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In occasione del meeting organizzato dalla Gest Camp market, importatore per l’Italia dei marchi Challenger, Eura Mobil, Caravelair e Sterckeman, abbiamo avuto il piacere di incontrare l’azionista di maggioranza di Trigano Spa, Francois Feuillet; è stata l’occasione per fare il punto sulla situazione attuale e fare chiarezza su alcune indiscrezioni che da tempo si susseguono tra gli addetti ai lavori. La prima domanda riguarda proprio i “rumors”, che vorrebbero come cosa fatta l’acquisizione della Sea Camper (Elnagh, Mobilvetta e Mc Louis) da parte di Trigano Spa: cosa c’è di vero? “Smentisco queste voci, che non hanno nulla di ufficiale e di fondato. Forse dipendono dal fatto che Trigano in questo momento è l’unica azienda del panorama europeo in grado effettivamente di compiere una operazione di questo genere, data la sua solidità aziendale, con una situazione priva di debiti, e per il fatto di essere guidata dallo stesso azionista di maggioranza da ormai 31 anni. Trigano è una spa, quindi ogni iniziativa intrapresa che potrebbe influire sulla variazione del prezzo delle azioni deve essere comunicata agli altri azionisti, cosa che non è avvenuta. E’ vero che il gruppo è in continua espansione, e valuta tutte le possibilità; infatti nelle ultime tre settimane sono stati acquisiti tre marchi importanti, la Ocs, ditta olandese leader nel settore degli accessori, una azienda norvegese leader nella fabbricazione di carrelli, e la Notin, piccolo costruttore francese di camper di fascia alta.”id="red"> Come giudica la difficile situazione attuale del mercato italiano? “L’Italia in questo momento patisce più di altri mercati europei la crisi, e i motivi sono molteplici. Prima di tutto in Italia il mercato è costituito prevalentemente da famiglie, che in questo momento sono le più colpite dalla crisi e non vengono finanziate da banche o finanziarie per l’acquisto di un camper. In Francia e in Germania la maggior parte dei possessori di camper sono pensionati, che hanno investito parte dei loro risparmi nell’acquisto di un camper e hanno per la maggior parte una situazione finanziaria più stabile e meno condizionabile dalla crisi. Poi ci sono problemi storici come una mancanza di aree di sosta sul territorio, il che naturalmente disincentiva all’utilizzo del camper. Un altro problema è costituito dalla comunicazione e dalla promozione del camper: in Italia i costruttori, anche negli anni in cui il mercato “tirava”, non hanno mai approntato una comunicazione importante sui media per far conoscere il camper veramente a tutti. Situazione alla quale è stato in parte posto rimedio negli ultimi anni con campagne pubblicitarie in televisione e sulla radio su iniziativa di Apc-Anfia. Infine la rete dei concessionari italiani deve cambiare: servono concessionari più professionali, con strutture adeguate, una giusta esposizione di accessori al proprio interno, un servizio post vendita di livello, con la possibilità di effettuare la manutenzione del veicolo e i tagliandi di garanzia anche sulla meccanica. Non tutti questi servizi in genere non vengono forniti; fanno naturalmente eccezione alcune strutture ottimamente attrezzate . Come è andata la commercializzazione del Challenger Prium? “E’ stato un successo, le vendite sono state sopra le aspettative e continua ad andare molto bene. Ricordo che un concessionario ne ordinò uno per farmi piacere e attirare i clienti con un mezzo particolare, ma non pensava di rivenderlo subito; poi invece cominciò a prenotarne un altro e un altro ancora…Il Prium è stato un mezzo importante perché incarna un concetto a noi caro: bisogna offrire al cliente sempre qualcosa di nuovo” Ma prima erano uscite queste ....http://www.agenziaimpress.it/ne...
Camper in crisi, non c’è pace per la Triganò. Contratto di solidarietà in scadenza, i lavoratori vogliono la proroga Sono 340 i dipendenti che rischiano il postoid="red">. Le istituzioni esprimono solidarietà e chiedono il riconoscimento come distretto di rilevanza nazionale La proroga del contratto di solidarietà in scadenza a settembre, salvaguardando le professionalità presenti in azienda e il riconoscimento del distretto del camper della Valdelsa come area di rilevanza nazionale. E’ la richiesta dei lavoratori della Triganò, azienda valdelsana di produzione di camper con sede a San Gimignano. L’incontro con il sindaco di San Gimignano Proprio questa mattina una delegazione della Rsu della Triganò è stata ricevuta dal sindaco di San Gimignano Giacomo Bassi. «Il mio sostegno e quello di tutta l’amministrazione comunale va ai lavoratori e alle famiglie che stanno vivendo momenti difficili di incertezza sul proprio futuro e che si stanno adoperando per avere garantito quel posto di lavoro che è e dovrà essere riconoscimento in primo luogo di una professionalità unica e di una dignità umana fuori e dentro la propria azienda. Ho accolto di buon grado i lavoratori di una delle aziende produttive nel settore della camperistica più importanti del nostro territorio – ha aggiunto Bassi – e li ringrazio per avermi illustrato il quadro preciso della loro vertenza e delle trattative in corso per il rinnovo del contratto di solidarietà in scadenza a settembre. L’amministrazione comunale di San Gimignano, insieme alle altre amministrazioni valdelsane e alla Provincia di Siena, continuerà ad avere una parte attiva anche nei giorni a venire garantendo la piena solidarietà a tutti i 340 lavoratori e, soprattutto, assicurando il massimo impegno affinché la vicenda trovi un esito favorevole raggiungibile con l’accordo tra le parti. Credo infine che debba essere ripreso, insieme alla Regione, il tema della creazione del Distretto del Camper che potrebbe produrre vantaggi significativi». La solidarietà del sindaco di Poggibonsi «La condivisione delle preoccupazioni è totale come è totale l'appoggio alla richiesta di supporto in questa delicata fase – ha detto il sindaco di Poggibonsi, Lucia Coccheri, che aveva incontrato la delegazione nella giornata di ieri - La Triganò è una delle nostre principali aziende attive nel settore del camper, che a sua volta è uno dei settori "principi" dell'economia della Valdelsa e anche, purtroppo, uno dei settori maggiormente colpiti dalla situazione di crisi che ha logorato gradualmente famiglie, lavoratori, imprese e le cui conseguenze sono sempre più difficili da arginare. L'amministrazione poggibonsese, come già accaduto in tempi recenti, sarà presente e parte attiva in tutta la vicenda che vede attualmente i lavoratori in sciopero, affinché le criticità presenti siano gestite attraverso l'uso degli strumenti messi in campo, e con un forte senso di responsabilità da parte di tutti». L'incontro in Provincia Cento lavoratori hanno manifestato ieri in Piazza Duomo a Siena e una delegazione ha poi incontrato l'assessore provinciale alle attività produttive, Tiziano Scarpelli. «A ognuno dei 340 lavoratori e alle loro famiglie - ha detto Scarpelli - vanno la nostra solidarietà e vicinanza per una situazione di incertezza occupazionale che si protrae ormai da anni. Per lunedì 28 maggio abbiamo già convocato un incontro con la Rsu e i sindacati con i sindaci di Poggibonsi e di San Gimignano, per rinnovare ancora una volta il sostegno delle istituzioni in un momento delicato e complesso per i lavoratori della Trigano, che sono coinvolti nelle trattative con l'azienda per il rinnovo del contratto di solidarietà che scadrà nel mese di settembre». La vicenda Era il settembre 2010 (leggi) quando le Rsu raggiunsero l’accordo con i vertici aziendali: il contratto di solidarietà avrebbe garantito aglioltre 300 lavoratori di mantenere il loro posto. Con questo accordo l’azienda rinunciava alla richiesta di Cassa integrazione in deroga e concordava con i sindacati sul ricorso ai contratti di solidarietà, che in tutti questi mesi hanno comportato una riduzione di orario a fronte di una riduzione delle produzioni. L'intesa si avvaleva degli incentivi messi a disposizione dei lavoratori dalla regione Toscana per integrare la perdita di reddito. La scadenza del contratto di solidarietà Nei giorni scorsi l’assemblea alla Triganò ha dato mandato alla RSU con 195 voti favorevoli e 61 contrari di proseguire il confronto con la Direzione aziendale per raggiungere un accordo sulla proroga del contratto di solidarietà in scadenza il prossimo 15 settembre. L’azienda aveva prospettato la possibilità che la prosecuzione del CDS fosse subordinata ad una ristrutturazione più generale che prevedeva investimenti per internalizzare alcune attività oggi esternalizzate ma a patto che le risorse per questi investimenti fossero recuperate dalla riduzione di una parte di salario extra contratto nazionale che oggi i dipendenti percepiscono; inoltre le internalizzazioni avrebbero consentito di recuperare una trentina di esuberi ma rimaneva comunque, a prescindere dalla solidarietà attivata, il problema ancora per 15 persone tra dirette ed indirette. I prossimi passi A giugno la Provincia di Siena incontrerà le Rsu e le proprietà di tutte le aziende del camper della Valdelsa per discutere della difficile situazione economica e per dare avvio a una serie di progetti che guardano al futuro. Tra questi la possibilità di far ottenere al distretto del camper della Valdelsa il riconoscimento di distretto di rilevanza nazionale, per portare avanti una serie di azioni a sostegno dello sviluppo e dell'occupazione che, allo stato attuale, non è possibile attivare. ma a chi bisogna credere?!?! NoN SoNo BelLo ... PiAcCiOhttp://www.valdelsa.net/det-cy3...
Il camper in Val d'Elsa, la Fiom: «In quattro anni persi oltre 350 posti di lavoro e produzione giù del 50%. Adesso tutelare l'occupazione» 08-08-2012 CAMPER VAL D'ELSA | Il Segretario Generale FIOM CGIL Siena, Marco Goracci, interviene sulla situazione del camper in Val d'Elsa, presentanto uno "storico" della crisi del settore e disegnando prospettive immediate e future. «I primi segnali di cedimento - afferma Goracci - si presentarono esattamente quattro anni fa. Abituate nei due lustri precedenti a una crescita costante del 10% annuo, senza per questo aver messo in atto sforzi particolari o accattivanti azioni di marketing, nel 2008 le aziende produttrici di camper furono costrette a ripensare totalmente il loro futuro. Una produzione, come è noto, che tutt'oggi vede in Val d'Elsa, fra Siena e Firenze, ben oltre il 90% di camper prodotti a livello nazionale. Un giro d'affari che negli anni buoni superava i 600 milioni di euro, contribuendo in modo determinante al prodotto interno lordo della provincia di Siena; circa 14mila i camper che in un anno, usciti dalle linee di produzione e caricati sulle bisarche, sfilavano in code interminabile sulle nostre strade alla volta di ogni dove; un numero di occupati, che nelle maggiori aziende produttrici (Trigano, Rimor, SEA, Giottiline, Laika) in certi momenti ha sfiorato i 1.400 addetti». «Ma questi altro non sono che numeri di un recente passato. Il presente - spiega il rappresentante della Cgil - è ben diverso, e poco spazio lascia all'entusiasmo. Basti pensare che nell'arco di un quadriennio solo nella Val d'Elsa senese si sono persi oltre 350 posti di lavoro; la produzione è scesa circa del 50%; le immatricolazioni di camper nuovi, in Italia, dalle 15mila del 2007 sono stimate sotto le 5mila per l'anno in corso». «Se il modello di società che si sta sempre più affermando - continua Goracci - riduce tempo libero e risorse ai cittadini, anche il mercato turistico è destinato a contrarsi e mutare profondamente. Nel momento in cui molte persone hanno perso il loro lavoro e altrettante rischiano seriamente di perderlo, la pensione è sempre più una meta da raggiungere in tarda età, gli stipendi sono sempre più bassi, la condizione di precarietà si sta generalizzando, è ovvio poi che sempre meno cittadini prenderanno in esame l'idea di comprare un camper, mezzo che rappresenta la sintesi della correlazione fra tempo e denaro: soldi per acquistarlo, tempo libero per utilizzarlo. Forse le politiche di austerità, rigore, aumento dell'imposizione fiscale, taglio dello stato sociale, perpetrate da questo Governo, hanno qualche negativa ricaduta anche in questo settore?». «Trigano - si legge nella nota - ha dichiarato ulteriori 110 esuberi rispetto all'attuale forza lavoro di 343 dipendenti; Rimor ha formalizzato la chiusura definitiva di uno stabilimento, con l'intenzione di licenziare 67 lavoratori su 241. Quasi 180 posti di lavoro in discussione già da fine estate. Da tempo circolano indiscrezioni, mai smentite, su una possibile fusione o accorpamento, che potrebbe interessare le aziende più importanti del settore collocate nei comuni di Poggibonsi e San Gimignano.id="red"> Ipotesi che sì, potrebbe permettere la creazione di un polo produttivo più efficiente e competitivo, ma a quale prezzo? Come in tutte le fusioni di aziende, ulteriori tagli occupazionali e quindi ulteriori disoccupati. La proposta portata avanti recentemente dai nostri amministratori locali di chiedere al Ministero dello Sviluppo Economico il riconoscimento per l'area interessata della denominazione di "distretto" produttivo di rilevanza nazionale, pur ammirevole nella logica di intercettare risorse economiche da far confluire nel territorio, non può prescindere dalla salvaguardia occupazionale. Viceversa, la rilevanza nazionale rischia di essere un riconoscimento fine a se stesso, senza ricadute apprezzabili sull'occupazione e sull'economia del nostro territorio». ma i nomi delle società coinvolte non li dicono mai!?!? NoN SoNo BelLo ... PiAcCiOhttp://ricerca.repubblica.it/re...
Crisi del camper, non resta che allearsi FIACCATO da una crisi economica che in questo settore ha colpito duro, il distretto del camper nella Valdelsa senese e fiorentina cerca l' ancora di salvezza in aggregazioni tra i principali gruppi del territorio. Sarebbe la multinazionale francese Trigano, presente con uno stabilimento a San Gimignano, a guidare le danze alla ricerca di partner. Nelle settimane scorse Trigano avrebbe corteggiato Rimor, marchio storico a capitale locale, costretto dalla congiuntura a chiudere uno dei suoi due stabilimenti senesi (quello di Radicofani). Adesso, però, sono in ribasso le quotazioni di questo accordo, mentre prenderebbe quota l' ipotesi di un matrimonio tra Trigano e Sea, altro gruppo importante presente nel territorio, proprietario dei marchi Mobilvetta, Miller e Mc Louis e controllato da fondi, banche e finanziarie. Su queste voci di aggregazione il sindacato si mostra diffidente. «Sono ipotesi - dice Marco Goracci, segretario generale della Fiom-Cgil di Siena - che sì, potrebbe permettere la creazione di un polo produttivo più efficiente e competitivo, maa quale prezzo? Come in tutte le fusioni di aziende, ulteriori tagli occupazionali e quindi ulteriori disoccupati» aggiunge Goracci, scettico anche sull' utilità a fini di salvaguardia occupazionale della istanza, sostenuta dagli amministratori locali, di chiedere al ministero dello sviluppo economico il riconoscimento per l' area della denominazione di «distretto produttivo di rilevanza nazionale», in modo da intercettare risorse economiche. Ma oggi l' emergenza del distretto toscano del camper, nel quale si produce più del 90% dei caravan italiani, è appunto quella occupazionale, legata al crollo dei consumi interni: in quattro anni la produzione locale, che negli anni d' oro garantiva un fatturato di 700 milioni e 2.000 posti di lavoro, è crollata del 50% per il calo delle immatricolazioni di nuovi mezzi, passate in Italia da 15.000 del 2007 a 5.000 stimate per il 2012. Il distretto ha perso 350 posti di lavoro. E le ultime «notizie dal fronte» sono che Trigano ha dichiarato ulteriori 110 esuberi rispetto all' attuale forza lavoro di 343 dipendenti e Rimor ha formalizzato che il prossimo 8 ottobre, quando scadrà la cassa integrazione, chiuderà definitivamente lo stabilimento di Radicofani e manderà in mobilità 67 lavoratori su 241. Soltanto questa estate, dunque, il distretto subirà un' emorragia di altri 180 posti di lavoro. I primi segnali di cedimento del distretto si presentarono esattamente quattro anni fa. Abituate nei due lustri precedenti ad una crescita costante del 10% annuo, senza per questo aver messo in atto sforzi particolari o accattivanti azioni di marketing, nel 2008 le aziende produttrici di camper furono costrette a ripensare totalmente il loro futuro. Va meno peggio a chi, come Laika, ha puntato sulla qualità alta della produzione e sui mercati esteri. E chi è passato da produzione seriale a sartoriale sulla base delle richieste fatte giorno per giorno dai concessionari. Altri hanno diversificato, dedicandosi ad esempio ad allestimento e componentistica di mega yacht- peraltro settore anch' esso andato in crisi - tentando così un seconda mini rivoluzione dopo quella della fine degli anni Settanta: allora il distretto valdelsano del camper nacque dalla riconversione dell' industria del mobile che spostò la produzione dall' edilizia alla casa su quattro ruote montata su chassis della grande industria automobilistica. alla fine un fondo di verità c'era. NoN SoNo BelLo ... PiAcCiO