prurito e fastidio localizzato, fino a produrre febbre e dolori muscolari diffusi accompagnati da disturbi neurologici.
Che cosa fare: intontirla con un batuffolo imbevuto d’alcool,assicurarsi che non vi siano residui nella cute che possono provocare infezioni, disinfettare abbondantemente e far vedere ad un medico.
Cosa non fare: strapparla senza averla prima intontita, possono restare parti del suo apparato boccale e provocare infezioni, sottovalutare una sua puntura può provocare encefaliti e altre serie malattie.
API, VESPE e CALABRONI
Più che un reale pericolo (sempre che non attacchino in sciami) la loro puntura arreca un acuto dolore e gonfiore e, nei casi più gravi, orticaria e asma bronchiale o, in persone particolarmente sensibili, uno shock anafilattico.
E’ la loro presenza che infastidisce soprattutto mentre si sta gustando della frutta, sorseggiando una bibita o preparando una bella grigliata di pesce. L’errore più frequente è quello di agitarsi per allontanarle, la miglior cosa sarebbe rimanere immobili aspettando che altro attiri la loro attenzione (mi è stato suggerito di utilizzare un cucchiaio di marmellata o del miele in un piattino diluito con un po’ d’acqua posizionato a poca distanza da dove ci troviamo e devo dire che funziona), ma se nonostante ciò si viene punti continuate a leggere...
Che cosa fare: controllare che l’aculeo non sia presente (succede in caso si sia stati punti dalle api, toglierlo facendo ben attenzione che non ne rimangano dei frammenti afferrandolo con delle pinzette da ciglia), ed applicare del ghiaccio. In caso che si presenti l’orticaria applicare della pomata antistaminica, se si viene punti in bocca ricorrere immediatamente al pronto soccorso
TAFANI
Il tafano è una grossa mosca, ma molto più grande e può arrivare alla lunghezza di 2 centimetri. Solo la femmina punge per succhiare il sangue. La sua puntura provoca prurito, arrossamento e gonfiore che può dare origine alla formazione di pus e può essere veicolo di malattie infettive.
Che fare: lavare accuratamente con acqua e sapone il punto interessato e quindi disinfettare, per alleviare il dolore e il gonfiore utilizzare un cubetto di ghiaccio e, applicare una pomata antistaminica.
ZANZARE
Mentre fino a parte del secolo scorso le zanzare erano apportatrici di Malaria con le varie bonifiche questa malattia è scomparsa dalle nostre regioni, e seppure siano fastidiose soprattutto nelle ore crepuscolari e durante la notte oltre al ponfo (o vescicola) e gonfiore rosso pruriginoso non creano grandi problemi alla nostra salute. Diverso discorso è per la zanzara tigre, comparsa nelle nostre regioni nell’ultimo decennio. La si riconosce per la linea bianca sul dorso e per le linee bianche sulle zampe. Di sua natura vola bassa ed è per questo motivo che colpisce particolarmente caviglie e gambe preferibilmente di giorno. Spesso portatrice del virus Chikungunya, che provoca febbre, brividi, dolori articolari e muscolari con mal di testa. Se si dovessero manifestare ricorrere alle cure mediche per la profilassi.
PAPPATACIO
E’ un insetto piccolissimo (max 3 mm.) con ali molto grandi rispetto al corpo, molto simile alla zanzara e come lei preferisce le ore serali e notturne. E’ la femmina che ci punge di notte e lo fa senza far rumore… da qui il nome “Pappa e tace”. Le sue punture sono veramente fastidiose. E’ più pericoloso della zanzara. Infatti una sua puntura può provocare diverse malattie virali come la febbre del pappatacio e cutanee come la leismaniosi, molto più pericolosa per i nostri amici a 4 zampe che per l’uomo che ne può riconoscerne i sintomi.
Se nonostante i vari repellenti si viene punti:
Che cosa fare: normalmente è sufficiente lavare con acqua e applicare del ghiaccio e della pomata antistaminica e eventualmente ricorrere alle cure mediche.
Cosa non fare: grattare o incidere il pomfo
PIPISTRELLI
Niente timore invece se s’incontra un pipistrello, piccolo mammifero notturno. In Italia si nutrono soltanto d’ insetti, in particolar modo di zanzare e similari, ignorando completamente la presenza dell'uomo.
consiglio di stamarlo e portarlo dietro. ho visto una puntura di tracina ed il piede si gonfia come un pallone.
Stefano