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Stop diesel e benzina, solo motori elettrici

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impiegatodelvolante
impiegatodel...
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14/01/2010 29672
Rispondi Abuso
Inserito il 10/06/2022 alle: 13:25:58
In risposta al messaggio di Allegrovero del 10/06/2022 alle 12:23:47

Condivido pienamente quanto affermi e che il tutto sia colmo di zone grigie e punti di domanda, ma proprio per queste incertezze il mercato dei camper ne subira' conseguenze incalcolabili sia nel settore dell'usato e soprattutto
nelle contrattazioni di nuovi acquisti e modelli da parte dei costruttori e i nuovi acquirenti che ne stagneranno il mercato proprio per la mancanza di certezze.
...
Partiamo dal presupposto che il camper è un enorme giocattolo, e in quanto hobbie non è un bene indispensabile, quindi nel futuro ci saranno persone che hanno giocato e si ritroveranno per le mani un grosso giocattoli inutile e chi si avvicinerà a questo modo che dovrà spendere molti soldi per giocare
Ma, ripeto, è tutto utopistico
Silvio
17
masivo
masivo
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24/08/2008 15272
Rispondi Abuso
Inserito il 10/06/2022 alle: 13:42:28
Comunque la si guardi, per me principalmente è sempre un problema economico, ora bisogna vendere auto elettriche, ma non ci sarà nessuna convenienza futura, a impedire la circolazione a chi non ha un auto elettrica...certo ci saranno limitazioni e probabilmente tassazioni, differenti, sempre nei limiti per non fermare la libera circolazione.
Ivo
22
Giovanni
Giovanni
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28/08/2003 13211
Rispondi Abuso
Inserito il 10/06/2022 alle: 13:57:23

Mi sono espresso diverse volte sull'argomento. Ma, prima di tutto, dove sono quei forumisti che inneggiavano alla Merkel che aveva deciso la chiusura delle centrali nucleari tedesche entro il 2025, cioè dopodomani?  E questa è un'altra pussanata dell'UE. Ci ha messo non so quanti anni per decidere l'uniformazione della spina per ricarica dei dispositivi Usb, mentre ancora stiamo aspettando l'uniformazione delle prese elettriche (ben più importante dei telefonini), delle pompe GPL, e di non so quante altri oggetti da uniformare ci siano. E faccio una considerazione: i politici, di tutti i partiti, trombati in Patria (che già come politici nullafacenti è tutto dire) vengono collocati al Parlamento Europeo. Cosa possiamo aspettarci, da questi, qualche decisione logica?

Auto elettrica: prima dell'auto elettrica c'è da rifare tutta la rete di distribuzione elettrica nazionale; la consistenza degli impianti attuali a malapena soddisfa le esigenze normali; gli impianti elettrici di distribuzione hanno una vita media di 40 anni ma son oltre 20 anni che non si è intervenuti più su nulla. E l'energia per caricare questa massa di auto elettriche, dove la prendiamo? Ah, dal solare! In estate che si potrebbe andare in bici, il sole qualcosa farebbe, ma in inverno che facciamo? Siamo seri, col solare ci possiamo caricare le batterie del camper, ma non certo quelle di un parco vetture elettriche. Nessuno pensa che se c'è una settimana di tempo uggioso, che si fa, tutti a casa? 

Come è stato scritto prima di me, spero anch'io che sia solo una Gretinata per accontentare quelli che stanno rovinando il Pianeta, i professionisti dell'ambiente, quelli che credono e predicano che l'edera attaccata agli alberi fa bene all'albero su cui è attaccata. E c'è gente che crede a questi appendicoli. Con le energie economiche che questi ci hanno fatto e fanno buttare alle ortiche, se fossero state spese intelligentemente (bastava solo facendo il contrario delle loro prediche) a quest'ora avremmo avuto delle fonti alternative affidabili, certe e durature.

Giovanni
15
impiegatodelvolante
impiegatodel...
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14/01/2010 29672
Rispondi Abuso
Inserito il 10/06/2022 alle: 16:29:47
altra considerazione, il litio che serve per produrre tutte le batterie necessarie ai milioni di mezzi in  circolazione, sapete almeno quanto impatta sull'ambiente la sua estrazione?
foreste abbattute per estrarlo, sostanze chimiche riverse nel suolo in paesi dove dell'ambiente se ne sbattono altamente  l'importante è il guadagno
ma di che stiamo parlando??
Silvio
Norvegia up to Lofoten on the road
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Landshut in camper
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Germania del nord in camper 2017
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Grinza
Grinza
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16/02/2006 63384
Rispondi Abuso
Inserito il 10/06/2022 alle: 16:54:00
Bello,nel 2035 svenderanno tutte le auto rimaste nei piazzali sia benzina che diesel
il primo gennaio 2036 tuttele auto a motori endotermici valeranno zero
La mia prossima auto (nel 2025) sarà sicuramente elettrica
Il problema non è la gente che non comprende ma la gente che giudica quello che nemmeno comprende
latrofa124
latrofa124
-
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Inserito il 10/06/2022 alle: 17:51:16
È più probabile che la prossima Commissione UE, sempre che ci sarà, azzera tutto, sempre che nel frattempo non siamo ritornati al cavallo.
Roberto 
10
il tornitore
il tornitore
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25/08/2015 5897
Rispondi Abuso
Inserito il 10/06/2022 alle: 20:45:39
Per ora l'idrogeno è una strada impercorribile per via delle mostruose perdite specie se lo si valuta in ambito trasporti; può aver senso se c'è da immagazzinare dell'energia in surplus proveniente dalle rinnovabili. Poi a livello di infrastruttura si è ancor più indietro rispetto all'elettrico.
L'elettrico ha un rendimento globale superiore a qualsiasi altro sistema di alimentazione e che poi ha ben pochi anni di sviluppo alle spalle se paragonato al termico; idem l'infrastruttura.
Per me il sistema elettrico, elettrodotti verranno adeguati e non si avranno problemi.. Se pensiamo che nel 1970 il consumo lordo italiano era di circa 120 TWh e nel 2007 ha quasi toccato i 360 Twh (negli ultimi anni sui 300 TWh) senza avere blackout su scala nazionale.. Penso che si possa riuscire a tenere il passo della crescita graduale (e non dall'oggi al domani) della mobilità elettrica... Non credo che la rete dei distributori si sia fatta dall'oggi al domani, anzi da quando è stata commercializzata la prima auto sono passati circa 20 anni per vedere la prima stazione di servizio (attorno al 1920 a Roma).. Prima si andava in drogheria per comprare il carburante per l'auto.
Per la mia piccola esperienza vedo che pur essendo l'ultimo della linea di quartiere (paesino di poco meno di 10.000 abitanti contando le frazioni) quando carico al bisogno l'auto elettrica a 11 kW (solitamente attorno ai 4-6 kW) e in casa c'è altro attaccato per un totale di 15-16 kW non ci sono problemi di blackout e ho comunque 385-390 V sulla trifase.
Per le materie prime delle batterie ricordo che in buona parte sono costituite da alluminio, grafite, rame, nichel e poi cobalto, manganese e infine litio; di litio su una batteria da 100 kWh ci sono circa 16 kg di litio. Sempre il litio può essere estratto esempio dall'acqua di mare e risulta anche più conveniente a livello economico. 
.. Poi ora con le nuove NCM 811 la richiesta di cobalto e manganese si è ridotta del 50% rispetto alle 622 mentre è aumentata del 33% la quantità di nichel richiesta. Tanto per dire la maggior parte di nichel, a livello mondiale, viene usato in campo metallurgico. Inoltre ci sono auto che usano le LFP, dunque neanche cobalto e manganese perciò riciclare la cosiddetta "black mass" risulta ancora più facile ed ecologico rispetto alle NCM.
Per come si produce l'energia elettrica in inverno... Anche se da termoelettrico a ciclo combinato risulta sempre più efficiente rispetto all'intero sistema del termico dove in ogni caso che sia la raffineria e relative attività satelliti o che siano i distributori o che altro, usano la stessa energia con lo stesso mix energetico che uso io per caricare l'auto elettrica senza contare tutto il resto.

In ogni caso per ora l'elettrico non è fruibile sui mezzi pesanti e camper.

Io in circa 5 mesi ho fatto 24.500 km con l'elettrica compresi viaggi in giornata di oltre 500 km... Tutt'ora da test OBD lo stato di salute (parametro SoH) è pari al 100% e ho caricato tante volte alle fast >50 kW. Consumo medio degli ultimi 16.000 km è di 12,2 kWh/100km (circa 14,1 kWh/100km con le perdite dell'auto) con una velocità media dei 58 km/h reali (piede pesante). La batteria ha un'usura limitata rispetto a quello che si pensa, dunque anche il tema riciclo viene posticipato così da lasciare un tempo sufficiente per l'R&D.
Il Fai Da Te a Opera d'Arte - Marco
19
IZ4DJI
IZ4DJI
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12/11/2006 58126
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Inserito il 10/06/2022 alle: 21:09:28
In risposta al messaggio di Grinza del 10/06/2022 alle 16:54:00

Bello,nel 2035 svenderanno tutte le auto rimaste nei piazzali sia benzina che diesel il primo gennaio 2036 tuttele auto a motori endotermici valeranno zero La mia prossima auto (nel 2025) sarà sicuramente elettrica
Io invece penso che nel 2035 ci sarà la corsa all acquisto di camper a benzina o diesel che poi ci se li farà durare 15 o 20 anni come rare reliquie wink

Ma sono convinto che da qui a la le cose non saranno come potrebbe sembrare da questi annunci roboanti e di facciata.

Per le auto piccole e medie che vengono usate piu che altro attorno a casa (cioè 250-500km), se costassero come dovrebbero costare (cioè meno che quelle a benzina), per me andrebbe gia bene anche oggi, almeno per il piacere della guida elettrica.
____________________________________

Tommaso IZ4DJI

www.iz4dji.it





Modificato da IZ4DJI il 10/06/2022 alle 21:15:08
22
salvatore
salvatore
10/08/2003 9008
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Inserito il 10/06/2022 alle: 21:21:11
In risposta al messaggio di il tornitore del 10/06/2022 alle 20:45:39

Per ora l'idrogeno è una strada impercorribile per via delle mostruose perdite specie se lo si valuta in ambito trasporti; può aver senso se c'è da immagazzinare dell'energia in surplus proveniente dalle rinnovabili. Poi
a livello di infrastruttura si è ancor più indietro rispetto all'elettrico. L'elettrico ha un rendimento globale superiore a qualsiasi altro sistema di alimentazione e che poi ha ben pochi anni di sviluppo alle spalle se paragonato al termico; idem l'infrastruttura. Per me il sistema elettrico, elettrodotti verranno adeguati e non si avranno problemi.. Se pensiamo che nel 1970 il consumo lordo italiano era di circa 120 TWh e nel 2007 ha quasi toccato i 360 Twh (negli ultimi anni sui 300 TWh) senza avere blackout su scala nazionale.. Penso che si possa riuscire a tenere il passo della crescita graduale (e non dall'oggi al domani) della mobilità elettrica... Non credo che la rete dei distributori si sia fatta dall'oggi al domani, anzi da quando è stata commercializzata la prima auto sono passati circa 20 anni per vedere la prima stazione di servizio (attorno al 1920 a Roma).. Prima si andava in drogheria per comprare il carburante per l'auto. Per la mia piccola esperienza vedo che pur essendo l'ultimo della linea di quartiere (paesino di poco meno di 10.000 abitanti contando le frazioni) quando carico al bisogno l'auto elettrica a 11 kW (solitamente attorno ai 4-6 kW) e in casa c'è altro attaccato per un totale di 15-16 kW non ci sono problemi di blackout e ho comunque 385-390 V sulla trifase. Per le materie prime delle batterie ricordo che in buona parte sono costituite da alluminio, grafite, rame, nichel e poi cobalto, manganese e infine litio; di litio su una batteria da 100 kWh ci sono circa 16 kg di litio. Sempre il litio può essere estratto esempio dall'acqua di mare e risulta anche più conveniente a livello economico.  .. Poi ora con le nuove NCM 811 la richiesta di cobalto e manganese si è ridotta del 50% rispetto alle 622 mentre è aumentata del 33% la quantità di nichel richiesta. Tanto per dire la maggior parte di nichel, a livello mondiale, viene usato in campo metallurgico. Inoltre ci sono auto che usano le LFP, dunque neanche cobalto e manganese perciò riciclare la cosiddetta black mass risulta ancora più facile ed ecologico rispetto alle NCM. Per come si produce l'energia elettrica in inverno... Anche se da termoelettrico a ciclo combinato risulta sempre più efficiente rispetto all'intero sistema del termico dove in ogni caso che sia la raffineria e relative attività satelliti o che siano i distributori o che altro, usano la stessa energia con lo stesso mix energetico che uso io per caricare l'auto elettrica senza contare tutto il resto. In ogni caso per ora l'elettrico non è fruibile sui mezzi pesanti e camper. Io in circa 5 mesi ho fatto 24.500 km con l'elettrica compresi viaggi in giornata di oltre 500 km... Tutt'ora da test OBD lo stato di salute (parametro SoH) è pari al 100% e ho caricato tante volte alle fast >50 kW. Consumo medio degli ultimi 16.000 km è di 12,2 kWh/100km (circa 14,1 kWh/100km con le perdite dell'auto) con una velocità media dei 58 km/h reali (piede pesante). La batteria ha un'usura limitata rispetto a quello che si pensa, dunque anche il tema riciclo viene posticipato così da lasciare un tempo sufficiente per l'R&D.
...
Non sono riuscito a capire quante sono le vetture totalmente elettriche che circolano in Italia.
Credo ben poche.
Le statistiche parlano di 200.000 ma penso che comprendano anche le vetture ibride, che secondo me, dal punto di vista logico e tecnologico, sono semplicemente delle assurdita'.
In italia nel 2021 sono state vendute circa un milione e mezzo di vetture.
Quindi se da oggi fosse obbligatorio acquistare solo veicoli elettrici, in 13 anni (da qui al 2035) bisognerebbe trovare batterie per circa 20 milioni di vetture e l' energia elettrica per farle andare.
Credo sia semplicemente ridicolo anche solo fare calcoli.
Vediamo cosa succedera' quando nel 2024 dovremo eleggere il nuovo parlamento europeo.
22
Giovanni
Giovanni
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28/08/2003 13211
Rispondi Abuso
Inserito il 11/06/2022 alle: 08:27:29
In risposta al messaggio di salvatore del 10/06/2022 alle 21:21:11

Non sono riuscito a capire quante sono le vetture totalmente elettriche che circolano in Italia. Credo ben poche. Le statistiche parlano di 200.000 ma penso che comprendano anche le vetture ibride, che secondo me, dal punto
di vista logico e tecnologico, sono semplicemente delle assurdita'. In italia nel 2021 sono state vendute circa un milione e mezzo di vetture. Quindi se da oggi fosse obbligatorio acquistare solo veicoli elettrici, in 13 anni (da qui al 2035) bisognerebbe trovare batterie per circa 20 milioni di vetture e l' energia elettrica per farle andare. Credo sia semplicemente ridicolo anche solo fare calcoli. Vediamo cosa succedera' quando nel 2024 dovremo eleggere il nuovo parlamento europeo.
...

Hai scritto:
Vediamo cosa succedera' quando nel 2024 dovremo eleggere il nuovo parlamento europeo.

E' questo che ancor di più mi preoccupa. Con la riduzione dei Parlamentari, avremo una sfilza di trombati che saranno piazzati in Europa. Le prospettive non sono certamente rosee, dal mio punto di vista.

Giovanni
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il tornitore
il tornitore
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25/08/2015 5897
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Inserito il 11/06/2022 alle: 10:26:46
Io è dal 2006 che ho una full hybrid e dopo 16 anni e 300.000 km non trovo che sia un'assurdità.. Tutt'ora riesco a fare anche i 28-29 km/l reali su alcuni pieni e per essere un'auto a benzina con una tecnologia di circa 20 anni fa è un risultato eccellente. Ora, per me, i tempi sono sufficienti maturi tanto che ho preso un'elettrica e la uso in modo intensivo visti i km percorsi ed entro un anno prenderò la seconda.
In Italia a Maggio 2022 c'erano circa 141.000 auto elettriche (BEV), di cui poco più di 67.000 immatricolate solo nel 2021; vero numeri irrisori sull'intero parco veicoli immatricolato, ma siamo solo agli inizi.
Mettiamo giù de numeri tanto per dare un'ordine d'idea... Prendiamo i dati da te scritti a cui aggiungo i consumi dell'elettriche e poco altro...
Per stare dalla parte del sicuro prendo come consumo medio annuo, comprese perdite di carica/scarica, 25 kWh/100km (sovrastimato specie se paragonato con il mio consumo che non fa statistica); la percorrenza media annua italiana è di circa 12.000 km, dunque un consumo annuo per veicolo di circa 3 MWh.. Per 20 milioni di veicoli sono 60 TWh/anno (con un consumo più realistico sarebbe attorno ai 45-48 TWh/anno). L'aumento del consumo nazionale, senza tener conto del risparmio di vari utilizzi derivanti dalla minor richiesta di petrolio, sarebbe di circa un +20% in 13 anni.. Non mi pare irrealizzabile; andando a vedere i dati e tenendo fisso l'aumento percentuale si può notare che esempio dal 1995 al 2003 (appena dopo 8 anni) il consumo è aumentato di un 20%.. Mentre se guardiamo il valore numerico di 60 TWh, sempre circa dal 1995 al 2003-2004 il consumo è aumentato di 60 TWh eppure non si hanno black-out su scala regionale o nazionale e l'energia e la potenza impegnata l'hanno trovata fuori. Oltretutto con le elettriche la maggior potenza impegnata la si ha di notte dove la potenza richiesta è bassa. Se l'infrastruttura viene manutenuta ed aggiornata non vedo dove possano esserci problemi.. Poi si sa, in Italia siamo sempre gli ultimi.
Come puoi vedere non è ridicolo fare due conti e si scopre che la situazione non è messa poi così male come la si dipinge.
Per le batterie l'R&D va avanti e visto che lo scenario "dall'oggi al domani" è irrealistico si ha tempo per trovare processi di produzione/smaltimento e riciclo ottimizzati. 

PS: Sarà interessante vedere nel 2025-2026 quando entrerà in vigore l'Euro 7 come andranno i motori e se saranno affidabili, sempre se riusciranno a stare dentro ai limiti imposti così da non fare un altro simil dieselgate.
Il Fai Da Te a Opera d'Arte - Marco
Allegrovero
Allegrovero
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Inserito il 11/06/2022 alle: 11:09:52
In risposta al messaggio di Giovanni del 11/06/2022 alle 08:27:29

Hai scritto: Vediamo cosa succedera' quando nel 2024 dovremo eleggere il nuovo parlamento europeo. E' questo che ancor di più mi preoccupa. Con la riduzione dei Parlamentari, avremo una sfilza di trombati che saranno piazzati in Europa. Le prospettive non sono certamente rosee, dal mio punto di vista. Giovanni
Leggendo le vostre risposte nei riguardi del soggetto di discussione, intuisco che prevale il concetto che per attuare la normativa europea nei riguardi dei motori termici a favore di quelli elettrici, sia una procedura lunga e non facile da implementare entro il 2035 per la sua complicata realizzazione in termini logistici.
Un vecchio detto africano dice che la giraffa ha la vista lunga!
Per capire che in effetti la normativa in questione sia una realta' concreta e un punto di non ritorno nei tempi stabiliti, dobbiamo interrogarci sulla attuale questione geopolitica, l'invasione della russia in ucraina e le motivazioni di questa guerra in atto non sono certo da attribuire alla salvaguardia della popolazione filo russa o a difesa della lingua russa nel donbass, questa e' pura retorica e depistaggio dai veri obiettivi che la russia si e' posta di conquistare a qualsiasi costo, tutto il donbass, che copre una estensione pari al regno unito, inghilterra, per capirci quanto e grande. 
Lo “scudo ucraino” è quella Terra di mezzo compresa tra i fiumi Nistro e Bug che si estende fino alle rive del Mar d’Azov, nel sud del Donbass. L’area totale della sua superficie è di circa 250 mila chilometri quadrati. In termini di potenziale di risorse minerarie generali, lo scudo ucraino non ha praticamente parità in Europa e nel mondo. All’interno di questa zona geologica si trovano grandi riserve di minerali di ferro, di uranio e di zirconio, oltre che pietre preziose e semipreziose, materiali da costruzione (tipo granito estratto di alta qualità). Non solo le cosiddette “Terre Rare” – determinanti per la rivoluzione digitale e per la green economy –, nello scudo ucraino si estraggono anche uranio (l’Ucraina è tra i primi tre esportatori al mondo), titanio (decimo esportatore), minerali di ferro e manganese (secondo esportatore): tutte materie prime fondamentali per le leghe leggere (titanio) e anche per acciaio e acciaio inossidabile (minerali di ferro e manganese). In generale, comunque, tutta l’Ucraina è importante per Putin. Non è un caso che i territori già occupati siano strategici in questo senso: l’Ucraina orientale è la seconda più grande riserva d’Europa di gas naturale; in Luhansk e Donetsk vi sono enormi giacimenti di shale gas; in Crimea, già annessa dal 2014, vi sono rari giacimenti energetici offshore. Non è solo la mappa dell’invasione, è una mappa dei giacimenti.
 l’Ucraina ha probabilmente il maggior potenziale di “oro bianco” – così chiamano il litio in ambito finanziario – dell’intera regione europea. Questi ritrovamenti di litio sono stati individuati soprattutto attorno all’area di Mariupol, la città portuale del Donbas oggi dilaniata dai bombardamenti russi. Il litio è fondamentale per lo sviluppo dell’industria delle batterie – gli attuali leader nella produzione delle batterie sono Giappone, Corea del Sud, Cina e Australia –, tra gli obiettivi più importanti del Green Deal europeo, che ha proprio nell’auto elettrica uno dei suoi simboli.
 Le Terre Rare in questo momento più ambite sono quelle del gruppo dei “supermagneti”, ovvero il neodimio, il lantanio, il praseodimio, etc. Sono importantissimi per la produzione dei nuovi motori dell’auto elettrica, così come per smartphone e televisori, ma anche per tutta la filiera eolica, per la fibra ottica e per quella della diagnostica medica. Sono elementi in grado di cambiare e di potenziare le proprietà delle leghe che li contengono. Come si comprende, sono il cuore dell’innovazione tecnologica e digitale, motore a sua volta – insieme alle fonti energetiche rinnovabili – dello sviluppo sostenibile.
Ecco perché la guerra in Ucraina è la guerra del litio.
A luglio dell’anno scorso, il vicepresidente della Commissione europea Maroš Šefčovič si è recato a Kyiv per incontrare il primo ministro Denys Shmyhal. In quell’occasione, è stato firmato un partenariato strategico sulle materie prime. A novembre 2021, come riportato dalla stampa specializzata e come confermato dalla stessa azienda, la European Lithium Ltd – società di esplorazione e sviluppo proprietà minerarie che ha sede a Vienna – si è accordata con la Petro Consulting Llc – azienda ucraina con sede a Kyiv – che dal governo locale ha ottenuto i permessi per estrarre il litio dai due depositi che si trovano a Shevchenkivske nella regione di Donetsk e a Dobra nella regione di Kirovograd, vincendo la concorrenza dell’azienda cinese Chengxin. Era il 3 novembre 2021. Solo tre mesi dopo, Putin scatenava la guerra in Ucraina. Le due vicende non mi sembrano indipendenti.
Questo spiega chiaramente le posizioni americane ed europee nel contrastare l'invasione russa in ucraina con tutti i mezzi disponibili dalle democrazie liberali che risulteranno poco effettive e insignificanti nei confronti delle autarchie, spianando la strada della russia di putin a prendersi tutto il cocuzzaro alla faccia delle sanzioni e invio di armi.
Concludendo, per questo, Putin vuole avvicinare Mosca a Pechino. Obiettivo del capo del Cremlino è fare della Russia il più importante fornitore di materie prime della “fabbrica del mondo”, la Cina.
La Meta E' Partire
22
salvatore
salvatore
10/08/2003 9008
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Inserito il 11/06/2022 alle: 12:30:44
In risposta al messaggio di Allegrovero del 11/06/2022 alle 11:09:52

Leggendo le vostre risposte nei riguardi del soggetto di discussione, intuisco che prevale il concetto che per attuare la normativa europea nei riguardi dei motori termici a favore di quelli elettrici, sia una procedura lunga
e non facile da implementare entro il 2035 per la sua complicata realizzazione in termini logistici. Un vecchio detto africano dice che la giraffa ha la vista lunga! Per capire che in effetti la normativa in questione sia una realta' concreta e un punto di non ritorno nei tempi stabiliti, dobbiamo interrogarci sulla attuale questione geopolitica, l'invasione della russia in ucraina e le motivazioni di questa guerra in atto non sono certo da attribuire alla salvaguardia della popolazione filo russa o a difesa della lingua russa nel donbass, questa e' pura retorica e depistaggio dai veri obiettivi che la russia si e' posta di conquistare a qualsiasi costo, tutto il donbass, che copre una estensione pari al regno unito, inghilterra, per capirci quanto e grande.  Lo “scudo ucraino” è quella Terra di mezzo compresa tra i fiumi Nistro e Bug che si estende fino alle rive del Mar d’Azov, nel sud del Donbass. L’area totale della sua superficie è di circa 250 mila chilometri quadrati. In termini di potenziale di risorse minerarie generali, lo scudo ucraino non ha praticamente parità in Europa e nel mondo. All’interno di questa zona geologica si trovano grandi riserve di minerali di ferro, di uranio e di zirconio, oltre che pietre preziose e semipreziose, materiali da costruzione (tipo granito estratto di alta qualità). Non solo le cosiddette “Terre Rare” – determinanti per la rivoluzione digitale e per la green economy –, nello scudo ucraino si estraggono anche uranio (l’Ucraina è tra i primi tre esportatori al mondo), titanio (decimo esportatore), minerali di ferro e manganese (secondo esportatore): tutte materie prime fondamentali per le leghe leggere (titanio) e anche per acciaio e acciaio inossidabile (minerali di ferro e manganese). In generale, comunque, tutta l’Ucraina è importante per Putin. Non è un caso che i territori già occupati siano strategici in questo senso: l’Ucraina orientale è la seconda più grande riserva d’Europa di gas naturale; in Luhansk e Donetsk vi sono enormi giacimenti di shale gas; in Crimea, già annessa dal 2014, vi sono rari giacimenti energetici offshore. Non è solo la mappa dell’invasione, è una mappa dei giacimenti.  l’Ucraina ha probabilmente il maggior potenziale di “oro bianco” – così chiamano il litio in ambito finanziario – dell’intera regione europea. Questi ritrovamenti di litio sono stati individuati soprattutto attorno all’area di Mariupol, la città portuale del Donbas oggi dilaniata dai bombardamenti russi. Il litio è fondamentale per lo sviluppo dell’industria delle batterie – gli attuali leader nella produzione delle batterie sono Giappone, Corea del Sud, Cina e Australia –, tra gli obiettivi più importanti del Green Deal europeo, che ha proprio nell’auto elettrica uno dei suoi simboli.  Le Terre Rare in questo momento più ambite sono quelle del gruppo dei “supermagneti”, ovvero il neodimio, il lantanio, il praseodimio, etc. Sono importantissimi per la produzione dei nuovi motori dell’auto elettrica, così come per smartphone e televisori, ma anche per tutta la filiera eolica, per la fibra ottica e per quella della diagnostica medica. Sono elementi in grado di cambiare e di potenziare le proprietà delle leghe che li contengono. Come si comprende, sono il cuore dell’innovazione tecnologica e digitale, motore a sua volta – insieme alle fonti energetiche rinnovabili – dello sviluppo sostenibile. Ecco perché la guerra in Ucraina è la guerra del litio. A luglio dell’anno scorso, il vicepresidente della Commissione europea Maroš Šefčovič si è recato a Kyiv per incontrare il primo ministro Denys Shmyhal. In quell’occasione, è stato firmato un partenariato strategico sulle materie prime. A novembre 2021, come riportato dalla stampa specializzata e come confermato dalla stessa azienda, la European Lithium Ltd – società di esplorazione e sviluppo proprietà minerarie che ha sede a Vienna – si è accordata con la Petro Consulting Llc – azienda ucraina con sede a Kyiv – che dal governo locale ha ottenuto i permessi per estrarre il litio dai due depositi che si trovano a Shevchenkivske nella regione di Donetsk e a Dobra nella regione di Kirovograd, vincendo la concorrenza dell’azienda cinese Chengxin. Era il 3 novembre 2021. Solo tre mesi dopo, Putin scatenava la guerra in Ucraina. Le due vicende non mi sembrano indipendenti. Questo spiega chiaramente le posizioni americane ed europee nel contrastare l'invasione russa in ucraina con tutti i mezzi disponibili dalle democrazie liberali che risulteranno poco effettive e insignificanti nei confronti delle autarchie, spianando la strada della russia di putin a prendersi tutto il cocuzzaro alla faccia delle sanzioni e invio di armi. Concludendo, per questo, Putin vuole avvicinare Mosca a Pechino. Obiettivo del capo del Cremlino è fare della Russia il più importante fornitore di materie prime della “fabbrica del mondo”, la Cina.
...
Il tuo intervento e' "leggermente" fuori temawink (sto scherzandowink), ma estremamente interessante e ben documentato.
In genere sono sempre ben informato su tali problematiche, ma non conoscevo questi retroscena della guerra in Ucraina.
Questo spiega molte cose, in particolare il forte sostegno occidentale e l' atteggiamento morbido della Cina.
Che dire: grazie a te che hai riportato queste notizie e alla Rete che ci consente di conoscerle senza passare dai "professionisti" della comunicazione.
Per quanto riguarda il 2035, credo che l'intervento dell' Europa sia stato quanto meno intempestivo.
Ma forse si spiega pensando che l' Europa ha fatto fare enormi investimenti alle case costruttrici, investimenti che, almeno finora, non hanno prodotto i risultati sperati in termini di vendita di veicoli elettrici.
La tecnologia in questi ultimi tempi ha fatto miracoli e non e' detto che in un futuro prossimo possano venire alla luce innovazioni che consentono di raggiungere l' obiettivo del 2035.
Allo stato, mi sembra un barzelletta e credo che la gente lo abbia capito.
Non so quanto questa Europa piaccia agli europei.
Lo vedremo tra un paio di anni.
22
salvatore
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10/08/2003 9008
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Inserito il 11/06/2022 alle: 16:01:42
In risposta al messaggio di il tornitore del 10/06/2022 alle 20:45:39

Per ora l'idrogeno è una strada impercorribile per via delle mostruose perdite specie se lo si valuta in ambito trasporti; può aver senso se c'è da immagazzinare dell'energia in surplus proveniente dalle rinnovabili. Poi
a livello di infrastruttura si è ancor più indietro rispetto all'elettrico. L'elettrico ha un rendimento globale superiore a qualsiasi altro sistema di alimentazione e che poi ha ben pochi anni di sviluppo alle spalle se paragonato al termico; idem l'infrastruttura. Per me il sistema elettrico, elettrodotti verranno adeguati e non si avranno problemi.. Se pensiamo che nel 1970 il consumo lordo italiano era di circa 120 TWh e nel 2007 ha quasi toccato i 360 Twh (negli ultimi anni sui 300 TWh) senza avere blackout su scala nazionale.. Penso che si possa riuscire a tenere il passo della crescita graduale (e non dall'oggi al domani) della mobilità elettrica... Non credo che la rete dei distributori si sia fatta dall'oggi al domani, anzi da quando è stata commercializzata la prima auto sono passati circa 20 anni per vedere la prima stazione di servizio (attorno al 1920 a Roma).. Prima si andava in drogheria per comprare il carburante per l'auto. Per la mia piccola esperienza vedo che pur essendo l'ultimo della linea di quartiere (paesino di poco meno di 10.000 abitanti contando le frazioni) quando carico al bisogno l'auto elettrica a 11 kW (solitamente attorno ai 4-6 kW) e in casa c'è altro attaccato per un totale di 15-16 kW non ci sono problemi di blackout e ho comunque 385-390 V sulla trifase. Per le materie prime delle batterie ricordo che in buona parte sono costituite da alluminio, grafite, rame, nichel e poi cobalto, manganese e infine litio; di litio su una batteria da 100 kWh ci sono circa 16 kg di litio. Sempre il litio può essere estratto esempio dall'acqua di mare e risulta anche più conveniente a livello economico.  .. Poi ora con le nuove NCM 811 la richiesta di cobalto e manganese si è ridotta del 50% rispetto alle 622 mentre è aumentata del 33% la quantità di nichel richiesta. Tanto per dire la maggior parte di nichel, a livello mondiale, viene usato in campo metallurgico. Inoltre ci sono auto che usano le LFP, dunque neanche cobalto e manganese perciò riciclare la cosiddetta black mass risulta ancora più facile ed ecologico rispetto alle NCM. Per come si produce l'energia elettrica in inverno... Anche se da termoelettrico a ciclo combinato risulta sempre più efficiente rispetto all'intero sistema del termico dove in ogni caso che sia la raffineria e relative attività satelliti o che siano i distributori o che altro, usano la stessa energia con lo stesso mix energetico che uso io per caricare l'auto elettrica senza contare tutto il resto. In ogni caso per ora l'elettrico non è fruibile sui mezzi pesanti e camper. Io in circa 5 mesi ho fatto 24.500 km con l'elettrica compresi viaggi in giornata di oltre 500 km... Tutt'ora da test OBD lo stato di salute (parametro SoH) è pari al 100% e ho caricato tante volte alle fast >50 kW. Consumo medio degli ultimi 16.000 km è di 12,2 kWh/100km (circa 14,1 kWh/100km con le perdite dell'auto) con una velocità media dei 58 km/h reali (piede pesante). La batteria ha un'usura limitata rispetto a quello che si pensa, dunque anche il tema riciclo viene posticipato così da lasciare un tempo sufficiente per l'R&D.
...
Ne abbiamo gia' parlato.
Giovanni ha fatto delle considerazioni che e' impossibile non condividere.
Lo stesso Silvio.
Non ho la competenza per fare considerazioni su quanto scrivi in ordine al bisogno di energia elettrica, che comunque e' solo una delle tante problematiche e forse non la piu' importante.
Da semplice uomo della strada, immagino uno dei tanti palazzoni che si trovano nelle nostre citta', composti magari da centinaia di appartamenti, con altrettanti veicoli in carica, ognuno dei quali necessita di una potenza impegnata di circa 10 chilowatt (apprendo da te questo dato).
Naturalmente bisogna tenere conto anche degli altri assorbimenti.
Sono un convinto sostenitore della tecnologia, che ha dimostrato spesso di poter fare miracoli.
Ma parlare oggi di tutto elettrico nel giro di 13 anni continua a sembrarmi una barzelletta.
16
marinox
marinox
30/09/2009 5092
Rispondi Abuso
Inserito il 11/06/2022 alle: 16:10:09
la mia auto un nissan x trail prima serie e 280.000 km del 2004 và talmente bene che spero raggiunga il 2034 ANNO in cui acquisterò FINALMENTE una auto NUOVA . 

carlo
carlo . www CAMPER FAI DA ME , è il modo x vedere il mio camper autocostruito anche in video su you tube
10
il tornitore
il tornitore
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25/08/2015 5897
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Inserito il 11/06/2022 alle: 17:01:27
In risposta al messaggio di salvatore del 11/06/2022 alle 16:01:42

Ne abbiamo gia' parlato. Giovanni ha fatto delle considerazioni che e' impossibile non condividere. Lo stesso Silvio. Non ho la competenza per fare considerazioni su quanto scrivi in ordine al bisogno di energia elettrica,
che comunque e' solo una delle tante problematiche e forse non la piu' importante. Da semplice uomo della strada, immagino uno dei tanti palazzoni che si trovano nelle nostre citta', composti magari da centinaia di appartamenti, con altrettanti veicoli in carica, ognuno dei quali necessita di una potenza impegnata di circa 10 chilowatt (apprendo da te questo dato). Naturalmente bisogna tenere conto anche degli altri assorbimenti. Sono un convinto sostenitore della tecnologia, che ha dimostrato spesso di poter fare miracoli. Ma parlare oggi di tutto elettrico nel giro di 13 anni continua a sembrarmi una barzelletta.
...
Di certo considerazioni valide ma devono essere poi supportate da argomentazioni altrettanto valide e inconfutabili.
Per la potenza impegnata, con una sola auto elettrica, bastano anche 4,5 kW impegnati in monofase (con la tolleranza sono circa 6 kW per 182 minuti) dove caricando a 3-3,3 kW in circa 8 ore (supponendo di metterla in carica alle 23 e staccarla alle 7 del mattino seguente; circa dai 100 ai 200 km caricati a seconda principalmente della stagione e del piede) si carica più che abbastanza per il pendolare medio.
Io ho chiesto 10 kW (non escludo di passare fra poco a 15 kW) perchè sto passando a casa completamente elettrica e poi mi torna utile avere anche la trifase per il fotovoltaico così non ho limiti di potenza installata e per i miei "hobby" (vedi compressore trifase da 5,5 kW, combinata legno in trifase, idropulitrice trifase etc). Che poi io l'auto elettrica la posso caricare anche a 11 kW è solo un vantaggio, ma non una necessità; prima riuscivo a farcela benissimo anche caricandola a 3-3,5 kW, semplicemente avendo la trifase la uso e poi è anche più efficiente a caricare oltre che a prelevare in modo più bilanciato da rete.

Per analogia è stato come per coloro agli inizi del '900 (o anche metà '900) con le auto endotermiche, nessuno poteva pensare che il motore potesse raggiungere tali prestazioni, consumi e la rete dei distributori sufficientemente capillare... Oggi riaccade la stessa cosa con le elettriche, solo che risulta forse più veloce il processo vista anche l'espansione delle colonnine in così pochi anni.

PS: In Germania, Francia, Norvegia e altri paesi è normale avere potenze impegnate di 10-20 kW trifase... 4 anni fa nello chalet dove sono andato in Francia la potenza impegnata era di 35 kW. Solo qua in Italia siamo fermi alla base di 3 kW monofase, i quali ad oggi risultano insufficienti già per una coppia e ogni kW aggiunto fa aumentare la spesa fissa oltre a dover pagare una quota una tantum al kW.
Il Fai Da Te a Opera d'Arte - Marco
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impiegatodelvolante
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14/01/2010 29672
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Inserito il 11/06/2022 alle: 18:35:58
In risposta al messaggio di il tornitore del 11/06/2022 alle 17:01:27

Di certo considerazioni valide ma devono essere poi supportate da argomentazioni altrettanto valide e inconfutabili. Per la potenza impegnata, con una sola auto elettrica, bastano anche 4,5 kW impegnati in monofase (con la
tolleranza sono circa 6 kW per 182 minuti) dove caricando a 3-3,3 kW in circa 8 ore (supponendo di metterla in carica alle 23 e staccarla alle 7 del mattino seguente; circa dai 100 ai 200 km caricati a seconda principalmente della stagione e del piede) si carica più che abbastanza per il pendolare medio. Io ho chiesto 10 kW (non escludo di passare fra poco a 15 kW) perchè sto passando a casa completamente elettrica e poi mi torna utile avere anche la trifase per il fotovoltaico così non ho limiti di potenza installata e per i miei hobby (vedi compressore trifase da 5,5 kW, combinata legno in trifase, idropulitrice trifase etc). Che poi io l'auto elettrica la posso caricare anche a 11 kW è solo un vantaggio, ma non una necessità; prima riuscivo a farcela benissimo anche caricandola a 3-3,5 kW, semplicemente avendo la trifase la uso e poi è anche più efficiente a caricare oltre che a prelevare in modo più bilanciato da rete. Per analogia è stato come per coloro agli inizi del '900 (o anche metà '900) con le auto endotermiche, nessuno poteva pensare che il motore potesse raggiungere tali prestazioni, consumi e la rete dei distributori sufficientemente capillare... Oggi riaccade la stessa cosa con le elettriche, solo che risulta forse più veloce il processo vista anche l'espansione delle colonnine in così pochi anni. PS: In Germania, Francia, Norvegia e altri paesi è normale avere potenze impegnate di 10-20 kW trifase... 4 anni fa nello chalet dove sono andato in Francia la potenza impegnata era di 35 kW. Solo qua in Italia siamo fermi alla base di 3 kW monofase, i quali ad oggi risultano insufficienti già per una coppia e ogni kW aggiunto fa aumentare la spesa fissa oltre a dover pagare una quota una tantum al kW.
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Beh, paragonare la costruzione di un classico distributore di carburanti dove basta una buca in terra e un serbatoio, con una centrale di ricarica per elettrico con lo stravolgimento di tutta la linea elettrica, senza considerare l'aumento di produzione, non è equo
Anche paragonare gli altri paesi con l'Italia, lascia il tempo che trova, ad esempio la Francia con le sue molte centrali nucleari con ben 58 reattori., co tro l'Italia con ZERO reattori
Silvio

Modificato da impiegatodelvolante il 11/06/2022 alle 18:47:23
22
salvatore
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10/08/2003 9008
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Inserito il 11/06/2022 alle: 19:13:40
In risposta al messaggio di il tornitore del 11/06/2022 alle 17:01:27

Di certo considerazioni valide ma devono essere poi supportate da argomentazioni altrettanto valide e inconfutabili. Per la potenza impegnata, con una sola auto elettrica, bastano anche 4,5 kW impegnati in monofase (con la
tolleranza sono circa 6 kW per 182 minuti) dove caricando a 3-3,3 kW in circa 8 ore (supponendo di metterla in carica alle 23 e staccarla alle 7 del mattino seguente; circa dai 100 ai 200 km caricati a seconda principalmente della stagione e del piede) si carica più che abbastanza per il pendolare medio. Io ho chiesto 10 kW (non escludo di passare fra poco a 15 kW) perchè sto passando a casa completamente elettrica e poi mi torna utile avere anche la trifase per il fotovoltaico così non ho limiti di potenza installata e per i miei hobby (vedi compressore trifase da 5,5 kW, combinata legno in trifase, idropulitrice trifase etc). Che poi io l'auto elettrica la posso caricare anche a 11 kW è solo un vantaggio, ma non una necessità; prima riuscivo a farcela benissimo anche caricandola a 3-3,5 kW, semplicemente avendo la trifase la uso e poi è anche più efficiente a caricare oltre che a prelevare in modo più bilanciato da rete. Per analogia è stato come per coloro agli inizi del '900 (o anche metà '900) con le auto endotermiche, nessuno poteva pensare che il motore potesse raggiungere tali prestazioni, consumi e la rete dei distributori sufficientemente capillare... Oggi riaccade la stessa cosa con le elettriche, solo che risulta forse più veloce il processo vista anche l'espansione delle colonnine in così pochi anni. PS: In Germania, Francia, Norvegia e altri paesi è normale avere potenze impegnate di 10-20 kW trifase... 4 anni fa nello chalet dove sono andato in Francia la potenza impegnata era di 35 kW. Solo qua in Italia siamo fermi alla base di 3 kW monofase, i quali ad oggi risultano insufficienti già per una coppia e ogni kW aggiunto fa aumentare la spesa fissa oltre a dover pagare una quota una tantum al kW.
...
In questo momento tu stai sperimentando soluzioni che funzionano e ti soddisfano e su questo nulla da eccepire.
Il problema sara' quando dovremmo farlo in molti o addirittura, a partire dal 2035, tutti.
All' estero si usa molto di piu' l' energia elettrica, spesso anche per il riscaldamento, grazie al costo molto basso in quanto prodotta da centrali nucleari.
E quindi hanno impianti elettrici gia' strutturati per maggiori potenze.
Credo che in alcuni Paesi addirittura non esistano nelle abitazioni impianti a gas.
Comunque avranno problemi anche loro quando a queste utenze dovra' essere aggiunta la ricarica di un veicolo elettrico.
E' cosa nota che abbiamo tutti i rischi del nucleare senza averne i vantaggi.
E' cosa altrettanto nota che tutti produciamo rifiuti ma pretendiamo che vengano smaltiti a casa altrui.
D' altra parte siamo italiani.surprise
6
mausone46
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29/12/2019 2943
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Inserito il 11/06/2022 alle: 20:41:35
In risposta al messaggio di Allegrovero del 11/06/2022 alle 11:09:52

Leggendo le vostre risposte nei riguardi del soggetto di discussione, intuisco che prevale il concetto che per attuare la normativa europea nei riguardi dei motori termici a favore di quelli elettrici, sia una procedura lunga
e non facile da implementare entro il 2035 per la sua complicata realizzazione in termini logistici. Un vecchio detto africano dice che la giraffa ha la vista lunga! Per capire che in effetti la normativa in questione sia una realta' concreta e un punto di non ritorno nei tempi stabiliti, dobbiamo interrogarci sulla attuale questione geopolitica, l'invasione della russia in ucraina e le motivazioni di questa guerra in atto non sono certo da attribuire alla salvaguardia della popolazione filo russa o a difesa della lingua russa nel donbass, questa e' pura retorica e depistaggio dai veri obiettivi che la russia si e' posta di conquistare a qualsiasi costo, tutto il donbass, che copre una estensione pari al regno unito, inghilterra, per capirci quanto e grande.  Lo “scudo ucraino” è quella Terra di mezzo compresa tra i fiumi Nistro e Bug che si estende fino alle rive del Mar d’Azov, nel sud del Donbass. L’area totale della sua superficie è di circa 250 mila chilometri quadrati. In termini di potenziale di risorse minerarie generali, lo scudo ucraino non ha praticamente parità in Europa e nel mondo. All’interno di questa zona geologica si trovano grandi riserve di minerali di ferro, di uranio e di zirconio, oltre che pietre preziose e semipreziose, materiali da costruzione (tipo granito estratto di alta qualità). Non solo le cosiddette “Terre Rare” – determinanti per la rivoluzione digitale e per la green economy –, nello scudo ucraino si estraggono anche uranio (l’Ucraina è tra i primi tre esportatori al mondo), titanio (decimo esportatore), minerali di ferro e manganese (secondo esportatore): tutte materie prime fondamentali per le leghe leggere (titanio) e anche per acciaio e acciaio inossidabile (minerali di ferro e manganese). In generale, comunque, tutta l’Ucraina è importante per Putin. Non è un caso che i territori già occupati siano strategici in questo senso: l’Ucraina orientale è la seconda più grande riserva d’Europa di gas naturale; in Luhansk e Donetsk vi sono enormi giacimenti di shale gas; in Crimea, già annessa dal 2014, vi sono rari giacimenti energetici offshore. Non è solo la mappa dell’invasione, è una mappa dei giacimenti.  l’Ucraina ha probabilmente il maggior potenziale di “oro bianco” – così chiamano il litio in ambito finanziario – dell’intera regione europea. Questi ritrovamenti di litio sono stati individuati soprattutto attorno all’area di Mariupol, la città portuale del Donbas oggi dilaniata dai bombardamenti russi. Il litio è fondamentale per lo sviluppo dell’industria delle batterie – gli attuali leader nella produzione delle batterie sono Giappone, Corea del Sud, Cina e Australia –, tra gli obiettivi più importanti del Green Deal europeo, che ha proprio nell’auto elettrica uno dei suoi simboli.  Le Terre Rare in questo momento più ambite sono quelle del gruppo dei “supermagneti”, ovvero il neodimio, il lantanio, il praseodimio, etc. Sono importantissimi per la produzione dei nuovi motori dell’auto elettrica, così come per smartphone e televisori, ma anche per tutta la filiera eolica, per la fibra ottica e per quella della diagnostica medica. Sono elementi in grado di cambiare e di potenziare le proprietà delle leghe che li contengono. Come si comprende, sono il cuore dell’innovazione tecnologica e digitale, motore a sua volta – insieme alle fonti energetiche rinnovabili – dello sviluppo sostenibile. Ecco perché la guerra in Ucraina è la guerra del litio. A luglio dell’anno scorso, il vicepresidente della Commissione europea Maroš Šefčovič si è recato a Kyiv per incontrare il primo ministro Denys Shmyhal. In quell’occasione, è stato firmato un partenariato strategico sulle materie prime. A novembre 2021, come riportato dalla stampa specializzata e come confermato dalla stessa azienda, la European Lithium Ltd – società di esplorazione e sviluppo proprietà minerarie che ha sede a Vienna – si è accordata con la Petro Consulting Llc – azienda ucraina con sede a Kyiv – che dal governo locale ha ottenuto i permessi per estrarre il litio dai due depositi che si trovano a Shevchenkivske nella regione di Donetsk e a Dobra nella regione di Kirovograd, vincendo la concorrenza dell’azienda cinese Chengxin. Era il 3 novembre 2021. Solo tre mesi dopo, Putin scatenava la guerra in Ucraina. Le due vicende non mi sembrano indipendenti. Questo spiega chiaramente le posizioni americane ed europee nel contrastare l'invasione russa in ucraina con tutti i mezzi disponibili dalle democrazie liberali che risulteranno poco effettive e insignificanti nei confronti delle autarchie, spianando la strada della russia di putin a prendersi tutto il cocuzzaro alla faccia delle sanzioni e invio di armi. Concludendo, per questo, Putin vuole avvicinare Mosca a Pechino. Obiettivo del capo del Cremlino è fare della Russia il più importante fornitore di materie prime della “fabbrica del mondo”, la Cina.
...
Concordo al 100%
lo hanno capito in molti il gioco di Putin e Cina, aggiungici tranquillamente grano, olio di semi e il quadro e' completo.
Il problema di Putin e della Cina e' che ancora non sono tecnologicamente all'altezza di Usa e Europa. Come dimostra il fatto che i russi non hanno Abs e Airbag per le loro auto. I cinesi In Germania su pressione Usa non possono piu acquistare Societa' ad alto livello tecnologico. Loro cercano a comprare quello che non sono all'altezza di produrre. L'alto livello delle Universita' tedesche sforna ancora Ingegneri al Top mondiale, questo non e' raggiungibile in pochi anni o decenni, aggiungiamoci la mentalita' teutonica e si capisce perche la Germania con i suoi 80 milioni di abitanti esporta quasi come gli Stati Uniti e la meta' della Cina con i suoi 1,4 miliardi di abitanti.

Riguardo all'elettrico io credo che ormai la svolta e' iniziata, come i dati tedeschi piu sotto dimostrano:
355.961 auto vendute nel 2021 con una quota del 13,6% sul totale. + 83,3% sul 2020 e + 463% sul 2019
Certamente hanno influito anche gli alti incentivi.
Noi eravamo in propenso di cambiare il nostro Korando Diesel di 6 anni con cambio manuale con una Korando Diesel di tre anni e cambio automatico al prezzo di 20,500 € dal nostro Concessionario. 
Dopo l'assurdo aumento del Diesel, abbiamo cambiato idea,  il nostro Concessionario ci ha proposto per Settembre una Korando E full option di 6 mesi con circa 3.000 Km a 32,999 € 
Prezzo di listino 49.000 € 
Non pagheremo il bollo fino al 2030, incassiamo 300 € l'anno vendendo certificati di emissioni 0, la corrente possiamo caricarla anche alla colonnina vicino casa a 0,45 cent al KW
e non faremo un favore a Putin. 


Insgesamt 355.961 Elektro-Pkw wurden im Jahr  2021 erstmals zugelassen, die  BEV erreichen damit einen Marktanteil von 13,6 Prozent. Steigerung gegenüber 2020: +83,3 Prozent. Steigerung gegenüber 2019: +463 Prozent!

 
Giorgio

Modificato da mausone46 il 11/06/2022 alle 20:48:15
10
il tornitore
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25/08/2015 5897
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Inserito il 11/06/2022 alle: 22:38:01
In risposta al messaggio di impiegatodelvolante del 11/06/2022 alle 18:35:58

Beh, paragonare la costruzione di un classico distributore di carburanti dove basta una buca in terra e un serbatoio, con una centrale di ricarica per elettrico con lo stravolgimento di tutta la linea elettrica, senza considerare
l'aumento di produzione, non è equo Anche paragonare gli altri paesi con l'Italia, lascia il tempo che trova, ad esempio la Francia con le sue molte centrali nucleari con ben 58 reattori., co tro l'Italia con ZERO reattori
...
Anche il tuo paragone lascia il tempo che trova... La benzina/gasolio non ci arrivano per miracolo nei serbatoi della stazione di servizio, poi abbiamo l'energia elettrica usata da essa (un'enormità se confrontata con quella di una colonnina quando non viene usata) e a fine vita si spera che smaltiscano i serbatoi in modo adeguato. 
L'energia da una parte o dall'altra deve essere ricavata ma in modo efficiente e per certo tutto l'ecosistema del termico ha un rendimento globale più basso rispetto a quello dell'elettrico.
Stravolgimento di tutta la linea elettrica... Mi sembra che si stia esagerando, semmai troverei più consono il termine "aggiornamento"; aggiornamento non dettato solo dalla trazione elettrica ma anche dalla nuova visione di efficientamento energetico degli immobili gas free con piani ad induzione, pdc sia per riscaldamento/ACS che raffrescamento e anche VMC.
Io vedo esempio a 10 km da casa dove ci sono 6 colonnine Ionity con architettura 800 V e potenza massima erogata di 350 kW (attualmente le colonnine più potenti sul mercato) non hanno fatto altro che attaccarsi alla cabina MT/BT a fianco.. E chiedendo ad amici che lavorano per e-distribuzione ho saputo che quella cabina ha una capacità di trasformazione pari a 2,5 MW.
Se non ci confrontiamo con altri paesi cosa bisognerebbe fare, guardare solo il proprio giardino e rimane indietro? Semplicemente l'Italia non ha investito sull'infrastruttura e si vede.
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