Poi il fucile sbilenco lo avevano dato proprio a te , che sfiga... Guarda non lo so, però le altre rare volte nella mia vita che ho sparato non ." /> Poi il fucile sbilenco lo avevano dato proprio a te , che sfiga... Guarda non lo so, però le altre rare volte nella mia vita che ho sparato non ." /> Poi il fucile sbilenco lo avevano dato proprio a te , che sfiga... Guarda non lo so, però le altre rare volte nella mia vita che ho sparato non ." />
quote:Risposta al messaggio di 4road inserito in data 08/02/2015 22:48:09 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>>
quote:Poi il fucile sbilenco lo avevano dato proprio a te , che sfiga...>> Guarda non lo so, però le altre rare volte nella mia vita che ho sparato non ho fatto così ******. Va detto che la cosa mi interessava meno di zero, per me contava finire e togliermi quel fucile di mano il prima possibile, mi dava un gran fastidio anche solo averlo in mano. Difficile che ti venga una cosa di cui non ti frega nulla.
http://tinyurl.com/poyhyhh
Per quel che mi riguarda, io viaggio non per andare da qualche parte, ma per andare. Viaggio per viaggiare.
R.L. Stevenson quote:Risposta al messaggio di 4road inserito in data 08/02/2015 22:48:09 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>> Ah, in uno scenario da anni 60-90 la pianura padana sarebbe stata verosimilmente incenerita in poche ore da un attacco atomico... le caserme erano ben evidenziate nelle foto aeree diffuse bianchettando gli obbiettivi militari, i nemici non dovevano nemmeno chiedersi dove fossero.
http://tinyurl.com/poyhyhh
Per quel che mi riguarda, io viaggio non per andare da qualche parte, ma per andare. Viaggio per viaggiare.
R.L. Stevenson quote:Risposta al messaggio di 4road inserito in data 08/02/2015 22:48:09 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>> Bhe... Per quel che riguarda la prima guerra mondiale, va detto che gli austrici erano impegnati su tre fronti,che ci fù per tre anni una situazione di stallo, rotta solamente dal crollo dell'impero Austro-Ungarico, dovuto a problemi interni ( causati anche dalla guerra). Senza nulla togliere al sacrificio dei ns soldati. Per il resto credo che dal punto di vista militare un grosso esercito, poco preparato , serva a poco. Per quel che riguarda educazione, amicizie ecc.ecc. nella mia vita la naja non ha lasciato un grande segno... Stefano
quote:Risposta al messaggio di dani1967 inserito in data 08/02/2015 22:22:23 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>> nella mia camerata vi erano tre ragazzi che scontavano appunto anni di leva in concomitanza del carcere. Non ti dico che crema ... Strafatti da mattina a sera di notte diventavano dei veri selvaggi. Avevano coltelli lunghi come Katane ogni tanto qualcuno finiva male (non secco ma tagliuzzato). Pero' anche loro non erano esenti da guai perché ogni tanto arrivava "l' Alieno" , colui che non ti aspetti. Un siciliano buono come il pane ma forte come un bue non reggeva un dito di birra , una volta lo fecero bere , al rientro uno dei tre cattivi ando ' ad importunarlo e volo' dal primo piano , era cosi' fatto che dormi ' tutta la notte in cortile e si fece un mese di ospedale. Poi fu la volta di un pugile dilettante , lasciatemi stare continuava a dire finche' una sera li pesto' tutti e tre , ne presero cosi' tante da non sapere come metterle. Brutta gente , pronta a darle e abituata a prenderle e gli altri di mezzo. L' ultimo che si congedo ' ebbe la bella idea di svegliare tutto il piano tirando cinghiate alla gente che dormiva. Non se ne poteva piu' fu afferrato da diversi e strappata di mano la cinghia gliene furono date (chinghiate) almeno per mezz'ora . La mattina dopo ci stillo' in faccia "e' finita !" mentre lo mettevano nella camionetta dei CC per riportarlo in carcere. a raccontarlo cosi' sembra divertente ma non lo era affatto.
Ci sono solo due giorni all' anno in cui non puoi fare niente: uno si chiama ieri, l' altro si chiama domani, perci� oggi � il giorno giusto per amare, credere, fare e, principalmente, vivere. (Dalai Lama)
quote:Risposta al messaggio di dani1967 inserito in data 08/02/2015 23:06:53 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>> Bhe insomma, per tua informazione. http://it.wikipedia.org/wiki/Site_Rigel Ho visto un paio di volte entrare mezzi di circa 30 / 35 metri coperti da telone militare scortati da jeep Usa ,entrati li dentro e mai più usciti. Dall'alto non vedi nulla, ma dentro in pochi sapevano veramente cosa c'era. saluti
Le parole sono quelle nere. quote:Risposta al messaggio di Roberto66 inserito in data 08/02/2015 23:24:27 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>> La mia storia è assai più triste, forse ne avevo già accennata sul forum. A fronte di un livello medio delle persone decisamente più alto, c'era un ragazzo che entrato pulito nell'esercito, in una missione all'estero aveva scoperto l'uso della droga. Una sera questo ragazzo mi si avvicina chiedendomi di fargli la branda, io ero arrivato da pochissimo e non conoscevo la situazione; io lo mandai a quel paese, invitandolo a passare la notte a sbrandarmi se voleva, e non capii i suoi soci allarmati che mi chiedevano di farlo; capii il perché il giorno dopo. Ovviamente la cosa non aveva nessun collegamento diretto, ma fu trovato morto nei cessi per una doppia dose di droga, peraltro fatta mentre tutti eravamo in adunata; il ragazzo per problemi di vita che nessuno conosceva ovviamente aveva deciso di farla finita. Ora, non è detto che se il soggetto era predisposto non sarebbe finita così lo stesso, ma certo aver trovato quell'ambiente così predisponente a certe cose non può non aver aiutato a dare il colpo finale. Quale fu la reazione della caserma ? La cosa più grave fu che alcuni sprovveduti fecero uso della libertà di espressione che normalmente un cittadino ha e diedero qualche innocente dichiarazione ai giornali; ovviamente quello che tutti sapevamo, ovvero che lui la droga l'aveva conosciuto durante la naja, non fu detto. Il risultato fu che un noto colonnello fece una mitica adunata di quelle da Terrore dove tutti dovevano restare immobili; di conseguenza un ragazzo svenne ma nessuno lo prese, per cui si ruppe pure un pezzo (non ricordo se il naso o un braccio). Tutto per una banda di idioti incompetenti. Francamente non so come sia oggi, ma spero vivamente che quel mondo sia totalmente scomparso con l'avvento dell'esercito professionale.
http://tinyurl.com/poyhyhh
Per quel che mi riguarda, io viaggio non per andare da qualche parte, ma per andare. Viaggio per viaggiare.
R.L. Stevenson quote:Risposta al messaggio di dani1967 inserito in data 09/02/2015 09:29:49 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>> Mi sa che non era l'unico a farsi delle punture, da noi passava regolarmente ogni 2 settimane l'ufficiale medico a controllare i militari, per verificare eventuali uso di droghe, al primo sospetto, anche di comportamento, eri inviato all'ospedale militare di BZ per accertamenti, in caso positivo, immediatamente congedato con il famoso articolo. Ci furono solo 2 casi nel mio periodo era 81. saluti
Le parole sono quelle nere. quote:Risposta al messaggio di Clay inserito in data 09/02/2015 09:54:18 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>> Lui era stato controllato pochi giorni prima, ed era risultato pulito.
http://tinyurl.com/poyhyhh
Per quel che mi riguarda, io viaggio non per andare da qualche parte, ma per andare. Viaggio per viaggiare.
R.L. Stevenson quote:Risposta al messaggio di dani1967 inserito in data 08/02/2015 22:22:23 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>> Forse hai ragione, non tanto per lo scopo, che per me fa la differenza tra il fare una cosa utile e una cosa inutile, quanto, dopo aver letto il post di Roberto, per il fatto che vieni messo a contatto con gente con cui faresti volentieri a meno e che si spera non incontrerai di più in vita tua...quindi alla fin fine cui prodest? Gianluca & C.
quote:Risposta al messaggio di morodirho inserito in data 09/02/2015 12:03:09 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>> Mah, la distribuzione gratuita e diffusa del cordiale non è che sia poi molto furba. nelle popolazioni alpine le malattie e morti alcol correlate sono ancora oggi fuori dalle righe, solo che l'alcol, e sopratutto i superalcolici, viene visto ancora come un sorrisino esaltandone la sua funzione di aggregazione sociale, la droga come il demonio. Ma se vissuto male, tra alcol e droga non c'è differenza. Io, pur avendo fatto la leva nel corpo degli alpini, non condivido per nulla la retorica del vino degli alpini. Lo so, il COLlista più vicino a me, il buon giorgio, volontario e alpino al midollo, soffrirà nel sentire quanto sia lontano, ma forse davvero c'è differenza tra aver fatto ed essere alpini.
http://tinyurl.com/poyhyhh
Per quel che mi riguarda, io viaggio non per andare da qualche parte, ma per andare. Viaggio per viaggiare.
R.L. Stevenson quote:Risposta al messaggio di dani1967 inserito in data 09/02/2015 12:20:24 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>> mai avuto nessun cordiale,forse perchè gli autieri devono essere sobrii.[:)][:)]Per tornare in argomento, dai vari interventi si puo' dedurre che chi ha fatto il militare in posti non operativi giudica il servizio inutile e anche dannoso,mentre chi ha dovuto ''lavorare'',sia in officine che in altri ambiti,tende a considerarlo come una cosa non totalmente negativa,nonostante tutti i problemi . aliena vitia in oculis habemus, a tergo nostra sunt.
quote:Risposta al messaggio di morodirho inserito in data 09/02/2015 13:08:03 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>> Ma la mia impressione la grossa differenza la fa anche l'età e la fase della vita in cui si è affrontata la cosa. Ripeto, io non ho passato il mio tempo a girarmi le dita, ma avevo la testa altrove e non avevo nessuna intenzione o divertimento o gradimento nel fare quello che facevo. Un ragazzo di 19 anni, privo di occupazione o comunque ben disposto a nuove esperienze, ovviamente vede la cosa in modo differente. Ricordo ragazzi che avevano la cascina con le bestie, che hanno vissuto questa esperienza come unica, in quanto unica possibilità per loro di viaggiare e vedere il mondo. Ragazzi che non avevano mai visto il mare o anche solo un'autostrada, e questo non nel 1950, ma nel 1993; ovviamente per costoro, che comunque sapevano piegarsi i calzini, fare cose differenti da quelle che facevano da sempre, vedere ragazzi da tutte le regioni, e sopratutto essere considerati qualcuno (questo si, a naja ti si da una funzione e questa, anche se infima, ti viene riconosciuta) diventa una esperienza unica. Ma ripeto, fare come me la naja ad una certa età e con un occhio evidentemente più critico toglie totalmente gli aspetti di crescita, tutto vorrei piuttosto che identificarmi con quel momento, anche se potrei raccontare benissimo una storia differente e volendo interessante dicendo le cose che facevo.
http://tinyurl.com/poyhyhh
Per quel che mi riguarda, io viaggio non per andare da qualche parte, ma per andare. Viaggio per viaggiare.
R.L. Stevenson quote:Risposta al messaggio di dani1967 inserito in data 09/02/2015 13:25:38 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>> Avevo 21 anni e un lavoro che mi piaceva, il servizio di leva mi ha permesso di ampliare le mie conoscenze nel campo della mia attivita'(tutto serve nella vita) e ho passato dei mesi che mi sono serviti anche dopo il servizio militare,tanto che poi ho potuto lavorare su mezzi industriali, grandi motori e altro ancora.Ripeto,parlo per quello che mi riguarda,ritengo di non aver sprecato il tempo della naia, non ho certo rimpianti ma è servito.Poi ognuno ha le sue idee.[:)][:)] aliena vitia in oculis habemus, a tergo nostra sunt.
quote:Risposta al messaggio di morodirho inserito in data 09/02/2015 14:07:01 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>> non è una questione di idee, ma di fatti. a te è andata bene. a tutti quelli che è servito a qualcosa e andata bene. ma purtroppo non a tutti. Pasquale.
quote:Risposta al messaggio di dani1967 inserito in data 09/02/2015 09:29:49 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>> Lo tile di comado e' quello direttivo , secco duro ,. Lo scopo e' quello di convincere le persone a fare quello che normalmente non farebberio , ovvero andare in battaglia.. In mezzo ad una battaglia poi non vi e' tempo per le esitazioni , per le conferenze , bisogna intendersi in mezzo ai bombardamenti , la gente deve rispondere come una molla. Ti insegnano a sopravvivere in un ambiente marziale , le grida in mezzo ai piazzali , i capelli corti , Gli stivali lucidi , sbattere i tacchi . Sembra incredibile ma il primo giorno di car vedi una massa eterogenea come se fossi in metropolitana , dopo un mese una sola persona riesce a far spostare anche tre quattrocento persone da una parte all' altra del piazzale senza indugi. Il problema si poneva nel momento in cui si andava oltre l' aspetto funzionale e pratico. Persone chiuse in un ambiente chiuso da alti muri non si aprono al mondo , si chiudono. Ti niventi tutte quelle stupidate che tendono a differenziarti , le stellette , il cappello piegato , i pantaloni fuori dall' anfibio ... Il nonnismo in fondo faceva comodo , garantiva il controllo dall' interno , fuori dagli orari di lavoro o quando volti le spalle . Tolleravano che tre scaglioni alla volta si prendessero delle liberta' in cambio di maggiore disciplina. Inserito in questa logica soccombevi in attesa del tuo turno. Attesa , attesa la naja era tutta un attesa . Poteva essere anche comoda pero' potevi permetterti di non pensare , cosa fare come vestirsi . Ti sfamavano ti davano da dormire , se non eri capace di fare qualcosa non ti potevano cacciare , il via vai generava approssimazione , era normale che le cose non fossero fatte bene , non dovevi produrre utili , costruire qualcosa . Dovevi passarci un anno , punto. Prima di te tantissimi dopo di te tantissimi. Scusate la lungaggine.
Ci sono solo due giorni all' anno in cui non puoi fare niente: uno si chiama ieri, l' altro si chiama domani, perci� oggi � il giorno giusto per amare, credere, fare e, principalmente, vivere. (Dalai Lama)
quote:Risposta al messaggio di Gattosilvestro inserito in data 09/02/2015 21:13:49 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>> La naja è una palla e non credo sia una questione di sede operativa o meno (qual'è poi la differenza in tempo e in terra di pace?) penso invece che non sia stata offerta l'opportunità ai militari di leva di imparare a fare qualcosa di utile. Corsi di lingue straniere = zero Corsi di pronto soccorso = zero Aiuti alla popolazione nei casi di eccezionali avversità atmosferiche = zero Sgombero di rifiuti e pulizia delle discariche abusive = zero Aiuti ai bisognosi = zero L'elenco sarebbe lungo, eterno.id="red"> id="black">id="black">Ok, ci siamo finalmente. Pasquale.
quote:Risposta al messaggio di Gattosilvestro inserito in data 09/02/2015 21:13:49 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>> Non sono d'accordissimo All'inizio della naja ho fatto quasi 3 mesi a Roma ho girato tutta la città praticamente a gratis musei , il Vaticano, pinacoteche, e tutte le bellezze della città eterna, il mare di Ostia. Essendo una scuola avevo quasi tutti i we liberi. Lingua straniera si ho passato circa 9 mesi a stretto contatto con gli americani, la maggior parte di loro non parlava Italiano, ed io ho migliorato molto il mio Inglese maccheronico . Aiuti alla popolazione li era dura aiutarli specialmente quando ti correvano dietro con forconi e vanghe , diciamo che ci siamo difesi più di una volta. Sgombro di discariche non esistevano in quella zona. Aiuti per il terremoto, si alcuni ragazzi del 80 passarono 3 mesi a scavare in Irpinia circa 150 militari partirono dalla mia caserma. Nessuno si annoiava , mediamente quelli in batteria passavano circa 300 giorni nei campi di addestramento, quelli più fortunati si congedavano con 20 giorni di licenza, ma erano molto pochi, mediamente erano 12/14 giorni. I campi li facevano a Monte Romano, Anterselva ma solo dopo le prime nevicate, nel Cadore, ecc non li ricordo tutti. Su 450 militari in caserma non erano presenti mai più di 150 /200 il resto erra sempre a spasso. Ad agosto del 1981 venne il generale Dozier ( quello che fu rapito dalla brigate rosse) a consegnare la targa commemorativa al gruppo perché arrivò primo nelle valutazioni Nato. Non so se sia servito qualcosa ,ma dopo quasi 35 anni ho la fortuna di sentire e vedere ancora alcuni dei miei compagni di camera, si sono create delle amicizie che non hanno tempo, forse è la cosa migliore di quell'anno. Per me dipende molto dal carattere e di come si è vissuto quel periodo io non posso parlarne male , un anno di ferie filato non l'ho più fatto devo aspettare la pensione se qualche governate me la darà [V] saluti
Le parole sono quelle nere.