In risposta al messaggio di Giovanni del 18/12/2025 alle 18:00:55L'Italia non è messa bene ma sicuramente meglio di altri Paesi.
Hai scritto: Ovviamente è necessario che gli Stati incrementino la produzione, soprattutto da rinnovabili, di energia elettrica adeguando anche gli impianti di distribuzione. Prendiamo l'Italia: l'energia idroelettrica,allo stato attuale, solo in parte può essere messa regolarmente in rete; la gran parte deve essere tenuta di riserva per i picchi di potenza richiesta e, con gli impianti solari, è un momento si e l'altro pure perché il fotovoltaico (come l'eolico) non è una fonte sicura H24. Tu caricheresti nelle ore notturne: con quale energia, con quella solare? Non possiamo costruire impianti per la produzione di energia dall'atomo; non possiamo costruire nuove centrali tradizionali che sarebbe, visto l'umore popolare, una contraddizione in termini: come produrremmo questa immensa quantità di energia? Poi, come hai giustamente osservato, ci sarebbe da rifare tutta la rete di distribuzione, dalla AAT, alla bt passando per l'AT e la MT. Al momento, con gli impianti siamo al limite; una ventina di anni fa s'era prospettato di elevare le relative tensioni per avere più corrente transitante sulle stesse linee ma si è rivelata una strada impossibile da mettere in pratica. Per adesso gli schiavi del ventunesimo secolo si sobbarcano l'onere dei privilegi per i soliti noti. Giovanni
In risposta al messaggio di il tornitore del 18/12/2025 alle 18:32:54"In compenso oramai nessuno più si lamenta dei 128 miliardi mal mal spesi del superbonus"
Prima perchè mancava l'infrastruttura e la nuova tecnologia non era/è usufruibile... Ora perchè è troppo capillare e sono soldi mal spesi perchè non vengono usate... Insomma, non ci si prende mai In compenso oramainessuno più si lamenta dei 128 miliardi mal mal spesi del superbonus. Ad ogni modo... Trovare la coincidenza tra tu che passi alle colonnine (qualunque essa sia AC o DC, più difficilmente le AC) e qualcuno che ricarica è improbabile se non in aree trafficate o snodi importanti; poi interpoliamo i dati delle immatricolazioni con anche i dati di quanti hanno garage/box privato per caricare il mezzo... E arriveremmo alla conclusione che l'infrastruttura pubblica viene usata solo in casi si vada oltre autonomia oppure quei rari casi di coloro che non hanno possibilità di caricare a casa. Infine c'è la variabile turismo dove esempio in TAA, Lago di Garda ed altre zone (che frequento spesso) le BEV ce ne sono diverse secondo ferie/festività... Esempio ad Affi ci sono 18 colonnine Ionity da 360 kW e durante l'estate non è difficile vederle quasi tutte occupate; idem quelle dentro al Grand'Affi di Electra da 300 kW (ce ne sono 12 di stalli), oppure anche quelle della A22... Giusto un'informazione... Il Comune di Affi prende circa 70.000 €/anno da Ionity per la concessione e circa 56.000 €/anno da Electra per 20 anni. ... Se si facesse meno disinformazione, oltre a prese di posizione ideologiche fondate su informazioni dubbie, forse ci sarebbero più elettriche e quindi qualche colonnina occupata in più... ... Aggiungo che spesso si sente dire che la maggior parte degli italiani non ha un box auto... Sembra che tale affermazioni sia una leggenda metropolitana secondo il rapporto Censis della Federprorietà del 2022 dato che si evince che il 69,2% degli italiani ha un garage/box privato dove abita.
In risposta al messaggio di salvatore del 18/12/2025 alle 19:28:26Eccezioni... Dipende dal punto di vista.
In compenso oramai nessuno più si lamenta dei 128 miliardi mal mal spesi del superbonus Una autentica tragedia italiana, vista anche e principalmente la percentuale degli abusi. Conosco benissimo la situazione di Affi, ede' l'unico posto dove vedo la fila alle colonnine. Non dimentichiamo che siamo sull' asse del Brennero, cioe' la principale porta di accesso in Italia dal nord Europa. Lo stesso per il Lago di Garda. Ma sono eccezioni. La regola sono la miriade di piccoli impianti in posti dove secondo me, non si e' mai fermato un veicolo elettrico.. Confesso che non mi aspettavo che ne installassero tanti. Chi e' convinto della bonta' dell' elettrico, fa bene a comprare un bev e installare la colonnina in casa. Colonnine non usate su spazi pubblici, cioe' di tutti, non vanno bene.
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In risposta al messaggio di IZ4DJI del 18/12/2025 alle 23:34:05Finalmente qualcuno comincia ad ammettere che il 2035 era un salto nel buio e stop totale ai motori termici era una voglia di fichi secchi
Tralascio le cose tecniche, pratiche e burocratiche per cui non ho competenze per poterne parlare e se non si sa bene le cose, meglio tacere. Però faccio un discorso che penso e spero possa essere dettato dal buon senso.Ora che finalmente sembra che questa assurda imposizione del 2035 sembra superata dallla logica e da come sotanno le cose, perchè ma le varie tecnologie dovrebbero farsi la guerra, o esserci dei fan di una o dell altra? Ogni tecnologia ha i suoi pro e i suoi contro, spesso che variano dall utente, da che uso ne fa e che necessità ha. Secondo me è giusto e anche logico che ogni tecnologia possa convivere con le altre, quelel ancora acerbe miglioreranno, attirando sempre piu persone, quelle che pian piano diventeranno obsolete o meno convenienti, verranno pian piano abbandonate, senza bisogno di imposizioni o di atti totalitaristici calati dall alto e senza nessuna base industriale. La tranzizione penso ci sarà, ma non imposta e quindi odiata, ma una cosa normale, e che avverrà da sola per libera scelta. Certo non ci voleva molto a capire che fare una cosa del genere per sola scelta ideologica, e imposizione, senza ascoltare le case automobilistiche, il rischio sarebbe stato in fallimento e chiusura della industria europea, avere milioni di lavoratori senza lavoro, alla fame, e quindi con rischio di rivolgimenti sociali. Ora mi sembra che la logica prevalga e con calma si arriverà a un risultato e senza traumi, sperando che il danno comunque fatto sia rimediabile. Io personalmente sarei anche propenso a auto elettriche (se ne facessero di guardabili e utili per me) nel momento in cui costasse uguale, si caricasse in 10 minuti e facesse 800km tranquillamente. Per il camper invece Diesel (o meglio ibrido plugin, magari con la carica che va anche sulla BS) forever, non mi vedo a cercare una colonnina nel mezzo dei deserti del Nordafriva o al centro di qualche pista in Islanda dove viaggiando quasi offroad, si avrebbe un consumo enorme e non vedo l elettrico fattibile almeno come è ora....ma nel futuro mai dire mai.
In risposta al messaggio di eolo 58 del 19/12/2025 alle 02:17:23era logico, volevo vedere da Trento in giù come si comportavano, non è che l’Europa deve salvare il pianeta, oltretutto per ricaricare tutte macchine elettriche si deve anche fare energia elettrica, pensate che con i fotovoltaici era sufficiente?
Finalmente qualcuno comincia ad ammettere che il 2035 era un salto nel buio e stop totale ai motori termici era una voglia di fichi secchi Vorrei vedere 13,5 milioni di addetti in Europa al settore automotive ritrovarsi ridimensionatie almeno dimezzati come numero se non si rivoltavano in massa. Una parte la riciclavano ma dato che il mercato elettrico automobilistico è in mano in buona parte hai Cinesi e altri con prezzi insostenibili per gli Europei si faceva presto a fare il botto con economia a rotoli
In risposta al messaggio di archimede1 del 19/12/2025 alle 08:26:31infatti... non è che sono più avanti loro, sono le imprese europee ad essere rimaste indietro, per scelta loro e dei politici.
In Europa vedrei molto bene gli ibridi evoluti, auto che sfruttano tutte e due le tecnologie. Pensa al vantaggio di eliminare cambio e frizione per avere piu confort. Auto da tutti i giorni in citta visto che ormai qui siamouna citta estesa sfruttando e modernizzando quello che sanno fare da decenni. Fare la guerra alla Cina sulle auto elettriche ormai è una partita persa, loro hanno investito e non avendo vecchi brontosauri specializzati sul termico hanno potuto scegliere quello che a loro costava meno, hanno investito per tempo sulle batterie. Praticamente adesso hanno il monopolio.
In risposta al messaggio di IZ4DJI del 18/12/2025 alle 23:34:05Io il tuo ragionamento lo capisco, ma credo non tenga conto di alcuni aspetti fondamentali.
Tralascio le cose tecniche, pratiche e burocratiche per cui non ho competenze per poterne parlare e se non si sa bene le cose, meglio tacere. Però faccio un discorso che penso e spero possa essere dettato dal buon senso.Ora che finalmente sembra che questa assurda imposizione del 2035 sembra superata dallla logica e da come sotanno le cose, perchè ma le varie tecnologie dovrebbero farsi la guerra, o esserci dei fan di una o dell altra? Ogni tecnologia ha i suoi pro e i suoi contro, spesso che variano dall utente, da che uso ne fa e che necessità ha. Secondo me è giusto e anche logico che ogni tecnologia possa convivere con le altre, quelel ancora acerbe miglioreranno, attirando sempre piu persone, quelle che pian piano diventeranno obsolete o meno convenienti, verranno pian piano abbandonate, senza bisogno di imposizioni o di atti totalitaristici calati dall alto e senza nessuna base industriale. La tranzizione penso ci sarà, ma non imposta e quindi odiata, ma una cosa normale, e che avverrà da sola per libera scelta. Certo non ci voleva molto a capire che fare una cosa del genere per sola scelta ideologica, e imposizione, senza ascoltare le case automobilistiche, il rischio sarebbe stato in fallimento e chiusura della industria europea, avere milioni di lavoratori senza lavoro, alla fame, e quindi con rischio di rivolgimenti sociali. Ora mi sembra che la logica prevalga e con calma si arriverà a un risultato e senza traumi, sperando che il danno comunque fatto sia rimediabile. Io personalmente sarei anche propenso a auto elettriche (se ne facessero di guardabili e utili per me) nel momento in cui costasse uguale, si caricasse in 10 minuti e facesse 800km tranquillamente. Per il camper invece Diesel (o meglio ibrido plugin, magari con la carica che va anche sulla BS) forever, non mi vedo a cercare una colonnina nel mezzo dei deserti del Nordafriva o al centro di qualche pista in Islanda dove viaggiando quasi offroad, si avrebbe un consumo enorme e non vedo l elettrico fattibile almeno come è ora....ma nel futuro mai dire mai.
In risposta al messaggio di MarcoBo del 19/12/2025 alle 10:33:22
Io il tuo ragionamento lo capisco, ma credo non tenga conto di alcuni aspetti fondamentali. Storicamente la società ha sempre introdotto regole per facilitare passaggi considerati preferibili o necessari, ed è una dellefunzioni principali della politica. Alcuni esempi banali ma significativi:obbligo delle cinture di sicurezza obbligo del casco obbligo scolastico obbligo di assicurazione RCA depurazione delle acque reflue normative sugli impianti elettriciSono esempi che oggi diamo per scontati, ma dimostrano che i grandi cambiamenti collettivi non avvengono per libera scelta spontanea: avvengono tramite regole che ne accelerano l’adozione e riducono i danni collaterali. L’idea che una transizione possa avvenire “naturalmente”, senza alcuna forma di indirizzo normativo, è per me storicamente falsa. Senza norme il mercato tende a conservare l’esistente, soprattutto in contesti culturalmente e industrialmente conservativi come quello italiano (e ancor più nella nostra regione). Il rischio concreto che vedo non è un eccesso di regolazione, ma l’opposto: che per inerzia o ideologia si continui a difendere una tecnologia oggettivamente meno efficiente, ritardando l’adozione di soluzioni migliori dove già oggi sono mature. Quanto alla crisi dell’industria automobilistica europea, le cause andrebbero cercate soprattutto in ritardi strategici e nella volontà di restare agganciati troppo a lungo a una tecnologia in declino. Questo dovrebbe far riflettere su quanto l’industria fosse davvero competitiva sul piano tecnologico, non su quanto siano “sbagliate” le regole. Ciao, Marco
In risposta al messaggio di MarcoBo del 19/12/2025 alle 10:33:22Dici cose giuste, e certo che i governi devono indirizzare verso un cambio di tecnologie, ma secondo me si puo fare in maniera differente e meno traumatica per tutti. Faccio un esempio, se piano piano il diesel diventa meno conveniente e appetibile, casomai tassando di piu il gasolio, e di pari passo riducendo i costi della eneria elettrica, o incentivando in modo che un auto elettrica o ibrida costi come una a gasolio, non sarebbe una imposizione, ma sicuramente tanti si farebbero i conti in tasca, e anche se non gli importa di salvare qualche "lombrico" in qualche remota parte del mondo, lo farebbero per convenienza. Ie scelte vanno guidate, non imposte.
Io il tuo ragionamento lo capisco, ma credo non tenga conto di alcuni aspetti fondamentali. Storicamente la società ha sempre introdotto regole per facilitare passaggi considerati preferibili o necessari, ed è una dellefunzioni principali della politica. Alcuni esempi banali ma significativi:obbligo delle cinture di sicurezza obbligo del casco obbligo scolastico obbligo di assicurazione RCA depurazione delle acque reflue normative sugli impianti elettriciSono esempi che oggi diamo per scontati, ma dimostrano che i grandi cambiamenti collettivi non avvengono per libera scelta spontanea: avvengono tramite regole che ne accelerano l’adozione e riducono i danni collaterali. L’idea che una transizione possa avvenire “naturalmente”, senza alcuna forma di indirizzo normativo, è per me storicamente falsa. Senza norme il mercato tende a conservare l’esistente, soprattutto in contesti culturalmente e industrialmente conservativi come quello italiano (e ancor più nella nostra regione). Il rischio concreto che vedo non è un eccesso di regolazione, ma l’opposto: che per inerzia o ideologia si continui a difendere una tecnologia oggettivamente meno efficiente, ritardando l’adozione di soluzioni migliori dove già oggi sono mature. Quanto alla crisi dell’industria automobilistica europea, le cause andrebbero cercate soprattutto in ritardi strategici e nella volontà di restare agganciati troppo a lungo a una tecnologia in declino. Questo dovrebbe far riflettere su quanto l’industria fosse davvero competitiva sul piano tecnologico, non su quanto siano “sbagliate” le regole. Ciao, Marco
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In risposta al messaggio di IZ4DJI del 19/12/2025 alle 11:20:24se fai solo 2000 km l’anno, un bel W8 e non ci pensi più, un mio amico ha preso proprio un W8 pick up benzina con impianto gas, di elettrico ha il motorino di avviamento, che poi è l’unico rumore che da fastidio di quel motore
Dici cose giuste, e certo che i governi devono indirizzare verso un cambio di tecnologie, ma secondo me si puo fare in maniera differente e meno traumatica per tutti. Faccio un esempio, se piano piano il diesel diventameno conveniente e appetibile, casomai tassando di piu il gasolio, e di pari passo riducendo i costi della eneria elettrica, o incentivando in modo che un auto elettrica o ibrida costi come una a gasolio, non sarebbe una imposizione, ma sicuramente tanti si farebbero i conti in tasca, e anche se non gli importa di salvare qualche lombrico in qualche remota parte del mondo, lo farebbero per convenienza. Ie scelte vanno guidate, non imposte. Capisco l esempio delle cinture o del casco, ma non calza tanto, in quanto non crea nessun problema, ha un costo modesto e sono tecnologie gia presenti da anni, le cinture gia comunque sulle auto da 40 anni ben prima dell obbligo. Certi obblighi diventano indispensabili perchè si vive in una società dove ci deve essere un equilibrio tra diritti e doveri e costi per la società. Secondo me, andrebeb incentivato molto l ibrido plugin, in pratica un auto elettrica in tutto e per tutto, ma con a bordo un piccolo motogeneratore da usare fuori città e per lunghe percorrenze. Potrebbe essere un cavallo di ***** per fare accettare a molti l elettrico e apprezzarne i vantaggi eliminando però gli innegabili svantaggi attuali. Anche le case automobilistiche potrebbero essere molto piu pronte tecnologicamente a produrre veicoli simili, anche sapendo di avere poi un mercato. Poi, se le cose vann come prevedibile, piano piano, saranno i consumatori a scegliere l elettrico quando avrà solo vantaggi e minori costi. Personalmente sono interessato a un Toyota Hi-Lux, ho visto che fanno anche la versione ibrida (anche se in tal caso solo mild Hybrid che è un altra cosa) ma prenderei comunque quello visto che il mondo va verso una certa direzione e penso che un domani potrebbe darmi qualche vantaggio pratico. Se facessero una versione elettrica con range extender (motogeneratore), e avesse ovviamente un costo paragonabile, sicuramente sceglierei quello, anche perchè negli ultimi anni faccio circa 2milakm all anno e piu o meno attorno a casa e quindi girerei al 90% elettrico. Ma mia moglie è molto meno interessata , e quindi forse nel frattempo cambieranno le tecnologie!
In risposta al messaggio di Giovanni del 19/12/2025 alle 10:52:53Non volevo convincerti, ma ridare un quadro generale, sembra che la transizione verso la mobilità elettrica sia diventato un caso unico
Marco, stavolta non mi convinci. Gli esempi che hai portato non vanno a rivoluzionare un qualcosa ma solo a rendere più sicuri e combattere l'analfabetismo. Dall'oggi al domani si poteva obbligare al casco, alle cinture;tutti a scuola ma le scuole c'erano e c'erano le maestre ed i maestri. Qui è diverso: non abbiamo abbastanza carburante per tutti e non è possibile distribuirlo capillarmente. Se tutte le auto, camion, eccetera fossero elettrici, dove si potrebbe ricavare questa massa enorme di energia. Il fotovoltaico è solo per illusi; il nucleare non si può. Poi anche i tempi di ricarica, al momento non accettabili. Io credo che se le energie spese per queste fissazioni dell'auto elettrica, del fotovoltaico, dell'eolico, fossero state destinate ad una ricerca su fonti veramente disponibili (tipo, per esempio, lo sfruttamento della forza di gravità oggi praticamente sfruttata solo nell'idroelettrico) e meno inquinanti, forse avremmo già raggiunto l'obiettivo. Non puoi per legge dire: tutto elettrico. Mai una innovazione è stata sviluppata per mezzo di obblighi di legge. Storicamente tutte le innovazioni sono avvenute per l'estro umano, non per legge. Se noi qui ci confrontiamo in questo forum non è certo per merito di una imposizione di legge che ha fatto nascere l'informatica, i computer, gli smartphone. Ma già nel tempo, la lavatrice, la televisione e un'infinità di altre innovazioni e rivoluzioni sono avvenute naturalmente, senza che nessuno obbligasse qualcuno ad inventare che so, la televisione od il computer. Giovanni
In risposta al messaggio di MarcoBo del 19/12/2025 alle 12:55:33Le tue analisi sono cristalline, in particolar modo la precedente.
Non volevo convincerti, ma ridare un quadro generale, sembra che la transizione verso la mobilità elettrica sia diventato un caso unico Il tema dell’energia “non sufficiente per tutti” è spesso usato come argomentoassoluto, ma non lo è. Anche nello scenario iniziale, la scadenza del 2035, era relativa alle nuove immatricolazioni. Il passaggio sarà graduale e distribuito su anni, non immediato. Anche nel 2035, avremmo avuto comunque auto termiche in circolazione, alcune acquistate nel dicembre del 2034 (ammesso che le produrranno ancora). Il trend di crescita delle rinnovabili è piuttosto marcato, e non si tratta solo di fotovoltaico. M c'è un aspetto che viene spesso ignorato: oggi la mobilità basata sui carburanti fossili funziona grazie a una logistica continua e complessa fatta di navi, raffinerie e TIR a gasolio che riforniscono capillarmente ogni distributore. L'energia elettrica gira sui fili, fatto l'impianto arriva, in fretta e ovunque. L'impianto lo fai una volta, lo dovrai mantenere ma non è pari a far arrivare un TIR ogni settimana al distributore del apesino sperso montano. Tu insisti che sono fissazioni, io girando con auto elettrica mi domando come diavolo abbia fatto fino ad ora a girare con un auto termica. Non sigifica che oggi sia adatta a tutti gli usi ma che oggi è già nettamente più efficiente in molti scenari. Non è l'imposizione di legge che ha fatto nascere il pc o l'informatica. E se pensi che il mondo IT non sia regolamentato oggi, ti invito a rivedere il tuo pensiero perché è un mondo incredibilmente denso di regole. La storia è piena di esempi in cui il mercato ha scelto soluzioni tecnologicamente meno efficienti per effetti di rete o inerzia (VHS vs Betamax è solo uno dei più noti). Ma anche elettrodomestici come la lavatrice sono fortemente regolamentati, sia nelle norme per la produzione, le certificazioni, le classi energetiche. E queste ultime spesso usate come strumento per guidare il consumatore (come nel bonus mobili). Il punto è questo: tutto si muove in questa direzione. Non perché “ce lo impongono”, ma perché è più efficiente nella maggior parte dei casi. Che poi non piaccia a chi ritiene normale fare ogni giorno 1000 km con un pieno fatto in 10 secondi è comprensibile, ma non rende la tecnologia meno valida. Ciao. Marco
In risposta al messaggio di il tornitore del 18/12/2025 alle 18:32:54io dati non ne ho ma la vorrei poter verificare questa cosa del 70% che hanno un box o garage di proprietà
Prima perchè mancava l'infrastruttura e la nuova tecnologia non era/è usufruibile... Ora perchè è troppo capillare e sono soldi mal spesi perchè non vengono usate... Insomma, non ci si prende mai In compenso oramainessuno più si lamenta dei 128 miliardi mal mal spesi del superbonus. Ad ogni modo... Trovare la coincidenza tra tu che passi alle colonnine (qualunque essa sia AC o DC, più difficilmente le AC) e qualcuno che ricarica è improbabile se non in aree trafficate o snodi importanti; poi interpoliamo i dati delle immatricolazioni con anche i dati di quanti hanno garage/box privato per caricare il mezzo... E arriveremmo alla conclusione che l'infrastruttura pubblica viene usata solo in casi si vada oltre autonomia oppure quei rari casi di coloro che non hanno possibilità di caricare a casa. Infine c'è la variabile turismo dove esempio in TAA, Lago di Garda ed altre zone (che frequento spesso) le BEV ce ne sono diverse secondo ferie/festività... Esempio ad Affi ci sono 18 colonnine Ionity da 360 kW e durante l'estate non è difficile vederle quasi tutte occupate; idem quelle dentro al Grand'Affi di Electra da 300 kW (ce ne sono 12 di stalli), oppure anche quelle della A22... Giusto un'informazione... Il Comune di Affi prende circa 70.000 €/anno da Ionity per la concessione e circa 56.000 €/anno da Electra per 20 anni. ... Se si facesse meno disinformazione, oltre a prese di posizione ideologiche fondate su informazioni dubbie, forse ci sarebbero più elettriche e quindi qualche colonnina occupata in più... ... Aggiungo che spesso si sente dire che la maggior parte degli italiani non ha un box auto... Sembra che tale affermazioni sia una leggenda metropolitana secondo il rapporto Censis della Federprorietà del 2022 dato che si evince che il 69,2% degli italiani ha un garage/box privato dove abita.
In risposta al messaggio di MarcoBo del 19/12/2025 alle 10:33:22no, l'affermazione per la quale senza norme il mercato tende a conservare l'esistente è assolutamente inesatta sul piano storico a meno che tu non metta l'aggettivo "monopolistico" o peggio ancora "oligopolistico" accanto alla parola mercato
Io il tuo ragionamento lo capisco, ma credo non tenga conto di alcuni aspetti fondamentali. Storicamente la società ha sempre introdotto regole per facilitare passaggi considerati preferibili o necessari, ed è una dellefunzioni principali della politica. Alcuni esempi banali ma significativi:obbligo delle cinture di sicurezza obbligo del casco obbligo scolastico obbligo di assicurazione RCA depurazione delle acque reflue normative sugli impianti elettriciSono esempi che oggi diamo per scontati, ma dimostrano che i grandi cambiamenti collettivi non avvengono per libera scelta spontanea: avvengono tramite regole che ne accelerano l’adozione e riducono i danni collaterali. L’idea che una transizione possa avvenire “naturalmente”, senza alcuna forma di indirizzo normativo, è per me storicamente falsa. Senza norme il mercato tende a conservare l’esistente, soprattutto in contesti culturalmente e industrialmente conservativi come quello italiano (e ancor più nella nostra regione). Il rischio concreto che vedo non è un eccesso di regolazione, ma l’opposto: che per inerzia o ideologia si continui a difendere una tecnologia oggettivamente meno efficiente, ritardando l’adozione di soluzioni migliori dove già oggi sono mature. Quanto alla crisi dell’industria automobilistica europea, le cause andrebbero cercate soprattutto in ritardi strategici e nella volontà di restare agganciati troppo a lungo a una tecnologia in declino. Questo dovrebbe far riflettere su quanto l’industria fosse davvero competitiva sul piano tecnologico, non su quanto siano “sbagliate” le regole. Ciao, Marco
In risposta al messaggio di MarcoBo del 19/12/2025 alle 12:55:33Perfetto.
Non volevo convincerti, ma ridare un quadro generale, sembra che la transizione verso la mobilità elettrica sia diventato un caso unico Il tema dell’energia “non sufficiente per tutti” è spesso usato come argomentoassoluto, ma non lo è. Anche nello scenario iniziale, la scadenza del 2035, era relativa alle nuove immatricolazioni. Il passaggio sarà graduale e distribuito su anni, non immediato. Anche nel 2035, avremmo avuto comunque auto termiche in circolazione, alcune acquistate nel dicembre del 2034 (ammesso che le produrranno ancora). Il trend di crescita delle rinnovabili è piuttosto marcato, e non si tratta solo di fotovoltaico. M c'è un aspetto che viene spesso ignorato: oggi la mobilità basata sui carburanti fossili funziona grazie a una logistica continua e complessa fatta di navi, raffinerie e TIR a gasolio che riforniscono capillarmente ogni distributore. L'energia elettrica gira sui fili, fatto l'impianto arriva, in fretta e ovunque. L'impianto lo fai una volta, lo dovrai mantenere ma non è pari a far arrivare un TIR ogni settimana al distributore del apesino sperso montano. Tu insisti che sono fissazioni, io girando con auto elettrica mi domando come diavolo abbia fatto fino ad ora a girare con un auto termica. Non sigifica che oggi sia adatta a tutti gli usi ma che oggi è già nettamente più efficiente in molti scenari. Non è l'imposizione di legge che ha fatto nascere il pc o l'informatica. E se pensi che il mondo IT non sia regolamentato oggi, ti invito a rivedere il tuo pensiero perché è un mondo incredibilmente denso di regole. La storia è piena di esempi in cui il mercato ha scelto soluzioni tecnologicamente meno efficienti per effetti di rete o inerzia (VHS vs Betamax è solo uno dei più noti). Ma anche elettrodomestici come la lavatrice sono fortemente regolamentati, sia nelle norme per la produzione, le certificazioni, le classi energetiche. E queste ultime spesso usate come strumento per guidare il consumatore (come nel bonus mobili). Il punto è questo: tutto si muove in questa direzione. Non perché “ce lo impongono”, ma perché è più efficiente nella maggior parte dei casi. Che poi non piaccia a chi ritiene normale fare ogni giorno 1000 km con un pieno fatto in 10 secondi è comprensibile, ma non rende la tecnologia meno valida. Ciao. Marco
In risposta al messaggio di Hecktor2 del 19/12/2025 alle 11:38:01In effetti, consumo, dimensioni di parcheggio etc, con così pochi km e in zona, non mi disturbano.
se fai solo 2000 km l’anno, un bel W8 e non ci pensi più, un mio amico ha preso proprio un W8 pick up benzina con impianto gas, di elettrico ha il motorino di avviamento, che poi è l’unico rumore che da fastidio di quel motore
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In risposta al messaggio di eolo 58 del 19/12/2025 alle 18:17:39credo che per produrla quell'energia la si possa produrre o forse addirittura già la si distribuisce, distribuirla è già una questione molto diversa e più complessa
Vedo che ci sono molti che esprimono opinioni e pensieri con dovizia di particolari, questo è sicuramente una cosa positiva, io sono molto pratico 1 quanta energia serve per alimentare un parco automobilistico enorme suscala mondiale? 2 allo stato attuale non si è in grado di produrla e tanto meno distribuirla in modo capillare 3 quanti decenni serviranno per creare queste condizioni e in quanto tempo si riuscirebbe a convincere il resto del mondo a seguire questa strada? Quindi a conti fatti la vedo dura passare da un estremo all’altro