quote:Risposta al messaggio di Yuma-58 inserito in data 29/10/2014 17:28:35 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>> Ariazz!! Io invece sto a casa e festeggio il Capodanno in famiglia,come da tradizione. Abito a Vibo e quindi volendo quel cin -cin se po' fa'. In Sicilia sono stato a settembre,zona Marsala,Trapani, Palermo e,tanto per non dimenticare Portella della Ginestra. Panini con la"meuza"a gogo'. f.z.
quote:Risposta al messaggio di zorretto inserito in data 29/10/2014 19:22:24 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>> Peccato.. una bella bisticciata tet a tet, non ce l'avrebbe tolta nessuno... Non credo di passare dalle tue parti... parto e arrivo a Civitavecchia con la nave... Sarà per un'altra volta...[;)] Il bello e il cattivo tempo, non dura tutto il tempo
quote:Risposta al messaggio di Yuma-58 inserito in data 29/10/2014 19:35:56 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>> Può darsi (per la bisticcita). Ma poi quando si parla tet a tet ci si spiega meglio. Sara' quando sara' . f.z.
quote:Risposta al messaggio di zorretto inserito in data 30/10/2014 00:14:27 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>> [;)][;)][;)] Il bello e il cattivo tempo, non dura tutto il tempo
quote:Risposta al messaggio di Gattosilvestro inserito in data 28/10/2014 09:53:26 (> sapessi quanto ti sbagli!! E' una festa celtica che nel nord del paese viene tramandata dalla notte dei tempi... Nella notte di tutti i santi, nelle campagne mantovane si usava realizzare figure e maschere che ricordassero teschi, per esorcizzare l’idea della morte nei giorni in cui i mondi dei vivi e dei trapassati entravano in comunicazione. Per creare queste rappresentazioni dei defunti il materiale prediletto erano le zucche, per la loro forma e per essere vuote all’interno, erano perfette per ottenere volti spaventosi da illuminare poi nell’oscurità ponendo all’interno un lumino. Di solito, le lumere erano un compito divertente assegnato a bambini e ragazzi, che poi le utilizzavano per organizzare scherzi ai danni dei più paurosi, oppure per essere poste sulle finestre o lungo le strade. Tradizionalmente, queste luci avevano la funzione di illuminare la strada alle anime di passaggio da un mondo all’altro, e per questo venivano poste anche sulle vie d’accesso ai cimiteri. Usanze di un passato non così lontano che tornano oggi rimbalzando da oltre oceano, ma che fanno parte della nostra cultura e del folclore locale da secoli.Visualizza messaggio in nuova finestra
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BANZAI !!!!quote:Risposta al messaggio di seumas inserito in data 30/10/2014 12:35:01 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>> Non sapevo che le campagne mantovane comprendessero Tutto il territorio nazionale. Buono a sapersi [;)][:D][:o)] GS Corr. Pensa! E' gratis.....
quote:Risposta al messaggio di Gattosilvestro inserito in data 30/10/2014 14:12:21 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>> non capisco...era solo un esempio, perché era vicino a casa mia... Massafra in provincia di Taranto gli anziani raccontano che il 31 ottobre i morti di notte escono dal cimitero in processione e percorrono le vie del paese vecchio con il dito acceso a mo' di candela. Se incontrano un passante che va al mattino presto a lavorare lo uccidono e lo portavano con sé. Queste anime del purgatorio entrano nelle chiese per celebrare messa. Una volta un vivo entrò in chiesa e quando il prete si girò per la benedizione verso la navata, il vivo si accorse che non aveva il naso e solo allora fu sopraffatto dagli altri morti. Le anime del purgatorio erano molto rispettate nelle case dei nonni. Oltre ad un'apposita preghiera pronunciata ogni giorno durante il rosario, veniva loro riservavato tutto l'anno un coperto vuoto a tavola, con tanto di sedia, forchetta o cucchiaio e tovagliolo. Le anime del purgatorio ritornano nel cimitero la notte dell'Epifania. A Serra San Bruno, in Calabria, è ancora viva la secolare tradizione del "Coccalu di muortu". I ragazzini, dopo aver intagliato e modellato la zucca riuscendo a riprodurre un vero e proprio teschio (in dialetto serrese, appunto, "Coccalu di muortu"), gironzolano per le vie del paese tenendo in mano questa loro tetra creazione e, o bussando agli usci delle case oppure rivolgendosi direttamente alle persone che si incontrano per strada, esordiscono con la frase: "Mi lu pagati lu coccalu?" (tradotto letteralmente "Me lo pagate il teschio?"). Se volessimo dare un senso più logico e sequenzialmente più corretto, l'antica frase potrebbe essere intesa come "Guardi che opera d'arte che ho creato! Le piace? Mi piacerebbe che lei mi gratificasse ancor di più facendomi un'offerta in denaro!". In Friuli era allo stesso modo diffusa la tradizione di intagliare zucche con fattezze di teschio, e la credenza che nella notte dei morti questi potessero uscire dalle tombe, muoversi in processione, irretire i bambini, ed infine che gli animali nelle stalle potessero parlare. Sempre in Friuli era diffusa una tradizione pressoché identica a quella del "dolcetto o scherzetto", anche se applicata nelle festività natalizie o carnevalesche, feste che tuttavia hanno pure origine come riti di passaggio d'anno, similmente ad halloween. In queste occasioni infatti i bambini, eventualmente travestiti da figure spaventose e mostruose, potevano bussare di porta in porta recitando filastrocche il cui significato era quello di chiedere dolci, noci o piccoli regali, in cambio di un augurio rivolto all'interlocutore di accedere al paradiso.[senza fonte] In Sardegna è conosciuta come Is Animeddas, Su Candeleri, Su mortu mortu, Sas Animas, Su Peti Cocone, Su Prugadoriu o Is Panixeddas a seconda delle zone ed è una tradizione antichissima e prevede anch'essa di andare per le case a chiedere di fare del bene per le anime dei morti, i bambini che bussano alle porte si presentano come "sos chi toccana" ("quelli che bussano" in lingua logudorese).[31]. In Sicilia, nella notte tra l'1 e il 2 novembre, i cari defunti fanno visita ai parenti ancora in vita, portando doni ai bambini. In Puglia, in specifico a Orsara di Puglia, un piccolo paese montano della provincia di Foggia, la notte tra l'1 e il 2 di novembre si celebra l'antichissima notte del "fucacost" (fuoco fianco a fianco): davanti a ogni casa vengono accesi dei falò (in origine di rami secchi di ginestra) che dovrebbero servire a illuminare la strada di casa ai nostri cari defunti (in genere alle anime del purgatorio) che in quella notte tornano a trovarci. Sulla brace di questi falò, poi, viene cucinata della carne che tutti insieme si mangia in strada e si offre ai passanti. Nella giornata dell'1, nella piazza principale, si svolge, inoltre, la tradizionale gara delle zucche decorate (definite le "cocce priatorje" - le teste del purgatorio, nel senso delle anime del purgatorio). Caratteristiche molto simili ad Halloween si riscontrano nell'antica festa di Sant'Andrea celebrata a Martis e in altri comuni dell'Anglona e del Goceano, in Sardegna: la notte del 30 novembre gli adulti vanno per le vie del paese percuotendo fra loro graticole, coltelli e scuri allo scopo di intimorire i ragazzi e i bambini che nel frattempo vagano per le strade con delle zucche vuote intagliate a forma di teschio e illuminate all'interno da una candela. I giovani, quando vanno a bussare nelle case, annunciano la loro presenza battendo coperchi e mestoli e recitando una enigmatica e minacciosa filastrocca in lingua sarda Sant'Andria muzza li mani!... (Sant'Andrea mozza le mani) ricevendo in cambio, per questa loro esibizione, dolci, mandarini, fichi secchi, bibite e denaro BANZAI !!
quote:Risposta al messaggio di seumas inserito in data 30/10/2014 14:25:47 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>> Sta di fatto che sta "moda" è in auge da pochi anni. Quando ero bambino e pure ragazzo àlouin [:D] non esisteva proprio. Di questi tempi recenti anche questa ricorrenza è stata "commercializzata" al pari di tante altre. Comunque non ho nulla da lamentare in proposito, chi vuole fa, chi non vuole non fa. IO [^] Non Vuole [^][^][:D][:D][:D] GS Corr. Pensa! E' gratis.....
quote:Risposta al messaggio di Eleuterio bis inserito in data 29/10/2014 11:05:03 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>> Interessantissimo ma purtroppo se anche solo mi avvicino a questa roba i morti mica li festeggio, li vado a trovare (allergia). Purtroppo in Sicilia ai dolci dovrò rinunciare ...[V][V][V]
Per quel che mi riguarda, io viaggio non per andare da qualche parte, ma per andare. Viaggio per viaggiare.
R.L. Stevenson quote:Risposta al messaggio di seumas inserito in data 30/10/2014 14:25:47 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>> Hai ragione ma io la metterei sotto un altro piano. Per capire che la festa dei morti e halloween coincidono non solo come data ma anche come significato si deve fare un po' di sforzo di ricerca ed elasticità mentale. Inizialmente anche io ero assai scettico e caustico a riguardo. Ripensandoci, però, da bimbo io ho vissuto questa giornata come una palla incredibile, vestirsi bene, andare al cimitero, andare dai parenti ingessato, che noia, adesso invece i bimbi ne sono contenti e per loro è una vera festa. Per non parlare degli adolescenti, che vanno in disco a fare le feste mascherati, e le ragazze un po' meno ... [:D][:D][;)][;)][:p][:p][:p] Beata gioventù
Per quel che mi riguarda, io viaggio non per andare da qualche parte, ma per andare. Viaggio per viaggiare.
R.L. Stevenson