
Siamo stanti bimbi anche noi, o no?
In risposta al messaggio di Geogalle del 21/12/2016 alle 08:54:56
Siamo stanti bimbi anche noi, o no? Anno 1958 (sette anni)
bellissimo ,il meccano , è stato anche un mio regalo , insieme alla ''trottola, quella a mano
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vâr pussée la tòlla de l''òr


... Giorgio

In risposta al messaggio di Geogalle del 21/12/2016 alle 08:54:56
Siamo stanti bimbi anche noi, o no? Anno 1958 (sette anni)
Alla stessa tua eta' (l'anno dopo) e' arrivato il Meccano N.1, qualcuno l'ha definito sarcasticamente un gioco classista perche' c'erano i vari numeri (mi sembra da 1 a 5), e quello con il numero piu' alto costava di piu'.
In risposta al messaggio di vagabondo romano del 21/12/2016 alle 15:26:38
I giochi erano quelli... meccano, trottola, colt rigorosamente a tamburo, e poche altre cose ma mai più di una per volta e alla befana... a Natale si scriveva la letterina e si nascondeva sotto il piatto di papà che aspettavafino all'ultimo per accorgersene e poi leggeva, con il sorriso, tutti i buoni propositi bene in ordine sulla letterina scritta in bella grafia. Poi non restava che aspettare il 6 gennaio, il più bello fu quando trovai una biciclettina (con rigorosamente le rotelline di supporto) e appena furono tolte riuscii ad infilarmi la leva del freno in un ginocchio con la mia prima caduta... Tutto era diverso la città assumeva un aspetto diverso e la gente aveva più sorrisi da distribuire .... ti salutavano pure quelli che vedevi solo da lontano senza aver mai scambiato una parola... era Natale era festa grande con tutta la famiglia, anche quella grande con zii, cugini, nonni, intorno al tavolo e pure i più piccini potevano tirare a far tardi ascoltando storie mirabolanti da quelli grandi. Sii sobrio e ricorda che non sempre sai bene come stanno le cose A volte l''uomo inciampa nella verità, ma nella maggior parte dei casi, si rialza e continua per la sua strada
un aspetto diverso e la gente aveva più sorrisi da distribuire
In risposta al messaggio di dani1967 del 21/12/2016 alle 15:34:46
un aspetto diverso e la gente aveva più sorrisi da distribuire Oggi invece i bimbi li prendiamo a schiaffi ? A me il mondo che regredisce progressivamente col passare del tempo non ha mai convinto. Per quel che mi riguarda, io viaggio non per andare da qualche parte, ma per andare. Viaggio per viaggiare. R.L. Stevenson
Non capisco la polemica, non ho detto che ora prendiamo a schiaffi qualcuno, nemmeno che lo guardiamo storto, ho semplicemente detto che se incontravi per strada il solito dirimpettaio che vedevi tutte le mattine senza proferir parola a Natale ti veniva (ed insieme gli veniva) di regalare un sorriso accompagnato dalla parola "auguri" e magari da una stretta di mano.
In risposta al messaggio di vagabondo romano del 21/12/2016 alle 16:10:33
Non capisco la polemica, non ho detto che ora prendiamo a schiaffi qualcuno, nemmeno che lo guardiamo storto, ho semplicemente detto che se incontravi per strada il solito dirimpettaio che vedevi tutte le mattine senza proferirparola a Natale ti veniva (ed insieme gli veniva) di regalare un sorriso accompagnato dalla parola auguri e magari da una stretta di mano. Ho anche detto altre cose, come che i regali a me piccino li portava la befana e non babbo Natale, personaggio del Nord e nemmeno Gesù Bambino a cui però dedicavo una letterìna di buoni propositi. L'albero di natele era uno sconosciuto ma non c'era casa che non avesse il presepe on il vellutello a mo' di prato.... Scusa ma credevo che si dovesse parlare dei ricordi della nostra infanzia. Forse dalle tue parti a Natale vi salutate ancora tutti, da noi si sta più spesso chiusi in macchina per andare... che a passeggio per la via principale per raggiungere la Messa o solo la pasticceria per il dolce dell'ultimo minuto, sempre che si stia in città. Sperando di essermi spiegato ti allungo un sorriso accompagnato dalla parola AUGURI a te e famiglia (come si usava) ma estendiamoli pure ai frequentatori di COL ,,,, che in questo rumoroso BAR, tra una gomitata e l'altra regalano compagnia e sorrisi a tutti. Sii sobrio e ricorda che non sempre sai bene come stanno le cose A volte l''uomo inciampa nella verità, ma nella maggior parte dei casi, si rialza e continua per la sua strada
Debbo dire che in effetti dalle mie parti abbiamo ancora una dimensione umana, ma ai bambini si sorride anche sulla metro (scendo tutti i giorni nella capitale sabauda anche se vivo fuori). Ripeto, ieri sulla metro c'erano due bimbi e tutti gli sorridevano ammirati.
In risposta al messaggio di Giovanni del 21/12/2016 alle 17:42:08
Mi unisco al gruppo di morodirho... degli anni quaranta, dove, usciti dalla guerra non è che si viaggiasse su quattro ruote ma solo su due, quelle del carro. Ricco era chi aveva in casa una bicicletta. Ma parlo dei mieiNatali di allora. Giocattoli nisba. Te li dovevi costruire da solo; mitici i 'carretti', quattro ruote ricavate dal taglio a fette di un tronco preventivamente forato per infilare gli assi. E vai! I più ricchi, quelli che abitavano dove le strade erano asfaltate, usavano i cuscinetti rimediati dal meccanico. Per Natale c'era il torrone della cena della vigilia di Natale, con il Millefiori (liquore). Nient'altro. Liquori per noi piccoli? Certo, un assaggio. A tavola si beveva vino e non acqua, dai 5 anni in su ma, dai cinque anni in su, si giocava e si lavorava pure per cui se non t'aiutavi con un po' di vino, non s'arrivava a sera mangiando un pezzettino di carne alla domenica e non sempre. Per la Befana si appendeva la calza. A casa mia il carbone era carbone, chi sapeva del carbone dolce! Anzi, no, era il carbone residuo della legna messa a bruciare sul camino, quello dove si cuoceva la polenta tutte le sere dell'inverno. E, se andava bene, un mandarino ma se era arancia era una goduria. Morodirho mi ha ricordato la letterina di Natale, pieghevole, che, per chi poteva, c'era anche il presepe che diventava tridimensionale; ma per chi poteva, altrimenti un foglio bianco con scritto a colori 'Natale'. Babbo faceva finta di non vederla sotto il piatto del brodo del pranzo di Natale, poi la leggeva, poi ti abbracciava. Un Natale particolare fu quello del 1956, grande nevicata. Quell'anno il nostro comune decise di dare la Befana a tutti i bambini. Cerimonia in comune dopo la messa delle 9, consegna ad ognuno di noi di una di quelle buste di carta marrone da negozio di alimentari e dentro qualche caramella, un dolce (sarà stato un panettone, chissà, allora non se ne conosceva l'esistenza) e, per me, fortunatissimo, un piccolo camion con rimorchio, con la carica a molla (ovviamente, le batterie a stilo forse non esistevano neanche), lungo, fra motrice e rimorchio, una quindicina di centimetri, di quelli di latta, con le lamelle ricurve per le giunture. A tutti i miei amici era capitata la macchinina ma a me un bel camion a rimorchio (così allora si chiamavano) che m'è durato fino a Pasqua e quanta terra ha trasportato lo sa solo lui! Natale era una gran festa perché finalmente ci si vedeva, non c'erano mezzi privati di trasporto, quindi gli incontri erano rarissimi: Natale, matrimoni e funerali; e perché finalmente si mangiava, si mangiava carne che durante l'anno scarseggiava parecchio. Poi attorno al fuoco ed i grandi con il loro racconti. Ricordo ancora meravigliato i racconti di guerra dei grandi, il capitano che aveva detto, il sergente che aveva fatto, sempre con nome e cognome: io ho fatto il militare, mi ricordassi un nome! Oggi, però, tutti gli anni la solita storia, 'st'anno peggio dell'anno scorso, 'st'anno peggio dell'anno scorso... farei vivere a questi scontenti il Natale del 1946, con i fori delle bombe sui muri di casa... altro che smartphone, tv (che allora non c'era), vacanza (allora non si faceva neanche il viaggio di nozze) e mi fermo qui per pietà. Buone Feste a tutti! Non me la sento di augurare specificatamente Buon Natale: sto leggendo la Bibbia e non me la sento di festeggiare il figlio del dio della Bibbia. Me ne guardo bene! Scusate la divagazione! Giovanni
Quel febbraio del 1956 lo ricordo anch'io. Venezia registrò -14. Gelata la fontana esterna dove prelevavamo l'acqua e i "cerchi" della stufa che erano incandescenti a son di alimentar la stessa.
qualsiasi cosa fuori dal comune era una gioia, ci bastava giocare e stare insieme .
, niente capricci ne pretese ,bastava uno sguardo del mio vecchio per farci stare zitti, non come ora, dove ai figli viene dato tutto e dove tutto sia dovuto
,infatti i risultati sono evidenti 




) il registratore "Geloso" con il quale feci la prima prova ufficiale registrando mio nonno che suonava il violino ... il quale ascoltando la registrazione a fine prova aveva bofonchiato "Suono meglio io ...." 
_______________________________________ Le persone non fanno i viaggi, sono i viaggi che fanno le persone (John Steinbeck) In risposta al messaggio di campersempre del 21/12/2016 alle 18:54:52
Il meccano, ma quello color naturale, uno/due pezzi verniciati ... costava meno Il Forte Apache con soldatini giubba blu e indiani ... ma non troppi e un paio di cavalli ... gli altri andavano in guerra a piedi Il Traforoche mi serviva per farmi le casette fuori dal Forte Apache Il Trenino Lima ... il Marklin costava troppo ... Poi già grandicello (quando oramai a Gesù bambino e a Babbo Natale non ci si credeva più ) il registratore Geloso con il quale feci la prima prova ufficiale registrando mio nonno che suonava il violino ... il quale ascoltando la registrazione a fine prova aveva bofonchiato Suono meglio io .... Saluti e buoni km a tutti. Bruno Le persone non fanno i viaggi, sono i viaggi che fanno le persone (John Steinbeck)
Il Lima: Una meraviglia, una meraviglia.
In risposta al messaggio di morodirho del 21/12/2016 alle 18:33:39
una sola cosa : avevamo pochissimo, ma eravamo felici . qualsiasi cosa fuori dal comune era una gioia, ci bastava giocare e stare insieme ., niente capricci ne pretese ,bastava uno sguardo del mio vecchio per farci stare zitti, non come ora, dove ai figli viene dato tutto e dove tutto sia dovuto ,infatti i risultati sono evidenti ab uno disce omnes
Adesso insieme a Gesù bambino sono spariti anche i mandarini , soppiantati dalle clementine

Bruno