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Cosa vi portava Babbo Natale?

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Geogalle
Geogalle
-
Inserito il 21/12/2016 alle: 08:54:56
angelangel Siamo stanti bimbi anche noi, o no?smiley

Anno 1958 (sette anni)


Modificato da Geogalle il 21/12/2016 alle 09:17:14
morodirho
morodirho
-
Inserito il 21/12/2016 alle: 09:27:25
In risposta al messaggio di Geogalle del 21/12/2016 alle 08:54:56

 Siamo stanti bimbi anche noi, o no? Anno 1958 (sette anni)

bellissimo ,il meccano , è stato anche un mio regalo , insieme alla ''trottola, quella a mano wink
ab uno disce omnes
10
Blessyou
Blessyou
28/10/2015 5016
Inserito il 21/12/2016 alle: 09:31:49
Mi ricordo il mitico traforo, la valigetta del dottore (visitavo tutte le cuginette …), poi una jeep telecomandata che non ha mai funzionato, vabbè wink 
 
Ciao a tücc

___________________________________

vâr pussée la tòlla de l''òr

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dani1967
dani1967
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03/09/2007 31289
Inserito il 21/12/2016 alle: 11:41:39
Sai che se dovessi ricordare un regalo sugli altri non saprei dire, ho solo ricordi generici?
Il meccano no, eppure non mi sarebbe dispiaciuto.
Lego di sicuro
Auto radiocomandata no, ma solo a filo. Quella radiocomandata era un sogno.
Trenini Lima si
Pista per le automobiline si, forse era la cosa che con mio fratello usavo di più
versione moderna, ma credo quasi immutata:


Il Grande Libro della scienza e simili
radioline
mio zio mi portava sempre, per 15 anni di fila, calzettoni di lana.
Ah si, adesso ricordo uno dei più belli, la prima macchina fotografica, prima elementare

Mamma mia, facevo le foto e poi andavo con mio padre in camera oscura a stamparle. Chissà dove è finita, qualche negativo se sgatto lo trovo ancora, la macchina mi sa che è sparita.

Il ricordo migliore, da bimbo FIAT, era la volta l'anno che la fiat faceva la festa per i figli dei dipendenti, con le giostre a libero passaggio (o limitate con dei biglietti gratis) e un regalino.

http://tinyurl.com/od3vvte
Per quel che mi riguarda, io viaggio non per andare da qualche parte, ma per andare. Viaggio per viaggiare.
R.L. Stevenson
9
giorgioste
giorgioste
19/07/2016 4649
Inserito il 21/12/2016 alle: 12:58:28
Ai miei tempi Babbo Natale non portava nulla... neanche si sapeva chi fosse... la Coca Cola ancora non lo pubblicizzava... c'era solo Gesù Bambino smiley...
Ciao

Giorgio

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Roberto66
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19/10/2003 22556
Inserito il 21/12/2016 alle: 13:27:45
Ho avuto una buona infanzia , ogni anno da me passava Gesu' Bambino , oltre a lasciare qualcosa beveva un sorso del latte e dava un morso al biscotto che lasciavamo per lui .

La pista ( circuito a forma di 0) il trenino della Lima , Il meccano , L' allegro chirurgo , il flipper (molto grande , quasi come quelli da bar) , un mangiacassette mono , il primo videogioco (tennis ,ping pong ficile) da collegare al televisore... e poi il Lego , il mio preferito , ne avevo due buste di plastica piene...

Oggi babbo passa principalmente per farsi vidimare le strisciate della Mastercard smiley
 

Ci sono solo due giorni all'' anno in cui non puoi fare niente: uno si chiama ieri, l'' altro si chiama domani, perci� oggi � il giorno giusto per amare, credere, fare e, principalmente, vivere. (Dalai Lama)

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renzo07
renzo07
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16/11/2010 4080
Inserito il 21/12/2016 alle: 13:52:23
In risposta al messaggio di Geogalle del 21/12/2016 alle 08:54:56

 Siamo stanti bimbi anche noi, o no? Anno 1958 (sette anni)

Alla stessa tua eta' (l'anno dopo) e' arrivato il Meccano N.1, qualcuno l'ha definito sarcasticamente un gioco classista perche' c'erano i vari numeri (mi sembra da 1 a 5), e quello con il numero piu' alto costava di piu'.
Poi il pallone di cui hai gia' parlato tempo fa.
Ed infine a 12 anni il registratore, il mitico Geloso G600 ancora a valvole...
Poi non ricordo altro di particolare.
Ciao,
Renzo.


Tequi
Tequi
-
Inserito il 21/12/2016 alle: 14:04:05
Natale per me non è un periodo felice.. speravo lo diventasse con la nascita di mia figlia ma purtroppo la sua felicità non è bastata.
Del natale ricordo una persona con un sacco della spazzatura pieno di effetti personali che va via, una persona che aspettavo come fosse babbo natale e che era tornata dopo essere stata anni in un posto non bello. Ero felice, pensavo di poter passare un po' di tempo con lui e invece mi salutò e andò subito via.
 
morodirho
morodirho
-
Inserito il 21/12/2016 alle: 14:39:18
sono nato nel 1944, e nel 1954 eravamo 5 figli, non c'era Babbo natale, c'era Gesu Bambino  , che era piuttosto ''taccagno'', e anche la Befana portava solo qualche calza , con il carbone di zucchero, e qualche mandarino,pero' ricordo quei momenti con una profonda nostalgia, non tanto per l'eta' quanto per la gioia che provavo per cose che  oggi sembrano insignificanti, e poi il natale era sempre gioioso, eravamo tutti felici in allegria, non come adesso che ( se va bene) è gia' un miracolo trovarsi riuniti, litigando per l'uso indiscriminato di smartphone,e caz....ate varie, che mi fanno imbiestalire. AUGURI COMUNQUE  A TUTTI wink
ab uno disce omnes
17
vagabondo romano
vagabondo ro...
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22/10/2008 13495
Inserito il 21/12/2016 alle: 15:26:38
I giochi erano quelli... meccano, trottola, colt rigorosamente a tamburo, e poche altre cose ma mai più di una per volta e alla befana... a Natale si scriveva la letterina  e si nascondeva sotto il piatto di papà che aspettava fino all'ultimo per accorgersene e poi leggeva, con il sorriso, tutti i buoni propositi bene in ordine sulla letterina scritta in bella grafia.

​Poi non restava che aspettare il 6 gennaio, il più bello fu quando trovai una biciclettina (con rigorosamente le rotelline di supporto) e appena furono tolte riuscii ad infilarmi la leva del freno in un ginocchio con la mia prima caduta...

Tutto era diverso la città assumeva un aspetto diverso e la gente aveva più sorrisi da distribuire .... ti salutavano pure quelli che vedevi solo da lontano senza aver mai scambiato una parola...
​era Natale  era festa grande con tutta la famiglia, anche quella grande con zii, cugini, nonni, intorno al tavolo e pure i più piccini potevano tirare a far tardi ascoltando storie mirabolanti da quelli grandi.




 

Sii sobrio e ricorda che non sempre sai bene come stanno le cose

A volte l''uomo inciampa nella verità, ma nella maggior parte dei casi, si rialza e continua per la sua strada
18
dani1967
dani1967
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03/09/2007 31289
Inserito il 21/12/2016 alle: 15:34:46
In risposta al messaggio di vagabondo romano del 21/12/2016 alle 15:26:38

I giochi erano quelli... meccano, trottola, colt rigorosamente a tamburo, e poche altre cose ma mai più di una per volta e alla befana... a Natale si scriveva la letterina  e si nascondeva sotto il piatto di papà che aspettava
fino all'ultimo per accorgersene e poi leggeva, con il sorriso, tutti i buoni propositi bene in ordine sulla letterina scritta in bella grafia. ​Poi non restava che aspettare il 6 gennaio, il più bello fu quando trovai una biciclettina (con rigorosamente le rotelline di supporto) e appena furono tolte riuscii ad infilarmi la leva del freno in un ginocchio con la mia prima caduta... Tutto era diverso la città assumeva un aspetto diverso e la gente aveva più sorrisi da distribuire .... ti salutavano pure quelli che vedevi solo da lontano senza aver mai scambiato una parola... ​era Natale  era festa grande con tutta la famiglia, anche quella grande con zii, cugini, nonni, intorno al tavolo e pure i più piccini potevano tirare a far tardi ascoltando storie mirabolanti da quelli grandi.   Sii sobrio e ricorda che non sempre sai bene come stanno le cose A volte l''uomo inciampa nella verità, ma nella maggior parte dei casi, si rialza e continua per la sua strada
...

un aspetto diverso e la gente aveva più sorrisi da distribuire

Oggi invece i bimbi li prendiamo a schiaffi ? A me il mondo che regredisce progressivamente col passare del tempo non ha mai convinto.

http://tinyurl.com/od3vvte
Per quel che mi riguarda, io viaggio non per andare da qualche parte, ma per andare. Viaggio per viaggiare.
R.L. Stevenson
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vagabondo romano
vagabondo ro...
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22/10/2008 13495
Inserito il 21/12/2016 alle: 16:10:33
In risposta al messaggio di dani1967 del 21/12/2016 alle 15:34:46

un aspetto diverso e la gente aveva più sorrisi da distribuire Oggi invece i bimbi li prendiamo a schiaffi ? A me il mondo che regredisce progressivamente col passare del tempo non ha mai convinto. Per quel che mi riguarda, io viaggio non per andare da qualche parte, ma per andare. Viaggio per viaggiare. R.L. Stevenson

Non capisco la polemica, non ho detto che ora prendiamo a schiaffi qualcuno, nemmeno che lo guardiamo storto, ho semplicemente detto che se incontravi per strada il solito dirimpettaio che vedevi tutte le mattine senza proferir parola a Natale ti veniva (ed insieme gli veniva) di regalare un sorriso accompagnato dalla parola "auguri" e magari da una stretta di mano.

​Ho anche detto altre cose, come che i regali a me piccino li portava la befana e non babbo Natale, personaggio del Nord e nemmeno Gesù Bambino a cui però dedicavo una letterìna di buoni propositi.
​L'albero di natele era uno sconosciuto ma non c'era casa che non avesse il presepe on il vellutello a mo' di prato....
​Scusa ma credevo che si dovesse parlare dei ricordi della nostra infanzia.

​Forse dalle tue parti a Natale vi salutate ancora tutti, da noi si sta più spesso chiusi in macchina per andare... che a passeggio per la via principale per raggiungere la Messa o solo la pasticceria per il dolce dell'ultimo minuto, sempre che si stia in città.

Sperando di essermi spiegato ti allungo un sorriso accompagnato dalla parola AUGURI a te e famiglia (come si usava) ma estendiamoli pure ai frequentatori di COL ,,,, che in questo rumoroso BAR, tra una gomitata e l'altra regalano compagnia e sorrisi a tutti.



 

Sii sobrio e ricorda che non sempre sai bene come stanno le cose

A volte l''uomo inciampa nella verità, ma nella maggior parte dei casi, si rialza e continua per la sua strada
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dani1967
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03/09/2007 31289
Inserito il 21/12/2016 alle: 16:28:01
In risposta al messaggio di vagabondo romano del 21/12/2016 alle 16:10:33

Non capisco la polemica, non ho detto che ora prendiamo a schiaffi qualcuno, nemmeno che lo guardiamo storto, ho semplicemente detto che se incontravi per strada il solito dirimpettaio che vedevi tutte le mattine senza proferir
parola a Natale ti veniva (ed insieme gli veniva) di regalare un sorriso accompagnato dalla parola auguri e magari da una stretta di mano. ​Ho anche detto altre cose, come che i regali a me piccino li portava la befana e non babbo Natale, personaggio del Nord e nemmeno Gesù Bambino a cui però dedicavo una letterìna di buoni propositi. ​L'albero di natele era uno sconosciuto ma non c'era casa che non avesse il presepe on il vellutello a mo' di prato.... ​Scusa ma credevo che si dovesse parlare dei ricordi della nostra infanzia. ​Forse dalle tue parti a Natale vi salutate ancora tutti, da noi si sta più spesso chiusi in macchina per andare... che a passeggio per la via principale per raggiungere la Messa o solo la pasticceria per il dolce dell'ultimo minuto, sempre che si stia in città. Sperando di essermi spiegato ti allungo un sorriso accompagnato dalla parola AUGURI a te e famiglia (come si usava) ma estendiamoli pure ai frequentatori di COL ,,,, che in questo rumoroso BAR, tra una gomitata e l'altra regalano compagnia e sorrisi a tutti.   Sii sobrio e ricorda che non sempre sai bene come stanno le cose A volte l''uomo inciampa nella verità, ma nella maggior parte dei casi, si rialza e continua per la sua strada
...

Debbo dire che in effetti dalle mie parti abbiamo ancora una dimensione umana, ma ai bambini si sorride anche sulla metro (scendo tutti i giorni nella capitale sabauda anche se vivo fuori). Ripeto, ieri sulla metro c'erano due bimbi e tutti gli sorridevano ammirati.
Tieni conto la differenza di generazione tra di noi, io facevo sia l'albero che il presepe, ma noi eravamo molto freddini con la chiesa già allora (non ricordo messe di natale). Oggi a casa mia niente presepe in quanto Gesù Bambino NON ESISTE (non esistendo gesù, ovviamente) ma solo Babbo Natale. Il ragazzo è troppo razionale, oggi mi ha fatto questioni su come i suoi compagni giustifichino la paternità condivisa tra Giuseppe e il loro Dio, tra un po' anche babbo natale crolla.
Ai miei tempi la befana portava solo dolci.
Ah, per me Natale era comunque stare sulla neve con papà e mio fratello.
Buone feste a tutti voi, per me fino al 25 sera sono un incubo che voglio che passi al più presto.

http://tinyurl.com/od3vvte
Per quel che mi riguarda, io viaggio non per andare da qualche parte, ma per andare. Viaggio per viaggiare.
R.L. Stevenson
Geogalle
Geogalle
-
Inserito il 21/12/2016 alle: 17:30:06
Anni cinquanta. La mia letterina a babbo Natale iniziava così:

" Caro babbo Natale mi chiamo..........................Volevo dirti che quest'anno non ho fatto i capricci, ho obbedito alla mia mamma ed a scuola ho avuto bei voti.
(che più o meno era quello che dicevo in confessionale all'arciprete).
Il 24 sera aiutavo mio padre a caricar la stufa di legna in modo che alle 24, quando arrivava, renne comprese, ci fosse ancora del tepore in casa. Poi mia madre metteva la "scaldiglia" sotto le gelide lenzuola ed .........a letto..

Modificato da Geogalle il 21/12/2016 alle 17:34:59
22
Giovanni
Giovanni
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28/08/2003 13188
Inserito il 21/12/2016 alle: 17:42:08
Mi unisco al gruppo di morodirho... degli anni quaranta, dove, usciti dalla guerra non è che si viaggiasse su quattro ruote ma solo su due, quelle del carro. Ricco era chi aveva in casa una bicicletta. Ma parlo dei miei Natali di allora.

Giocattoli nisba. Te li dovevi costruire da solo; mitici i 'carretti', quattro ruote ricavate dal taglio a fette di un tronco preventivamente forato per infilare gli assi. E vai! I più ricchi, quelli che abitavano dove le strade erano asfaltate, usavano i cuscinetti rimediati dal meccanico. Per Natale c'era il torrone della cena della vigilia di Natale, con il Millefiori (liquore). Nient'altro. Liquori per noi piccoli? Certo, un assaggio. A tavola si beveva vino e non acqua, dai 5 anni in su ma, dai cinque anni in su, si giocava e si lavorava pure per cui se non t'aiutavi con un po' di vino, non s'arrivava a sera mangiando un pezzettino di carne alla domenica e non sempre.

Per la Befana si appendeva la calza. A casa mia il carbone era carbone, chi sapeva del carbone dolce! Anzi, no, era il carbone residuo della legna messa a bruciare sul camino, quello dove si cuoceva la polenta tutte le sere dell'inverno. E, se andava bene, un mandarino ma se era arancia era una goduria. Morodirho mi ha ricordato la letterina di Natale, pieghevole, che, per chi poteva, c'era anche il presepe che diventava tridimensionale; ma per chi poteva, altrimenti un foglio bianco con scritto a colori 'Natale'. Babbo faceva finta di non vederla sotto il piatto del brodo del pranzo di Natale, poi la leggeva, poi ti abbracciava.

Un Natale particolare fu quello del 1956, grande nevicata. Quell'anno il nostro comune decise di dare la Befana a tutti i bambini. Cerimonia in  comune dopo la messa delle 9, consegna ad ognuno di noi di una di quelle buste di carta marrone da negozio di alimentari e dentro qualche caramella, un dolce (sarà stato un panettone, chissà, allora non se ne conosceva l'esistenza) e, per me, fortunatissimo, un piccolo camion con rimorchio, con la carica a molla (ovviamente, le batterie a stilo forse non esistevano neanche), lungo, fra motrice e rimorchio, una quindicina di centimetri, di quelli di latta, con le lamelle ricurve per le giunture. A tutti i miei amici era capitata la macchinina ma a me un bel camion a rimorchio (così allora si chiamavano) che m'è durato fino a Pasqua e quanta terra ha trasportato lo sa solo lui!

Natale era una gran festa perché finalmente ci si vedeva, non c'erano mezzi privati di trasporto, quindi gli incontri erano rarissimi: Natale, matrimoni e funerali; e perché finalmente si mangiava, si mangiava carne che durante l'anno scarseggiava parecchio. Poi attorno al fuoco ed i grandi con il loro racconti. Ricordo ancora meravigliato i racconti di guerra dei grandi, il capitano che aveva detto, il sergente che aveva fatto, sempre con nome e cognome: io ho fatto il militare, mi ricordassi un nome!

Oggi, però, tutti gli anni la solita storia, 'st'anno peggio dell'anno scorso, 'st'anno peggio dell'anno scorso... farei vivere a questi scontenti il Natale del 1946, con i fori delle bombe sui muri di casa... altro che smartphone, tv (che allora non c'era), vacanza (allora non si faceva neanche il viaggio di nozze) e mi fermo qui per pietà.

Buone Feste a tutti! Non me la sento di augurare specificatamente Buon Natale: sto leggendo la Bibbia e non me la sento di festeggiare il figlio del dio della Bibbia. Me ne guardo bene! Scusate la divagazione!

Giovanni
14
arcagia640
arcagia640
22/12/2011 1904
Inserito il 21/12/2016 alle: 17:56:31
Anche io ebbi in dono il meccano e la pista delle auto gli anni non li ricordo,il registratore geloso ce l'ha ancora funzionante mio padre.....
.................................... i telai sono come i prosciutti buoni se stagionati....dal vangelo secondo Luca....(CADALORA)
Geogalle
Geogalle
-
Inserito il 21/12/2016 alle: 18:03:18
In risposta al messaggio di Giovanni del 21/12/2016 alle 17:42:08

Mi unisco al gruppo di morodirho... degli anni quaranta, dove, usciti dalla guerra non è che si viaggiasse su quattro ruote ma solo su due, quelle del carro. Ricco era chi aveva in casa una bicicletta. Ma parlo dei miei
Natali di allora. Giocattoli nisba. Te li dovevi costruire da solo; mitici i 'carretti', quattro ruote ricavate dal taglio a fette di un tronco preventivamente forato per infilare gli assi. E vai! I più ricchi, quelli che abitavano dove le strade erano asfaltate, usavano i cuscinetti rimediati dal meccanico. Per Natale c'era il torrone della cena della vigilia di Natale, con il Millefiori (liquore). Nient'altro. Liquori per noi piccoli? Certo, un assaggio. A tavola si beveva vino e non acqua, dai 5 anni in su ma, dai cinque anni in su, si giocava e si lavorava pure per cui se non t'aiutavi con un po' di vino, non s'arrivava a sera mangiando un pezzettino di carne alla domenica e non sempre. Per la Befana si appendeva la calza. A casa mia il carbone era carbone, chi sapeva del carbone dolce! Anzi, no, era il carbone residuo della legna messa a bruciare sul camino, quello dove si cuoceva la polenta tutte le sere dell'inverno. E, se andava bene, un mandarino ma se era arancia era una goduria. Morodirho mi ha ricordato la letterina di Natale, pieghevole, che, per chi poteva, c'era anche il presepe che diventava tridimensionale; ma per chi poteva, altrimenti un foglio bianco con scritto a colori 'Natale'. Babbo faceva finta di non vederla sotto il piatto del brodo del pranzo di Natale, poi la leggeva, poi ti abbracciava. Un Natale particolare fu quello del 1956, grande nevicata. Quell'anno il nostro comune decise di dare la Befana a tutti i bambini. Cerimonia in  comune dopo la messa delle 9, consegna ad ognuno di noi di una di quelle buste di carta marrone da negozio di alimentari e dentro qualche caramella, un dolce (sarà stato un panettone, chissà, allora non se ne conosceva l'esistenza) e, per me, fortunatissimo, un piccolo camion con rimorchio, con la carica a molla (ovviamente, le batterie a stilo forse non esistevano neanche), lungo, fra motrice e rimorchio, una quindicina di centimetri, di quelli di latta, con le lamelle ricurve per le giunture. A tutti i miei amici era capitata la macchinina ma a me un bel camion a rimorchio (così allora si chiamavano) che m'è durato fino a Pasqua e quanta terra ha trasportato lo sa solo lui! Natale era una gran festa perché finalmente ci si vedeva, non c'erano mezzi privati di trasporto, quindi gli incontri erano rarissimi: Natale, matrimoni e funerali; e perché finalmente si mangiava, si mangiava carne che durante l'anno scarseggiava parecchio. Poi attorno al fuoco ed i grandi con il loro racconti. Ricordo ancora meravigliato i racconti di guerra dei grandi, il capitano che aveva detto, il sergente che aveva fatto, sempre con nome e cognome: io ho fatto il militare, mi ricordassi un nome! Oggi, però, tutti gli anni la solita storia, 'st'anno peggio dell'anno scorso, 'st'anno peggio dell'anno scorso... farei vivere a questi scontenti il Natale del 1946, con i fori delle bombe sui muri di casa... altro che smartphone, tv (che allora non c'era), vacanza (allora non si faceva neanche il viaggio di nozze) e mi fermo qui per pietà. Buone Feste a tutti! Non me la sento di augurare specificatamente Buon Natale: sto leggendo la Bibbia e non me la sento di festeggiare il figlio del dio della Bibbia. Me ne guardo bene! Scusate la divagazione! Giovanni
...

Quel febbraio del 1956 lo ricordo anch'io. Venezia registrò -14. Gelata la fontana esterna dove prelevavamo l'acqua e i "cerchi" della stufa che erano incandescenti a son di alimentar la stessa.
Parte della laguna gelata. Il problema era quando si andava in bagno (bagno per modo di dire) che non era riscaldato (la stufa era in cucina). Coperta sulle spalle e via. Incredibile, incredibile. Quando lo racconto a mio figlio si mette ridere
Fortuna che Babbo Natale arrivò qualche settimana  prima, perché se saltavi quel "giro" chi lo vedeva più un giocattolo od un pezzo di mandorlato
morodirho
morodirho
-
Inserito il 21/12/2016 alle: 18:33:39
una sola cosa : avevamo pochissimo, ma eravamo felici . smiley qualsiasi cosa fuori dal comune era una gioia, ci bastava giocare e stare insieme .wink, niente capricci ne pretese ,bastava uno sguardo del mio vecchio per farci stare zitti, non come ora, dove ai figli viene dato tutto  e dove tutto sia dovuto sad,infatti i risultati sono evidenti
ab uno disce omnes
16
campersempre
campersempre
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20/11/2009 5538
Inserito il 21/12/2016 alle: 18:54:52
Il "meccano", ma quello color naturale, uno/due pezzi verniciati ... costava meno wink
Il "Forte Apache" con soldatini giubba blu e indiani ... ma non troppi e un paio di cavalli ... gli altri andavano in guerra a piedi smiley
Il "Traforo" che mi serviva per farmi le casette fuori dal Forte Apache cool

Il "Trenino Lima" ... il Marklin costava troppo ...

Poi già grandicello (quando oramai a Gesù bambino e a Babbo Natale non ci si credeva più sad) il registratore "Geloso" con il quale feci la prima prova ufficiale registrando mio nonno che suonava il violino ... il quale ascoltando la registrazione a fine prova aveva bofonchiato "Suono meglio io ...." laugh
Saluti e buoni km a tutti. Bruno _______________________________________ Le persone non fanno i viaggi, sono i viaggi che fanno le persone (John Steinbeck)

Modificato da campersempre il 21/12/2016 alle 18:59:02
Geogalle
Geogalle
-
Inserito il 21/12/2016 alle: 19:01:00
In risposta al messaggio di campersempre del 21/12/2016 alle 18:54:52

Il meccano, ma quello color naturale, uno/due pezzi verniciati ... costava meno  Il Forte Apache con soldatini giubba blu e indiani ... ma non troppi e un paio di cavalli ... gli altri andavano in guerra a piedi Il Traforo
che mi serviva per farmi le casette fuori dal Forte Apache  Il Trenino Lima ... il Marklin costava troppo ... Poi già grandicello (quando oramai a Gesù bambino e a Babbo Natale non ci si credeva più ) il registratore Geloso con il quale feci la prima prova ufficiale registrando mio nonno che suonava il violino ... il quale ascoltando la registrazione a fine prova aveva bofonchiato Suono meglio io ....  Saluti e buoni km a tutti. Bruno Le persone non fanno i viaggi, sono i viaggi che fanno le persone (John Steinbeck)
...

Il Lima: Una meraviglia, una meraviglia.

Passato il Natale, ricordo che gli ulteriori giochi li trovavo dentro questa confezione di detersivo che mia madre acquistava a Rialto. Rovesciavo tutto il contenuto per trovar il soldatino o la macchinetta.......


bruno b
bruno b
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Inserito il 21/12/2016 alle: 19:02:52
In risposta al messaggio di morodirho del 21/12/2016 alle 18:33:39

una sola cosa : avevamo pochissimo, ma eravamo felici . qualsiasi cosa fuori dal comune era una gioia, ci bastava giocare e stare insieme ., niente capricci ne pretese ,bastava uno sguardo del mio vecchio per farci stare zitti, non come ora, dove ai figli viene dato tutto  e dove tutto sia dovuto ,infatti i risultati sono evidenti ab uno disce omnes

Adesso insieme a Gesù bambino sono spariti anche i mandarini , soppiantati dalle clementinelaughsadBruno
Se tremi per l''indignazione davanti alle ingiustizie, allora sei mio fratello.-- Che Guevara






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